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La fine improvvisa di un amore

di Loredana
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14.073 commenti

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  • 10141
    LUNA -

    NATY: ciao, ho premesso che sai tu per te, stati d’animo e contingenze. E, peraltro, il fatto “tu sei forte, beata te”, LILLY, è sempre stata una cosa che mi è stata sulle palle. Chissà poi perché si pensa che le cosiddette persone “forti” non possano soffrire d’ansia, depressione, attacchi di panico. Forse perché è comodo pensarlo.
    E mi è capitato nella vita di avere a che fare con le cossidette “madonnine infilzate” (che possono essere sia maschi che donne), cioè i sensibili autoreferenziali, per esempio. Quelli che in nome della LORO sensibilità possono sempre dire, fare il c.... che pare a loro, senza mai prendersi la responsabilità delle loro azioni anche totalmente insensibili, o di zero buona creanza o rispetto e empatia pari a una cozza (mi perdonino le cozze), ma poi, se tu gli fai notare che hanno sbagliato, ferito, colpito, rotto le palle o degli equilibri, diventano improvvisamente cristallo puro. E tu, che sei più forte (dove sta scritto???) hai sempre torto. Tu sei il culturista che tanto se la cava sempre e non soffre mai e se soffre se la cava e loro vanno trattati con le molle o si sgretolano o finiscono alla neuro deliri. Comodo.
    NATY, io ti ho scritto quello che ti ho scritto non per fare una relativizzazione stile c’è chi sta peggio o meglio, ma per una sincera empatia rispetto al fatto di come ci si può sentire quando ci si sente in trappola o in mezzo a casini che avverti come oggettivamente insormontabili. Che siano oggettivamente o soggettivamente insormontabili in quei momenti non fa alcuna differenza.
    Quello per cui provavo forte empatia era anche la sensazione che tu descrivevi (così io l’ho letta) dell’aver perso una certa parte di sè. Di pensare che sia il caso di metterla da parte. Io, mi ripeto parlo per me, quando l’ho messa via sono stata malissimo perché quella parte non conteneva solo dei punti deboli, ma anche delle risorse. e senza quelle risorse io ero al palo. E non parlo di occhiali rosa con cui vedere il futuro. Ma forse, mi rendo conto, non riesco a spiegarmi.
    Capisco molto bene che tu non sopporti nè un atteggiamento di compatimento, nè la relativizzazione, né come altro dicevi. Io, per evitare tutto questo, mi sono spostata e peraltro dei c.... miei non ho detto niente a nessuno. No, ripeto, perché temevo il giudizio degli altri, ma perché non avevo voglia nè energie di spiegare alle persone a che punto stavo e perché, quali fossero i miei problemi e perché, perché sentissi anche il diritto di essere pessimista e insieme di cercare delle mie soluzioni con i miei tempi ecc ecc. Ho avuto anche la sensazione onestamente che l’isolamento fosse la sola via possibile. Posso dirti che ancora oggi mantengo questo atteggiamento di riservatezza rispetto la moltitudine. Però per fortuna ci sono anche persone con cui ho il piacere di condividere. Perché apprezzo anche i loro silenzi, il loro parlare d’altro e fare gesti che non risolvono i miei problemi, ma che aiutano a vivere meglio.

  • 10142
    LUNA -

    Mi dispiace se mi dilungo, perché comprendo il tuo discorso sulle energie. Se fossimo state nella stessa stanza probabilmente sarei stata zitta. Qui l’empatia viene da trasmetterla a parole, anche perché sono quelle che abbiamo.
    Anch’io ho ancora le energie molto basse. Se una volta potevo fare quindici cose in un giorno adesso ne faccio due e mi sento stanca morta. Lo accetto. Non so se tornerò come prima al cento per cento, ma è naturale che ora sia così.
    Dopo un periodo di maggiore isolamento sono contenta di aver riaperto la porta a persone a cui non ho bisogno di spiegarlo, anche perché sono in grado di accettarlo, anche da loro stesse. Provo gioia nel vedere il loro “recupero” di una maggiore serenità, non scontato, come provo gioia nel vedere i miei recuperi. So benissimo che carico di stress a loro volta hanno dovuto sostenere nei loro percorsi. che disperazioni. certo, li so vedendo da fuori.
    Frasi come “non piangerti addosso”, “c’è chi sta peggio” ecc capisco quanto e perché siano percepite come insostenibili. Io mi sono spostata da questo genere di frasi, indipendentemente dalle intenzioni, anche ottime, con cui venivano pronunciate, perché non mi servivano a nulla. Anzi spesso mi facevano solo stressare di più.

