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La fine improvvisa di un amore

di Loredana
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14.073 commenti

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  • 10131
    Manu -

    Non credo mi riprenderò mai 🙂
    Soprattutto dovrei incontrarla a breve,ma ne ho paura,dato che il suo unico obiettivo dopo l’incontro è quello di essere lasciata in pace e che io me ne faccia una ragione.
    Tra un pò saranno 6 mesi che mi ha lasciata,e io sto ancora al punto di partenza 🙂
    E’ che non vorrei arrendermi anche la situazione è definita.

  • 10132
    LULU -

    Zello, il tempo che serve e’ soggettivo, l’elaborazione dl dolore ognuno ha la propria, credimi io sono stata una davvero “difficile”, tre anni sono davvero tanti!!! tanti ne sono dovuti passare…
    Adesso chiaramente temi di esserti giocato l’Amore della tua vita, vedrai ben presto non ragionerai piu’ cosi’. Certo ti rimarra’ dentro qualcosa, se non altro qualche ricordo qua’ e la’, ma sara’ giusto questo…oppure sara’ un’esperienza che ti aiutera’ nel tuo prossimo futuro. Forse in realta’ non ti manca lei, bensi’ quello che poteva essere, l’immagine del sogno che ti eri fatto, ascoltati bene, se sei pronto ad innammorarti di nuovo credo sia davvero questo.
    e poi se mi posso permettere e’ brutto quell’aggettivo che hai usato di te stesso “mediocre”…non credi di meritarti qualcosa di piu’?! (non come imprenditore…visto che non ti conosco…ma certamente come persona si!).

    Naty, Luna, Lilly, Valinda e tutt* gli altri buon inizio settimana…baci

  • 10133
    Naty -

    Care LUNA e VALINDA, vi ringrazio delle vostre parole. Cose ne avete dette molte, ma avendo poca energia vi do una risposta abbastanza sintetica. Quando ho detto che ero onesta e costruttiva, non volevo dire che – inevitabilmente – essendo tali, le cose debbano andare a finire come sono finite per me. VALINDA, se le cose ti vanno ora abbastanza bene (e mi sembra di capire non solo nel lavoro, ma anche in amore) io ne sono contentissima, ed è giusto, alla tua età, che tu pensi che un onesto, inevitabilmente, otterrà quello che è giusto… Io non la penso più così, ma tant’è.
    LUNA, tu credo che mi conosca meglio (sai che sono una persona forte, che tende all’armonia, pur con le mie umanissime fragilità: e di queste, agli altri, ti assicuro, importava ben poco… E allora è venuto il giorno che mi sono rotta le palle, semplicemente): se non avessi la situazione materiale, concreta, che ho, certo non starei così. Ergo: puoi comprendere quanto possa essere esasperante stare a contatto (forzato) con persone che ritengo negative, che nulla possono per me, se non influenzare, come è stato, negativamente la mia vita. Non è un caso che me ne sono andata a gambe levate, non appena ho potuto (ciò significa dall’età di diciassette anni…). Adesso non ci sono vie d’uscita, concrete, è tutta lì la questione più grave, cara LUNA. E discorsi “vedrai andrà meglio”, “tieni duro” e via discorrendo, ormai, mi danno la nausea, ergo sto da sola, che di discorsi, di chiacchiere, non ne voglio più sentire.

    ZELLO, tu scrivi: “Lei studiava e io ero un libero imprenditore (mediocre) cosi ho preso un appartamento in affitto dalle mie parti con la voglia di provare a stare assieme da parte di entrambi…
    questo ha funzionato per circa 2 anni 3-4 giorni su 7 e poi cosa avrei dovuto fare? io l’amavo e volevo costruire un futuro… ci ho vuluto credere e ho sbagliato”.

