La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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parlo di sensi di colpa perché magari altre come me ci stanno
passando. e magari il punto è che si tratta semplicemente di
incompatibilità, di visioni diverse della vita e del modo di vivere.
cose che si capiscono sul lungo periodo, perché appunto per stare bene
in coppia non basta piacersi, bisogna coltivare il rapporto da
entrambe le parti e con lo stesso impegno. quindi la colpa non è di
nessuno dei due.
e proprio ieri quando ero serena sul voltare pagina ho incontrato il
mio ex e la sua nuova ragazza. sembra fatto apposta, non ci vado quasi
mai in quei posti ma le rare volte che ci metto piede me li ritrovo
davanti..loro uscivano dal cinema mentre io ero seduta all’ingresso ad
aspettare di entrare con altri amici. non so come spiegarlo ma un
po’me lo sentivo, sentivo dentro uno strano disagio. e infatti eccoli
là che mi passano davanti. lei carina e sorridente, m’è sembrato di
rivedere me un anno fa. lui tronfio come al suo solito. ho fatto finta
di niente mantenendo lo sguardo perso nel vuoto, anche lo stomaco mi
bruciava come se avessi ingoiato acido muriatico. sono quasi sicura
che anche lui mi abbia vista perché ha fatto tipo uno scatto verso di
me e ha cambiato espressione. è stato un attimo ovviamente anche se è
sembrato un secolo. m’ha fatto male ma non così tanto come pensavo, un
po’ come guardare una vecchia foto che non sembra più reale o come
guardare un film in cui sai che, essendo tu spettatore e trattandosi
appunto di un film…lo guardi e sei lì ma non è che puoi cambiare la
storia o intervenire e lo sai. non so se riesco a spiegarmi bene,
forse si tratta di distacco… fa male soprattutto perché lui s’è
rifatto una nuova vita subito mentre io sto cominciando solo da pochi
mesi a pensare ad altri ragazzi, prima neppure ci riuscivo. fa male
perché sembra un amore mai esistito e calpestato in tutti i modi.
tutto il contrario di quello che credevo io, povera illusa innamorata.
ancora una volta “il destino” m’ha sbattuto la verità in faccia come
per i miei amici che lo sgamarono la prima volta e io che lo vidi coi
miei occhi dopo tutte le sue bugie. fa male ma è anche una
liberazione, no no perché ma è così. voglio rifarmi una vita, voltare
pagina. ci vorrà tempo ma aspetterò, voglio avere fiducia. e al mio ex
gli chiederò di cancellare le nostre foto dal suo profilo fb. se le
sarà scordate lì senza pensarci ma è finita e male e non voglio che la
mia faccia sia associata alla sua, anche per coerenza e rispetto verso
le nostre nuove vite.
ELENA: @Allora, io rifletto sul fatto che, se due persone possono e vogliono costruirsi un futuro, si debba inizialmente almeno conoscersi.
Sì, chiaro. E penso di aver capito cosa intendi dire.
Però provo a mettere la questione così:
Cosa vuol dire esattamente conoscersi?
Non solo sapere che musica ascolti e come usi il filo interdentale o se ti piace andare allo stadio, o cose comunque, tante, che permettono appunto di entrare nel mondo dell’altro e di farlo entrare nel nostro (cosa peraltro che non finisce mai, anche quando si sta insieme da decenni), ma anche vedere se c’è una compatibilità ecc e se la relazione, anche a livello emotivo evolve oppure no…, in questo senso, penso, intendi “banalmente” (non è banale, dico, è logico) dare la possibilità a una persona e quindi a una eventuale relazione…
Ma nel momento in cui io ti ascolto uomo, o tu mi ascolti, donna, e ci scambiamo le sensazioni e le emozioni riguardo la percezione della vita, della relazione, di noi stessi e dell’altro, non ci stiamo di fatto conoscendo? Non stiamo interagendo e quindi ci stiamo “presentando”?
Lui, intendo dire, non ti ha di fatto, comunque fatto entrare (seppure impedendoti di entrare, paradossalmente) nel suo modo di concepire la vita, ecc e le sue sensazioni in quel preciso momento?
Lui non ti ha detto cosa pensava di te o delle donne in genere?
Lui, anche standoti sulle palle o disorientandoti nel suo modo di essere o dando una certa piega da parte sua alla relazione (intesa già solo come interazione tra voi) non si è di fatto mostrato? non ti ha mostrato quanto permette all’altro di “mostrarsi” e di fatto così si è presentato e si è fatto conoscere?
