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La fine improvvisa di un amore

di Loredana
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14.073 commenti

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  • 9441
    LUNA -

    GIU: ok, sì è vero, anestetizzarsi attraverso fughe in mondi altri, o parziali, non è vivere pienamente. Ma più che morire forse ti stai nascondendo, come noti tu. Bisogna avere anche una certa consapevolezza non solo per operare un cambiamento ma già per percepire le proprie resistenze al cambiamento, come hai appena fatto.
    Non vorrei dire sciocchezze perché non ho precisamente bene presente la tua situazione e perché anche se l’avessi presente potrei dire delle sciocchezze comunque 😉 però credo che se per caso nel nostro percorso precedente abbiamo identificato nella dipendenza una forma di accudimento, e nell’accudimento una forma di amore, non è solo per mancanza di responsabilità e per paura di non avere risorse che resistiamo a permetterci noi per primi di attivare le risorse per una maggiore indipendenza… è anche perché dobbiamo sbloccare il concetto, alle volte, che se diventiamo più indipendenti e più forti ciò non ci impedirà di essere amati, coccolati, protetti, sostenuti…
    non è che diventare più autonomi, significa, insomma, rinunciare al fatto che gli altri possano volerci bene con un calore di tipo anche protettivo.
    In sintesi a volte non si tratta (o non solo) di essere infantili, ma della paura di rinunciare ai presunti o veri vantaggi emotivi che restare un po’ bambini crediamo comporti.
    Se abbiamo sempre pensato (non dico che sia il tuo caso, eh!) che abbiamo provato conforto ad essere accuditi quando ci sentiviamo fragili tanto è spaventoso sentirci fragili senza essere accuditi tanto possiamo interiorizzare che se cambiamo, se diventiamo più forti, chiudiamo la porta a chi (o alla rappresentazione simbolica e più estesa di) ci ha amato quando eravamo più fragili e, crediamo, ci ha dimostrato amore proprio perché abbiamo permesso che ci accudisse.

    @non riesco a farmi una ragione della necessità di crescere e cambiare le abitudini e lo stile di vita.

    c’è molta onestà in questa frase, Giu.

    Non voglio accettare che sia necessaria una rivoluzione, non voglio accettare che spetti a me operare questa rivoluzione. Così prendo tempo, forse sperando che arrivi qualcosa che mi dimostri che non è necessario.
    Di fatto la sensazione di morire è perché, forse, ti impedisci un concetto di scelta. Cioè di vedere che nel momento in cui scegli di provare qualche altra strada, di provare a sperimentarti oltre a toglierti dalla catena dell’autogiudizio (infantile, non capace di prendersi delle responsabilità, compulsiva, dipendente, paurosa ecc) potresti anche renderti conto che potrai comunque tenere delle cose che di te ti piacevano prima, e che non è vero che dovrai cambiare totalmente lo stile di vita. Solo che avrai una tavolozza maggiore tra cui scegliere i colori.
    Non la faccio facile, non giudico (conosco per quanto mi riguarda la resistenza al cambiamento) e forse ho detto cazzate 😛
    bacini

  • 9442
    LUNA -

    DARIK: @Ma non mollerò : forse il mio amore basterà davvero per entrambi , forse sto ottenendo piano piano qualcosa , forse lo sto riconquistando , …. forse sto solo inutilmente “zerbinandomi” ma quando credo in qualcosa vado fino in fondo , quale che sia il risultato…

