Il suicidio
di
beppino
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Ciao Stefano,
Non ho idea di chi tu sia ne da dove tu venga..niente sulla tua età il tuo trascorso i tuoi problemi etc..era da un po che non visitavo questo sito ed ora sono inccappato nel tuo messaggio.Non so nemmeno se sia giusto od opportuno provare a scriverti qualcosa..tanto che anche ora sono combattuto fra il cancellare tutto o continuare..
scelgo di continuare..sembri abbastanza determinato e nn cercherò di dissuaderti dal tuo intento adducendo minchiate religiose o morali..ogni dannatissimo giorno un sacco di esseri viventi “abbandonano” per sempre questo pianeta e uno che decide consapevolmente di andarsene a causa dei più svariati problemi viene additato con i più disparati nomignoli..ogni minuto è un ottima occasione per sconvolgere completamente la nostra vita..non ne uscirai vivo comunque..ma finchè ci sei puoi ancora cambiare qualcosa.noi siamo troppo sicuri della nostra personalità e ci identifichiamo tremendamente con i nostri problemi prescindendo dall’aspetto biologico..quando questo riveste un importanza più che notevole..basti pensare che già prendendo un paio di antidepressivi ti senti meglio..ti scrivo perchè c’è la possibilità che tu sia una persona in gamba..ed essendo io un contemporaneo potrei incontrarti un giorno..in questo momento sei potenzialmente un amico un fratello un padre un amante..sicuramente un figlio..migliaia di vite parallele a tua disposizione aleggiano intorno a te..mentre domani se prosegui nel tuo intento tutto svanirà..per il resto dell’eternità..non è cosi conveniente..non so quanti anni tu abbia ma accadrebbe comunque fra poco..finchè sei sulla giostra cerca di godertela un po..se poi è diventata davverso insopportabile sei libero di scendere quando vuoi..almeno in questo abbiamo il libero arbitrio..anche se la chiesa lo nega a chi nn è in grado di farlo e vorrebbe..cmq la scelta è solo tua..ciao stefano piacere di averti sfiorato in questa vita
o stefania dal momento che non è chiara la tua sessualità
Ciao Stefano,
leggo con terrore le tue parole.
Mio fratello, il mio unico amato fratello è scomparso 6 mesi. ha deciso di farla finita. Non immagini lo strazio della mia famiglia,dei miei genitori, del nostro cane, che lo cerca dappertutto.
Non voglio farti cambiare idea dicendoti che esiste giustizia e verità, ma fin quando sei vivo puoi’ combattere, non solo per te stesso, ma anche per chi ami e ti ama.
ti prego, io se vuoi posso aiutarti, ascoltarti; ne sarei davvero felice.
questo è il mio indirizzo mail cuccioli@gmail.com
ti prego scrivimi,non farlo.per te stesso, per cio’ che sei e che vali.
Sono sempre io, luigi,
Ma non voglio parlare della soluzione globale del mio progetto sulla crisi economica che abbiamo e che più ancora avremo per tanti anni avvenire anche perché oramai interessa solo ai politici che ci sguazzano.
Quindi venendo a bomba la voglia di dire a qualcuno di volersi suicidare è tipico del adolescenza essendoci una esplosione ormonale che modifica il corpo e la mente sul abitudine precedente. Ma se colta nel momneto migliore denota sensibilità al cambiamento vedi giacomo leopardi che diventò un grande poeta a volerne citarne uno solo. Ma quanti hanno avuto il medesimo problema esistenziale e ne sono usciti alla grande? Eh si, perchè se non si hanno grossi problemi di salute da doverli affrontare da soli il tempo lenisce ma bisogna trovare l’ interesse o la motivazione su qualche cosa che ci coinvolga a far meglio di prima. E si , perché se pigramente adoperiamo il 10% del nostro potenziale mai riusciremo a capire col nostro razionale pensiero di poterci armonizzare con la grandiosità del nostro inconscio vecchio milioni di anni. Ma al età giovanile è difficile capire e allora si deve riscoprire la felicità e la gioia e imparare a meravigliarci delle piccole cose come il cibo, la natura, l’aria, il sole, i giochi, le persone, gli animali, i profumi, gli amici, gli amori,le leggende le fiabe e progetti per il presente e il futuro ecc. Anche perché se perduti sono sempre lì sulla nostra strada pronti a tornare, solo a volerli,.
sono un po di mesi che non passavo di qui. spero che nel frattempo nulla di grave sia accaduto…ho di nuovo avuto un calo……mi sento malissimo. ho subito qualcosa che è piu’ grande di me. il 29 luglio il mio tentato suicidio compie esattamente un anno…..credo’ che festeggero’ il compleanno tentando un bis con migliore riuscita! stavolta saro’ piu’ furba…non destero’ sospetto alcuno!!!
birillo dove sei????
volevo salutarti……..
