Tutti a lamentarsi ma nessuno qui fa niente
Riferimento alla lettera:
Ciao a tutti mi chiamo Valeria , volevo sapere l'opinione di altre persone per capire come è possibile che qua in Italia tutti si lamentano.. ma nessuno fa nulla... Non esiste davvero il modo di cambiare in meglio il nostro Paese ?! Siamo davvero costretti a vivere per pagare?! Siamo...
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Data di pubblicazione: 20 Novembre 2012
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c’è anche chi fa il furbo, cavalcando l’onda del ‘siamo messi male’ per non pagare quando potrebbe. Intendo dire che un tempo se uno ti pagava in ritardo era una cosa che saltava agli occhi come insolita e grave. E ti veniva da tirar fuori la voce e le palle di fronte una violazione. Oggi, poiché ‘tanto’ tutto sta andando allo sfascio si rischia di assuefarsi sempre più alla violazione di rapporti equi di scambio e diritti. Che vuoi? Vedere pagato il tuo lavoro? Non sai che c’è la crisi?!? C’è. Ma un giorno una mi disse, SERIA: La gente non si rende conto che anche noi benestanti stiamo peggio. Io ho guadagnato diecimila euro in meno l’anno scorso. Certo, lei mi dirà: cosa sono diecimila euro in meno? Però sempre soldi in meno sono’. Tot ciò non per lamentarmi, scusate. Ma per dire OCCHIO ANCHE ALLE PERCEZIONI. Il gran parlare della crisi, l’esubero, ad un certo punto non ti informa, ma ti stordisce. Sei depresso e incazzato ma anche paralizzato dall’ansia. E caschi magari anche nel tutti contro tutti. Come il tipo che l’altro giorno inveiva contro gli statali col culo coperto che non fanno un c tutto il giorno. Inveiva ad personam perché al tg mostrano quelli pagati per andare per i c loro mentre suo figlio non lavora. Così tutti gli statali o i dipendenti a tempo indeterminato rubano e hanno troppa grazia. No, sono gli altri che vivono violazioni di diritto giustificate. Io penso che ciascuno di noi fa politica ogni giorno, anche nelle sue scelte apparentemente più banali
Ciao Paolo,
se ritieni che la Natura è “solo ed unico insegnante incorruttibile, incapace d’incoerenza e doppiezza, in grado di dare risposte uniche ed universali a tutto” allora come la metti con la prima legge della Natura, ovvero morte dei deboli e dei malati, a buon pro della perennità del branco e delle speci in generale ? Sai cosa si dice: “la Natura è crudele”.
IO vedo un regresso sociale in questi fatti: un matrimonio su due finisce male, è classico che non ci si conosce in un condominio e a volte nemmeno sullo stesso pianerottolo, nelle grandi città pullulano i quartieri-dormitorio così chiamati appunto perché non ci sta più una agregazione sociale, la comunicazione virtuale prende il sopravvento rispetto a quella reale… tutte cose che secondo me sono peggioramenti rispetto a quello che c’era prima.
“Cosa propongo? Bella domanda.” … appunto. Sinceramente non hai dato soluzioni concrete, pur vedendo problemi reali (meccanizzazione del lavoro, esuberi forza lavoro). Aspettarsi che “pil a pil” la massa diventi consapevolmente attiva penso sia utopico, onestamente. Ribadisci che le scoperte tecniche fatte nei secoli erano utopiche per i loro contemporanei, ma un conto è un singolo che ha un colpo di genio, un conto è la massa che si deve pacificamente educare e bla bla bla. Ogni testa una sentenza.
Cara Valeria
A mio parere in Italia non cambia nulla perchè coloro che hanno il potere vero in mano si trovano benissimo con la situazione attuale. Intendo la cosiddetta “santa” madre chiesa, la casta dei partiti politici con le loro clientele, le mafie tutte con le loro clientele.
Per far fuori i partiti basterebbero in teoria le elezioni politiche. In pratica questo però non basta: perchè ogni partito democratico legittimista e non rivoluzionario è praticamente inerme contro gli intrighi della chiesa e contro i ricatti delle mafie. Risultato: una baldracca di democrazia.
Per estirpare le mafie dovresti scatenare una vera guerra fratricida in tutto il paese. Risultato: un fiume di sangue.
Per far fuori la chiesa, dovresti far saltare tutte le cattedrali con la dinamite e – come facevano i nostri avi romani – buttare in pasto ai leoni tutti i preti e baciapile. Risultato: un fiume di sangue.
Se sei giovane, aspiri ad una vita semplice e normale e di baldraccate e fiumi di sangue non ne vuoi saper nulla, allora hai tre vie:
a) ingoi il rospo e ti aggreghi ad una clientela politica, ecclesiale, o – meglio ancora – mafiosa
b) fai le valigie e volti le spalle a questo bordello di paese alla prima occasione.
c) rimani disoccupata, sottoccupata, supersfruttata, precariata, incavolata senza prospettive. A 50 anni penserai e dirai le stesse cose di adesso, senza aver più la forza di cambiare la tua vita.
Ho scritto a cuore aperto, non serbarmi rancore.
Saluti
Scusa Colam’s ma la considerazione sulla crudeltà della natura, che tra l’altro cozza con quella della sua straordinaria bellezza, sono interpretazioni umane che non hanno nulla a che fare con le leggi che la regolano. Le zebre più deboli poi, sono mangiate dai leoni e non da quelle più forti.
Riguardo alla stortura che vede ridursi in una città i valori aggregativi, non è che un aspetto negativo della struttura cittadina che non è adeguata ai valori umani, ma questa è cosa diversa dal considerare il genere umano come in fase di arretramento nella sua aggregazione. Oggi abbiamo il telefono azzurro e quello rosa, mentre prima i bambini erano obbligati al lavoro schiavizzato e le donne erano oggetti utili per l’uomo ed i suoi affari.