Si capisce cosa intendo?
Tu l’hai di fatto conosciuto per un mese (mi pare fosse un mese, no?) e l’hai conosciuto così.
Forse intendi dire: però non mi ha permesso di farmi conoscere, di mostrargli chi sono realmente, tante cose di me che lui non ha neppure voluto sapere fermo nelle sue convinzioni ecc…
Ma tu in realtà ti sei comunque mostrata, sei stata, esistita nel tuo essere al di là della sua percezione o della possibilità che lui ti/vi ha dato… e la frustrazione che tu hai sentito nell’interazione con lui è stata presente, legata al tipo di interazione che c’era tra voi, alla tua sensazione di mancanza di “poter essere” nel momento presente, e nel significato che aveva per te un suo atteggiamento nel “lì e ora” non solo al pensiero (astratto) di cosa sarebbe potuto essere se…
Mi spiego o no?
La persona
che hai incontrato e frequentato, tolti gli orpelli delle proprie ostinazioni e i propri blocchi potrebbe essere diversa?
Sì, come no. Potrebbe essere anche peggio. Potrebbe essere diversa in modo ancora più incompatibile. Potrebbe essere una meravigliosa creatura di sesso maschile che scopre numerose sue potenzialità riguardo se stesso e le relazioni e la vostra relazione che meraviglia?
sì come no.
chi lo sa? Nel tempo presente ha determinati modi di pensare, essere, fare che potrebbero durare fino al 2099 o finire domani o evolversi in mille modi diversi… ma alla fine la persona con cui ti sei trovata ad interagire è quella che lui è ora.
Come giustamente noti tu. Solo io dico che, di fatto, seppure così, vi siete conosciuti. E che le possibilità che la relazione ha avuto sono quelle che le due parti hanno in messo in gioco. Poco o tanto che fosse quella è stata la realtà, al di là delle giustissime considerazioni sul fatto che lui può essere assolutamente incancrenito in una posizione. Ma quella è una cosa sua, che risolverà oppure no. Una cosa sua a cui lui dà un valore. Non solo alla relazione precedente. Intendo dire anche al fatto di starci incatenato in un certo modo. Ricordo uno che a 50anni aveva un amore (sempre stato solo platonico), per un’amica che non lo aveva mai ricambiato. Lui diceva: finché non la dimenticherò non potrò amare. Ma che alibi fantastico! Non dico che non fosse vero quello che diceva, e il fatto che il suo alibi potesse essere un alibi non cambiava la sostanza delle cose, perché, per SUE ragioni, lui voleva quell’alibi. E se un giorno sarebbe stato disposto a pensare al perché lo voleva o toglierselo, o scoprire che sotto ce n’erano degli altri, sarebbe stato perché LUI aveva deciso di farlo, che fosse per un’altra persona o per nessuno o per se stesso e basta o per trovarsi un alibi nuovo. Per qto ne so nn lo ha mai fatto e continua a mandare fiori ai matrimoni delle sue ex dicendo che gli pare normale che ad un certo punto lo abbiano mandato a ca..... E anche che siano incazzate con lui (secondo me la maggior parte non gli danno tutta questa importanza). Soddisfatto di quanto il suo alibi “tenga”.
@Se parte con il dire: ho trovato la persona giusta, ti amo alla follia, stò andando a 1000
Credo ai colpi di fulmine nel scegliersi, come inizio, ma chi fa giochi pirotecnici di parole troppo presto fa scattare in me “attenzione!”. Non mi fido. Chi lo diceva sul serio lo ha dimostrato nel tempo prima di avere la mia fiducia
@Lui, intendo dire, non ti ha di fatto, comunque fatto entrare (seppure impedendoti di entrare, paradossalmente) nel suo modo di concepire la vita, ecc e le sue sensazioni in quel preciso momento?
NO luna, non ha mai ostentato le sue emozioni. Paradossalmente mi viene da pensare, che ha sempre dato un valore al mio modo di essere del tipo: mi stai bene all’80% e il 20% no, basandosi più su una pagella di valori suoi e di come doveva essere la persona che poteva andargli bene.
Scrutando nella memoria, mi vengono in mente anche certe frasi del tipo: tu sei femminile, ma non come piace a me. Io la donna la desidero, che sia femminile anche di testa e tu (io) su alcune cose, rispondevo,secondo i suoi criteri, in modo maschile.
