Inferno casalingo
Chiedo aiuto perchè non riesco a trovare una soluzione pur avendo cercato in tutti i modi di difendermi e risolvere pacificamente la situazione.
Il mio convivente da circa 7 anni si comporta male,agressioni fisiche e verbali,critiche e umiliazioni continue.ecc.
Siccome abbiamo 2 figli questi naturalmente ne risentono di questa situazione…non mi ascoltano più,non vogliono rispettare nulla,fanno quello che vogliono.Io cerco di fare del mio meglio,insisto per i compiti di scuola,li invito a comportarsi bene ma da un po’ di tempo hanno incominciato anche loro a fare come il padre cioè gridare,insultare..
so che la cosa migliore sarebbe andarsene ma non avendo nessuno che mi aiuta,nè un lavoro…è difficile.Non riesco nemmeno a trovare un appartamento in affitto perchè mi chiedono la busta paga.
Spero che qualcuno abbia qualche suggerimento utile.Grazie!
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Categorie: - Controversie - Famiglia
30 commenti
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rivolgiti agli assistenti sociali del comune
Anairam
mi dispiace per quanto stai vivendo e mi dispiace di non avere suggerimenti da darti. spero lo possa fare qualcun altro…
un abbraccio.
in quasi tutte le città, ma anche nelle realtà più piccole, ci sono rifugi per donne maltrattate che potrebbero ospitarti. Generalmente sono gestite da associazioni e potresti veramente informarti presso il settore sociale del tuo comune di residenza.
Quello che secondo me è più difficile è riuscire a distaccarsi emotivamente da questa situazione e dalla tua famiglia. Il cammino è lungo ed anche molto difficile, soprattutto perché molto spesso incontrerai persone che ti biasimeranno per la scelta che hai fatto ed anche la tua famiglia tenterà di farti desistere con tutti i mezzi. Però forse è l’unica soluzione per riuscire a ricostruirti una vita. Ci vuole coraggio per imboccare questa strada
Auguri davvero
ciao, nemmeno io ho suggerimenti da darti; l’unico suggerimento che mi sento di darti è quello di mandarlo al diavolo… e alla svelta!
Ciao Anairam. Odio questo tipo di maschi, comunque. Io ti consiglio di andare nella sede dell’associazione dell’Udi (Unione donne in Italia). Vicino al tuo paese ci sarà sicuramente la sede. Queste femministe offrono accoglienza alle donne maltrattate e solitamente anche un alloggio. Se però abbandoni i tuoi figli magari verranno su molto male, se cresciuti dal padre e basta. Magari puoi rivolgerti all’UDI e nel frattempo chiedere aiuto agli assistenti sociali. Non puoi andare avanti così. Questa situazione, anche se comporta delle scelte difficili, va affrontata per migliorarla e per migliorare la condizione mentale tua e dei tuoi figli. I quali non hanno nessuna colpa. Loro sono un pò le vittime della situazione, il loro comportamente è dovuto all’apprendimento che hanno ricevuto. Comunque ce la puoi fare. Hai le possibilità. In bocca al lupo !! Auguri.
Grazie a tutti per il vostro interessamento.Dai servizi sociali ci sono già stata…niente,al centro antiviolenza non hanno fondi per potermi aiutare,famigliari al di là dei miei figli non ne ho e gli amici qualche volta mi ascoltano ma nessuno è disposto a darmi una mano.Ieri ho dovuto chiamare i carabinieri ma siccome sta attento a non lasciarmi segni non posso denuncialo e dunque non è successo niente…per un po’ starà bravo forse!Penso che la cosa più difficile è staccarsi da questa apparenza di famiglia dove tutti viviamo male ma devo trovare una soluzione pratica.
Anairam,
hai provato a bussare in parrocchia? spesso la Chiesa è la sola che dà effettivamente aiuto a chi ne ha bisogno…
altra alternativa, decisamente più lunga, è quella di cercarti un lavoro. senza autonomia e senza supporto da parte della rete familiare è difficile potersi lasciare alle spalle una tale situazione… questo, purtroppo, è il limite della convivenza…
non ti perdere d’animo, però. continua a cercare una qualche soluzione… vorrei poterti dire e dare di più ma non mi è possibile…
Rivolgiti ad una comunità religiosa.
