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La madre di tutti i conflitti di interesse

LA DEMOCRAZIA SCONFITTA DAL PIÙ GRAVE DI TUTTI I CONFLITTI DI INTERESSE

I poteri dello stato – SECONDO LA FILOSOFIA DELLA DEMOCRAZIA – sono tre: legislativo, giudiziario ed esecutivo, e dovrebbero essere tra loro bilanciati per garantire la democrazia, appunto, CIOÈ LA PRATICA DEL BUON GOVERNO, ed evitare che uno di loro possa prevaricare gli altri.
Come è logico che sia, quindi, tutti i componenti del potere giudiziario e di quello amministrativo, lavoratori nelle loro mansioni (da usciere a giudice di corte suprema, da soldato semplice ad ammiraglio) al pari di tutti gli altri lavoratori, hanno un inquadramento giuridico del loro profilo professionale, del loro status, dei diritti e doveri della loro funzione e del loro trattamento economico. E sono assunti per concorso, cioè passano per il vaglio – buono o cattivo che sia, ma sempre una valutazione e selezione – di esami e commissioni giudicatrici, compresi persino i diplomatici, i quali, benché appartenenti al potere esecutivo, godono tuttavia di inspiegabili e ingiustificati privilegi economici nonché di potere e prestigio che li distingue dagli amministrativi. Ma a parte i diplomatici, il cui trattamento economico pure andrebbe seriamente ridimensionato, se veramente si vuole parlare di una ‘spending review’ [e poi usiamo l’italiano no? che è tanto ricco]: revisione delle spese pubbliche.
Il potere politico, la giustamente detta ‘casta’ è l’UNICA CATEGORIA DI LAVORATORI CHE NON SOGGIACE AD ALCUN INQUADRAMENTO GIURICO INDIPENDENTE DALLA SUA STESSA CAPACITA’ LEGISLATIVA, fatta eccezione per la povera e martoriata Costituzione, che si capisce bene come alcuni vorrebbero tanto ‘riformare’ anche se non ce ne è nessun bisogno, proprio perché contiene garanzie di una democrazia che ormai non è più appannaggio del popolo degli elettori.
Ecco LA MADRE DI TUTTI I CONFLITTI DI INTERESSE. Perché meravigliarsi degli abusi, degli sprechi delle leggi ad personam, dei latrocinii e delle ‘malversazioni’ richiamate dal Presidente della repubblica, se la classe politica ha il potere di legiferare sul suo stesso status, dunque decidere quanto guadagna, quali privilegi economici e giuridici ha (la immunità non è da poco), e persino COME VIENE ELETTA? E’ inaudito e intrinsecamente anti-democratico.
Infatti la classe politica costituisce un gruppo di delegati, eletti – cioè scelti almeno nel suo significato originario di eligere – dalla base degli elettori, che dovrebbero rappresentare gli interessi collettivi del cittadino, perseguire il massimo possibile del benessere collettivo mediando tra le tensioni dei vari interessi contrapposti di categorie, ceti, potentati e la massa dei semplici lavoratori e contribuenti. Ecco cos’è la politica, tutto qua, buona amministrazione, niente di mistico. Un politico non è un intoccabile di investitura divina che una volta insediatosi persegue una carriera sua e un disegno di parte. Da dove viene la definizione di antipolitica? Ma dai politici attuali, naturalmente! che hanno attribuito un significato distorto al termine, slegato dalla volontà popolare, si arroccano sugli spalti dei loro fortini e lottano tenacemente per conservare il loro potere a proprio uso e consumo. I politici in carica tradiscono il principio di rappresentanza, sia perché non sono stati scelti da noi ma dalle segreterie dei partiti, sia perché una volta insediati fanno gli interessi propri e delle lobbies, cioè dei potentati più capaci di corromperli per ottenere da loro leggi favorevoli e compiacenti. Ecco il tradimento della democrazia su tanti fronti, ecco il massimo del conflitto di interesse.
Cosa fare, e come fare sopratutto? Domande ardue.
Siamo in una trappola, un tranello ben congegnato, in cui la classe la politica che porta alla rovina il paese, da che io ne ho memoria, attraverso la mala amministrazione, la sottrazione di denaro pubblico, la incuria dell’interesse collettivo, il degrado dei valori e del patrimonio stesso di ricchezza e bellezza, di energie creative e di risorse umane della nazione, continua a stare al potere generazione dopo generazione, auto-riconfermandosi, senza neppure la vergogna per lo sfascio del paese e per l’arricchimento ingiustificato di pochi . Come possiamo aspettarci che questa classe politica al potere possa fare una riforma elettorale che restituisca al popolo dei votanti il diritto di scegliere chi delegare a rappresentare i propri legittimi e pressanti interessi collettivi, a realizzare i progetti e applicare i provvedimenti che garantiscano il miglior investimento delle risorse e il massimo rendimento degli investimenti? Come possiamo aspettarci dalla classe politica attualmente al potere, avida, ladra, infingarda, profondamente disonesta e ignava, un provvedimento contrabbandato sotto la definizione ipocrita di legge anti-corruzione? Si è mai sentito che si affidi ai ladri la cura … degli antifurti?
La madre di tutti i conflitti di interesse si combatte con una legge quadro di regolamentazione delle prerogative degli aspiranti rappresentanti politici degli elettori, un corpo di regolamenti che sostanzialmente e fondamentalmente impedisca ai politici di legiferare su stessi, in particolare:
– definisca il loro status, i diritti, i doveri, regolandoli come un qualsiasi contratto di lavoro, il lavoro di rappresentare i propri elettori e mediare con i rappresentanti degli altri, per fare in modo che si realizzi il bene collettivo e che gli interessi opposti vengano mediati con l’intento di garantire il beneficio più esteso; come estrema ratio si potrebbe prendere esempio addirittura dalla Svizzera, dove il politico conserva semplicemente i proprio lavoro e non percepisce assolutamente niente per il nuovo lavoro di delegato che va fare; i nostri finanziamenti ai partiti si sono infatti rivelati del tutto inefficaci e le retribuzione, le prebende e i privilegi dei politici, tra le più alte nel mondo, non li hanno fermati dallo sperperare, rubare e farsi corrompere;
– diminuisca il numero dei parlamentari; istituisca una sola camera/congresso oppure una camera di rappresentanti politici nazionali e una degli organi di amministrazione locale;
– metta limiti brevi temporali ai mandati;
– stabilisca la retribuzione, e garantisca solo il ritorno alla professione / lavoro antecedentemente occupato; elimini tutti i privilegi di qualsiasi specie e natura (abolizione dell’immunità, abolizione dei senatori a vita!);
– obblighi al più rigoroso rispetto degli impegni politici presi nei confronti dei cittadini elettori,
– introduca la piena responsabilità civile e penale per il proprio operato e le pene per i malfattori.

