La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Infatti benchè continui a dire a tutti a gran voce “per me è finita è uscito dalla mia
vita e sto bene cosi” noto che ha molta difficoltà nel sapere qualcosa di buono
che mi riguarda. Io frequento il fratello che abita vicino a lei ed è capitato che
andassi a trovarlo e lei fosse a casa sua. Signori miei io citofonavo e lei scappava
via. Non capisco questa paura/vergogna/difficoltà. Se sei una persona che ha la
coscienza pulita e sopratutto che non provi alcun sentimento per me per quale
motivo dovresti avere queste difficoltà? Sinceramente non so cosa pensare. Certe
volte credo che abbia paura di veder crollare le sue autoconvinzioni, ma non mi
spiego come questo sia possibile visto che stai con un’altra persona e la desideri
pure parecchio. Magari teme qualche reazione da parte mia ma conoscendomi
dovrebbe saperlo che non farei assolutamente nulla e vista la sua indifferenza in
questi mesi un eventuale incontro si concluderebbe con un semplicissimo “ciao” e
niente più. Boh non so proprio cosa pensare e probabilmente il mio errore sta
proprio nel fatto che piuttosto che stare a perder tempo cercando di analizzare e
dare una risposta a queste situazioni dovrei come dice sempre LUNA arieggiare e
non curarmi di ciò che succede. Purtroppo sono una persona che per indole vuole
delle risposte, che per adnare avanti deve capire bene cosa succede e per tutto
questo mi ritrovo impantanato in una storia che se fossi stato più “bravo” avrei
dovuto dimenticare più in fretta e vivere diversamente.
Marianna la canzone di Kim Carnes è bellissima.
Un salutone a tutti
ELENA: …
cioè …
e ancora …
ho una domanda: ma tu credi davvero che questo qua, in un rapporto di vicinanza, sarebbe meglio di com’è a distanza?
cioè, le relazioni a distanza hanno certe difficoltà, ok, ma perché io non vedo in quello che scrivi difficoltà dovute alla distanza ma solo dei pipponi mentali di prima categoria [anzi, forse di seconda, perché ne esistono di più eleganti e seri] che sto qua ti propina?
Perché mi sembra che tu debba muoverti in costante adattamento/modulazione/difesa/pazienza/fastidio rispetto alle sue dinamiche del piffero?
Perché, perdonami, non mi verrai a dire [che sia pure dotato di altre maraveje di qualità che io ovviamente ignoro] che è ok uno che fa proclami sui suoi problemi con la vicinanza emotiva, per mettere le mani avanti (ebbè, lui non lo puoi mica soffocare, lui c’ha paura della donna se lo magna) però poi ti fa due co… con l’intimità chiacchierifera e di colazioni che ha con Gina Pina.
E arriva pure (e questo mi ha fatto veramente girare le scatole a vortice solo a sentirlo… non sono pacata e obiettiva? Mi son girate comunque, tant’è) a chiamarti di notte per dirti che si sente in colpa di provare certe cose… cioè per lei??? cioè, lui chiama te di notte per scaricarti addosso la sua ansia di provare cose che giudica inopportune ma va tutti i giorni a parlare con gina pina???
Ma chi sei??? Ti prego, dimmi che costui ha 16 anni. E che so’ ragazzi, dai, ti prego! Ma… scusa, altro campanello d’allarme?
Cioè, la banda con tanto di sbandieratori, vuoi dire?
Aspe’, non sto dicendo per forza del fatto che si fa la tipa, ma di come tratta te! di cosa ti chiede. Dipendenza affettiva. Cioè,
lui dice che la teme…
ok, allora mettiamola così, e il fatto che dice di non vuole essere assillato perché odia il controllo, ma appena una persona gli dice non voglio sapere ed esce dalla sua dinamica di controllo (controllo, paura di controllo, i suoi contrari) cosa fa? chiama alle 3 di notte, per controllare lui la reazione (come te ne freghi???) e per farsi ri-controllare… perché, perdonami, siete a distanza, quindi lui potrebbe anche farsi 35 subrettes e tu non lo sapresti mai (no, non lo dico per farti venire l’ansia… c’è chi riesce a farsi 35 subrett stando nella stessa casa, e chi non se le farebbe mai neanche se le subrett gli dicono mo’ me te magno, seguimi…) ma lui va solo fuori con gina pina, però, giusto per farti venire una bella ansia, ti deve informare anche quante volte mangiano cruassuan.