    L’amore di uno non basta mai per tutti e due, non ci credo. Nel senso che una soddisfacente vita emotiva non contempla il fatto che uno ami e l’altro si sieda sull’amore dell’altro. Che uno rassicuri e l’altro sia rassicurato in modo passivo. Anche la persona più generosa del mondo (o più impaurita all’idea di restare sola) prova nel tempo una frustrazione nel fatto di non sentirsi amato/a. Perché comunque se non ti senti amato ti senti sempre un po’ solo anche se l’altro c’è, perché c’è ma non vive alla tua velocità di progetto e di emozioni.
    C’è una bella differenza nel leggere nell’altro entusiasmo o passività. Ora non sto dicendo che non si possa stare con qualcuno amando per due, non sto dicendo che ci sia una regola che lo vieta, solo mi chiedo se non sia tagliarsi a metà e se non implica anestetizzare una fetta dei propri bisogni emotivi. Non so se un domani possa avvenire il fatto che lui e lui di cui parlano Carletta e Adele possano un giorno innamorarsi di loro, ma nel presente non lo stanno facendo, non lo stanno dimostrando, non fanno la loro parte nel rapporto, se non dettare regole di non esistenza del rapporto. E i racconti non solo di fatti ma emotivi di Adele e Carletta sono densi di adattamento e del loro tagliarsi a fette e far implodere bisogni ed emozioni pur di dare una possibilità futuribile a chi, forse, non sa che farsene.
    Lo so che sono dura nel dire questo, ma la frase “e se si innamorasse?” è una frase su cui si può passare a vivere una non vita. E chi ha vissuto a lungo quella vita emotiva di identità mozzata, di desideri di complicità e progetti frustrati, come Carletta, forse ha bisogno di un presente da vivere e non di verbi forse futuribili.

    Sul fatto della caparbietà riguardo ciò che credi e sul fatto che valga la pena di osservare come vanno le cose e di tentare di riconquistare l’altro però comprendo.
    Comprendo perché mi pare naturale che se c’è stato un passato di vero amore e vera complicità e parità tu non molli la persona che ami al primo momento di crisi. Se questo passato c’è effettivamente stato lo sai e io ovviamente ti credo. Penso però che il zerbinaggio non sia una buona idea o dare l’idea all’altro che la nostra emotività e i nostri bisogni siano messi totalmente in secondo piano.
    Dove sta la differenza?
    E’ grande, ma in questi casi spesso la si perde di vista, purtroppo.
    Ed io spero che tu non la perda di vista.
    Anche perché se una persona si allontana ma ti dà degli elementi concreti sui quali usare la tua caparbietà la faccenda diventa più costruttiva, se è possibile e non sono solo parole. Tipo: mi sono allontanato/a perché giravi con i bigodini in testa tutto il giorno, perché non mi parlavi mai, perché ad un certo punto

  • 9443
    LUNA -

    mi sono reso conto che io desidero viaggiare per il mondo e tu invece non ti schiodi dal divano, perché hai sempre avuto un atteggiamento troppo materno o prevaricante, perché non mi hai mai chiesto abbastanza di quello che piace a me dando sempre per scontato che tu la pensassi come me, perché mi sono convinto che tu sei innamorata del lattaio e sono tre mesi che ti spio quando vai a fare la spesa, e ci soffro, ma non te l’ho mai detto, perché hai sempre dato per scontato che pensassi a tutto io ma invece gli anni passano anche per me e vorrei che tu mi dimostrassi che posso contare su di te…
    c’è anche chi va in crisi ed esprime un suo bisogno di cambiamento, ma è in grado di dire all’altro: ti va di venire con me?
    c’è chi vuole semplicemente andarsene, e non ti include.
    c’è chi macina per 50 anni un conflitto e non lo verbalizza e un giorno esplode, e ne ha talmente parlato con se stesso che crede di averne parlato pure abbastanza.
    c’è anche chi si è disinnamorato e basta, e qualunque cosa tu possa fare non c’è niente da fare.

    Personalmente nelle mie storie importanti non mi è mai successo di svegliarmi una mattina e di pensare: mi sono addormentata innamorata e mi sono svegliata che non amo più.
    E non mi è neanche successo che sia stata la routine ad uccidere il mio amore. Non mi è mai successo che mi venisse chiesto: perché? e io non sapessi dire cosa stavo provando e cos’era che aveva incrinato le cose dentro di me, che fossero fatti o miei sensazioni rispetto ai fatti. E che fosse pure che non intendevo dire: è colpa tua.
    Mi è successo che le ragioni che per me erano state importanti non venissero considerate importanti. Oppure sì, ma adesso rimedierò. Ma era troppo tardi. Perché, penso ad una persona in particolare, ci credo che poi ha sofferto perché è finita, ma quando diceva “non so se ti amo più” forse lo pensava o forse non si rendeva conto della portata di quelle parole. E’ anche vero che il fatto che una storia fosse finita (anche) per questo, al di là dell’età poi diversa, del vissuto insieme diverso, della persona diversa, ha traumatizzato anche me se in seguito in un’altra storia di fronte ad una crisi ho avuto invece troppa pazienza e anche troppa zerbinosa caparbietà.
    Non sono migliore o peggiore ma ammetto che ho difficoltà a capire come una persona possa non saper dire perché e quando e come è in crisi. Almeno un’idea di un perché. Un giorno forse capiterà anche a me, non di sentirmelo dire (mi è successo) ma di non saperlo dire.
    Io non voglio giudicare chi non sa dare un motivo, perché forse il motivo non lo sa. Ma penso che nel momento in cui diciamo a qualcuno: non so se ti amo/non ti amo più/non ti ho mai amato lanciamo una bomba. E non spetta solo all’altro riconquistarci ma anche a noi, se ci teniamo, ricostruire quello che la nostra crisi ha rotto nel rapporto e nell’altro, non dando per scontato che sia indistruttibile o che sia stato facile reggere e curarsi le ferite di uno tsunami interiore.