Ste spero di leggerti ancora, spero tu non abbia fatto il gesto estremo…spero. E spero che stanchissima cambi idea. Lo spero perchè finchè c’è la vita e aria nei nostri polmoni, può esserci la speranza di un cambiamento.
Credo che un pensiero del genere, togliersi la vita, non sia voglia di morire, ma voglia di abbandonare la situazione orribile in cui si è costretti a vivere. La morte non la cancella, resterà sempre. La vita invece può inaspettatamente volgere in modi che noi non avevamo mai considerato.
Date alla vostra vita ancora una possibilità di sorprendervi, cominciate a godere delle cose semplicissime che esistono. Probabilmente non riuscirò mai a capirvi davvero, ma capisco quanto questa vita mi abbia dato e quanto credo possa dare a voi. Con il cuore in mano, semplicemente vi auguro una buona notte.
Sun, permettimi di provare ad aiutarti a capire il punto di ‘non contatto’ tra te (e tutti quelli che credono ancora nella vita) e ‘noialtri’, i delusi e stanchi dell’esistenza.
Semplificando: le tante piccole cose per cui vale la pena vivere, che citi tu, hanno un senso se e solo se puoi goderle forte di certezze affettive.
Se hai un ‘nido’, qualcuno cioè che ti rassicuri solidamente sul fatto che non sei e non sarai mai solo di fronte a questo mondo perché gli preme davvero la tua esistenza e la tua vicinanza, allora puoi anche arrivare ad apprezzare e ad accettare l’invito a godere di tutto quello che vuoi.
Diversamente, questi inviti ti suoneranno persino irritanti: detto rudemente, a chi sta affogando perché non riesce più a nuotare, getta un salvagente e non chiedergli di bearsi del colore dell’acqua di mare!
E comunque una cosa giustissima l’hai scritta tu: chi prova la voglia di suicidarsi, è perché non regge più la vita che sta facendo e non vede all’orizzonte alcuna speranza che le cose cambino.
Perché sarà anche verissimo che la svolta può arrivare da un momento all’altro. Ma è più facile pensarlo nel tepore di un ‘nido’ …
Spero di essere stato chiaro e non troppo scortese. Anzi ti ringrazio perché ti interessi di un mondo triste del quale, per tua fortuna, non fai parte.
come ha detto più volte Eme, smettere di vivere. Da ieri pomeriggio mi sono spenta. Troppo dolore che entra da tutti gli spazi lasciati inavvertitamente aperti e spacca i rinforzi messi alle porte e alle finestre. Mi arrendo x qualche giorno, chiusa in casa al buio, con gocce e pillole, ogni volta che mi torna in mente una frase, un episodio, un gesto che mi hanno fatto male, io brindo di gocce e mi addormento piangendo, mi do tempo 5 giorni così poi vediamo se mi nasce una voglia di controbattere a chi dice di non sopportarmi più, o se ha vinto lui e chiunque vede soluzioni semplicissime al mio malessere mentre il mio non vederle mi fa sentire una cretina, del tutto fuori posto.
Vorrei che qualcuno avesse idea di quanto può essere forte e devastante questo
dolore, e vorrei che fosse qui a tenermi la mano. Ma dove sono tutti?
ELE: @mi do tempo 5 giorni così poi vediamo se mi nasce una voglia di controbattere a chi dice di non sopportarmi più, o se ha vinto lui e chiunque vede soluzioni semplicissime al mio malessere mentre il mio non vederle mi fa sentire una cretina, del tutto fuori posto.
@Vorrei che qualcuno avesse idea di quanto può essere forte e devastante questo
dolore, e vorrei che fosse qui a tenermi la mano. Ma dove sono tutti?
Ele, ciao tesoro. Infatti la questione non è controbattere a chi dice di non sopportarti più, ma è anche naturale che tu ora non riesca a vederlo. E non sei cretina, stai male, che è un’altra cosa.
e quel dolore devastante molte persone, invece, sanno benissimo cos’è, purtroppo. e anche chi in questo momento non ci sta dentro, ma ci è stato dentro. Non è questione di soluzioni semplicissime, e non è questioni di sminuire il male. e la sensazione che non ci sia nessuno, mi rivolgo anche a Roberto, e di non avere il nido, la conosco. Conosco concretamente, anche, la sensazione di non avere un nido, non solo psicologicamente ed emotivamente parlando. Quando stavo male male male io ero come una pallina del flipper senza una casa veramente casa. Quindi io non potrò mai sminuire delle sensazioni che, da parte mia, conosco, anche se ognuno conosce le proprie. Non potrò mai sminuire neanche il fatto che pure se qualcuno c’è, se c’è qualcuno che ti tende la mano e ti dice che il mare è blu perché è vero, puoi sentirti solo e imploso, addolorato, stanco, spaventato, esasperato, terrorizzato, angosciato, travolto lo stesso. Che mentre qualcuno ti dice che qualcosa è possibile tu detesti che ti venga detto se quel qualcosa, anche se veramente esiste, a te (PER TE) sembra impossibile.
