Il suicidio
di
beppino
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Luna
azz quanto fumi … non era mejo una ceppa che un pakketto di sigarette ? 😛
riguardo a quello che hai detto non hai mai pensato che non sei tu la diversa ma e la societa che ci circonda che fa skifo ??
Eme
zau bella nessuno e incazzato con te almeno penso ogniuno espime le propie idee e opinioni quindi si possono condividere o no ma non penso che per cosi poko ti fai dei nemici io allora dovrei avere tutto il sito contro ^^ visto le mie idee spesso contorte 😀
buck zau anche a te mi disp per quello che ti e successo se ti darei una risposta sarcastica ti direi ” ritenta sarai piu fortunato ” ma non e quello che penso condivido con il tuo amico quello di 90 anni si vede che non era la tua ora … per il retso non saprei dirti nulla se e destino prima o poi ci riuscirai …
bu dai un saluto a tutti smack alle fanciulle ^^
Torno per dire che in un forum ci si sfoga, ma che chiedo scusa per alcune parole volgari che ho usato, ripetutamente, senza puntini, asterischi ecc, e che poco si addicono anche ad una signorinetta. Mi sa che ho vomitato (bleah) un po’ di rabbia e frustrazione, attraverso quei termini. Non verso di voi, ovviamente. Tuttavia il mio linguaggio può avere avuto lo stesso effetto che può avere per me il sentir parlare del dosaggio del cianuro, quindi mi scuso.
Credo comunque che dovevo proprio scriverla così, questa cosa. Se avessi detto scioccherellino scioccherello perdindirindina, per quanto io non vada in giro di solito a dire parolacce come una mitragliatrice (anche per rispetto degli altri, e perché la volgarità non mi piace) non sarei stata sincera, non completamente, nel mio stato d’animo del momento. La rabbia c’è, ed è anche naturale che ci sia.
Non sono una che picchia la gente per un parcheggio, non vado in giro a cercare qualcuno da “sparare”, semmai il contrario, e nonostante tutto sono ancora “me”. Se “sparo” sto male io, perché preferisco regalare cioccolatini. E quando la tensione mi sale preferisco andare a consumarmi le scarpe camminando chilometri, piuttosto che scaricare sugli altri. Però mi girano anche. Mi girano per quello che ho attraversato. Mi dà dolore quello che ho attraversato. Mi dà dolore come l’ho attraversato. Mi dà dolore dover attraversare comunque la fase di adesso, in cui mi spaventa anche ricordare alcune fasi di ieri. Perché ho retto tanto, anche se reggere ha dei costi, ma quando ho fatto il “botto” ho preso paura e mi sono avvilita io stessa.
Ultimamente parlo di più con mia madre, e parlo meglio. Lei ascolta di più, e si apre di più. Può sembrare una cazzata ma dopo una vita che mi stressa per il mio tabagismo (e non ha torto, ma il punto è che i miei eccessi in tal senso sono sempre stati un sintomo) mi ha raccontato che lei una volta fumava come un camino. E non l’ha detto tipo: io sono meglio perché ho smesso. Mi ha raccontato perché lei fumava come un camino, che è un’altra cosa.
Non mi dice sempre quello che vorrei sentirmi dire, e quando canna mi devo difendere, ma alle volte quello che non vorrei sentirmi dire è proprio quello che mi fa bene, in realtà, sentirmi dire. E non è, intendiamoci, che siano sempre belle cose.
A volte le spiego quello che davvero non ha mai capito, anche di quello che mi è successo. A volte mi accorgo di capire anch’io che ci sono delle ragioni per cui non lo aveva capito, non solo una sua ciecità. Rimane il fatto che ha sbagliato, anche lei ha contribuito a farmi stare male. Però apprezzo che oggi delle cose, credo, le abbia capite, anche perché tutti abbiamo dei nostri limiti, anche a metterci in discussione.
LUNA, capisco perfettamente il tuo stato d’animo.
Quella domanda senza senso me la pongo quasi tutte le notti.
Quando mi sveglio alle 3, alle 4 e non c’è più verso di addormentarmi perchè mi sembra di aver sognato l’impossibile: poter passare sopra a tutto, poter risolvere tutto e poi dimenticare, archiviare, arrivare al punto, un domani, di pensare che tutto ciò che mi è capitato è capitato in un’altra vita ad un altra me.