Ora: se secondo lui, l’essere e ragionare in modo maschile, significa fare la “donnaccia” non ti sò rispondere. Sta’ di fatto che a una sua richiesta sul dirmi: ti vorrei più donna, io ho risposto: io sono così, non mi cambio o non cambio per te! affermazione del tutto lecita, se vuoi, perchè nessuna/o deve cambiare per piacere di più agli altri, se sei consapevole dei tuoi valori, capisci che intendo?
Anche una questione di “sfiga” se vuoi. Sfiga che lui asserisce: aahhh se ti avessi incontrata 8 anni fà, le cose erano decisamente diverse. Ma siamo nel presente e nel 2011, sfiga siamo qui.
Allora, inizia a domandarti che cosa vuoi da una relazione e se sei in grado di volerla una relazione. Semplice, lineare, domandarselo?
Si.
E allora: se sei inaffettivo, se senti che hai paura e non puoi e non vuoi farcela, mi farei delle domande.
Sicuramente, e credo che qui tu abbia ragione, si sia parato il culo dentro un’alibi. Alibi che ora usa.
Ma allora mi chiedo: siamo adulti, non ci potrebbe anche essere la possibilità di dire:guarda io ho questo handicap, non se riuscirò a venirne a capo, però ci provo e ci provo con te (perchè sento qualcosa) e se non và bene, possiamo trovare soluzioni o non trovarle e chiudere.
E credo anche, che l’amicizia che lui ostenta nei miei confronti, sia solo una sua modalità di controllo: io vado, ma tu rimani. Sia mai che ritorno e ci ripenso
Ciao..non vi conosco e forse per questo potete essere più obiettive e
HO UN DISPERATO BISOGNO DI AIUTO…..oggi sto davvero male. Per favore
ditemi che mi succede.
Il mio problema nasce da giovane e si traduce nell’esser scappata
dall’altro sesso per anni, mai una storia,solo piccole e brevi cose,
tra l’altro tutte negative al punto tale da acuire la mia diffidenza
negli uomini. A 29 anni conosco quella che è la mia prima vera storia.
All’inizio proprio non piace,ho paura, mi soffoca, faccio tanta
fatica. Ma ci sono tutte le mie problematiche di mezzo ed il fatto che
non avendo mai avuto nessuno sono davvero bisbetica. Mi sento invadere
il mondo. Ma voglio ciò che tutti cercano, un compagno e quindi vado
avanti e mi sforzo, mi sforzo. Ma si percepisce questo mio essere non
spontanea (forse lo sto usando), Mentre lavoro su di me, mi affeziono
perché è davvero una bella persona, diversa da tutto quello che c’è in
giro, originale e molto gentile, altrimenti non mi avrebbe fatto
venire voglia di provare. Così lo scopro, piano piano scopro questa
persona e lui ovviamente si allontana, stanco di tutti i litigi e
della mia aggressività, che nascondeva solo paura di essere ferita e
più si allontana e più lo inseguo e mi sento innamorata. Ovviamente
lui sapeva dei miei problemi, ma io sembro sempre forte e quindi non
sa quanto profondo può essere un disagio che porta una bella ragazza,
in gamba e di intelligente ad isolarsi dal mondo maschile. Ovviamente
si tratta di una abuso da bambina, un abuso non grave ma mi ha
condizionato per anni…e non sto a raccontare cosa il mio inconscio
pensava degli uomini…tutti brutti alla ricerca solo di sesso. Morale
della favola anche lui probabilmente sembra quello che non è, perchè
alla vigiglia della nostra convivenza, si tira indietro. Ha paura di
me, ha paura di lui, forse non si vuole legare. Insomma ora so che se
finisce una storia i problemi stanno nel mezzo ma all’epoca mia lascia
e cado in depressione. Penso che è solo colpa mia, che i miei probelmi
hanno rovinato tutto e mi sento sola in modo terribile . Nella mia
vita è stato così difficile trovare qualcuno ed ora che l’avevo
trovato mi molla. Ricordatevi che io ho inziato tardi. Se avessi
cominciato a 18 anni,magari la sensazione di aver sprecato tanti anni
di vita non sarebbe stata così forte.Invece lui se ne è andato ed io
sono stata veramente convinta che non avrei trovato nessu altro.
Questa paura mi ha fatto comettere l’errore più grande inseguirlo per
7 mesi.