Se la parrocchia non ti aiuta rivolgiti a qualche altra denominazione:
testimoni di geova, evangelici o altro.
nelle comunità religiose più piccole oltre ad una maggiore attenzione, offrono un conforto etico morale più consistente.
io conosco tutte e 2 religioni che hai nominato e posso dirti che, sono molto di aiuto.
Si conosco anch’io sia una che l’altra religione ma non mi hanno aiutata alla parrocchia mi possono solo dare dei pacchi con alimenti della Caritas e delle signore dei testimoni di Geova lo stesso ma a me serve un aiuto diverso,prima di tutto una persona che capisce quello che sto passando e poi che mi ospiti con i bambini finchè trovo una casa.
So che è difficile ai nostri giorni trovare qualcuno che faccia queste cose per quello che devo contare solo su le mie forte e sulla grazia divina,il pensiero che Dio mi starà sempre vicino e mi guiderà è la sola cosa che miaiuta ad andare avanti.Grazie di nuovo a tutti voi!
infatti, le persone che capiscono al giorno d’oggi sono poche; ci sono però; è vero che si contano sulle dita della mano, ma ci sono; la parrocchia è un’ottima cosa; parla col tuo parroco; loro possono aiutare.
Anairam,
prova anche a mettere un’inserzione su un giornale locale dove si possa farla pubblicare gratuitamente. chissà che non salti fuori qualcuno che abbia modo di conoscerti, capirti e di aiutarti.
Ciao, anche se non è facile trovare le soluzioni pratiche credo che tu un passo importantissimo lo abbia già fatto se ti rendi conto della necessità prioritaria di spostarti da lì. Nei casi di violenza psicologica (oltre che fisica, ma quella fisica è sempre anche psicologica) molto spesso uno dei primi ostacoli da superare è proprio rendersi conto di quanto la situazione sia grave, ormai del tutto compromessa e del bisogno di una soluzione esterna al rapporto, ormai deleterio.
Comprendo “difendermi” e “non trovare soluzioni pacifiche”. Infatti non si tratta di fare la guerra a nessuno, ma di cercare/ritrovare il proprio concetto di salute e serenità.
Tuo PIENO DIRITTO. Se il tuo convivente ha e agisce determinate dinamiche di violenza è chiaro che tu ti sia divuta mettere sopratutto in posizione di difesa e al contempo che tu con lui non abbia mai potuto trovare un punto di incontro pacifico. Lui ha dei problemi che tu non puoi risolvere. Quello che puoi fare è cercare di risolvere il tuo problema di vivere con una persona con queste dinamiche, sottrarti alle dinamiche, cercando il modo di sportarti e riprendere la tua vita.
Ma, ripeto, non è un passo banale quello che hai già fatto, della consapevolezza del bisogno di altre strategie, esterne alla situazione, per la tua salute fisica e mentale ed emotiva.
Non sapendo in che città ti trovi ho maggiori difficoltà a informarmi se esistono strutture nelle vicinanze preparate per un caso specifico come il tuo (è vero, sì, che della violenza famigliare, gli aspetti psicologici, in generale si sa ancora troppo poco, e la cosa migliore è trovare psicologi, assistenti sociali, avvocati e varie figure preparate in modo specifico, ma chi è preparato sa benissimo quali sono le dinamiche, i problemi, i vari aspetti psicologici, emotivi, economici, di sfiducia anche nelle risorse personali e pratici di queste situazioni, quindi non disperare anche sul fatto di poter trovare anche concreta comprensione).
Ti consiglio intanto (ma probabilmente lo stai già facendo) di non palesare al tuo compagno il fatto che intendi cercare delle soluzioni e che ti muovi in questa direzione. Ciò ti permetterà di centrare meglio le tue risorse e di evitare maggiori reazioni anche verbali e “smontanti” da parte sua. Non so (dici di non avere un lavoro, ma non so se hai dei soldi tuoi messi da parte) quale sia la tua effettiva situazione economica e quale sia la tua possibilità di “movimento” e gestione del tuo tempo, attualmente, per migliorarla, cominciando intanto dai piccoli passi, ma concreti, mentre al momento non ti è possibile fare il grande passo di andartene.
Cerca comunque di muoverti in quella direzione, perché ogni piccolo passo è importante (scusa se le mie osservazioni possono suonarti banali, ma per esperienza personale e indiretta so che di solito anche queste non sono questioni banali, perché ovviamente sembra tutto estremamente difficile e ci si sente bloccati in una tela di ragno, anche più ancora di quanto ciò non sia, e pure quando già è grave). Avere fede aiuta e continua a credere in te.Molto spesso quando noi ci “muoviamo” in una direzione, anche se non nell’immediato, arrivano anche cose che al momento sembra impossibile possano arrivare, anche in modo positivamente inaspettato. Io ci credo, perché, pure tra tante difficoltà, mi è successo.
