La mia vita rovinata, ma…ora???
di
Gegi90
Riferimento alla lettera:
Salve a tutti, ho 25 anni e vivo ancora con i miei e mia sorella di 22. Purtroppo da che ho memoria, mio padre è sempre stato violento verbalmente e occasionalmente anche fisicamente. Per esempio se da piccole io e mia sorella litigavamo e lei finiva per piangere (spesso capita...
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Data di pubblicazione: 19 Dicembre 2016.
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Cara gegi. .leggo solo ora la tua lettera. ..e di conseguenza anche tutti gli altri commenti…
Hai vissuto una situazione brutta e violenta in casa e mi spiace molto..sono cose che ti segnano per sempre!
Trovo sbagliate due cose..la prima è cercare di giustificarlo che tuo padre è stato condizionato da sua madre o suo padre o suo fratello..e bla bla …tutte balle! Se uno è una merda di uomo dentro come lo è tuo padre…lo è solo ed esclusivamente perché ha solo merda dentro di sé e basta! Ho conosciuto parecchie persone che hanno avuto genitori di merda..ma loro con i loro figli sono stati totalmente diversi e hanno fatto proprio tutto il contrario dei loro genitori..proprio per evitare gli stessi errori! OK sei circondata da dementi..i tuoi parenti cioè.. Ma tuo padre ha un anima malvagia dentro e NON MERITA NESSUNA GIUSTIFICAZIONE NESSUN PERDONO E NESSUNA COMPASSIONE…
Scordatelo che ammetterà i suoi errori…perché non lo farà mai..
Se tu non ti stacchi per sempre in modo NETTO E TOTALE dalla tua famiglia loro ti rovineranno la vita per sempre… Tu sei debole ragazza..ti farai consumare da loro!
Dov’era tua madre invece di difendervi!? Dov’era invece di prendere una posizione e lasciarlo??!
Era li..ma essendo una fallita totale come donna ha permesso che lui vi rovinasse..e non ha mosso un dito ovviamente…
SALVATI FINCHÉ SEI IN TEMPO..
Ma non avete letto la storia della candida Erendira e di sua nonna snaturata?
Gegi, è vero come ha scritto Rossana che certe dinamiche famigliari sono frutto di errori ripetuti per generazioni, ma io credo che ciascuno di noi abbia il dovere di liberarsi dalle catene di ciò che non si è scelto. Se io ripetessi gli stessi errori di mio padre sarei doppiamente colpevole, e tutta la mia sofferenza non sarebbe servita assolutamente a nulla. Certo, non so se per te sia così, ma io purtroppo non ho potuto far a meno di assimilare per imprinting certi comportamenti genitoriali, come l’impulsività o una difficoltà, in certi momenti, a gestire la rabbia. Bisogna lavorarci sopra a lungo per sbarazzarsi totalmente dei fantasmi del passato, cercando di rivedere tutto con occhi distaccati. Io ho amato profondamente mio padre, l’ho sempre difeso davanti ai parenti: poverino, è solo ( mentre aveva un’amante già durante la malattia di mia madre); poverino, deve crescere due figli ( ma lui non si è mai occupato di noi, né materialmente, né economicamente). Poi, con la lucidità sono arrivata a provare un odio cieco, ma ti assicuro che mi faceva stare ancora peggio. Oggi, in certi momenti, provo addirittura tenerezza nei suoi confronti, perché questa forza ostentata mi appare solo un rozzo disperato bisogno di amore. Non voglio sembrarti mielosa, ti dico solo di cercare di non indurirti troppo. Non sono cristiana, ma il perdono è un dono che facciamo a noi stessi.
Suzanne,
ci si libera dalle catene se si ha la forza di farlo, dopo averne preso piena consapevolezza. a mio avviso, è la miglior conclusione di un processo di crescita favorito da temperamenti che sono dono di natura, difficilmente conquista.
personalmente, malgrado tutto l’impegno mentale, non ne sono venuta a capo in modo soddisfacente ma mio figlio l’ha fatto per me. tu hai dovuto fronteggiare la rabbia, io avrei dovuto superare l’indifferenza oppure la carenza di comunicazione profonda, al di là dei comportamenti e dell’apparenza.
ammirevole, comunque, riuscire a vedere i propri genitori come semplici esseri umani, con i loro vissuti, pregi e difetti, e poter perdonare loro quello che non sono stati capaci di dare per il futuro benessere dei loro figli.
un abbraccio.
Ma sai Gegi che pensando a quel che ti ho scritto mi è venuto in mente che pure col mio fidanzato sono sempre stata “giustificazionista”. Poverino ha un blocco psicologico e non studia, poverino non trova lavoro, poverino ha una madre esaurita. Vedi, alla fine siamo condizionate a tanti livelli da non rendercene nemmeno del tutto conto. Comunque, non c’è nulla che tu non possa fare, se lo vuoi davvero. Io ho iniziato a lavorare a sedici anni tutti i fine settimana in un ristorante, avendo un reddito familiare basso e voti alti mi hanno dato per cinque anni una borsa di studio. Con questi soldi, visto che la prima laurea è stata alquanto inutile, mi sono pagata la seconda e ho trovato un lavoro stabile, che amo. Mio fratello ha lavorato per otto anni in fabbrica, poi ha mollato, si è laureato in scienze infermieristiche e nel frattempo ha vinto il concorso per vigili del fuoco. Ci siamo rimboccati le maniche, lui più di me perché mi ha sempre aiutata, e abbiamo fatto tutto con le nostre forze. Forse la voglia di rivalsa ci ha dato una carica maggiore, la stessa che devi trovare tu per dimostrare che non hai bisogno di nessuno!