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Lasciateli perdere, lasciateli voi

di aleheavygrinder

Riferimento alla lettera: A tutti i lasciati di ogni ordine e grado fra quelli abbandonati spregevolmente dopo vessazioni, menzogne, raggiri, imbrogli, tradimenti e ambiguità varie, lasciate perdere. State rincorrendo o rimpiangendo individui che vi hanno dimostrato una sola cosa, di avervi volontariamente fatto del male. Premeditandolo e attuandolo. Ma non solo, partendo dalla...
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Categorie: - Amore

2.689 commenti

Pagine: 1 51 52 53 54

  • 2601
    aleheavygrinder -

    Grande LisKoop, hai già ingranato sulle lettere. Mi rende contento vedere spuntare i fiori. Vai così, al timone ora.

  • 2602
    LisKoop -

    Caro Ale,
    la tua ‘scena’ illustra piuttosto bene quale sia la tua visione – e forse la tua esperienza (?) – del tema amoroso e, piu in generale direi, della vita e dei valori che uno cerca e sceglie di seguire. Nell’insieme condivido a pieno questa tua visione, ma rimangono dei dettagli che percepisco come “stonati”, anche se non saprei indicarli con precisione. Rimane più che altro una sensazione, ma ancora confusa e che al momento non riesco a mettere a fuoco. Sarà per il momento che sto vivendo o forse per il fatto che al bistrot non mi sono mai veramente fermata a bere un intruglio tanto per stordirmi o per elettrizzrmi un po’.. 🙂 non lo so, forse avrei dovuto…
    Sicuramente il fatto di essere stata per tanto tempo con qualcuno, mi ha fatto perdere di vista me stessa in quanto persona a sé stante, destinata ad un proprio cammino e ad una propria ricerca. Ogni giorno che passa mi appare piu’ chiaro quanto io abbia messo da parte me stessa per lei o per la coppia e a volte – quando sono più “razionale” e meno dolorante – penso che forse questa separazione porterà anche dei risvolti positivi.
    Allo stesso tempo, tuttavia, il non condividere più con un’anima affine quello che mi viene incontro sul mio cammino, mi fa percepire un po’ tutto come se avesse un valore ed un peso diverso rispetto a prima. Gli eventi negativi sembrano amplificati, ma non piu’ pesanti di prima, come se da sola riuscissi a gestirli meglio; mentre quelli positivi li percepisco come meno coivolgenti e fonte di una gioia incompleta, in quanto non condivisa.
    Magari tutto questo è solo un momento di passaggio, preliminare al compimento del famoso e sperato “capolavoro”, ma in questo momento, sono tante le cose che rimangono difficili o misteriose: bastare a se stessi e andare avanti per la propria strada, non badar piu’ a chi è rimasto indietro, ma soprattutto conoscere quale sia la propria missione!!
    E tu, hai già chiara quale sia la tua?
    Io non posso fare altro che navigare a vista, mentre la meta ed il motivo del viaggio restano ancora un mistero… mi dirai che non importa, che l’importante è il viaggio in sè, l’avventura, la scoperta… ma allora perchè mi sembra solo di andare alla deriva?
    Un abbraccio anche a te.

  • 2603
    Angelo Azzurro -

    forse riesco a risponderti io Liskoop, io è da poco che ho veramente compreso con chiarezza tutto quello che Ale ed altri dicevano in questa lettera, a livello razionale lo avevo capito anche da prima, ma a livello emotivo no, il bistrot a cui si riferiscono ed in cui tutti bevono, è il mirabolante mondo dei rapporti amorosi, purtroppo al mondo, riguardo a questo aspetto, molte persone bevono alla cieca, superficialmente, incontrano altre persone che offrono loro del vino, l’amore, e lo bevono chiedendone ancora, così chi lo offre ne versa di nuovo e così via, chi beve apprezza il vino e chi lo offre si sente appagato, così chi beve ne chiede di nuovo e chi offre, ne versa di più, ma chi lo chiede non lo fa perché ha capito che è vino buono e che vale la pena berlo, lo fa per spirt o perché in quel momento non c’è in giro di meglio, per noia, per traumi infantili mai risolti. Questo non è amore, è dipendenza, io dipendo da te perché tu mi ricopri di attenzioni, tu dipendi da me perché io ti permetto di riversare su di me il contenitore d’amore che hai e ti lusingo. A lungo andare però uno dei due, in genere chi riceve il vino, si stanca del solito gusto e cambia, spesso senza rimpianti e molto facilmente, per forza, lui non ha mai versato all’altro il suo vino, ha sempre e solo bevuto. Riuscire a spezzare questa catena non è facile per chi ha amato, per chi ha versato il vino. Il tempo ed il silenzio, il cambiare aria, voltare pagina, uscire dal bistrot, è l’unico modo per trovare chiarezza, trovare non solo pace ma anche ordine dentro di se. Man mano che il dolore si attenua si riesce a comprendere il valore dell’amore che si è in grado di dare ed a farne il giusto prezzo. Il prezzo è la cernita delle persone a cui darlo e le dosi. Io stesso ho imparato che la prima persona meritevole del mio vino sono io e che il mio vino è di ottima qualità. La regola secondo cui non si deve mangiare il proprio capitale, tipica di chi lavora nell’ambiente degli alimentari, pasticceria e ristorazione, qui non vale. I primi a mangiare il nostro capitale dobbiamo essere noi, successivamente potranno mangiarne i meritevoli, coloro che per primi ci hanno offerto il loro vino e solo se esso era buono. I non…

  • 2604
    Angelo Azzurro -

    i non meritevoli invece saranno esclusi. In questo senso uscire dal bistrot e farsene uno per i cavoli nostri, in cui invitare i veri amici, è la cosa migliore che si possa fare. Riguardo alla mèta, ti stupirá sentirlo, ma per me non esiste una méta. Quando stavo con il mio compagno navigavo a motori al massimo convinto di percorrere una strada ben definita che portava ad un punto reale e sicuro. Una volta che lui mi ha abbandonato ho spento i motori ed alzato la vela, lasciandomi trasportare dal vento, alla deriva, la nave rallentata mi ha permesso di vedere isole, increspature sulle onde, animali marini, colori e tramonti che c’erano sempre stati e che non avevo mai visto. Ed è proprio questo il punto, non c’è una méta alla fine, la méta è come abbiamo vissuto la nostra vita, quanto abbiamo apprezzato i giorni, i momenti, le sensazioni. In tutto questo il fatto di avere qualcuno che le condivida con noi è superfluo. È così bello andare alla deriva. Andando ed andando alla fine ci si scontra con altre barche e magari su una di queste c’è proprio la persona che merita di bere il nostro vino.

  • 2605
    LisKoop -

    Ale, non credo di aver ben capito il tuo post precedente…

  • 2606
    aleheavygrinder -

    Mi riferivo ai tuoi commenti di ieri in altre lettere, LisKoop, molto intensi e pronti.
    Il mio percorso, e anche la mia storia (che non ho raccontato), non hanno utilità qui, nemmeno altrove. Non perché sono stati, in un certo senso, sui generis, ma perché so che qualsiasi storia è un pretesto. Lo butteremo a mare orima o dopo e tireremo fuori l’argenteria per dare un vero party che vada oltre i rifugi della mente. Allo stesso tempo penso che il sito stia dando buone risposte per affrontare diciamo l’immediato, si sente che è grande la componente dei non-contattisti, che resta la prima magia da fare, mantenere ed incentivare, senza indagare ragioni o salvare nessuno. Tagliare, smettere di avvelenarsi col proprio veleno o altrui veleno. Che è, nel sottile, No contact al proprio piccolo programma.
    Soluzioni, se si parla di tenere a galla la fiaba, non ce ne possono essere. Anzi, due ci sono: una è continuare a rincorrersi, ondeggiare senza risposte, fremere e bramare e in generale sbattersi per tovare un altro essere, perché, se quel desiderio è sovrastante e non lo si asseconda non si avanza. Se c’è, bisogna farlo. Porterà fuori? Sì, forse dopo un giro, forse dopo mille, affastella prove su prove senza sapere bene dove ci si trova. L’altra è seguire il cuore, che sa che è un luna park ed è pronto ad uscire. Allora, dove siamo diretti? A completarci da soli. Fra due esseri frammentati si ha una relazione adeguata. Serve a capire, un giorno, che non serviva un’altra persona per completarci: ma scegliendo di averla con noi e di fare lo stesso quell’esperienza, era indispensabile. Che vada bene o che finisca nella cronaca nera o su L.a.D., è solo l’ennesima storia fra esseri in via di completamento che hanno sostato fra di loro. Due esseri completi non hanno bisogno di una relazione, divinazioni, ghirigori, né di bilance in cui fare calcoli. Per molti che leggono qua potrebbe sembrare una bestemmia, dato che tutti vorrebbero un’altra persona, migliore, con cui camminare insieme, e lo capisco. Ma quando sono ricomparso circa un anno fa è stato per aggiornare il tiro, per portare queste energie in modo visibile.
    “Io non posso fare altro che navigare a vista.” Puoi farlo, se senti che è il tuo ordine del giorno. Fallo per un po’, con il piglio nuovo, e non patirai come prima. Poi chiediti se ti completa di più ancora un po’ di ormeggio nella solita cartolina illustrata oppure la voglia di prendere il largo (non deriva) verso l’ignoto coi pirati. Forza.