Se vogliamo essere sinceri, tu vedi utopica la concretezza che non ti dà risultati immediati. Mettere un mattone sull’altro a te sembra che si perda tempo, vorresti vedere la casa bella e pronta, e sei per acquistare tutto l’arredamento in un colpo solo. Personalmente leggo un paio di libri al mese, e senza accorgermene ho realizzato una libreria che occupa un’intera stanza ed ora ho il problema di trovare altri spazi. Se avessi pensato di realizzare una simile libreria nel momento che ho acquistato il primo libro, probabilmente avrei creduto si trattasse di un’utopia. Per concludere, non esiste un singolo che improvvisamente ha un colpo di genio, esiste un singolo geniale che è immerso in una massa in fase evolutiva in cui trovare lo stimolo per esprimere un’idea geniale. Se consideriamo ad esempio l’idea che ha portato Marconi ad inventare la radio, ci rendiamo conto che quell’idea poteva trovare forma soltanto in quell’epoca e se Marconi non fosse esistito, noi oggi avremmo sicuramente e comunque la radio. Leonardo, il nostro più grande genio, non poteva certo inventare la radio e non perché gli mancava la genialità., ma semplicemente perché intorno a lui mancava quell’evoluzione generale che gli consentiva di concepire e realizzare una simile invenzione. Non è difficile notare che molte invenzioni sono contese da geni diversi in paesi diversi e realizzate autonomamente; si tratta di casi in cui i paesi in cui vivevano quei geni, si trovavano in una condizione socialmente comparabile.
X FrateCipolla
– “A mio parere in Italia non cambia nulla perchè coloro che hanno il potere vero in mano si trovano benissimo con la situazione attuale….Per far fuori i partiti basterebbero in teoria le elezioni politiche”.
Non in teoria, ma in pratica. Ciò che manca è però una condizione di sentire comune della società nel suo complesso. Personalmente ritengo che politici capaci, onesti e preparati esistano, sta a noi riconoscerli ed affidargli l’incarico di governare. Fino a quando il popolo sarà in disaccordo ed in disarmonia, questa situazione perpetuerà, ed una rivoluzione non potrà cambiare le cose, se non il tipo di tirannia e le facce dei tiranni.
Non releghiamo le nostre colpe, assumiamoci la responsabilità che abbiamo.
No Paolo, la natura e’ crudele e il forte primeggia anche all’interno del proprio branco a discapito del debole dello stesso branco. Tipicamente molte specie animali sono dei branchi intorno al maschio dominante, che caccia via dal branco i giovani maschi rampanti finche’ uno di questi non e’ più forte di lui. Spesso le femmine devono proteggere i propri piccoli dal maschio che li fa fuori per potersi riaccoppiare. Percio’ come la mettiamo ?
Concordo con te che la moderna struttura cittadina che non è adeguata ai valori umani, ma non e’ anch’essa frutto appunto dell’evoluzione sociale ? E questo non dimostra appunto che la societa’ si sta disaggregando, visto che produce strutture disaggreganti ?
Per il resto sono d’accordo con te che ci sono delle lotte a lungo respiro, a lungo termine, anzi sono d’accordissimo. Ma questo non risolve rapidamente i problemi immediati. In altri termini una cosa non esclude l’altra. E’ giusta la tua idea di far evolvere le mentalita’, ma l’Italia ha problemi immanenti che non possono aspettare secoli. Per quelli, aspettando che le mentalita’ si evolvono, che soluzioni proponi ?
Ciao Paolo,
« Fino a quando il popolo sarà in disaccordo ed in disarmonia, questa situazione perpetuerà, ed una rivoluzione non potrà cambiare le cose, se non il tipo di tirannia e le facce dei tiranni. »
Quanto mi piacerebbe sbagliarmi ed essere smentito dai fatti, ma resto davvero molto scettico sul fatto che questa situazione possa cambiare… trovo condivisibile dire che e’ politica quello che facciamo ogni giorno, anche la piu’ piccola cosa, e hai ragione il cambiamento potrebbe arrivare da ognuno di noi, e partire dal piccolo… ciononostante lo scetticismo sul « popolo bue » rimane e faccio fatica a trovare esempi a contrasto sin a partire dal tempo
di « volete libero Barabba o Gesu » ?
E allora, pur non avendo la risposta, nel pratico mi chiedo se possa essere accettabile e/o auspicabile avere una situazione simile a quanto successo a Singapore : sulla carta una democrazia ma nella realta una dittatura illuminata. Con leggi e politiche economiche e sociali imposte dall’altro che hanno portato quella che era una ex colonia alla sbando a diventare un fiorente stato moderno, con un impressionante miglioramento delle condizioni di vita di tutta la sua popolazione.
Ripeto, ad oggi non lo auspico come la soluzione, pero la domanda inizio a pormela…
Mi permetto di rispondere a Colam’s, ma ritengo che possano trovare risposta anche Nadir e quanti altri leggano queste righe.
Colam’s credo che tu concepisca tutto ciò che ti circonda come una realtà unica ed oggettiva. Ti ritieni indipendente da essa, e consideri che le tue scelte vengano dettate esclusivamente dal tuo volere. Ti vorrei indicare almeno due aspetti che dovrebbero indurti a riflettere:
1- la realtà che ti circonda è limitata allo spazio che i tuoi sensi ti permettono di considerare;
2- essa viene elaborata inconsciamente e ti viene presentata affinché risponda alle tue esigenze.
Se si è provato a focalizzare con attenzione questi due aspetti, specialmente se si è supportati da valenti studi come quelli di: Gregory Bateson; Erich Fromm; Fritjof Capra; Jean Francois Lyotard; Sigmund Freud; Karl Marx; Albert Einstein; Herbert Marcuse; Noam Chomsky ed altri, non si potrà che addivenire a quanto sia illuminante il “pensiero complesso” con cui Edgar Morin ha trovato risposte alle nostre domande.
