Tutti a lamentarsi ma nessuno qui fa niente
Riferimento alla lettera:
Ciao a tutti mi chiamo Valeria , volevo sapere l'opinione di altre persone per capire come è possibile che qua in Italia tutti si lamentano.. ma nessuno fa nulla... Non esiste davvero il modo di cambiare in meglio il nostro Paese ?! Siamo davvero costretti a vivere per pagare?! Siamo...
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Data di pubblicazione: 20 Novembre 2012
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Categorie: - Cittadini
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Paolo e Loving: ribadisco l’utopia delle vostre soluzioni anche se sono d’accordo grosso modo con la vostra analisi dei problemi.
Gli esempi di Paolo (andare sulla Luna..) non valgono perche’ sono stati risolti con la tecnica, con un’invenzione che prima non si poteva immaginare. Mentre voi parlate di cambiare la natura umana, che non cambia. Voi sperate ancora che “tutti insieme” i cittadini si accultureranno, si parleranno, capiranno.. Sono balle. Una parte della societa’ non vuole acculturarsi, specialmente quella che in questa situazione continua a stare bene, oppure quella che ormai vive da stordita senza valori.
Percio’ rimango per ora della mia idea, anche perche’ a parte i vostri principi generali soluzioni non ne date, mentre io si. Ve ne do altre:
– autarchia energetica: l’Italia deve puntare il più possibile a non essere dipendente da petrolio, gas e carbone. Percio’ solare, idroelettrico, e riduzione dei consumi, con una adeguata propaganda volta a far adottare uno stile di vita più parco.
– ripristino dell’IRI: nazionalizzazione dei grossi gruppi, evitare che pezzo per pezzo le nostre aziende siano comprate da stranieri (Edison, Parmalat, ecc.), nazionalizzazione delle banche
– ripuntare sul turismo: negli anni 70 l’Italia era la prima meta turistica del mondo, oggi Pompei cade a pezzi..
– ditta nazionale per le grandi opere: invece di affidarsi a gare, appalti, bustarelle e privati, lo stato fa i grandi lavori con una ditta statale. Costi dimezzati, controllo diretto. Siamo in europa il paese con il costo maggiore del km autostradale.
– ecc..
L’ordine mondiale ecc penso anche io che qualcosa ci sia, ma se aspettate che “tutti insieme” ci svegliamo state freschi.
Colam’s, è difficile avere delle soluzioni. Sono sincera, non ne ho di precise.Però sono convintissima che non sia la dittatura quello di cui noi cittadini comuni abbiamo bisogno. Le dittature sono un sogno del potere, noi dobbiamo combatterle con tutta la forza che abbiamo (e se solo capissimo quanta ne abbiamo). E’ un errore non solo politico e civile pensarlo, è innanzitutto umano.
Rispetto al tuo discorso che la natura umana non si cambia sono in buona parte d’accordo, ovvero penso che non possa succedere da un giorno all’altro. Tuttavia credo nelle grandi prese di consapevolezza, come conseguenza a determinati eventi. Vedo giovani manifestare sotto i palazzi in questi giorni, li vedo accusati di violenza quando credo che a parte qualcuno di più “esaltato” non siano altro che infiltrazioni e sospetto proprio di organi statali (avevo un amico, ex generale, che mi raccontava essere pratica comune l’infiltrazione di militari in borghese o finti appartenenti a gruppi come “black block”, al di là di come venga figurata, per dare l’impressione di violenza nei cortei, mentre quest’ultimi manifestano pacificamente: è una delle tante sfaccettature della censura e manipolazione, atta a giustificare l’intervento massiccio dell’esercito, CI STANNO MILITARIZZANDO dalle proteste alle dimostrazioni, dalle spiagge ai centri cittadini). Come te anch’io ritengo che molti, troppi sono quelli che non hanno alcun interesse, né motivazione, a cambiare il corso degli eventi. E quei personaggi, sia coloro che sono collusi in organizzazione a sfavore dei cittadini, sia quei “cittadini” che si adeguano all’inerzia, alla pigrizia, al qualunquismo convinti che in fondo il male viene per gli altri ma non per loro (illusi! siamo tutti dentro il sistema sociale, volenti o nolenti) sono la nostra rovina. Alcuni punti li condivido con te, il discorso di un’autarchia lo ripeto da diverso tempo. Ma se non ci svegliamo adesso, diventa tardi: l’Europa è disegno di 70/80 anni fa, e mira al GOVERNO MONDIALE. Lì sì poi saremmo veramente finiti. Per questo insisto sul dire che dobbiamo iniziare a ritrovare l’arte di parlare di politica costruttivamente, tra di noi…in famiglia, con parenti, amici, vicini di casa, sul web e piano piano creare una rete di INFORMAZIONE vera, svincolata dalla demagogia e dalla spazzatura della tv, e di PROPOSTE PRATICHE. Sono sicura che ci sono già persone animate da buone intenzioni che avrebbero delle idee importanti,MA NON MALSANE COME LA DITTATURA. Traspare che sei una brava persona: non ti infangare su totalitarismi come una dittatura, te lo ripeto./Vi lascio degli spunti, ho avuto la fortuna di incontrati per caso e mi hanno veramente dato la conferma di tanti sospetti che già avevo tra me e me: Film “Gli illuminati”, “Il film che la tv non ti farebbe mai vedere” (youtube).. da lì poi si aprono piano piano collegamenti e approfondimenti ulteriori a chi volesse provare a capirci qualcosa. Sembra fantascienza, ma sono sicura non lo sia affatto.ciao
non ho letto tutti i post ma è a Valeria che offro la mia opinione.
