Innamorato perso della mia “amante” che sto per perdere
di
innamorato perso
Riferimento alla lettera:
Lettera un po’ prolissa, ma è necessario per far capire a voi e per non essere giudicato quale “il solito marpione” ……… Io oggi 42 anni, lei 28. Io sono un uomo sposato da 18 anni e con una figlia di 14, lei invece da sola. Tutto accade circa 4...
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Data di pubblicazione: 9 Gennaio 2010
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Categorie: - Amore

Guarda come uomo mi fai pena e basta..hai bisogno di andare in analisi
Quando si vivono delle esperienze, almeno abbiamo qualcosa da ricordare, perchè il tempo passa comunque.
E quelle positive sono il nostro “tesoretto”
per i momenti difficili.
Aggiungo che una donna che è stata lasciata dal fidanzato e che per consolarsi va a insinuarsi nella tua famiglia mi fa pena anche lei.. a prescindere che potevi avere o no un matrimonio felice la signorina doveva assolutamente evitare di fare ciò che era stato fatto a lei..che gran donna davvero.. le “rubano” l’uomo e lei si prende quello di un’altra..davvero una gran bella persona.. spero che facciate pace e possiate vivere il vostro amore e se ne riparlerà quando avrete i problemi di tutti gli umani del mondo.. bollette spesa panni da lavare ecc… le amanti quando diventano mogli perdono il loro fascino e vedrai rimpiangerai amaramente la tua bella famiglia che hai sfasciato in nome di un amore folle che svanirà come neve al sole nella quotidianità. Te lo dico perché a me è successa una cosa simile e mio marito è ancora lì che piange lacrime amare perché non può tornare indietro..si è distrutto la vita.. io invece ho capito che volevo molto di più di un burattino.peggio per lui
Penserai che sono una donna crudele ma quando hai dato tutto a una persona alla fine non rimane più niente, il mio amore e le attenzioni le rivolgo ad altro è mai più sarò quella che ero e di questo ringrazierò lui per sempre perché ora sono più forte, io valgo, ho tutto, cervello, bellezza, intelligenza e soldi, ho perso solo un po’ di cuore ma va bene cosi. Ciò che non uccide fortifica.
apro questo articolo con ritardo, caro mio vorrei sapere a distanza di 10 anni come è andata. io ne ho 38 ed ho vissuto una cosa simile con una ragazza di 23, un anno bellissimo passato assieme, ma passato in una casa o in un abitacolo di una macchina. poi l’irreparabile, quantomeno per me, è andata con altri, ed io che avevo accarezzato l’idea di cambiare la mia vita per lei mi sono trovato a soffrire come una bestia e mi sono reso conto che nulla era reale.
purtroppo le relazioni se nascono clandestinamente sono destinate a rimanere tali, ogni parte avrà qualcosa da rimproverare all’altra e non si avrà mai un rapporto sano.
io me la farò passare e ringrazio di non aver fatto follie per una ragazza che per quanto può avermi amato ed io abbia amato, non sarebbe mai riuscita a starmi accanto come io avrei voluto.
ciao e spero tu ora stia bene.
“…e mi sono reso conto che nulla era reale.”
Ecco, “nulla era reale”. Questa è una grande acquisizione che ti ha fatto capire la differenza tra l’illusione e la realtà sentimentale. Al di là delle volatili gioie sensuali, è forse l’unica esperienza utile della tua storia. Sai quanti illusi si rovinano pensando che quelle sensazioni sia l’amore? No? La maggior parte degli innamorati.
rr,
mi sembra che, tutto sommato, ti sia andata bene. hai potuto godere di un anno bellissimo e di fare un’esperienza utile per il futuro.
utile, alla tua età, per capire meglio con chi hai a che fare fin dall’inizio di una relazione amorosa e di conseguenza saperti meglio regolare con le aspettative.
scusa se sono un po’ aspra ma i repentini pentimenti mi suonano spesso come retaggio di coinvolgimenti superficiali. per di più se hanno avuto una durata relativamente breve.