Fondamentale è la presa di coscienza che la Terra è la navicella spaziale in cui viviamo una comunità di destino insieme a tutta l’umanità. Naturalmente la dimensione globale della Terra spaventerà chi vuole soltanto raccogliere i frutti del suo orticello, ma è proprio qui che si annida il virus distruttivo del nostro operare. Ovviamente ci si chiederà cosa posso fate io, in questo scenario così vasto. Le risposte sono molteplici e variegate e Morin non si sottrae dall’elencarle, cosa che naturalmente non posso fare io in questo spazio così ristretto e quindi rimando ai suoi illuminanti scritti.
Ciò che io posso provare ad esprimere, è l’enorme forza distruttiva che si genera da quella ansia di populismo e qualunquismo che ancora non siamo riusciti a superare; come dice Nadir, da Barabba in poi, ma correggo, da quando esiste l’uomo in poi.
Ricordiamo tre cose:
1- chi ci governa è la nostra immagine e siamo noi i responsabili della loro presenza;
2- che i problemi in gioco sono molto più grandi degli stretti confini in cui essi sono costretti ad operare;
3- ad ogni azione corrisponde un’inerzia che tende ad arginarla ed una reazione che tende a superarla.
Oggi viviamo in un mondo governato da: Multinazionali; Holding; Company ecc… dove il solo accennare ad un taglio ai loro tentacoli, li mette in fuga in uno spazio di non nostra competenza, lasciandoci in mutande. Non siamo più padroni di nulla, neppure di noi stessi. Oggi ad esempio, viviamo il dramma degli sbarchi di clandestini, ma quale sarebbe la soluzione di Colam’s se lui fosse alla guida del nostro paese?
Affondarli in mare aperto? Pagare i nostri confinanti affinché li tengano in casa loro? Aiutarli a stare sui terreni non più loro in attesa di essere massacrati? Ritengo più utile cercare di comprendere le ragioni del perché questo avviene.
— Continua —
Semplificando: noi vogliamo mangiare pane fresco tutti i giorni, e così il famoso mostro, compra i terreni dal dittatore di turno che scatena una guerra scacciando gli agricoltori non organizzati, incapaci quindi di un’opposizione valida e così questi corrono a cercare alternative per il loro sopravvivere, arrivando infine a casa nostra che per TV hanno visto molto più bella della loro.
Cosa facciamo? Li aiutiamo a scacciare il dittatore malandrino; spengiamo la TV; ci mettiamo a vivere in capanne più fatiscenti delle loro; ottimizziamo la nostra dieta accontentandoci dei pani che abbiamo, così come facevano i nostri nonni.
Caro Colam’s, come vedi i problemi sono enormi, tanti, interconnessi ed irrisolvibili soltanto da un politico, un dittatore o un re. Necessita essere tutti insieme per fronteggiare mostri tentacolari, camaleontici e che spaziano in ogni dove.
Per Colam’s aggiungerei che l’uomo, nonostante sia l’animale fisicamente meno dotato di tutti, è riuscito a superare tutti, forse non è la forza bruta quella che conta di più. Si resta affascinati a guardare le api, le termiti, Forse come dici, la natura è malvaggia (concetto umano naturalmente), ma quasi tutti gli animali tendono ad unirsi in gruppo per sopravvivere, a meno ché non vivano in territori che non presentano pericoli non affrontabili singolarmente.
Ciao Paolo, mi piacerebbe che rispondessi più precisamente ai due punti sulla natura crudele e sui prodotti disaggreganti della nostra società.
Io sicuramente ho una visione estremamente limitata della realtà, ma per forza di cose anche tu, visto che anche tu sei limitato dallo spazio-tempo e dal filtro del tuo inconscio. Giusto ? Perciò in che modo la tua visione delle cose può essere falsata ?
Sono il primo a rivendicarmi come populista, perché per me la democrazia dovrebbe partire dal basso e non gestita dall’alto dalle elite e dalle caste. Troppo comodo, quando il popolo vota quello che le elite vogliono è democrazia, quando invece ce l’ha con loro (che dovrebbero essere solo nostri rappresentanti) o vota contro “il progresso” allora è populista, inteso negativamente. Vedi i referendum, in Italia come all’estero, che quando “non sono andati bene” o si fanno rivotare o sono bellamente ignorati. Ma non sono qualunquista, per me lo Stato deve essere un attore maggiore della vita sociale del paese (mi rifaccio agli articoli Wikipedia “populismo” e “fronte dell’uomo qualunque”).
Per rispondere ai tuoi punti:
1- e’ solo parzialmente vero che chi ci governa sta lì perché la gente li vota. Se nessuno andasse a votare sarebbe meglio sono d’accordo, o se molti votassero partiti alternativi anche, ma il sistema dei partiti toglie libertà di scelta alla gente. Spesso si vota per un partito, ed è il partito a decidere chi occupa le poltrone, inoltre solo una parte dei potenti sono eletti. Per inciso: Mario Monti non è mai stato eletto !
2- vero che “i problemi in gioco sono molto più grandi degli stretti confini in cui essi sono costretti ad operare”, ma noi possiamo operare solo entro i nostro i nostri limiti
3- verissimo che “ad ogni azione corrisponde un’inerzia che tende ad arginarla ed una reazione che tende a superarla”
Il vero problema per me è quello che hai sorvolato, pur avendolo detto benissimo: “Oggi viviamo in un mondo governato da: Multinazionali; Holding; Company ecc… dove il solo accennare ad un taglio ai loro tentacoli, li mette in fuga in uno spazio di non nostra competenza, lasciandoci in mutande”. Questo è il vero problema di cui dovremmo parlare !
