Salta i links e vai al contenuto

La fine improvvisa di un amore

di Loredana
Trovi il testo della lettera a pagina 1.
L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

14.073 commenti

Pagine: 1 971 972 973 974 975 1.408

  • 9721
    Raffi -

    Buon week end a tutti!!!!
    Leggendo i vostri post mi è sorta una domanda,banale forse…..Ma quando si ritrova se stessi?!quando posso dire di essere di nuovo io?!di essermi ritrovato?!E poi ogni esperienza ti cambia,quindi forse bisogna reinventarsi sempre…Pensieri del week end!!! Un abbraccio

  • 9722
    Adele. -

    Ci sono giorni davvero faticosi in cui i ricordi ti sommergono come una marea. Davvero ci sarebbe da spostari un po. Però risulta molto difficile. Bisogna solo volersi bene e sapere che quello che stiamo facendo è per la nostra felicità. Luna questo imprint del manichino dell’UPIM…è geniale…ma quando lo togliamo il marchio a fuoco? 🙂

    Carissima Carletta, stai facendo un percorso e tutto questo è un bene e a sentirti, trasmetti molta più serenità. Quindi davvero è il tuo percorso, quello che tu dovevi fare e che va bene per te.

    Raffi credo che tu sei tu oggi, ieri e domani. Evolvi ogni giorno. Il mondo con cui entri in contatto offre spunti di riflessione e di crescita. Le tue esperienze passate, il dolore, le cose belle, le tue esperienze attuali, ti cambiano in tante piccole cose, ma resti sempre tu.

    Comunque non penso che tutti evolvano o cambino, ma solo le persone che ascoltano e si ascoltano.

    Baci…e buon fine settimana a tutti…Ciao Annina.

  • 9723
    ANNA2010 -

    Per me, Raffino, ci si ritrova quando il passato e’ tutto capito, accettato, digerito, nel bene e nel male. Quando non fa piu’ male quel che male, invece, ha fatto, e quando il bene torna come un ricordo dolce, senza rimpianto ma solo dolce malinconia. Ci si ritrova quando si sente un silenzio dentro che e’ come stare sul Gran Canyon e sentire tutta la liberta’ di essere se stessi, pur restando dentro la propria casa. Quando la voglia di ritornare indietro non e’ piu’ grande della spinta ad andare avanti, oltre il presente e immaginando il futuro. Sono appena uscita dalla Chiesa, con quadrupede accompagnatore, e a Dio ho chiesto questo…Buona domenica, amici! Lunina, come vanno le costolette???? Ciao Adele, ti auguro ordine nei pensieri e un sorriso nel cuore da saperti regalare da sola…

  • 9724
    LUNA -

    ADELE: 😉 per manichino upim. In che senso marchio a fuoco?
    Ribadisco che da tuoi post traspare tua bella energia. Bacino 🙂

