La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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anche io ho sofferto spesso di attacchi di panico…. e in realtà stanotte, dopo una giornata a traslocare quasi tutto quanto rimaneva nella nostra casa comune, mi sono svegliata alle 5 vomitando tutto quello che avevo in corpo…
nonostante il tempo passi, senza preavviso, ripiombo nelle paure più antiche e cupe
sono 2 giorni che ‘sto’ nuovamente in mezzo alla sensazione di paralisi e chiusura di ogni opportunità di gioia- so che passerà anche questo- e osservo…
NATY: 🙂 😛
ANNINA e KATE: certo che sono sempre un messaggio. Sia gli attacchi d’ansia che gli attacchi di panico.
Ci parlano. A parolacce, magari 😉 ma sono il risultato di un sistema che funziona e quindi dice la sua.
ELENA: forse nessuna lo capisce perché è un egocentrico piombo che invece di affrontare realmente quello di cui si lamenta, per migliorare la sua vita e i rapporti con l’esterno, pensa che l’esterno sia lì per sopportare/gestire/adattarsi?
Tu te le fai già, diverse domandine assai.
E a me pare che non te le fai solo di testa, ma pure de panza.
E, permettimi, sono troppe le cose di cui non hai idea, anche quando le domande che gli fai non sono roba da chi vuol esser milionario, ma cose normali.
Almeno questa è la mia impressione.
Io, ripeto, ho l’impressione che questa, per essere ancora e solo praticamente (nel senso che non so quanto vi siete effettivamente visti e frequentati con continuità, ma poco, mi pare di aver capito) è già faticosissima, poco chiara, piena di problemi e di malesseri.
A parte che la tua considerazione sul suo rapporto con la famiglia certamente ci sta (e anche che tu possa pensare: non fa per me, che è un dato obiettivo), io vedo più nebbia che in val padana in questa storia. Ma poi, onestamente, a parte rifilarti tanti pipponi mentali suoi cosa ti sta dando quest’uomo?
[che poi non era quello che non voleva la dipendenza affettiva? e poi se ti sposti 5 minuti diventa un ricattatore dipendente sonosoloalmondo? è così? ho capito bene?].
Lo so che sono dura, Elena, ma perché io ho la sensazione che tu ti stia sfracellando i maroni?
Ma, veramente, perché?
Cioè, a parte il fatto che se ti sposti lui va in crisi [e se ti avvicini pure… dico, che figata, ahò!] e che ti fondi il cervello di monologhi perché lui, mi pare, pure quando parla parecchio… non dice un c....… e sennò non dice niente direttamente, o comunque non può neanche dare una risposta diretta e banale su una ricarica, e che comunque mettiamo pure che sia l’uomo migliore del mondo però di fatto mi pare:
a) è in crisi, non si sa se da tutta la vita o da 5 minuti, però mi pare che se la gestisce male e te la butta tutta addosso
b) si aspetta che tu sia in grado di reggerla. perché la sua sensibilità è centrale più che la tua di qualsiasi rapporto si tratti
c) ti scarica ansie ma non tollera le tue, pure quando vengono da qualcosa di concreto, attuale, che può effettivamente ? e non da concetti generici come quelli che tira fuori lui
d) tu ti sei un po’ impuntata con questa storia perché ha avuto un inizio luminoso? scusa la domanda brutale, ma pensi possa essere così?
ti manca il lui dell’inizio e speri che torni?
non riesci a considerare che il lui dell’inizio forse lo conoscevi di meno e via via lo stai conoscendo di più e ti sta mostrando dei lati in più che non ti piacciono?
non è che è cambiato, ma lo stai solo conoscendo di più, intendo.
non puoi sapere se appunto lui fa sempre così [anche se in parte, mi pare, lo ha pure ammesso, che lui ha dei problemi con le relazioni. e da un certo punto di vista dicendolo, ma non mettendosi neanche nella posizione: vorrei vivere veramente questa relazione, ORA, no non so, tra 20 anni chissà, quando si creeranno della fantomatiche migliori circostanze, voglio ORA fare stare meglio anche la persona con cui mi relaziono, insieme a me… Non mi pare che lo abbia detto, e quindi mi pare che si stia parando anche il culo dietro alla sua incapacità di vivere relazioni in un certo modo, che si stia parando il culo mettendo persino il disinteresse ad avere una relazione nelle sue varie, basilari, caratteristiche, ma proprio quelle anche terraterra, tra i sintomi del suo non riuscire a provare interesse in una relazione… insomma, ma che giro è?