  • 9444
    Ambrogio -

    LUNA: certo hai ragione, ma santo Dio, se c’e’ una persona che quel c.... di Badoo non avrebbe dovuto (meccanicamente cosi’ come credo funzioni) farmi rivedere e’ proprio lei!!! E pensa che ieri sera mi e’ arrivato un altro suo messaggio dove mi chiedeva come fare a diventare amici proprio su Badoo.
    Ma io glielo ho detto che sto male e che deve lasciarmi stare.Perche’ insiste a martorirmi il mio cuore straziato? Ok mi ha detto che sta bene da sola, e le credo, che non mi ama piu’ e le credo, e allora che abbia almeno la dignita’ di sparire, di nascondersi nel suo mondo di cartapesta. Una donna di 34 ani che voleva un figlio ed una famiglia solo tre mesi fa ed ora la trovo iscritta su Badoo alla ricerca di ragazzi e’ di una tristezza inconsolabile.Probabilmente non sa nemmeno lei cosa sta cercando e cosa vuole veramente.
    Io devo uscirne da questa storia, sono depresso e stanco, e tristissimo.
    Voglio dimenticarla, ma cosi’ ,con questi stupidi segnali lei mi fa ancora piu’ male.
    Che sensazione di vuoto,di tristezza e di sconforto!!!A volte mi sale un’ansia che mi preoccupa e non posso andare avanti ad ansioliici.
    Oltretutto al lavoro devo essere sempre al 100% e vorrei tanto prendermi almeno una settimana di ferie x chiudere tutto e riposare.
    Ma non posso!!!

  • 9445
    giu -

    Luna… c’è molto di vero nelle tue parole. Credo che la mia situazione sia pressochè patologica, e sto cercando di capire come ‘curarmi’. A me pare però che non vi sia una via d’uscita- perchè ormai i treni a cui tengo sono passati- l’età ‘fertile’ per costruire una famiglia, la possibilità di fare un lavoro pienamente gratificante e di migliorare la mia condizione economica. etc etc.
    sto cercando di trovare le vie per sviluppare nuove opportunità, ma ogni volta distruggo quel poco che ho costruito.
    la fine della mia storia per me ha rappresentato la ineludibile necessità di fare i conti con tutto quello che ero riuscita a ‘nascondermi’- e mi fa malissimo.

