La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
Leggi tutto il testo a pagina 1
L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.
14.073 commenti
Pagine: « Prec. 1 … 817 818 819 820 821 … 1.408 Succ. »
Pagine: « Prec. 1 … 817 818 819 820 821 … 1.408 Succ. »
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.
Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.
▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

(azz, ho perso il post, dicevo…)
ragioni, funzioni così. Però come noti giustamente tu in una relazione si è in due, e per vedere le cose in questo modo bisogna essere sulla stessa lunghezza d’onda, avere lo stesso punto di vista…
così non è stato, indifferente perché.
E tu ti freghi con il condizionale e il futuribile.
Io avrei potuto, io avrei saputo…
sì, ma di fatto sei nel presente.
Dove anche se puoi e sapresti non serve.
Ma il punto è che il talento che ti riconosci del vivere, del sapere superare le avversità ecc analizzando in questo modo, parlandoti in questo modo, finisci quasi con il tramutarlo in una debolezza perché non ti è stata data la possibilità di agirlo.
Perché non hai potuto controllare la capacità, la volontà di un’altra persona? Lo so che suona male questa parola, controllare… però di fatto, sei un uomo molto intelligente e che sa riconoscersi il talento del vivere di non arrendersi di fronte alle difficoltà, alle prese con il fatto di perdersi nel dirsi cosa sarebbe stato capace di fare per e con quando ora i fatti sono altri.
Io non credo che saresti stato meglio se lei ora ti tormentasse, con i suoi dubbi, con le sue insicurezze, delegandoti il ruolo di chi sa stare in una posizione di limbo perché è più forte…
non lo credo perché sarebbe stato solo un malessere diverso.
forse ti saresti sentito più considerato che nel silenzio, ma in realtà avresti sofferto della sensazione di non poter essere protagonista della tua vita e della vostra relazione, e ti saresti affaticato con gli stessi monologhi fatti di buoni propositi e frustrazione, e ancora meno avresti avuto spazio per te…
Tu Giorgio ti riconosci un talento di saper lottare e superare le difficoltà, e se ce l’hai è tuo.
Puoi essere disposto a fare centomila chilometri a piedi per raggiungere qualcuno, ma se quel qualcuno quando arrivi si è spostato da un’altra parte?
e non dovrebbe qualcuno avere la volontà di venire a metà strada?
I condizionali non sono mai una grande cosa, perché ci portano lontano dai fatti, dal presente.
Che bello o brutto che sia è il tempo in cui siamo, e ci presenta le sue carte.
Capisco che non è facile, ma in questo momento (domani non si sa, ma domani sarà un nuovo presente con nuove carte) stai perdendo tempo a giocare un solitario, fatto di troppi se.
Nelle cose che dici spesso parli di lei, ma parlando di te, di chi è Giorgio, te ne accorgi?
Grazie mille dolcissima Luna,la tua analisi farebbe quasi pensare che conosci le cose con esperienza diretta molto sentita,sei davvero in ogni caso un’ottima nonchè rara ascoltatrice, e sai anche spiegarti molto bene. Vabbè apparte i violini 🙂 ti vorrei abbracciare un attimo per le tue analisi. E non credo sia solo perchè ho bisogno disperato di capire anche ciò che non mi compete capire…
Stanotte ho sognato di avere molti leoni e leonesse in giro per casa(in campagna)e di aver timore di loro,di guardarli da dietro un cespuglio giocare come fossero gattoni giganti…mentre la mia famiglia mi diceva di non preoccuparmi e di non temerli.Oggi ho letto che potrebbe voler dire “sentire l’orgoglio di una maturazione”; fermo restando che si sognano le proprie sensazioni,ricordi, paure…più che l’orgoglio direi che sento la stupore vero e proprio.Mi stupisce e m’incuriosisce la maturazione, l’evolversi delle cose…in fondo è questo il lato positivo della faccenda.
