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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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14.073 commenti

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  • 8171
    LUNA -

    MARIANNA: scusa, veloce, prima di andare a nanna, e spero di non dire ca…te.

    Se ho capito bene lui questi problemi li aveva anche prima, e quindi sono problemi suoi.
    Ma problemi suoi che non puoi risolvergli tu. Sono problemi che deve affrontare lui. Farlo o non farlo è una scelta personale.
    Aver voglia di migliorare il proprio modo di vivere il rapporto con se stessi, e quindi anche con gli altri.
    Si può scegliere di farlo o no.
    Scegliere di non farlo diventa una scelta egoistica a mio parere nel momento in cui pretendiamo che gli altri si adeguino ad una nostra modalità che non fa stare bene neanche noi, ma sulla quale in qualche modo ci mettiamo in equilibrio, anche chiedendo agli altri però di essere in un certo modo, per forza, per far stare noi in equilibrio sulle nostre… zone erronee.
    Così noi non siamo disposti a fare la fatica di affrontare (non abbiamo voglia, non pensiamo possa servire, preferiamo restare così indifferente perché) ma di fatto possiamo anche fare una specie di ricatto: io resto così, se vuoi stare con me devi prendermi così e adattarti. sennò te ne puoi andare.
    Ancora peggio è: non te ne puoi andare. devi restare ad affrontare per me tutti quei disagi che derivano da ciò che io non intendo affrontare. Altrimenti mi tradisci. Altrimenti sei insensibile. Altrimenti mandi in vacca il mio equilibrio.

    ora, è chiaro che tutti abbiamo dei difetti, e delle zone erronee, della abitudini che possono essere più o meno compatibili con gli altri, delle insicurezze che possono generare, attraverso forme come la dipendenza, l’arroganza, la possessività ecc ecc, disagio negli altri.

    In un rapporto equilibrato però c’è anche un punto di incontro.
    c’è effettivamente un mettersi in discussione da entrambe le parti.
    o c’è, paradossalmente, anche un totale sbilanciamento, per esempio, in cui uno ha bisogno di continue rassicurazioni pur non dandone, e l’altro dà continue rassicurazioni e si mette su un piano in cui dice di non averne bisogno.
    Esistono anche rapporti che stanno in equilibrio così, su uno squilibrio, che è stato bilanciato in qualche modo. danno la felicità? lo sa chi lo vive. se chi lo vive si sente in equilibrio (magari perché la dipendenza fa sì che questo sia meglio dell’assenza del rapporto, per esempio) sa lui o lei. Se non si ritrova con la gastrite. se pensa che la gastrite comunque ne valga la pena.
    però rimane un rapporto sbilanciato.

    Ho detto semplicisticamente. è chiaro che ogni relazione si basa su un

  • 8172
    LUNA -

    incastro di equilibri, e tra l’altro nessuna relazione è statica, ma è dinamica. sia perchè l’esterno introduce nuovi elementi, banali o più complessi, sia perché gli individui non sono statici.
    Conosco una signora che per 40 anni ha pensato tutto lei a casa, anche a portare il telecomando al figlio che non si alzava dal divano. se veniva organizzata una cena per 10 persone tanto ci pensava lei. Era il suo ruolo, molto disegnato dagli altri, dagli equilibri famigliari, ma anche da lei stessa. Per un certo tempo, pur con tutte le frustrazioni che pure poteva avere, quello era il ruolo dal quale non usciva.
    Poi un giorno la sua salute ha cominciato a vacillare. E a nessuno è venuto in mente però, pur provando dispiacere, che forse era ora che qualcuno alzasse il culo per andare a prendere il telecomando o che preparasse la cena al suo posto. Era scontato. Era lo schema. Era l’incastro. C’era stato un equilibrio famigliare in tal senso fino a quel momento, perché ci saranno state pure delle cose che, messe sulla sua bilancia, le facevano accettare quel tipo di equilibrio. che fossero i pregi di suo marito e dei suoi figli, oltre allo schema mentale della donna che pensa a tutto lei in un certo campo e con una certa difficoltà a dire di no ecc ecc.
    Dopo un tot di tempo passato a sentire salire la rabbia e la frustrazione per la cecità della sua famiglia rispetto al fatto che si aspettavano da lei sempre lo stesso ruolo anche se lei non si sentiva più la stessa, non ha retto più neanche il concetto del: tanto anche se lo dico non cambia niente.
    Perché ha fatto il botto. C’è stato uno smottamento…

