Tutti a lamentarsi ma nessuno qui fa niente
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Ciao a tutti mi chiamo Valeria ,
volevo sapere l’opinione di altre persone per capire come è possibile che qua in Italia tutti si lamentano.. ma nessuno fa nulla…
Non esiste davvero il modo di cambiare in meglio il nostro Paese ?!
Siamo davvero costretti a vivere per pagare?!
Siamo davvero costretti a farci prendere in giro “dall’alto”?
Cos’è cambiato rispetto qualche anno fa ?
Che vita avremmo noi giovani anche nel mondo del lavoro se l’italia non offre nulla ?
Io non so voi ma rispetto a qualche hanno fa vedo il mondo in maniera diversa, non si ha più la chiarezza delle cose.
Qual’è la vostra opinione ?
Data di pubblicazione: 20 Novembre 2012
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Categorie: - Cittadini
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Certo che qualcuno vorrebbe fare qualcosa.. ma non si otterrebbe nulla! Sarebbe come mandare un esercito di formiche contro un elefante. Chi credi che vincerebbe? Basta la zampa dell’elefante per sterminare l’intero esercito. Ecco, questa è la situazione.
secondo me per risolvere la situazione ci vorrebbe una dittatura temporanea , per 10 o 20 anni, come si usava nella Roma Antica quando la situazione era critica.
Bisognerebbe un potere politico con le palle capace di impostare politiche di rottura rispetto al passato. Per dirti alcune idee secondo me:
– eliminare le Regioni e tenere solo uno stato centrale e le Province (com’era fino agli anni 60)
– eliminare il Senato o la Camera dei Deputati
– fare la guerra davvero alla mafia, con l’esercito
– ripristinare temporaneamente la pena di morte per i reati più gravi, ivi inclusi i danni gravi al patrimonio pubblico (politici magna magna..)
– troncare di netto le spese inutili e smettere di aver bisogno di fare debiti
– ri-nazionalizzare i grossi gruppi come Enel, ENI, Autostrade, ecc e ri-introdurre i monopoli di Stato (oggi le perdite sono pubbliche ed i profitti privati)
ecc..
Per fare questo ci vorrebbe una rivoluzione. Ma per ora non ne vedo i presupposti. Io ho moglie e figlio e mutuo, e prima di buttarmi per strada e rischiare la galera vorrei “sentire” che sia utile.
mai sentito dell’MMT? della nuova teoria economica portata e diffusa in Italia da Paolo Barnard? cerca e troverai.. 😉
io vengo dal sud dove il lavoro già non c’era anni fa figurati adesso,per me la crisi è sempre esistita,per cambaire le cose ci vorrebbe una rivoluzione ma in Italia c’è troppa gente che pensa prima all’iphone e alla macchinona,e poi è la stessa gente che si lamenta,io cerco di emigrare perchè rimanere e sprecare anni della mia vita a sopravvivere non mi va.Una mia amica è andata in Irlanda e anche se non fa il lavoro per il quale ha studiato,mentre qua lo faceva,ha deciso di restare lì.Fa la pasticcera,si diverte,sta bene,ha trovato un uomo,vive meglio insomma meglio andarsene e vivere che restare morti di fame!
Si dovrebbe partire dal fatto di AMARE il nostro paese.
E’ incredibile: siamo l’unico (credo) paese nel quale sia abituale, persino normale, autooffendersi e autoinsultarsi.
Ci diciamo da soli che siamo pelandroni, infingardi, poltroni, mafiosi, incapaci, pasticcioni e quant’altro.
In America se parli male dell’America sei emarginato.
Qui è il contrario.
Ed è un vero peccato!
Bisognerebbe ritornare alla definizione Aristotelica della ‘politica’ : l’amministrazione della ‘polis’ a beneficio di tutti i cittadini.
Sarebbe necessario basare l’azione politica su una nuova Moralità, laddove prevalga non l’egoismo finalizzato ad un arricchimento personale, ma interventi idonei al benessere della comunità che si è stati chiamati a rappresentare.
