La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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in questo momento della vita avevi bisogno di sentire un legame lineare tra nel concetto “volere è potere”, “le difficoltà si possono superare”, “in due si supera tutto”, “se io metto in ordine determinati fattori le cose appunto possono filare in maniera più ordinata” o cose del genere, anche tipo “stavolta io ho fatto più che mai tutto per bene: perché quindi non ha funzionato?”.
Ovviamente io faccio delle ipotesi, magari “cacao”, le lancio nel caso possano esserti utili.
perché faccio queste ipotesi?
perché ho l’impressione che tu non riesca ad arrenderti all’evidenza che come tu hai preso la cosa, per te, non è sbagliato, non hai funzionato male tu nel sentire cosa puoi desiderare tu in questo momento, o nel passare, in un modo che ha soddisfatto te per come hai funzionato, nel passare dall’astratto alla ricerca di informazioni ecc, ma che la persona dall’altra parte forse non è quella giusta (non sto dicendo che lui è universalmente sbagliato, sto dicendo che non collima ora con quello che desideri tu) o non lo è comunque in questo momento e che può accadere che noi facciamo le cose in una certa maniera ma che comunque dall’altra parte incontriamo un muro.
La cosa che mi colpisce sai qual è? che è vero che voi non vi conoscevate. Non vi conoscevate perché vi conoscete comunque da poco, e perché comunque la conoscenza a distanza vi ha permesso di conoscervi lungo questo periodo sotto vari aspetti, in modo preponderante su alcuni rispetto a chi magari si conosce dal vivo e parla di meno perché vive, nella quotidianità, anche dei silenzi fatti di altre cose e di altri elementi, ma con un ritmo diverso forse proprio delle relazioni a distanza. E che è vero che la progettualità è stata antecedente ad una più profonda conoscenza. A me quindi da fuori (ma è ovvio che io non conosco la storia e l’intensità delle conoscenza) sorprende molto meno che a te, al di là del coinvolgimento emotivo che io ovviamente non sento, che ci possa essere questa differenza tra l’inizio con il botto e il confrontarsi con la realtà. Ove per realtà intendo dire anche lo scoprire lati di lui che non conoscevi.
Se è di esserti lasciata andare all’inizio che ti rimproveri perché non provi a pensare che forse è quello di cui in quel momento avevi bisogno? e a smettere di sentirti quella fregata. Hai vissuto la cosa e hai osservato cosa non ti convince e piace lungo il percorso. Stai scegliendo anche tu. Stai scegliendo di no, con gli elementi che hai raccolto?
@Luna…che persona acuta e intelligente che sei..grazie, e’ vero dovrei lasciar perdere, ma sono sempre col telefono in mano sperando in una sua telefonata! E’ da aprile ormai che non lo frequento, lui magari mi chiama solo per fare tre chiacchiere ma il mio cuore vola…vorrei tornare da lui ma essere un giocattolo nelle mani di un uomo mi frena, io che nella vita da vent’anni sono padrona delle mie decisioni, in mano ad un uomo che in qualche modo riesce a manipolarmi, mi sento in balia delle onde ma mi manca terribilmente
TERESA: ciao 🙂
che bella la cosa del corso di teatro 🙂 dico che bella perché a me piace, ma ovviamente degustibus. Magari con il tempo ti intripperà di più…
uno sforzo di volontà, per stare nella vita, ci vuole, per arieggiare, anche gli stimoli, nei momenti down, e per non rischiare un’eccessiva chiusura, e un corso di teatro può essere anche un modo di socializzare oltre che di aprirsi un po’ di più su alcune proprie corde… però se hai bisogno di dormire forse non sarà anche il tuo corpo che lo chiede o la tua mente per riposare?
In che senso non capisci i miei meccanismi di difesa? Scusa non ho capito bene cosa intendi. Se mi vuoi spiegare mi fa piacere 🙂
Io citavo l’esempio della malattia di mio nonno, con la quale mi confronto ogni giorno, per scelta anche in maniera diretta (cioè vado a trovarlo… ci sono vari modi di affrontare cose come queste e ognuno giustamente cerca/trova il suo, non è che ci sia un modo migliore o peggiore in assoluto, questo è il mio, sul quale sto in equilibrio io o cerco di starci) perché per me è un esempio di come i nostri meccanismi di difesa ci permettono anche di sostenere lo stress, soprattutto sul lungo termine, e il dolore, oltre ad essere dolore, è anche uno stress emotivo. Però quando parlavo di emozioni buone e cattive, al di là di una selezione, ne parlavo anche per dire come, appunto, la nostra emotività è più… variegata, e rispondevo in tal senso a chi, semplificando il concetto, diceva che non sa se quando prova delle emozioni positive in un contesto di emozioni preponderanti negative, può credere in quelle emozioni positive.
