La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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ELENA: sincero o non sincero lui, il tuo disagio, sincero, con te stessa in primo luogo intanto, lo era di sicuro, quindi…
e idem per amicizia: fai quello che ti viene di fare, appunto, secondo i tuoi parametri che ti fanno stare meglio.
E non incazzarti con te stessa, se puoi, ma piuttosto riposati! che mi pare che il cervello lo hai tirato parecchio ultimamente! 🙂
@Mah LUNA mi metto l’anima in pace e sorrido 🙂
FANIA: @Ma che parlatore, quante telefonate…mi ha chiesto di dormire a casa sua…ed io sono secoli che non dormo con un uomo. Ha stuzzicato tutti i miei desideri piu’ profondi…ma sicuramente non e’ l’uomo per me!
Riconoscere i propri bisogni/desideri tra sè e sè, intanto, mi sembra un’importantissima cosa.
Ora metafora un poco cacao, però:
se sento che ho il bisogno/desiderio di staccare e di andare in vacanza, e me lo riconosco, e sulla vetrina di un’agenzia c’è la proposta di un viaggio eccezionale magnifico stupendissimo, che si presenta in un certo modo sulla carta, e io considero l’opportunità, prenoto e parto sto in effetti riconoscendo il mio bisogno e sto agendo in tal senso. Poi però se parto e scopro che invece il viaggio non è ciò che mi era stato “venduto”, o che pensavo fosse, o che comunque non collima veramente con il mio bisogno perché al di là di tutta la magnificenza da spot mi hanno messo in una camera bugigattolo che fuori dalla finestra ha un muro o in una camerata, e che invece di nuvel cusin devo mangiare rospi posso tornare indietro…
e la prossima volta magari saprò leggere anche meglio un annuncio, cosa propone, anche tra le righe o in evidenza che sia.
Io, vedi, volendo, leggo la tua esperienza, per quanto mi dispiaccia chiaramente per lo stato d’animo tuo [e facile per me leggere da fuori, mi dirai…] in un modo positivo per te.
Nel senso che io trovo positivo che tu abbia avuto la consapevolezza dei tuoi bisogni, dei tuoi desideri, e di cosa senti la mancanza, insomma ho l’impressione che di per sè, tra te e te, l’ammissione di una parte del tuo femminile forse messa un po’ in ombra per battaglie, difficoltà. Le donne sono forti, fortissime, io ne sono convinta, e lo dimostrano tantissimo anche durante le difficoltà.
Le donne hanno anche la capacità, secondo me, di sacrificare delle parti di sè per impegno e generosità e concentrazione di energie.
Sono capaci tra l’altro di essere molto generose verso l’esterno anche quando sacrificano l’esserlo per sè.
Non dico che sia per tuttissime così, non dico che
ciò non possa essere vero anche per gli uomini, eh, ma sto parlando delle donne, ora, ed è comunque una cosa che ho avuto modo di osservare.
Ora, Fania, uscendo assolutamente dalla tua esperienza specifica, mi viene una riflessione, stimolata dalle tue parole:
il problema non sta nel riconoscere i propri bisogni, il problema è che alle volte riconosciamo dei nostri bisogni più attraverso uno stimolo esterno che intimamente, o prima che intimamente, per svariate ragioni. Persino quando pensiamo di averlo assolutamente presente, a volte [lo so, sembra paradossale], forse non ci siamo autorizzati realmente a sentirlo/viverlo. Lo viviamo magari come una prova di dolore, debolezza, e non come un segno di potenzialità e vitalità nostra.
Allora chi ha risvegliato quel bisogno può sembrarci estremamente più importante o necessario o centrale di quanto in effetti non sia. Quasi che ci desse il permesso di sentire/esprimere il nostro desiderio, quasi fosse il solo capace di gestirlo/colmarlo/portarlo da una dimensione interna ad una dimensione concreta.
In realtà, l'”ideale”, passatemi la pessima parola [il resto no, se forse sto dicendo delle sciocchezze] sarebbe riconoscere la potenzialità positiva del nostro desiderio di stare meglio, la nostra consapevolezza di uno spazio in noi che si apre verso una direzione e concedersi anche di osservarlo, prima di agire [e in questo mi ricollego anche al discorso di Silvy]… non intendo dire con ciò di non vivere le esperienze, eh, ma che a volte il passaggio troppo rapido tra sentire un bisogno/desiderio e pensare che serva una persona per colmarlo può farci perdere lucidità nell’osservare effettivamente sia il nostro sentire sia chi abbiamo di fronte.
che può avere una serie di caratteristiche, ma può avere molto anche della nostra proiezione addosso, anche con dinamiche del tipo: vabbè, io in realtà avrei bisogno di un tondo, e questo è un quadrato, però è pur sempre una bella figura geometrica, e limandoci dei lati…
Il discorso è che in un certo momento possiamo anche dirci: ho voglia di prendermi questo quadrato, perché di per sè non c’è niente di male, ma con la consapevolezza che è quello che stiamo facendo.