ADELA parte II&III. Finisco la storia. Lo inseguo e lui scappa. Sto
molto male, la mia autostima distrutta, al punto tale che mi
ricostruisco una vita, casa, lavoro, tutto nuovo. Solo per far vedere
al mio ex che non sono così male come donna. Non funziona. Ennesimo
rifiuto. Allora comincio a vivere senza di lui e dopo quasi un anno
conosco una ragazzo nuovo. Mi piace molto e scopro un mondo, in cui
forse non è vero che resterò per sempre sola, ma non mi vuole. Colpo
durissimo. Sto ancora male e ripenso al mio ex. Lo voglio rivedere, lo
rivedo ma va male. Così sopravvivo di nuovo senza di lui,con il mondo
nuovo che mi sono costruita ed incontro l’ultimo. Bello e impossibile
ed io scappo subito. Ma lui mi vuole, mi cerca e mi ottiene. Ma non mi
ama, da subito me lo dice. Probabilmente io sono diversa dalle belle
ma sceme con cui è sempre stato, ma le belle sceme restano il suo
ideale. E’ grande, un uomo 44 anni, ma ne dimostra 35, per farvi
capire il genere. Milioni di storie ed io una bambina in confronto. Mi
cattura subito, io scambio per amore le sue attenzioni, la sua voglia
di stare con me, le sue mille telefonate e le mille coccole che mi fa.
C’è tanto che ci lega, mille interessi comuni, un’affinità rara, al
punto tale che lui si vuole legare, lui, non io. Ma non mi ama,
litighiamo mille volte, lo lascio più volte, ma lui mi cerca sempre,
mi rivuole sempre, ed io anche. A parole mi rifiuta, a gesti mi chiede
di vivere con lui. Io sono stordita, non è il mio ex, non è una
persona con cui costruire. Insomma non è una storia, anche se da fuori
lo è a tutti gli effetti. Però mi butto. Voglio vivere questo
qualcosa, voglio un ragazzo, ne ho avuti così pochi e mi piace molto.
Penso di essere forte al suo non amore, penso che in fondo io sono
legata al mio ex spiritualmente e posso godermela in attesa di meglio.
Ma ironia io mi innamoro, anche perché passiamo un periodo di calma, 7
mesi da coppia vera e propria. Non sono mai stata superficiale,
altrimenti non avrei avuto i miei problemi. Tutto mi colpisce e mi
ferisce ed io mi lego sempre e dopo questi mesi bellissimi, sono già
legata a doppio cappio. Ma ecco che il mio ex ci ripensa. Sta male, ha
capito quanto gli manco, non mi ha mai dimenticata, dopo oltre due
anni, doveva fare un suo percorso di crescita, mi ha lasciato per
capire cosa voleva e per non rubarmi del tempo ma lui è stato molto
male… ora è pronto a costruire una storia con me. Mi rivuole. Io no.
Gli dico che c’è questa persona e lui si fa da parte. Ma le cose mi
crollano addosso. Il mio ex torna con una proposta seria ed io che
combino? Cosa sto facendo? Io che ho il terrore di perdere tempo,
perché ne ho perso troppo in vita mia, dove sto andando? Vacillo,
passano i mesi e so che devo chiarire la mia attuale relazione. Un
giorno senza motivo parlo con lui. Lui non mi ama ancora, dopo più di
un anno, lui non lo sa. Io mollo urlando di non tornare più, che se
stavolta non mi vuole seriamente non tornasse, mi doveva lasciare in
pace. Lo sapete che è successo? Sparito, per la prima volta non ha mi
più cercato… a oggi sono 2 mesi d’inferno, non ci posso credere,
avremmo continuato se io non lo avessi messo spalle al muro, forse
avremmo continuato fino a che non mi avrebbe lasciato lui, ma per me è
stato un colpo. Non lo cerco e lui nemmeno. Risento ovviamente il mio
ex. Sto male, mi sento terribilmente male, non capisco perché tutti mi
rifiutano, ho bisogno di un non rifiuto. Ovviamente il mio ex capisce
e torna alla carica. Io temporeggio, non so. Non me la sento di
rivederlo…ma ieri cedo. Lo rivedo, mi bacia e non provo nulla.
Niente, penso all’altro. Penso di amare l’altro. Volevo tanto lui:
l’ex, ed ora rimpiango l’ultimo. Non lo so..non lo so che combino.