Se vuoi saperlo tu, o visto che comunque lui ti dice, pressi, e attenzione perché lui è uno che detestando la dipendenza affettiva non può avere legami se non capisce veramente di cosa si tratta e poi anche lui non sopporta di dover dire troppo (infatti dice lui, anche se nessuno gli chiede una cippa) e se ti rompi maroni di dover pensare a cosa fanno e non fanno come fai a essere indifferente???
ok, può darsi che io non abbia capito niente, e può darsi che lui sia Fra’ Marcantonio. E in tal caso mi scuso per le mie analisi che forse ti confondono. Ma io leggo questo. Io leggo che il fatto che lui con Gina Pina ci giochi a briscola o che ne so è persino, ti giuro, secondo me, in secondo piano rispetto a queste partite a risiko mentali estenuanti a cui ti chiede di giocare.
E’ ovvio, mi ripeto, che io non sono lì, lì in mezzo alle vostre telefonate e i vostri rapporti, però io leggo te, ed io ti leggo che in testa, per ste storie, forse potresti friggerti un uovo. E che pure quando dici: mi sposto, lo dici comunque dovendo calcolare quanto e come per reggere il suo modo di gestire il tutto, che a te ho l’impressione non piace manco per niente.
Ora, il sesso non è tutto nella vita, non fraintendermi, esistono affinità elettive profonde,e le nostre nonne aspettavano l’uomo che era al fronte. dunque non ti sto dicendo che questa storia vale meno perché sia a distanza. Ma poiché non ci sono una serie di cose fisiche (sia pure le coccole, la presenza nella quotidianità, il fatto di andare voi a fare colazione insieme) perlomeno dovrebbe valere la candela il rapporto di tipo emotivo, dovrebbe dare soddisfazione, piacere.
Non sto certamente dicendo che nel momento in cui c’è un problema uno/una se ne va, lo sai benissimo come la penso. Però dipende anche dalla natura del problema. Il fatto che uno ti dica che non siete insieme, ti dice di non andare lì, non muove il culo per venire lui da te, gioca – temo – con l’ambiguità coppia/non coppia, invece di rassicurarti [forse un rapporto a distanza ha ancora più bisogno di rassicurazioni che riempiano i vuoti lasciati dagli sguardi che non si possono leggere], ti tratta più come la sua psicologa a cui raccontare il suo rapporto con le storie che viverne una con te, mi dà da pensare. è un problema di coppia secondo te, questo? o è un problema suo con cui ti carica e ti limita? Non sto dicendo che lui sia un mostro, sto dicendo che c’è qualcosa del suo modo di essere/fare che percepisci come non ok o incompatibile
ANNINA: eccomi, scusami per il ritardo 😉
@Quel che e’ desolante per me e’ che ancora stanotte mi sono svegliata verso le cinque con un urlo pazzesco, tipo animale dilaniato. Mi capitava anche quando ero con lui e mi prendevo anche delle “sgridate” affettuose : ” amore non voglio che tu abbia queste paure. Io amo te e per questo sono qui e lo saro’ sempre”. Per me c’era gia’ allora un passato di abbandono e la paura che tutto potesse finire in un flash non mi suonava come una news, era gia’ incisa profondamente nel mio animo.
Adesso con queste paure posso giusto convivere perche’ le sogno, diventano tangibili seppur nell’ inconscio, mi sveglio e lo sono a tutti gli effetti.