Se invece soffriamo immensamente perché cerchiamo di farci andare bene una situazione perché ci riempe la vita del rumore della cosa di cui abbiamo bisogno ma non della sostanza di quella cosa è un casino…
@Grande Luna, sei in gamba, quello che dici e’ molto vero, ma il mio cuore forse per troppo tempo represso vola e questa persona mi si e’ impressa nell’anima, poi ieri mi ero detta che forse ero pronta per voltar pagina, del resto lui non mi dava quello che volevo, mi sentivo piu’ rilassata, giustamente volevo guardare dentro di me e guardare oltre, e allora che succede? Lui mi telefona, vedo il numero e naturalmente rispondo. Mi saluta mi chiede dei vari amici…poi mi dice che si vede con una donna della quale mi da’ varie notizie, mi dice…siamo amici chiamami quando vuoi, mi chiede ma quando facciamo una cena da me? e poi…sai ho delle magliette da scorciare me le puoi sistemare come l’altra volta? Dico, ma come ….rivolgiti alla tipa, perche’ a me? ma dai siamo amici no???dice lui Io gli ho spiegato che voglio un uomo per me, non uno pronto per tutte le donne…ma lui evade…Mi saluta mandandomi un bacio fortissimo. Che cavolo vuole da me? Come posso reggere con lui un amicizia? Ma e ‘ quello che vuole? O vuole altro? Acci…stavo meglio quando stavo peggio mi viene da dire
@Luna …Se invece soffriamo immensamente perché cerchiamo di farci andare bene una situazione perché ci riempe la vita del rumore della cosa di cui abbiamo bisogno ma non della sostanza di quella cosa è un casino…….Rumore e non sostanza e’ tutto tremendamente vero, rumore e non sostanza…ma come trovare la sostanza, negli ultimo anni quel poco che ho avuto e’ solo rumore, bella riflessione
FANIA: potremmo discutere su quello che vuole lui, ma mi sembra molto meno centrale, per te, di quello che vuoi tu.
Quella telefonata ti ha messo a disagio, più che farti volare il cuore, direi.
Ti ha messo a disagio perché tu l’hai letta “giusta”, il tuo disagio è scattato, sia per le questioni di sartoria, sia per il fatto che lui ti abbia parlato di un’altra come niente fosse, sia per cosa lui intende per amicizia, sia per come la sta mettendo giù in maniera di pretesa.
Tu non vuoi un’amicizia con lui, ora, non perlomeno come la intende lui. E non c’è niente di male in questo.
Tu hai tutto il diritto di proteggerti.
E può evadere quanto gli pare, per mettere giù la cosa come piace a lui, come fa stare in equilibrio lui per il suo modo di essere/fare, ma rimane il fatto che la cosa non fa stare in equilibrio te.
L’amicizia presuppone comunque un “galateo emotivo” chiamiamolo così, per cui non spetta solo all’altra persona mettersi in linea con cosa noi intendiamo per amicizia. E’ un incontro.
Non è che tu hai il dovere di accorciare magliette, per essere corretta, perché lui ha deciso che siete amici, e che una vera amica accorcia magliette mentre lui parla che esce con altre.
Già se tu non fossi stata chiara, e non ci fossero state implicazioni anche sessuali, un amico potrebbe avere la sensibilità di cogliere dei segnali per cui per te è difficile [o anche impossibile] ora sostenere un rapporto di amicizia, e soprattutto per come l’ha messa giù lui. In più tu invece, in questo caso, hai messo anche in chiaro, espresso a chiare lettere, i tuoi stati d’animo, i tuoi bisogni, quello che ti fa stare male/stare bene…
il fatto che lui eluda [per quanto emotivamente ti disorienti e/o ti faccia male perché lo percepisci come un rifiuto empatico a mettersi nei tuoi panni, comprendere le tue ragioni, e quindi pensi che l’armonia sia che lui riesca a capire cosa provi, e a chiarire la situazione, possibilmente nel verso di essere come tu vorresti che fosse… il che, Fania, di base è umano… perché di base è apparentemente molto più pacificatorio internamente che doversi spostare considerando il fatto che una persona con cui abbiamo condiviso delle cose/emozioni si sta comportando egoisticamente ecc con noi…] dicevo, il fatto che lui eluda non cambia la sostanza del fatto che ciò che tu esprimi, che giunga a destinazione o no, che sia confermato o no dalla sua risposta, è quello che senti.
e che se ti metti a cucire, a sopportare, ad adeguarti per
per mantenere un filo aperto con lui, per dimostrargli che tu comunque sai accudirlo, esserci, comprendere, dare più delle altre, e puoi offrirgli una completezza mentre lui si disperde con altre donne, per rimandare il momento del distacco, per sedare la tua ansia della sua lontananza… non cambierà il fatto che però senti delle cose, senti che questo è un quadrato e non un tondo, senti il disagio e la frustrazione di vivere una relazione non paritaria, nel senso che comunque c’è chi impone delle regole e chi si adegua, ecc.