E necessaria una riforma costituzionale che non consenta all’eletto di passare da una parte all’altra secondo le offerte del momento alimentando quel ‘mercato delle vacche’ oggi consentito.
In sostanza chiudere con il passato, e con questo presente, dove la Politica è diventata espressione della forza del potere.
Potere da raggiungere con qualsiasi mezzo, anche svendendo, senza vergogna, tutti i principi etici e morali.
Cosa fare?
Una rivoluzione sociale è difficile che accada, almeno per il momento.
Quello che possiamo fare certamente è ricordarsi di tutto questo quando siamo chiamati a votare.
Cara Valeria,
hai presente quello che ha scritto Colam’s? Bene: io sono TOTALMENTE CONTRARIA.
Sono idee come queste che a mio avviso sono il più pericoloso rischio nella situazione in cui ci troviamo. Questo è quello che vuole sentirci dire il gioco del potere, auspicano al controllo coercitivo, violento e assassino. Rischiamo davvero, senza un falso catastrofismo ma al contrario con un dolorosissimo realismo, di vivere i drammi dei campi di concentramento, di schiavismo, di subordinazione al potere.
Io credo che fonti importanti, come ti hanno suggerito siano certamente Barnard, ma ci sono visioni meno “razionali” eppure totalmente riscontrabili nella realtà come le teorie di David Icke. Cerca i video su Youtube, parti da dove spiega le VACCINAZIONI DI MASSA. Oppure leggi quella lettera del ministro norvegese in cui parla dei programmi di eliminazione umana, dei bunker tra cui quello di Bill Gates, spacciato per “banca dei semi”.. Apparentemente sono questioni che non c’entrano nulla con noi, invece io credo che dovremmo tutti ascoltarlo, non per forza per accettare tutto quello che ci dice acriticamente, ma per lo meno per metterci un Dubbio. Se davvero i “governanti” mondiali non sono altro che burattini nelle mani delle famiglie più potenti del pianeta, se davvero queste ultime mirano alla centralizzazione dei poteri a livello mondiale e alla militarizzazione della nostra vita, se davvero siamo tutti considerati niente meno che bestiame…allora, temo che ormai siamo tardi, temo che sia partito il conto alla rovescia. Per mesi la ragione mi ha fatto rifiutare l’idea di qualche reale avvenimento datato 21 dicembre 2012. Io, atea, molto poco fatalista, in un certo senso molto incentrata sul “credo in quel che vedo” ho fatto un passo indietro e mi sono resa conto che qualcosa in ballo realmente c’è. Come già so di per certo, quello che ti sto dicendo verrà criticato, deriso o per lo meno screditato. Ma vi sto parlando umilmente eppure con convinzione. Non chiedo a nessuno di darmi ragione, chiedo soltanto ad ognuno di informarsi, come ripeto poi ognuno tragga le sue conclusioni, senza alcun tornaconto personale se non la speranza che noi comuni cittadini, esseri umani, possiamo sopravvivere alle menti malate e potenti che ci vogliono annientare. Dovremmo farci forza reciprocamente, scacciare la paura e cercare tutti insieme una soluzione. Possibile che 7 bilioni di persone non riescano a compatterne una piccolissima élite?
verament Loving le mie idee sono per uno Stato forte al servizio del popolo e contro appunto i poteri forti.
Ma se sei totalmente contraria a fare la guerra alla mafia, a dimezzare i costi della politica, o a continuare a regalare monopoli ai privati per poi salvarli con denaro pubblico quando si sono magnati tutto, bah non so che dirti..
però noi giovani nn dobbiamo mollare..
nn accetto l’ idea che per un futiro migliore si debba andare all’ estero..
abbiamo una bellissima nazione, sono orgoglioso di essere italiano e noi dobbiamo lottare affinchè questo esodo dal nostro paese finisca..
noi siamo italiani e qui dobbiamo avere quanto meno la possibilità di decidere di costriurci un futuro…
bisognerebbe ridurre il numero di parlamentari, tetti agli stipendi e con i soldi risparmiati incentivare le imporese e attrare investimenti esteri…
ci vorrebbe un partito di giovani laureati tra i 30-40 anni ke prendano in mano questo paese e facciano riforme vere!!!bisogna rottamare chi nei vari palazzi è seduto da 20 anni e forse anche di più….