  • 9446
    Presempre -

    Sono Stefania,casualmentemi sono inserita in questo sito, dove ho letto e percorso frasi,sentimenti,stati d’animo comuni e anche non ai miei,ma veri,reali,autentici.Da sempre sono una ragazza con dei problemi a livello affettivo,la mia grande debolezza sono sempre stati gli uomini,vuoi per paura,vuoi per i miei segni passati di storie sbagliate,vuoi perchè nel mio profondo sono consapevoledi di essere misantropa,ma credo che l’amore racchiuda la piu grande cura e al tempo stessa la piu grande causa dei nostri mali.Amore è gioia e dolore,amare è la cosa piu difficile al mondo.Vorrei essere meno ossessiva,meno dipendente affettiva,meno gelosa,vorrei essere migliore e godermi la mia storia senza troppe aspettative,maviverla giorno per giorni costruendo le cose e non distruggendole per la mia indole masochista,eppure quando arrivo a mettere qualche bel colore sulla tela all’improvviso una pennellata di nero cancella tutto e cado nell’oblio,mi guardo i piedi e li vedo nel cemento, ed è li che devi ripartire,rinascere,da te.E io dico a tutte le donne che soffrono,che una donna in rinascita è la cosa piu bella che ci sia,è la primavera a Novembre,e per quanto sia difficile staccarsi da una persona che si ama,fatelo,perchè voi meritate tutto l’amore del mondo e non accontentatevi di un amore di plastica.Lo dico a voi,e lo dico a me stessa,vogliatevi piu bene,perchè prima di mare qualcuno si deve amare se stessi fino in fondo,cosa che ovviamente io non faccio.Pero’ facci mille propositi irrealizzabili ogni giorno,in fondo mi piace sognare e staccarmi da questa realtà dove il tempo è una macchina infernale che assorbe tutto,i sentimenti,assorbe chi siamo,le nostre azioni,e il senso di tutto cio che viviamo e pensiamo.Ci vuole un attimo di calma,ogni tanto bisogna fermarmi,rinsavire,sorridere e ripartire e capire chi siamo,sopratutto chi siamo.Mi piacerebbe essere una donna forte,o semplicemente vorrei sentirmi meno immatura ed infantile,vorrei non aver bisogno di una persona vicino che copra i miei spazi vuoiti ma di una persona vicino da amare..forse non so amare,forse sono anoressica nei sentimenti,forse voglio solo prendere e non dare,so solo che ho un casino di autoscontri in testa,di palline colorate e non che si divertono a sbattere l’una contro l’altra..ma per voi cos’è L’Amore(non a caso l’ho scritto con la A maiuscola), qual’è la ricetta per far funzionare un rapporto,perchè ci si manca di rispetto spesso e volentieri..a volte vedo le altre persone e penso che tutti siano piu felici di me come coppia perchè sono equilibrati,e io mi sento un imbecille,una matta istintiva,un animale,e ho anche sbagliato picchiando il mio ragazzo,ovviamente il senso di colpa è forte,ma in quel momento la rabbia prende il sopravvento e io non controllo piu le mie emozioni,sono vittima di loro,e mi odio cosi tanto dopo.Lui mi ha perdonato,ma credo che ogni volta ci siamo allontanati sempre un po’ di piu,e lui dice di amarmi,a dispetto di cio’ che a volte sono..

  • 9447
    Raffi -

    Voglio sparire dalla faccia della terra,stanotte l’unico modo per riuscire ad addormentarmi era il pensiero di prendere delle pasticche e non pensarci più……mi vergogno di qst…ma stanotte è stato il mio pensiero fisso.
    In qst giorni non vi ho raccontato cosa è successo,di tutto e di più….ed io come sempre sono sul orlo del precipizio….beh riassumendo:

    Avevamo deciso di riprovare venerdì 15 in qualche modo…..sabato ci vediamo e anche giovedì….serate tranquille,nella norma….venerdì le mando msg per dirle che nel week end di pasqua potevamo fare tutto quello che volevamo..a ció segue un suo msg che dice che nn si può continuare così,che lei ora puó essere solo amica e io non sono ancora pronto per qst….seguono telefonate in cui litighiamo e lei mi attacca il cell in faccia…….
    Arriviamo a sabato dove le scrivo di vedersi per mettere un punto o una virgola alla nostra storia…..viene a casa mia….e qui succede l immaginabile….passiamo una giornata bellissima,a casa,parliamo di tutto tranne della nostra situazione e facciamo anche l amore…..rimane a dormire da Me……
    Domenica poi io avevo pranzo con parenti,Ci rivediamo la sera.Su invito suo.Lei quella sera si sente male,poi decide di voler venire a dormire a casa mia(abitiamo a 40km di distanza)….passiamo la pasquetta insieme e la sera la riporto a casa…..
    Arriviamo a ieri sera….dove mi chiama e mi dice che non ce la fa…che è stata male tutto il giorno a lavoro pensando a qst situazione….che sta proprio male fisicamente,che c ha provato,ma niente…..che è finita qui.