Se sta così male, per una serie di ragioni, gli ci vuole uno specialista, perché tu non puoi sostituirlo. Se ha mal di denti potete stare a parlare delle carie al telefono per 5 anni e lui può dirti che ti tratta male perché ha il mal di denti [che non è una giustificazione, è un dato di fatto], ma non puoi essere il dentista…
Ma Elena se non mi sto sbagliando [e certo che può essere eccome, che ne so?], ma chi te lo fa fare??? cosa?
FANIA: hai avuto la sensazione che ti manipolasse, ho capito bene?
raramente quando sentiamo questa sensazione sbagliamo, temo. vuol dire comunque che percepiamo qualcosa che a noi, nel nostro sentire, non torna, ci allarma. Fosse pure la sensazione di uno sbilanciamento in una relazione, per cui ci sentiamo “messi sotto”, che l’altro lo faccia apposta o no. Spostandoci possiamo riconoscere le nostre sensazioni con maggiore lucidità. Capire cosa non ci torna, da cosa dipende. Come ci poniamo verso.
ora, intendiamoci, una piccola parte di capacità di manipolazione esiste in tutti noi, anche solo inconscia. Per esempio lo è il senso di colpa. La nostra società è abituata ad usare il senso di colpa senza manco rendersene conto, anche in frasi e situazioni molto banali.
diciamo che è finita per bene ora? diciamo che mi sono rotta di questi continui sbalzi che oggi sono amica, domani amante, dopodomani chenesò? il suo ultimo sms:nn cè risp che possa darti x farti stare meglio.Tutto questo fà molto male anche a me e devo fare chiarezza;devo capirmi di più xchè altrimenti continuo a travolgere chi si accosta a me.
Era riferito al fatto che mi richiedeva di sentirci un pò meno e richiedeva di vedere ginopina senza sentirsi in colpa.
Ora: premettendo che uno può fare ciò che meglio desidera della sua vita o meglio, nel reciproco rispetto delle parti comuni, nn mi si dica che con questa qui nn ha proprio nulla a che fare!!! e nn è gelosia, ma voglia di nn farsi prendere per il cul
Come dicono i miei amici:mandalo a ffanculo e nn stare nemmeno a pensarci di rimanerci amica,perchè uomini così sono deleteri
Elena: e i tuoi amici avranno anche elementi in più rispetto a noi del forum. Cioè potranno, immagino, anche vederti persino in faccia, nel modo di parlare, negli equilibri anche di organizzazione della tua giornata quanto costui sia un bene o un disagio per te.
A volte ci possono fregare anche i luoghi comuni, pure autoimposti:
cioè, magari al nostro istinto o modo di essere una situazione non piace per nulla (anche solo perché non ci somiglia), ma ci diciamo:
però se io così o colà sembro gelosa? perché io non sono gelosa e non mi piace passare da gelosa.
o tipo: mi sento trascurata, per i miei parametri è così, ma se mi incazzo o infastidisco signirica che io non so rispettare gli spazi altrui? Non mi piace pensare di dover sembrare/dovermi sentire una persona che non rispetta gli spazi altrui.
o tipo: sto veramente perdendo la pazienza, ma se perdo la pazienza non sono abbastanza aperta nei confronti dell’altro? a me non piace pensare di sembrare una persona poco aperta.
non dico che sia il tuo caso, nè il vostro. ma riflettevo su questo per il fatto che a me sembra così evidente che di chiunque possa essere la responsabilità questa situazione ti crea palese disagio. e quindi il diritto di spostarti mi sembra logico.
Al di là di ogni questione di gelosia, come ti ho già detto io pure che sto qua e non c’entro un tubo con lui non capisco la centralità di questa ginapina.
@Era riferito al fatto che mi richiedeva di sentirci un pò meno e richiedeva di vedere ginopina senza sentirsi in colpa.
voglio vedere a chi non darebbe fastidio questo, soprattutto i due elementi: ho bisogno di sentire meno te
ho bisogno di sentire ginapina
io come ti ho già detto ho amici maschi e quindi non vedo malizia per forza, tuttavia io ancora non ho capito su cosa si deve fare chiarezza (talmente tante sembrano essere le cose anche se alcune pure opposte). anche sto senso di colpa su ginapina ha rotto i maroni.
saresti tu che glielo fai?
sarebbe lui che se lo fa da solo? io quando ti leggo ho l’impressione che parli di ginapina come di una cosa di cui non si può fare a meno.