    anch’io ti abbraccio forte. E, banalmente, ti dico: abbi cura di te.
    per quello che puoi, in qualsiasi merdosa contingenza.
    ti giuro, non voglio sembrarti retorica.
    Ho provato una disperazione pazzesca ogni volta che mi rendevo conto che c’era un limite in quanto potessi prendermi cura di me, come io stessa avrei voluto. Una disperazione maggiore di quando non mi rendevo conto che non lo stavo facendo.

    Io mi “perdo” ogni giorno, a momenti, nelle mie budella. Mi perdo ogni giorno in brutti ricordi, nelle mie malinconie, nello sgomento di cose che mi sono successe, nelle paure oggettive per il presente, paure oggettive per il futuro. A volte vado giù per qualche minuto o qualche ora come un ascensore a cui si sono rotti i fili. La differenza è che c’è stato un periodo in cui negavo, e un periodo in cui sono stata sempre nello scantinato. Queste cadute momentanee, ma non scontate oggi come oggi le accetto, perché sarebbe impossibile il contrario. Poi risalgo e proseguo il mio percorso.
    Quando una fase sarà passata del tutto ho fiducia nel fatto che probabilmente non sarà così. Potrò smantellare anche una serie di cose che mi sono servite per reggere lo stress, emotivo, psicologico, fisico. Come quando a un palazzo tolgono le impalcature di un cantiere. O forse sarò sempre, in fondo in fondo, come la vecchina della casa di riposo che si metteva il pane sotto la maglia, per paura di restare senza cibo. O forse a volte metterò un metaforico panino sotto la maglia e poi dirò “ma che faccio? c’è una panetteria sotto casa, e ho il frigo pieno”, sorriderò delle mie debolezze. Non lo so. Step by step, un file per volta. Meglio sto, e sono più “me”, questo conta ora, perché mi serve, anche se del doman non v’è certezza. Bacino

  • 10143
    LUNA -

    MANU: scuasate la sfilza di commenti :S ma vorrei rispondere a MANU.

    Io spero che tu possa presto cominciare a pensare a te, ma a te veramente. Visto che questo incontro dev’esserci (nei tempi e nei modi che lei ha stabilito, mi pare di capire), ti auguro ovviamente che tu possa avere dei riscontri positivi. Ma se invece c’è egoismo e autoreferienzialità dall’altra parte, veramente, se dall’altra parte ti becchi un sonoro “arrangiati” tanto più Manu (pur comprendendo quanto sia dura e anche il chiedersi “ma con chi sono stata? ma cosa è stato allora?”) io spero che presto tu cominci a trovare la tua via per stare meglio, pensarti “sola”, ma nel senso di una persona sola che si fa del bene. E che smette di usare tutte le sue energie per una persona che pensa solo a se stessa, invece.
    In questi giorni, in un lavoro di pulizia e riordino, mi trovo davanti cose, scritti, rimandi che sono appartenuti non ai famosi sette anni orribilis, ma alla fase precedente, i dieci anni prima. Da un lato trovo anche cose che scrivevo allora e che mi fanno capire che certe caratteristiche sue c’erano già. Non così eclatanti, e mi amava, e anch’io avevo le mie, ovviamente, e siamo anche cresciuti insieme. Tuttavia certe cose che trovo mi fanno riflettere anche su certi miei stati d’animo di allora. E su quali erano cose che dovevano essere risolte e superate. Posso anche dire ci abbiamo provato e non ce l’abbiamo fatta. Comunque non cambia la sostanza che penso sia stato un grande amore. O perlomeno un legame molto forte e certamente intenso. Di cose ne abbiamo fatte, condivise tante. Certo è che la persona che mi sono trovata di fronte in seguito era molto diversa da quella di prima, anche quella di prima era comunque un po’ chiusa, umorale ecc. e che la “nuova persona” con il tempo non ha fatto altro che peggiorare, non migliorare nei suoi atteggiamenti comunque via via sempre più autorefenziali e contorti. Io penso di poter dire onestamente che se dall’altra parte ci fosse stato un modo più funzionale di gestire la crisi, anche la fine di un sentimento e anche le questioni meramente più pratiche, se ci fosse stata una maggiore empatia e il riconoscimento di un vissuto (pure anche finito che fosse) mi sarei risparmiata casini, dolori, stati confusionali, stress, a gogò. Comunque avrei sofferto per la fine di un amore, e avrei avuto una fase in cui mi sarei chiesta: ma cosa è successo? cosa ho vissuto? ma questo che mi sorrideva accanto nelle foto e mi faceva i regali di Natale o con cui ridevo chi è? ma è stata una grande presa per il cu…? ma vale la pena amare allora? ecc- comunque avrei attraversato incredulità ecc ecc tutte la fasi sacrosante…
    però mi sa che mi sarei risparmiata qualche trauma che non avrebbe avuto ragione d’essere se solo lui fosse stato una persona più matura. Se solo avesse mantenuto comunque un… filino di logica, empatia, reciproco riconoscimento…

