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La fine improvvisa di un amore

di Loredana
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14.073 commenti

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  • 10151
    Valinda -

    Le sofferenze e le crisi ovviamente per me ci sono state e mi hanno fatto male. Ma poi ho detto basta e certo oggi ascolto sempre consigli del prossimo e sono sempre aperta al confronto ma coi dovuti paletti del caso e cmq cerco sempre di mantenere una mia armonia inviolabile che nessuno può e deve ferire. è solo per questo che cerco di andare avanti con un atteggiamento sostanzialmente positivo, perché fa bene a me ecco..perché mi fa vivere meglio nonostante tutte le difficoltà, le fregature e le mazzate che la vita mi dà. però è sicuramente legittimo e forse fisiologico avere i propri momenti di isolamento. sono utili anche quelli a ricaricare le energie ed andare avanti forse più forte e protetti di prima. io te lo auguro davvero cara NATY….
    col “mio” uomo non so come andrà a finire, ma al momento non riesco a rinunciare a lui. quest’anno ci siamo avvicinati molto nonostante tutto e sono riuscita finalmente a parlargli, a capirlo e a fargli capire più cose di me. Ho capito anche i miei errori, anche il mio essere a volte aggressiva nei suoi confronti per reazione ma in modo brusco che certe volte l’ha ferito senza che io me ne rendessi neppure conto…semplicemente perché consideravo solo i miei sentimenti, credendo a torto che lui, quello “bastardo” ed egoista, non ne avesse…invece non era proprio così ed è stato anche bello scoprirlo. e vedere poi che lui ha smussato certi suoi comportamenti mostrandosi più empatico, carino e presente nei miei confronti. sono briciole lo so e ne sono consapevole, sono consapevole dei limiti di questo rapporto.. però è stato un gran lavoro su me stessa e anche con lui, insieme, che qualche frutto l’ha dato. Lui che proprio come me, sembra sempre forte ma che in realtà è molto fragile e non sicuro di se stesso come può sembrare…chissà…..

    baci a tutti

  • 10152
    LUNA -

    KIKKA: :DDDD per la bellissima notizia, e per la tua vita finalmente più serena.
    A proposito del sogno mi hai fatto venire in mente una cosa che lessi una volta su una rivista di psicologia, un’interpretazione che trovai interessante e fuori dai classici luoghi comuni. Sempre di un sogno si trattava. (a parte che è vero che nei sogni molto spesso incontriamo parti di noi, e stati d’animo, rappresentate da altre persone). C’era un uomo che diceva di stare con una donna che amava molto, con cui era felice e sereno. Si preoccupava però di sognare a volte l’ex. Un’ex che aveva perso perché era molto geloso, ma che, di fatto, non avrebbe mai scambiato con la persona con cui stava e di cui era innamorato e che comunque lo aveva deluso e si era anche rivelata diversa dalla persona che lui aveva conosciuto e amato.
    L’interpretazione era interessante perché gli si diceva (riassumendo): sogni la tua ex non perché ti manca l’ex, ma perché forse così ti crei una tua valvola per non esagerare con la gelosia nei confronti della persona con cui stai oggi. Insomma, paradossalmente, così proteggi una storia a cui tieni e che ami.

    Naturalmente kikka nei tuoi sogni e nelle tue sensazioni e nei tuoi pensieri ci stai tu, ma, in generale, mi chiedo: a volte quando i pensieri riguardo l’ex fanno capolino (e dopo tanto tempo) sono davvero gli ex i protagonisti di quei sogni? In fondo tu dici: @sento che una parte di me rimane sempre lì a difendersi da eventuali delusioni, perchè se mi ha deluso colui con cui sono cresciuta e di cui mi fidavo come un fratello, cosa posso aspettarmi dagli altri??!

    così pensavo, ricordando quella cosa che lessi: e se quei sogni fossero la tua valvola di cui hai ancora bisogno tu per dirti che non ti affidi completamente all’altro, per sentirti un po’ distaccata, protetta dalle delusioni? Non distaccata nel senso di non esserci o non amare, ma di proteggerti da un totale abbandono che percepisci ancora come pericoloso.

    Ovviamente non lo so. Propongo solo un’interpretazione “alternativa”, che vede protagonista chi sogna, con le proprie sensazioni, le proprie rielaborazioni, i propri bisogni (dopo una grande delusione e un grande “spavento” e disorientamento ci vuole tempo per tornare alle impostazioni di… default, e ciascuno ha i suoi tempi) piuttosto che mettere al centro il “potere dell’ex”.

    ALEBA: sì, ci sono tante cose simili. Un grande abbraccio!