  • 2607
    aleheavygrinder -

    “Allo stesso tempo, tuttavia, il non condividere più con un’anima affine quello che mi viene incontro sul mio cammino, mi fa percepire un po’ tutto come se avesse un valore ed un peso diverso rispetto a prima. Gli eventi negativi sembrano amplificati, ma non piu’ pesanti di prima, come se da sola riuscissi a gestirli meglio; mentre quelli positivi li percepisco come meno coivolgenti e fonte di una gioia incompleta, in quanto non condivisa” La trovo una grande osservazione, come avviene quando ci si sposta dal vecchio. Anche solo queste frasi potenti mostrano l’impegno speciale a cui hai fatto ricorso, e non è da tutti nelle circostanze e pressioni che hai conosciuto; hai diretto lo sguardo su quello che senti, sul modo in cui crei.

    Bello questo, Angelo Azzurro. “È così bello andare alla deriva. Andando ed andando alla fine ci si scontra con altre barche”

  • 2608
    aleheavygrinder -

    1. Cerco di dare senso ad un pensiero solitario stasera, prima di uscire. Parlando dei famigerati ex, tornando per un attimo a loro ed evocandoli come spettri o carte tornasole, possiamo parlare anche del comportamento comune. Qui e in altri documenti abbiamo scoperto che non ci sono differenze fra il comportamento della ‘gente’ che svolge attività comuni e quello degli ex allampanati, compreso anche il nostro dell’epoca. Condividono tutti la stessa assenza. Cose brutte, tradimenti, bugie e recite, anche violenze, sono stati gesti estremi però e chi ha scritto sul sito ne è stato quasi sempre vittima. Altrettanto pesante e simmetrico credo è stato l’aver preferito rinnovare il patto con la mancanza di passione, con la programmazione consolidata, con le azioni automatiche di tutti, cioè di chi non ha una visione ed una passione vera ma agisce secondo un comando collaudato, piuttosto che creare insieme una cosa nuova ed inesplorata, piuttosto che fuggire insieme a noi, insieme ai veri protagonisti fuggiaschi di questa storia, cosa probabilmente nemica dell’andazzo usa e getta, ruba e scappa che contraddistingue questo pianeta.
    Il goal lo abbiamo dovuto illuminare noi riscoprendo a nostra volta la passione, la corsa imbizzarrita della libertà e la reazione luminosa e superiore. Le mie considerazioni a riguardo si stanziano su questa lettera, che è quella che ho seguito di più, e a chi l’ha abbellita e approfondita, perché qui ho visto negli interventi una marcia diversa, una delusione composta e poi una reazione ragionata e costruttiva. Lo si sta costruendo, a varie velocità, all’inizio serve tempo, ma c’è la stoffa. La nostra passione per la vita al di là delle circostanze. Volevo cogliere questo aspetto nei commenti precedenti e fare vedere che c’è di più. Se non ci fosse, di cosa stiamo parlando? Basterebbero anche due persone si amano. Se non basta questo…bene, andiamo più a fondo. Poteva essere bellissimo, fatto insieme, ma non lo è stato. Va bene, ecco l’insegnamento: lo stavamo facendo da noi, comunque.

  • 2609
    aleheavygrinder -

    2. Se anche gli altri (non li sto usando come scusa, li chiamo in scena per un attimo) fossero stati animati con limpidezza e coscienza dallo stesso fuoco, dalla stessa passione e da un esempio inarrestabile, che in varie forme io penso di aver colto nelle parole di chi scrive qui, non dico che non sarebbe andata a finire e a finire così, ma oggi parleremmo di quelle storie finite come di una avventura che non sarà dimenticata in questa e in tutte le altre vite, parleremmo di una opportunità di vita, condotta da esseri animati da una ragione vera e sconosciuta che rompono uno schema nascosto e scalzano l’amore parassitario insegnato da una realtà che quasi sempre non è vita. Con quel coraggio, che porta anche alla distruzione di un rapporto e a varie conseguenze, avrebbero a loro modo fatto centro e regalato un soffio di eternità in questi tempi molto strani. Se qualcuno lo ha manifestato, io l’ho riconosciuto. Siccome in un buon numero di storie che conosco qui e altrove tale consapevolezza raramente era in atto in chi se n’è andato a farsi gli affari suoi, lo ha realizzato in prevalenza chi invece è rimasto, o ci ha provato e ci sta provando. Questo respiro io credo che tanti lo stanno ingrandendo e diffondendo ora, ora che in apparenza sono soli, e a loro va la mia ammirazione e incitamento e l’amore che non gli è stato mai portato via.

  • 2610
    LisKoop -

    Hai colpito nel segno caro Angelo Azzurro, l’incertezza o le “stonature” che percepisco hanno piu a che fare col livello emotivo che non con quello razionale. Capisco e condivido la visione tua e di Ale del bistrot e dei suoi avventori, alcuni beceri e molesti, altri assetati e disposti a bere qualsiasi cosa, altri ancora appagati dalle lusinghe e gli apprezzamenti fatti al vino che dispensano. In questo mondo che vedo, osservo e riconosco quello che “stona” forse sono proprio io. Io, con la mia idea che per accettare di bere il vino altrui sia necessario averne da offrire a sua volta…
    Nella mia idea di bistrot, chi dispensa vino deve conoscere profondamente quello che versa, quali sono gli ingredienti e i gesti che hanno permesso di formare quel raro ‘buquet’, il cui sapore e profumi sono unici e inebrianti. Chi versa il vino, inizialmente non conosce, o conosce molto poco degli avventori che gli si presentano davanti, e quindi versa il suo vino senza sapere se veramente sarà apprezzato. Ma dopo qualche bicchiere è presto evidente la differenza fra coloro che arrivano ad assaporare le note (magari non tutte, all’inizio…) del ‘buquet’ che hanno bevuto e gli altri che chiedono altro vino solo per elettrizzarsi, stordirsi o altro. Chi versa il vino dovrebbe quindi distinguere i sinceri complimenti dalle false lusinghe e non sprecare il proprio vino con chi non sa apprezzarlo e lo tracanna senza pensare a quanto quanto lavoro abbia richiesto e quanto sia prezioso.
    Chi beve il vino, lo apprezza e ne chiede ancora, invece, dovrebbe sapere che, a lungo andare, il bere senza mai offrire, porta all’esaurimento dell’ottima bevanda. E per quanto chieda, faccia lusinghe o prometta, non potrà averne ancora.
    Talvolta, ma molto meno spesso di quanto si pensi, chi beve vino e chi lo dispensa riescono alternarsi nei loro ruoli e allora avviene un vero scambio, una mutua e continua scoperta di profumi e sapori. Col tempo i due vini si trasformano, gli ingredienti si mescolano, il lavoro necessario alla produzione viene condiviso e da tutto cio’ si crea un nuovo e sorprendente ‘buquet’, che non si pensava nemmeno potesse esistere. L’intensità di questo “nettare degli dei” è sconvolgente, ineffabile e ti fa sentire BENE, nel senso piu ampio della parola.