Per l’esempio dei clandestini che sbarcano io capisco bene perché lo fanno, ma non mi importa, l’Italia non può più accoglierli. E’ tutto vero, sulla Terra ci sarebbero risorse per tutti se fossero distribuite meglio. Ma per farlo bisognerebbe mettersi tutti d’accordo (obbiettivo a lungo termine), e aspettando quel momento intanto il fenomeno va brutalmente stoppato (obbiettivo immediato). Perciò forse la soluzione è fare come Israele: assassinii mirati degli scafisti. Il vero problema sono loro, gli scafisti, che dissanguano questi poveracci e li lasciano poi in balìa delle onde. Oggi i mezzi per farlo, tra servizi segreti, droni e altre tecnologie che nemmeno conosciamo, ci sono. E in quel caso non serve fare una guerra: ne ammazzi 10 per educarne 100. Giusto ?
Caro Colam’s ciò che scrivi ha molti punti in comune con quello che sento personalmente, ma credo che le nostre mappe mentali siano in qualche misura distanti. Le convinzioni personali portano a risultati molte volte discordanti, non perché i fatti analizzati siano diversi, ma solo perché il nostro bagaglio culturale che li valuta non lo è.
Noi occidentali siamo portati a credere che le cose siano posizionate su un segmento spaziale immaginario tra due estremi contrapposti. Un qualunque evento viene posto su questo segmento e perciò posizionato tra i due estremi, ciò c’induce a prendere una posizione relativa a questa modalità cognitiva. Vorrei però che provassimo ad immaginare una modalità diversa di concepire le cose, proviamo ad immaginare la rappresentazione sviluppata in Cina ad esempio. I fatti vanno posti in un punto qualunque di una circonferenza. In questo caso i due estremi non sono reali, ma dipendono esclusivamente dalla posizione che assumiamo sul piano che contiene il tutto. L’estremo è quindi soltanto un momento che noi percepiamo come inversione nella continua rotazione del cerchio. Noi spesso ci poniamo il problema del se è nato prima l’uovo o la gallina, in realtà in questa modalità d’intendere le cose, il problema non si pone neppure.
Proviamo a rivalutare uno dei punti da te posti: il referendum del ’93 sull’abrogazione al finanziamento pubblico ai partiti. I radicali avevano posto il quesito ed il 77% degli italiani aveva aderito all’iniziativa. Ora sorge spontanea la domanda, perché i radicali alle elezioni successive non hanno preso una maggioranza bulgara come quella rappresentata da quell’adesione? Comprendo che molti potevano non essere d’accordo con l’intera linea politica dei radicali, ma almeno per quel caso doveva esserci un’adesione più stringente, anche se poi si sarebbe potuto modificare il proprio voto successivamente, visto che non si è in dittatura (per fortuna).
Personalmente ritengo che prima d’ogni cosa dovrebbe essere profondamente riformata la scuola, ma non tenendo come principio quello di uno strumento che prepara i giovani ad entrare nel mondo del lavoro, cosa che dovrebbe essere lasciata all’interesse delle aziende, ma piuttosto nel prepararli ad entrare nel mondo punto. Prepararli cioè ad essere cittadini consapevoli, insegnandogli cioè ad essere uomini capaci di comprendere la vita, se stessi e la collettività, e non inculcando idee precostituite, ma piuttosto metodologie valutative orfane di valori predeterminati.
Il potere imprenditoriale tende a relegare sempre più i suoi costi aziendali alla collettività e rendere sempre più privati i propri profitti. Se noi non diamo chiari segnali di voler modificare questo stato di cose, avremo che anche i partiti tenderanno a trasformarsi in strutture aziendali.
Vedi, quando scrivi: “Spesso si vota per un partito, ed è il partito a decidere chi occupa le poltrone”; in realtà ripeti uno slogan creato ad arte per distrarci dal problema vero.
— Continua —
A me può anche far piacere che il partito scelga chi mettere sulle poltrone, anche perché io non saprei neppure chi scegliere. La verità è che poi il partito dovrebbe pagare le conseguenze del fatto che non abbia eventualmente scelto in modo adeguato. La verità è che noi siamo troppo sensibili al piccolo e momentaneo vantaggio personale, e quando andiamo a votare scegliamo chi è stato più capace ad ammaliarci con le sue false promesse o con effetti speciali se non peggio; ricordiamo tutti il famoso contratto con gli Italiani firmato davanti al giudice Bruno Vespa. Poi non abbiamo punito né il millantatore né il giudice farlocco che sono ancora lì a fare i loro ingannevoli giochini.
Una seconda riforma importante è senza dubbio quella della giustizia, ma non nei termini attualmente indicati. Piuttosto porrei maggiore attenzione alla suddivisione della gerarchizzazione delle responsabilità suddividendole tra quelle poste in essere nei confronti della collettività che oggi sono quasi del tutto inesistenti, in particolare verso ogni responsabilità dirigenziale, e quelle perpetrate contro le individualità che spesso sono abnormemente squilibrate e per lo più inefficaci.
Riguardo infine il tuo concetto d’insegnamento: “ne ammazzi 10 per educarne 100. Giusto ?”; a me pare a dir poco sconcertante. Perché tu non vuoi affaticare la tua mente ( “… ma non mi importa, l’Italia non può più accoglierli”), dovremmo ammazzare delle persone, seppur colpevoli di aver approfittato di una situazione che proprio noi abbiamo contribuito a creare. Poi siamo proprio sicuri che quei migranti non ci siano utili? Oppure che restino proprio tutti da noi? Ecc…
Cosa ne pensi se cominciassimo ad ammazzare 10 imprenditori responsabili dell’inquinamento e di morti per educare tutti gli altri, tenendo presente che poi interverrebbe il Sallusti della situazione che perorerebbe la loro causa adducendo che così facendo, tutti i capitali scapperebbero altrove lasciandoci nella me…da, traslando furbescamente la produzione di ricchezza, dai lavoratori a quei disonesti, di fatto giustificandoli.
