La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
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importante, secondo me, che la scegliesse convinto, convinto di farlo per se stesso, mettendo sulla SUA bilancia i pro e i contro. e che, se era la nostra casa, un nostro progetto, che lo facessimo insieme. che fosse chiaro. che mi pareva importante che sua madre non pensasse di poter gestire la nostra vita. Sfumature, sai, Annina, non dico mica guerra, dico assertività. credimi.
Dico: sì, guarda mamma, grazie, ho capito, ora io e Luna ne parliamo e poi ti sappiamo dire.
E non per un fatto di competizione femminile o cose del genere, tipo la nuora che si impunta. Io ti parlo di malessere, malessere per il modo in cui era stata messa la questione, per il tono, per come vedevo stare male lui sentendosi in trappola nel momento in cui, invece, avrebbe dovuto vivere la cosa come un’opportunità e una scelta. Ma dire: io voglio così, se tu mi dici di no sappi che da me non avrai aiuto. darò quella casa a tuo fratello (che peraltro gira per il mondo, e ancora oggi vive altrove) non è la stessa cosa di dire: senti, io ho questo budget e mi piacerebbe investirlo così, dando una mano anche a te e a voi. Quella casa mi sembra un ottimo affare…
No. Lei diceva: punto quella casa da mesi, e io non ci rinuncerò,
per farti capire cosa intendo, anni dopo, mentre lui faceva la cantina e io parlavo con lui del fatto che stava facendo troppo rumore e stavo lavorando, lei arriva sul cancello e dice: lui non sta mica giocando, se non ti va bene tornatene a casa tua!
E lei recentemente ha ribadito: guarda che tu non hai scelto di non venire dal notaio, doveva firmare solo lui, perché se mai tra voi finiva male quella casa era a lui che doveva restare!
e quando, per farle capire, io le ho detto che lui nei suoi tira e molla, casini, alien e compagnia bella (anche senza aver ancora capito dove stava il punto, anche nel suo modo di comportarsi con me etc nel corso degli anni, e dinamiche ecc ecc) quando andavo via mi diceva: la vendo, la vendo se vuoi! lei ha detto:
no, lui quella casa non la venderà mai, perché IO voglio quella casa, e quindi semmai la venderà a me, ma non esiste che quella casa venga venduta, perché IO l’ho voluta.
Ora, non so se sono riuscita a spiegare. forse no. forse pare che io mi sia impuntata per principio su una cosa che era normale e lineare. ma non è così. Io per inciso non ho mai pensato che dovesse vendere la casa. La questione erano le dinamiche e i loro effetti e anche l’incapacità di lui di vivere un progetto comune. quella non è mai stata casa nostra, ma non perché l’ho voluto io. Carattere suo? lei lo ha caricato? non lo so ancora.Anni prima mia nonna voleva dare una casa a me, senza ricatti, e quando io l’ho detto a lui abbiamo insieme messo sulla bilancia i pro e i contro. Per lui c’erano più contro che pro? Bene, io ho detto no. Di fatto io avevo a disposizione, in un bene, il triplo dei famosi soldi che sua madre ha prestato a lui. Ma ci credi che sono riusciti ad ubriacarmi al punto che io per anni non me ne sono resa conto?
Ciao a tutti/e….
Eccomi di nuovo quà…la situazione è più grave del previsto…Qst 2 settimane siamo stati bene insieme,abbiamo condiviso molte cose,ho incontrato di nuovo i suoi parenti,sono rientrato nel cerchio delle sue amiche.(Tutto voluto da lei)…
Lei però come mi aveva accennato 2 settimane fa non sta bene…è in crisi.Una Crisi sua personale che la sta piano piano “distruggendo”…piange tutti i giorni,spesso non riesce ad andare a lavorare,ha bisogno di un aiuto esterno.