  • 2611
    LisKoop -

    Necessariamente, per mantenere la propria essenza il “nettare degli dei” deve essere prodotto mantenendo gli stessi ingredienti, lo stesso stesso impegno la stessa temperatura. Ma col tempo le cose diventano complesse; da una parte gli ingredienti cambiano o sono insufficienti, dall’altra mancano l’impegno o le capacità, oppure sono gli elementi atmosferici che rovinano tutto e necessariamente l’equilibrio del gusto si trasforma. La trasformazione puo’ avvenire lentamente o essere rapida e imprevista, ma inesorabilmente il ‘perfetto buquet’ – purtroppo, o per fortuna…, questo dipende da caso a caso – non esiste più e il sapore che ti lascia è solo amarezza.
    Sono d’accordo con te, Angelo Azzurro, quando dici che “A lungo andare però uno dei due, in genere chi riceve il vino, si stanca del solito gusto e cambia, spesso senza rimpianti e molto facilmente, per forza, lui non ha mai versato all’altro il suo vino, ha sempre e solo bevuto”. E in questo caso, per quanto sia difficile, col tempo ed il silenzio si puo veramente voltare pagina e riappropriarsi di sè stessi e bere per primi del proprio vino. Grande e preziosa verità quest’ultima !!! Che voglio assolutamente fare mia, GRAZIE!
    Tuttavia, come dicevo prima, i ruoli non sono sempre cosi netti e chi ha bevuto a volte ha anche versato e viceversa. In questo caso, allora come se ne esce? Calcolando la quantità o la qualità di quello che si è avuto o si è dato? Mi sembra meschino.
    Poi c’è anche l’idea, che non riesco a togliermi dalla mente, che ognuno ha la sua sensibilità e il suo modo di amare. E’ giusto pretendere qualcosa da qualcuno che non è capace di dare? Non parlo della non volontà di dare, ma dei limiti che tutti noi abbiamo…. e che ci rendono quello che siamo. Quando beviamo il vino che ci viene offerto ed è buono, dovremmo rinunciarci perchè chi lo versa ha limiti e imperfezioni? Chi beve del nostro vino potrebbe dire altrettanto…
    Bere vino rende diversi, più accettabili, i limiti di colui che ce lo versa? E quindi una volta smesso di bere quegli stessi limiti diventano elementi insopportabili? Eppure ci sono sembre stati !! Non puo’ essere cosi, altrimenti sarebbe tutto una grande finzione, e non riusciremmo mai ad apprezzare nessuno per quello che è….

  • 2612
    LisKoop -

    Magari a chi versa il vino mancano due dita della mano e all’inizio siamo impressionati o preoccupati. Poi ci soffermiamo a pensare a cosa voglia dire versare del vino con solo 3 dita e capiamo, apprezziamo il coraggio di mostrarsi per quello che si è, senza paura. Amiamo questo coraggio, amiamo quello che c’è, cosi come quello che non c’è. Accettiamo che del vino possa finire fuori dal bicchiere, sprecato, e tutto quello che comporta la difficoltà di non avere 5 dita… E poi che succede, quando il vino non viene piu versato? Rimproveriamo alla persona che ci ha dispensato il vino con solo 3 dita di non aver mai avuto la nostra destrezza nel versarlo, noi che abbiamo tutte e 5 le dita?

    Si lo so sto sragionando… Sono confusa, ma sono proprio questi dubbi e queste domande che creano la nebbia che sto attraversando. La nebbia che mi disorienta e che mi manda alla deriva, verso direzioni che non ho scelto e che possono portarmi a infrangermi contro scogli che possono far affondare la mia barca…. è per questo che ORA non voglio andare alla deriva, voglio avere il timone e sapere dove sto andando, anche se devo navigare a vista…..

    Un giorno, quando la nebbia si sarà diradata e saro’ in mare aperto – coi pirati naturalmente!! Se tu mi conoscessi Ale, la cartolina illustrata non l’avresti nemmeno menzionata!! 🙂 – credo che sarà molto piacevole andare alla deriva, scontrandomi con altre barche, scoprendo mondi inesplorati, esseri meravigliosi e vivendo ogni giorno come un’avventura. Ma per adesso la nebbia persiste e l’orizzonte non si vede. Pazienza, forse un giorno ci incontreremo in mare aperto…

  • 2613
    Angelo Azzurro -

    capisco tutti questi tuoi dubbi ma devi smetterla di cercare giustificazioni, quì non ci sono stati osti con tre dita, perché il tuo oste, quello che ti ha versato vino con tre dita, ad un’ altra lo ha versato con sei. Quando amiamo dobbiamo imparare ad essere egoisti, io posso amare una persona se e solo se quella persona è in grado di amarmi allo stesso modo, se io amo al 100% e l’altro solo al 20% non va bene, anche se a me sembra bello, anche se lasciarlo mi spezza il cuore, io lo lascio e va bene così. Perché una storia come hai detto tu nel tempo cambia, e quel 20% di amore che da a me, domani, si trasforma in un 100% di amore che da ad un altro. Quindi è meglio troncare adesso che prenderla in quel posto dopo. A me spiace dirlo ma chiedete il curriculum quando incontrate una persona che vi piace, chiedete perché le storie precedenti sono finite, chiedete a tutti quanti, non solo a lui/lei, osservate molto le piccole cose, i comportamenti dell’inizio. Vi sveleranno la verità. Fate confronti, mettete alla prova, negatevi, non dategli mai la certezza che gli appartenete. È l’unico modo. Se vi lasciano, addio per sempre, gettate tutto, no contact totale per sempre. Non c’è più spazio per pentimenti postumi o per ritorni di fiamma, fa male, lo sò, ma è un male che alla fine porta un bene più grande, perdete lui e ritrovate voi. E non è poco. Il mio ex era tutto il mio mondo ed io giravo intorno a lui, quando mi lasciò io ero come una foglia in balia del vento, staccata dall’albero e portata via. Nel tempo e con l’aiuto di una grande introspezione ed un lavorio interno non indifferente, ho capito che il mio mondo sono io. Oggi cammino con le mie gambe, un passo dopo l’altro nella vita, prima ero convinto che lui catalizzasse gli sguardi, che li attirasse, per me era logico che mi tradisse, oggi capisco che ad attirare gli sguardi veramente, sono io. Giusto l’altro giorno ero in odontostomatologia con un ascesso terribile e una parte della faccia…

  • 2614
    Angelo Azzurro -

    gonfia e con l’anestesia per un dente appena tolto, ghiaccio ed è entrato un medico, l’ho incrociato con lo sguardo e non è più riuscito a togliermi gli occhi di dosso. Perché? Perché ha visto la felicità nei miei occhi, ha visto la sensualità e la completezza di una persona felice, realizzata con se stessa ed in pace con il mondo, una persona che si basta da sola, che trasmette sicurezza, sensualità e fascino. Lui invece nonostante la posizione che occupa trasmetteva insicurezza, titubanza, era nello stesso tempo spaventato ed affascinato. Come l’ho capito? Grazie alle mie precedenti storie, non sono nato ieri ed ho imparato la lezione. Ormai conosco quello sguardo, i adaveri ambulanti, gli svuotaserbatoi d’affetto, gli egoisti, gli egocentrici, li riconosco al volo, hanno tutti la stessa faccia. Avrei potuto fargli una battuta, lanciare l’esca, avrebbe abboccato subito, non aspettava altro, ma poi per cosa? Per ricominciare la tiritera che ha caratterizzato le mie precedenti storie? Stanno con me perché sono bello, divertente, attraente e mai noioso, del mio modo di essere colgono solo quello che interessa a loro e se ne fregano se sto bene o no, se sono triste o no, se sto male, se ho bisogno di essere amato, prendono, prendono, prendono senza mai dare, svuotando tutto, esaurendo tutto, trasformando il mio giardino interiore in un deserto. No grazie, ho già dato. Così ho voltato la faccia dall’altra parte ed ho fatto una smorfia. Fine, tanti saluti. Oggi amo dire una cosa, chi vorrà entrare nel mio letto dovrà sudare 70 camicie, nel mio cuore 700000, e saranno 700000 camicie di sangue. Altrimenti resto da solo e guarda un po’ io da solo ci stò davvero bene. Quindi basta dare giustificazioni. Se devi giustificare qualcuno, giustifica te stessa.