Caro Colam’s, sono totalmente contraria alla dittatura, sia essa anche come pretesto per distruggere la, anzi le mafie. E’ indubbio che quest’ultime insieme ai costi politici, MILITARI, insieme alle storielle false che da sempre ci raccontano per tenerci ignari e dunque sottomessi sono uno dei tanti cancri sociali, mi sembra persino superfluo doverlo sottolineare dopo quel che ho scritto evidentemente “pro-popolo”. Leggere di pena di morte fa incaponire la pelle.
Guarda quello che sta succedendo in Grecia, c’è un gruppo violento che sta sostituendo lo Stato, si veste da “salvatore” dando da mangiare ai cittadini e vestendo i panni di Superman, ma io credo mirino alle elezioni, formali o informali che siano poco importa, vogliono il consenso popolare. E dopo? Dopo sono sicuri che continueranno a “farla pagare” solo ai “cattivi”? E poi chi sarebbero esattamente i “cattivi”? I “cattivi” di oggi non sono quelli di domani, ovvero quelli che accusati di essere “traditori” rischiano di essere ammazzati da un altro potere, stavolta con il consenso popolare. Attenzione ragazzi, è tremendamente pericoloso. Pensaci bene su prima di parlare di dittatura, potresti pagare molto cara sulla tua pelle e delle persone a cui ami la fiducia che riponi sui “rimedi forti”.
Come fai a non renderti conto che qualora tu approvi dittatura, pena di morte, tortura, credendo che vengano indirizzati contro “i cattivi” di fatto al primo pretesto ti si rivolteranno contro?
@La Vale, ormai non si può fare niente, l’unica cosa migliore da fare è quella di andarsene, paese nuovo, vita nuova.
Loving, parliamone perché mi interessa: intanto pena di morte e torture (Guantanamo) sono liberamente praticate da rispettatissime democrazie oggigiorno, prime fra tutte USA e Israele. Non hai nulla da dire ?
In ogni caso, secondo me sei tu che devi stare attenta con i tuoi tabù. Dici di essere a priori “totalmente contraria alla dittatura, sia essa anche come pretesto per distruggere la, anzi le mafie”. E secondo me sbagli. Perché tu preferisci una democrazia che fa patti con la Mafia piuttosto ad una dittatura che la combatterebbe.
Perciò detto male a te qualsiasi putrefazione ti va bene, purché ci sia scritto sopra “democrazia”.
Ho voglia di libertà di pensiero e di parola, ho voglia di dimostrare, ho voglia di uscire ed entrare quando e come voglio, ho voglia di pregare o bestemmiare a mio piacimento, ho voglia di prendere o di dare, ho voglia di lavorare, ho voglia di non fare nulla, ho voglia di vivere o di morire.
Non troppo tempo fà, credo che fossero questi i pensieri che riempivano in egual modo le menti della maggior parte delle persone comuni.
Lottarono e riuscirono ad ottenere quelle libertà così tanto volute.
Ora che cosa vogliamo? Sono stati più in gamba di noi, ci sono riusciti, noi no.
Ora vogliamo tornare indietro nel tempo, è un paradosso ma è così, ora ci danno fastidio le prepotenze, i soprusi, gli inganni.
La nostra libertà è bella, ma ci dà fastidio quella degli altri.
Credo che dal dopoguerra ad oggi, i principi individuali della concezione di vita, abbiano fatto un enorme passo avanti rispetto ai principi che dovrebbero regolare l’andamento della nostra società, ma come tutti sappiamo, ce l’abbiamo scritto nel dna.
