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La scienza democratica

Gentile redazione

Da quando è entrato in vigore il decreto Lorenzin, sull’obbligatorietà di dieci vaccinazioni (e relativi richiami) non passa giorno che sui media non vengano riportate notizie di persone non vaccinate vittime delle complicanze causate da terribili malattie infettive quali il morbillo o la rosolia. Senza contare, poi, la feroce diatriba scatenata da tale provvedimento tra chi giustifica l’obbligo vaccinale sistematico e indiscriminato con il contrasto all’ avanzare di perniciose epidemie e chi, invece, lo reputa immotivato se non addirittura deleterio . Uno scontro, questo, che ha dato vita ad un periodo di epurazioni, radiazioni, censure ed esclusioni, le cui vittime principali sono state medici dissenzienti e bimbi non vaccinati. Pensando a tutto ciò, mi sono venute in mente tre cose: la prima è il motto, “la scienza non è democratica” adottato dalla Lorenzin e da quasi tutto l’establishment sanitario e mediatico nazionale per difendere l’elevazione a rango di TSO quella che, fino a pochi mesi fa, si era consolidata come una “libera”, sufficientemente efficace e, tutto sommato, bene accetta prassi medica preventiva; La seconda è l’aforisma latino, “Primum non nocere” che rappresenta l’assioma centrale della pratica medica mondiale; La terza cosa, infine, riguarda il desolante risultato elettorale conseguito dalla lista “Civica popolare” fondata, per l’appunto, dall’on. Beatrice Lorenzin in occasione delle recenti elezioni politiche al fine di proporsi come baluardo della scienza illuminata ed illuminate contro il pericoloso e incessante avanzare dell’ignoranza e dell’ oscurantismo. Ed è proprio per l’importanza  data da tutti alla posta in gioco che, quel misero 0,5% di consensi ma, direi tranquillamente 0.2%, se si considera che la lista coinvolgeva anche l’Italia dei valori e altri simboli, mi ha fatto sorgere spontaneo un banale interrogativo: dove saranno andati a finire le migliaia di voti degli infallibili sacerdoti della scienza che poco prima avevano sostenuto a spada tratta le iniziative sanitarie della ministra? Gli eminenti professori, medici, paramedici, farmacisti, biologi, ricercatori universitari, tutti gravati dall’ imprescindibile onere di difendere la scienza vera e la salute pubblica da incombenti e catastrofiche pandemie e cambi di Governo potenzialmente contrari a tale linea? Non avranno mica perso le loro certezze all’ interno della spoglia ma rassicurante solitudine di una cabina elettorale? E, come spesso accade, da ogni interrogativo, anche se banale, può nascere una risposta non sempre scontata, in realtà, non si sono affatto persi! Hanno solo dimostrato che, anche la scienza, può essere molto più democratica di quanto la ministra Lorenzin e il suo mentore dott. Burioni abbiano tentato di farci credere. Su certe questioni, è molto più saggio confrontarsi apertamente su un dubbio piuttosto che arroccarsi presuntuosamente su una certezza. Questo è il senso di ogni democrazia ma, soprattutto quello della scienza.

Cordiali saluti

Vincenzo Drosi

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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2 commenti a

La scienza democratica

  1. 1
    Yog -

    Fatti ‘ste vaccinazioni e stai sereno, le abbiamo fatti tutti e siamo in ottima salute. Forse anche per merito della narda, che disinfetta il sangue, questo non lo nego.
    Però ne ammazza più la penna della siringa, come dicevano i latini.

  2. 2
    Vincenzo Drosi -

    Già, infatti si vede che la tua salute arriva fino al collo ma non riesce a salire un po più su, se ti sforzi un po riuscirai a capire sia il senso della mia lettera che quello della successiva risposta…forse..

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