    Scusa, ma non ho capito perché avresti “sbagliato” a prendere una casa e provare a iniziare una semi-convivenza.
    M’interesserebbe, però, concentrarci proprio su quei “circa 2 anni”: che cosa è successo? Come è andata?
    Te lo domando perché mi viene il dubbio che la tua ex possa (ipotizzo) aver molto sofferto di questo parti e torna. Ne so qualcosa… L’ho fatto per circa un anno, un anno e mezzo, e la cosa mi ha distrutta. E’ vero che per amore si fa tutto e che l’amore supera tutto, ma bisogna vedere per quanto. Ogni essere umano ha i propri limiti: fisici, psicologici. Eccetera. Dunque mi interesserebbe capire come viveva, ha vissuto, lei, questi due anni. Le cose che ti diceva. Le cose che magari desiderava e non erano. O, viceversa, le cose che la rendevano felice, particolarmente in quel periodo.

  • 10134
    LULU -

    Naty, semplicemente un abbraccio. Ti voglio bene.

  • 10135
    MARIA -

    ciao a tutti:( i giorni trascorrono lenti i ricordi rimbombano nella testa è durissima….

  • 10136
    Lilly -

    Cara Naty, i discorsi sul futuro tendono a far imbestialire. Sia quelli che inneggiano al rosa che quelli che profetizzano il nero. Nessuno sa cosa ci potrà accadere. Si può solo sperare. Ed augurare a sè stessi e agli altri. Pochi giorni fa una delle mie tre amiche, una di quelle che sento nei momenti belli e nei momenti brutti (ossia quando si ha l’esigenza di condividere gioia o disperazione) mi ha scritto un sms per dirmi che era stata operata al seno, che ora ha dei problemi all’utero e che si sente depressa. Ed io….io non ho saputo cosa dire se non le solite frasi apparentemente retoriche ma concretamente sentite: in bocca al lupo-ti abbraccio-io ci sono se ti va di sfogarti. Troppo ignorante in materia per poter azzardare diagnosi sulla base di tre righe di sms, troppo consapevole che, in certe condizioni, anche una puntura di spillo può sembrare una sciabolata. Troppo e troppo poco per poter essere un aiuto concreto.
    Ciò che abbiamo in mano è la nostra realtà.
    Ciò che abbiamo in testa sono le nostre aspettative, le speranze.
    Non abbiamo altro.
    La retorica altrui, nera o rosa che sia, irrita così come può irritarci la nostra stessa tendenza ad essere cinici per “non portarci sfiga” o per cadere da un albero troppo alto.
    Anche io non sopporto tante cose e, spesso, non faccio molto per nasconderlo. (non a caso ho tre amiche ;).
    Non sopporto chi elenca la sfiga altrui per sminuire la tua, chi risponde con un “tu dici, dici ma pensa a me che…..” e vai con il blablabla di pseudo disgrazie, non reggo chi è stato illuminato dalla fortuna e si aggira a profetizzare che fratel colpo di culo beneficerà tutti.

    In questi ultimi anni ho combinato un bel po’ di cazzate lavorative/finanziarie dagli esiti DISASTROSI.
    E mi sto facendo un discreto sedere a capanna per tirarmene fuori. Un imbecille (perché di imbecille trattasi) ha avuto il coraggio di dirmi “bè…..sei fortunata…..hai forza, hai carattere, affronti la situazione……io mi sento un vermiciattolo senza futuro. Tra pochi giorni parto per l’Asia, un giretto di due settimane….spero non mi capiti di avere il panico come quest’estate in Austria. La mia ragazza mi stava appiccicata ed io mi sentivo soffocare…..che brutta sensazione”. Argh……sapessi com’è soffocante temere che il dlin dlon del campanello nasconda l’ufficiale giudiziario che ti pignora una sedia perché ne hai due ed un culo solo!!!!!
    Cerco la compagnia e stimo chi non azzarda ipotesi ma ti guarda/parla/scrive con un sorriso che si può cogliere solo quando il cinismo (o la rassegnata incazzatura) è un atto dovuto a sè stessi per attenuare la botta delle bastonate che la vita riserva. Una facciata attraverso cui filtra la luce della positività che non è l’imbecillità del gaudente a prescindere. Un’armatura con cui ci si difende ma non si attacca.