Se un domani un mio amico si innamora di me io non sarò obbligata certo ad amarlo, nè potrà chiedermi di vivere il rapporto in maniera diversa da quella che io mi sento di vivere (amicizia versus amore), e sarò più libera certamente che se avessi accettato una relazione di tipo diverso, ma ciò non toglie che anch’io ho la mia parte di dovere della non ambiguità, essendo appunto un’amica, e non saltando da essere amica a amica anche di sesso con una persona che non vivrebbe la cosa con tutto un altro carico emotivo. E se io porto/riporto/lascio la dimensione del rapporto su un piano di amicizia, perché va bene a me, poiché anche l’altro esiste, io posso avere la mia libertà, ma la mia libertà non include il fatto di ferire l’altra persona dicendo, come un elefante in cristalleria, che mi piace tizio o caio, che esco con gino e pino, ecc. Potrò dirlo ad una mia amica con cui accorcio pantaloni, o anche ad un mio amico fratellifero, per cui impatto della cosa è diverso totalmente, non a una persona che si pone nei miei confronti con un altro stato d’animo e che sta cercando, a fatica pure, di farsela passare…
ciò mi sembra proprio il minimo della vita, e non so cosa vuole questo tuo “amico”, ma forse dovrebbe imparare che la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri. e che il nostro sentire per noi è centrale, ma anche gli altri hanno il loro.
E se la sua libertà è quella di volere più relazioni, o altre relazioni, o di dare all’atto sessuale la sua interpretazione, di chiamare amicizia ciò a comodo, può pure restare come gli pare e frequentare persone a lui compatibili in tal senso, ma non può menarla a te che un quadrato sia un tondo. E che se ASINI EMOTIVI che ci sanno fare con le parole e eludere volano tu devi tenere sul poggiolo una mangiatoia sempre disponibile per quando decidono di atterrare, come tira loro la coda…
Fania, ti rendi conto di quanto vali?!? Tra voi 2 quella con una marcia in più sei tu!!!!!!!!
Buondì cuoricini…non posso sempre leggere tutto ma ci ho provato velocemente.Kate innanzitutto ti dico fidati, sex and the city ce fa ‘nbaffo( avranno anche le scarpe belle e vivranno anche a N.Y.ma ce fanno ‘nbaffo) 😐
Elena il comportamento di questo ragazzo( e qui comincia l’inquisizione)l’ha già analizzato benissimo Luna.Se ci sta una gigiapina in mezzo proprio non vedo,non vedo assolutamente, perchè Tu sia ancora lì. Gli rispondi pure ai messaggini….gli dici di aver capito che lui non vuole neppure una convivenza,figuriamoci i figli… 😐 dovreste dare molta piu’ importanza a voi stesse che a certi omuncoli. Non è una colpa che abbia un’altra dopo di te,sia chiaro. è tutto il resto che fa sconcerto.Non ha nessuna giustificazione per il fatto di sentirsi in colpa con te e poi frequentare sta tipa. Insomma scusa se sono intervenuta brutalmente,non ripeterò quanto detto da Luna,che sottoscrivo, ma semplicemente ti dico di pensare a te stessa, come mai hai fatto prima. E la stessa cosa ,cara Fania, la dico a Te. ho capito bene?questo individuo vuole una sarta o un’amica? bah….spiegatemi il vantaggio,il guadagno di stare con certa gente…a sto punto davvero piuttosto faccio un corredo ai vicini di casa ma non ti aggiusto nessuna maglia, vattene a fanCul0 e restaci… Lo dico perchè nelle mie debolezze ho maturato una grande consapevolezza di ciò che mi serve davvero.Questi non sono comportamenti nè di un amico nè di un amante. Valorizzo la figura dell’amante,pur non avendone uno: Amante è quello che senza impegno ti da dolci e appassionati momenti di piacere, non ti fa troppe domande, possibilmente ha una moglie o altro che gli stira i calzini e lucida le cravatte,che gli fa il massaggino alla schiena e lo accompagna alle riunioni di famiglia.A te fania dovrebbe essere riservato solo il meglio dell’amante. sennò non è un amante, è na chiavica.
Per il resto… sono tornata a casa mia nelle verdissime marche e sto da dio……
vi bacio!
P.S. scusate se sono stata brutale e veloce, ho una connessione mortificante qui e devo scrivere in fretta. In effetti nemmeno Bud Spencer così……
Vi bacio davvero, buonissime giornate!!!!
http://www.youtube.com/watch?v=bcrEqIpi6sg
“La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice”. Josè Saramago
Passo volando…poi torno….baci baci LAD- nauti
kate