Poi penso che la scorsa primavera ho trascorso il 90% del mio tempo libero dal notaio per organizzare la mia dipartita senza lasciare casini in eredità, per poter finire dietro ad una lapide in fondo ad una tomba chiusa a chiave, senza nome, senza foto, dimenticata da tutti.
Penso a quando non mi importava di arrivare al giorno dopo, di attraversare la strada con il rosso, di andare dal medico, di mangiare, di bere, di compiere quei gesti che garantiscono la sussistenza in vita.
Penso a quando le parole degli altri mi arrivavano ovattate, come se appartenessero a persone di un’altra dimensione, come se io fossi già morta e la vita, i suoi casini, le liti, le controversie, i problemi, i debiti, la solitudine e la solitudine di coppia, non potessero più farmi male ma solo disturbare come uno schiamazzo in lontananza.
Uno schiamazzo inutile, senza senso, perchè i morti non hanno udito e se sentono c’è qualcosa che non va.
Penso a tutto questo, a come sto oggi, alle cose belle che ho avuto in questi mesi e che sono belle in quanto tali non in virtù del confronto con lo schifo in cui e che ho vissuto.
Non so quanta differenza ci sia tra l’uccidersi ed il non vivere, tra il suicidio ed lasciarsi morire piano piano poco per volta.
Forse, nel secondo caso, ci si punisce di qualcosa che non ci si riesce a perdonare. Per essere stati sconfitti o per l’essere stati troppo deboli, fragili, malamente fiduciosi. E ci si condanna ad una morte lenta.
Oppure, in fondo in fondo, non ci si rassegna al dover morire per risolvere tutto, si spera che qualcosa cambi e cambi in meglio. E questa speranza è ciò che distingue chi vive in stand by da chi è morto dentro. E’ ciò che fa udire lo schiamazzo in lontananza. E’ quel qualcosa “che non va” che, però, tiene ancorati alla vita.
Penso a tutto questo, quasi tutte le notti.
Il solito escursus: discesa, caduta libera, sederata sul fondo e risalita.
Fino ad arrivare alla conclusione che non ho sognato l’impossibile.
Che forse un giorno si risoverà tutto, che ho già fatto dei passi avanti, che non sono più sola.
Perchè i miracoli, a volte, accadono anche se non si crede in Dio.
E penso che ho voglia di mettere il becco nel giorno dopo per guardare cosa mi riserverà.
Magari continueremo a nascondere il pane sotto la maglia, a girare in tondo come le carpe di fronte all’oceano. Perchè il passato, quando fa male, lascia ferite anche profonde. Quelle ferite rimarginate ma con la cicatrice che prude da morire, a perenne ricordo di un dolore che diventa parte integrante di noi, del nostro carattere, del nostro modo di porci e di atteggiarci con gli altri.
Ma credo che sia importante persino avere avere la forza e la voglia di afferrare il pane e nasconderlo.
Anche questo è un impulso di vita.
Ciao LUNETTA, bacino.
EME: tesora 🙂
hai ragione, mi sa. Impulso di vita e di autoconservazione, comunque.
@Il solito escursus: discesa, caduta libera, sederata sul fondo e risalita.
Fino ad arrivare alla conclusione che non ho sognato l’impossibile.
Che forse un giorno si risoverà tutto, che ho già fatto dei passi avanti, che non sono più sola.
Perchè i miracoli, a volte, accadono anche se non si crede in Dio.
E penso che ho voglia di mettere il becco nel giorno dopo per guardare cosa mi riserverà.
vero anche questo.
BIRILLO: Ciao 🙂 cos’è una ceppa? è un cannone?
No thanks, lo sai come la penso, ma non è che in ogni caso mi interessa convertire una dipendenza in un’altra, secondo un parametro tipo:
beh, meglio la dipendenza dallo shopping che quella dalle sigarette, che mi rovino il portafoglio e devo chiedere un fido in banca e mi sento male quando vado in un negozio e poi nascondo quello che ho comprato in fondo all’armadio piuttosto che la dipendenza dalle sigarette che mi rovinano il portafoglio e anche i polmoni. A entrambe le cose preferisco una sensazione di maggiore serenità e benessere, che parte da dentro, per cui mi dimentico anche di avere le sigarette in borsa. Quella sì che è una bella cosa 🙂
Non fumo così tanto abitualmente. Non dovrei fumare mai e comunque, ma l’ho scritto per dire che in quel momento ero andata in tilt a causa di uno stimolo negativo ed era riemersa l’acuta fumaggine.
che abitualmente non ho più.