  • 10137
    Lilly -

    Nessuno di noi sa cosa succederà domani. Ognuno di noi, però, può augurare a chi vuol bene che il domani porti almeno il minimo sindacale di serenità :-).
    A volte accade. A volte tarda ad accadere. A volte non capita mai. Ma un augurio di felicità ed un abbraccio stretto stretto acchiappali al volo e tienili lì, a portata di mano. Certo…..non ti difenderanno dalle portate in faccia di chi potrebbe ma non fa, di chi si scorda di ciò che per te è vitale, di chi ti passa sopra come se fossi un’ombra o non si accorge che ti stai asciugando come una goccia d’acqua sotto il sole. Però…. A volte serve anche sapere che, da qualche parte, per vie completamente diverse, in tempi differenti, è arrivato al punto di poterti comprendere senza sapere le circostanze nei particolari. E non si può esimere dal dirti: non soffocare mai le tue speranze. Concrete o meno che siano sono parte di te. Un abbraccio.

  • 10138
    Tony -

    Ho dato una lettura rapida ai vs scritti e sinceramente,con la mia vasta esperienza di vita,ho apprezzato e vi consiglio di ascoltare i suggerimenti validi e positivi di Valinda. Non si puó soffrire la vita intera per un uomo o una donna persa!Basta piangersi addosso!!La vita continua,solo con la morte non c’é rimedio! Una mia amiga in Brasile ripete sempre che:” moglie e marito neanche parenti sono “.Quindo,imma
    ginatevi un fidanzato o fidanzata!!Certo,ammetto ceh la sofferenza per
    chi é stato abbandonato/a é dura,ma bisogna procurare una soluzione!
    Perché se rimango a piangermi addosso,senza reagire,senza per prima cosa pensare positivamente che Iddio mi ha fatto scoprire che quella persona non mi meritava,io debbo ringraziarLO,avendo scoperto prima di averci dei figli che quella persona non mi amava veramente.Il
    vivere assieme da coniugi,é sempre piú difficile in un contesto sociale che ogni essere umano dimentica la responsabilitá che assume,quando si pronuncia la parola ” TI AMO”.Quando si decide di
    entrare mentalmente,e fisicamente nella vita di un’altra persona.Ci sono persone abituate a prendere in giro e fare conquiste,uomini senza scrupoli e donne libertine.Ma una persona seria e matura,prima
    di esporsi e dichiararsi,dovrebbe farsi un approfondito esame di coscienza.”Quello che non vuoi venga fatto a te,non devi farlo ad altro”Ah….come sarebbe diverso se queste persone praticasero una religione,se avessero nel loro animo il timore di Dio,il rispetto,la fedeltá,e maggiormente la spiritualitá.Quest’ultima manca completamente a molti,perció le storie finiscono!Quando non hanno le fondamenta solide in moralitá,esempio,spiritualitá,rispetto.Non voglio prolungarmi molto,ma consiglio a chi non riesce a superare il
    dolore comprensibile di un abbandono,riscoprire la sua spiritualitá e procurare un’associazione di autoaiuto(ce ne sono tante in Italia e nel mondo).Riscoprire chi ” io sono” ” i miei pregi,qualitá, capacitá e volontá) per superare in breve tempo il periodo nero della vita,al quale nessun umano sfugge.Auguri e pensate bene in ció che ho scritto.Tony

  • 10139
    zello -

    Grazie LULU per avermi contestato il mio “mediocre”, in effetti in questo periodo ho l’autostima sotto i piedi, quando giro per strada, al lavoro, in palestra… mi sembra che gli altri siano tutti più bravi e più belli di me! credo che questo sia uno dei miei più grossi problemi da risolvere ora come ora.
    Come si può pensare di stare bene con se stessi se non si è sicuri di se?, io penso che la sicurezza e la serenità vada prima trovata da soli e poi si condivide con qualcun altro.
    Il fatto è che quando ci siamo lasciati credevo di avere amici, interessi, una vita stimolante che sicuramente mi avrebbe portato a nuove conoscenze… invece non è stato cosi.
    Probabilmente il dolore che ho provato mi ha cambiato al punto che tutto ciò che era la mia vita oltre a lei è passata in secondo piano e non dandogli importanza, non alimentandola ho perso il contatto con una vita sociale “appagante”… infatti ora mi ritrovo il we in casa al pc o a guardare film e addirittura non vedo l’ora che venga lun, almeno in ufficio sono impegnato e non penso alla mia vita (bello schifo eh?!)

    Naty ciao,
    Dovrei raccontarti qlc altro particolare per inquadrare bene la situazione…
    Lei studiava all’UNI e il fatto di andare avanti a indietro le pesava come pesava a me (a lei forse di più xchè usava il treno) … per farla breve il morale della Ns storia è che Lei ha avuto una adolescenza difficile (DAVVERO) e io le sono stato accanto (come ho potuto) probabilmente sostituendo la figura paterna, questo però se da un lato la aiutava, dall’altro le tarpava le ali, secondo me finchè durava la Ns relazione LEI NON POTEVA PRENDERE IN MANO LE REDINI DELLA SUA VITA.. e la cosa strana è che sono stato IO a spingerla a farlo, sentirsi appagata del suo lavorom, autosufficiente, sicura di se.
    Lo dimostrano tanti piccoli particolari (es. in 10 anni NON è mai venuta da me in macchina, appena lasciati ha iniziato ad usarla per uscire con i nuovi amici…)

    Comunque sia andata io SPERO CON TUTTO IL CUORE CHE LEI SIA FELICE.

    Il problema è trovare il modo di essere felice IO o perlomeno sereno, xchè felice come lo sono stato con lei lo sarò solo nel momento in cui qualcun altro mi dimostri altrettanto amore.

  • 10140
    LUNA -

    ZELLO: perché lei non poteva prendere in mano le redini della sua vita finché stava con te? Dare sostegno ad una persona, esserci non significa necessariamente tarparle le ali o desiderare un rapporto di dipendenza e di non autosufficienza. Vero è, che a volte, si creano degli equilibri/squilibri in tal senso per cui una persona in realtà “gradisce” di legare sempre le scarpe all’altro, per il timore che se l’altro impara a legarsele da solo o a comprare delle scarpe… più adatte alla corsa possa fargli bye bye… ma a volte delle persone si inventano anche la scusa interiore che l’altro sia un freno (autogiustificazione) o semplicemente una relazione basata su determinati equilibri non è capace di evolversi nel momento in cui chi era più dipendente scopre una maggiore autonomia… Ma non sempre ciò avviene perché è quello che era già più indipendente che non accetta il cambiamento.
    Un mio amico è stato per anni con una persona dipendente, che per esempio aveva la patente ma possibilmente la teneva nel cassetto, che se doveva fare i SUOI PROPRI esami all’università aveva continuamente bisogno che da fuori arrivasse chi dava la carica (a tutti noi può capitare di avere dei momenti così, ma quello era proprio un modo di essere), che pareva cadere dalle nuvole sulle questioni pratiche… e non so nemmeno se fosse davvero insicurezza congenita, visto che, comunque, alla fine, adagiarsi in quello stato di non autosufficienza mi sa le faceva anche comodo. Peraltro, se pure è vero che lui accettava questo genere di equilibri, conoscendolo sono anche portata a credere che lui spronasse una maggiore autonomia in lei. Certo, non c’ero. E ho sentito una sola campana. Ad un certo punto comunque è arrivato il momento in cui lei avrebbe dovuto metterci del suo maggiormente, prendersi delle maggiori responsabilità uscendo da una congenita passività. In sintesi: crescere.
    E forse sentendosi tradita in questo, consciamente o no che fosse, lei se l’è presa. Da un lato mettendoci sempre del meno e aumentando la passività nelle questioni che riguardavano la vita di coppia (da comprare il pane ad andare qualche volta fisicamente a pagare una bolletta, pur avendo più tempo libero) dall’altro, visto che aveva cambiato lavoro (spronata da lui, ma nel senso di una maggiore autonomia per se stessa, in primis, e comunque un lavoro più soddisfacente di prima e non precario) scocciandosi probabilmente di dover usare quel maggiore denaro che aveva nelle sue tasche per delle scelte economiche fatte insieme.

    La sicurezza nella vita aiuta, ma spesso più di sicurezza si tratta di autostima, e l’autostima non è “sono bravo, bello, fotomodello”, ma anche accettazione realistica delle proprie risorse e dei propri limiti, per esempio, o cercare di fare cose che fanno sentire a proprio agio piuttosto che a disagio. “Mediocre imprenditore” aveva colpito anche me.

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