    RAFFI: penso che te ne accorgi, di stare bene. E sono d’accordo con ANNINA, e con la sua preghiera. Le mie costolette stanno meglio, anche perché ho preso due giorni di voltaren. Ma così male non era se ieri ho camminato km e km e poi ero fuori fino alle 4 del mattino. Ieri pomeriggio ho camminato stile forrest gump, nel senso senza meta. Poi però ad un certo punto sono andata al supermercato, a prendermi uno yogurt e un succo di frutta e sono andata invece a cercare un angolo che proprio mi piace. La sera, stupenda sorpresa, è arrivata la mia amica sorella che si è trasferita via. Un altro amico ha detto: si esce! Lei diceva no, ma aveva voglia. Anche la sua vita è un po’ grigia lì dove sta. così siamo usciti e siamo andati in locali e io mi dicevo: ma che ci faccio qui? No, non con i miei “fratelli” ma nei posti. Però poi invece mi ha fatto bene. Lei diceva: per voi è normale che per strada ci sia tutta questa gente, per me invece no. e mi fa stare bene pensare che potrei incontrare qualcuno che conosco, mentre nell’altra città no.
    Allora ho pensato: è da un po’ però che neanche io guardo così la mia città. Siamo andati in un locale di un nostro amico d’infanzia che lei non vedeva da secoli e anch’io praticamente. E allora sì non era solo un locale, era un locale ma erano anche un po’ radici. Ma anche gente nuova che non c’entrava ma con cui chiacchiere e risate. Allora ho pensato: forse è questo che mi serve. Mi servono i miei eremi, le camminate, e mi serve anche questo. Perché non mi frega una cippa di andare per i locali e questa nostra generazione che a 40 anni ha già divorziato 70 volte o anche una sola, ma allora vuol dire che c’era davvero l’idea che sarebbe stata la storia d’amore come quella dei nonni, mi fa tristezza. Mi fa tristezza che sembra che non si sia più capaci di sapere cos’è amare. O la delizia di guardare indietro e amare il percorso, ed essere ancora qui e non doverlo per forza inglobare e basta… ecc ecc ecc. Però al contempo mi dicevo: però pur con le nostre ferite e cicatrici eccoci qui. Insieme. Cioè a volersi bene, lungo le strade di questa città, e ad accettare anche di conoscere nuove persone. Come accadeva quando avevi 16 anni. E non è vero che tutti se ne stanno a casa felici davanti al camino (anche perché è estate, ma son dettagli) e non è neanche vero che tutti quelli che invece sono per strada sono tristi. Magari hanno una cicatrice in più che non avrebbero mai voluto avere, pensato di avere, come te. Ma non fanno finta di non stare male. Hanno voltato pagina e non si sono opposti al cambiamento. Si sono anche ritrovati dentro al cambiamento. Poi ognuno sa cosa ha dentro di sè. E magari quando ti siedi con qualcuno sotto la luna ti dirà dove ce l’ha quella cicatrice e a che punto sta. Perché ognuno ha la sua storia da raccontare. Però incontro persone che

  • 9725
    LUNA -

    non è vero che si ubriacano di cose di cui a loro non importa nulla per far tacere il malessere. E’ vero, incontro anche quelle persone. E non le giudico. Lo so cosa vuol dire. Ci sono anche fasi che bisogna passare, senza farle diventare croniche. Però allo stesso tempo incontro anche persone che hanno sofferto ma hanno ancora, di nuovo la luce negli occhi. E che parlano di interessi veri, di cose che non c’entrano solo con le cicatrici. E mi parlano anche di quelle piccole casualità che forse non esistono.
    ieri ero a casa di mia “zia”, quella che il marito ha lasciato dopo 40 anni. Stessa casa, ma gliel’hanno trasformata. C’è la personalità di lei e vedrestr quanto è bella. anche lei, com’è bella. Traspare serenità da lei. Lei che crede tantissimo in dio mi ha detto:
    quando succede tutto quello che è successo a te, qualcosa che dà la sensazione di un cambiamento epocale, a volte magari c’è un messaggio che dice che forse le energie vanno incanalate in modo diverso. Io penso possa essere vero. chissà se sono solo le circostanze, se è il caso e cerchiamo di razionalizzare la nostra impotenza, se è dio o se siamo noi, dentro di noi che esplodiamo e diciamo e ci diciamo anche quando pensiamo di essere passivi. Però quello che so è che per certe cose so che quello che dice è vero. Mi sono riconosciuta in quello che ha detto. Bacini

  • 9726
    Manu -

    Sono arrivata alla mia conclusione.
    Avevo una cosa bellissima nella mia vita.
    Ma l’ho buttata via.
    La colpa è stata mia.
    La mia storia è diversa dalla vostra.
    Io sono una cogliona che a forza di tirare la corda è stata lasciata.
    La persona che avevo accanto non la riavrò mai più e mai ci sarà qualcuno come lei.

  • 9727
    nocciola -

    @ luna, Adele, Anna, e tutti gli altri.
    Sono molto belle le vostre parole, mi piace leggervi perchè mi trasmettete una forte energia e voglia di migliorarmi. Sono all’inizio del mio percorso, ed è veramente dura riuscire ad amarmi. La cosa che però trovo più difficile è smettere di attenderlo. Cancellare il ‘noi’ senza eliminare me. Perchè mi sono già annulata in passato, e non voglio accada di nuovo, ma è dura. Questa aspettativa mi distrugge. Mi dispiace anche che coloro che mi vogliono bene stiano male nel vedermi soffrire. Ma questo è il mio lutto, e mi capita spesso di volermi fermare e piangere tutto il dispiacere, la delusione, l’amore che scivola via. Ma io non voglio che soffrano per me, per questo ho deciso di scrivere anche io, visto che non posso più permettermi di stare male ma devo farmene una ragione, e credo che parlare con voi potrebbe aiutarmi:).