  • 10144
    LUNA -

    Detta così può sembrare che lui mi abbia “semplicemente” detto un giorno “non ti amo più” o “ti lascio” e che io mi sia ostinata a sbattere la testa contro il muro non volendo credere a quello che stava succedendo e all’evidenza. Certo che mi sono sfuggite delle evidenze, ma erano altre evidente sopratutto e cioè che il malomodo in cui gestiva la cosa era uno dei problemi da mettere in alto alla lista, perché fa molta molta differenza. Immagino che capiti a chiunque di non poter credere a quello che sta succedendo. Di pensare: forse non sa quello che dice o sono su candid camera. O di sperare che l’altro si ravveda. O cercare di capire cosa sta succedendo, se è recuperabile. Ecc. Tuttavia se lui fosse stato veramente chiaro, assertivo, coerente e anche responsabile, per la sua parte, del fatto che quella comunque era anche la sua storia, che pure finisse, le cose sarebbero andate diversamente. Invece lui è stato realmente contorto. Forse perché davvero mi amava ancora quando diceva di no, forse perché comunque non sapeva che c.... voleva da se stesso, da me, dalla vita. Forse perché non riusciva a sostenere il proprio senso di fallimento, forse perché non riusciva lui per primo a tollerare comunque che fossimo separati, forse perché separati sì ma io in un convento, forse perché comunque mi voleva anche bene e quindi sul serio gli dispiaceva farmi del male, forse perché era convinto che io non lo avessi mai amato abbastanza e aveva comunque vissuto con un suo pessimismo e un suo complesso di inferiorità e la convinzione che tanto prima o poi io sarei scappata con il postino o con qualcuno che avrei potuto trovare più interessante. Forse perché non ero la donna per lui, anche se proprio per quelle cose che lo spaventavano di me lui scriveva “tu mi riempi la vita”, perché lui era per certi versi in scala di grigi e io ero un arcobaleno e perché con me provava emozioni troppo forti mentre lui è uno che ha bisogno di tirarsi il freno a mano. forse perché si è convinto da solo che doveva farmi una guerra, ti distruggo prima che tu distruggi me, forse perché si è autoaccoppato nella sua introversione e dinamiche che mai ha affrontato. Forse perché comunque tanto quella forte ero io. Forse perché lo spaventava dover essere veramente uomo con me perché c’era bisogno che lui fosse per le mie fragilità. Non lo so… quello che so è che c’è stata tanta tanta sua autoreferenzialità. Nel dire “vattene” e nel dire “come puoi lasciarmi?”, in estremi pazzeschi in entrambi i casi. Qllo che so è che comunque non serviva tutto questo casino. E che il valore del passato e dell’affetto poteva comunque restare. Più andava avanti il tempo e più: “Ma chi è davvero?” anche perché da parte sua c’è ancora oggi la volontà di destabilizzarmi non facendomelo capire. E credo sarà così per sempre. Mi rattrista, ma in qualche modo quella è forse anche una sua vendetta. Di cosa esattamente non si sa. O forse è solo egoismo. Comunque sia è una cosa con cui devo fare i conti io.