Vedi anche per esempio se esistono offerte di lavoro in cui sia possibile usufruire anche di un alloggio (portinerie, custode, badante… non so, faccio delle ipotesi).
Un grande abbraccio.
@luna
grande!
Ciao a tutti,oggi sono stata da un avocata e mi ha detto che se riusciamo a trovare un accordo sarebbe meglio perchè così non dobbiamo passare da Tribunale dei minori.Vedremo se lui sarà d’accordo! Mi ha detto anche che non essendoci redditi sufficienti potrebbero dare i bambini in affidamento…cosa che distruggerebbe ulteriormente i bambini già provati da tutto questo caos e confusione.
Una parte di me è dispiacciuta e spero di riuscire a non rinunciare e a credere di nuovo in lui perchè nè chiaro che non può cambiare a meno di ammettere che ha dei problemi e andare in terapia!
e perciò, cercate di evitarle queste cose; cercate di essere diplomatici! ma come hai fatto capire nella lettera, la diplomazia con certi generi di uomini non serve; è un peccato che di mezzo ci sono i bambini, se no io avrei tagliato di netto sta storia! chi se ne frega di 7 anni; io ad un certo punto voglio vivere tranquillo con me stesso; è vero che devo ricordarmi poi dei miei doveri, sì, ma a che prò, se poi io soffro continuamente? hai mai pensato di far sentire la tua mancanza?
Se hai la possibilità prova comunque a sentire cosa ti dice un altro avvocato preparato sul problema specifico.
in questi casi, il rischio che i bambini siano dati in affidamento è grande. per questo non avevo accennato ai servizi sociali.
la strada migliore mi sembra quella suggerita da Luna: cercare un posto come badante, una portineria, la sorveglianza di una villetta in campagna, qualcosa che ti possa dare un minimo di reddito.
ci potrebbe volere più tempo ma, riuscendovi, si eviterebbero probabilmente grane legali e altri conflitti all’interno delle mura domestiche.
Grazie a tutti,mi sono rivolta ad una avvocata che mi sta aiutando.cercheremo di fare un accordo scritto dove decidere tutto in modo da non doverci rivolgere al tribunale dei minori.Contemporaneamente andiamo ancora dalla mediatrice ,speriamo bene.Lui è come al solito …un po sta bravo,un po’ provoca ,apparentemente dice di essere d’accordo ma continua a insinuare brutte cose.La casa dove viviamo è della sua famiglia,lui ne possiede un quarto ma ora dice che una delle sue sorelle vuole la sua parte e chiede a me i soldi per darglieli!Premesso che io non ho un lavoro fisso e un piccolo risparmio non lo posso certo fare.Mi dice che sono una pezzente e che ho aproffitato per 20 anni di stare senza pagare l’affito…ma lui era con me…iopensavo che mi amasse,abbiamo 2 figli meravigliosi…
Anairam,
non dare retta alle parole: mira a un risultato più sereno per te e per i vostri figli. se il tuo compagno è sensibile alla paternità, metti sempre il loro benessere davanti al vostro.
quanto all’affitto per i vent’anni di convivenza, se lui pretende che tu sia stata un’estranea ad approfittare della sua casa, chiedigli di risarcirti a sua volta per aver badato a lui lavando, stirando, cucinando e tenendo in ordine per il tempo equivalente.
sono contenta che l’avvocato donna ti stia aiutando e spero ti sia possibile arrivare a un buon compromesso senza dover ricorrere alla legge.
un abbraccio.
Grazie Rossana,si farò come hai detto ,speriamo bene..perche lui una dice e l’altra fa ma ora sono decisa a farla finita con questi suoi giochi che fanno soffrire tutti!
Purtroppo le cose non vanno avanti tanto lisce come speravo.Lui è andato dall’avocata che io ho scelto e naturalmente ha fatto una bella impressione perchè è la sua specialità.Oggi siamo andati dalla mediatrice familiare e mi ha fatto stare malissimo raccontando tutto dal suo punto di vista e negando o minimizzando quello che io dicevo,..quando riuscivo a parlare perchè mi interrompeva sempre.