  • 2615
    LisKoop -

    Caro Ale,
    ti ringrazio per il tuo costante incoraggamento e le parole gentili che mi rivolgi in ogni tuo messaggio…
    Il commento a cui fai riferimento, quello su un’altra lettera, mi sa che lo hai recepito ed apprezzato piu’ tu della persona a cui era indirizzato…
    Saper ascoltare, capire e riuscire a instaurare un dialogo anche quando cio’ che ci viene detto non è quello che vorremmo sentire sono delle gran qualità, sempre meno diffuse…
    ma certo a te non fanno difetto, come anche ad altri commentatori di questa lettera!
    Avrei altro da dirti, soprattutto in merito dei tuoi ultimi commenti, ma devo andare.. time’s up!!!
    A presto.

  • 2616
    LisKoop -

    Allora, eccomi qui. Altrove non ne sono sicura, ma qui si, Ale, qualsiasi storia è un pretesto. Un pretesto per “emergere”, come dici tu. Se il mio commento ti è sembrato una sollecitazione a raccontare la tua storia, saro’ piu’ chiara, non è cosi’. Penso che la riservatezza e la dignità abbiano un enorme valore e che sopratutto quando si interagisce su una piattaforma “globale”, come questa, la sua importanza cresca esponenzialmente. Altrimenti, il rischio è quello di diventare carne da macello, o peggio, uno dei tanti aguzzini in cerca di prede.
    In effetti, proprio queste ragioni mi hanno fatto a lungo dubitare sulla scelta di prendere parte attivamente ad un forum. In questo senso, la tua lettera e il “clima” creato dalle persone che vi sono intervenute sono state una rivelazione; ed è per questo nel mio primo intervento ho tenuto a ringraziare te e tutti coloro che hanno permesso a questa discussione di diventare uno strumento di confronto misurato, in grado di sortire effetti positivi sul vissuto doloroso di tante persone, sia pure questo “immediato” o meno.
    La grade forza che si sviluppa in questo contesto privilegiato credo sia, in primis, l’esortazione a prendere coscienza di se’, del rispetto e dell’amore che ci meritiamo, soprattutto di fronte a chi ci ha ferito, ingannato o inflitto ogni sorta di vigliaccheria. Sapere che non siamo soli in questa condizione di dolore e che il cammino a cui ci apprestiamo non ci porterà solo al superamento dell’afflizione e delle meschinità subite, ma ci condurra’ verso un obiettivo (o “goal” come dici tu, Ale 🙂 ) superiore, all’amore verso noi stessi ed al “completarci da soli”.
    E allora via al no-contact se questo ci rende liberi di ritrovarci, ma anche spazio ad altro se la nostra natura lo richiede, perchè “se quel desiderio è sovrastante e non lo si asseconda, non si avanza”. Questo, Ale, è una gran concetto, che condivido fermamente!! Come dire, esistono diversi cammini per raggiungere la nostra mèta – il completamento di noi stessi, in questo caso – alcuni sono piu’ battuti, altri meno, alcuni sono contorti e irti, altri ancora nascosti. Io vi mostro una mappa del mio percorso, ma voi, voi potete scegliere il cammino che si addice di più al vostro modo di essere ed alla vostra natura. Forse mi sbaglio, ma ho l’impressione che questo sia un concetto che hai maturato nel tempo Ale, e che inizialmente non predessi molto in considerazione.. non so.

  • 2617
    LisKoop -

    Sono rimasta letteralmente incantata davanti all’affermazione “La nostra passione per la vita al di là delle circostanze”. La sento talmente vera e profonda, che mi colpisce ad ogni volta che ci penso. E’ cosi’, una volta che riusciamo ad andare al di là del contingente, percepiamo tutta la nostra forza e nessuna “stortura” puo’ crearci dolore o disagio. Il disagio resterà incollato su coloro che cercano di portarci via un pezzo di noi stessi, perchè qualunque sia la loro strategia o tecnica, in un modo o nell’altro, non ci riusciranno.
    Ale, non so se quello che scrivi nel commento 2609 era riferito anche a me, ma le tue parole mi colpiscono in pieno petto e profondamente. Che tu sia una persona rimarchevole, estremamante sensibile ed intelligente, mi è stato chiaro da subito – come penso anche per altre persone che hanno commentato la tua lettera – ma non mi apettavo una cosi’ fine e delicata perspicacia. Sei tu che meriti tutta l’ammirazione, l’affetto e l’amore di ciascuna delle persone che hai incitato, sostenuto e a cui hai dedicato tempo ed energie. Grazie, grazie di cuore.

  • 2618
    LisKoop -

    Angelo Azzurro, hai assolutamente ragione, la mia tendenza a giustificare gli altri piuttosto che me stessa è flagrante e ne sono consapevole. E’ un mio aspetto che so di dover cambiare, se voglio riuscire ad amare me stessa prima degli altri. Ci vorrà del tempo, come per tutti i lavori introspettivi, ma so che non sarà veramente un grosso ostacolo da superare, perchè il mio giustificare è un atto secondario e accessorio alla volontà di capire. Capire come funzionao oggetti e organismi, capire cosa spinge le persone ad agire in un determinato modo, distinguendo cio’che deriva dalla convenzione e dal condizionamento sociale e cio’ che è veramente un tratto personale. Anche i miei amici a volte rimangono perplessi dalle mie reazioni e mi rimproverano di non arrabbiarmi “come dovrei” o che tendo ad accettare e giustificare troppo comportamenti e persone che non lo meritano affatto. E la questione non è che non mi arrabbio mai, al contrario quando succede si salvi chi puo’…. :). Credo che sia, piuttosto, che a volte – pur non condividendo le scelte e le azioni di una persona – capisco quali sono le ragioni che possono averla spinta ad un certo comportamento e, di conseguenza, non mi arrabbio tanto quanto altri. Naturalmente sto parlando di: 1) persone che siano degne di una qualche considerazione; 2) azioni, magari anche gravi, ma non spregievoli e che non portino a conseguenze pregiudizievoli alla salute (in senso esteso) di terzi.
    Ritornando all’oste con 3 dita, forse non mi sono spiegata chiaramente, stavo parlando di vere limitazioni – siano queste emotive, psicologiche, sentimentali o fisiche – e non di scelte o volontà. Quando chi versa vino ha oggettivamente 3 dita, non potrà mai versare vino con 6 dita a chi che sia, nemmeno volendolo. Magari sarà più abile, avra imparato a essere piu’ preciso e delicato nel versare, lo farà con un altro sguardo, ma non potrà mai cambiare quello che è. Si ritorna all’inconfutabile verità, che sottolinea anche Ale, che chi nasce rotondo non morirà mai quadrato.

  • 2619
    LisKoop -

    Certamente, quando si ama ci deve essere uno scambio totale. Non è accettabile che una persona ci ami al 20% delle sue possibilità, mentre noi la amiamo al 100% delle nostre. Ma quello che mi chiedo è chi e come si stabiliscono le misure? Magari il nostro 100% è percepito d’altra persona come neanche il 50%. Oppure cio’ che percepiamo come 20% dell’altra persone è in realtà il suo 100%, solo che non l’abbiamo capito e ci aspettiamo cose che non ci potranno mai essere date perchè esistono solo nella nostra dimensione di sensibilità, ma non nella sua. E quel 100% che vediamo dato ad altri, e che non ci è stato concesso, è veramente cio’ che sembra? E come si fa a valutare con precisione il rapporto di altre due persone dall’esterno? Necessariamente è impossibile, e quello che vediamo è l’immagine che ci riflettono le nostre cicatrici, il dolore, la rabbia e tutto quello che si è subito.
    Anche se non ne ho una esperienza diretta, immagino che col tempo la visione cambi molto… penso che sia quello che Ale chiama una vista piu’ sottile, capace di distinguere la realtà dalle menzogne, ma soprattutto di mettere a fuoco i giochi di luce e d’ombra che i nostri stati d’animo e sentimenti proiettano sulla realtà delle cose.
    Chi lavora con strumenti di alta precisione, sa che esistono tante variabili che possono alterare il risultato della lettura finale, compreso l’errore insito nello strumento stesso. E questo, per quanto minimo, puo’ portare a discrepanze veramente importanti fra la realtà e la sua misurazione. Si deve ricordare che lo strumento è delicato, deve essere maneggiato con cura e di tanto in tanto ha bisogno di essere ri- “tarato”. Chi lavora con strumenti di alta precisione, sa benissimo che tutte le misurazioni fatte sono solo approssimazioni della realtà e che l’accettabilità dello scarto fra realtà e lettura di essa dipende solo dalla scala di riferimento.
    Insomma, senza perdersi in sofismi di sorta, quello che voglio dire è che credo che ogni nostra relazione – amorosa o anche di altro tipo – debba essere letta e misurata con la maggiore oggettività possibile e più volte nel tempo. Perchè col tempo, la precisione dello strumento che usiamo per misurare la realtà puo’ aumentare,ed è quindi possibile che la nostra lettura di essa cambi, anche in maniera sostanziale.