E’ vero che una persona che sta fuori e non ha mai provato quel malessere non può capire fino in fondo, tuttavia non è detto che ti dica delle cose perché non capisce. Lo so, può sembrare un paradosso, ma non sempre quando qualcuno ti dice delle cose lo fa perché nega, sminuisce il tuo malessere, o pensa che ti piangi addosso, o che dipende solo dalla tua volontà, o che se tu facessi una gita al mare risolveresti il tuo malessere in dieci secondi. Forse te lo dice perché prova empatia per te, perché, per quello che può, cerca di capire cosa può essere la sensazione devastante che si prova a non poterlo neanche immaginare il mare, o a pensare al mare solo come un posto in cui metterti una pietra al collo per andare giù, più giù del giù. Non sto polemizzando con te, eh, Roberto, ho capito quello che dici, e capisco benissimo anche quando parli del punto di “no contatto”, perché quando una persona sta male di questi mali il primo no contatto ce l’ha dentro, prima ancora che una persona cerchi di stabilirlo e non ci riesca, o dia la sensazione di non riuscirci perché non può capire. Pensare “non c’è nessuno” e “chi c’è comunque non capisce” (a meno che non sia allo stesso punto) è una delle sensazioni orrende e devastanti che fanno parte, passami la parola impropria,
del pacchetto. Permettimi solo (puoi anche non permettermelo, certamente!) di dissentire su un punto, questo:
@Se hai un ‘nido’, qualcuno cioè che ti rassicuri solidamente sul fatto che non sei e non sarai mai solo di fronte a questo mondo perché gli preme davvero la tua esistenza e la tua vicinanza, allora puoi anche arrivare ad apprezzare e ad accettare l’invito a godere di tutto quello che vuoi.
Permettimi di dissentire NO nel senso che non capisco la sensazione di cui parli (fidati, la conosco bene, anche se è la mia e non la tua), o perché non capisco cosa significa non riuscire a godere di niente, del poco, del cielo, del mare, delle cose semplici dell’esistenza o del proprio stesso respiro, ma riguardo il fatto che non sempre le persone che cercano di veicolare un messaggio positivo o semplicemente più realistico di quello che manda la depressione sono persone che non sanno, non hanno provato, non capiscono, o parlano così perché è facile parlare quando stai nel tuo nido, ti ami, ti senti amato, hai la salute che funziona e non hai problemi.
In realtà io ho letto nel tuo post a Sun proprio un tentativo di comunicazione, empatia, contatto, invece, seguimi, quindi non sto criticando nè giudicando il tuo messaggio a lei, come non giudico il suo, e anzi cosa vostra, scusa. Ho colto solo l’occasione per dire però che non è così. Che è vero che possiamo stare malissimo per cose reali pesanti, troppo pesanti per noi, che ci devastano tanto da non poterne più e da far sembrare il domani non una speranza ma un altro giorno ai lavori forzati in cui, se succede ancora una virgola, diremo basta. O ci sembra che neppure la virgola in più sia ormai necessaria. E’ vero che le parole non bastano a descrivere cosa si prova dentro quando è così, e perché, e quali sono le logiche. e’ vero che sentirsi soli, in quel modo, è terrificante. e che si può sentirsi soli, in quel modo, persino se il nido c’è e c’è qualcuno che ti tende la mano. Roberto, credimi, trovo difficoltà a spiegarmi pure se penso di capire come ti senti e perché dici delle cose che ho detto anch’io, pensato, sentito anch’io (e che potrei dire domani, ancora con più forza), perché ognuno conosce la sua storia del perché anche le cose banali non esistono o non sono banali, ecc.
Quello che voglio dire è però che spesso (non so se sempre) a fare la differenza non è il fatto che ci sia qualcuno che da fuori ti dice che sei importante o che gli preme davvero la tua esistenza e la tua vicinanza, perché quando stai male puoi non vedere o non ti basta nemmeno questo, anche se certamente ogni rifiuto, ogni abbandono, ogni scollegamento con gli altri è una ferita terribile e sembra ingestibile. Ma spesso è quando tu riesci (e non a caso dico riesci) a sentire che vuoi restare e non andartene che ti accorgi di quanto agli altri importa che resti, e non avviene il contrario. Ma l’ho detto che è difficile spiegare il concetto 🙁