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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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14.073 commenti

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  • 8381
    Sidya -

    ciao a tutti,ho 23 anni e 9 mesi fa ho conosciuto un ragazzo alla festa di un amico,non cercavo un ragazzo anzi non volevo nessuno,quella sera l’avevo visto solo come uno che nn avrei mai più rivisto,2 giorni dopo trovo una sua mail(avrà chiesto in giro come contattarmi)in cui diceva di trovarmi interessante e che voleva conoscermi, ho accettato pensando a lui come un futuro amico,mi lascia il suo numero,gli mando un messaggio per fargli sapere che l’avevo ricevuto e mi chiama insistendo per uscire insieme e venire a prendere a casa.è andato tutto bene e si è proposto di accompagnarmi al lavoro 2 giorni dopo.è stato allora che ho capito non voleva solo amicizia perchè mi ha baciata di sorpresa,il mio cervello si è svuotato e istintivamente l’ho baciato,poi sono andata in ufficio felice senza capirne il motivo.abbiamo cominciato a uscire insieme e il 14/2(dopo 22 giorni di conoscenza)si è presentato ai miei genitori,i primi mesi sono stati fantastici,poi a maggio il giorno del mio compleanno abbiamo fatto l’amore per la prima volta(per me in tutti i sensi)mi ha fatto male e si è fermato per poi andare a sfogarsi in bagno,abbiamo aspettato fino alla fine del mese e abbiamo riprovato,stesso risultato ma si è sfogato davanti a me.sono cominciati i problemi,mi ha detto che non ero abbastanza attraente e ha cominciato a paragonarmi a sua sorella,poi la cosa si era risolta perchè non notava più come mi vestivo ma voleva solo stare con me,ma sono cominciati altri problemi:i miei sono molto rigidi,non posso uscire spesso,non posso stare tutto il giorno con lui e non posso stare fuori oltre mezzanotte.ha cominciato a lamentarsi di questa cosa (viviamo a 5 minuti e lui voleva vivermi, spesso è venuto a trovarmi a casa solo per vedermi 5 minuti)ha fatto molti viaggi di piacere per distrarsi con amici ma così toglieva tempo a noi,voleva mi iscrivessi a un corso di ballo con lui(dice che il ballo unisce di più una coppia e che serve a me perchè sono tanto timida che nonballo in pubblico)ma io non ho voluto causa timidezza e lui invece di trovare un’altra cosa da fare insieme si è iscritto lo stesso al corso.nel frattempo dal punto di vista sessuale è stato più dolce,fa ancora male quando entra ma mi resta vicino e lo facciamo perchè subito dopo “l’entrata ” non sento più male,ma non sento neanche piacere e lui se non mi avvicino io a baciarlo mentre lo facciamo non mi bacia(prima e dopo si ma no mentre).dopo quasi 9 mesi mi lascia dicendo che i limiti “d’orario” non li

  • 8382
    Sidya -

    regge più e che sente la mie mancanza, e per questo mi lascia. 5 giorni dopo vengo a sapere che da qualche giorno prima mi lasciasse ha cominciato a fare il galletto con una al corso di ballo, lui ha giurato sulla sua famiglia che c’è solo feeling e simpatia da amici, mentre parlavamo arriva una chiamata e lui si allontana per non farsi sentire, dopo scopro che era un amico e questo amico mi dice che quando ha cambiato stanza il tono di voce si è fatto più allegro e ha detto che quella sera sarebbe uscito con una, mentre lui a me non aveva detto niente. manzi mi aveva detto che voleva stare solo e che mi vuole bene, anzi mi chiede secondo me cosa avrebbe potuto fare per resistere e stare ancora con me e mi chiede se voglio riprovarci ma sapendo che soffriremmo ancora, che non sa se tornerà da me perchè al cuore non si comanda e che magari un giorni ci rivediamo e nasce qualcosa di più grande.mi dice che lui per me ci sarà sempre, che devo chiarire le cose coi miei non per lui che non c’è più ma per me e per altri futuri ragazzi e ci separiamo entrambi in lacrime ci abbracciamo e mi bacia dicendomi che aspetterà del tempo prima di farsi sentire.poi parlo con l’amico che mi dice della telefonata allora lo chiamo(mi risponde felice come quando eravamo insieme)e lo insulto,ammette che è uscito con lei(sempre la ragazza del corso) ma ripete che è solo un’amica e anzi mi dice che se lo richiamo per insultarlo e non gli credo cambia numero ma non vorrebbe farlo perchè non vuole chiudere completamente con me, ripete che mi vuole bene come quando eravamo insieme, che capisce la mia reazione e mi dice che ha ancora il mio numero come primo della lista e ripete che posso chiamarlo ogni vola che ho bisogno di lui(voleva anche prendere un giorno di ferie per accompagnarmi a una visita).lui non mi ha mai detto ti amo e nemmeno io a lui causa brutte esperienza passate, ma un’amica comune mi ha detto che lo conosce da anni e che luipuò dirmi ciò che vuole ma lei sa che lui era innamoratissimo di me e che secondo lei mi ama ancora…ora sono confusa,non so se credergli e non so cosa fare…potete darmi qualche consiglio?non so neanche se credere che veramente mi ami o no..