Ti ringrazio (no ironica) di esserti preoccupato empaticamente per i miei polmoni. L’ho fatto anch’io.
oggi ho fatto l’esame orale…uno schifo, ho fatto scena muta! ke schifezza che faccio!
@ Elena (ex Io91): io al mio esame orale ho litigato con il professore “esterno” di fisica e mi sono alzata durante l’esame senza averne il permesso per andare a prendere il libro e dimostrargli che avevo ragione io su una certa cosa… Lui ha risposto che era evidentemente un errore di stampa e mi ha dato 5… Dopo una carriera liceale perfetta, con questo colpo di testa (superbia o voglia di verità?) ho rovinato il mio voto finale.. Oltre a diventare lo zimbello del liceo… Credo di poter capire un po’ come ti senti adesso. Forza, passa.
Avrei già dovuto sucidarmi ma per le tante belle cose che ancora vi sono da esplorare
Gentilissimo gad lerner
si sa che il mercato azionario con tutto quello che ne consegue a termini di bilancio, controll, visitazione dei conti , riutilizzo dei capitaii etc nei periodi di perdita porta depressione e sconforto soprattutto se il governo è in Bordlaine come si usa dire oggi ma la perdita nel trend negativo può portare m guadagno domani sul trend positivo così l’umore cambia per quelli che comprano azioni sul Trend al ribasso ma è una legge di convenienza di basilare importanza sul mercato e vale per tutti attestarlo anche sul ns. governo al ora X a scandalo o debolezze .
Quindi per risolvere anche questo problema politico in Italia , senza rinviarlo a settembre per il caldo e lo stress , ripropongo quello di ieri
O ggi sembra palesare altre verità scandalose come l’affitto 8.300 euro che l’amico di Tremonti paga per lui e la patrimoniale secca di 120 euro ai poveracci uguale a quella dei ricchi milionari che acquistano prodotti finanziari anche obbligazionari a pagare la tassa di deposito sul rischio che Tremonti dia le dimissioni di non essersi accorto sul clima infuocato del naviglio in una estate che si anticipa più calda e afosa anche per la Padamia sulla leggina di Alfano di non far pagare 750 milioni di euro a Berlusconi per il De benedetti famoso faccendiere più volte sorpreso sulla bancarotta . Da non dimenticare la telecom ecc. in attesa del benestare al parlamento di procedere giudizialmente su Dalema e su un Ministro gentiluomo, non più alla ribalta ed altro ancora che, per brevità di spazio e decenza non voglio dire a destra per la sinistra e viceversa .
Nel rimanermi la soddisfazione più amara o iniqua che per quanti voti si danno e per quanti miliardi si spendano sono peggio del emmondezza che se viene vaporizzata a Roma per Napoli e viceversa a macchia d’olio da inquinare l’atmosfera in Italia e tutta l’aria in Europa e nel mondo . Sarà per l’ignoranza di riflesso e compromesso ma per un’altra metà al 50%+I ancora si salva. Quindi suggerisco delle regole deontologiche da applicare prima , invece del ultimo momento a leggerle sul Codice Penale
1 la finanziaria deve servire a correggere le ingiustizie sociali 2 nessun parlamentare può proporre leggi personali per lo stato (pena bocciatura ed espulsione senza stipendio 3 se dopo un anno una legge non ha avuto successo archiviare d’ufficio , su richiesta al Presidente della Repubblica , nome e articoli per indurre altre mgliori 4 non avere stipendi più alti dei salari o pensioni minime 10 volte maggiori
Esempio 426 euro X 10 = 4.26.0 euro al mese. 5 Programmare sul minimo storico l’ obbligo morale assicurativo e civile a 3.000.000 tra ricchi milionari, plurimilionari e miliardari di versare 30.oo euro annui come dal appello : Metà dell’ Italia è alla fame , ruba, fa truffe, si rivolta
Questa è l’ultima volta che vedo la sera, se tutto va bene domani mattina, quando rimarrò solo, porrò fine alle mie pene, non resisto più, non reggo più, ho sopportato fino al massimo, spero di trovare la pace che cerco, ho tentato di farmi aiutare perciò non ho questo rimpianto. Auguro una vita felice a tutti.