  • 2620
    LisKoop -

    Vorrei tuttavia rassicurti, Angelo Azzurro, che tutti questi miei ragionamenti non hanno niente a che fare con ripensamenti o possibili ritorni di fiamma. Se mai un giorno la mia ex dovesse presentarsi alla mia porta supplicando di tornare insieme, giurando e spergiurando che tutto sarà di nuovo meraviglioso, la porta rimarrebbe chiusa.
    Le scelte che si fanno hanno necessariamente delle conseguenze, che spesso sono irreversibli. Lei ha fatto le sue, liberamente, che hanno portato al completo annientamento della mia fiducia nei suoi confronti. E devo dire che si è veramente impegnata, perchè la mia fiducia era completa e incondizionata, e le avevo dato anche delle vie d’uscita… Quindi, a mia volta io faccio le mie, di scelte, ovverosia davanti a un tale scempio non c’è possibile ritorno.
    Forse un giorno lei arriverà a capire che la semplice verità, un po’ piu di coraggio e rispetto avrebbero portato a una diversa conclusione della nostra storia e, forse, anche a quell’amicizia che tanto si augura. Ma non è detto che lo realizzi e anche allora non avrà alcuna importanza.

  • 2621
    Broken_Dream -

    Ciao A tutti! Mi ci voleva la febbre per ricordarmi questo blog 🙂 Come state?
    Chissa’ se ci sono ancora Cate,Libretta,Guido , Ale, etc… spero tt ok!
    Per I nuovi che purtroppo soffrono, leggetevi I commenti precedenti, c’è un cammino che abbiamo fatto che puo solo aiutarvi!
    In bocca al lupo 🙂

  • 2622
    Sensibility -

    Nel frattempo che vi leggo, almeno non piango. È successo solo ieri…aspettavo da tempo una sua decisione dopo 4 anni insieme. Chiedevo di emergere come coppia sotto gli occhi di tutti, i parenti, gli amici, e poi decidere x una reale convivenza e poi chissà un figlio..del resto passava 4 giorni su 7da me in certi periodi. Anche se ancora non erano coinvolte le famiglie, gli amici di vecchia data. Eravamo soprattutto io e lui, lui e io, sospesi in una bolla di amore puro, senza condizionamenti esterni, pensavo.Nell’ultimo periodo era più distante e io, anche grazie ad alcune conversazioni con un mio amico virtuale, a cui decantavo la perfezione del mio fidanzato nel rifiutare le sue proposte, col tempo mi ha insinuato il sospetto che magari aveva qualche amicizia particolare anche lui su Facebook come molti uomini, giacché spesso ero sola. Ieri mattina, spinta dal tarlo, dopo aver fatto l’amore, mentre lui era sotto la doccia ho fatto un gesto che reputo squallido e che mai avrei voluto fare. Ho scorso le sue conversazioni in chat e subito ho rintracciato quello che mai avrei voluto vedere. Sono rimasta di sasso. Uscito dalla doccia, gli ho chiesto se avesse preso una decisione riguardo noi 2, perché magari potevo decidere io dato che mi era giunta voce di sue amiche particolari. Dopo un po’ con forte difficoltà mi ha detto che ‘ forse è meglio chiudere qua’…e che aspettava il momento giusto per troncare…già dall’inverno scorso. E io ‘ quando pensavi di dirmelo, o di farmelo almeno capire? A che pro le ferie insieme, il week end romantico di 10 gg fa!! Alla mia domanda se nel frattempo che stava con me aveva avuto altre donne mi ha risposto di si…altre. Annichilita, mi sono alzata dalla sedia con grande freddezza e ho svuotato in grossi bustoni la sua roba….gli ho detto ‘ con tutte le occasioni che ho avuto MAI mi è passato per la mente di tradirti! E ancora’fammi capire, tu andavi con quelle zo...... e poi toccavi me? Mi fai schifo. Non ha detto più niente…. È’ andato via a testa bassa con un ciao. Ho richiuso la porta e mi sono sentita morire dentro. È’ anomalo e vi sembrerà strano….ma per me che oggi ho 43 anni è stato il primo e unico amore della mia vita, l’ unico uomo che ho mai voluto al mio fianco e non capisco come gestire questo senso di vuoto, questo ennesimo lutto, questo abbandono inaspettato. Aiutatemi a capire, ho bisogno di voi. Non penso al passato, ne’ al futuro. Ma questo presente è difficile da comprendere ed accettare…

  • 2623
    rossana -

    Sensibility,
    “per me che oggi ho 43 anni è stato il primo e unico amore della mia vita, l’ unico uomo che ho mai voluto al mio fianco e non capisco come gestire questo senso di vuoto, questo ennesimo lutto, questo abbandono inaspettato.” – mi dispiace per te: 4 anni d’inganni sono davvero tanti.

    purtroppo, spesso non basta amare per essere riamati. quando il partner non ti fa entrare nella sua vita, non ti fa conoscere amici e parenti, si dovrebbe sospettare che il suo interesse non è sincero.

    oggi, poi, l’edonismo sfrenato completa il quadro dell’inconsistenza di veri sentimenti. non ci si accontenta più di piacere e di essere accettati da una particolare persona, si vorrebbe avere il mondo intero ai propri piedi. chi non si adegua a questo modo di vivere è destinato a patire atrocemente la sua più che ammirevole diversità.

    sii orgogliosa di essere stata onesta e corretta, e sforzati di dimenticare quest’uomo, falso, superficiale e crudele.

  • 2624
    Sensibility -

    Grazie Rossana. Ho bisogno di sostegno, ho bisogno di capire. Sono smarrita, delusa da lui e da me stessa che gli ho permesso tanto. Io cosi intransigente verso me stessa e verso il mondo, con lui ho usato un’indulgenza piena. L’ho trasformato in amico, amante, compagno, figlio….era il mio microcosmo. Ragionavo in termini di lui. Sono stata tutto ciò che non avrei dovuto essere. Troppa. Non mi rammarico di avergli dato tanto amore, non sapevo amare diversamente finora. Gli ho permesso di distruggermi e ora devo raccogliere piano piano i cocci. Ma è davvero davvero dura. Fino all’altro giorno mi diceva di amarmi, mi amava con la stessa passione dell’inizio della nostra storia. Lo stesso giorno che l’ho lasciato, anche se in realtà mi ha lasciato lui, gli ho scritto un messaggio in cui gli raccontavo sia di quello che è stato per me, sia di quanto male mi ha fatto, della mia consapevolezza di non meritare un simile trattamento. Gli ho scritto che gli auguro che incontri una come lui, perchè non merita nè le mie lacrime nè me. Non aspetto risposte. So che non ce ne saranno. So che non tornerà. Devo tornare a bastare a me stessa, devo resettare l’anima e il cuore.

  • 2625
    GUIDO -

    Ciao a tutti sono io il Guido del 2010 e posso senz’altro assicurarvi che se ne esce !! Naturalmente adottando prima il no contact. Oggi sono felice con un altra persona che mi ha anche dato un figlio. Buona fortuna a tutti !!!