Io e i suoi familiari ne abbiamo parlato insieme,mi hanno detto che da qnd si vede me l hanno vista meglio.Lei stessa mi dice che in qst momento ha bisogno di amici veri e di me,fa anche progetti per il futuro.Tuttavia però ricade del pozzo della disperazione e mi allontana come sempre.Ho paura che sia depressione,ora lei ha deciso di andare da un psicologo per farsi aiutare.E io non so che fare….Sto leggendo su internet articoli riguardanti la depressioni,su come comportarsi,su come aiutare persone depresse.E rivedo molte cose in lei,atteggiamenti che lei ha nei miei confronti e nei confornti di altre persone..è un bel casino…
Luna, Luna, Luna mia bella, ma che cosa abbiamo mai fatto di male per finire ad amare persone incapaci di reagire a rapporti cosi’ sbagliati e castranti???? E’ un tritacarne, io l’ ho capito, leggendoti…eravate praticamente in tre anche voi! C’eun ricatto sottile sotto queste dinamiche e lo scrivo : MI FA SCHIFO. Il tuo ex fidanzato avra’ avuto anche lui il famoso SENSO DI COLPA verso la MAMMA. Lei glielo avra’ cacciato dentro ma cosi’ dentro che l’ ha fatto diventare una parte integrante di lui. Chi paga? ALTRI. Anche io ho e avrei fatto “cose” piu’ coraggiose se fossi stata al posto “suo” ma sai, il meccanismo e’ feroce e forse noi non lo possiamo capire fino in fondo perche’ non ci e’ arrivato da persone con cui hai legami, diciamo, di sangue…La mia Lei e’ stata semplice e riassumibile in questo schemino: “io ho fatto schifo ma cambiero’. Se non mi fai provare a fartelo vedere, sei tu il responsabile del nostro fallimento e dei dolori di nostro figlio.” Carico su carico, ogni giorno, ad ogni occasione, ad ogni puntura di zanzara o nevicata o alito di vento…BUM, LA COLPA E’ SERVITA. Io non li giustifico, non posso, non riesco ma mi fa rabbia vedere e avere visto. Usare un potere che non hai meritato per ottenere quel che vuoi MI FA SCHIFO, lo ripeto. Anche tua suocera mi suscita un mix di incazzatura e compassione. Ma mollalo ‘sto figlio!!! Ma lascialo vivere la SUA vita!!Adesso e’ tuo SUO. Casa, figli, amore in esclusiva…speriamo sia felice!!!Ma io non credo, sai…temera’ ancora l’ agguato, il colpo di coda, l’ imprevisto…penso che per quella gente li’ il concetto di essere felici sia qualcosa di sconosciuto, da li’ la pena che mi impedisce di detestare quanto dovrei e forse salvare ME in maniera migliore di quella che riesco a trovare…
Riflettevo….e penso che lasciarsi bene sia una cosa molto difficile. a distanza di un anno io per il mio ex non provo niente, non lo rivorrei ecc ma un senso di rivalsa ce l’ho lo ammetto. ed è sbagliato me ne rendo conto ma non posso farne a meno. forse perché in questa storia ci credevo e il suo comportamento m’ha fatto crollare il mondo addosso. e se lo incontrassi ora lo saluterei solo per educazione ma non riuscirei ad essere amichevole. e la voglia di mostrarmi felice, serena, bella e viva nonostante lui ce l’ho forte dentro di me. perché m’ha messo da parte senza scrupoli, non è stato sincero fino in fondo, ha gestito male la rottura e ha pensato sempre e solo per se stesso. e non ha avuto rispetto nel farsi vedere in giro con l’altra subito, nel farsi fotografare su fb, mentre io soffrivo come un cane e mi sentivo sostituita come se non contassi niente. dio mio è stato straziante e sono strafelice di esserne fuori, altrove, oltre 🙂 preferisco di gran lunga chi si mostra per quello che è, senza i suoi ti amo plateali e paroloni che si sono rivelati solo fumo. almeno anche se si può soffrire lo stesso si è preparati e più o meno si è consapevoli di quello che c’aspetta. io invece proprio non me l’aspettavo, è stata questa la mazzata più grande… trovarsi di fronte un ragazzo completamente diverso da quello che pensavo. ma forse non poteva andare altrimenti e viva Dio che l’ho scoperto dopo “solo” un anno… per citare Vasco vorrei solo dirgli con un gran sorriso “eh già, io sono ancora qua e non c’è niente che non va, non c’è niente da cambiare!!!”