    @ manu.
    Come mai ti stai colpevolizzando tanto? Una storia non finisce mai per colpa di una sola persona, a meno che questa non faccia parte di quella categoria di esseri infimi, traditori e vigliacchi.E tu non mi sembri proprio così.Avevano tanta forza i tuoi post precedenti, cosa ti è successo?

  • 9728
    Manu -

    Ma nulla Nocciola…
    Solo ci sono state tante litigate inutili in passato,spesso sono stata stronza senza motivo,e credo che ciò abbia contribuito all’allontanamento.
    Sto cercando di capire come fare per potere avere un avvicinamento.
    Mi sono sentita dire che io mi devo staccare da lei se voglio quanto meno un’amicizia.
    Che lei ormai è distaccata da me,che non mi ha più dentro.
    Come posso riaccendere un interesse che sembra del tutto spento?
    Mi dico che se l’ho conquistata una volta forse posso farlo ancora ma…come l’ho conquistata?
    Non ricordo di aver fatto nulla di particolare…quindi mi viene da pensare che x lei l’amore sia stato irrazionale…e ora che mi conosce non le piaccio…anche se mi vuole bene…
    E’ passato il periodo del piangersi addosso,dell’ansia…e arrivato il periodo del rivolerla a tutti i costi perchè in cuor mio sento che forse posso farcela.
    Ma come?
    Facendo che?
    E la risposta è che non ne ho idea…
    Il fatto che io sia stata lasciata non mi fa diventare una vittima,e lei la carnefice.
    Certo la persona con cui stavo non era l’angelo del focolare,ma ho sentito il suo amore fino all’ultima volta che l’ho vista.
    Se ha preso questa decisione,evidentemente delle cose non andavano.
    Non ci siamo sempre comportate benissimo l’una con l’altra.
    Forse io sono stata più isterica e più ingiusta.
    Sono comunque cosciente che non stavo con una persona qualsiasi.

  • 9729
    LUNA -

    Nocciola: ciao 🙂 grazie del tuo post.
    Sì, questi lutti sono una grande sofferenza e anche un grande casino, per le ragioni che dici. Io cerco di ricordarmi che, seppure in piccolo (non c’è paragone di intensità, ovviamente, ma di fasi sì) ci sono già passata tanti tanti anni fa. Cerco di ricordarmi come ho superato all’epoca o in altri casi dei momenti in cui il dolore sembrava interminabile, di ricordarmi che lo stato di spaesamento ecc ecc sono stati ovvi, ma non veramente infiniti, e con cosa mi sono fatta BENE. In sintesi come ne sono uscita. Lo so che può sembrare assurdo paragonare una storia di pochi mesi con una storia di tanti anni, e quell’età con questa. Però in fondo io sono pur sempre io. E il dolore e lo spaesamento che si sentono, seppure moltiplicati per seicentomiliardi di volte quelli sono. E sono anche gli stessi che provano gli altri, anche se l’interiorità di ciascuno è cosa propria.
    Ma mi fa bene, ammetto, vedere chi sta meglio. Chi aveva perso i chili ma li ha recuperati. Chi era scassato ma si è rimesso pian piano in asse volendosi bene. Mi ricordo che il giorno stesso della morte di mia nonna io cercai in internet qualcosa tipo le fasi del lutto. Lui mi disse: sicura che ti fa bene? Perché il rischio era che mi spaventassi. In realtà in qualche modo vedere nero su bianco come non possiamo che reagire ad una botta tremenda, lo so che può sembrare paradossale, mi… consolò. Ok, non potevo che stare così male. Dovevo convivere per tot con tutta una serie di sintomi. Non potevo saltare direttamente alla casella “ne sei fuori, è passato”. Ciò era terribile. Però mi si diceva che, per quanto avrei dovuto passare una serie di fasi orrende, e convivere con il dolore, alla fine del tunnel c’era la luce. Forse non riesco a spiegarmi bene, ma sapere che sentirmi così era inevitabile, umano, non fantascientifico, mi lasciava uno spazio di lucidità mentre sapevo che ero appena salita su una barchetta che avrebbe inevitabilmente attraversato delle tempeste. Mi ricordava: prenditi cura di te. Tantopiù quando non ne avrai nessuna voglia. Io l’ho fatto. Il problema è anche che ho avuto insieme altri dolori e spaesamenti. Troppo. Però so che ho fatto bene comunque una serie di cose. Ero consapevole quando ogni mattina mi vestivo meglio, non peggio. Sceglievo nell’armadio i colori.
    Com’ero consapevole quando ero ragazzina e per non chiudermi troppo, anche se mi svegliavo ogni mattina prima piangendo e poi aprendo gli occhi, o dopo sogni in cui attendevo, come dici tu, mi davo un calcio in culo e uscivo. Lasciavo che la vita entrasse, quel poco possibile, ma che entrasse. E mi toglievo da situazioni che per me erano brace, invece di sbatterci la testa contro. Tuttavia so anche che quella famosa estate fu anche una ricerca di piccoli antidoti, e che sono stata male.
    ero consapevole, tanti anni fa, quando avevo un periodo di crisi e ansia, e ogni mattina uscivo prima del solito, non dopo. All’epoca facevo l’università. Mi facevo venire