  • 10145
    aleba -

    @LUNA: Io ti AMO….tu sei nessuno. Come posso vivere senza di te…tu non porti niente. Ho fatto tutto per te…tu mi hai sempre sfruttato. Come te non c’è nessuna….sei come tutte, puttana falsa sfruttatrice. Vattene o ti avveleno…se te ne vai per me sei morta.

    Che casino LUNA, che gran casino! Impossibile mettere ordine, eppure ci tocca farlo, tassello per tassello.

    Ribadisco che è davvero incredibile come le sfumature della tua vita si possano confondere con quelle della mia.

  • 10146
    kikka -

    Ciao a tutti, vecchi e nuovi!!!! E’ tantissimo che non scrivo più qui, ma vi leggo spesso; non so se qualcuno si ricorda di me, cmq ero finita in questa lettera (dove ho trovato persone dalla splendida sensibilità e brillantezza (quali ad es. Luna!!)) dopo che la mia storia lunga ben 16 anni era definitivamente finita, dopo mesi di alternanza tra “SI ti amo e non posso pensare di vivere senza di te …. e NO bisogna mettere fine a questa storia che ormai è finita” conditi da “sai l’amore non basta” (che questa ancora non l’ho capita), per poi scoprire che dopo circa sei mesi si è messo insieme ad una che conosco (non una mia amica, diciamo una conoscente), dimenticando di comunicamermelo nei nostri pur rari contatti telefonici del tempo (ormai interrotti del tutto da circa due anni).
    Sono ormai passati poco più di 3 anni, sono stata malissimo, ho passato fasi alterne e ora anche se posso dire di stare bene ho la coscienza che tutto quello che è successo mi ha cambiato per sempre; anche volendo non potrei più tornare quella ragazza che credeva che “l’amore vince sempre su tutto”, nonostante mi sia innamorata di nuovo da circa un anno di una persona meravigliosa, sento che una parte di me rimane sempre lì a difendersi da eventuali delusioni, perchè se mi ha deluso colui con cui sono cresciuta e di cui mi fidavo come un fratello, cosa posso aspettarmi dagli altri??!!
    Il fatto di non aver superato del tutto il trauma è evidente soprattutto la notte, perchè anche se sono trascorsi tre anni devo confessare che mi capita spesso ancora di sognarlo il mio ex e di svegliarmi con la tachicardia e di pensare a volte che sia stato un errore gettare via un amore così grande!
    Cmq oggi scrivo qui per condividere con voi una enorme gioia perchè da questo nuovo amore sta anche per nascere qualcosa di meraviglioso e cioè il mio bambino :-)))))))) E chi lo avrebbe mai detto un anno fa!!!!!
    Non sono qui per dire a tutti voi, dai sicuramente ce la farete, dopo il buio c’è sempre la luce etc etc, perchè purtroppo non ve lo posso assicurare, ma io sono stata molto fortunata e lo auguro anche a tutti voi!!!!!!!!

  • 10147
    Noty -

    Sante parole Luna, il problema è proprio che i conti li deve fare sempre chi subisce le decisioni altrui…non sai quanto mi ritrovo in tutti i ma ed i forse che hai indicato…al momento vivo una situazione di stand by, il mio lui mi ha lasciato all’improvviso senza un perchè, in molte delle cose che hai scritto rivedo il suo carattere…il punto è che non saprò mai il perchè e ad oggi se ci penso divento matta!!!mi dicono che il tempo può alleviare il dolore, speriamo!!!