Morale ho paura di tutto. Ho paura di andare avanti con il mio famoso
ex, ho paura di non andare avanti con lui, ho paura che starò per
sempre da sola, ho paura di non rivedere più l’ultimo, ho paura di
essere grande, ho paura di non trovare più nessuno, mi vedo
terribilmente GRANDE. Sono spaventata da tutto, ogni scelta che faccio
mi terrorizza. Lo so, la cosa più saggia, sarebbe ricominciare tutto
da capo. Azzerare e andare avanti. Ma se anche con l’ultimo un po’ ho
sempre pensato al mio ex, poi con l’ultimo finisce, l’ex torna e penso
al 44 enne. Non capisco, non capisco più niente. Mi sento grande ed di
aver perso tempo (questo è un punto cruciale che condiziona la mia
vita lo so). Voglio un compagno. Voglio qualcosa. Ho paura di perdere
un treno…. troverò qualcun altro? Adesso non lo credo di nuovo
possibile. Con l’ultimo ho provato emozioni fortissime, mi dico che
più di così non si può. Insomma so che l’ultimo era uno sfizio di cui
mi sono però innamorata e non riesco a togliermelo dalla mente, anche
se so che non era lui l’uomo della mia vita..o meglio lo sarebbe stato
se si fosse innamorato di me! Che debbo fare? Mi capite? Vedete su me
quello che io non riesco a vedere? Grazie
ELENA: per manifestare sue sensazioni ecc intendo anche dire quelle cose sulla femminilità o fare, che ne so, smorfia ecc.
Non ha ostentato sue emozioni? Ma non hai detto che diceva: sono pazzo di te?
@Sicuramente, e credo che qui tu abbia ragione, si sia parato il culo dentro un’alibi. Alibi che ora usa.
Ci si para il culo anche senza ammettere con se stessi che ci si sta parando il culo. O se anche lo si ammette con se stessi ciò non significa che ci vada di ammetterlo di fronte agli altri. O a momenti sì, momenti no.
@Ma allora mi chiedo: siamo adulti, non ci potrebbe anche essere la possibilità di dire:guarda io ho questo handicap, non se riuscirò a venirne a capo, però ci provo e ci provo con te (perchè sento qualcosa) e se non và bene, possiamo trovare soluzioni o non trovarle e chiudere.
certo che esiste questa possibilità, ma anche no. esiste se c’è la consapevolezza di limite e voglia di superarlo, sul serio, per se stessi e perché si prova interesse a migliorare i propri rapporti con gli altri e a non ledere gli altri con le nostre dinamiche. Ma ognuno si gestisce il suo handicap come gli viene e gli va. e ne ha la consapevolezza che ne ha. Inoltre dove finisce l’handicap e dove inizia il modo di essere e basta, Elena?
Io trovo personalmente inquietante il fatto che una persona con cui ti frequenti da poco invece di aprirsi al conoscere già ti faccia una pagella. E credo che con il tempo possa solo peggiorare. Mentre tu magari sei concentrata ad aiutarlo a superare il proprio “handicap” in realtà lui ti lede con il suo modo di essere, perché quello che per te è un limite di chiusura per lui è un modo normale di chiedere all’altro di adeguarsi a lui, per esempio…
Io, ti ripeto, ho la sensazione che la faccenda dell’ex sia solo uno degli aspetti di una personalità che hai percepito forse come incompatibile a tua volta. Non vorrei che ti fossi incaponita a rendertelo accettabile o a immaginarlo cambiabile nel tempo perché ti interessava molto.
@E credo anche, che l’amicizia che lui ostenta nei miei confronti, sia solo una sua modalità di controllo: io vado, ma tu rimani. Sia mai che ritorno e ci ripenso
se istinto ti dice ciò penso che liberarsi di un rapporto di amicizia con questi presupposti ti verrà naturale. La sua volontà di amicizia può essere anche vissuta come sincera da lui, non è detto che percepisca un doppio fine, ma se tu vivi continuare a sentirvi come un disagio per te il punto centrale, per Te, mi sembra questo. Al di là
ADELE: ciao cara 🙂 forse c’era ancora un post, che al momento non vedo, perché quello che ho letto si chiude con la cosa dei 7 mesi.