Personalmente ritengo di avere sicuramente una visione limitata della realtà, ma so per certo che la metodologia da te suggerita per risolvere i problemi non è quella giusta, anche perché è stata lungamente sperimentata nel passato e non pare abbia dato grande prova di sé. In pratica il popolo è in grado di autoregolarsi e la legislazione dovrebbe soltanto limitarsi a tenere fermi i paletti stabiliti per quelle limitate defezioni che potrebbero verificarsi. Quando le persone stanno bene, difficilmente si mettono a trasgredire le regole ed in modo particolare se queste sono ritenute giuste. Il cittadino comune neppure conosce tutte le leggi, eppure le rispetta; il disperato defeziona senza neppure saperlo ed il delinquente incallito le studia per poterle aggirare. Il risultato è che il primo subisce le conseguenze delle restrizioni, il secondo riempie le carceri ed il terzo cresce e pasce.
fiuuu Paolo, ho difficoltà nel risponderti..
Mettiamola così: gli schemi mentali possono essere “lineari” o “ciclici” o altro, ma un “Paolo cinese” si sentirebbe aperto di mente dicendo ad un “Colam’s cinese” qualcosa tipo “guarda che non bisogna pensare sempre come un cerchio, in Occidente per esempio sono molto più lineari”. Insomma sì i modi di pensare sono tanti, ma ad uno di questi bisognerà pure limitarsi. A forza di acculturarsi su tutte le possibilità e i punti di vista esistenti, si finisce per non averne più uno proprio, o no ?
Per i referendum: esatto. CI sono anche quelli riguardanti l’Europa, fatti rivotare o by-passati in vari paesi europei, quando il popolo votò a maggioranza contro. Io sono un tipico esempio di elettore che non voterà mai , MAI, i radicali, ma che avrei votato “sì” a quel loro preciso referendum sui soldi ai politici.
Io rispetto a te ho l’impressione di andare più a fondo però. Dici:
“A me può anche far piacere che il partito scelga chi mettere sulle poltrone, anche perché io non saprei neppure chi scegliere. La verità è che poi il partito dovrebbe pagare le conseguenze del fatto che non abbia eventualmente scelto in modo adeguato.”. Appunto. Visto che i partiti non pagano le conseguenze delle loro scelte sbagliate, il sistema è tutto sbagliato, falsato. Dunque da buttare via.
Sì ammazzerei anche 10 imprenditori se lo meritassero. Vedi il Vajont oppure Sefeso.
La mia metodologia è stata sperimentata in passato appunto perché è praticabile, per quanto imperfetta. La tua temo di no.
Scusa Colam’s, ma proprio non ti seguo. Prima di tutto io ho una mia idea proprio perché non mi soffermo all’unica baggianata che mi hanno propinato, fossilizzandomi su di essa. L’entropia universale ci costringe ad attingere sempre a nuove conoscenze, acculturarsi è la sola strada per non restare staticamente in attesa di essere sopraffatti da chi sa ciò che a me è ignoto.
Realisticamente il sapere non significa non avere più un proprio punto di vista, ma piuttosto garantisce averne uno più ampio, corrispondente al vero e personale.
Riguardo alla politica poi, i farabutti hanno vita facile proprio per l’inadeguata preparazione culturale del popolo. I partiti non pagano i loro errori non perché il sistema è sbagliato, ma piuttosto perché il popolo è inadeguatamente impreparato, quindi facile preda di imbroglioni acculturati che con raggiri, brogli ed acquisto di voti continuano a fare i loro interessi. Questo significa che bisogna essere più preparati e non lasciarsi influenzare da spinte populistiche che gridando allo scandalo, ci tengono lontani dalla soluzione dei problemi, che ovviamente non sono semplici e non possono neppure essere risolti senza passare attraverso tutte le formule che lo sottendono. Non esistono scorciatoie.
Uccidere poi, è come se per risolvere un problema strappassimo il foglio su cui esso è scritto, così immaginiamo che il problema non ci sia più. Un po’ come fa lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia. Tutti noi sappiamo che correre in macchina può essere fatale, ma quando siamo in autostrada, andare a 130 ci sembra essere dei trogloditi.
Ciò che succede agli altri a me non succederà mai, ma non ci soffermiamo sul fatto che questo era ciò che pensava anche la vittima. Prima che si scoprisse che la terra fosse tonda, questa idea sembrava potesse venire solo nella testa di un visionario. Siamo poi proprio così sicuri che la mia metodologia non sia mai stata applicata? Mi ricorda un mio amico che era pronto a scommettere che prima di Cristo non erano mai esistiti i distributori automatici di bevande, oppure che non fosse possibile passare una serata da soli in casa davanti ad una bella rappresentazione teatrale programmabile, o anche avere un portone ad apertura automatica (vedi Erone di Alessandria I e II secolo a.C.).
Credo sia inutile dirti che perse la scommessa.
Va beh va beh, torniamo a bomba. “Tutti si lamentano ma nessuno qui fa niente”.
Allora tu proponi di far crescere culturalmente il popolo, ed e’ giusto, ma continuo a pensare che sia un processo lungo. Diciamo che ci vorra’ una generazione, 25/30 anni, per vederne gli effetti, e supponendo di iniziare subito.
Nel mentre ? Che si fa in questi 25/30 anni nell’attesa che la massa maturi ? Io propongo scorciatoie, tu ?
Magari bastassero 25/30 anni, temo che ce ne vorranno molti di più, ma ricordo quando è caduta la prima repubblica, sembra ieri, eppure sono passati circa vent’anni da quando si è deciso di cambiare pagina e si è solo provveduto a peggiorare le cose. Se fossimo stati più accorti allora, avremmo guadagnato tempo. Beh! Visto che sono convinto che le scorciatoie non esistano, e quelle che immaginiamo essere tali, non portano da nessuna parte se non addirittura rischiano di essere nocive, com’è capitato anche in quell’occasione dove il nuovo sembrava foriero d’innovazione. Quindi inizierei a valutare con attenzione la posta in gioco per le prossime elezioni, per dare un segnale di volontà per un rinnovamento vero. Nel frattempo proverei a comprendere meglio quale può essere una via salvifica come ad esempio quella proposta da Edgar Morin e cercherei di comprendere chi più si avvicina a quel percorso, affinché il mio voto non vada disperso inutilmente. Facciamo capire quali proposte c’interessano, dando il nostro appoggio non a chi propone allettanti soluzioni immaginifiche, ma chi propone spinte nella direzione del rinnovamento vero. Capisco che non è bello pensare che soltanto i figli dei miei figli potranno stare meglio, ma io potrò almeno sperare di avere una mela in più domani. Immaginare di avere subito un milione di euro in tasca, cosa evidentemente irreale, e ritrovarmi poi ad aver perso anche la mela ed aver tolto ai miei figli anche una speranza è ancora peggio. Chi aveva tolto l’ICI solo ai meno ambienti ed a me no, aveva fatto un passo importante, anche se io non ne vedevo il frutto direttamente. Averla però tolta a tutti, mi è parsa una cosa bella ma ora ci ritroviamo con l’IMU per tutti, che è peggio. Mai fare il passo più grande della propria gamba. Non bisogna cadere nella trappola della fascinazione,ma cercare di rimanere concreti, la pubblicità è ingannevole, teniamolo sempre a mente. Non è il prodotto che ci sembra più bello quello che risolve le nostre esigenze, ma è quello che più si avvicina a queste, che può darci un vero sollievo, anche se, evidentemente non in maniera esaustiva.
Pero’ Paolo parli proprio come Mario Monti.. Il tuo discorso e’ forse tra i più pericolosi secondo me. Dici che e’ complicato , che ci vuole molto tempo (due o tre generazioni), che non bisogna dar retta a populismi e scorciatoie illusorie, che i punti di vista possono essere tantissimi..
Guarda qui : http://mobile.ilsole24ore.com/sole24orem/post/102?pagina=3&url=AbxHbFAH .. Le stesse parole del premier.
Con il tuo atteggiamento indirettamente difendi il sistema attuale. Praticamente un “calma-proletari”..
Beh! Si tratta soltanto di buon senso. Non condivido molte scelte di Monti, ma i fatti sono fatti e le scorciatoie, ripeto, sono inesistenti. L’evoluzione ha i suoi tempi e pretendere di accelerarli ha un costo, in termini di regresso che specialmente in un momento così delicato come quello attuale, fatto di equilibri molto precari, non è proprio possibile sostenere.
Tu indichi una rivoluzione come soluzione, ma anche questa via prevede una classe dirigenziale e quale politica dovrebbe avere questa dirigenza? Sarebbe una politica indirizzata a ché? Da chi sarebbe composta questa dirigenza? Quale benessere porterebbe? Ecc…
Credo che le domande sono tante e sempre le stesse. Certo il sistema dittatoriale ha una velocità esecutiva molto maggiore di quella democratica, ma è anche foriera d’errori e noi attualmente non possiamo proprio permetterceli. Forse la velocità sarebbe anche una buona cosa, ma certamente è pericolosa ed in un mondo dove gli approfittatori sono sempre più avidi, il rischio è sempre più grave.
Ripeto, sarebbe bello svegliarsi domattina con un bel milione in tasca, ma è una cosa assolutamente improbabile, e se realmente dovesse accadere, sicuramente ci sarebbe un prezzo insostenibile da pagare. Istintivamente mi verrebbe da darti il mio appoggio incondizionato, ma per fortuna abbiamo una certa dose di riflessività ed usiamola per dindirindina. Mi chiedo, per quale ragione ci ostiniamo ad usare l’istinto, quando è chiaro che il nostro progresso nasce dalla riflessione. Ci sono anni di studi da parte di grandi pensatori ed allora perché vogliamo affidarci alle mani di qualche improvvisatore dell’ultima ora? In realtà tutto questo degrado deriva dalla nostra inerzia ad accontentarci di quello che ci viene venduto come salvifico da qualche sporco millantatore.
Sveglia!!!
Si ma quando tu parli di degrado perche’ vogliamo “accontentarci di quello che ci viene venduto come salvifico da qualche sporco millantatore” a me e’ venuto in mente subito.. Mario Monti, lo spread, le agenzie di rating, “i Mercati” ! No ?!
E no caro colam’s, non è Monti il vero problema; è il popolo che ha consentito ad un gruppo di millantatori di portarci sull’orlo del baratro. Come si dice, sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. Capisco che quando le cose vanno male uno si aggrappa a tutto, consentendo a un bel gruppo di tizi, mossi da interessi totalmente diversi ed addirittura opposti, di unirsi insieme al solo scopo di succhiarci il sangue facendo i loro sporchi comodi. È il continuare poi a sostenerli bevendosi tutte le loro insane baggianate che mi pare più che sufficiente per capire che il popolo ha bisogno di una buona svegliata culturale. Monti è il risultato di una mancanza di cultura politica del nostro popolo che sa tutto sulle partite di calcio e se ne frega di cosa fa chi gestisce il suo futuro. Un laissez-faire che ognuno di noi ha perpetrato negli anni. Cos’è che si può ottenere in condizioni simili? È necessario solo far crescere la cultura del popolo, altro non si può fare. Continuare su questa strada non può che portare alla rovina. Sostituire un millantatore con un altro, un sistema con un altro, non serve assolutamente a nulla se non a correre il rischio di stare sempre peggio, anche se può sembrarci che alcune volte ne abbiamo tratto qualche aleatorio beneficio. Solo un popolo socialmente maturo può vivere bene in maniera stabile.
completamente d’accordo con Paolo.
a me ad esempio parlando di “sporco millantatore” mi è subito venuto in mente Silvio Berlusconi, non di certo Monti.
il berlusca che si appresta (dopo i bunga bunga vari e altre belle storielle sempre molto pulite) pure a tornare e basta leggere un altra lettera qui e si capisce subito il livello culturale e riflessivo dei suoi ammiratori.
se non ci fosse stato un Monti l’italia era sulla bella via per ritrovarsi nella situazione attuale della grecia.
il rischio è tutt’ora presente.
per non parlare della pessima reputazione che quel pagliaccio millantatore che ha sempre tra l’altro cambiato le leggi a suo favore ha creato all’estero.
io per lavoro sono spesso all’estero e vi assicuro che c’era da vergognarsi di essere italiani quando si parlava di Berlusconi e della politica(farsa) italiana..
ora, c’è da tener presente che l’italia è parte dell’unione europea, dunque non si può pretendere che si risolvano i problemi senza tener conto di questo, o si esce dall’unione o c’è da galoppare dritti tenendo conto di non poter sistemare le cose pensando solo all’italiana e in termini di regionalismi e di italia.
concordo che tassare eccessivamente la gente che già fa fatica a tirare avanti non sia giusto, o tutti o nessuno e soprattutto bisognerebbe tassare adeguatamente i benestanti e i ricchi e la classe dirigente a seconda dei guadagni effettivi, un sistema giusto, equo, trasparente e adeguato semplicemente, lo so facile a dirsi ma difficile da applicare veramente, ma perché questo ? ma perché qualche farabutto sfrutterà sempre la situazione a suo vantaggio.
che lo stato abbia bisogno di fondi per poterli investire in maniera sensata per le infrastrutture, l’educazione, i posti di lavoro penso lo possano capire tutti.
se tutti facessero tutto in nero ci sarebbe appunto bancarotta.
l’evasione fiscale non può che esser controproduttiva.
chiaro che se invece quei capitali vengono sprecati o rubati da politici corrotti o da un sistema che si autocastra in burocrazie assurde non si risolverà nulla.
io non sono un ammiratore di Monti, non ritengo che sia il messia, è stata una soluzione d’emergenza ma in italia la vedo male comunque in quanto non ci sono alternative sensate e credibili, Beppe Grillo ?
ma fatemi ridere…poi prima che tutti si mettono d’accordo qui hai voglia…per non parlare delle mafie varie non si finirebbe più…
nessuno ha la bacchetta magica e i problemi attuali a livello europeo (ma anche mondiale) sono complessi e delicati, qualsiasi apparentemente facile scappatoia è soltanto un’illusione a breve o lungo termine.
oggi come oggi non si può certo dire che me ne frega dell’europa, del mercato mondiale, usciamo dall’euro e toh…in quattro e quattr’otto risolviamo tutti i problemi.
a me interessa soltanto la mia casa il mio lavoro la mia famiglia….
ma è proprio questa mentalitá che è sbagliata, la mia casa il mio lavoro la mia famiglia è parte di un sistema di altre case, famiglie lavori che deve poter funzionare…
anche uno come Obama non può far miracoli eppure venitemi a dire che Bush era meglio…o che avrebbe dovuto vincere Romney, per carità…Obama ha anche le mani legate ma intanto qualcosa in zucca c’è l’ha, e non è poco al giorno d’oggi.
poi lasciate stare le cospirazioni da youtube per favore, massoneria, illuminati, anticristo, etc. etc…si pure Obama secondo certi repubblicani è l’incarnazione dell’anticristo…e al 20 di sto mese finisce il mondo….si,come no…mah..
colam’s evita poi di venire a dire che uccideresti 2 , 4 o 10 tipi di quelli che se lo meritano e che vuoi una dittatura che son solo cazzate dai…almeno lo spero per te che siano solo cazzate che sparavi …
il problema è che in italia ci son troppi colam’s e troppo pochi Paoli….
colam’s vota bossi allora che pure lui avrebbe fatto fuori chiunque all’infuori della padania e così avrebbe risolto tutti i problemi …che belle le dittature….con le loro soluzioni così semplici e dirette….soprattutto per quelli che non ne fanno parte.
e invece mantengo quello che ho detto passante. Anche io viaggio e so bene che Berlsuka è peggio di Monti, e so bene quanto ridono dell’Italia all’estero.
Ma Monti non è la soluzione. Cosa è stato fatto contro la casta, i privilegi, le macchine blu, i costi della politica, gli sprechi, la mafia ? Nulla.
Il governo Monti è un ottimo governo, sì ma all’interno delle regole che vanno bene ai “mercati”, ai poteri forti, all’europa, alle banche, ma non agli italiani. E’ semplice: con Monti chi si è rallegrato e chi ha sofferto ? Risposta: si sono rallegrati “i mercati”, le banche, l’Europa. Hanno sofferto gli italiani, specialmente i giovani, le donne e la gente comune. Venitemi a dire che ho torto !
Perciò sì ribadisco: in Italia l’eccessivo lassismo ha portato a 2000 miliardi di euro di deficit, alle perdite pubbliche e profitti privati, a Montezemolo che fa Italo sulla linea ad alta velocità mentre Trenitalia cancella treni “a bassa redditività” ma che erano utili alla gente comune. Andate a vedere quanti treni sono stati cancellati per la Puglia, solo per fare un esempio.
Io invece penso che è proprio perché si cerca di pensare troppo , di tagliare il capello in quattro, di vedere tutti i punti di vista incluso quello che avrebbero avuto gli antichi Maya, che si è perso un semplice pragmatismo. Io sono prontissimo a fare parte di un paese temporaneamente in dittatura, tanto in cosa credete che stiamo vivendo adesso ? Monti è forse stato eletto ? Vi sentite rappresentati dai politici ladri e corrotti ? Pensate forse di non essere intercettabili in ogni momento quando parlate al telefono ? Pensate forse di essere gli unici a leggere le vostre mail ?
Il governo Monti non ha fatto altro che spremere chi già soffriva per la crisi, lasciando invariate le cause della crisi. E ribadisco non è Berlusconi, ma nemmeno Bersani, che risolveranno la situazione. Perché seguendo le regole del gioco imposte dall’estero ci metteremo decenni e decenni per risollevarci, e gli altri paesi non staranno ad aspettarci.
Mi spiace ma i tempi di crisi come questi sono tempi che dimostrano il fallimento del sistema, non ce la farete a difenderlo.