    tu mi dirai, che azzo c’entra?
    forse niente, però pensavo alla faccenda degli equilibri, del dare e avere. sai tu, marianna, com’è messa la tua bilancia in tal senso.
    una persona che cambia umore e atteggiamento se tu fai una cosa neutra, come guardare dalla finestra, usare il pc o avere un interesse, e non toccare il culo al portiere, o senza questi estremi comunque qualcosa che metta effettivamente a repentaglio l’armonia e la sicurezza, oltre a rendere un percorso ad ostacoli la quotidianità esprime mi sa una sua ansia autoreferenziale egocentrata che ha una soglia di sopportazione della frustrazione pari a sottozero, che ha poco a che fare con l’esterno ma che chiede all’esterno una continua rassicurazione, delegando lo sforzo di affrontare in prima persona invece il proprio problema alla radice.Ovvio non conosco lui, ma superficialmente potrei risp.ti così

  • 8173
    Alice -

    ciao a tutti
    TERESA: ciao cara… la collega… che parola da orticaria. pure per me è cosi’. io non sono stata lasciata per lei, ma adesso c’è lei. proprio la sua collega, quella che ha l’onore e il piacere di vederlo tutti i giorni in giacca e cravatta che si aggira per i corridoi. proprio lei. ma vorrei farti una domanda: sarebbe diverso se invece della collega fosse la farmacista sotto casa o una che ha conosciuto al supermercato? ciop mi spiego meglio: il punto centrale di tutto è che non state più assieme. e da qui devi partire. non ti logorare su di lei, su quello che ha lei e te no. non solo non aiuta ma fa perdere di vista il problema e cioè quello di ricominciare senza lui. ti dico questo perchè ci sono passata. non ci ho dormito per giorni. poi ho pensato che non aveva senso e che l’unica cosa vera sulla quale ragionare è che lui ora non c’è più. con ciò non voglio affatto sminuire il tuo vissuto, la delusione, il modo in cui ti ha accantonata, ma avendo un pò di esperienza in questo perchè l’ho subita anche io di recente, ti dico: pensa ad andare avanti. che non significa scalare il k2, significa rigenerarsi piano piano, prenderti cura di te, perchè adesso ci sei solo tu. io quando me lo dicevo piangevo, quasi mi prendeva un colpo a pensare che ero sola, sola senza lui. poi ho pazientato, ho avuto tantissima pazienza ed ora sono qui a dirti di prenderti cura di te.
    UN ABBRACCIO

  • 8174
    elena -

    oh santo cielo LUNA,
    che finestrone hai aperto in me:)
    sono d’accordissimo su tanti punti.
    Ti porto solo il mio esempio: per tanti anni con il mio ex sono stata nel ruolo della sottomessa, quella che piegava le orecchie, quella che non alzava ciglio per fare la spesa, piuttosto che…..cose molto più articolate. Dal momento che sono cresciuta e il rapporto si stava trasformando, chiedo spazio per me e per come ero fatta io capendomi proprio con il crescere anche della coppia, è scoppiato il putiferio.
    E mi riconduco anche all’ultima storiella prima da me citata.
    Altro putiferio se appena mi distinguevo un pò da quello che aveva conosciuta all’inizio delle mail, con il problema che lui poteva fare ciò che voleva, mentre io avrei dovuto soccombere delegando a me i suoi problemi, mentre avrei voluto solo ascoltarli.
    Quante verità dici LUNA cara