  • 2626
    chaponine -

    @Sensibility
    Ciao, mi dispiace per ciò che ti è successo, ma da uomo posso dirti anche che un po’ te la sei cercata. Il suo comportamento lascia il tempo che trova, ma non capisco come a volte voi donne siate talmente cieche da non vedere. In realtà aspettate la goccia che fa traboccare il vaso quando già da tempo sapete quale sarà la fine. Nel senso che vedete alcuni comportamenti, ma da brave crocerossine vi illudete di cambiarli, e rimanete fregate. E’ come andare a chiedere all’oste se il vino è buono: cosa credi che risponderà? Mi auguro che tu ti rimetta presto e spero tu abbia imparato la lezione fondamentale in amore: MAI DIPENDERE DAL PARTNER. Fosse stata un amica o un conoscente, dopo tutta quell’indecisione sul vostro futuro gli avresti dato due calci in culo. Invece bastano due parole ed andate in tilt.. bah

  • 2627
    Sensibility -

    Chaponine, ti ringrazio per la riflessione: in parte hai ragione, certo che hai ragione! Ma non credo sia corretto affermare che me la sono cercata. Nessuno gli ha messo le catene, nessuno lo ha trattenuto. L’ho sempre lasciato libero di scegliere ,di scegliermi e di sceglierci, ogni giorno, di andare o rimanere. L’ho solo amato!!
    Se avesse deciso di superare la sua viltà, se avesse deciso di rispettarmi anzichè coprirmi di umiliazione gratuita, sarebbe senz’altro finita prima e forse con un po’meno di inutile e devastante sofferenza da parte mia. Poteva risparmiarmi, conoscendo il mio fardello personale…pensavo di essermelo guadagnato il rispetto! E invece solo dopo 4 anni ho realizzato che omuncolo fosse: cinico, immaturo, indegno.L’amore mi ha reso ceca, sorda e muta. Si, ho imparato la lezione. Spero di non diventare come il mio “insegnante”.

  • 2628
    chaponine -

    @Sensibility
    Cerco di spiegarmi meglio: quando dico che in parte te la sei cercata mi riferisco ad un comportamento tipico di tutti gli innamorati che hanno perso il giudizio. Amare secondo me vuol dire condividere, ma la condivisione necessita di un po’ di distacco, altrimenti non riesci a vedere la realtà per quello che è e ti fai solo dei film. Non deve essere il tuo amico/a a metterti la pulce nell’orecchio, sei tu che devi accorgerti che qualcosa non va. E credimi che quando un maschio tradisce non lascia solo prove, ma vere e proprie voragini che sono impossibili da non notare.
    In passato molte ragazze mi hanno dato del cinico ed egoista, ma salvaguardati sempre, parati sempre il culo.. Non dare mai e poi mai fiducia completa ad una persona, poi sarai sola a ricomporre i pezzi. L’arte del distacco non vuol dire non apprezzare il partner e non valorizzarlo, ma ti aiuta ad essere un osservatrice attenta; secondo te vedrai meglio un quadro attaccata al dipinto o qualche centimetro indietro?
    Il distacco ti aiuta anche a collegare le cose, che prese singolarmente sembrano insignificanti, con un minimo di distacco hanno un filo comune..

  • 2629
    walk -

    Sensibility
    mi spiace molto per quello che stai passando,mi ha colpito molto la tua storia,siamo coetanei e il fatto che era il tuo primo amore mi ha fatto venire una stretta allo stomaco,a quest’età non vorresti mai vivere una delusione così,vorresti aver trovato l’amore della vita,finalmente dopo tanto aspettare un po di serenità e invece il dolore è sempre dietro l’angolo e la cosa mi atterrisce,forse è il motivo per cui faccio tutt’ora fatica ad aprirmi ad una nuova relazione…
    Non posso darti consigli su come affrontare il dolore,ma prova a viverlo in modo maturo e adulto,non farti trascinare dalla sofferenza,vivi a testa alta.
    Io penso che hai fatto bene a dare tutta te stessa,in fondo eri innamorata,se non ci si dona pienamente al partner che amore è..?
    un abbraccio

  • 2630
    Sensibility -

    @ Chaponine
    Ti ringrazio. Sei crudo, ma ho bisogno di uno che mi parli dritto come te. Si, forse non ho voluto vedere, forse ho fatto anch’io l’errore di tante e ho nascosto a me stessa ciò che era piu che evidente. Ma credimi, nessuno di quelli che conosceva “noi” avrebbe mai detto che ci sarebbe stato questo epilogo squallido. Recupererò perchè sono una donna forte, anche se ho sempre negato l’amore prima di lui, anche se pensavo che fosse la mia anima gemella, quella con cui ti intendi senza parole….mi sento cosi ridicola. Ho fatto come tutte quelle che ho sempre criticato, pur di tenermi un sogno. @ WALK, ti ringrazio del conforto che purtroppo non riesco a trovare…sono adulta anagraficamente ma sono una bambina sentimentalmente. Ho sempre negato l’amore prima di lui, quasi non mi spettasse, non mi interessasse…avevo paura di amare. E’ stata la mia unica storia d’amore, prima di lui solo soggetti svaniti nelle pieghe di una memoria fugace. L’età mi ha corazzato contro tante sofferenze, tanti lutti. Ma adesso ho il cuore straziato, e per quanto lo possa affrontare con dignità e maturità non posso trattenere le lacrime e il dolore. Anche stamane, dopo una notte insonne, mi sono preparata con cura per andare al lavoro, come sempre. Ma una volta salita in macchina mi ha travolto un’ondata di sofferenza. Ma supererò…. Vi ringrazio ancora tutti e 2….

  • 2631
    Golem -

    Molte donne, anche mature come Sensibility, non capiscono che trattare il proprio uomo come un “figlio”, significa darsi per scontate e farsi “maltrattare” da questo come spesso abbiamo fatto noi con le nostre mamme, per poi pentirci solo quando diventiamo adulti.
    Trattateli da uomini, esigete rispetto e non scendete mai a compromessi “per” loro, e solo così capirete di che pasta sono fatti. In quel caso sarete voi a mollarli, eventualmente.
    Non tutti evidentemente, ma i nati negli anni ’70, loro malgrado hanno vissuto col culo nel burro per trent’anni rispetto alla generazione precedente, abituandosi ad avere tutto facilmente. Questo non gli ha consentito di “temperarsi” come i padri, che hanno dovuto superare diverse prove nella vita, capendo così cosa significa vivere appunto. Oggi questa generazione si trova sprovvista di mezzi per affrontare questo ritorno agli anni ’50 che la crisi – come una guerra – ci ha ormai messo di fronte.

    Non allevate eterni adololescenti. Siate donne, non “mamme” dei vostri uomini. E lo stesso vale per certi “papà”, che si ritrovano da soli dopo vent’anni, quando la “moglie-figlia” è cresciuta e se ne va a cercare “un uomo”.
    Non confondete l’amore con “l’assistenza”.

  • 2632
    chaponine -

    @Sensibility
    “Ma credimi, nessuno di quelli che conosceva “noi” avrebbe mai detto che ci sarebbe stato questo epilogo squallido.”
    Vedi è proprio questo lo sbaglio secondo me: tu parli di “noi”. In amore non esiste un noi. Per me qualsiasi rapporto nel quale due persone diventano una sola, darà come risultato finale due mezze persone. Siete due individui diversi, ed è mantenendo la tua individualità che nella vita potrai essere felice. Ci sono le affinità nella coppia ed il voler stare insieme, ma restate due individui separati alla fine. Credimi da uomo è bello sentire che come donna sei in grado di amare, ma l’amore prima di tutto è amore di se stessi.
    “Anche se pensavo che fosse la mia anima gemella, quella con cui ti intendi senza parole”
    L’anima gemella siamo noi stessi … Non esiste quella persona che ti toglie le parole di bocca, ma persone che pregi e difetti possono avvicinarsi a ciò che in un partner ricerchiamo. Nella coppia non bisogna prendersi cura degli altri ma collaborare, vivere i rapporti sul piacere e non sul bisogno, imparando a scegliere e non ad essere scelti. La nostra felicità dipende solo ed esclusivamente da noi e non da gli altri.