    Io ragazzi rimango senza parole…….sto malissimo,non capisco più niente…..per tutto il week end non abbiamo mai chiarito il litigio di venerdì,si è comportata come se nulla fosse,ha voluto provare a detta sua e poi la batosta arriva puntuale……siamo stati benissimo in qst giorni,poi qnd rimane da sola arrivano le paranoie….che ne pensate?! Vi sembra normale che lei stia cosi male fisicamente solo per il fatto di voler riprovare?! O c è qualcosa dietro?!

    E riallacciandomi ai discorsi di luna e le altre…..” e se si innamorasse?” è una domanda che nn riesco a togliermi dalla mente….anche se ora è tutto finito forse….non mi riesce di mollare,mi dico che posso fare di più,……..non sp come uscirne….

  • 9448
    nick -

    Cari tutti…
    a distanza di quasi tre mesi di no-contact, posso definitivamente affermare che il silenzio e la lontananza (da qualsiasi forma di contatto: fb, badoo, locali comuni,…ecc.) é l’unica cosa che accelera la guarigione…
    Non che io non la voglia ancora indietro. In realtà non so piu’ bene nemmeno cosa voglio. Forse resta un fatto di orgoglio e basta.
    In ogni caso se pesno a come stavo due mesi fa non mi sembra vero oggi di avere quasi una vita normale… Ho ripreso un sacco di cose, sport, suonate, aperitivi con amici… Insomma il pensiero ossessivo di lei non c’e’ piu’. Riesco di nuovo ad assaporare e a godere degli amici e delle compagnie. Non vi nego che ci sono anche alcune donne che mi piacciono… Certo, pasqua e pasquetta sono stati tristi, il pensiero per lei é stato forte ma poi é passata.
    Mi sento di nuovo la forza che risale… Sento di avere ampi momenti di benessere nell’arco della giornata. Il sonno é quasi stabile ormai…
    Ripeto, resta sempre che la vorrei indietro e che mai riusciro’ ad accettare che mi abbia abbandonato ma forse qst cosa si risolverà nel momento in cui comincero’ a frequentare un’altra…
    Per cui… NO-CONTACT. Non vi é altra soluzione per chi non ci vuole!!

  • 9449
    LUNA -

    GIU: @la fine della mia storia per me ha rappresentato la ineludibile necessità di fare i conti con tutto quello che ero riuscita a ‘nascondermi’- e mi fa malissimo.

    Non è retorica (la mia intendo) e sarebbe stato meglio ovviamente non dover soffrire… ma se questa alla fine si rivelasse una buona cosa?
    non per il senso di fallimento, ovviamente, ma per la grinta d’indipendenza ecc.
    Non credo siano passati tutti i treni, Giu. Certo, è importante il realismo, ma anche il pessimismo autocastrante non aiuta :/

  • 9450
    tesoro -

    per tutti voi che soffrite.

    tre anni fa esatti leggevo questa lettera sulla fine improvvisa di un amore e piangevo a dirotto. era capitato a me, una sera, e molto più drammaticamente che nella lettera.
    solo che poi lui voleva che restassimo “amici” perché senza di me si sentiva “perso”.
    ero più o meno nella situazione di carletta, con la differenza che nei mesi successivi, con una buona dose di aiuto professionale, ho dato un nome all’abisso: ero finita (ed ero stata scaricata più brutalmente che nalla lettera originale) nella trappola di una relazione con un narcisista borderline. relazione durata anni. un macello.

    vi scrivo per dirvi due cose.

    la prima: se ne esce. se ne viene fuori. tenete duro, fate tutto quello che potete ma sappiate che ne verrete fuori.

    la seconda: una persona che smette di amarti ha il DOVERE di dirtelo e anche ben chiaro.
    poi ha anche il DOVERE categorico di sparire e di non provocare false speranza. se il no contact non lo attua chi vi ha mollato,è perché si tratta di una persona vile, insicura e forse malata ma di sicuro DANNOSA. quindi state bene alla larga: nè facebook, nè mail, nè sms, nè cellulare nè tutto il resto, incluso chiedere notizie a conoscenti comuni.

    tra l’altro, in caso di mollaggio repentino, ci sono buone probabilità che, se iniziate a cercare notizie e spiegazioni, troviate che siete stati presi per il naso, non so se mi spiego.

    staccare è la prima regola per poter guarire.

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