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Italia e elezioni… tanto niente cambierà

Lettere scritte dall'autore  Maldamore

Fra non molti giorni si voterà in Emilia Romagna, potrà vincere la lega, ma come dice
la canzone “tanto …niente cambierà” , i poveri resteranno poveri, i ricchi ricchi.
Pure i problemi resteranno, come diceva il CONTE di Lampedusa “Bisogna che tutto cambi perchè nulla cambi” (Il Gattopardo), le persone oneste pagheranno le tasse e saranno gabbate.

L'autore ha scritto 6 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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4 commenti

  1. 1
    Nicolas -

    L’unica occasione in cui andrò a votare sarà al referendum per il ritorno alla lira.
    Praticamente non andrò più a votare.

  2. 2
    Bottex -

    Concordo anche io e aggiungo che il problema è più ampio, non si limita alla sola Emilia-Romagna, ma è di scala nazionale. Anche se questo governo di fantocci poltronari andasse finalmente a casa ed andassero al potere Matteo Salvini e Giorgia Meloni, ho paura che non riuscirebbero a governare, perchè troppo influenzati da potenze esterne, prima fra tutte la UE. Da cui, purtroppo ahimè, non possiamo uscire. Ma non nel senso che sarebbe svantaggioso, nel senso letterale, cioè che ad oggi non esiste nemmeno una procedura normativa comunitaria per farlo.

  3. 3
    Bischetto7 -

    Una delle difficoltà del governare in Italia è l’astensione che sfiora il 30%.
    Se, sull’onda del movimento delle sardine, tutti gli astenuti votassero compatti per la lista più “scarsa” nei sondaggi, ci sarebbe la dimostrazione che chi comanda è l’Elettore! Lanciare allarmi postumi parlando di: “inesperienza” o di “dilettanti allo sbaraglio” non serve più a niente, ma dovrebbe far riflettere sulle promesse elettorali che dovranno essere formulate con un minimo di razionale credibilità.

  4. 4
    Gabriele -

    C’è il problema anche diametralmente opposto: gente che vuole votare, ma che non può, Perchè ci sono troppe fuoriuscite dalle coalizioni, sia di centro destra che di centro sinistra. Il problema è l’affidabilità. Come si può andare a votare, se l’esperienza che abbiamo sono governi che si insediano, durano un anno, e poi cadono, per poi giurare nuovamente, con alcuni ministri cambiati, che passati tre mesi, si dimettono per andare da un altra parte. Come si fa, in un contesto di confusione del genere, a chiedere a qualsiasi persona un impegno, se poi il massimo che si ottiene sono dieci mesi di governo, quando quella ISTITUZIONALE prevista è di cinque anni?
    Per non parlare, che ormai non si sente più parlare di istituzioni, noi stessi che scriviamo in questo forum siamo delle istituzioni, poichè in una Repubblica come la nostra, lo stato siamo noi medesimi, quindi anche i nostri rappresentanti, devono avere comportamenti ed azioni prima di tutto istituzionali, e non soprattutto politici e poi istituzionali come capita ormai molto spesso.
    Io per esempio, sono contro il taglio dei parlamentari, sono contro l’abolizione dei vitalizi, e sono contro la diminuzione delle auto blu: Perchè ho il diritto ad essere rappresentato

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