Io non dicevo di non affrontare le proprie paure.
Che però, secondo me, ora dico in generale, vanno affrontate andando loro incontro in un certo modo, positivo, costruttivo e anche ascoltando bene come sia possibile alzare il proprio limite, magari di una tacca in più per volta o se sia effettivamente meglio, in taluni casi, fare dei passi più “eclatanti” o addirittura accettarle e basta. Peraltro possiamo anche avere delle ansie che sono momentanee, legate a determinati periodi, a rielaborazioni da fare ecc, anche solo sintomi di stress, che sono uno scarico di emotività in circolo.
La sensazione di sentirsi improvvisamente più soli, per esempio, avendo gli affetti lontani è umanissima e naturale.
E’ giusto anche ascoltarla, prenderne atto.
Le strade poi sono molteplici. Dall’imploderci dentro, a trovare il proprio modo per andare incontro a quella sensazione
(incontro, no contro) trovando una propria via, costruttiva, per aprirsi a nuove conoscenze etcc.
Se per farsi violenza intendiamo il fatto che alle volte abbiamo bisogno di un surplus di forza di volontà per andarci incontro e no contro, per andare verso il nostro benessere e sentire ciò che è bene per noi invece di lasciarsi andare a stati d’animo come l’autocommiserazione e lo stare con le tapparelle giù ecc, allora ok, può darsi che sia un po’ farsi violenza, anche se il termine non è… stimolante. Se per farci violenza intendiamo farci effettivamente violenza facendo qualcosa che in realtà non è per noi,ma che secondo qualche schema dovrebbe essere giusto sulla carta allora è un’altra cosa…
Io sulle mie insicurezze (chi non le ha?) lavoro, e le “analizzo” nel senso che dici tu. Un certo lavoro io l’ho già fatto a monte, è vero anche questo, che mi ha permesso di ascoltarmi meglio, forse, e di capire meglio, quando non vado in tilt (a chi non capita?) di pensieri anche negativi, o ho più paura, quali sono i pensieri in libera associazione negativa dovuti all’ansia, per esempio…
Io ho imparato, per me (ognuno è a sè, e impara a conoscere le proprie risorse, le proprie paure, e non è mai finita, probabilmente, perché cambiano anche le situazioni contingenti) che quando entro in una certa modalità mi devo fermare, perché mi sto facendo solo male. Ciò non significa che io non possa anche lasciarmi andare a piangere come un vitello per 5 ore se lo scarico della mia emotività lo richiede. Io continuo, per varie ragioni, a dover stare sotto stress, anche stress che io mi toglierei all’istante, e quindi devo stare attenta a come gestisco lo stress.
E le paure… Alcune sono contingenti, altre probabilmente fanno parte di me. Ci sono delle cose che ho fatto che altri avrebbero paura di fare, ci sono cose che altre persone fanno senza battere ciglio che io non farei mai. Ci sono alcune cose che pensavo che non avrei mai fatto che però avevo voglia di fare, e quindi ho provato ad alzare il mio limite, di altre non me ne può fregar di meno. Ci sono ansie che mi voglio togliere, perché mi rendo conto che anche se sto in equilibrio lo stesso, comunque un po’ mi limitano. Quindi potrei lavorare per togliermele, se è possibile. Sennò vuol dire che fanno parte di me, e me le terrò. Ci sono cose su cui ora non posso permettermi di tirare il motore, sento che è così…
Ognuno si ascolta, Teresa, fa quel che può. Tanto più in un periodo di merda (il mio lo è).
FANIA: ciao 🙂
sì capisco…
Ma una pausa drastica (per te)? cioè cambiare numero di telefono in modo di sapere che non può chiamarti e quindi non stare in perenne attesa?