Giorgio capisco bene cosa significhi l’indifferenza che raggela.ma forse è in questo momento che prende vita un nuovo Te.che ha consapevolezza maggiore,non pregiudizi ma giudizi su quello che siete stati e che non esiste più,se non come ricordo,fonte di esperienza.ci resta solo il momento presente,in costruzione e attesa di un futuro che abbiamo il favoloso lusso di sceglierci e concederci,tutto per noi, fatto da noi, come lo vogliamo noi, non come ci viene imposto nel pacchetto complessivo.ed è in fondo entusiasmante guardarsi dentro, attraversare quelle zone del pensiero,fluttuare dolcemente nei nostri reali desideri,in ciò che vorremmo per noi,tutto per noi,perchè ce lo meritiamo,non perchè ci viene regalato.Perchè è certo che la vita non ci dà nulla senza pretendere in cambio un pò di sforzo autentico.E’ un lavoro che però dev’esser costante e non bisogna aspettare di vedere i risultati, quelli ci si palesano davanti a cose fatte,quando sentiamo la nostra vita che scorre sui binari giusti…ma giusti davvero, non dobbiamo mai porci dei limiti alla nostra capacità di vivere Bene.questo va bene e questo no, di questo posso fare a meno e di questo no. di certo io non voglio piu’ fare a meno di Me, del mio vero io, della persona ideale che vive in me,che non rinuncia alla sua felicità e alla sua Pace,alla sua dignità.Mi devo poter guardare allo specchio e non abbassare lo sguardo,esser felice di quel che sono…
nonostante lui non sia più “mio”, non sia con me come avrei voluto.nonostante questo corridoio buio c’è ancora una luce dentro di Noi,siamo proprio Noi.
buona serata,ciao a tutti
GIORGIO72: “La chiudo fuori dalla porta e
salta fuori dalla finestra…”
ho sorriso giorgio… e sai perchè? perchè a me spuntava sempre in ogni dove… in macchina, al lavoro, in aereo… giuro… spuntava sempre. spunta tuttora ma in modo diverso. spunta quando sento una canzone, quando mi rendo conto che mi sono raggelata con il resto del mondo e mi mancano quelle dolcezze che a lui riservavo. forse mi manco proprio io, io com’ero, io e quello che sentivo.
lei, giorgio caro, spunterà ancora per un bel pò. è una battaglia. sappi che è normale. insomma lei non c’è più e ha fatto parte della tua vita. credo che però la cosa fondamentale è che, anche se spunta fuori, l’importante è cercare il tuo equilibrio. e piano piano lo troverai ne sono certa. io ripeto sempre a tutti ormai che la cosa più che conta ora è armarsi di pazienza, non tanto di forza ma di vera pazienza. pazientare quando stiamo giù, pazientare quando siamo apatici, pazientare quando non dormiamo, pazientare quando li sogniamo, pazientare quando ci rendiamo conto che siamo seduti a un tavolo con gente che non ci trasmette una cippa mentre con lei-lui sentivamo le farfalle nello stomaco. pazienza e amor proprio.
un abbraccio a tutti
ANNA: un pensiero, un abbraccio se passi, in lettura, di qua.
MARIANNA: @di certo io non voglio piu’ fare a meno di Me, del mio vero io, della persona ideale che vive in me,che non rinuncia alla sua felicità e alla sua Pace,alla sua dignità.Mi devo poter guardare allo specchio e non abbassare lo sguardo,esser felice di quel che sono…
🙂 perché ideale però? forse nel senso di “giusta per sè”.
Molto reale però quell’ideale. Perdindirindina sei tu! Che bello 😀
bacino
ELENA: 🙂
per il resto: queste telefonate mi sembrano sempre troppo “affollate”. faticose. poco concrete.
ALICE: la pazienza… che bella cosa imparare la pazienza. Verso sè.
Dico sul serio. Ci pensavo prima di leggerti, riguardo delle situazioni mie, più generali, guardando me ora, anche il rocambolesco tempo che ho dietro le spalle, denso di fatti, sensazioni che non credevo di poter superare, e per certi versi di pesantissime immobilità. Anche se non le davo questo nome. Poi ti leggo, e leggo questa parola: pazienza.