Scusate vorrei scrivere la mia testimonianza perché non vedo comprensione nei confronti delle cosiddette “stronze” che poi cercano altri. Io sono stata l’amante di un uomo molto più grande di me per un anno. Non avrei voluto mettermi in quella situazione e fin dall’inizio gli ho detto che non volevo avere una storia clandestina, perché non volevo mancare di rispetto a nessuno. Lui però mi ha detto di essere innamorato di me e di aver provato con me un sentimento fortissimo. Dato che anch’io ero (e sono ancora) profondamente innamorata di lui, ho deciso di aspettare perché capivo che una persona prima di decidere di chiudere una relazione che durava da anni e con una figlia adolescente, ha bisogno di tempo. La nostra relazione è stata meravigliosa. Da un lato mi diceva cose bellissime e insieme stavamo benissimo sotto tutti i punti di vista, abbiamo passato moltissimo tempo insieme perché la moglie lavorava fuori, ma dall’altro non c’era mai un accenno da parte sua a una sua…
futura separazione. L’ho lasciato diverse volte, perché stavo male ogni volta che lui faceva le vacanze con la moglie, il pensiero che dormisse con lei mi faceva andare in crisi. Non capivo come faceva a dire di amarmi tantissimo e continuare la sua vita di sempre. Ora ho deciso di chiudere, sto malissimo. Ma stavo malissimo anche quando lui era con la moglie e io avevo i miei problemi in famiglia e avrei voluto un compagno accanto. Cosa dovevo fare? Spero anch’io di trovare presto un’altra persona perché nessuno merita di essere messo da parte quando è “scomodo”. Sapete come ci si sente a essere sempre una seconda scelta? Sono una stronza?
Io avrei voluto iniziare con lui una vita vera, fatta di comprensione ma anche di gioia e emozione. E lui nonostante mi “amasse da impazzire” quando gli ho detto che non ce la facevo a sopportare quella situazione mi ha detto che mi capiva, ma non ha fatto nulla. Cosa vuol dire amare secondo voi?
“Io avrei voluto iniziare con lui una vita vera, …E lui nonostante mi “amasse da impazzire”, quando gli ho detto che non ce la facevo a sopportare quella situazione mi ha detto che mi capiva, ma non ha fatto nulla. Cosa vuol dire amare secondo voi?”
Intanto non sei una stronza, ma un’illusa.
“Amare da impazzire” è quello che ha fatto il tuo amante per tenerti sdraiata sul talamo del “piacere”, in opposizione a quello del “dovere”. La frase è un classico al quale credono tutte le amanti.
Amarti, invece, significava fare per te quello che ti aspettavi fosse fatto da chi dice di amarti da impazzire. Comunque, consolati: non esiste un solo caso documentabile di marito che abbia lasciato la moglie per l’amante. Se ci pensi, se uno vuole l’amante non ha senso che la trasformi in un’altra moglie, non credi?
Ti ringrazio però per aver offerto l’ennesima prova di quanto la tua sia un’altra storia “amantifera” IDENTICA in tutto e per tutto a milioni di altre, a dispetto di chi ritiene che ogni amorazzo a base di illusioni sia comunque unico e irripetibile.
Mi hai dato il colpo di grazia, e stavo già parecchio male, ma lo accetto perché come dici tu è tutto da copione. Mi chiedo però che senso abbia restare in una storia per “dovere”. Le persone non sono tutte uguali e cioè non mi trasformo da strega cattiva nel momento in cui una storia diventa ufficiale, anzi mi godo di più la relazione senza ansie. Puoi spiegarmi perché è così difficile cambiare quando una storia non ti dà più piacere? E non dico che bisogna lasciarsi al primo momento di noia, ma quando per un anno intero sei stato veramente bene con una persona e hai condiviso emozioni che non eri mai riuscito ad esprimere. Vorrei capire perché non ci riesco. Non posso credere che siano tutte balle quelle che mi sono state dette.
Golem, amo le tue parole tanto quanto sono vere. Però io sono la testimonianza che non si tratta di un affare puramente al maschile. Priscilla ci sono passato. Innamorato come pochi… Io la moglie l’ho lasciata perchè volevo essere coerente. Perchè credevo che l’amore dovesse vincere. Perchè dovevo potermi guardare allo specchio… Quante volte ho provato quel misto di rabbia, dolore, e frustrazione per le sue vacanze con il compagno… Ma, dicevo, volevo essere coerente, e alla fine ho fatto il passo più difficile della mia vita. Poi sono andato da lei e le ho detto: hey ci siamo, io sono libero, amiamoci! Da quel momento, dal momento che l’ho messa alle strette, beh, è stato un disastro. Non solo ha avuto un figlio (pensa l’ho scoperto su FaceBook!), ma il suo compagno è diventato marito. Il figlio pensando a me, ha detto, e il matrimonio per far contenta sua nonna malata… Non ha limite la mente umana nell’inventarsi bugie e realtà talmente finte che… Finisci per crederci!
Prisci, il colpo è “di grazia” realmente, nel senso che in fondo è una “grazia” quella di riuscire a vedere la “realtà” delle cose. Tu dici che siamo tutti “diversi”, ed è vero, ma questo non significa che non ci “piacciano” le stesse cose. Erano tutte diverse 100 milioni e oltre di lettrici delle famose “50 sfumature di…”, eppure tutte “appassionate” alla trama sadomaso di quei libri e poi film, che si vivono sì singolarmente, ma cercandovi emozioni comuni a TUTTE. Questo significa che abbiamo degli standard comportamentali a certi stimoli, assolutamente identici e prevedibili, sia negli esordi di questi che negli esiti finali. La psicologia della pubblicità ne sa qualcosa.
La tua storia è come quella di altre centinaia di donne come te, che hanno scritto su queste pagine negli ultimi sei anni. Storie che hanno un background composto da un “minestrone” di istanze istintuali, caratteriali, culturali e persino religiose, che agiscono al nostro interno portando però TUTTE in una sola direzione,>
Towoit,
grazie per la tua testimonianza.
le storie amorose, gli uomini, le donne, le situazioni e i sentimenti NON sono tutti uguali.
sono le sfumature a fare le differenze. sfumature che derivano da valori, vissuti, momenti e temperamenti. ma anche da capacità di distinguere, almeno di tanto in tanto, il sincero dall’artefatto.
il sentimento non è razionalizzabile né condizionabile dall’esterno; il dovere, sì.
ammirevole la tua coerenza, purtroppo non ricambiata da chi è probabilmente soltanto più instabile e insicura.
mi dispiace per te.
>che mi sarebbe possibile spiegare solo se avessi a disposizione 200mila battute e non 2mila. In questo momento, per esempio, tu sei “vittima” proprio delle “droghe” dell’innamoramento, che con l’amore c’entra come la favola di Cenerentola con la vita vera, dove la prima parte significa vivere il sogno credendo che lo si possa trasferire dopo la mezzanotte nella seconda mantenendone la “sostanza” immaginifica. E così come quel “lui”, da una realtà banale trasferisce il suo “sogno d’ammore” su di te, tu fai col tuo, senza capire che ognuno dei due “sogna” per fatti propri ma senza realmente “fare” in due UN amore, ma solo “l’illusione” di questo. E quando ci si accorge che non era amore ma “ammore”? Quando uno dei due lo vuole portare nel reale. Ecco che il sogno finisce e il risveglio è traumatico.
Gli effetti di una “bella droga” -come è quella dell’innamoramento- dà assuefazione come qualunque altra sostanza psicotropa, e si soffre se non si ha più la “dose”. E tutto ciò perchè l’effetto è “dolorosamente piacevole”. Vero Pri?
Priscilla,
un anno non è che un assaggio. prezioso, nel tuo caso, ma non ancora dilagante nel futuro. se non ti va che quest’uomo dorma e trascorra le vacanze con un’altra, la scelta è una sola.
non tutti gli uomini sono adatti alla monogamia, come non tutte le donne sono adatte a essere amanti.
quanto alle seconde scelte, queste avvengono anche in ambito di unioni ufficializzate, quando, dopo aver sperimentato l’amore privo di condizionamenti, si desidera stabilità e sicurezza, al fine di metter su famiglia.
prime, seconde, terze scelte, e così via… tutte facenti capo a diversi momenti dell’esistenza e a diversi obiettivi di vita.
non dovrebbe esserti troppo difficile lasciare un partner che non risponde alle tue aspettative. gli uomini hanno maggior senso del dovere, e dell’opportunità, delle donne: di solito, non lasciano la cuccia calda se non sono cacciati fuori a calci. c’è chi apprezza il loro senso del dovere, e chi lo valuta come facile comodità di genere.
Towoit sei una delle poche persone che ha avuto il coraggio e la coerenza di fare questo passo e sei da ammirare! Lei quindi aveva già un compagno? Aveva parlato di separazione? In ogni caso io credo che bisogna fare le scelte in base a ciò che è giusto per noi, evidentemente al di là della tua nuova relazione, la tua vecchia storia non ti faceva stare bene. Perché fingere allora? Io credo che gli uomini mettano tutto sullo stesso piatto della bilancia: moglie, figli, casa… Invece si può essere dei padri responsabili anche da separati, si può avere un rapporto sereno con la madre dei propri figli! Se il mio “amante” scegliesse di stare con me sarei la donna più felice del mondo. E lui smetterebbe di fare il padre/marito annoiato a casa. Poi le conseguenze di questo atteggiamento sono che i figli non credono nell’amore e perdono la fiducia.
“Towoit,
grazie per la tua testimonianza.
le storie amorose, gli uomini, le donne, le situazioni e i sentimenti NON sono tutti uguali.
sono le sfumature a fare le differenze. sfumature che derivano da valori, vissuti, momenti e temperamenti. ma anche da capacità di distinguere, almeno di tanto in tanto, il sincero dall’artefatto.”