Solo se ti aiuta a distanziarti un po’ e a liberarti un po’, chiaro, no se ti fa stare troppo male.
ciao LUNa e grazie,
non volevo analizzare la situazione e lui, ma mi ci sono ritrovata a farlo porcazza zozza.
Per ciò che ho studiato, la situazione analizzata favorisce una personalità borderline.
Non posso descrivere qui, le situazioni vissute per privacy.
Me ne stò tirando fuori, piano piano.
Grazie per i tuoi consigli, sempre preziosi e che fanno riflettere.
Grazie LUNA sei stata molto chiara..effettivamente a volte non accetto i miei limiti,i miei fallimenti non perdono me stessa è questo è un male poichè non mi permette di andare avanti.
Oggi ho avuto la brillante idea di chiamarlo..era meglio che non lo facevo non mi ha proprio considerata. Forse è stato meglio cosi, poichè ho capito quanto sia superficiale ed egoista, ma come può una persona cancellare nove anni di storia? Non mi interessa neanche la risposta..è uno str…sono moloto arrabbaita ed il pensiero che un’altra abbia preso il mio posto non mi va proprio giù. Notte a domani..
Ciao a tutti…avevo scritto qualcosa dopo le ferie…poi non ci sono stati grossi cambiamenti…ho avuto qualche momento di crisi ma mi sono fatta forza anche leggendo le vostre storie ed i vostri commenti!!!
In ferie ho conosciuto un ragazzo adorabile…lui è stato da queste parti la scorsa settimana a trovare degli amici e ci siamo visti…o meglio…mi ha fatto una sorpresa presentandosi direttamente a casa mia!!!
Credo che cmq sia venuto qui soprattutto x rivedere me…
Lui non si è sbilanciato troppo, io so i suoi sentimenti tramite altre persone…e anche lui cmq mi ha fatto capire che ci tiene veramente tanto a me…e io lo sento il bene immenso che mi vuole!
So che vorrebbe davvero rendermi felice, è Uomo, sa corteggiare, è profondo, ha mille pregi, ha un lavoro davvero di prestigio e coraggio…non mi prende molto fisicamente, non voglio passare x superficiale ma sento che manca la “scintilla”…
Cmq non escludo niente…gli voglio bene e ce lo siamo detti pochissimi giorni fa, quando è ripartito…
Non so che succederà, vorrei tanto xò che il Signore mi facesse la grazia di farmi innamorare di una persona del genere, non saprei come ringraziarlo!!!
Stasera intanto si è rifatto vivo “lui”…prima di partire x le ferie, ad agosto, gli avevo scritto una mail dicendogli che l’unica soluzione era non sentirsi più… lui si è fatto risentire ora, si è scusato, ha detto un sacco di cose, ma soprattutto ha parlato di sé, delle sue decisioni, delle ultime cose che gli sono capitate… Non gli rispondo, voglio avere la FORZA di non farlo!
Ho visto la sua mail…me lo sentivo, avevo questa sensazione che qualcosa avrebbe fatto…ho visto il suo nome, ho iniziato a tremare come una foglia e a piangere ancor prima di leggerla…
Conclude dicendo che mi vuole bene…io il suo bene in questi due mesi non l’ho sentito e ho dubitato che me ne avesse mai voluto…in ogni caso non mi ama e io non voglio fare la sua amica…ma non fare niente mi fa male…ma è l’unica cosa che devo fare se voglio uscirne.
Non ne va mai una dritta, se mi fossi innamorata di quel ragazzo siciliano avrei risolto il 99% dei miei problemi…invece niente…non c’è verso e io sono qui a piangere da sola, invasa dalla mia solitudine, sofferente x un passato che non dimentico e terrorizzata da un futuro di solitudine…
PS: ho scritto di getto senza rileggere, sfogandomi… perdonatemi gli errori
SUN: ovviamente chi se ne strafrega degli errori se pure ci fossero.
Qua si scrive di pancia, mica per fare un tema :DDDDDDDDD
Sono contenta per il tuo incontro di affinità con questo ragazzo.
Te lo dico o non te lo dico?
Te lo dico…
Sun,
@Non ne va mai una dritta, se mi fossi innamorata di quel ragazzo siciliano avrei risolto il 99% dei miei problemi…invece niente…non c’è verso e io sono qui a piangere da sola, invasa dalla mia solitudine, sofferente x un passato che non dimentico e terrorizzata da un futuro di solitudine…
è chiaro, non raccontiamoci palle, che provare un nuovo amore è bellissimo ecc ecc, però lo sai anche tu che non è così che funziona, vero?
Il 99% della questione sta dentro di te, non nel fatto che speri che un altro riesca a farti innamorare.
Magari succederà, cerca di viverti con sincerità le sensazioni del presente, e non romperti le palle da sola dicendoti: uh, che guaio, sto ragazzo è una meraviglia ma io non riesco ad innamorarmi di lui e quindi risolvere la mia crisi…
potresti non innamorarti del migliore dei partiti sulla piazza anche se tu non fossi in crisi. e non vorrebbe dire per forza che è perché sei ancora innamorata di un altro, ma anche solo che non sei innamorata del buon partito.
e potresti stare meglio anche senza innamorarti e innamorarti nel momento in cui stai già meglio.
potresti vivere le sensazioni belle e le situazioni e sentire e vedere in che direzione portano… via via.
è ovvio che le sensazioni buone ci fanno bene ecc.
ma nessuno ci impedisce di innamorarci, nessuno ci impedisce di farlo. non so come dire. mettiamo che la mia stanza sia in disordine e al buio, arriva una persona che mi conquista perché sta illuminando la stanza, il fatto che lui la illumini diventa superiore al fatto che la stanza sia in disordine. se con quella persona vivo un rapporto paritario, anche emotivo (non gli delego di illuminarmi) può essere che la stanza si rimetta a posto vivendo… ma se il centro della questione è che questa persona è venuta solo a illuminare il mio disordine, e gli delego la mia… salvezza emotiva, che succede se ad un certo punto se ne va, stacca la luce un’altra volta? che mi ritroverò nel disordine ad aspettare un’altra persone che porti la luce? e se invece provassi a considerare che lo stare bene con me è importante, indipendentemente che gli altri decidano di accendere gli spot o di spegnerli?
E’ naturale che se teniamo a qualcuno che ci sia o no, che ci ami o o, e la natura serena o meno del rapporto che viviamo con questa persona sia importante. Quello che dico è che non ci credo che basti l’amore, o il principe azzurro a risolvere tutti i nostri problemi,
credo al fatto che una situazione positiva possa creare un maggior entusiasmo e serenità per vivere con più serenità e risorse tutta la nostra quotidianità, così come una situazione negativa invece ci porta via risorse, pace…
però quando affidiamo tutta la nostra luce ad un’altra persona dobbiamo incrociare veramente le dita che non la tolga mai, perché altrimenti ci mettiamo in balìa del fatto che se una persona meravigliosa decide di cambiare registro o si rivela diversa dalla nostra idealizzazione siamo fottuti…
Guarda che io non sto dicendo che non esistono delle belle persone, coerenti, positive, oneste, capaci di una progettualità a lungo termine ecc… quello che sto dicendo però è che siamo esseri umani che hanno a che fare con altri esseri umani, e che alle volte conoscendo le persone scopriamo via a via anche aspetti che non conoscevamo, che possono piacerci moltissimo, e avvicinarci, o poco o pochissimo…
quindi il problema non sta nel decidere di restare da soli per non rischiare, nè di non credere al futuro, ma di ricordarsi sempre che non è poco romantico volersi bene, comunque, da soli o in compagnia, e imparare anche a volersi bene quando si è soli.
L’interazione con gli altri può darci moltissimo.
A più livelli.
L’errore alle volte è saltare i livelli. Cioè, pensare che tra la solitudine e l’amore non ci siano altri livelli per cominciare a riaprirsi al mondo, alle emozioni, per imparare delle cose nuove, positive, su di sè.
Sarà pure vero che io magari parlo così perché non penso assolutamente che sia l’arrivo di qualcuno che mi faccia innamorare che possa risolvere i miei problemi. E che semmai, rispetto ad una cosa del genere, in mezzo a tanti problemi, mi sento molto più serena ad avere l’istintiva capacità ora di non considerare nemmeno l’idea.
Non nel senso che penso di farmi suora, ma che penso che non è una cosa al mio ordine del giorno. Boh.