baci a tutti
ANNINA: @penso che per quella gente li’ il concetto di essere felici sia qualcosa di sconosciuto, da li’ la pena che mi impedisce di detestare quanto dovrei e forse salvare ME in maniera migliore di quella che riesco a trovare…
sì, credo effettivamente che ci sia un concetto di rilassatezza, armonia, reale condivisione sconosciuto nelle persone che basano la loro vita sul potere e sul controllo. Se non ti controllo corro il rischio che tu faccia quello che vuoi ed esci dai miei schemi. di fatto però non sai mai se qualcuno resta perché vuole restare o perché si sente alla catena, o perché il tuo stesso modo di controllare, la tua aggressività lo ha indebolito al punto da dubitare di se stesso. Questo te lo dico pensando a chi dicevo io. Lei ha molto potere nella sua famiglia, fa la voce grossa, fa paura, in qualche modo (perché si temono le sue reazioni), si cammina sulle uova, si gestisce il fatto che lei sia fatta così, al contempo le persone però le vogliono anche bene, le vogliono bene “nonostante”, per il legame di sangue e per sensi di colpa. Però quando va via due mesi le persone tornano a respirare. “Finalmente sono libero!”, dice suo marito. Di fare che? Oh, niente, solo di avere meno quotidiana tensione. Di fatto lei probabilmente si sente assolutamente soddisfatta di come gestisce la sua vita, delle sue manie (fatte passare per verità assoluta) e della sua voce grossa. Se tu le chiedessi: sei felice? lei probabilmente risponderebbe di sì. In fondo quasi tutto fila come vuole lei. Può essere felice? secondo i miei e i tuoi canoni sicuramente no. Vive da una vita con un marito che non è – per scelta di lei- suo marito da mezzo secolo, un uomo che non può aprire bocca… di fatto però lui è ancora una persona solare, fuori da lì, ha amici, chiacchiera, vive… anche se a casa non vive. Poiché dubito che lei abbia un amante da qualche parte (guarda, a questo punto sarebbe più sano scoprire di sì) la prima persona che lei ha castrato è se stessa, in quel suo ordine costituito secondo le sue regole. E’ chiaro che gli altri contribuiscono a “salvaguardare” questo ordine costituito, anche in nome del “si salvi chi può”, ma restando in equilibrio. Cioè, per esempio, chi da 30 anni viaggia per il mondo, così si sposta, ma comunque ogni tanto torna a casa e si gode la famiglia, pur sopportando quello che per altri 300 giorni all’anno il salvavita ha fatto sì di non sopportare. Ma se tu la vedi ti domandi: ma come fa questa donna, con tutti questi uomini intorno, tutti maschi, a fare così paura con il suo potere fatto di nevrosi, prepotenza, e in fondo di niente, a essersi sempre beccata in fondo dei “sissignora” invece che un sonoro vaffanculo? Perché, come noti giustamente tu, sono meccanismi feroci, e, poiché di legami di sangue si tratta, c’è di mezzo il cuore. A onor del vero voglio dire che lui ha fatto quello che poteva, da sempre, per gestire, spostarsi, restare in equilibrio in una situazione allucinante davvero. Se lui si fosse fatto
castrare sul serio non avrebbe mai vissuto e non avrebbe avuto nessun margine di libertà neanche nel mangiare un panino, perché fa male, non va bene. Quindi io gli riconosco il fatto che invece si è interiormente ribellato, e molto, nel corso della sua vita, e che ha anche tentato sempre di preservarsi. Il problema sono però le cose che ti restano dentro. La paura che il dialogo sia una battaglia, la scarsa resistenza alla frustrazione, i traumi, un certo pessimismo cronico, e altre amenità, come probabilmente il terrore che lasciarsi andare ad un rapporto veramente paritario significhi essere prevaricati. E poi il senso di tensione, e di colpa. Che porta anche a domandarsi, forse: ma se mi sposto lì cosa succede? non devo fare la mia parte per portare un po’ di respiro? perché, sai, io mi chiedo se non sia successo anche questo: lui si è spostato per fare la sua vita, lei lo ha riaciuffato. Ma non è stato difficile perché a volte i figli di situazioni così brutte si domandano: ma se io vado via cosa ne sarà di loro? Posso davvero spostarmi serenamente e lasciare che si arrangino? no.