e che sia perché ha una forma di dipendenza da ginapina, perché ha un interesse per ginapina, perché ha una sua forma di dipendenza interna per cui deve imporre ginapina per mantenere le distanze e non sentirsi invaso, che sia per altre ragioni… che due maroni, elena, lo stesso. Mi ripeto: c’è troppa ginapina, qualunque cosa ella sia o rappresenti, in questa relazione, che peraltro non ha
neppure chiara definizione. Ma non in maniera positiva freestyle tipo: stiamo bene, godiamoci le sensazioni e la compagnia reciproca, la conoscenza e senza imporci paletti di definizione scopriamo, vivendo, insieme dove stiamo andando, bensì in maniera, mi pare, negativa in cui tutto è una fatica, un paletto, una pippa mentale, una confusione di ruoli e presenze, di emozioni, in cui appunto se il sentirsi è un piacere spontaneo di spontaneità qua ce n’è ben poca, perché
manca la spontaneità dell’incontro…
che sia pure solo per due parametri diversi di quante volte ci si dovrebbe sentire al giorno è chiaro che, almeno in questo momento, non vi incontrate sulla stessa lunghezza d’onda.
@devo fare chiarezza;devo capirmi di più xchè altrimenti continuo a travolgere chi si accosta a me.
mi pare il minimo della vita, anche per lui stesso.
e, mi ripeto, non credo affatto, a sensazione (ma ovviamente è la mia, e non sono lì) che in una relazione non più di distanza ci sarebbero meno problemi, visto che stai parlando con una persona che è riuscita a creare ancora più distanza in una relazione a distanza, per esempio.
anche sta storia di ginapina ti ha messo in una condizione di ansia.
non so, a me pare che hai già dato, stavi meglio e che potresti rilassarti un po’ e aprirti ad esperienze più positive.
se poi è in grado un giorno di essere, questa, una esperienza positiva non lo so, ora non direi.
appunto Luna,
anch’io nn capisco dove sia la linea di confine trà:il voler tralasciare il nostro sentirci e doversi vivere quell’altra.
Premettendo che, trà le mie pippe mentali ci può pure stare che uno abbia voglia di rilassarsi un attimo, staccare la spina, autocentrarsi e creare le basi su cui discutere. Ma dal dire: guarda,io e te non stiamo più in coppia ed è il caso che ci sentiamo un pò meno ed io ho bisogno di farmi meno sensi di colpa e di godere della presenza di stà qui! e tutta una serie di suoi pipponi cervellotici che ditruggono al posto di creare
Allora stà qui ti ha preso talmente bene che: a) hai dovuto chiudere la ns relazione per seguire l’altra(e ci stà) b) mi hai preso per il culo talmente bene che prima di decidere hai tenuto il piede in due scarpe. c) nn mi devi chiedere di rimanere amici e farti stì benedetti sensi di colpa per scusarti dell’accaduto.
Cmq in tutta questa storia, la centralità degli eventi, hai perfettamente ragione: è che sentivo disagio.
Emotivo, empatico, distruttivo, cose poco chiare e arzigogoli che nn mi convincevano e nn mi convincono a tutt’oggi, anche se si proclama: io sono vero e sincero.
L’inkazzatura che ho con me stessa e che gira e rigira, tutti finiscono con il volere solo una cosa:il letto
E per come sono fatta io, cribbio,mi è costato finirci subito al primo incontro senza avere nemmeno il tempo di pensare a cosa stava accadendo. E già li, altro che disagio con me stessa che pure lui se ne è accorto.
Per come si sono messe le cose, ho tagliato definitivamente: nn ci sono state,per i miei parametri, le basi per creare un’amicizia.
Anche se, fondamentalmente, ci siamo visti 4 gg a luglio e 10 gg agosto, quindi nemmeno il tempo per viversi pienamente.
Per creare amicizia, devo sentire che qualcosa in comune abbiamo e nn che questo qui, mi prenda, per appunto, come la sua psicologa su cui scaricare le sue frustazioni e suoi fallimenti e i suoi deliri famigliari. Oddio, posso pure ascoltare, deliniare, sentire empaticamente una persona, ma poi tu di quella persona ne trai conclusioni che nn devono essere:ma è tutto lui o manca qualcosa?
Mah LUNA mi metto l’anima in pace e sorrido
@ Luna, si, mi sa che ha ragione, le emozioni venfono dal ns profondo e se si sente una cosa, quella e’ quella giusta. Se mi sono allontanata ci saranno stati dei motivi validi per me anche se ora sono qui che ci ripenso. Ma che parlatore, quante telefonate…mi ha chiesto di dormire a casa sua…ed io sono secoli che non dormo con un uomo. Ha stuzzicato tutti i miei desideri piu’ profondi…ma sicuramente non e’ l’uomo per me!