io sono ateo e non ho appartenenze o preferenze politiche, sia chiaro. L’idea di accomunare le mie ideologie ad altri, consapevole delle diversità che ci sono nel genere umano, lo trovo riduttivo.
Detto questo, sono del parere che solo una rivoluzione può dare una svolta. non si fa in un mese in piazza armati fino ai denti, la mia è un’idea prettamente socio-culturale.
Si dovrebbe partire dall’individuo, che come essere umano condivide valori assoluti. per valori assoluti non intendo dire dio,patria,famiglia (questi li lascio ai fanatici) ma intendo parole come onestà, sincerità, coerenza, rispetto dei diritti umani, solidarietà, spirito di sacrificio.
Purtroppo la società, oggi, crede di più che sia giusto spendere 20000€ (media istat per redditi da 32000) per sposarsi di fronte a un Dio Cristiano piuttosto che aiutare il vicino di casa solo perchè ha il cane che abbaia di notte.poi, chi se ne importa se il 54% dei matrimoni fallisce, di cui 37% per tradimenti. sembra più un must, uno status, una moda.
l’uomo nasce libero, è l’educazione e la società che lo condiziona. ora ci lamentiano,non siamo più capaci di venirne a capo. Prima di adottare uno stile di vita (non solo economico), chiediamoci se è davvero coerente con certi valori, perchè anche se le conseguenze non le subisci tu direttamente, lanci un messaggio che può essere solo emulato, se vantaggioso nell’immediato.
quante di queste persone che scrivono, s’indignano del parentelato delle istituzioni pubbliche e hanno un lavoro grazie ad una buona parola di un amico o un parente? quanti hanno visto almeno una volta ad una carognata da parte del loro capo verso colleghi e hanno pensato:”è meglio che mi faccio i c.... miei”? Davvero non ci arrivano che cambiando 500€ di telefonino ogni 2 anni pagandolo a rate (xchè non se lo possono permettere) non influisca sull’economia reale?
Voglio dire che,senza criminalizzare nessuno, nel piccolo quotidiano, ognuno di noi è complice di questa società…anche dei politici che ci governano e dei banchieri che ci strozzinano.
Siamo ubriachi di quello che ci passano i media e questo ci giustifica?secondo me no ma vista questa società, mi sento in una minoranza.
Sono anche convinto che prima o poi la “ruota” generazionale ristabilirà certi equilibri.Esempio:adesso che qualcuno avrà capito che fottersi un politico per arrivare in parlamento può creare danni a 60milioni persone, lo isegnerebbe a sua figlia?
ognuno è pari alla propria coscienza.
ciao.
http://www.youtube.com/watch?v=qtOeb6jfAz8&feature=related
Guardate questo video, tenetelo presente nell’eventualità.
ciao
Marco, condivido ciò che hai detto.
Loving, purtroppo quella del microchip temo stia diventando lentamente realtà, basta pensare al fatto che ci stanno abituando (costringendo?) a usare sempre meno contante e sempre più carte di credito, da lì al microchip il passo sarà breve…
Libera, anch’io lo penso e lo temo. Ecco perché sto dicendo che dobbiamo fare rete tra di noi: dobbiamo informare più persone possibile e chiedere anche a loro che a loro volta si prendano questo come un impegno personale, IMPEDIRE che questo schiavismo totale avvenga, impedirci di farci intrappolare da falsi benefici di questi marchi, OPPORCI con tutta la forza che abbiamo.
DIFFONDETE QUESTE INFORMAZIONI, NON E’ UNO SCHERZO………………………..
Loving apprezzo il tuo fervore civile ma purtroppo non puoi esimerti da essere la prima a cercare soluzioni concrete e non puoi far finta di nulla e ignorare la natura umana.
Io penso ci voglia una dittatura perche’ e’ pragmatico e realista in tempi di crisi pensare che una minoranza attiva di cittadini sia talmente esasperata da riuscire a smuovere le cose e prendere il potere. E sara’ “dittatura” perche’ alcuni dei problemi italiani sono cosi radicati che andranno brutalmente sradicati, non tenendo più conto delle liberta’ individuali. A forza di fare i garantisti e dare diritti a tutti ci ritroviamo con i boss mafiosi nelle loro celle che continuano a dirigere le loro cosche, politici ladri che continuano ad essere eletti grazie alle varie leggi elettorali, ecc. Altre idee ?
– la Salerno-Reggio Calabria deve essere fatta manu militari, vietati qualsiasi ricorso locale, licenziamento di chi mette i bastoni tra le ruote.
– i beni delle mafie devono essere confiscati (non e’ possibile che al TG si vedano servizi tipo “questa e’ la villa della famiglia mafiosa tal dei tali”.. Cavolo lo sapete, che aspettate ??)
– l’evasione (per esperienza) va combattuta sopratutto presso avvocati, agenti immobiliari, trader della Finanza, e non guardando allo scontrino del caffè’
– IMU deve essere pagato in primis dalle banche e istituzioni finanziarie (oggi scandalosamente esenti)
– l’Italia non deve più essere vassalla degli USA, ci rendiamo conto che siamo in guerra con l’Afghanistan ?? Ma che c’entriamo noi ?? Che ci ha mai fatto l’afghanistan ?? A questo punto facciamo guerra anche alle Isole Fidji e all’Ecuador !
– ripristino delle case chiuse ufficiali (che paghino tasse e con controlli ASL) e eliminazione immediata della prostituzione per strada
Ecc, hai voglia ci sta da parlare della scuola, del lavoro, delle pensioni..
Ciò che scrive Marco, almeno in linea di principio, è più che condivisibile, l’unico appunto che farei, è che non di rivoluzione ma di evoluzione che dovremmo parlare. Comprendo che tutti vorrebbero risultati immediati. Aspettare che in nostri nipoti godano degli effetti dei sacrifici che facciamo noi oggi, non è certo una cosa allettante. Questo ci raffredda, permette di giustificare la nostra mancata azione come inutile e volta all’utopia. Un detto popolare Napoletano dice che a pelo a pelo si fa un pennello. Se nel mio salvadanaio io non metterò mai la prima monetina, non avrò mai il salvadanaio pieno.
Vedi Colam’s, forse l’uomo è andato sulla luna grazie alla tecnica, ma questa da dove arriva se non da una cultura, da un costante cambio di prospettive, è il concetto di andare sulla luna, ritenuto assurdo ed utopico, la causa scatenante di quella ricerca che ha spinto gli utopisti a creare la tecnologia necessaria all’impresa.
Concepire invece la natura umana come immutabile a me appare come irreale, per me lo è sia nello spazio che nel tempo, e basta poco per poterlo osservare. Del resto Darwin ha dimostrato proprio questo, dice addirittura che una specie deriva da cambiamenti di altre.
L’uomo è comparso in Africa e si è poi spinto a colonizzare il mondo, oggi abbiamo popoli diversissimi sia nell’aspetto che nel modo di concepire la vita.
Colam’s, non mi voglio sottrarre, sono qui per confrontarmi, con la responsabilità che sento e che a mio parere ogni Cittadino consapevole dovrebbe avvertire. Credo, tuttavia, che tutti dovremmo fare un atto di umiltà e al contempo coraggio capendo che individualmente siamo molto ma non possiamo avere la pretesa di essere tutto. Una sola testa non può a mio avviso avere né l’onere né l’onore di “avere le soluzioni”. Possiamo condividere le idee, giustissimo, ma ognuno di noi è “solo” uno dei puntini tra miliardi, l’ultimo “potere” che ci resta a quanto pare sono i numeri (quello che il sistema vuole arrivare a controllare attraverso i microchip): quindi innanzitutto responsabilizziamoci come individui e come parte di una collettività nella quale ci siamo dentro, volenti o nolenti.
Detto questo, provo a fare uno sforzo per rendere concreti i miei pensieri, partendo dal presupposto che ritengo quelli che tu presenti come i nostri problemi importanti ma relativi. Stai parlando quasi solo dell’Italia, io temo che ormai dobbiamo ragionare in scala europea, anzi globale. E continuo ad essere contrarissima alla dittatura.
Concretamente:
– credo che dovremmo, ognuno nel nostro piccolo, iniziare a cercare la VERA INFORMAZIONE e diffonderla. Diffonderla nella vita reale e attraverso il web. E’ un passo molto più concreto di quel che sembri: quando so COSA devo combattere, ho la base per capire COME combattere. A tal proposito temo che le mafie siano organismi contro cui lottare tenacemente, ma siano figli e dipendenti di qualcosa di molto più ampio, strutturato, che le nutre e le addestra quali le MASSONERIE. Non a caso Gaber diceva che “la Mafia è lo Stato”, credo che da lì parta e lì arrivi. Quindi andare a mirare le massonerie, di qualsiasi grado, a partire dal più alto, dalle élite mondiali fino a quelle apparentemente più innocue. Tali massonerie credo possano essere sconfitte solo attraverso un MANCATO RICONOSCIMENTO DEL LORO POTERE, contestabile solo con i grandi numeri, con le masse, che certe cose le possono capire solo se qualcuno a loro favore, quindi i loro simili, gliele spiega.
– Italia: opporci definitivamente al governo Monti, mandarlo via. Mobilitare il Paese, non eccezionalmente, tutti i giorni, da gesti piccoli a manifestazioni. Ha fatto un colpo di stato. Nessuno l’ha votato. Non farci fregare da quello che sentiamo costantemente ripetere cioè che “ha dato credibilità all’Italia”. Monti a quanto pare frequenta il gruppo Bilderberg, inconfondibilmente massone, dal 2001: come si fa a non vedere che “lo stavano preparando” da un pezzo? Ovviamente il problema non è solo Monti, le fonti rispetto alla massoneria riportano molti nomi noti: Passera, Profumo, Draghi, gli Agnelli, Padoa Schioppa, Prodi, la Bonino, Tremonti.. Questo è il chiaro ed evidente segno che hanno già fatto danni a sufficienza, vogliamo continuare? Adesso addirittura si sente parlare di un Monti bis (che per inciso si è assicurato un vitalizio eterno non giustificato!!).
– Cercare contatti amichevoli più possibili in altri Paesi, in particolare nell’UE negli USA, cercare di ampliare la rete di informazioni e collaborazioni tra civili grazie a parenti emigrati, amici, grazie al web e provare a decifrare “cosa sta succedendo e dove”: credo i paesi cosiddetti “industrializzati” stiano vivendo esperienze simili, da qui sarà più facile che numeri sempre maggiori di persone realizzino quanto anomalo sia un fenomeno simile, una degenerazione della globalizzazione.
– Eliminare progressivamente l’uso e quindi la considerazione del denaro, in contante e ancora di più carte di credito. Questo è sicuramente un passo difficilissimo, ma esistono altri modi per procurarsi quello di cui è necessario. Ad esempio i Gas, gruppi di acquisto solidali, venivano derisi qualche anno fa, oggi sempre più persone sicuramente anche a causa delle difficoltà economiche aderiscono. Potrebbero essere proprio queste realtà, diffuse eppure ancora molto incentrate sul locale a reintrodurre una forma di baratto, da intendersi non necessariamente come soluzione definitiva, ma almeno come palliativo momentaneo finchè non riusciremo ad indebolire, al fine di sconfiggere, queste diaboliche massonerie, che ci manipolano proprio attraverso soldi ed economia.
– Smetterla di farci la guerra tra di noi. Provate a cercare qualche conferenza di Barnard. Vi spiegherà che in realtà diffondere l’idea (che sembra logica ma è un ulteriore inganno) che sia “l’evasore a portarti via il lavoro e il cibo” è un modo affinché noi finiamo per controllarci e azzannarci l’un l’altro. Naturalmente non sto dicendo che l’evasione sia positiva, non fraintendermi, sto dicendo piuttosto che ci sono delle persone che AL MOMENTO evadono per disperazione, il fisco alle calcagne li ammazzerebbe totalmente: nella normalità la lotta all’evasione è giustissima, necessaria, adesso come adesso và considerata da situazione a situazione. Credo piuttosto sia importante denunciate i grandi evasori, magari esponendovi a gruppi cittadini (molti da soli avrebbero paura di ritorsioni)
– Cercare nella nostra quotidianità di essere il più possibile autosufficienti.Come già ho accennato, sono favorevole all’autarchia. Parte a mio avviso dal piccolo, l’autoproduzione, le reti locali, lo scambio dei beni di prima necessità, evitare il più possibile i supermercati, cosa più facile in paese che in città, ma provarci credo valga la pena.
– Assolutamente rifiutarsi ai prossimi presunti microchip. Quella e’ la tomba definitiva della liberta’. Diventeremmo dei navigatori satellitari/telecamere viventi. Tutta la nostra vita sarebbe condizionata, tutta persino l’intimita’. Attenzione!!!! Chiunque la proponga, con qualsiasi pretesto (sconti, presunta sicurezza, ecc. ) E’ un inganno, una trappola per controllarci e manipolarci in modo definitivo.
Colam’s sto finendo lo spazio. Le idee basilari mi sembra di averle gettate.
Capisco i buoni intenti, ma abbandona l’idea di dittatura, pensarci pensaci pensaci…
ci
Paolo, ho capito ma con il tuo ragionamento parliamo di ere geologiche per il cambiamento della natura umana. Stiamo dicendo in pratica la stessa cosa, solo che io sono più approssimativa e pragmatico: alla nostra scala, ovvero nei prossimi 40 anni, l’animo umano non cambierà. E sì io vorrei risultati più rapidi delle evoluzioni darwiniane o del processo che ha portato l’umanità da Leonardo da Vinci (per non parlare di Icaro..) ai razzi sulla Luna. Questione di punti di vista, per carità !
Ciao Loving, sono in sostanza d’accordo su quasi tutto.
Il problema è che i poteri forti attuali non si lasceranno defenestrare senza reagire. Certo se “tutti” ci sollevassimo insieme non avrebbero più potere, se capillarmente piano piano si riuscisse a mettere tutti d’accordo…
Di sicuro penso anche io come te che il problema è posto da una minoranza di persone. Secondo me in Italia la “Casta” e altri parassiti saranno un 50.000 persone, cioè 0,1% della popolazione. Fossero 100.000 il problema non cambia, sarebbero 5000 per ogni regione, 1 ogni 3 chilometri quadro. Tu speri in un sollevamento di massa (educata, acculturata, preparata, di buona volontà…) che li metta a tacere, io penso che si riuscirà a neutralizzarli solo con la forza d’urto di un gruppo altrettanto piccolo ma più risoluto.
Comunque continua a divulgare che effettivamente fa sempre bene, e poi vedremo di che colore sarà il Sol dell’Avvenir.
Colam’s non puoi dirmi che io non devo tirarmi indietro e farlo tu. Non sono IO a dover continuare a divulgare queste cose, ma NOI, tu non sei esente dalla responsabilità civile di farlo.
Eheh Loving non e’ che mi tiro indietro, seguirò semplicemente un’altra strada diversa dalla tua . Poi chissà forse ci incontreremo oppure ci scontreremo, a volte il caso plasma destini particolari. Mi ha sempre colpito pensare che Bombacci, un ex compagno di Gramsci e comunistissimo , e’ stato fucilato assieme ai gerarchi fascisti a Milano nel 45.
Se non ridimensioni il tuo estremismo, la tua fretta, temo diventerai, politicamente parlando, con tutti i risvolti che ne conseguirebbero, pericoloso per te stesso e per gli altri. Buone cose.
scusate un attimo…parliamo di dittatura??? un’altra??? ragazzi siamo già in dittatura!!! avete citato il microchip (e purtroppo ci credo, arriverà anche questo), già gli smartphone con il gps sono un’antipasto.
Stiamo vivendo un periodo storico in cui i poteri forti stanno adottando quello che di hitler era solo una parte del suo imperialismo: LA PROPAGANDA! in questa dittatura non ci sono manganelli o bombe ma informazioni commerciali e boicottaggi mediatici perchè il popolo apprenda quello che DEVE apprendere e faccia tutto da sè.
Se aspettassimo un dittatore che oltre al senso comune, abbia anche valori ASSOLUTI, tenacia, determinazione, e che adotti una politica sociale (a quanto pare qui siamo un pò tutti marxisti), mi sa che qui, altro che tempi darwiniani. In questo modo dobbiamo sperare nel SUPERUOMO di nietzsche o nel messia di qualche religione.
Anche wikileaks è stata boicottata, anche Grillo, il nostro piccolo Assange verrà boicottato (non so bene se la legge del 42% è effettivamente passata, perdonate la mia disinformazione), le intuizioni di Tesla sull’energia gratuita comune…e andiamo avani se volete.
Le buone idee sono un bene comune ma prima di arrivare a capirlo al pieno bisogna che cambi la coscienza di chi vorrebbe sfruttarle.
Leggendo la biografia di Steve Jobs scopro che era vegano….vegano???? ma se la Apple (e i sui affiliati in silicon valley)ha sempre scaricato migliaia di tonnellate di silicio in regioni della cina creando montagne anche di 200m di altezza?? e ce lo passano come un uomo intelligente. Se fosse stato consapevole sarebbe il più grande figlio di putt***.Al contrario, un vegano che fa queste cose senza porsi una domanda, sarebbe stato il più famoso degli ignoranti…per me è stato un ignorante con spiccate doti di marketing:-P.
Mi piacerebbe sapere quanto la Apple ha investito sulla ricerca per uno smaltimento eco-sostenibile dei rifiuti di silicio, ma ne libro non è dato a sapersi.
Non si può arrivare a tutto, ed io stesso, scopro di essere ignorante su migliaia di argomenti ogni giorno. Miglioriamo per quanto possibile, documentandoci e non perdendo di vista gli effetti del nostro stile di vita. questa è la via…secondo me.
A COLAM’S: parli di piccole percentuali al potere e tutto ciò che dici è veritiero ma, tralasci quell’invisibile % di persone che ASPIRA a far parte di quella minoranza. Se non cambia la coscienza di questa % le cose non cambieranno mai.
Cmq, con una politica uguale/contraria puoi solo, nella migliore delle ipotesi, ritardare il processo di involuzione morale. E’ un pò come continuare a gonfiare una ruota bucata! anche se ci metti di più e farai più fatica, arriva il momento che ti rimbocchi le maniche, ti fermi e la ripari.
Colam’s credo che la forza più grande non sia quella delle caste, ma quella della maggioranza. Il grave problema è che questa enorme massa non è culturalmente omogenea e spesso si lascia trainare dagli eventi proprio per la sua inerzia che dipende solo dalla sua massa. Pensare d’imprimergli una direzione voluta da se stessi è un’assurdità e poi chi stabilisce che le idee che si hanno siano quelle giuste? L’unica strada possibile è quella di aumentare la propria cultura e cercare di confrontarla al fine di modificare il proprio vedere e diffonderne gli effetti. Altra via non ci è data, ed ogni idea in contrasto con questo percorso è destinata al fallimento, questo è ciò che c’insegna la natura e la storia ce lo ricorda. Non vi è mai stata rivoluzione o dittatura capace di superare la sua stessa era e questo è un fatto. Pensare che un granello di zucchero lasciato cadere in un bicchiere d’acqua possa portare il liquido a cristallizzarsi è un sogno assurdo.
Paolo, la forza più grande sarebbe (non e’) quella della maggioranza se fosse organizzata. Ma da sempre sono le minoranze organizzate che fanno la storia.
La storia per come la interpreto io mi dice che con le crisi profonde la dittatura e’ solo la scintilla che ha fatto esplodere il barile di polvere bello e pronto. Percio’ il tuo esempio non e’ calzante, io non penso proprio che i vari dittatori abbiano mai avuto il potere di cambiare le opinioni della massa. Per riprendere il tuo esempio semmai stiamo parlando del granello di zucchero che cade in un bicchiere di acqua e zucchero gia’ quasi saturo, e che aspettava solo l’ultimo granello per cristallizzare. Anche se e’ difficile da accettare oggi, i dittatori sono sempre stati creati da un pre-esistente e diffuso malcontento: senza i casini del 19-22 in Italia, o la crisi del 29 in Germania, le dittature non sarebbero nate. Ma con quei reali casini, e con i regimi parlamentari borghesi incapaci, come oggi, di risolverli, e’ l’esasperazione massificata stessa che le ha fatte nascere.
Non capisco bene la frase “mai stata una dittatura capace di superare se stessa”.
Colam’s come dici: “la maggioranza se fosse organizzata sarebbe”; ma io dico “è”, la forza più grande, perché anche quando è disorganizzata, è essa che permette alla minoranza di approfittarne. Un singolo, o un gruppo organizzato, può sfruttare la disorganizzazione della maggioranza per prendere il potere, ma poi è costretto ad usare la forza per mantenerlo ed imporre alla maggioranza la propria visione, cosa che può anche funzionare per un periodo, ma quando si raggiunge il punto d’intolleranza, quest’ultima strappa quel potere a chi impropriamente se lo è preso. Oggi viviamo in un periodo in cui una casta ben organizzata, sfruttando la disorganizzazione globale e utilizzando mezzi di coercizione più o meno subdoli, si è appropriata del potere. Tu vorresti opporre a questo un altro gruppo organizzato per strappare quel potere e poi? La verità sarebbe un’ulteriore sopruso destinato a fallire. Come ben dici: “e’ l’esasperazione massificata stessa che le ha fatte nascere”; cioè è sempre la massa che determina il percorso della storia, i momenti di potere, strappati con forza al suo naturale cammino, determinano solo dei rallentamenti se non addirittura degli stop che però saranno inevitabilmente superati. La democrazia, nonostante il suo sviluppo incompleto e manchevole, è la sola via naturale che ci è dato seguire, ogni scorciatoia che possiamo immaginare non è altro che una favola, anche attraente se vogliamo, ma pur sempre una favola che non può dare alla maggioranza il suo vero valore che è quello dell’eliminazione del potere che è sempre di pochi, comunque lo si interpreti. La vera battaglia è tra i regimi di potere ed il non potere della democrazia, tra la forza e la cultura, tra la cecità e la comprensione, tra i freni conservatori e gli sviluppi progressisti, tra i particolarismi e la realtà globalizzata.
Solo la diffusione dell’uguaglianza può garantire l’equilibrio generale dell’intera massa, ogni squilibrio di forza, anche se concepito per il bene comune, porta inevitabilmente all’instabilità globale.
Sono belle parole Paolo, ma io questa democrazia non la vedo e sono piu’ di 200 anni (diciamo 1776) che stiamo “tendendo verso un radioso sole dell’avvenire democratico” che non si vede mai, e che mi sembra tanto la carota davanti al mulo.
Su alcuni concetti di base non siamo d’accordo: non esisterà mai secondo me un “non potere della democrazia” come scrivi tu, non e’ mai esistito (o dammi degli esempi), ci sara’ sempre bisogno di un sistema retto da pochi che governa i molti. La tua e’ utopia anarchica, basata su cittadini consapevoli, bene educati, che comunicano, scambiano, ma questo non esiste in pratica. Affascinante, ma utopica.
L’unica via naturale che vedo nella storia e’ la vittoria del forte sul debole, e il diritto e’ nato proprio per cercare di equilibrare questa situazione (protezione dei lavoratori dalla cupidigia dei datori di lavoro, per esempio..). Ma oggi questo diritto viene man mano calpestato dai vari poteri forti e noi uomini comuni stiamo perdendo diritti. E per risolvere questa situazione bisogna che il rapporto di forza torni dalla nostra parte. Ma se dobbiamo aspettare di educare la massa, affinare il giudizio, metterci d-accordo, non finiremo mai.
Gli sviluppi progressisti non sempre hanno portato al bene, anche la bomba atomica, le mitragliatrici, l’inquinamento sono figli del progresso, ed erano additati come “freni conservatori” coloro che non li vedevano di buon occhio, eppure secondo me avevano ragione. Idem i particolarismi sono l’unica vera dimensione umana, che e’ locale e comunitaria, mentre il globalismo e’ una visione astratta comoda alla grande finanza ma totalmente inadatta all’uomo qualunque (secondo me).
Caro Colam’s, credo che tu stia commettendo un errore di valutazione. L’evoluzione è continua ed ininterrotta. La democrazia è una conquista ancora incompleta proprio perché esistono molti che non ne comprendono il valore. Basterebbe vedere come oggi non è quasi più possibile avere uno sviluppo singolare, ma tutto è frutto di collaborazione e suddivisione. Il fatto che tu non riesca ad avere un esempio storico di qualche cosa, non significa che quella cosa sia un’utopia. Se pensi a tutto ciò che è stato inventato o scoperto, non ti sarà difficile comprendere che prima di quell’evento creativo non ve n’era traccia. Immagina come Cristoforo Colombo, prima di partire per il suo viaggio, si possa essere sentito apostrofare quella tua stessa affermazione. Come la vedi tu, la sua era un’utopia. La tua affermazione: “ci sara’ sempre bisogno di un sistema retto da pochi che governa i molti”; mi sembra manchevole di aspettative. Ciò che credo manchi nel tuo modo di concepire la vita, è una visione sociale della comunità che concepisci in una modalità arcaica fatta di suddivisioni gerarchiche, tra sfruttatori e sfruttati. Tu vorresti solo ribaltare queste posizioni per renderle più vantaggiose per te, ma le cose non stanno in questo modo. Oggi non è quasi più possibile avere un’invenzione da parte di un ricercatore isolato ed indipendente, esse sono ormai sempre più frutto di ricerche multidisciplinari di gruppi di ricerca. Questo meccanismo lo si può trovare in natura in ogni sua forma; come ad esempio il pesce pilota che vive in una condizione quasi simbiotica con gli squali ecc… Nella realtà la vita umana è costellata di conquiste sociali che prima non esistevano, ma anche se alcune di esse vengono di tanto in tanto interrotte, ciò non significa che esse siano sempre esistite, anzi queste sono frutto proprio di quel costante crescere culturale della massa. Qualunque gruppo minoritario che si appropria di un potere, tenderà poi a mantenerlo agendo con la forza verso l’inarrestabile evoluzione globale. Non commettere l’errore di considerare le cose sotto un singolo aspetto, come si evince dalla tua affermazione: “i particolarismi sono l’unica vera dimensione umana, che e’ locale e comunitaria, mentre il globalismo e’ una visione astratta comoda alla grande finanza ma totalmente inadatta all’uomo”; oggi siamo tutti vittima di questo assurdo concetto in cui l’inquinamento sia frutto di un particolare comportamento di una qualche parte. Questa ristrettezza di vedute c’impedisce di valutare l’interezza del problema, suddividendolo tra colpevoli e non.
“Le cose sono unite da legami invisibili: non puoi strappare un fiore senza turbare una stella!”
Galileo Galilei
Son d’accordo con te Paolo che una giusta comunita’ umana e’ sociale e con un forte tessuto (cosa che pero’ c’era in passato molto più di adesso, il che per me dimostrerebbe che l’evoluzione come la speri tu non e’ naturale e per ora si volge verso il regresso).
Secondo me sei troppo ottimista, io vedo segni di decadenza e non un cammino naturale e inarrestabile verso il progresso.
Ma in concreto, tu, cosa proponi ?
Personalmente ritengo esista un solo ed unico insegnante incorruttibile, incapace d’incoerenza e doppiezza, in grado di dare risposte uniche ed universali a tutto; la natura. Essa ci mostra come anche l’azione più rivoluzionaria, capace di sconvolgere anche sé stessa, non è in grado di superare il suo stesso tempo. Oggi tutti noi conosciamo quale abnorme stravolgimento ha subito l’antica città di Pompei, un evento capace di andare ben oltre ogni rivoluzione governativa, un accadimento in grado di colpire la sua stessa esistenza. Il tempo però ha cancellato quella realtà sconvolgente, quella rivoluzione totale ed oggi Pompei esiste come ogni altra città del mondo.