A me tocca avere pazienza per cose che non dipendono direttamente da me, cose pratiche che incidono sui miei tempi. La mia testa ha fatto un salto in avanti, so cosa voglio molto più di ieri. Su alcune cose però mi tocca avere invece ancora pazienza e affaticarmi. Fosse per me, nell’agenda delle cose da fare, alcune cose sarebbero già risolte. Però stasera questo pensavo: e cioè che i tempi interni hanno una bella importanza!
Mi tocca avere pazienza rispetto ai tempi di alcune rielaborazioni e scoperte, stati d’animo. Se mi interessa tendere verso il mio benessere mi accorgo che la pazienza funziona per come il puzzle da 80000 pezzi si compone, senza che io mi arrovelli. Mi tocca avere pazienza verso alcune mie paure, sono talmente umane…
Ho imparato quanto è importante decidere, ma anche darsi il tempo di non decidere impulsivamente. Quanto è importante riuscire a sentire la differenza.
Non ho detto che so sempre qual è la differenza, bada bene. Ma sento più che mai quanto è importante. Darsi il tempo e lo spazio per ascoltarsi. A volte c’è anche una coltre di stress nella confusione. E’ per questo che merita curare lo stress ed eliminarlo il più possibile, non dandolo per scontato. Ci sono cose su cui non possiamo incidere, ma altre sì. Almeno quelle. Volersi più bene è davvero il centro, mi sa. Sotto, nella confusione, ci sono le nostre fragilità, sì, ma anche le nostre verità, ciò che vogliamo per noi, le nostre risorse. I nostri giusti sì, i nostri giusti no.
@Luna: “la pazienza… che bella cosa imparare la pazienza. Verso sè.”
già… già… già…. per me è stato difficilissimo, perchè ci sono stati momenti in cui credevo veramente di impazzire e di voler dare le capocciate al muro. io ho capito veramente sulla mia pelle che è stata la pazienza che mi ha aiutato e non tanto la forza. ma la pazienza di potermi permettere il lusso di cadere in mille pezzi un giorno si e l’altro pure confidando nel tempo, che mi avrebbe portato a cadere una volta a settimana, poi una volta al mese, poi a rimanere in bilico e poi finalmente a stare in piedi in perfetto equilibrio.
forse questa ultima frase è un pò azzardata… l’equilibrio non è perfetto. anzi, a volte è ancora tanto imperfetto, ma quanto adesso riesco a pensare a me, ad ascoltarmi, a stare bene in mezzo agli altri. ce la sto facendo ed è la cosa più bella.
un bacio grande
LUNA mi spieghi il concetto “affollate” ?
che ti passa per la testina?
io ripenso alla telefonata, e mi sà che il famoso “tiziano” di cui i paragrafi precedenti se ne era parlato, era lui!
Mi ha praticamente ripetuto le stesse cose.
Una cosa non riesco a deliniare: nella telefonata mi parla della prossima storia che inizierò. Di non chiedere alla persona carta di identità ed esami del sangue, ma di viverla pienamente giorno dopo giorno intensamente come ha fatto lui. Resto basita.
Che poi ha ritratto il fattore che puntualizzavo e che lui asserisce, di avere storie poche durevoli, replicando che ha avuto l’ultima sua relazione durata 8 anni!
Ci sono delle cose poco chiare, come sempre, che non trovano una sua giusta collocazione.
Anche il fattore famiglia: ne ha parlato in casa dicendo che abbiamo litigato e che per questo ci siamo lasciati. Mi sono sentita in dovere di replicare che le cose non stanno proprio così, ma che c’è una persona di mezzo, ma proprio perchè sono onesta e desidero chiarezza.