  • 2633
    Sensibility -

    @ GOLEM
    Sono interdetta. Ma di che cosa stai parlando? cosa non hai capito? dimmi, cosa ti fa pensare che io sia parte de”i nati negli anni ’70, loro malgrado hanno vissuto col culo nel burro per trent’anni rispetto alla generazione precedente, abituandosi ad avere tutto facilmente”? ma cosa ne sai tu del mio vissuto?? Ti ringrazio davvero, ma veramente, non ho bisogno di una filippica sulla vita. So bene come affrontarla, aldilà dello stato attuale. Come hai detto tu, sono una donna matura. Appunto.

  • 2634
    Golem -

    Sensibilità, mi riferivo a lui non a te. Era ovvio. Basta leggere meglio il mio post. Parlavo “dell’assistenza” che tante donne danno a certi uomini che “amano”, e che così restano volentieri adolescenti. Se ti fa piacere potrei dirti che dal mio punto di vista, se le donne emancipandosi sono ulteriormente migliorate, gli uomini no, in generale stanno retrocedendo, anche per quelle che erano caratteristiche più tipicamente maschili, capacità pratiche, coraggio, iniziativa e quant’altro. Questo per quanto affermavo nel post precedente, dovuto al “benessere” economico in crescita dalla fine dei sessanta sino ai novanta compresi che ne ha “ammorbidito” le carni. Stanno peggio i nati negli ’80 e ’90, che stanno “assaporando” la crisi mentre cercano di iniziare a rendersi autonomi.
    Il tuo “amore” avrà suppergiù la tua età immagino e credo che, come paventano anche altri utenti, tu senza rendertene conto gli abbia fatto da “mamma” e assistente. Per…amore naturalmente. Altrimenti dimmi tu cosa gli è successo, e perché nonostante la tua dedizione ti ha riservato quel trattamento.

  • 2635
    walk -

    Sensibility
    quello che stai passando in questi giorni è assolutamente normale e aggiungo inevitabile,nessuno è così corazzato da superare una delusione in quattro e quattr’otto senza sofferenze.
    Siamo tutti un po’ bambini davanti all’amore,diventiamo fragili e sensibili,non sentirti in colpa se alle volte cedi alle lacrime,mi sembra normalissimo e comprensibilissimo,il dolore va affrontato con coraggio e le lacrime servono per sfogare quello che si ha dentro.
    Non sono d’accordo con chi dice che non bisogna mai abbandonarsi al partner,forse all’inizio è bene non farsi prendere dall’entusiasmo e andare con cautela,ma passato un tempo ragionevole è bene lasciarsi andare,non si può vivere un rapporto col freno a mano tirato,o si vive pienamente donando tutto te stesso o niente,non ci sono compromessi altrimenti vuol dire che non si ama davvero.
    “Ho sempre negato l’amore prima di lui, quasi non mi spettasse”
    Questa frase mi ha colpito molto,la sento in qualche modo mia, ma voglio chiederti ugualmente come mai sei così ostile all’amore,ti hanno deluso gli uomini oppure non sei mai riuscita a trovare quello giusto?
    molte volte alziamo una corazza talmente spessa da impedirci di vedere le persone che ci vogliono bene davvero,per poi paradossalmente scegliere le persone che non meritano per niente il nostro amore causandoci sofferenze e delusioni.
    Tempo fa ho frequentato una ragazza a dir poco fantastica,adorabile,ma col tempo ho capito che era solo molto esperta nel gestire le relazioni amorose,forse quando si ha poca esperienza è facile farsi “truffare” da questi individui e incredibilmente ho ugualmente sofferto tantissimo per la fine della storia,non tanto per aver perso lei ma piuttosto per aver perso un emozione così forte e travolgente che mi aveva fatto provare…

  • 2636
    Sensibility -

    @Golem
    Si, hai ragione: sono stata eccessivamente devota e protettiva. Innamorata dell’amore. Io donna in carriera, forte caratterialmente e punto fermo della mia famiglia d’origine carica di dolore e di problemi, mi sono posta nei suoi confronti, come sempre: proteggendo. Invece era lui la parte forte, e il fatto che fosse più giovane di me di qualche anno non dice niente, perché più avvezzo di me alle relazioni. E per lui ho perso la mia individualità, non perché me lo abbia chiesto, non direttamente, ma perché mi viene naturale sacrificarmi per tutto e per tutti. Io, donna indipendente e abituata a fare da se, l’ ho lasciato libero di frequentare i suoi amici (senza di me) di avere i suoi spazi mentre io mi tenevo i miei..o pensavo di tenerli. Che aldifuori del lavoro sono pochi e da dividere tra lui e la mia famiglia. E non pensare che io non mi sia accorta che mancava qualcosa, quale il progetto di vita futura, ne ero consapevole! E più volte ho chiesto una sua decisione, che puntualmente rimandava. Quante volte, gli dicevo che se mai gli fosse balenato di andare con altre, di rispettarmi, di dirmelo e io l’ avrei lasciato libero di andare! Forse è l’autostima che mi rendeva tanto fiera di me, per il mio percorso di vita, che piano piano si è sgretolata e non ho saputo impormi e non ho saputo decidere io per me è per lui, lasciandolo. @ walk….non sono ostile all’ amore. Ma per carattere sensibile ed empatico, per destino, o entrambi, non ho incontrato un uomo che valesse la pena vivere. Non ho scelto questo percorso, mi è semplicemente capitato, benché sia sempre stata animale sociale e socievole. Ma non mi sono mai accontentata…non mi interessava l’ euforia del momento, l’ amore carnale. Preferivo perseguire altri obiettivi. E intanto si, la corazza di diffidenza e di paura dell’ ignoto, si faceva sempre più spessa. Fino a che non ho incontrato lui. Non mi sono subito lasciata andare, no….Ho prima dovuto superare una mia personale battaglia, superare la paura di uscirne fregata. E poi…..l’ho fatto in maniera piena e consapevole. Forse dovrei farmi psicanalizzare…. grazie del tempo che mi dedicate. Mi è utile ascoltare chi non mi conosce. Ha una visione più chiara del tutto. Ed è quella che mi è sfuggin

  • 2637
    Golem -

    Sensibility, tu, come tanti, pensi che automaticamente ad un comportamento “leale” debba corrisponderne uno altrettanto leale. Non è così, purtroppo, perchè gli animi nobili sono rari. Un atteggiamento di “disponibilità” è spesso considerato “debole”. Come diceva Leonardo con l’italiano dell’epoca, “Ognuno lo core altrui dal suo mensura”. Giudichiamo gli altri col metro col quale vediamo noi stessi, e in “amore” cadere nell’equivoco è ancora più facile per ovvi motivi.
    Un soggetto che si relaziona con noi, se non ha la maturità adeguata NON stimerà quell’atteggiamento come indicatore di “valore”, anzi, a meno che non sia VERAMENTE innamorato. In quel caso, ma solo in quel caso, leggendo quelle manifestazioni attraverso un sentimento vero, ne capirà il reale significato.
    Per amare veramente paradossalmente bisogna essere “meno” innamorati. Ogni segnale “anomalo” non va trascurato, e tu li avevi percepiti a quanto pare.
    Sensibility, un uomo lasciato “libero” di andare con le altre (se ho capito bene) non ti rispetterà MAI, proprio per questa tua generosa disponibilità, che verrà vista come una sorta di “sottomissione”. Prova a dirgli, in quel caso: “Va bene, ma io farò altrettanto…”

    Credo che dall’altro dovremmo aspettarci di avere quello che noi siamo disposti a dare, o stiamo dando, chiedendolo in maniera equilibrata. Questa una forma di rispetto di noi stessi che verrà SEMPRE apprezzata. Chi non l’accettasse è perché di noi non si frega niente. E si può essere innamorati o amare chi non ci considera come persone? Ha senso?
    Io penso di no, ma c’è anche chi “ama” anche chi NON lo ama. De gustibus.
    Auguri comunque.