allora, poiché è vero che non possiamo sapere cosa c’è nei meccanismi degli altri, io non discuto sui loro rapporti, e su quanto sia anche difficile mantenere un equilibrio, e ti dirò di più, che sono assolutamente d’accordo con una cosa che ho letto e cioè che i rapporti con i genitori nelle discussione di una coppia rappresentano uno dei più pericolosi tabù… nel senso che si va sempre a toccare qualcosa di molto delicato. Quindi sarebbe fantastico – e rispettoso – non parlarne. Dico nei termini in cui c’è purtroppo da parlarne male o mettere il luce difficoltà e ferite (intendo dire che anche in modo assertivo si possono toccare nervi molto scoperti, e comunque c’è di mezzo il cuore). Ma posso dire che io, che ho raccolto per una vita i suoi sfoghi (come lui raccoglieva i miei, perché ho anch’io, anche se diversamente, una madre dalla personalità ingombrante) non ho mai pensato di andare a toccare i loro rapporti, nè ho mai pensato che mia suocera dovesse cambiare, e neanche francamente che potesse cambiare. A me interessava la nostra vita. E in senso armonico famigliare, non certo: non parlare con tua mamma, gnegnegnè. Lei non è mai riuscita a controllare me direttamente non perché io non sia stata rispettosa nei suoi confronti, ma perché semplicemente sono sempre stata impermeabile alle sue stronzate, diciamocelo chiaro. E con eleganza. Non mi sono mai messa in competizione, non ho mai cercato di farle cambiare idea sulle sue fissazioni. Che me frega? per me sono solo parole se poi esco e vivo la mia vita. Il punto è che proprio quando pensavo di essere più libera ancora mi sono ritrovata tra catene che non erano mie. Lui stava male? lei lo negava, o era colpa di una nostra incompatibilità. Una volta quando le ho parlato più diretta mi ha chiamato l’altro fratello minacciandomi: mai più!, che lei aveva avuto un malore! (da hitler a paracula madunina)
Dopo un anno e mezzo mi riesce di esprimere un solo pensiero: ” ma vaff…..lo ex ragazza ed ex amico; peccato solo i dodici anni dedicati a persone così immeritevoli!il dolore è stato tanto ma passa…il loro comportamento meschino ne ha fatto due esseri di m…da e lo rimarranno per sempre! Marco
Ciao a tutti! Leggendo questo post mi sono identificata in chi scrive, sto vivendo una situazione analoga, anche se fra me e lui non è ancora finita. Stiamo insieme da un anno, viviamo sotto lo stesso tetto, ma so che per lui è solo una situazione transitoria e che di certo non mi ama.. E’ ancora fortemente innamorato della sua ex, che però non ne vuole più sapere. Per ragioni che non sto qui a discutere, non mi va di chiudere anche se farei bene a mollare tutto. Certo lui non ne esce molto bene e io sto facendo la figura del’idiota che si fa fregare alla grande.. forse è così, ma lui, nonostante tutto, mi regala dei momenti bellissimi. Andiamo ovunque insieme e a volte sembra quasi che si sia accorto che esisto e che farei qualsiasi cosa per lui, allora mi guarda con occhi innamorati, ma solo per poco, poi gli ritorna in mente lei e l’incantesimo si spezza. Che fare? nulla, aspettare la sentenza di un amore finito, neanche mai iniziato..
RAFFI: ciao, mi dispiace molto per le cose che racconti e che lei stia così male. Mi sembra il caso di chiedere aiuto, sì, anche per capire meglio di che tipo di crisi si tratta e come intervenire nel modo adeguato, perché le auto-diagnosi possono anche portare fuori strada.
Un abbraccio, anche a lei.
Ciao Raffi, come va? Come state? Perché se una parte della coppia sta male, anche l’altra inserobalmente gli va dietro.
Ciao Luna, da quante gabbbie sei dovuta uscire?! A volte pure dorate!Ci vuole davvero tanto amore per se stessi, forza, coraggio e forse esasperazione.
Io cosa vi devo dire… purtroppo sto bene! Scherzo, a volte è più difficile vivere questo momento in cui non si sta male e quindi tutte le energie sono disponibili per me. Energie che inevitabilmente penso avrei potuto impiegare per la mia storia. Ma oi mi dico quale storia! Allora sono energie, energie in eccesso. Energie da disperdere. Che fatica vivere per se stessi, seza avere un obiettivo esterno a noi, ma introiettato solo sulla nostra vita.
Che scatole la mia vita la conosco, io voglio dedicarmi alla vita di un’altro. 🙂 Questa frase è un gioco, ma non lontano da come sto veramente….eppure niente accade e mi chiedo se sapro essere serena e felice anche se niente accadrà per lungo tempo. E’ questo il difficile, essere felici per il solo fatto che siamo vivi e fuori c’è un bel sole che ci scalda. Per il fatto, come diceva Luna, che un giorno esci e parli con una amica sorella che ti trasmette tanta serenita. Mi chiedo perchè ci blocchiamo, perché indugiamo così tanto. Perché non siamo più leggeri verso la vita, più capaci di buttarci le cose alle spalle. Non lo so forse sono riflessioni sul perché io di venerdì sera d’estate mi ritrovo tristemente a lavorare mentre magari il mio ex si diverte con non so quante donne ed io ovviamente oltre ad essere un po triste..sono arrabbiata vorrei fare lo stesso….. 😉
Mah….Luna che dici, siamo sulla giusta strada? Ti abbraccio stretto, un bacio a tutti e tutte con l’augurio che le vostre energie le stiate impegnando nella giusta direzione…. notte.