Cara Vale, purtroppo come noterai, ognuno di noi dice la sua, me compreso, forse è per questo che ci meritiamo ciò che abbiamo, ognuno ha una sua visione delle cose che non convergono con quelle degli altri e credo che tu non debba preoccuparti della situazione che si verrà a creare in futuro, ma preoccupati di creare una tua situazione positiva per far da esempio agli altri.
Sembra un pò la storia del Tamagochi, se tu sei in grado di mantenerti, riesci a mantenere un cane, altrimenti si sopperisce in due.
Io (purtroppo), sono d’accordo con Colam’s, lo seguo molto quando posso, sono d’accordo quasi su tutto quello che scrive, tra l’altro siamo coetanei e forse è per questo che la vedo allo stesso modo.
Ciao.
Colma’s, sì una cosa da dire ce l’ho: io ti ho esposto il mio pensiero senza augurarti nulla di male, al contrario di quello che hai fatto tu. Ribadisco: i tuoi pensieri sono pericoloso per qualsiasi persona di buonsenso.
Loving quando mai ti ho augurato qualcosa di male ?
E per favore non ti auto-attribuire il buon senso e rispondi alle mie domande. Senno’ continui a darmi l’impressione che pensi di aver capito tutto tu senza essere in grado di discutere.
Cara La Vale, ogni popolo si merita il Paese in cui vive, per cui gli italiani si meritano l’Italia che hanno costruito e che contribuiscono a costruire. Ci sono Paesi più sviluppati, eticamente avanzati rispetto a noi, come ce ne sono altri più arretrati.
L’Italia non cambia principalmente perchè è uno Stato schiavo dei propri vizi e dei propri difetti. In primis l’ignoranza. L’italiano medio è di un ignoranza abissale, ma al tempo stesso non è conscio dei propri limiti, anzi, si crede più furbo degli altri.
Non si cambia perchè troppo spesso l’onestà e l’etica, in Italia, rappresentano l’eccezione e non la regola e perchè gli ignoranti superano gli informati.
Siamo un popolo che, dalla caduta dell’impero romano in avanti si è abituato ad essere dominato, per cui abbiamo sempre bisogno di qualche altro popolo che ci dica cosa fare e che prendendoci la manina ci guidi, perchè altrimenti non ci sappiamo gestire.
Ne consegue che su ogni decisione abbiamo sempre mille idee contrastanti che fanno si che tutto si blocchi e niente cambi (pro Tav – No Tav, Pro – ponte – No Ponte, Si centrali – no centrali..).
La stupidità dell’italiano medio raggiunge il suo apice nella politica. Con il disgusto che proviamo verso la classe politica ad esempio, un movimento come quello dei 5 stelle, dovrebbe raccogliere se non il 100%, almeno il 90%. Invece anche li, nei confronti di gente che non prende rimborsi elettorali, non inquisita e che non si è riciclata da altri partiti, c’è comunque, da parte di molti, diffidenza e malevolenza.
Se qualcuno fa qualcosa, nella testa dell’italiano medio, è sempre per un secondo fine malevolo (se tizio fa così è senz’altro un furbo ecc..) e questa mentalità da “guappo” non ci farà mai andare da nessuna parte.
E c’è ancora parecchia gente disposta a votare uno dei vecchi partiti, dopo tutto quello che hanno detto e fatto.
L’italiano è così..come disse Montanelli di Berlusconi, chiagne e fotte (quando può).
io credo che non si cambia in Italia perchè la maggior parte della popolazione è impostata in una certa maniera e gli altri, i “diversi”, si devono per forza di cose adeguare o non campano e si lasciano pian piano corrompere nell’animo dal pensiero degli altri.
i motivi per cui siamo così sono tantissimi, ma c’è una cosa che
@katy ha detto e che è la cosa più importante:
“Si dovrebbe partire dal fatto di AMARE il nostro paese.