  • 8175
    LUNA -

    ciao a tutti/e 🙂

    TERESA e ALICE: sono d’accordissimo con Alice, che sottolinea tra l’altro un aspetto importante, e cioè – non mi viene un’espressione migliore – centrare il problema.
    E’ chiaro che all’inizio c’è troppo malessere, troppa confusione ecc per poter non confondere… i files, però è vero che la cosa principale ad essere cambiata, al di là del come, Teresa, è che prima eravate una coppia e ora non lo siete.
    Tu mi dirai: appunto, ed è terrificante.
    Sì, ma che sia terrificante o no è quella la realtà base con cui ti confronti.
    Il problema è anche che il malessere produce anche pensieri come:
    @ora arriverà anche l inverno che angoscia

    neanche io faccio follie per la brutta stagione, però è possibile che in caso dell’estate avresti detto:

    è terribile che sia estate, che ci sia tutto questo sole e la stagione in cui tutti vanno in vacanza e si divertono e invece io…

    il discorso è lo stato d’animo interno, ovviamente, ma se ti cominci già a dire pure che l’inverno ti angoscerà (fosse pure una stagione che hai vissuto come più angosciante da sempre) questo non ti aiuterà. Intanto è autunno, all’inizio, all’inverno penseremo in inverno.

    Volendo l’inverno, rispetto all’estate, è anche una stagione in cui ci sono un sacco di corsi, attività che si mettono in moto. Tu mi dirai, non me ne frega una cippa. Però magari tra qualche mese potrebbe importarti. Quello che voglio dire è che se già il presente è cazzuto almeno cerca di limitare i pensieri negativi futuribili catastrofici. Sei nel presente. Brutto, lo so, però è dove sei. E il futuro non lo conosci.
    Non ti sto dicendo che dovresti limitare i pensieri che ti passano per la testa, perché certe sensazioni, pensieri, fasi di rabbia, delusione, fanno parte dei passaggi di rielaborazione.
    Per sentire la quiete devi anche lasciare spazio alla tempesta. Però ricordati anche di volerti bene, e di non buttare benzina sul fuoco dei pensieri. ricordati alle volte che sono questo: pensieri.

    GIORGIO: non puoi controllare la sua opinione nei tuoi riguardi. è una banalità, ma è così. E’ chiaro che il problema non riguarda solo un’opinione, me ne rendo conto. Però intendo dire che, se l’autocritica costruttiva male non ti fa, tu le stai delegando troppo, ad una persona che non c’è, il tuo termometro dell’autostima e di come ti guardi. La tua ex ha fatto una scelta. Una scelta che non condividi, ovviamente, che ti fa stare male, che non comprendi, e di cui ti arrovelli anche a cercare le ragioni

  • 8176
    LUNA -

    (il che ovviamente è comprensibile), però ha fatto una scelta FUORI DA TE, lontano da te.
    E’ proprio questo il punto dolente?
    Sì, ok.
    Però lei si è presa la sua libertà, tu non ti stai lasciando libero.
    Libero di scegliere al di fuori di lei.
    E non sto parlando di donne, eh, sto parlando di te.
    Lo so che non ci riesci, e capisco (per quello che posso) anche il meccanismo per cui non ci riesci.
    Però di fatto il punto centrale non è: perché lei e come lei ti vede, ma il tuo cercare di lasciarti un po’ libero.
    Darti uno spazio, per te.
    E’ vero che l’hai lasciata andare, che non hai rotto le scatole alla sua vita, ma non l’hai lasciata andare dentro di te, ed è a te che stai rompendo le scatole, non a lei.
    Mi ripeto, so che sembrano tutte facili parole. Ma in mezzo a tante cose che ti dici dalla mattina alla sera, che pure sono anche parole, oltre che sensazioni, e che tendono soprattutto verso una direzione, forse introdurre un po’ anche questo punto di vista male non può farti.
    Introdurre un po’ di centralità sana su di te.
    Lei non c’è Giorgio, ora non c’è. Ci sono i tuoi pensieri sui perché.
    Ma cerca anche di pensare un po’ a te.