Ringrazio passante per il suo contributo, ma chiedo venia se provo a rispondere a colam’s.
Caro amico io ritengo che tu abbia ragione, questo sistema fa acqua da tutte le parti, ma provo a riportare una celebre frase di Winston Churchill: « Molte forme di governo sono state sperimentate e saranno sperimentate in questo mondo di peccato e di dolore. Nessuno ha la pretesa che la democrazia sia perfetta o onnisciente. Infatti, è stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo ad eccezione di tutte le altre forme che sono state sperimentate di volta in volta. »
Proviamo a fare qualche breve riflessione ponendoci qualche domanda.
1. Il problema dove risiede, nei governanti che di volta in volta cambiano o è nel popolo che comunque rimane?
2. In un sistema monocratico come si potrebbe poi cambiare il governante una volta che si siano fatte le cose dovute?
3. Cosa dovrebbe fare un governante se neppure il popolo è in sintonia su ciò che si dovrebbe fare?
4. Come si potrebbe attuare, oggi in Italia che si trova in un meccanismo globale, un sistema monocratico?
5. potrebbe un sistema monocratico garantire il bene più prezioso, cioè la libertà ad ogni cittadino?
Naturalmente le domande potrebbero continuare, ma fermiamoci qua e proviamo a fare qualche riflessione. Prima di tutto si può facilmente capire che ogni organismo vivente può contenere in se un solo possibile bene, quello per se stesso. Un governante che risponde solo a se medesimo, non può quindi avere una risposta di bene globale ma solo ed esclusivamente un bene individuale. Soltanto il popolo, in quanto organismo globale, se sano, cioè organicamente sintonico, in pratica con una cultura sociale ben armonizzata, può contenere in se il bene comune.
Un governante di un sistema monocratico è necessariamente obbligato ad usare la forza e secondo il terzo principio della dinamica, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria che corrisponde a morti per occupare il potere e morti per liberarlo. Mi fermerei su un ultimo punto, il sistema in cui viviamo ha una complessità tale che la sua gestione non è più possibile ottenere senza l’intervento di entità qualificate, ma un sistema monocratico, per sua natura non può garantire ciò.
Come vedi, caro colam’s, tu hai detto che vai molto a fondo delle questioni, ma probabilmente il tuo fondo non è sufficiente, necessita scavare molto più di quanto ritieni.
Grazie Paolo per le riflessioni (quando prenderò il potere ti chiederò di essere ministro !)
Per risponderti:
1) il problema risiede nei poteri forti che rimangono, a discapito dei governi loro fantocci, e del popolo che rimane anche esso ma orma senza più potere. I problemi si chiamano Hedge funds, agenzie di notazione, borse, Goldman Sachs, la stessa Banca d’Italia che è un istituto privato e non pubblico (Intesa/Unicredito/Generali sopratutto). Il problema è affrancarsi da questi poteri, ed un popolo ben educato come farebbe se non è coordinato nella sua azione ?
2)problema giustissimo quello della successione. Detto questo non penso che la “dittatura” debba essere eterna, anzi. La vedo alla romana, “dictator rei gerendae causa”. Ovvero una figura … come Monti ! Serviva a governare lo Stato in situazioni di difficoltà. Perciò la “successione” alla monocrazia potrebbe benissimo essere una democrazia (diversa da quella odierna).
3) il governante appunto deve scegliere per il bene della Nazione che è superiore al bene dei singoli. D’altronde l’educazione del popolo è giustissimo, sarebbe un riproponimento dell’ “Uomo Nuovo”. Ma chi può educare il popolo, il popolo stesso? No, è lo Stato che educa il popolo secondo me, perciò anche tu Paolo hai bisogno di un cambiamento di regime per poter sperare in un cambiamento dell’educazione delle masse.
4) è la parte più concreta del problema, quella del “come si potrebbe attuare, oggi in Italia che si trova in un meccanismo globale, un sistema monocratico”. In sostanza i poteri forti elencati al punto 1 “ci tengono per le palle”, e non ho un quadro sufficentemente chiaro ed informato della situazione per capire come l’Italia potrebbe svincolarsi. Tuttavia ci sono meccanismi economici che secondo me aiuterebbero l’Italia sulla via dell’autonomia: ri-nazionalizzazione, forte riduzione delle esposizioni in Borsa, per quanto possibile eliminazione del ricorso all’indebitamento (debito anche quello detenuto in buona parte dai soliti noti, vedi Unicredit e Intesa S. Paolo… l’ex AD di Intesa è oggi Ministro Passera..), riduzione dell’uso della moneta e dell’intermediazione bancaria e aumento di un economia di baratto, ecc. Certo Europa e company ci faranno pressioni, ma non sono abbastanza dentro alle camere di potere da conoscerne i veri meccanismi.
5) la libertà del singolo è un concetto che ad oggi è stato usato a vanvera per giustificare l’ingiustificabile. Appunto per dire “la democrazia fa acqua da tutte le parti, ma sei “libero” perciò accontentati”. La libertà senza lavoro, senza sicurezza, non esiste. Oggi non siamo liberi, dipendiamo dallo spread, dalle borse, la gente perde il lavoro. Perciò è la democrazia odierna la prima a non garantire la libertà dei suoi cittadini, oggi è più prezioso garantire l’umore dei “mercati”
comunque grazie per l’intervento
ragazzi, siete troppo intelligenti per me 😉 post interessanti. sul referendum: anche gli altri paesi hanno referendum in cui vota al contrario? a parte che un sacco di gente non vota manco piu’… Vera la cosa dell’acculturamento trentennale. d’altra parte pero’ per assimilare cattive abitudini , panzane e idee paralizzanti o come si usano le nuove tecnologie l’essere umano e’ tendenzialmente veloce. certo, su cio` che gli interessa e percepisce come necessario o inevitabile, certo che c’e’ chi si rifiuta di imparare per non faticare e chi se ne frega… ma in teoria
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