E’ incredibile: siamo l’unico (credo) paese nel quale sia abituale, persino normale, autooffendersi e autoinsultarsi.
Ci diciamo da soli che siamo pelandroni, infingardi, poltroni, mafiosi, incapaci, pasticcioni e quant’altro.
In America se parli male dell’America sei emarginato.(che di difetti ne hanno e anche tanti… aggiungo)
Qui è il contrario.
Ed è un vero peccato!”
…è esattamente quello che penso anch’io
Poi aggiungo che la demagogia, il populismo … che vedo anche qui e che si sta impossessando della testa della gente che non sa parlare d’altro che tagliare il numero di parlamentari e regioni e provincie ecc come se fosse l’unica soluzione è molto pericolosa.
e quello che ne esce fuori sono pensieri estremisti che fanno solo più male che bene.
Infatti emergono questi personaggi che fanno del populismo la loro arma infallibile: vedi Grillo che mi ricorda tanto ..”la Lega ce l’ha duro” di bossi, qualche anno fa.
la mia vera Italia la riconosco nella mentalità delle regioni del centro nord (emilia romagna, toscana, marche, umbria) che sono lontane sia dal fare l’unica ragione di vita i soldi e il lavoro (vedi Milano) sia aspettare che sia lo stato a compiere ogni problema (vedi sud).
Con grande umiltà i terremotati dell’emilia si sono rimboccati le maniche e si sono risollevati in silenzio. Esempio per l’Italia intera
Colam’s, questo:
“qualsiasi putrefazione ti va bene, purché ci sia scritto sopra “democrazia””
…o forse ho capito male? può essere, anzi direi decisamente di aver capito male (al posto del “ti va bene” l’avevo letto come “ti sta bene” ecco spiegato), e in questo caso mi scuso io, anche se l’impressione che posso crearmi io di te o tu di me ha poca rilevanza.
In ogni modo trovo arrogante mettere in bocca agli altri parole non loro. Di democrazia hai parlato tu, non io. Ad esempio citando quella “rispettabilissima” americana (tu la trovi tale, io decisamente meno). Io ho scritto di essere totalmente contraria alla dittatura. Cosa ci trovi di UMANO in una dittatura? Io la trovo una degenerazione dell’egocentrismo, della sete di potere, di demagogia.
Chi sei tu (o chi ti rappresenta) per ergerti da dittatore, ovvero tradotto da “padrone”? PADRONE DI CHI? NON LO SEI NEMMENO DI TE STESSO.
Chi sei tu per decidere quale sia il “giusto” e lo “sbagliato” e addirittura decidere chi merita vivere e chi invece no? In fondo questa è la dittatura, c’è un monopolio che ti impone come vivere. Hai mai letto 1984? Io lo sto facendo in questi giorni. Chiediti se davvero è questo un sistema nel quale vorresti vivere.
Quello che non riesci a capire è che ti sto parlando senza malignità. Suggerirti di pensare bene a quello che esponi (e presumibilmente pensi sul serio) non vuole essere una critica. Sai perché? Perché io credo che nel corso della storia se ci fosse stata più coscienza, più umanità e sì, decisamente più buonsenso, certi orrori non sarebbero esistiti. Umanamente, è inconcepibile che un uomo possa sentirti in diritto di ucciderne un altro, o di renderlo suo schiavo, suo sottoposto. Purtroppo credo siamo talmente assuefatti e assorbiti in un meccanismo malsano che questi concetti sembrano superati. E tutto questo lo sto dicendo da persona totalmente svincolata a credenze religiose o simili. Lo sto dicendo con i sentimenti umani che sono sicura, ascoltandoti bene, anche tu provi: l’empatia, la solidarietà, la pietà, il dolore, l’affetto.
Sono sempre stata contraria al buonismo. Penso che le mafie, a cui tu accenni, richiedano una coalizione sociale tale da bandirle. Certamente. Penso che chi crea danno agli altri debba ripagarlo. Ma per quanto mi riguarda non è una dittatura la soluzione a questo, né tanto meno la pena di morte.