ho avuto anch’io incubi, alcuni mi hanno spaventata perché mi svegliavo assolutamente disorientata rispetto a dov’ero [a causa anche, penso, dei miei continui spostamenti, e di un sonno mai, quindi, veramente rilassato]. Ho avuto anche una specie di attacco di panico sognico… una roba tremenda. In sintesi per me ero sveglia dove mi trovavo, vedevo tutto intorno a me, ma provavo TERRORE puro. Quella notte ho sognato “tutto”: l’esperienza e la paura dell’abbandono, la morte di mia nonna (e per la prima volta e l’unica non l’ho sognata, lei, in modo positivo), la malattia di mio nonno, la casa che sto mettendo a posto era un luogo spaventoso che mi inghiottiva come una voragine, le presenze nel sogno erano tutte spaventose, e chi più ne ha più ne metta. Ho sognato persino di svegliarmi, mettermi seduta, urlare ma senza riuscire a tirare fuori la voce. Di alzarmi, andare a cercare aiuto, e di trovare risposte negative, e robe da CSI nella stanza, da parte di c’era, la mia amica, e avrebbe dovuto aiutarmi. Solo a quel punto mi sono svegliata sul serio e sono corsa veramente, come una bambina, a chiedere aiuto, tremando come una foglia. E non avevo il coraggio di riaddormentarmi. E questo non è successo secoli fa. Qualche mese fa.
Perché te lo racconto? Non certo per spaventarti di più riguardo ai tuoi incubi, o perché mi prenotiate una visita alla neuro 😛
ma per dirti che io ne avevo avuti, a lungo. Sogni claustrofobici, credo, dai quali mi svegliavo urlando. A volte mi svegliava il mio ex. E poi sognavo questo, perché in realtà mi si chiudeva la gola, dal troppo stress globale, dopo la morte di mia nonna: sognavo che avevo inghiottito una gomma americana, e che stavo per soffocare. Sempre lo stesso “stupido” sogno. In realtà l’angoscia mi chiudeva la gola e quindi la mia mente
trovava un’immagine, una situazione, un senso alla sensazione fisica. Mica sognavo di essere chessò alla sagra della sardella. no, ero lì, nel mio letto, ero andata a dormire, e nel cuore della notte mi stavo soffocando con una gomma americana che prima di andare a dormire mi ero dimenticata di sputare. E lui mentre io tentavo di non crepare per la fantomatica gomma (anche premurosamente, eh, intendiamoci) mi doveva svegliare e dire: non c’è nessuna gomma, stai tranquilla.
Figurati poi se sarei mai andata a dormire con una gomma americana! Ma so’ creativa, e mi creavo il contesto 😛
Che figata, ah? eppure, ovviamente, tutto ha un senso, e non serve scomodare Freud. Ero piena di stress, dolore e paura. Di sogni, anche incubi, ne facciamo. Io non so che avrei dato per fare un bell’incubo di quelli in cui, non so, ti bocciano ad un esame, litighi con tuo cugino, perdi il treno, ti ritrovi in mutande in mezzo ad una piazza cittadina 😛 magari! No, quei sogni erano belli diretti: la gomma era uguale ansia nella gola, gli altri erano le paure, eccole là, belle chiare.
Ma se non avessi scaricato le paure nel sonno? Se esse non mi avessero mandato un messaggio? Siamo, in fondo, macchine perfette.
L’attacco di panico sognico (che di giorno non ho mai avuto, riuscendo ad aggirare e gestire l’angoscia di cose reali come il perdere delle persone che amiamo e sensazioni che non possono che fare male e di dubbi sul futuro quanto mai leciti) è arrivato quando, forse, c’era proprio bisogno che arrivasse. Ha sparato in multicolor e maxischermo tutto (se non tutto, molto) ciò che per difendermi avevo trattenuto ad un certo livello, tutto ciò su cui comunque riuscivo a stare in equilibrio, tutto ciò che il mio ottimismo riusciva a chiamare: vabbè, non è così grave dai, anche perché a volte abbiamo paura di dirci quanto dolore, paura, disorientamento proviamo sul serio.
ora, capisci a me, se mi sogno di nuovo una roba del genere stasera, anche perché ne ho parlato, mi ca… addosso 😛 però non è mai più successo. La mattina dopo tra l’altro io e una mia amica (che pure lei ne ha passate) e aveva incubato tremendo la stessa notte ne abbiamo parlato in cabaret. Io credo che dovevo scaricare, io credo che quella notte devastante sia stata sana e mi abbia fatto un favore.