  • 10148
    elena -

    IL SOLE ESISTE PER TUTTI

    🙂

  • 10149
    Tony -

    Buona sera a tutti! Nel leggere gli ultimi commenti,cerco solo di suggerire e non consigliare,poiché consigli non si possono dare a nessuno.Ma senza sentire le due campane,di solito ci si sente di dare consigli o di sentir pena per i vari racconti,sinceri e non !Perció suggerisco a chi é riuscito a riacquistare e aumentare la sua AUTO STIMA,di suggerire cose buone da fare.Sono rimasto meravigliato invece di chi,pur aspettando un bambino dal suo ultimo relazionamento,ancora sogna l’ex ! Ma com’é possibile?Almeno non dichiararlo! Nel tuo subconscio,quella persona,ancora ha un dominio e non c’é cosa peggiore di iniziare altra relazione,senza aver messo la parola fine con tutta
    la volontá e ripreso in pieno le sue facoltá mentali.In effetti i trauma non si cancellano facilmente,perció la kikka ancora sogna e pensa all’ex. È necessario l’aiuto di un psichiatra,altrimenti se l’ex tornerá all’attacco,la situazione diventerá peggiore di quando é stata abbandonata.Auguri!!Ma attenta,il nemico,se cosí lo possiamo qualificare,é sempre in agguato,dato che conosce le tue debolezze e sa quanto e come infierire nuovamente.Tony

  • 10150
    Valinda -

    NATY cara un abbraccio 🙂 credimi io ti capisco benissimo anch’io ho voglia di dire basta avete ragione voi, avete vinto, mi arrendo e ora lasciatemi in pace, basta tutto e tutti. oggi per esempio è una di quelle giornate. l’amore non mi va bene tutt’altro perché con Mr.Big è sempre un casino, la nonstoria probabilmente finirà e amen, perché lui non mi ama abbastanza, perché lui non mi ama e punto, perché lui non prova quello che provo io. faccio il lavoro che mi piace ma con mille difficoltà del mondo lavorativo precario e atipico di oggi e ingoio rospi giganti quasi quotidianamente. come oggi una strigliata durissima dal mio capo che lo fa dice per spronarmi, come segnale positivo, perché in me ci crede e bla bla…anche con le sue ragioni certo, ma con modalità aggressive e discutibili e senza riconoscere i miei meriti che sono oggettivi conquistati anche in poco tempo con ricompense (sempre legate al precariato di questo maledetto mondo del lavoro attuale) che non sono minimamente pari all’impegno che sto dando. Io sono una che lavora certo ma che per indole non fa mai il robot accondiscendente e dico la mia, faccio domande, rompo le balle se necessario e se penso di avere le ragioni per farlo. per questo non ho vita facile, perché chi tace e acconsente (davanti ma poi dietro magari fa le peggio cose) ha senza dubbio una vita più tranquilla e senza scontri. d’istinto oggi avrei pianto, ma non l’ho fatto. Non l’ho fatto perché so quanto valgo e non permetto più a nessuno di svilirmi né sul lavoro né nelle relazioni. e in questo mondo di facciata, di finzione anche nei rapporti io voglio essere diversa, voglio essere me stessa e sono disposta a pagarne le conseguenze. perché la soddisfazione di andare a testa alta sempre con correttezza e onestà ripaga da ogni fatica. sto divagando scusami ma è solo per dirti che ti capisco bene perché la voglia di mollare ce l’ho anch’io, praticamente ogni giorno. e l’ho anche fatto credimi ma come dice LUNA non ero più io, non mi sentivo io e in alcuni momenti ho anche toccato il fondo per depressione, angosce ecc. e allora mi sono detta che per risalire la china dovevo essere me stessa una volta per tutte perché proprio nella mia fragilità e difetti stava anche la mia forza e le mie risorse. Vedi NATY io dopo tanto soffrire sono arrivata a pensare che le persone più sensibili e intelligenti fanno paura al prossimo, suscitano invidie e aggressioni proprio perché sono persone pure, che non prendono ordini da nessuno e non si lasciano plasmare a piacimento. credo che persone così siano rare e preziose, che abbiano coraggio e qualità invidiate da tante madonnine infilzate come dice LUNA.. le stesse madonnine infilzate (uomini e donne) che dispensano sorrisi e moine a tutti ma che sotto sotto non hanno spessore e non valgono una cippa lippa.
    in passato io ho sofferto molto per i giudizi negativi del prossimo e mi sfogavo su me stessa dandomi la colpa per tutto…(continua)…

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