    NOTY: ciao 🙂 forse perché il punto di vista cambia nel momento in cui ci si toglie dalla posizione di chi subisce o ha subito la decisione dell’altro. E si torna, comunque, a sentirsi protagonisti della propria vita e delle proprie scelte. Anche di fronte ai se, i ma, o i rifiuti o i cambiamenti che gli altri propongono o impongono. Sì, ci vuole tempo, anche perché i se e i ma disorientano. Tuttavia, appunto, molto spesso con il tempo ci si sposta anche dal centro del rifiuto, cambiamento, dei se e dei ma, e si ricomincia anche a ritrovare il proprio “spirito critico”.

  • 10153
    Naty -

    LULU, LILLY, LUNA, grazie… Un abbraccio.

  • 10154
    marco -

    ciao a tutti ragazzi…..qualcuno può aiutarmi un pò anche solo per sfogarmi? ne ho tantissimo bisogno…..sono distrutto per la fine di una storia….sono un ragazzo gay….spero non sia un problema per voi….vi lascio la mia mail: riccardorossi28@yahoo.it

    vi abbraccio
    marco

  • 10155
    Naty -

    VALINDA cara, scusami, ma non so come, non avevo visto i tuoi post. Ti ringrazio molto delle parole. Ti capisco, sai, capisco le cose che vivi, le ho vissute anch’io… Quello che dico, però, e a malincuore, è che non ho più oggettiva (sottolineo oggettiva) speranza di cambiare alcunché. Questo è. Salvo miracoli. Okay, come dice LILLY, non possiamo sapere che cosa succederà domani, okay. Io però ho un modo di vedere le cose leggermente diverso. Se io mi bevo superalcolici per anni, è probabile (o più probabile) che mi verrà una cirrosi epatica. Se io ho una famiglia problematica, parto da ZERO, anzi sotto lo zero, è molto probabile che rimarrò nella m****, e ciò con tutto il talento e la volontà e l’onestà, che volete. Se io sono disoccupata oggi, a 40 anni, sarò disoccupata domani (infatti è stato così: nonostante tutti i lavori, controlavoretti e tutta la buona volontà e onestà eccetera eccetera eccetera); se io, VALINDA, sono stata lavoratrice precaria per tutta la vita, come è stato, sarò disoccupata. Eccetera. Questa è la situazione. Mettici che la mia famiglia è (stata) problematica, mettici i cari “fidanzati” che invece di amarti ti massacrano, chi in un modo, chi in un altro, mettici gli “amici”, le “amiche”, mettici questa epoca di merda, e la fine, tua esistenziale, prima che fisica, è garantita: che sia prima, per uno un po’ più debole di me, che sia dopo, per una abbastanza tosta come me. Insomma, nella vita ci vuole anche un pizzico – solo un pizzico, non sia mai che sia una manciata – di fortuna (e parliamo di questo schifo di paese, in cui la “fortuna” diventa DOVEROSO averla, e sappiamo tutti perché). O, se vogliamo, della possibilità di ricaricarsi con qualcosa: se mi va male su questo piano, almeno mi va bene in quest’altro (così, ancora, si può sopravvivere) eccetera. Invece posso solo dire: AMEN, adesso mi siedo, finalmente, e aspetto di crepare.

  • 10156
    Tony -

    Marco,comprendo la tua tristezza,dolore e rabbia,ma al momento,per quello che leggo,non credo ci siano persone con una professionalitá da poterti suggerire il percorso piú breve per un recupero.Certo,io suggerisco sempre che quando si perde la spiritualitá,é facile cadere
    nei pozzi del vizio e delle trasgressioni. Io non critico,né discrimino,ma suggerisco di procurare un buon psichiatra per farti acompagnare e superare l’attuale stato.Sai bene che piú tardi,sará ancora peggiore,quando gli anni passeranno ed é facile perdere il compagno.Ma ti faccio i miglkiori auguri e su col morale,Dio ti ascolti,sempre se lo invochi!!Non sono un prete!!rsrsrsrs Ciao<Tony

  • 10157
    LUNA -

    MARCO: mi pare di capire che preferiresti sfogarti e raccontare la tua storia in privato, cosa che io, ma per quanto mi riguarda (ovviamente non posso parlare per gli altri) in generale non faccio, preferendo dialogare direttamente nel forum, cosa che spesso si rivela utile proprio perché lo scambio è più aperto.
    Ovviamente fai quello che ti senti e pensi sia meglio per te.
    Se vuoi scrivere qui sei il benvenuto.
    Ciao 🙂

  • 10158
    elena -

    NATY
    cerco di capire il tuo disagio, ma ti voglio raccontare una cosa.
    A 37 anni sono stata lasciata per una 18enne, dopo una lunga relazione travagliata. Lui ha distrutto me, in tutto. Lavoro, casa, famiglia. I miei li avevo contro.Insistevano perchè non ero riuscita a tenermelo, e lui, di rimando, non faceva altro che entrare in contatto con i miei e distruggere tutto.Non sapevo più chi fossi, ne che cosa facessi. Ho passato due anni come un’automa. Mangiavo (poco) e me ne andavo a dormire, Poi, un’amica, mi prese sotto braccio ed iniziò a prendersi cura di me. Mi dette la spinta per un lavoro e l’energia per rialzarmi. Certo, non fece tutto lei, ci avevo messo del mio, ma da quel giorno capii che dovevo fare qualcosa per me e reagire. Sono durata 2 anni e mezzo con quel lavoro, poi la società decise di liquidare 15mila dipendenti in tutta Italia. Da allora ho iniziato di nuovo ad essere precaria ed ad oggi che ne ho 45 di anni, lavoro di mio. Ho ritrovato me e la voglia di essere forte davanti alle ingiustizie. Certo, lui è venuto a conoscenza e di nuovo l’anno scorso tentò di ributtarmi nel fango. Ma la mia ricostruzione, fece un cammino più tosto di tutti.
    Perchè ti racconto questo: perchè nella vita o la vita, a volte ci mette davanti a delle scelte. E non sempre quelle scelte appaiono insormontabili. Ci vuole coraggio.
    Ti abbraccio fortissimamente

  • 10159
    Manu -

    Ti ho letta Luna,e sei così profonda nelle tue analisi che potresti scrivere un libro.
    Non scherzo nè ti prendo x i fondelli,sia chiaro.
    Ma credo che potresti davvero aiutare chi ti legge e aiutare te stessa mentre scrivi.
    Senza nulla togliere a tutti gli altri 🙂

    Non so sai se la vedrò?
    Cioè non lo so proprio.

    Più si avvicina il giorno,più trovo un motivo x rimandare.
    Ormai non ho nemmeno più parole.
    Nè da dire nè da sentire.

    Stanotte prima di dormire non facevo altro che pensare a come sono stata stupida nel credere di aver trovato qualcuno che amasse me,Manuela.
    Che davvero fossi importante x qualcuno.
    E che potevo prendermi cura di qualcuno,condividere tutto.

    Se mi fossi illusa da sola di tutto ciò,me ne assumerei la colpa e via.
    Ma so che di illusioni non me ne sono mai fatte.
    Mah.
    Non c’è davvero + nulla da dire su questa faccenda.

  • 10160
    Naty -

    KIKKA, scusa, non ricordo la tua storia, ma ti faccio molti auguri per il tuo nuovo amore e la creatura in arrivo. 🙂
    Cara ELENA, ricambio l’abbraccio e ti ringrazio per avermi raccontato la tua storia, che è certo tosta. Sei stata in gamba e sono contenta che tu ti sia risollevata. Certo che la vita ci mette di fronte a delle scelte, e che ci vuole coraggio. Io penso di averne avuto, ma sai… Sono costretta a notare che quello di cui parlo io non riguarda solo me, ma milioni di persone e che rimangono, purtroppo, dopo le singole (anche positive) esperienze, i fatti. Eccoli: è notizia di oggi che, in Italia, quasi una donna su due è senza lavoro. Per inciso, poi, io un lavoro, in tutta la mia vita, di due anni e mezzo, ovviamente SENZA ferie pagate, malattia eccetera, me lo sono solo sognato. Sono andata avanti, e questo da quando ero bella giovane e forte, con ogni tipo di lavoro (cinque mesi? Tre mesi? Un giorno? E via così), senza dignità si può dire. Perché quando non hai diritti, sei perennemente sottopagato, preda facile di ricatti, molestie, mobbing, la dignità, di una persona, per quanto uno possa “raccontarsela” (“sto resistendo”, “ma io sono onesta”, “ma io sono forte”, “ma io sono in gamba e ce la farò”), come la tua resistenza fisica, mentale e il valore che dovrebbe avere la tua vita, un bel giorno (magari dopo una ventina d’anni e più che uno se l’è “raccontata” – e fatta raccontare) vanno a farsi benedire. Spero, come credo, che i ventenni/trentenni di oggi, forti almeno di aver visto la fine che hanno fatto molti di noi quarantenni/cinquantenni, e che abbiamo avuto, in premio, la nostra vita distrutta (mentre tentavamo, disperatamente, onestamente, di costruircela semplicemente), potranno avere una vita diversa. Ma non posso non vedere che quella notevole percentuale di giovani, oggi, che né studia né lavora, sta dicendo, esattamente come me, di essere disperata; sta dicendo, infatti: ho visto gli altri, e ho capito che sia che io studi sia che io cerchi un lavoro, non serve a nulla, perché io non esisto. Con questo chiudo l’argomento, e mi scuso anzi per aver deviato l’argomento del forum.

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