  • 8383
    maya -

    vi chiedo di darmi un consiglio
    dopo due anni della fine della mia storia ho deciso di avere un bambino e siccome non è facile trovare un uomo allora ho preso contatto con un ospedale spagnolo e dietro pagamento ( e non sono bruscolette) posso accedere all’inseminazione artificiale, non sto qui a raccontarvi tutto l’iter che ho dovuto fare, ma sapere secondo voi se faccio la cosa giusta a mettere al mondo un bambino che già ancora prima di nascere saprà di essere orfano di padre.
    Ho quasi 40 anni e le probabailità di trovare un uomo che voglia costruirsi una famiglia sono pressochè impossibili, ho voglia di materintà di sapere di avere qualcuno da amare , pensate che sono egoista a fare un passo del genere? pensate che sia sbagliato mettere al mondo una creatura che avrà solo il mio amore e le critiche di tutti gli altri? Dico questo perchè le mie amiche molte delle quali sposate con pargoli mi dicono che sono pazza a desiderare una cosa del genere anche perchè nel contesto in cui vivo la mentalità non è proprio aperta, e quindi sarebbe etichettato come il figlio di nessuno.
    Più il tempo passa e più sono convinta di quello che voglio, e questo poi mi blocca perchè so di essere una grande egoista, che ha un desiderio, che vuole ottenere quello che ha desiderato da una vita ( anche se il mo desiderio era quello di avere un bel marito e poi i bambini), ma se il destino non ha voluto in modo naturale posso andare contro e provare la via artificiale per ottenere ciò che voglio?

  • 8384
    LUNA -

    PANTAREI:
    quoto tutto ciò che dici, come il fatto che il rispetto reciproco, il fatto che non ci sia uno che insegue o s’adegua ma l’incontro, prendersi per mano e camminare insieme, prendere insieme le decisioni e guardare nella stessa direzione sia fondamentale.
    Poi non so se ciò renda tutto facile, perché di per sè la vita a volte non è facile, però queste cose restano comunque fondamentali, e l’assenza delle cose fondamentali rende difficile anche ciò che potrebbe essere solare, sereno, costruttivo, appagante.
    Rende difficile vivere, comunque.
    Non permette neanche di essere individui completi.
    La nostra vita è fatta di tante parti, anche quando una storia d’amore è centrale, nella sua bellezza. anzi, una storia d’amore che funziona, serena, spesso fa sì proprio che tu abbia più energie per una vita completa, dove ci sia spazio anche per tante cose.
    Una storia che non funziona spesso inghiotte tutto, invece.

    Mi permetto però di dissentire su una cosa: io non credo che siano solo gli uomini ad essere così, e che solo alle donne capiti di amare troppo. Credo a delle differenze tra uomo e donna, perché siamo fatti diversamente per varie ragioni anche fisiologiche, e credo che queste differenze siano naturali ma che non solo possano esistere i punti d’incontro, ma che anzi queste differenze possano essere una ricchezza da condividere.

    Però, appunto, forse perché ho molti amici maschi, oltre che per aver letto molte storie qui dalla parte di lui, non credo che certe dinamiche siano una questione di genere.
    esistono anche donne egoiste e uomini che tentano di andare loro incontro o si annullano.
    anche se poi le reazioni interne o anche esterne possono essere differenti, ma neanche sempre.
    Un cuore spezzato non ha sesso, come un “io” disgregato o confuso.
    Io non sono per nulla femminista, ma credo al valore del femminile, positivo, che spesso proprio queste storie tendono a maltrattare.
    Credo che dobbiamo coccolare il nostro essere donne, ciascuna ha il suo modo, con rispetto. La stessa cosa penso dell’essere uomini, pur non essendo io uomo, ovviamente, e quindi non potendo entrare nella testa degli uomini.
    Ma credo anche che certi modi di affrontare una storia, non sapersi difendere adeguatamente, non ascoltare a sufficienza l’istinto, non volersi bene abbastanza, ecc ecc non siano una questione di sesso.
    Ciao 🙂