Si è pure “offeso” diciamo così, che ho replicato anche sul fatto che per lui era l’ennesima avventura e mettendo i puntini sulle i, lui replica che quello che ha vissuto, l’ha vissuto con i sentimenti, si è lasciato traportare dalle emozioni/sensazioni che emanavo.
Mi sembra più una vigliaccata, sai?
Posso essere d’accordo che la distanza è molta, ma ho amici che dopo anni di su e giu, si sono pure sposati. Tutto stà nelle motivazioni.
Credo che lui non si stia prendendo la briga di mettersi in gioco, rischiando se vuoi che la storia possa pure finire. Certezze non ne ha nessuna. Preferisci il non rischiare, piuttosto che mollare le zavorre e dire: voglio vivere per me.
E comunque se stiamo parlando mettendoci pure il lavoro, qui al nord c’è molta più disponibilità che al sud, tantè vero che gli avevo trovato 2 lavori indipendenti da me e che desidero una sua indipendenza economica. Troppo facile lavorare con il padre e lavorare occasionalmente e quando se ne ha voglia!
Parlando e rileggendo mi viene proprio da pensare che è ancora immaturo per scelte così definite. Ma che ogniuno di noi, cresce e sceglie per se la via da percorrere
ELENA: Tiziano sarebbe lui?
E allora salutiamo Tiziano che ci legge e non si palesa. Scelte, peraltro. Scrivere, non scrivere, leggere, palesarsi, non palesarsi. Il forum è libero.
Non dicevo in senso polemico.
Anche se sarebbe l’ennesima cosa un po’ indiretta.
Non mi inibisce che Tiziano sia forse in ascolto.
Dicevo affollate perché in un discorso che dovrebbe essere a due si parla sempre di tre, ho l’impressione. E non capisco (io non capisco, ma come sempre ripeto non è che io debba capire) se sono telefonate per parlare in senso costruttivo, di come avvicinarsi, in senso di distanza geografica ma non solo, o telefonate sul perché ci si è allontanati.
Ad un certo punto, come si diceva, se ci sono comunque le condizioni per prendere un mezzo di trasporto ed incontrarsi e se non c’è l’intenzione di accorciare le distanze geografiche, che sia per un chiarimento a 4occhi o che sia per impostare una frequentazione su un piano diverso dalle parole, o se comunque impostare una frequentazione su un piano diverso dalla parole e dall’astratto, cosa c’è tanto da dire?
se le condizioni non sono attuabili, se uno dei due non regge l’assenza di quotidianità, se già ora vi accapigliate di continuo, continuare a ripetere perché non è a cosa porta?
In una relazione a distanza la distanza stessa può portare ad una serie di tensioni e necessità di chiarimento maggiori rispetto ad una relazione in cui ci si vede tutti i giorni?
sì, però forse dipende anche cosa si ha la necessità di chiarire?
Alla fine esattamente di cosa state parlando ora?
non state parlando, mi pare, di come fare a vedervi il più presto possibile, come incontrarvi a metà strada, come organizzare le ferie per passare più giorni possibile insieme,
come organizzare nella maniera più “quotidiana”, serena, lineare possibile una relazione a distanza in attesa di una più concreta e quotidiana vicinanza.
Io ovviamente non posso sapere perché non ne parlate, però questo è quello che tu riporti e quello che leggo.
Se Tiziano era davvero lui allora ci ha spiegato il suo punto di vista sul perché si è attaccato ad un’altra persona, ha “giustificato” la sua scelta. Bene. Quindi?
Quindi qualcosa non ha funzionato, indipendentemente perché, se lui giudica di avere trovato ha una persona più vicina e più compatibile e neanche tu sei soddisfatta di come sono andate/vanno le cose? Se la crisi è aperta non mi pare che parlare in continuazione del fatto che lui è indeciso tra due donne possa portare a molta
costruttività nel momento in cui tu sei lontana e non hai comunque i mezzi (non ti è neanche permesso di) avvicinarti e, dal tuo punto di vista, combattere ad armi pari. E nel momento in cui comunque lui sarà pure in crisi ma lo sei anche tu. Perché comunque tu da una relazione a distanza ti aspetti che ci sia la concretezza di un’avvicinamento, seppure non domani mattina, ma come concetto in costruzione concreta.