Sinceramente andare da questa mediatrice non mi aiuta,le dirò che insieme a lui non ci voglio più andare perchè mi basta già soffrire tutti i giorni per le sue angherie non c’è la faccio a sopportare anche le sue “recite” di brava persona che viene schiacciato da me (così dice lui)comunque ha detto che lui fino alla fine dell’anno non può andarsene perchè non ha soldi…
Anairam,
era prevedibile che questo tuo compagno opponesse resistenza. separarsi non è quasi mai un’impresa facile.
se almeno questi tuoi passi potessero servire a far sì che si moderasse un po’ in famiglia! pur non interrompendo il percorso che hai iniziato, per me la strada più lunga ma più sicura resta quella di cercare con pazienza e molta buona volontà la tua autonomia economica.
hai pensato alla custodia passiva in qualche villa, magari con lavoretti di giardinaggio? o anche a un impiego come perpetua in qualche paesetto sperduto? qualsiasi cosa, per comnciare, potrebbe essere meglio che vivere in un inferno…
Mi ritrovo dopo un anno nella stessa situazione nonostante avessi cercato in tutti i modi di liberarmi da questa persona.Mio figlio più grande ha iniziato a non ascoltarmi e a comportarsi come suo padre quando non ottiene quello che vuole.
Non riesco a trovare aiuto da nessuna parte,il centro Antiviolenza non fa niente,gli assistenti sociali idem,la mia avvocata perde tempo.
io non so se riuscirò ancora a resistere molto in questa situazione
ciao anairam , spero tu possa riuscire a risolvere subito i tuoi problemi . Non lasciare che lui continui con queste violenze fisiche e verbali …fagli vedere che tu sei una donna forte , più forte di lui ! Ci sono passata anch’io nella tua stessa situazione anche se non mi ha mai alzato un dito . Il mio ex marito (lo definisco così anche se non siamo ancora separati ma x fortuna mia e di mie figlie siamo lontani da lui 8 anni e mezzo ) ha provato ma senza riuscirci , anzi mi sono avvicinata a lui e gli ho detto dai provaci a picchiarmi .Gli ho gridato che mi faceva schifo . Lui mi ha sempre denigrato davanti a tutti .Cercando in tutti i modi di mettermi contro mie figlie e la mia famiglia …. quando parlava con gli altri faceva il simpatico e la persona seria ma come girava spalle parlava male di tutti anche di sua mamma . Purtroppo persone come il tuo e il mio ex ne esistono tanti . bisogna reagire già dai primi segnali e la colpa é anche un pò nostra che pensiamo di poterli cambiare con il nostro amore e il nostro affetto . Il mio amore x lui si è tramutato in odio e rabbia ! ti sono vicina non mollare !
Anairam, mi dispiace molto. Non sei riuscita a trovare niente che ti podesse dare una maggiore autonomia economica? I tempi son difficili in generale, lo so. E tu, certamente, anche tanto tanto stanca. Anche perché la tua stessa situazione ti porta ad una grande dispersione di energie. Però, in tutto questo, sei riuscita a scavarti uno spazio per dedicarti a cercare un lavoro, anche dei tipi che si diceva? Te lo chiedo perché non ho capito se non lo hai trovato o non hai neanche avuto modo di cercarlo. Cara anairam, purtroppo queste situazioni stravolgono la vita a tanti livelli, e tanto più per questo si ha la sensazione di essere in un tale groviglio che non esista un filo per cominciare a sbrogliarlo. Tu, però, non mollare.
Si,grazie Luna,non mollerò mai,ora ho deciso di andare via con i bambini in una nuova casa tanto per poter incominciare una vita diversa ,senza violenza,umiliazioni e critiche,nervosismo,ansia ecc.Intanto faremo un ‘accordo se lui vorrà,se no troverò un altra strada,devo sentire ancora la mia avvocata che purtroppo non si da molto da fare.
Ringrazio anche Monica e sono contenta che lei è libera.Non sento odio per lui anche se continua a ferirmi perché comprendo che non è in grado di capire quello che fa e ha molti problemi con se stesso prima di tutto che sono venuti a gala quando sono arrivate delle difficoltà nella nostra vita e lui è stato obbligato a diventare più responsabile,per quello se la prende con me.
secondo me sbagli a giustificare il suo comportamento . Ho fatto il tuo stesso errore x quasi 14 anni di matrimonio .