Anch’io ti voglio bene Anna, anche se non ti ho mai vista. Ti ho regalato il peggiore dei miei incubi per dimostrartelo. E mi sono pure presa il tempo per raccontartelo bene :PPP Che culo ah? :PPPPPPP
TVB
ahahahah..ma che bei sogni fanno queste allegre ragazze !!!!
La penso come te, Lunetta. La nostra mente sfoga quel che deve nei momenti in cui puo’ perche’ noi, super organizzate a sopravvivere, di giorno, non glielo permettiamo. Penso faccia bene sognare quella spazzatura. Urlare, cioe’, voler urlare e non avere voce, e’ la premessa di ogni mio incubo…poi finisce che la trovo dopo essermi trovata terrorizzata nella fantasia e urlo davvero!Ma che bei momenti!
Anche io non ho mai avuto attacchi di panico. Ho pero’ avuto quelli di ansia e sono gia’ abbastanza per me. La gente parla e io non riesco a concentrarmi, due piu’ due diventa un rebus anche con la calcolatrice e sento formichine malefiche in tutto il corpo, dalla testa ai piedi. Risalgono a tempo e tempo fa, ma io NON DIMENTICO.
Oggi un incubo reale: l’ufficio con mille casini e mille cose da fare…voglio scrivere e lo faro’ presto 😉
Bacio, tesoro. Bacio a tutti.
Amici, E’ un po’ che non vi leggo, ora pian piano mi aggiorno…in realtà sono stata a rifletteresulle mie novità: ci siamo incontrati per caso e mi ha chiesto di vederci in modo che io potessi restituirgli le cose, compresa la posta. Mi ha chiesto di salire in macchina e abbiamo parlato un’ora, così, di punto in bianco dopo 4 mesi si assenza. Bene, lui è rimasto al punto di prima, gli stessi discorsi, stesso dolore, non ha fatto un passo avanti e sta male senza di me, mi ha detto che è difficile. Io zitta, non cedo perchè voglio sentirmi dire delle cose che tanto non mi dirà mai…poi il giorno dopo gli scrivo un messaggio contenente una riflessione sul suo discorso: “la verità la conosciamo tutti e due, è che io volevo una famiglia e figli e tu non eri socuro neanche di voler convivere”. Risposta sua, : “TI PREGO!!!Non iniziamo”.
Bene, adesso ditemi voi se non dovrei spaccargli un piatto in testa…io ritorno nel mio silenzio…
LUNA cara, te lo devo dire…
Tu, co’ questa tua Gina Pina, me fai morì! 🙂
che dire LUNA, hai perfettamente ragione. E allora che faccio? la domanda cruciale parrebbe questa. Se da una parte mi viene voglia di mandarlo a ca..re (scusa il francesismo), dall’altra appena mi sposto lui mette in pratica che, tutte se ne vanno, che lui è solo, insomma che nessuno lo capisce. oggi l’assurdità era che alla mia domanda: xchè nn ricarichi il cell e mi chiami con quello? è andato in ansia per la richiesta e farnicolava e la sua spiegazione è stata: per ora no.Può essere che uno nn voglia ricaricare il cell, ma la cosa nn mi convince almeno nn è questa cosa, ma come si ascoltano le parole.
Ansia nel dover dare spiegazioni,plausibili o no.
Mi convince sempre meno anche l’idea di nn poter scendere al momento e lui salire.Quale sia il reale motivo nn ne ho idea.
Lui dice che nn si godrebbe il momento, considerato che in famiglia cè un pò di caos. Ma la mia testa mi porta a pensare che se un uomo di 37 anni nn può essere libero ma dipendere dal nido famigliare, mi farei qualche domandina.
…Ma voi con questi incubi a CSI gli fate un baffo!
Si so quanto sono brutti gli incubi, per un periodo ogni notte li facevo, e il mio compagno era preoccupatissimo….poi sono passati e a volte ritornano…
gli attacchi di panico, beh quelli li conosco da una vita e oramai ne so talmente tanto che riesco in parte a controllarli, e sempre con l’aiuto del mio compagno ho superato molte cose che mi terrorizzavano…
è brutto quando ci sono queste cose, però in qualche modo direi che sono una guida e un messaggio per farci capire altro….
baciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii vi voglio bene!
kate