  • 2638
    rossana -

    Sensibility,
    – “Forse è l’autostima che mi rendeva tanto fiera di me, per il mio percorso di vita”
    – “non ho incontrato un uomo che valesse la pena vivere. Non ho scelto questo percorso, mi è semplicemente capitato”
    – “non mi sono mai accontentata…non mi interessava l’ euforia del momento, l’ amore carnale. Preferivo perseguire altri obiettivi.”
    – “E poi…..l’ho fatto in maniera piena e consapevole.”

    credo siano in pochi a scegliere in modo del tutto volitivo il loro percorso di vita e il loro modo di essere. si è tutti un po’ come fuscelli buttati nella corrente di un fiume, più o meno impetuoso. è il caso a consentirci agganci di vario genere, stabili o temporanei…

    forse, in un certo momento e in contatto con una certa persona, non si può che cedere al bisogno di dare e di ricevere amore. non è che la testa non ragioni più, è la necessità che vince e falsa o cela le reali prospettive.

    forse anche alcune donne, sicure di sé, possono essere strutturate nell’ottica di amare proteggendo, come di solito fanno gli uomini. forte caratterialmente, avevi un ottimo livello di autostima, ti sentivi realizzata nella tua indipendenza, socievole e capace d’intrattenere relazioni, punto di riferimento per la famiglia d’origine… quindi non facente parte delle donne “malate” che tendono, ripetitivamente, ad amare chi non le vuole oppure chi non ricambia adeguatamente.

    c’è chi ama ed è in grado di dare fin da giovanissimo e chi, anche a cinquant’anni, non cerca che di ricevere, incapace persino di ricambiare l’amore. può essere una questione di maturità emotiva oppure di generosità innata, insita nel carattere? dipende dal modo di amare che si è appreso nell’infanzia, come asserisce Jung, o dalla precoce necessità d’imparare a badare a se stessi? domande a cui mi piacerebbe trovare risposte certe mentre tutto quanto ci riguarda interiormente il più delle volte resta sfumato e indefinito.

    se la persona che avevi scelto fosse stata affine a te, in grado di valorizzare l’immenso dono che gli stavi offrendo, giorno dopo giorno, la tua dedizione non sarebbe andata perduta. la difficoltà più grande sta proprio nello scegliere, che spesso presenta una rosa di possibilità APPETIBILI davvero infinitesimale.

  • 2639
    Sensibility -

    No Golem! Sbagliato!!!Quando asserisco che gli lasciavo i suoi spazi, o meglio, quando gli dicevo che lo avrei lasciato libero di andare se avesse mai voluto andare con altre, significava SOLO che lo avrei LASCIATO!libero di andare lui per la sua strada e io per la mia…..Per non arrivare ad oggi in questo modo. Ora devo solo riprendermi me stessa e mi sforzerò di farlo al più presto.
    Mi dispiace soprattutto di aver perso 4 anni fondamentali della mia vita dietro al niente…avrò imparato Rossana? Cosa dice Jung su un caso patologico come il mio? Grazie a tutti

  • 2640
    maria grazia -

    ” E si può essere innamorati o amare chi non ci considera come persone?”

    si, se si hanno 15 anni.

  • 2641
    Golem -

    Si Sensibility, e mi sembrava strano, infatti ho aggiunto “se ho capito bene”, ma sappi che ci sono donne disposte ad accettare anche certi compromessi.
    Ovviamente mi dispiace di come ti sono andate le cose, ma come dicevo a Maria Grazia in un altro thread, io seguo su questo forum queste tue stesse vicende per un mio interesse personale, e in tre anni tu sei la 78a donna che lamenta la tua medesima delusione, per delle “storie” che, seppure con modalità e svolgimenti diversi, sono finite tutte allo stesso modo.

    Mi fa piacere che riconosci di aver buttato 4 anni della tua vita, perché secondo me ti farà recuperare prima la tua dignità e autostima. Valori che purtroppo ti sono stati calpestati e offesi da chi probabilmente non meritava, quanto non ha rispettato, le tue attenzioni.
    Auguri da parte mia.

  • 2642
    maria grazia -

    “Cosa dice Jung su un caso patologico come il mio?”

    Sensibility, sta tranquilla! in questo forum sei in buona compagnia ..

  • 2643
    rossana -

    Sensibility,
    il tuo NON è un caso patologico, ma uno come tanti altri, in cui non si è stati in grado d’interpretare correttemente chi non si è fatto scrupolo d’ingannare. capita, e non soltanto in amore!

    mi dispiace che la disavventura ti sia successa in anni che ritieni di particolare importanza. qualcosa t’insegnerà di certo: s’impara quasi soltanto così.

    un abbraccio.

  • 2644
    Sensibility -

    Stasera sono troppo a terra. Davvero di me non ho capito niente.
    Non trovo le parole per esprimere ciò che ho dentro. Il prendere atto che sono la n.78 e che ho così tanta compagnia non mi solleva. Mi intristisce oltremodo.
    Vi ringrazio tanto delle parole, delle vostre analisi, del vostro conforto e anche del cinismo di Golem. Una volta ero distaccata come te….grazie degli auguri.

  • 2645
    maria grazia -

    il cinismo di Golem???… hahaha buona questa! Sensibility scusa se rido sai, ma penso proprio che hai preso un enorme granchio in questo caso!! ti assicuro che in questo forum Golem è una delle persone meno ciniche e meno insensibili che ci siano.
    Lui semplicemente riconosce la REALTA’ delle cose, e la analizza in modo lucido, articolato e obiettivo. Non te la prendere troppo se ciò in cui hai creduto non si è rivelato come pensavi. capita. L’ importante è saper ANDARE AVANTI.

  • 2646
    rossana -

    Sensibility,
    secondo me, non ci possono essere standardizzazioni certe nelle questioni di cuore. ci sono inizi di relazione, quasi sempre euforizzanti e uguali per tutti, e un’infinità di ragioni diverse per i finali in scacco.

    forse la vita emotiva di coppia si realizza pienamente in analogia con gli spermatozoi (40 milioni circa per ogni eiaculato medio totale), volti alla vita fisica, che raggiungono lo scopo (sia quando lo desideri che quando non lo vorresti per niente) se e quando uno soltanto di loro effettua l’incontro giusto nel momento giusto.

    capita più o meno a tutti di provare a stabilizzare una relazione amorosa senza riuscirci. fa parte, purtroppo, della necessaria sperimentazione sul campo.

    fatti animo: hai te stessa, una donna realizzata, forte e capace di badare non solo a sé ma anche di dare parecchio agli altri, indipendentemente dal fatto che siano in grado di apprezzarlo o meno.

  • 2647
    maria grazia -

    voglio ancora una volta porre l’ attenzione sul maschio narcisista, in quanto è il maggior responsabile delle sofferenze sentimentali delle donne. qui di seguito posto un link che aiuta a smascherarlo:

    http://www.serviziodipsicologia.it/il-narcisista-se-lo-conosci-lo-eviti/

  • 2648
    Golem -

    Sensibility, non perderti d’animo. Difficilmente lo dico, ma nonostante il mio “cinismo” ti sono molto vicino, perché raramente ho percepito uno shock come il tuo. Ma dovrai superarlo.
    Cerca di evitare di pensarci, i tempi morti, la musica, le immagini che possano ricordarti il passato. Stordisciti con impegni e qualche divertimento, sport o hobby.
    Dai, forza.

  • 2649
    Sensibility -

    @mariagrazia
    Forse mi sono espressa male. Non intendevo in alcun modo deprezzare Golem. Ciò che intendevo sottolineare è il suo approccio asettico e a-sentimentale nell’analisi chiara e diretta delle situazioni e delle persone che vengono descritte. Non posso che apprezzare chi, come lui, oggi mi dice anche quello che non mi piace sentire e che io non ho voluto vedere. Ho letto il link che hai postato. Interessante, ma non ritrovo nè il mio “creduto amore” nè mè stessa in quella descrizione…continuo a leggere nelle mie serate i vecchi post, senz’altro istruttivi…..
    @rossana
    lo so che è capitato a un’altro miliardo di donne. Ma questo è capitato a me e non mi consola affatto avere compagnia e ti ringrazio per lo sprone che cerchi di darmi. Ne ho bisogno.

  • 2650
    maria grazia -

    Sensibility ok, ora ho compreso. grazie per i tuoi chiarimenti!
    per quanto riguarda il link che ho postato, era più che altro rivolto a TUTTE le lettrici e le utenti, aldilà del tuo caso specifico, dato che la “malattia per gli amori sofferti” è un male diffuso sopratutto tra le donne. ciao. in bocca al lupo per la tua “guarigione”!

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