E molto altro …
Naturalmente questo non può farlo il parlamento e certamente non questo palamento, un despota collettivo, una corporazione di interessi condivisi al di là di ogni sigla o colore cosiddetto politico. Il grido di insofferenza dei cittadini non può essere anti-politico, perché è ogni individuo che ha diritto ad esercitare la sua facoltà di azione e opinione politica, A DIFFERENZA DI QUANTO VORREBBERO FARCI CREDERE GLI ADDETTI AI LAVORI, che vorrebbero fare i parlamentari a vita, come se fosse una professione loro e non una semplice DELEGA TEMPORANEA DA VERIFICARE IN BASE ALL’EFFICACIA E ALLA ONESTÀ del loro operato.
Ci vorrebbe una commissione ad hoc, costituita dai più insigni, competenti e onesti personaggi delle istituzioni competenti (corte costituzionale, corte dei conti, ministeri del bilancio e tesoro, esperti di chiara fama e comprovata competenza tecnica), che elaborasse, come dire, lo statuto dei rappresentanti politici degli elettori.
Al momento la casta è auto-referenziale al massimo: elegge se stessa, approva leggi a proprio favore e beneficio, abusa della ricchezza collettiva sottraendola alla necessità della buona amministrazione, e paradossalmente ne esce sempre … immune! pronta a ricominciare da capo con nuovi slogan e nuovi specchietti per le allodole.

S. Pelaggi
spelaggi@gmail.com
set 2012

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1 commento

  1. 1
    Kid -

    Sono assolutamente d’accordo , potrei averla scritta io.
    Ovviamente la tua soluzione sarebbe una soluzione asettica e democratica , cosa che in Italia non è così immediata perchè in Italia il sistema politico e costruito sulle collusioni tra chi detiene il potere in determinati ambiti , anche illeciti .
    Ovviamente , il cittadino che domani si asterrà dal voto , decreterà un suicidio politico-istituzionale . Se fosse sufficiente scrivere “ladri” sulla scheda sarebbe bello ma come ben sai , anche se non lo hai detto , visto che hai analizzato altro , il QUORUM PER LA VALIDITA’ DELLE ELEZIONI POLITICHE NON ESISTE . Quindi , in alternativa alla rivoluzione , che forse mai ci sarà , voterò Grillo e spero che lo facciano in tantissimi , attenderò che le grandi banche , le quali anch’esse si nutrono dei ns soldi o meglio del debito pubblico , inizino a pretendere la competitività produttiva di uno Stato prima che il sistema economico-finanziario imploda definitivamente e forse presto entreremo in contatto anche con altre forme di vita venute dallo spazio. Cose impensabili….
    Ma cosa ci si voleva aspettare da un Paese in cui l’educazione civica al cittadino viene negata anche come materia scolastica (Si stà facendo una petizione a tal proposito, ci rendiamo conto?), in cui la storia sui libri di testo del liceo è palesemente manipolata o quella recente non viene mai studiata (E’tabù)! Persone con una coscienza politica? Elettori capaci di esprimere consapevolmente il proprio voto o capirne le conseguenze?
    Ridotto in cenere anche il sistema referendario , rimane un ultima speranza e cioè che i cittadini Italiani sappiano ben farsi i conti in tasca con i propri soldi , non dimentichino che sono privati della privacy e delle loro più elementari libertà e diritti , che non hanno alcuna tutela giurisdizionale effettiva , che non sanno ancora dove ed in che modo vengono impiegati i soldi delle proprie tasse.
    Nessuno poteva sapere :Gli han ristrutturato la casa e non si è accorto , cene e bagordi , coca e prostitute , lauree comprate , S-parlamentari comparsi dal nulla , senza arte ne parte (e gallinelle varie) , interrogazione parlamentare perchè il cornetto è aumentato di 20 cm al bar ( già molto economico) del parlamento, fette di mortadella ingollate in eurovisione , areoplanini di carta e lo schiaffo del soldato tra i banchi del parlamento , maschere da porci! Davvero!!!..
    Ma se lo sappiam tutti che con i soldi che paghiamo di tasse , per un paese piccolo come l’Italia , pieno di possibilità alternative per produrre ricchezza , dovremmo avere le strade lastricate d’oro e un pil spaziale!
    La politica arriva ovunque e quel che tocca incenerisce , dai rimborsi elettorali alle municipalizzate . E non vorrei sentire più uscire da tutte quelle bocche la parola “democrazia”.
    Sperando in un cambiamento epocale , sperando che tra 20anni gli Italiani possano parlare , finalmente , avendolo, di SENSO DELLO STATO!

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