  • 8385
    Pantarei -

    Ciao Sydia,
    sei una ragazza giovane, per te è stata la prima volta, un momento magico che una
    ragazza sogna e aspetta con ansia e che lo vuole vivere al meglio, nel modo più
    romantico possibile con una persona speciale!

    sicuramente tu piaci molto a questo ragazzo, ma da come si comporta, mi sembra
    che non ti ha rispettatta (sia nei tuoi tempi e ti ha fatta sentire sbagliata) e purtroppo
    i maschi sono fatti così…non tutti, ma quasi tutti cercano cose facili…il momento che
    tu (ragazza) hai dei problemi loro ne trovano una che non ha gli stessi problemi! ma
    non sei tu sbagliata e semplicemente lui uno stronzo!(scusa il termine, ma uno non si
    può incazzare perchè tu hai male! e non ti bacia nenanche…ci credo che sei tesa…ti
    posso assicurare che il piacere di una donna parte dal cervello…se l’uomo non sa
    stimolare quello con parole dolci…con baci..e rendendoti una principessa…non è un
    uomo innamorato!Ognuno di noi ha i propri tempi, sicuramente con il tempo vedrai
    che imparerai a rilassarti e non ti farà più male!(ci vuole l’uomo giusto e lui mi
    sembra di capire che non è quello giusto per te!)

    La domanda non è se lui ti ami o no…perchè sei tu che ti devi domandare…mi ha
    rispettata?è l’uomo per me?ha saputo aspettare i miei tempi?
    se la risposta è no no no…sai che lui non ti merita!

    Ci sono due tipi di maschi:
    -quelli che ti vogliono solo per sesso
    -quelli che ti prendono per altri interessi tipo soldi o altro

    e poi ci sono gli uomini:
    -quelli che ti rispettano e che ti amano

    devi sapere distinguere e agire con loro di conseguenza…con i primi ti ci diverti
    senza aspettative, con i secondi puoi innamorarti sapendo che non avrai sorprese!

    un abbraccio
    p.s. non pensare a ciò che pensa lui…pensa a ciò che vuoi tu, fatti rispettare sempre!

  • 8386
    Pantarei -

    Ciao Luna…
    Io infatti parlavo della mia esperienza da donna, non essendo uomo non posso
    dire cosa pensa un uomo…ovviamente!

    So benissimo che anche gli uomini a volte sono vittime, a me è successo di
    lasciare alcuni dei miei fidanzati, ma sempre nel rispetto dell’altro!è ovvio che
    anche lasciare è difficile…ma qui l’argomento era: essere lasciate dopo la
    proposta di matrimonio…per questo ho scritto a Valinda, perchè ho avuto
    un’esperienza simile, ma non ho niente contro gli uomini…assolutamente niente!

    L’unica cosa che notavo è come noi donne facciamo dei sacrifici enormi per
    uomini che hanno solo preteso ma che alla fine non hanno mantenuto le loro
    promesse e con tanta semplicità riescono a lasciare la propria donna come se
    fosse una storiella da poco!

    Mi sembra che tu stia generalizzando, è ovvio che sia uomini che donne hanno un
    cuore e un cervello…ed è ovvio che fisicamente siamo diversi siamo come due
    pezzi di puzzle che si incastrano ma per incastrarsi devono essere diversi…

    Quello che volevo dire a Valinda era: la persona che veramente ti ama, ti deve
    rispettare ed è la stessa cosa che ho scritto a Sydia perchè spesso noi donne ci
    colpevoliziamo, dicendo che è tutta colpa nostra che forse avremmo dovuto fare
    in modo diverso…ci chiediamo se ci ama ancora e non pensiamo a come ci hanno
    trattate!(sicuramente direi questo anche ad un mio amico maschio se si trovasse
    nella stessa situazione)

    gli sbagli si fanno in due è vero…sia uomini che donne, ognuno ha il proprio
    carattere e trovare la persona giusta non è mai facile!

  • 8387
    Pantarei -

    Ciao Maya…
    mi permetto di dirti che la tua decisione e da una parte egoistica e da una parte
    eroica, da una parte folle, da una parte fantastica…è una decisione così personale
    che non so se ti possiamo dare un consiglio, è così intima che nessuno ti può nè
    giudicare ne consigliare!

    Avere un figlio è il frutto dell’amore con il proprio partner, tu sei pronta a crescere
    un figlio da sola?conosco donne che hanno cresciuto figli da sole perchè erano
    divorziate dal marito…ma quei bambini come crescono senza la presenza di un
    padre?sentiranno sempre la mancanza e a loro volta si attaccheranno
    morbosamente ai propri partner?

    Avere un figlio vuol dire fare sacrifici, è un impegno molto grosso, non è un gioco
    che quando ti rompi lo lasci a metà!
    guarda Gianna Nannini…lesbica e a 55 anni ha deciso di avere un figlio…che
    futuro gli potrà donare?la bambina o bambino crescerà e a 20 si troverà una
    madre di 70 anni…la sua è stata una scelta egoistica, secondo me!

    Io capisco il tuo desiderio, ed è stupenda l’idea di avere un figlio! se hai deciso di
    farlo porta a termine questo tuo desiderio, ma tutte le nostre scelte hanno delle
    conseguenze in futuro!
    Che cosa ti consigliano le tue amiche?hai provato a cambiare città, fare nuove
    amicizie o di iscriverti a qualche circolo sportivo dove conoscere uomini
    interesanti?magari potresti trovare l’uomo giusto…no?

    sono solo pensieri i miei, ovviamente ognuno deve fare come meglio crede!
    ti auguro il meglio!

  • 8388
    LUNA -

    MAYA: la tua è una domanda molto difficile. Per te certamente, ma anche per la persona a cui domandi un’opinione. Perlomeno nel mio caso.
    Perché non mi sono mai trovata, almeno per ora, nella tua situazione, e quindi con cosa finirei con il risponderti, con dei luoghi comuni, con i miei schemi?
    Ho 4 anni meno di te, che mi dici di averne 40, non dieci di meno, non ho in questo momento un desiderio di maternità, e se penso alla maternità la penso inserita in un contesto… come posso chiamarlo, classico? Il mio desiderio di un figlio non supera il desiderio di averlo insieme ad un uomo che divida la vita con me, perlomeno sembri intenzionato a farlo nel momento in cui concepiamo un figlio.
    Io credo che non sia impossibile trovare un uomo con cui costruire una famiglia, perché sinceramente sento anche discorsi di uomini che hanno desiderio di paternità, molti, e quindi non ho una visione per cui il mondo è pieno di donne della nostra età che sognano di avere un figlio e di uomini in fuga.
    Non è detto che io mi costruisca una famiglia, le variabili sono molte, e sono in una fase in cui penso che se ciò non avvenisse potrei essere serena lo stesso.
    Però non sono in grado di dire in senso assoluto che cosa penserò nei prossimi anni.
    Che cosa farei se quel desiderio fosse talmente forte da andare oltre a questa mia idea? Oggi ti direi che non farei la tua stessa scelta. Ma oggi. E non mi sento di giudicare ciò che si muove nell’animo di un’altra persona e la spinge a considerare delle scelte alternative.
    Contesto classico l’ho chiamato. Più sereno, forse, dovrei dire?
    Qualcuno direbbe “più giusto”?
    Più giusto per la serenità, non per la morale, comunque, per come la vedo io.
    Io ho avuto una famiglia classica e mi ricordo i vantaggi emotivi e di senso di sicurezza di una famiglia classica. Io ho avuto questi vantaggi emotivi in partenza pur avendo dei genitori giovanissimi, che si sono dovuti sposare pure con il consenso dei nonni, vista l’età.
    Non mi sento di dire contesto “normale”, perché conosco famiglie allargate che funzionano e sono serene, e ho conosciuto anche donne che, pur con moltissimi sacrifici, hanno deciso di tenere un figlio, di essere madri single, e hanno cercato di offrirgli la massima serenità. Certo è indubbio che hanno avuto tutta una serie di problemi, anche pratici, e di amarezze, maggiori che se avessero avuto un compagno accanto. Un compagno realmente compagno però.

  • 8389
    LUNA -

    Conosco anche molti genitori separati che non si sono separati certo con superficialità. E conosco un padre che ha pianto mille volte davanti a me perché ha lasciato suo figlio perché la convivenza tra lui e la madre era insostenibile. E dice: io non avrò altri figli perché non lo voglio turbare. E chissà se un giorno, invece, la vita gli farà cambiare idea. Non contro suo figlio certamente.
    Non conosco nessuno invece che abbia preso una decisione come la tua.
    Con questo non voglio dire che tu sia un’aliena, sto dicendo che io non ho questa esperienza diretta nè conosco ancora qualcuno che l’abbia vissuta o ci stia pensando. Sono molto più “ferrata”, purtroppo, anche se non direttamente, su iter difficoltosi di coppia per cercare di avere un figlio, compresa l’adozione.
    Ma appunto iter difficili a due.

    La tua è certamente una cosa considerata ancora molto controcorrente.
    Io ammetto la mia ignoranza in materia, sia a livello legislativo che pratico. Non so cosa comporti. Non so quali siano le percentuali di riuscita. Quello che mi colpisce nella tua lettera è a parte il concetto di figlio di nessuno (io non additerei mai un bambino come figlio di nessuno, in nessun caso, e quindi non riesco a mettermi nei panni di chi può farlo), del giudizio della gente (ma forse io ho un eccesso di buonismo rispetto a come possa comportarsi la gente in un piccolo centro, e sai tu che energie hai per proteggere una tua scelta)è il fatto che tu dai per scontato che non ci sia un uomo con cui costruire una famiglia. Mi chiedo quanto ci sia in questa tua opinione un vissuto diverso, una delusione ancora cocente o un’ogettiva osservazione della realtà che tu incontri, e sulla quale certamente io non posso sindacare. Non incontro le persone che incontri tu, e sulle persone che io incontro, e sul mio vissuto, le mie esperienze e le mie sensazioni del momento che mi baso per dire ciò che dico per me. Per ME e ora.
    Ci sono donne che dicono, forse: io voglio un figlio da sola perché non voglio un uomo accanto.
    tu dici: poiché non ho un uomo accanto ora e mentre mi sembra che l’orologio corra non penso che lo incontrerò sto pensando di avere un figlio da sola. Perché ti senti sola?
    Tu di fatto non vuoi essere una madre single, vuoi avere qualcuno da amare, lo hai detto tu. Io ti direi di fare chiarezza dentro di te, sul perché vuoi un figlio, anche da sola. E se idealizzi la maternità.
    Ma mi sa che non ti sono stata di nessun aiuto, Maya, mi dispiace.

  • 8390
    LUNA -

    PANTAREI: ciao 🙂
    @Mi sembra che tu stia generalizzando, è ovvio che sia uomini che donne hanno un
    cuore e un cervello…ed è ovvio che fisicamente siamo diversi siamo come due
    pezzi di puzzle che si incastrano ma per incastrarsi devono essere diversi…

    Non credo di generalizzare perché preferisco parlare di PERSONE, rispetto a certe dinamiche, mi sembra generalizzare di più dire: gli uomini sono così… le donne sono invece…
    Il mio discorso era che partire dall’interno, dalla nostra capacità di individuare cosa ci fa stare meglio o peggio, cosa accettare o no, osservando sì il comportamento dell’altro, ma rispetto al nostro modo di viverlo, mi sembra più utile che dire: lui/lei ha preteso…
    cioè, è ovvio che è utile sottolineare che lui/lei ha preteso. Ma se ha potuto pretendere è perché noi glielo abbiamo concesso.
    Perché? Perché in futuro invece potremmo non farlo? Non in senso di chiusura, ma maggiormente armonico.
    E io non vedo in questo nostro concedere una colpa, qualcosa con cui prendercela con noi, ma quella rielaborazione del vissuto in modo da capire (non in senso necessariamente… psicoanalalitico, eh, anche solo comportamentale o emotivo) perché in determinate circostanze non siamo stati in grado di fare ciò che era più funzionale e armonico per il nostro benessere, e teso ad una parità piuttosto che uno… stare sotto, accettare troppo, compensare continuamente anche l’egoismo di un’altra persona magari con un’eccessiva generosità…
    magari stando meno nel presente e più nell’ideale. Nello schema. Uno schema che è dentro di noi, magari, ma che non riesce a stare il passo con delle realtà contingenti.
    perché spesso ci ritroviamo a dire o a sentire:
    ho dato tutto, eppure…
    eppure non ha funzionato.
    a raccontare storie di persone egoiste e dire: ho dato tutto ad una persona che dimostrava egoismo, eppure… eppure invece di ricevere in premio il suo amore costui (o costei) ha svalutato questo mio dare tutto…
    forse allora il discorso non sta solo nell’egoismo dell’altro, ma nel fatto che abbiamo pensato anche di… correggerlo, compensarlo riempiendo noi i vuoti di generosità dell’altro… ma forse non “funziona” così?

    In fondo però stiamo dicendo la stessa cosa. E cioè parliamo del rispetto, che è indipendente dal sesso di appartenenza, secondo me.
    E’ anche un modo di guardare il mondo. Non solo le relazioni uomo/donna.

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