Immunità alla Salis…
Views: 9 - Views e voti dal 14 agosto 2026.
Immunità a Ilaria Salis: quando la democrazia inciampa e nessuno si ferma.
Nel Parlamento Europeo, dove ogni voto dovrebbe essere il riflesso limpido della volontà dei rappresentanti dei cittadini, si è consumata una scena che ha il sapore dell’arbitrio istituzionale. L’immunità parlamentare di Ilaria Salis è stata confermata per un solo voto di scarto. Ma quel voto, oggi, è avvolto da un’ombra che non può essere ignorata: un eurodeputato non ha potuto votare per un guasto tecnico, e la presidente Roberta Metsola ha scelto di non interrompere la procedura, nonostante la segnalazione formale e la presenza di tecnici.
Questo non è un dettaglio. È una crepa nel processo democratico. È il momento in cui la forma, che dovrebbe garantire la sostanza, viene ignorata in nome della velocità, della convenienza o – peggio – della politica.
Il deputato Markus Ferber, impossibilitato a votare, ha chiesto assistenza. Il collega Tomá Zdechovskì ha chiesto la ripetizione del voto. La presidente Metsola ha rifiutato, lasciando che un voto potenzialmente decisivo venisse silenziosamente cancellato da un malfunzionamento tecnico.
In un’Europa che si proclama custode della democrazia, questo è inaccettabile. Non si tratta di essere pro o contro Ilaria Salis. Si tratta di essere a favore della trasparenza, della legalità, della parità di accesso al voto. E oggi, tutto questo è stato violato.
Politicamente, questa decisione mina la credibilità dell’istituzione. Mediaticamente, è un boomerang: l’immagine di un Parlamento che ignora un vizio procedurale così evidente è devastante. Il messaggio che arriva ai cittadini è chiaro: la democrazia può essere sospesa, se serve.
E allora, chi difende oggi l’immunità di Salis, lo faccia con la consapevolezza che sta difendendo una decisione viziata, non un principio. Chi tace, acconsente. E chi parla, deve chiedere una cosa sola: la ripetizione del voto, perché la democrazia non può essere decisa da una pulsantiera rotta.
Nel caso della votazione sull’immunità parlamentare di Ilaria Salis, se ci fosse stata parità di voti, la proposta di confermare l’immunità sarebbe stata respinta. Questo perché si tratta di una decisione che non rientra tra quelle che, in caso di parità, vengono rinviate o approvate automaticamente.
In altre parole, quel singolo voto ha fatto la differenza tra immunità confermata e immunità negata. Ecco perché il malfunzionamento tecnico segnalato assume un peso politico e istituzionale enorme.
Data di pubblicazione: 13 Dicembre 2025
L'autore ha condiviso 82 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Seneca.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Politica
6 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

Pensa che io ho fatto di tutto il possibile per liberare la Salis dal carcere ungherese. Ho minacciato di vendere tutti i miei proficui titoli di Stato ungheresi. Ma poi me la sono presa perché è diventata un’europarlamentare che percepisce una prebenda da fiaba.
Sono tutt’ora convinto che la pena che rischiava era eccessiva. Vent’anni per una rissa, ma scherziamo. Al tempo stesso trovo ingiusto che adesso sia ricoperta d’oro per quella rissa.
https://youtube.com/shorts/9pTZ935lIM4?is=vXQ_NI_gYRgBfL-3
Argo, a me non preoccupa tanto la Salis fine a se stessa che è affetta da “Fascistofobia globalizzante” e la sua pericolosità sociale è limitata all’interno del Parlamento europeo, dove conta “meno del 2 di picche”, anche se è stata accusata di avere massacrato una persona; ciò che realmente mi preoccupa sono le condizioni mentali delle 176.368 persone ancora a piede libero che l’hanno votata! Un’ analisi molto più seria a livello di “stabilità sociale”, merita chi l’ha proposta al parlamento Europeo. Te li immagineresti Fratoianni ministro degli esteri e Bonelli Presidente del Consiglio? Con la Salis come ministro degli interni? O della pubblica istruzione? -In tal caso a chi volesse espatriare consiglio St. Kitts e Nevis (un vero paradiso terrestre dove inoltre la religione maggiormente professata è il Cristianesimo in particolare nelle sue denominazioni protestanti), con disconessione “salva nervi perenne”, da ogni sistema informatico e comunicativo!
Seneca, non tutti possono permettersi di espatriare da questa Italia rovinata se le cose dovessero andare di male in peggio, l’unica cosa da sperare è che la gente per bene tira fuori gli attributi e incomincia a ribellarsi se malauguratamente quei 4 dovessero vincere alle prossime elezioni. E stai sicuro che la vinceranno, anche perché questi compresa la Salis hanno tanti di quei soldi a fine mese che nemmeno te lo immagini. Guarda la vittoria del NO al referendum, che a mio modesto parere non ci voleva proprio, ti renderai conto che questi con i soldi si comprano tutto anche le 176.368 persone che poi vanno a votare questa gente.
Talos, io ho una percezione e spero di sbagliarmi, ma se dovessimo perdere le elezioni e dovessero vincere ed arrivare ai vertici certe persone che per scaramanzia non voglio nemmeno nominare in tale circostanza, la responsabilità sarà da attribuire ad una donna attualmente all’esterno della politica attiva…e non ci vuole molto a capire di chi si tratta….Il guaio è che per oltre un anno dovremo sopportare le sceneggiate da circo di Bonelli e Co. Pensa l’assurdità di Conte:..in audizione in commissione Covid, ha cercato di far ricadere la responsabilità di certe porcherie avvenute durante il Covid su Giorgia Meloni, quando allora al Governo nell’aprile del 22 c’era Draghi! Penso che si qualifichi di per se la malafede di certi personaggi!…E poi se hai voglia vai a leggerti i miei precedenti articoli sul Governo Conte 2….
Seneca, volevo vendere i miei titoli di stato ungheresi, con la conseguenza di affondare il debito pubblico dell’Ungheria, per protestare contro un’eventuale esagerata condanna della Salis, rinunciando agli interessanti rendimenti di quei titoli.
Ora ci rimetto lo stesso, perché le pago uno stipendio stratosferico con le mie tasse.
Vedi, era destino che lei facesse la fortuna a mio discapito!