    ELENA: se hai espresso disagio in determinate situazioni vuol dire che lo sentivi. se le persone non sono riuscite ad accettare assertivamente l’esistenza del tuo disagio e ti hanno chiesto di tapparti la bocca e di interpretare una parte che non ti somigliava (in generale o in quel momento) fai i tuoi conti.
    Forse hai anche semplicemente detto: mi dispiace, così non posso.
    Dire: “mi dispiace così non posso” di per sè è quello che è.
    Se tu riusciamo a leggere, al di là del giudizio, le nostre “ribellioni” di panza come un regalo che ci facciamo, perché rappresentano il coraggio di portare fuori la verità del nostro sentire, i nostri bisogni, ci rendiamo conto, spesso sul lungo termine, che al di là della risposta esterna, in quel momento siamo stati onesti con noi stessi. Non è sempre immediato comprendere la sensazione che fa capolino dentro di noi e cosa ci sta dicendo davvero. Possiamo confonderla, possiamo agire impulsivamente e confusamente, paradossalmente anche pur di non ascoltarla. Io leggendoti riguardo il signore delle email ho avuto la percezione che tu ti sia ascoltata molto, cercando una via assertiva, e prendendoti anche il tempo per decodificare cosa il TUO disagio ti stava dicendo.
    “Così non posso e non voglio”. Mi pare ottima cosa. Un bacio.

  • 8177
    fania -

    ciao a tutti, torno da una serata con amici. lui ieri mi ha telefonato dicendomi che sarebbe venuto…e invece niente.. ma perche’ diavolo mi telefona? anzi in realta’ mi ha fatto uno squillo, poi io l’ho richiamato, nemmeno ha consumato i suoi preziosissimi minuti..e io ancora lo penso..qualcuno mi dica che sono cretina

  • 8178
    GIORGIO72 -

    Luna hai perfettamente ragione dovrei lasciarmi libero di pensare e spostare il
    focus di questa tempesta di pensieri unicamente su di me. In parte riesco anche a
    farlo, o almeno credo, ma se poi vado a vedere bene ed analizzo le cose mi rendo
    conto che in un modo o nell’altro lei c’entra sempre. La chiudo fuori dalla porta e
    salta fuori dalla finestra… è un “gioco” tremendamente pesante da reggere e non
    mi porta assolutamente nulla di buono anzi continua a mantenermi fermo in un
    limbo che mi da solo l’illusione di esserne uscito. I fatti mi confermano che uscito
    non lo sono proprio o almeno in buona parte, altrimenti non starei qui a scrivere
    queste cose ma ben altre.
    Credo che il problema principalmente derivi dall’apatia e dal non riuscire a fare
    ciò che davvero vorrei. Le ragioni son molteplici ma il risultato non cambia. Delle
    volte penso che la nostra storia non ci avrebbe portato da nessuna parte, altre
    invece, forse per la mia ostinazione nel ricavare di buono da tutte le situazioni,
    penso che sistemando un paio di cosette saremmo potuti esser davvero felici.
    Certo le cose van sistemate in 2 ed è un dato di fatto che forse la voglia c’era
    solo da parte mia mentre lei come dici tu ha fatto una scelta al di fuori di me ed
    ha cambiato rotta.
    Molti di voi sono tormentati dai propri ex compagni/e che non fanno altro che
    confondere le idee, complicare il processo di ripresa etc. La mia ex l’ha fatto per
    qualche settimana dopo avermi mollato poi è semplicemente sparita e forse è
    stato meglio cosi…. forse! Sicuramente vivere d’incognite risulta logorante ma
    credetemi l’indifferenza fa molto molto male.