Ah sì, e quali sfumature distinguerebbero le due storie di amanti di cui si parla, che si giuravano amore infinito, ineguagliabile, unico, quando poi alla prova dei fatti crolla tutto il castello di illusioni? È la solita trama, lo stesso “sentire”, l’identico percorso e uguale esito. E meno male che saremmo tutti diversi. Forse si crede di esserlo, si vuole crederlo, e si nota anche qualcuno che lo crede anche molto più del normale.
Vero sì Golem. Infatti sto vivendo questo periodo come una tossicodipendente in astinenza e quando mi viene voglia di sentirlo mi dico che non si supera l’astinenza facendosi una dose, anche piccola. Però è difficile. Probabilmente per lui è stato così… un “ammore” come lo definisci tu. Eppure ha detto che solo io lo conosco davvero… ma devo ripetermi che sono parole che non hanno il significato che hanno per me. Io non sopporterei di perdere una persona che ritengo così importante per me.
@Priscilla
Trovati uno libero appena puoi. Non ripetere la stessa esperienza. Spero ti faccia da lezione.
Priscilla, come ho detto servirebbe una disponibilità sconfinata di caratteri per spiegare meglio la condizione che stai vivendo, dove l’istinto si scontra con la ragione creando lo sconquasso psico fisico che stai subendo. Il punto è che quello che “l’amato” ti diceva NON necessariamente erano bugie, ma neppure verità, giacchè “scaturiva” da emozioni fisiche del momento, e non da una stratificazione emotiva che avesse già fatto i conti con la “coscienza”. I preludi amorosi risentono del piacere che la Natura ci offre come compenso alla possibilità di riprodurre la vita sul pianeta. Se piace fare l’amore è perchè il compenso è quella ebbrezza che oggi tu stai pagando con quel senso di astinenza, e chissà, forse anche lui. Ma questo aspetto, con l’Amore inteso come “voluta” scelta di vita, sentita “serenamente” non ha niente a che fare. Non posso spiegarlo meglio, ma la passione, per quanto affascinante, non garantisce che sè stessa finchè dura, e non dura in eterno. Quindi non è l’eccezionalità di quelle emozioni che fanno un Amore.>
> Un Amore lo si FA nella “normalità”, e CRESCE un giorno dopo l’altro, con la conoscenza e accettazione dell’altro con tutte le sue limitazioni umane, ma soprattutto con la lucida volontà di amare, e NON può finire. Quello che avete vissuto è un “obbligo” fisiologico incontrollabile, ma non è una condizione che si può garantirsi per sempre. Perchè quella “passione endocrina” si attenua e scompare, puoi scommetterci, ed è per questo che gli “ammori” finiscono. Ma in realtà non finisce niente perchè quell’Amore a cui penso non è mai iniziato. Cosa possibile SOLO quando il passaggio tra l’innamoramento e l’amore è avvenuto con i criteri che ho esposto prima, e si capisce quanto sia effimero il primo nella sua sconvolgente esplosione, e quanto duraturo quello maturo, che dona piaceri meno “acuti” ma duraturi e dolcemente intensi. Se il “tuo uomo” avesse VISTO in te quell’Amore rinuncerebbe a tutto senza fatica, ma si è fermato alla sola fase sessuale, che serve, godendosela, a perpetrare la vita, ma NON a viverla TUTTA con un’altra persona.
Anche se non ho mai avuto un amante in senso stretto confermo che esiste una “dipendenza da emozioni” e che, come tutte le dipendenze, crea assuefazione che in caso di “carenza” si traduce in forte desiderio e crisi di astinenza. Un meccanismo, credo, del tutto similare a quello indotto dal consumo di droghe e abuso di alcol. Le parole “ti amo da impazzire” o “solo tu mi conosci veramente” possono fare davvero breccia in chi ha il cuore libero ed predisposto a crederci e rischiano di rendere meno obbiettiva la realtà (“= ma non a tal punto da sconvolgere la mia vita e lasciare il mio partner per te” )
Golam capisco quello che dici anche se la “scientificità” con la quale lo esponi fa molto male. Probabilmente la sua era soltanto una “sconvolgente esplosione”, dato che molto spesso mi diceva che era “sopraffatto” dall’amore che provava per me. Emozioni troppo forti per essere durature quindi. Invece se devo essere sincera a me non manca particolarmente l’aspetto sessuale anche se era intenso ma più la complicità e il modo di stare insieme. Li vedevo benissimo i suoi difetti ma lo sentivo anche estremamente compatibile con me. Evidentemente quella “stratificazione emotiva che fa i conti con la coscienza”ha bisogno di tempo, o no?E io avrei dovuto aspettare? Ma potevo continuare a legittimare un comportamento che non approvo, anche nei confronti della persona che di fatto è il suo AMORE (cioè sua moglie, visto che non la lascia)? È amore la sua relazione duratura che gli fa dire a un’amante di essere la persona cui si sente più legato al mondo?