Se non condividi a livello etico (che per me è il più importante), pensa ai risvolti pratici. Un esempio semplice: in dittatura, Colam’s, qualcuno potrebbe accusarti di essere una spia o un traditore, (al di là del fatto che tu non saresti libero di cambiare idea) mentre tu sei un comune cittadino, “fedele”. La dittatura ti fa fuori, Colam’s. Capisci perché dico che è pericoloso, perché ti si può rivoltare contro?
Provo a riassumere quello che penso.
Come ho già scritto altrove, credo che la politica sia un argomento spinoso quanto, in fondo, semplice. La vera politica dal canto mia la fa la gente comune, non sono lauree, titoli, partiti, bipolarismi o complicazioni varie a decretare la positività di una persona, né di un’idea. Se vai a fare un giro tra la gente comune il malcontento è evidente, oltre che comprensibile. Apparentemente non c’è lavoro (propendo all’idea che tutto questo, a partire dalle cause, sia manovrato), di fatto non ci sono entrate, le tasse aumentano, i tagli alle pensioni, all’istruzione, alla salute. Siccome fondiamo il nostro sistema economico sui soldi (potremmo cambiarlo se solo volessimo), finiamo per esserne succubi. Mi sembra evidente che la politica, quella dei palazzi, quella dei bocconcini e precedenti, ci stia rendendo un popolo povero, un popolo ignaro e un popolo ammalato: ci sta uccidendo lentamente, la finta libertà nella quale siamo costretti si sta facendo piano piano riconoscere.
In tutto questo, ci siamo noi. Siamo un popolo che non riesce a reagire. Credo che si intreccino diversi profondi e radicati problemi come il conformismo, che omologa e deride, soffoca qualsiasi accenno di diversità, come la superficialità, la facilità con cui distogliamo l’attenzione dai problemi importanti a favore di frugalità, l’individualismo, il tornaconto personale, l’egocentrismo-egoismo e la pesantissima coltre della falsità. In tutto questo dov’è il nostro senso umano? Mi manca tanto.
E’ illogico che migliaia e migliaia di persone dipendano da pochi. La solita vecchia storia dei sistemi piramidali lo vedo come un grosso inganno che è riuscito incomprensibilmente a perdurare nei secoli. Ma oggi, qui, ci siamo noi e avremmo, se ne fossimo consapevoli e capaci, la possibilità di cambiare le cose, di vivere in una realtà più solidale, più naturale, più semplice.
Quindi perché stiamo permettendo ancora di essere delle persone infelici? Forse perché non siamo realmente in grado di sintonizzarci l’uno l’altro, ognuno resta convinto che una “lotta la sistema” lo renda isolato, solo, deriso. Amo poco i proverbi, ma sono davvero dell’idea che l’unione faccia la forza. Per cui penso che dovremmo iniziare, ognuno nel nostro piccolo, a creare piccoli gruppi di confronto, nella vita reale, al fine da provare insieme con pazienza ed umiltà a trovare una via d’uscita, il famoso fenomeno dell’espansione “a macchia d’olio”, però senza violenza: sarebbe il pretesto per manganellate e immagine distorta della bonarietà delle intenzioni. Mi piacerebbe leggere qualche altra proposta pratica e concreta, parlarne…
ciao
concordo perfettamente con Andrea!
Sarah sono contento che tu abbia la mia stessa opinione, mi fa ben sperare 🙂
Unless rappresenti in alcuni tratti l’italiano da me precedentemente descritto. L’italiano che avendo un’informazione parziale e sbrigativa, taglia corto e identifica le cose in maniera semplicistica, pensando ahimè di aver capito tutto..Grillo il populista, Bossi quello che ce l’ha duro e poi magari Berlusconi il mafioso, Vendola il gay, Di Pietro il manettaro e così via.
Ma bisogno informarsi in maniera approfondita se si vuole avere un’idea vicina alla realtà.
Che poi la Lega delle origini, aveva anche tanti aspetti sensati e condivisibili, su tutte il federalismo e te lo dice uno che non è mai stato leghista.
Tra l’altro scrivi: “Poi aggiungo che la demagogia, il populismo … che vedo anche qui e che si sta impossessando della testa della gente che non sa parlare d’altro che tagliare il numero di parlamentari e regioni e provincie ecc come se fosse l’unica soluzione è molto pericolosa”.
Molte persone tirano fuori gli stessi tuoi argomenti, dicendo: non è l’unica soluzione questo, non è l’unica soluzione quello e così via. Però poi quando si chiede loro di tirare fuori la soluzione non ce l’hanno. Nulla rappresenta l’unica soluzione, ma se non si inizia mai da nessuna parte, non si arriverà mai da nessuna parte.
Per te la soluzione sarebbe amare il nostro Paese? A grazie, sarebbe auspicabile, ma come pensi di metterla in pratica tale soluzione? Dicendo alla gente di svegliarsi domani amando l’Italia e l’italiani?
Tra l’altro davvero se fossi realmente informato su quello che ha combinato la nostra classe politica, a quest’ora saresti ben incazzato e vorresti che non fosse sprecato più nemmeno un euro.
Non potete solo criticare chi ci mette impegno nel cambiare le cose, se avete idee tiratele fuori e datevi da fare..altrimenti non lamentatevi se nulla cambia.
L’amara verità è che le cose non cambiano, perchè tutti noi vogliamo che cambino, a condizione che siano gli altri a fare delle rinunce. L’italiano ama talmente tanto l’Italia che non vuole mai perdere i benefici che ha ottenuto, a torto o a ragione, guarda sempre il proprio orticello e vuole unicamente che siano gli altri a fare i sacrifici.
Ciao Loving, chiarito il malinteso. In due parole penso che sei animata di buone intenzioni ma utopica. Lo stato non regge senza arrogarsi il monopolio della “violenza legittima” e del “diritto di giudicare”. Questo vale sia per dittature che per democrazie. Sono favorevole anche io ad un sistema economico di scambi e con meno potere del denaro (gia’ attuato in Europa nel XXmo secolo).
Sarebbe bello il tuo sistema ma non e’ mai esistito ne’ mai esistera’, personalmente non credo alle comunita’ di persone di buona volonta’.
Dittatura? Pena di morte? Scusate, ma di cosa si sta parlando? Certamente la dittatura permette di realizzare con incisività le idee, ma siamo sicuri che quelle siano le stesse che tutti noi vogliamo? Credo, e la storia mi è testimone, che le idee che una dittatura mette in essere, sono quelle utili e vantaggiose per il dittatore stesso e forse per un ridotto stuolo di suoi tirapiedi. Se ricordo bene, anche la famosa dittatura di popolo dell’URSS era nata con quelle intenzioni, togliendo il potere al monarca per metterlo nelle mani del popolo, ma poi tutti abbiamo visto com’è finita.
Altro fattore destrutturante è il credere che non sia possibile fare alcun ché. In verità ognuno di noi, nel suo piccolo può fare molto, basta impegnarsi e crederci.
Ciò che personalmente ritengo veramente utile fare è di aumentare la cultura del popolo, una cultura che chiunque di noi, nel suo piccolo può ampliare. Non intendo quella che oggi la scuola propina ai nostri figli, fatta per prepararli al mondo del lavoro, ma quella utile a preparare il popolo a comprendere la vita e perciò dandogli le capacità di effettuare le scelte giuste per il bene comune. Seguire la strada di un’ampliamento della cultura ed una ricerca di oggettivo merito negli individui, è la via maestra da seguire per un effettivo miglioramento sociale. Ricordiamoci che è nel popolo che ci sono i futuri conduttori della cosa pubblica ed il riconoscerli e curarne la crescita è il nostro dovere. Finiamola di dare spazio ai soliti pescecani ed ai loro figli ed i figli dei figli, tenendo un atteggiamento di spavalda e populistica ribellione che serve solo a demotivare noi popolo.