Vi scrivo qui una cosa che credo possa essere utile a tutti noi e che io spesso rileggo per averla ben presente
Tu hai amato troppo. La psicoterapeuta americana Norwood scrive: “Amare” diventa “amare troppo” quando il vostro partner non è quello giusto, non si occupa di voi, non è emotivamente disponibile e, ciò nonostante, non riuscite a lasciarlo: anzi, lo desiderate e lo amate ancora di più…..”E’ un libro che fa riflettere
CIAO A TUTTE!
Dove sono le mie amazzoni? (francy, alice, heidi… ) se non scrivono più credo sia buon
segno. Luna col vessillo in testa sei qui ad aiutare chi s’è smarrito.
E’ un pò che non scrivo, per chi non mi conosce faccio una rapida presentazione.
Lasciata un anno fa circa, dopo 11 anni insieme (fidanzamento più convivenza) l’anno
scorso decidiamo di sposarci, mettere su famiglia, e comprare casa insieme e lui mi
lascia perché confuso. Premetto che ora ho quasi 35 anni.
Non sto ancora bene ma sto meglio. Ho iniziato facendo quello che tutti consigliano di
fare in questi casi: leggere, fare sport, curare il proprio aspetto, tenersi cari gli amici. E’
uno step importante questo ma è solo la punta dell’iceberg. Ho riflettuto tanto su di noi
per capire il perché le cose si sono evolute in un certo modo. Sono giunta ad una
conclusione plausibile che affonda le sue radici nelle nostre famiglie e all’inizio del
nostro rapporto: l’ho raccontata a chi ancora mi chiedeva “perché”, me ne sono convinta
e l’ho archiviata. Nel frattempo come da copione mi sono iscritta in palestra, ho cambiato
look, ho fatto nuove amicizie e ho letto molto… ma non bastava… finché non leggo un
libro di Volo, scrittore mediocre a mio avviso, ma parlava di me, parlava di noi. Mi
colpisce una frase: a volte la coppia è una fuga dalla nostra vita, dalle responsabilità che
abbiamo verso noi stessi, affidiamo all’altro la responsabilità della nostra felicità come
fosse l’unica cosa bella e certa. Paragona il rapporto di coppia ad un anestetico che prima
o poi finisce il suo effetto e allora o se ne prende dell’altro (ci si innamora di un’altra
persona come forse ha fatto il mio ex) o se ne assume una dose più alta (ci si sposa e
fanno figli come volevo fare io). Morale della favola: ero (sono) insoddisfatta della mia
vita e di me stessa. Pensavo che avrei trovato pace nel ruolo di moglie e madre, che mi
sarei sentita appagata ma era una via di fuga da una serie di incombenze o questioni
irrisolte (lavoro, famiglia, casa, rapporti, etc.). Forse non c’è nulla di sbagliato tanti
intraprendono questa strada. Ad esempio un mio amico ha detto della moglie “E’ nata
per fare i figli”… a me che so che è una ragazza in gamba, questa frase è sembrata
riduttiva!
Quello che voglio dirvi è che forse non sempre è AMORE, a volte l’altro è solo una
splendida cosa a cui appoggiarsi perché da soli non riusciamo a stare in piedi. Imparare
a stare soli significa essere appagati della propria vita!
Qualcuno mi dirà che se in quest’anno di singletudine avevo trovato un altro uomo ora
non starei qui a dispensare ste perle di saggezza e a farmi tante menate sull’essere
soddisfatti sul perché e sul percome… E’ vero! Però è anche vero che forse un altro non
lo si trova perché non si è ancora pronti, perché ora si DEVONO fare i conti con delle
realtà che prima si tendeva a insabbiare! E poi anche se avessi trovato un altro chi mi
garantisce che anche questo alla fine non mi lascerà?! E allora si ricomincia da capo?!
Non sarà il caso di approfittare di questa nuova consapevolezza acquisita attraverso un
percorso doloroso che mai avremmo voluto intraprendere, ma che ahimè siamo stati
costretti ad affrontare, per mettere mano a delle cose che non ci vanno bene?! Sembra
facile? No non lo è!!! Non so neanche se ci voglio mettere mano perché è fatica e tanta
pure! e serve anche un pizzico di fortuna! Ma è così… proprio così che è andata!
Per cui il mio vuole essere solo un invito a riflettere che spero vi aiuterà a capire e ad
andare avanti.
Un abbraccio a tutti in particolare a LUNA!!!