    Purtroppo nient’altro da aggiungere spero che sia per tutti voi una domenica un
    pelo più felice delle precedenti.
    Un abbraccio

  • 8179
    elena -

    umm LUNA,
    l’ho appena sentito telefonicamente e devo dire che con maggior distacco emotivo posso decodificare alcuni suo atteggiamenti.
    Il primo della distanza: lui vorrebbe un rapporto quotidiano, intenso, emozionale. Nella realtà il nostro rapporto era telefonico, e non può vivere così ed è come se stesse vivendo un rapporto parallelo. Le mie considerazioni sono state quelle che, hai disilluso le aspettative su cui lui si era lanciato, sbilanciandosi se vuoi.
    Una possibile convivenza, un possibile lavoro qui al nord e un possibile viversi tutti i giorni. Allorchè uno quando si sbilancia così, tendenzialmente io credo e mi metto all’opera per far si che diventi tale.
    Poi invece subentrano le cosiddette crisi: la centralità di quest’ultima che ancora a tutt’oggi non sà che rispondermi. Allora gli ho chiesto: se quest’ultima è riuscita in qualche modo a creare scompiglio, forse i tuoi sentimenti per me, erano basati su situazioni emozionali, intensi, che non hai vissuto e che in mancanza hai dedicato ad un’altra!
    Anche qui, risposte vaghe e non vere e proprie delucidazioni, in compenso asserisce che il tradimento non cè stato mai, ma che si sentiva in obbligo a non tenere il piede in due scarpe.
    Per come la stò vivendo, direi che stò in un’ottima posizione e che il mio malessere ogni giorno che passa, si smorza.

  • 8180
    LUNA -

    FANIA: non te lo dico perché non lo penso. Però puoi sicuramente non richiamarlo, e che spenda i suoi soldi se ha qualcosa da dire.
    Ovviamente non è un discorso economico il mio, come il tuo.
    Ma se hai l’impressione che lui stia solo segnando il territorio in qualche modo, o che comunque sia abituato a certe “comodità” da parte tua, forse è il caso di smetterla. Non perché tu debba fargli capire qualcosa, ma per la tua serenità. Dico “non perché tu debba fargli capire qualcosa” perché la cosa primaria non è far capire qualcosa a lui, ma stare bene tu.
    Non credo sarebbe il tuo caso, non ti leggo (seppure non ti conosco) portata per quel tipo di atteggiamento, piuttosto a dare o spostarti, ma alle volte, ora lo dico in generale, “cercare di fare capire a uno che così o colà” che sia pure che così non si fa, diventa comunque uno spreco di energie e uno spostamento sull’altro più che su noi stessi. Intendo dire che nel momento in cui pensiamo al nostro bene e stiamo bene di solito quello che c’è da capire, di come la pensiamo, si capisce e basta. E non siamo più dipendenti dal cercare di far capire.
    In sintesi quando esci con gli amici per stare bene tu puoi tranquillamente lasciarlo fuori.
    E’ una cosa che fai per te e ti vivi tu. Se lui ti fa uno squillo puoi tranquillamente (lo so che dico cose anche molto ovvie) non richiamarlo, richiamarlo quando ne avrai voglia tu e se pensi realmente che dal richiamarlo trarrai delle sensazioni positive.
    Se ha qualcosa da dire può chiamare lui, credo, o no?
    Penso che se abbiamo qualcosa da dire, di importante, difficilmente non troviamo il modo. Certo, se mi dici che non ha neanche 50 centesimi in tutto lui o è un’emergenza… ma mi pare che lui si sia un po’ abituato un po’ troppo bene con questa modalità, e che, sopratttutto, questa modalità a te non piaccia, che mi pare la cosa fondamentale. Non credo tu sia cretina, credo tu sia confusa.
    Ma penso che se vuole dirti qualcosa di importante può trovare il modo. sennò probabilmente ora vuole dirti cose che, in fondo,non ti interessa ascoltare. Ed è un tuo diritto. Anche passare una serata serena o comunque arieggiando almeno un po’ senza stare appesa ad uno squillo o al fatto che forse verrà.

    GIORGIO: forse sì, forse un po’ l’ostinazione del tuo carattere ti frega. Forse conoscendoti sai che sei uno che sa lottare, e qundi puoi immaginare che TU avresti potuto superare anche peggiori avversità o perlomeno mettercela tutta. Perché per le tue avversità probabilmente

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