Le sofferenze che proviamo, nei nostri percorsi di vita, soprattutto quando abbiamo da superare un trauma che abbiamo vissuto come molto condizionante, sono qualcosa che non si può riassumere in un post e quindi, mentre ti rispondo, ci tengo a dirti che non ho certamente la pretesa di aver capito tutto il mondo di sensazioni, emozioni, ostacoli e ostacoli superati che stanno al di là della pagina che ho letto. Non posso entrarci ovviamente, fino in fondo, anche e soprattuto perché sono tue. Un patrimonio prezioso tuo, anche, però. Io leggo, in ciò che racconti, anche tante conquiste. Importantissime. Nodi che hai sciolto lungo il cammino anche, come dici tu, lavorandoci su. E quando facciamo queste conquiste, è vero, può restarci l’amarezza di dire: se solo le avessi fatte prima… ma io credo anche (e questo te lo dico anche per esperienza personale) che superiamo dei limiti anche quando siamo pronti a farlo. Che, se comunque siamo tesi verso il benessere, e quindi da sempre vorremmo “fare”, cominciamo un lavoro personale ed esso si evolve quando possiamo e siamo sintonizzati anche sul poter ascoltarci in un certo modo e poter sciogliere dei nodi. E ti inviterei, con affetto, a non immaginarti un mondo in cui tutti gli altri hanno cominciato a 18anni quello che tu hai cominciato a 29, perché, come noti giustamente tu, da fuori non si vede. E c’è chi magari ha vissuto mille storie prima dei 29, ma non è detto che durante quel percorso diverso non si sia fatto domande, o non abbia avuto paura, o non abbia scoperto che aveva da guardare in faccia dei suoi fantasmi. Non so quando tu abbia preso consapevolezza del trauma, ma saprai certamente che ci sono persone che per anni e anni non sanno, pur sapendo che è avvenuto. Se c’è una cosa che non leggo nel tuo post e l’aver sprecato. sei una persona che in realtà, mi pare, ha vissuto molto intensamente. Leggerò il seguito. L’invito di cuore è di non entrare in un meccanismo di colpevolizzazione. E a cercare di stare nel presente, in cui è possibile essere e guardare avanti nell’ambito di una relazione, ma, se essa è finita, comunque nella nostra vita, in ogni caso. e anche grazie a ciò che abbiamo imparato, dalle nostre conquiste e anche dai nostri errori. Spesso abbiamo fatto il meglio che potevamo nel momento che vivevamo, anche se in seguito pensiamo che avremmo potuto meglio
ADELE: Eccomi, ora ho letto tutto. Innanzitutto io ho l’impressione che tu sia in grado di esprimere le tue paure in modo molto chiaro e di individuarle, e questa mi sembra un punto di forza che hai, anche se forse non ne sei del tutto consapevole.
Io posso anche dirti che sensazioni mi hanno dato le cose che hai scritto, però sono solo sensazioni rispetto alla lettura, ipotesi, idee, anche proiezioni di sensazioni mie, forse, e ovviamente non so. Tuttavia provo a dirti quello che mi è passato per la testa. Spero solo di non confonderti ulteriormente.
Tu hai parlato di uomini, e del tipo di rapporto che hai avuto con queste sue storie, anche in maniera emotivamente… contaminata l’una dall’altra, ma la cosa che mi ha colpito è la sensazione di un correre sempre, senza darti quasi il tempo di capire cosa vuoi veramente tu, forse anche per il problema della paura del rifiuto. A volte, e questo lo dico in generale, se abbiamo molta paura del rifiuto finiamo con il sintonizzarci di più sul fatto che l’altro ci accolga che su cosa desideriamo veramente noi. e forse, chissà, faccio un’ipotesi, potrebbe anche essere per questo che non riesci ad afferrare bene ciò che tu vuoi, chi vuoi. Anche perché forse l’idea di non volere nessuno, nessuna delle persone che fanno parte del… cast che hai intorno in quel momento ti spaventa… perché ti spaventa la solitudine, ma forse anche perché ti sei convinta che il fatto di desiderare un compagno nel tuo futuro significhi per forza farti andare bene chi ti vuole, anche se in realtà non sei del tutto convinta. e così non riesci ad ascoltarti bene. a sintonizzarti su di te veramente. e a volte “tanti casini” ci servono anche perché fanno rumore e ci fanno correre e così non ci diamo il tempo di fermarci ed ascoltarci un attimo in silenzio. e farci chiarezza dentro di noi.
a me sembra, se ho capito bene, che il mettere fine alla relazione ambigua che vivevi con la persona con cui stavi anche bene ma che diceva di non amarti sia stato un passo importante (al di là del senso di vuoto che può aver provocato il distacco) perché in quel momento ti sei detta: io voglio/non voglio questo.
mi sembra che in quel momento tu sia stata sincera con te stessa, forse, più che impulsiva.
La cosa che ricorre spesso è il fatto, come noti tu, dell’aver perso tempo, di non averne… quasi… non so… che tu avessi la paura di trovarti vecchia senza essere mai stata ragazzina, senza aver avuto il tempo di poter crescere con calma, metaboli