E perché una relazione a distanza implica comunque dei sacrifici, ma tu, mi pare di capire, non vedi la parte di compensazione positiva, visto che la persona dall’altra parte non ti dà una serie di cose che comunque vuoi avere da un uomo. In primis il fatto di una frequentazione perlomeno telefonica che per te sopperisca la mancanza di vicinanza fisica. Il fatto di essere l’unica, comunque, che l’altra persona sia nel tuo salotto o a Timbuctù.
Immagino che anche per te non sia facile avere una relazione con una persona distante che fisicamente non c’è, non può venire con te, al di là che nel letto, dico delle banalità (ma che banalità non sono), a fare colazione, a fare un giro in centro, a guardare lo stesso tramonto, ad aspettarti fuori dal dentista, a cui piangere su una spalla in una giornata storta. Le relazioni a distanza non sono impossibili, e spesso portano ad una vita quotidiana concreta, come noti tu, però per stare in piedi necessitano che ci sia una base forte per reggere la mancanza di tutta una serie di cose che sono banali per chi vive nella stessa casa, o perlomeno ad un tiro di schioppo. Necessitano anche una capacità di stare nella relazione con “qualità” anche nell’attesa che sia possibile ricongiungersi per un finesettimana, una vacanza, un periodo più o meno lungo.
In più poiché non è possibile “testarsi” nella quotidianità è vero che si può avere anche una tendenza ad affrettare i tempi.
Ma se quello che chiedete l’uno all’altro è ciò di cui sentite di avere bisogno e che non siete in grado di darvi, al di là di chi sia la maggiore responsabilità, e che sia per carattere, situazioni, tempi, indole, bisogni, alla fine il senso qual è? che non siete soddisfatti di questa relazione.
Sei soddisfatta di questa relazione, Elena? Non di come “potrebbe essere”, ma di com’è?
La domanda centrale mi sembra questa.
E cosa davvero è possibile fare perché le cose cambino? Concretamente, ora, intanto, no “dovrebbe essere”, capisci cosa intendo?
ok comprensibilissimo LUNA
ed è tutta una serie di chiarimenti che ho tentato di mettere all’opera.
In primis non mi ha dato la possibilità di scendere, fermo restando che avevo già preso il biglietto e di chiarire a vis to vis.
La seconda, bloccando le telefonate: la sua richiesta è stata chiara di volermi sentire un pò meno e di spostare l’attenzione su quell’altra.
La terza la distanza che seppur molta e non frequentandosi tutti i giorni o quasi, e che ha permesso a lui di mettere paletti giustificandosi del fatto che non vivo nella sua stessa città.
Mancano effettivamente le basi su cui costruire un rapporto: in primis la fiducia.
La fiducia che io, e mi metto in prima persona, ho cercato di fargli capire e cercando di annullare con una serie di constatazioni, se vuoi pure concrete, del fatto che esistono pure i mezzi per avvicinarsi e di cui tu per prima citavi.
Ma lui non è disponibile a farsi questo tran tran di avanti e indietro.E qui, c’entra pure la sua famiglia che non sanno propriamente come stanno le cose. Dovrebbe giustificarsi ad ogni spostamento di week end, e non ha intenzioni di varcare quella soglia.
La “qualità” di cui sopra mi elencavi, cè l’ho messa e sicuramente non mi trovo degli “escamotage” perchè la persona è distante e ho bisogno di affettività. Quando entro in relazione, ci entro e basta.
Al di là di quello che possa succedere conoscendosi e magari scoprendo che non siamo compatibili.
In tutto questo però mi chiedo una cosa: forse si è pure messo in gioco, almeno ci ha provato. Ma poi si è reso conto che doveva giustificarsi con il mondo e che il padre non avrebbe accettato un suo trasferimento.