Caro colam’s parli di utopia ma era utopia anche andare sulla luna, e tutta la nostra vita era un’utopia per l’uomo delle caverne, ma probabilmente anche per quelli di appena un secolo fa. Spesso il volere le cose con sincero impegno è sufficiente a che esse si realizzino. Quello di volerle subito e senza difficoltà, attraverso una “violenza legittima” come tu indichi, quello sì che è utopia! La natura è la sola ed unica maestra, ed essa ci dice che le cose s’ottengono con impegno e dedizione e naturalmente con un tempo adeguato.
Mi riconosco nelle parole di Paolo, in particolare nelle prime righe.
Non credo che una società sana, onesta, equa sia un’utopia, bensì un grande impegno, un obiettivo difficile da raggiungere, ma l’unica cosa che possiamo e dobbiamo impegnarci, tutti e personalmente, a costruire.
Pensare che una dittatura sia la risposta ai nostri problemi è un’idea che mi spaventa, perché è un abbaglio, e ha delle conseguenze veramente drammatiche. Colam’s ti chiedo di pensarci ancora, per te stesso ma anche per tutti noi. Forse non te ne accorgi, ma è lo stesso meccanismo dello schiavo che, abituato a farsi comandare, ha paura della libertà. Non possiamo davvero pensare che i governanti ci salveranno, tantomeno dei dittatori: pensano ai loro interessi, ai loro privilegi, alla loro famelica brama di potere, conquista, violenza. Se vogliamo far guarire questa società così malata dobbiamo capire che la via è molto più ardua, perché richiede la partecipazione e la responsabilità di TUTTI i cittadini, ognuno con le sue idee diverse, la presa di consapevolezza collettiva del punto in cui siamo arrivati (morire di fame, di disperazione, di vaccinazioni, di tagli alla sanità, di ignoranza), quanto siamo delle marionette tra le mani dei potenti e slegarci da quei fili che ci costringono allo show, anziché affidarci a coloro che sono stati la causa di tutto questo, come accadrebbe in una dittatura.
Sì, noi siamo dei complici e le nostre colpe da tutto questo scenario non le toglie nessuno. Abbiamo passivamente accettato imposizioni evidentemente dogmatiche e contro natura. Ma siamo ancora in tempo per rimediare, per quanto sia solo un preteste, abbiamo ancora una Costituzione alla quale appellarci. Ma ancora per quanto? Temo per poco.
Se realmente si realizzerà il “Nuovo Ordine Mondiale” avremo fallito. Lì sì non saremo più colonia della crudele Europa, diventeremmo schiavi a tutti gli effetti, microchippati. VI PREGO DI INFORMARVI BENE SU QUESTO ARGOMENTO, VE LO CHIEDO PER FAVORE. Poi siete liberissimi di trarre le vostre personalissime conclusioni, ma FATEVI VENIRE QUALCHE DUBBIO. Da quando ho sentito parlare di questo, e mi sono documentata, ci ho “studiato su” ho iniziato a collegare tanti puntini, mi si è disegnata l’evidenza che non riuscivo a vedere: temo che l’incubo nazifascista sia stato solo un antipasto di quello che rischiamo di vivere se il popolo non riprende il suo potere. Questo và al di là di qualsiasi etichettatura, nome vogliamo dare alle cose, non si tratta nemmeno di “democrazia”, si tratta di concetti molto più importanti come quello dell’Umanità, del diritto alla Vita nella piena e completa facoltà di scegliere e lottare per la propria libertà personale e dei nostri pari. Non vi chiedo nient’altro di informarvi, di approfondire queste tematiche, ne va del NOSTRO futuro. Con affetto, un saluto a tutti.