Colam’s scrive, riferendosi al tessuto sociale: “cosa che pero’ c’era in passato molto più di adesso, il che per me dimostrerebbe che l’evoluzione come la speri tu non e’ naturale e per ora si volge verso il regresso”; ma il presupposto che viene indicato è reale? Oggi non è più concepibile la schiavitù, almeno non nelle forme estreme del passato; non esiste la divisione classista rigida del passato; non c’è più la famiglia patriarcale di proprietà del capo famiglia ed oggi siamo basiti per le concezioni retrograde del fondamentalismo. In Italia abbiamo superato alcuni fondamenti ritenuti leciti fino a pochi decenni orsono, ad esempio il delitto d’onore (articolo 587 del Codice Penale abrogato con la legge n. 442 del 5 agosto 1981). Il diritto di famiglia (legge n. 151 del 1975) sancisce con l’articolo n. 29 l’uguaglianza dei coniugi. Come si vede in questi esempi, ma ve ne sono tantissimi altri e non soltanto a livello nazionale, l’evoluzione sociale non è assolutamente in regresso. Ciò che assistiamo è una mancanza oggettiva di un adeguamento culturale verso queste condizioni evolutive. Non si tratta quindi di un regresso come indicato, ma di una presa di coscienza non ancora del tutto sviluppata, che ci fa apparire la condizione attuale come arretrata rispetto a ciò che soltanto ieri sembrava essersi realizzata.
Cosa propongo? Bella domanda. Personalmente credo che ogni individuo, sia in proprio che collettivamente, dovrebbe sforzarsi a comprendere meglio il senso sociale, superare la spinta repulsiva che ci vorrebbe rivoluzionari e farci crescere verso una consapevolezza dell’unità che ci accomuna. La rivoluzione Marxista ha stravolto l’idea fondamentale di Marx trasformando un nuovo concetto globalizzante in una ribellione classista tra i soprusi degli uni sugli altri. Oggi possiamo assistere ad una rinascita di tali valori in una veste più universale che prende forma in un Olismo che illumina meglio il percorso evolutivo della specie, mostrando l’insulsa inconcretezza del particolarismo.
Non lasciamoci però confondere dai subdoli inganni posti in essere da chi vuole perpetrare dei profitti del tutto individuali o di casta. Proviamo a riflettere su una situazione verosimilmente reale
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Se vado dal medico di famiglia e gli dico che mi sento male, questo mi prescriverà una serie di esami che tendono a stabilire le ragioni del mio malessere. Probabilmente si stabilirà che qualche parametro non rientra nei valori “normali” e si provvederà a darmi una qualche cura che riporti tali indici nella norma.
Così agendo però, non si sarà curato il mio malessere, ma mi sarà offerta la giustificazione a tale condizione. La verità è che probabilmente la ragione dello stress, causa della mia condizione, resterà in latenza, pronta a riproporsi alla prima occasione utile.
Sono convinto che il famoso adagio Napoletano: “pil pil s’ fà ‘u pniell” (che tradotto significa che il pennello si fa un pelo dopo l’altro), renda molto bene l’idea di quando affermo, del resto questa è proprio la strada seguita dalla natura, ed a ben vedere non è neppure tanto lunga come si suppone, del resto si dice che “chi ben comincia è a metà dell’opera”. La mia ricetta è perciò quella di apprendere come leggere tra le righe degli avvenimenti ed imparare a trarne insegnamento. Mi rendo conto che io sono una goccia nel mare; sono soltanto un pelo del pennello che andiamo a costruire, ma come sempre avviene, altri peli si uniranno e l’opera inizierà a concretizzarsi. Se si prova a guardare nel passato, si può notare quale evoluzione si è concretizzata sull’orario di lavoro, oppure sull’emancipazione femminile e così via. Certo non si può dire che si sia raggiunta una conclusione, anzi credo che mai si raggiungerà, ma è innegabile che uno sviluppo sia avvenuto. Oggi ad esempio esistono macchine che sostituiscono il lavoro manuale, l’uomo quindi sarà sempre meno necessario in queste attività. Per contro la disponibilità di lavoratori è sempre maggiore a causa della crescita demografica. Il potere economico tende però a nascondere questi fenomeni, ma oggi diviene sempre più evidente questo divario e più ne saremo consapevoli e più diventerà difficile se non addirittura impossibile nasconderlo e necessiterà prendere provvedimenti.
Tentare soluzioni con mezzi coercitivi, non risolverà certamente il problema in quanto si creeranno inevitabilmente soltanto più evidenti squilibri, in un senso o nell’altro. L’unica via perseguibile è quella imposta dalla massa consapevole che tende a livellare le disparità in maniera progressiva.
ciao ragazzi, scusate se intervengo senza aver letto tutto. Son d’accordo con colam’s che l’evasione fiscale vera, quella potente, agisce indisturbata. D’altra parte chi se ne lamenta spesso vi copartecipa, perché per pagare meno nel suo piccolo la favorisce. Viviamo in un mondo in cui mentre cerchi di campare e tagliano le pensioni minime e non lasciano andare in pensione chi ha versato contributi per decenni, e mentre da molti anni il precariato più ‘truffevole’ dal punto di vista della dignità, identità e salute mentale è legale, Manganelli (600.000 euro annui) si avvale della locazione agevolata etc. E bisogna stare attenti anche al fatto che, in nome della crisi globale,