  • 9730
    LUNA -

    venire a prendere da lui che andava a lavorare, alle sette del mattino. Lui brontolava che non ne capiva il senso. Per me aveva il senso del calcio in culo a me stessa. Quello buono di calcio in culo. Indulgenza sì, perchè se stai male stai male, e non è che devi fare wonder woman o superman, o ti fotti, ma ci vuole anche il calcio in culo. Quello che puoi. Ma dirti che non puoi nessunissimo è spesso la tua rovina. Ti dimentichi di prenderti cura di te. Quando poi sono stata bene mi sono detta: ricordati tutto, non dimenticare. Ricordati il tunnel, che pensavi che non se ne esce. Fa male sempre pensare ai tunnel, e quando ci stai ti può anche sembrare che la tua vita sia stata solo stare sotto, in apnea, e che quando invece nuotavi vedendo il sole e stando bene era solo illusione. Ma sono balle, sono balle che il tunnel ti racconta. Sembra la biografia dei tunnel e dell’autocritica devastante. A volte per fortuna c’è chi ti conosce e ti dice: non dire cazzate, guarda che io ti ho visto ridere e stare bene sul serio. Tu forse non ti ricordi chi sei. Ma si vede anche ora, quando non stai là a dirti che tunnel tunnel tunnel.
    Nocciola, spero che tu scriva se ti può servire. Io penso (che scoperta :P) che il proprio lutto abbia anche bisogno delle lacrime. Forse aiutano anche a lavare via il dolore. Come delle altre cose buone che dici, certo, però.
    Se io avessi pensato di più a me stessa oggi potrei prendermi una casa dove piacerebbe a me, e andare a scegliere i mobili dei miei colori, vedere dalla finestra ciò che per me è salute, avrei più possibilità di restituirmi ciò che per me è bello. Bello al di là. E non avrei dei debiti. Piccoli, ma già quel che basta a non farmi dormire la notte. Ritroverei intatto il famoso IO che non si elimina, anzi si ritrova. Se io avessi dato di più a me, veramente, senza togliere niente comunque a ciò che per me è amare. Perché lui tutte queste cose che ho scritto su le ha, lui non si è per nulla dimenticato di sè. Io non sono mai stata materialista in vita mia. Pratica sì, materialista no. Qual è la differenza? C’è. E c’è che anche nei momenti peggiori me la sono cavata sempre. Dirmi che non ero pratica era una minchiata. Però ci sono voluti degli anni perché io avessi la conferma che il mio istinto che era andato in allarme anni fa aveva perfettamente ragione. Sarebbe lungo da spiegare, ma i tasselli tornano a posto. Certo, anche i miei, dove mi sono persa io. Mia “suocera” finalmente ha detto la verità, che per la sua struttura mentale era ovvia. Infatti l’ha detta come se avesse detto: è cosa buona e giusta. Materialismo, difesa della “roba” da chi peraltro della “roba” se ne fotte. Nel senso che crede lei almeno. A parte che io la roba mia l’avevo, e risorse a gogò. Ma me ne sono dimenticata per stare dietro alle paranoie degli altri. Dovremmo stare attenti alle paure con cui gli altri, alle volte, costruiscono le NOSTRE prigioni. Che siano reali o mentali non importa. E ascoltare la NOSTRA verità. Baci

Pagine: 1 971 972 973 974 975 1.408

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.

Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.


▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili