Salta i links e vai al contenuto

La fine improvvisa di un amore

di Loredana
Trovi il testo della lettera a pagina 1.
L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

14.073 commenti

Pagine: 1 1.007 1.008 1.009 1.010 1.011 1.408

  • 10081
    Lilly -

    Ricambio l’abbraccio Aleba 🙂 E lo allargo a LUNA e a LULU e a Naty Tre persone che in questa lettera mi hanno dato veramente tanto. Spesso si cerca la complicità in chi ha vissute situazioni perfettamente identiche nella speranza di essere capiti.
    Invece, a volte, si trova sostegno ed affetto in chi ha vissuto situazioni totalmente diverse accomunate da un’unica “nota”: l’essere state male, essersi rimesse faticosamente in carreggiata e aver voglia di dirlo al mondo per aprire la porta alla speranza e non per sbattere in faccia la propria serenità.
    In questo sito, utilizzando un altro nick, ho conosciuto persone che si sono mostrate amiche solo momento del disastro emotivo.
    Ma, poi, non mi hanno perdonato di essere stata meglio.
    Lo so, bisognerebbe dire a sè stessi che il mondo di internet è solo un mondo virtuale e “chissenefrega di abbracci e voltate di spalle intanto è tutto finto nel bene e nel male, la vita reale è un’altra cosa”.
    Forse bisognerebbe ripeterselo come un mantra…..però….io agli abbracci, ai bacini, e alle frasi affettuose virtuali ci credo :-)così come le voltate di spalle mi toccano nel profondo.
    Grazie per l’abbraccio Aleba.

  • 10082
    LUNA -

    MANU: forse erano sbagliate per te, nel senso che il tuo compatibile reale è altro. Forse queste persone sbagliate sono passate anche per farti capire cosa non va bene per te.

    …beh, parli con una che ha pianto come un vitello per il concetto “fare la spesa” e altre cose ben ben ben più banali. Qualcosa tipo: non potrò mai più mangiare perché mi ricorda che mangiavamo? non potrò più pisciare perché anche lui piscia e ha un gabinetto? mi viene da piangere se mi pettino perché anche lui ha i capelli? 😛 Sdrammatizzo (ma non è che sia poi così lontana dalla realtà… :PPP)

    Non è che devo sempre avere la sindrome di pollyanna, Manu. Voglio dire: ho capito. Ho capito benissimo quello che intendi. Quello che intendevo dire è che alle volte penso sul serio che quell’abisso di pensieri e sensazioni in cui cadiamo non sia solo un segnale di dolore, frustrazione, ma anche di protezione.
    Non la “banale” protezione “ho paura di soffrire”, ma anche proprio una bella fasciatura. Sto male, non sono pronto. Mi viene la nausea, come se mi parlassero di lasagne e filetto quando sto ancora a vomitare e ho lo squaraus di uno sconvolgimento profondo.
    Peraltro io non credo che serva mettersi un tappo. Al chiodo schiaccia chiodo non ho mai creduto. Il teorico chiodo schiaccia chiodo (non dico che per altri non possa anche funzionare, che ne so) a me sembra solo una cosa che ti fa sentire peggio. Perché non ci sei e sai benissimo che non ci sei. Puoi persino pensare che quello nonsarai tu tutta la vita. Mentre semplicemente non ci sei. Con ciò non intendo che una debba chiudersi in un monastero o girare con lo spray al peperoncino se una persona chiede che ore sono. Penso che stare nella vita faccia bene. Uscire e magari provare anche delle simpatie per qualcuno. Ristabilire i livelli di distanza e vicinanza con il mondo e con se stessi. Sentirli. Non è che bisogna innamorarsi il giorno dopo, non è escluso che qualcuno, anche al momento giusto, non possa riuscire ad entrare, un po’ più degli altri. Ecco perché io ad Ambrogio ho creduto. Perché non poteva gradire di stare con una persona che gli piace? Ed essere contento di essere invece che non essere, qualsiasi fosse e sia la percentuale?

    Tornando alla nausea: ti capisco. Molto bene. Vedi, io le penso davvero le cose positive che penso. Anche perchè mi rendo conto che adesso sto male. Magari meglio, ma non bene. Non rispetto anche alla mia visione stravolta dei temi “amore” “relazioni” “potersi fidare” ecc ecc. Insomma, voglio dire, mi ha travolto uno tsunami, se pensassi che ho voglia di farmi un tuffo forse sarebbe alquanto strano…
    E mi ha travolto davvero uno tsunami, e non solo perché 17 anni sono un bel po’ (ce lo giochiamo questo numero, ragazze? a sto punto…) o perché una relazione può cambiare-non funzionare più-può finire… chiaro che stai male e per certi versi ti pare che ti hanno levato un organo vitale e ci sta pure il fatto di attraversare una fase di lutto ecc

  • 10083
    LUNA -

    e nemmeno solo perché sei sradicato da una vita che avevi, anche in termini di spazi ecc.
    Ma credo molto dipenda anche da come si susseguono e terminano le cose, ovvio. Immagino che siano ben pochi i casi in cui due di mettono al tavolo della cucina e tipo dicendo unduetretoccaaté sorridenti e beati si dicono all’unisono: non ti amo più, è finita, tirano un sospiro di sollievo e via.
    Accade. Accade anche in maniera meno “unisona” e meno diretta. la bomba ha da scoppia’ o lo scazzo trascinato ha da finì… ci pensa uno dei due a far scoppiare il detonatore, si prende una responsabilità per due, l’altro magari si incazza, protesta e parla di cianuro… anche se in realtà, con il senno di poi, sentirà che anche lui o lei non ne poteva più.
    Non voglio dire che accada sempre, ma spesso, passata la fase del lutto cociente e fetente, le persone si ritrovano ad ammettere che non era la persona giusta o che la situazione era diventata davvero pessima, invivibile… e non credo proprio che sia solo razionalizzazione. come non credo che sia sempre solo amore infinito quando qualcuno, a distanza di secoli, continua a tirare craniate contro il muro. La rielaborazione ad un certo punto non ti porta a rinnegare una cosa importante se senti di averla vissuta, ma a riprenderti la vita sì.-
    MANU, guarda che non sto sottovalutando l’importanza di un grande amore, nell’economia dell’esistenza. Non penso neanche che ci si innamora tre volte alla settimana. Penso che la fine di un amore sia una cosa devastante (guarda caso scrivo in questa lettera :P). In un abbandono riecheggiano altri abbandoni, la paura stessa dell’abbandono. E penso sia sacrosanto pensare: non amerò mai più, non voglio amare mai più (anche quando questo pensiero è un misto di sollievo e mutilazione), o anche pensare, magari in seguito, che solo per una vera propria rivoluzione cardiaca che appare ben riposta si sarebbe disposti a riconsiderare questo “sano” proposito (virgoletto perché sentirsi innamorati è una delle più belle sensazioni che ci sia, e fa ringiovanire di 20anni anche se ne hai 19, finché, certo, non ti arriva un tir in faccia, come no. Ma capita anche che non avvenga) pensando però: non ho voglia comunque di suicidarmi o confrontandosi con delle paure…

    Che dire, MANU? se dovessi scriverti l’elenco di certi pensieri che mi vengono sull’amore, me riguardo l’amore, l’amore riguardo me, la persona che ho amato, domande sull’esistenza degli ufo (attinente a concetto precedente) ecc ecc non mi basterebbero duecento post. Aggiungi la sensazione orrenda di sentirsi abbandonati, rinnegati durante un periodo veramente difficile. cosa che rischia di cambiarti la visione del mondo. Però non sono solo pensieri da trauma, sono anche pensieri che servono a scaricare il trauma. Una parte di me lo sa. Ha da passa’ nuttata.

    LILLY: idem 😀 tvb 😀 vuvuvùmipiacitù 😀

    ALEBA: bacio 🙂 sono contenta /per la tua presenza, bella di suo/ che sei passata anche qua 😀

    Abbraccione LULU e NATY 😀

  • 10084
    LULU -

    Manu immagina un po’ se addirittura non solo tutto ci fa ricordare la nostra storia, ma se siamo noi stessi a “rifrequentare” i luoghi che abbiamo vissuto con “loro”…io lo facevo. Era come se da strarincoglionita volessi stare ancora piu’ male.
    E adesso? ultima novita’. Certamente mi ha colpita il giusto, non per me ma per nostra figlia, e’ nato il fatidico erede maschio!!!Ho visto giusto l’altro ieri il fiocco azzurro.
    Ho avuto un attimo di perdita di equilibrio, mi sono analizzata bene, era gelosia per mia figlia!!! Poi piu’ tardi mi sono sorpresa addirittura ad essere quasi felice per loro…sono impazzita davvero? forse..
    Lilly e’ certo che siamo felici e ti abbiamo “perdonato” il fatto che stai meglio. Ce lo auguriamo tutti, e sai credo diventi contagioso guarire. Anch’io ci credo ai bacini e agli abbracci virtuali…in certi terribili momenti mi hanno davvero aiutata, insieme alle vostre parole che mi davano una svegliata dal mio torpore.
    Luna visto che siamo in tema, voglio dirti che anche io sono grata al destino per averti incontrata, ti leggo davvero ogni volta con gli occhi spalancati, i consigli che spesso hai dati ad altri li ho seguiti pure io e mi hanno aiutata moltissimo…per cio’ che riguarda i numeri da giocare…proviamo, vediamo se le nostre brutte storie ci fanno vincere qualcosa. A parte gli scherzi, io credo di aver gia’ vinto molto, sono uscita da quell’inferno, magari un po’ bruciata qua’ e là…ma viva e questo e’ davvero tanto.
    E’ certo che certe storie ci fanno sentire abbandonate, inutili, vecchie specialmente nel mio caso, visto che la donna con la quale mi tradiva e sua attuale compagna ha 20 anni meno di me. Adesso io mi sono ripresa la mia vita non rinnego il mio passato,altrimenti non ci sarebbe la mia principessa, ma non dipendo piu’ da una storia che mi ha sconquassata l’anima, dipendo solo ed esclusivamente da me stessa.
    Baci a tutti!!!!!

  • 10085
    elena -

    Possiamo metterla così LUNA:
    a volte gli tsunami, ci permettono di ascoltarci meglio. Capire cosa ci può piacere oppure no. Se oggi ho voglia di passeggiare e prendermi un gelato, oppure ho voglia di altro.
    Spesso, lo stare in due, comporta una serie di circostanze, dove prima o poi qualcuno deve cedere, per esigenze altrui.
    Spesso il più forte, schiaccia il più debole, ma non lo dico in senso negativo, intendetemi.
    Spesso, si cresce nella relazione, pensando che quella attuale, sia giusta e si sottovalutano i desideri, le aspirazioni o quant’altro.
    Invece, si possono scoprire lati, che magari, non pensavamo nemmeno di vedere, perchè credavamo che nel complesso, bastasse solo voler bene.
    Io ho scoperto lati di me in una relazione specifica, che mi hanno reso forte e il saper dire di no, davanti a pretese assurde o comportamenti poco corretti. E il no l’ho ribadito anche a distanza di anni con la stessa persona.

  • 10086
    LUNA -

    ELENA: ciao 🙂 sì, ho presente e assai cosa intendi. E’ vero che si imparano un’infinità di cose su se stessi e sui rapporti ecc quando succedono queste brute fazende. Capisco bene cosa intendi e cosa intende LULU (bacino ad entrambe).
    Sono sincera però quando (è ovvio, certo) dico però che, poiché in me la tendenza all’ascolto e a voler stare bene e a capire le cose (so, può sembrare un paradosso) c’era da sempre comunque trovo sconvolgente l’aver attraversato certe cose. Insomma, credo che avrei potuto vivere bene anche senza che il dito venisse messo nella piaga o mi venisse fatta una piaga bella grossa. Credo che avrei potuto capire delle cose attraverso delle esperienze positive, invece che tanto negative. Anche perché le esperienze positive, sin da quando ero grande come un fagiolino, mi hanno insegnato molto. Per quanto c’è sempre un motivo, e per quanto è vero che ho imparato da e che al contempo non mi sono difesa adeguatamente per certe cose che non sapevo e che, nello stesso momento, “sono qua” proprio per com’ero di base, anche. Cioè, se non fossi stata in un certo modo quello che mi è capitato mi avrebbe disintegrata. Ringrazio dunque (e chiedo scusa se può sembrare milodomiimbrodo, ma è proprio invece dire grazie ai farmaci interiori salvavita) il fatto di aver avuto delle “qualità”: una resistenza allo stress da studio scientifico, un certo tipo di cervello che mi ha portato a indagare le cause e conseguenze di un fenomeno anche veramente con piglio “scientifico”, un’intelligenza emotiva e sociale che hanno fatto sì che cercassi in ogni modo di mantenere un rapporto con la vita anche quando il rischio di isolamento sarebbe stato alto, l’aver saputo dirmi: vai dallo striz (senza vergogna), l’aver accolto il casuale incontro con il forum, anni fa, per continuare a coltivare e mantenere in modo costruttivo una parte di me, l’aver continuato – finché non è stato troppo troppo troppo, e infatti lì mi sono preoccupata sul serio – a coltivare la parte creativa e ottimista e solare, scavando progetti anche quando il privato era devastante…
    tuttavia è chiaro che la resistenza allo stress mi ha giocato anche contro. Qualcuno, cedendo fisicamente e psicologicamente prima, forse avrebbe chiamato un’ambulanza e avrebbe detto “non ce la faccio più”. Il problema è che io ero anche in condizioni contingenti per non poterlo dire. Ovvero se non avessi avuto una resistenza allo stress disumana sarebbero stati c.... miei. Mentre, anche se pompavo adrenalina e cortisolo come una machina de guera, non potevo fare altrimenti, o non sarei riuscita a trovare delle soluzioni. (leggi: dove vivere per determinati periodi, e continuare a lavorare, pensare, agire, cioè non perdere TUTTO). Tuttavia ogni volta che faccio una prova medica (ad un certo punto mi son cuccata un tagliando come una Ferrari) tremo all’idea di che danni possa aver prodotto l’autoproduzione di ormoni contro lo stress. Perché già quando producevo mi preoccupavo, ma se non avessi prodotto

  • 10087
    LUNA -

    nessun altro avrebbe potuto, al posto mio, salvare il salvabile. Della mia vita, della mia salute mentale, della mia salute emotiva, del mio lavoro, dei miei rapporti umani, della mia sensibilità. Nessun altro avrebbe potuto dire, al mio posto, quando mi trovavo a vivere a casa di altre persone: qui è ok, qui poi stare, oppure “qui no, c’è qualcosa che non va”, anche quando il mio solo desiderio sarebbe stato svenire e mettermi una flebo e fregarmene di tutto. Dormire e basta. E “voglio la mamma”. Nessuno avrebbe potuto impedirmi di fumare 40-60 sigarette (e infatti spesso non sono riuscita ad impedirmelo io, e altra cosa che mi fa tremare nel tagliando Ferrari), nessuno sarebbe riuscito a darmi un calcio in culo se il mio culo non era disposto a farsi dare un calcio in culo (positivo, intendo). Non voglio fare l’eroa, dico cosa purtroppo comporta il fatto di attraversare queste cose. E che capisco perché l’inferno non è solo quello che succede. Anche perché, se non stai attenta/o, gli effetti valanga diventano “espansi”. Più hai le difese basse, più sei confuso/a più rischi di andare in compulsione, anche semplicemente da stress, e non riuscire ad ascoltare te stesso, l’istinto, o valutare adeguatamente le situazioni in cui ti trovi. Io insisto sempre che queste cose non capitano solo ai masochisti o a coloro che hanno sempre cercato le persone “sbagliate”, non nel senso in cui intendiamo. Persino il mio primissimo ragazzo, che sulla carta era tutto fuorché un buon partito, con me ha condiviso il meglio, non il peggio di sè. Il secondo era incompatibile con me ma sono cose che capitano e comunque ad un certo punto è finita, e prima di danni. personalmente so di non essere mai stata masochista e il mio passato sentimentale anche mi prova di non aver cercato persone “sbagliate”. Anzi, so pure di averle evitate. Semmai il mio problema è stato quello di non reagire con immediata fermezza di fronte a certe tipologie di persone. Di metterci un po’ per inquadrarle al di là di un armonico buonismo o di un’empatia però anche fuorviante. Anni fa avevo un fidanzato con cui stavo bene, su questo non ci piove, e con cui il rapporto era sereno. Fu sua madre a fare a me (e a lui) molestia morale, e quanta! Io non sapevo cosa fosse all’epoca la molestia morale. Mi difesi come può una persona di 18 anni. Mi stressò, feci tutto il possibile, ad un certo punto me ne andai di fronte a qualcosa che io non potevo risolvere, ma che era distruttivo. Quindi di fatto, “primitivamente” credo che sapevo delle cose che poi ho dimenticato, paradossalmente. Non sto dicendo, Elena, che io non avessi (e non ho) i miei nuclei nevrotici, le mie strategie sbagliate, di non aver fatto errori, di essere buona, di non aver fatto cazzate, che non ci fossero cose che potevano essere viste, sciolte, indagate, migliorate. però, come diceva la mia striz, avevo trovato una mia strategia per stare in equilibrio, anche nei “difetti” della mia sensibilità. Lei mi ha sempre detto che

  • 10088
    LUNA -

    (continua) la mia parte creativa, emersa quando ero ancora un fagiolino, era stata una riequilibratura naturale, e positiva, che io stessa avevo trovato. Anche per la parte più parosa o più nera o cervellotica. In sintesi (e non riguardo la storia contingente, ma riguardo il passato, le dinamiche famigliari, ecc): sei quello che sei anche perché ti sei confrontata con delle cose. Vale anche oggi, e quindi sono d’accordo con te. E’ vero che quello che mi è successo mi ha permesso di “vedere” cose che non avevo visto, di me. E che, seppure mi sono trovata in guerra veramente in 24 ore (cosa che mi ha mandata in tilt, perché ha sconvolto la mia sensibilità in primis) non erano adeguate le strategie che si sono attivate in me se non sono scappata subito, fosse pure dormendo sotto un ponte. E’ chiaro che se la cosa è riuscita a minare la mia autostima c’era qualcosa che non andava anche nelle mie difese. E’ chiaro anche che erano giusti i valori che mi hanno tenuta lì, e lo penso ancora, ma che bisogna saper anche osservare in cosa li stiamo usando, cosa l’altro sta mettendo in atto ecc.

    Vale anche fortissimamente però il fatto che spesso quando capitano cose come queste oltre che quello che si è imparato, visto, scoperto, utilissimo, vale quello che si è ritrovato di sè. Cose che c’erano PRIMA, che funzionavano e facevano stare bene, e che ad un certo punto sono state come interrotte, “deviate”, stravolte.
    E’ bello anche per questo uscire a mangiare un gelato con se stessi come non succedeva da tempo. E ritrovarsi allo specchio.
    (non sto dicendo che tu non l’abbia detto, stavo riflettendo con te).

    Il problema di situazioni come quelle da noi citate è anche il carico di stress da smaltire, i ricordi brutti di cui va scaricato il peso emotivo (come diceva LULU, anche), il disturbo post-traumatico da stress che, quando c’è, e c’è spesso, richiede il suo tempo per passare.
    Accettare il fatto che certe cose siano successe, ma non farne la propria croce per sempre. Neanche nel guardare il mondo, il presente, il futuro.
    Insomma, spesso c’è un “bel” lavoro da fare. Io posso dire che mi sono ritrovata a non andare più dalla striz (anche per ragioni economiche) proprio nell’apice della schifezza e del disastro globale. Forse, ti dirò, avevo anche bisogno di affrontare le cose da sola. (però degli strumenti li avevo, lo specifico perché sono convinta che sia difficilissimo invece venire fuori e dipanare matasse simili non avendo i mezzi per capire cosa sta succedendo o le proprie reazioni ecc). E mi sono accorta però di come tutto il lavoro fatto ha continuato e continua ad… agire.

    Qualunque sia stato il passato, che in qualche modo è capitato, quello che conta è il presente. E la percezione dell’esistenza di un futuro. Per chi ha vissuto certe cose un futuro come orizzonte ampio non è una percezione banale. Tutt’altro. Se è vero (ed è vero) che non lo è neanche mangiare un gelato sentendo il gusto e sentirsi bene per sapersi in grado di dire no

  • 10089
    elena -

    ti posto questo LUNA

    e ti ascolto 🙂

    http://www.script-pisa.it/rivista/script_riflessioni_14/aspetti_della_relazione_narcisistica.php

  • 10090
    aleba -

    Mi ritrovo in te LUNA….quanta speranza mi danno le tue parole per il futuro. Quanta forza per vivere il presente, questo presente che mi vede finalmente fuori da quel tetto e quindi distante dalle dinamiche. Faccio fatica ma mi sto ritrovando. Sono in una casa non mia al catasto, ma è mia nella psiche. Vivo la mia casa, anche se poche ore al giorno. Persino le piantine sul tavolino sembrano sorridermi, e al mattino quando faccio colazione con il mio caffè caldo e i gatti, mentre mia figlia dorme ancora, mi sento io…in contatto con la mia anima. Anche io ho perseverato convinta che avrei trovato in me le forze per mantenere in vita la mia relazione. Ora ho capito che a volte, per rinascere, bisogna accettare che una parte di noi muoia e lasciarla andare. Vivere l’oggi scrutando l’orizzonte. Qualche spiraglio lo vedo, ma per me l’importante è vivere la mia giornata, con tutti gli inghippi, i contrattempi e con tutte le piccole gioie che parlano di me. LUNA mi piacerebbe conoscerti.

Pagine: 1 1.007 1.008 1.009 1.010 1.011 1.408

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.

Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.


▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili