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Il suicidio

di beppino
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14.953 commenti

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  • 9061
    Piergiorgio -

    Ciao Sabrina, sono contento che stai bene, però mi piacerebbe sapere come hai fatto ad avere un cambiamento così drastico, non sarai per caso bipolare. Te lo chiedo perchè piacerebbe anche a me essere così contento e pieno di energia.
    Ciao

  • 9062
    sabrina -

    no no piergiorgio, non sono bipolare, tranquillo. gli psichiatri poi li ho mollati gia da un po.
    il come sto ora non è successo all improvviso. ci è voluto tempo, molto tempo e molta volontà e anche un pizzico di fortuna non lo nego. cmq dopo tanti travagli, dopo tanta sofferenza una mattina di circa un mese fa mi sono svegliata presto, ho preso la bici e ho vagato, ho fatto tanti di quei chilometri che neanche non so e ho riflettuto deducendo che vivevo come una schiava. non potevo fare niente di cio che volevo, potevo uscire di casa solo per andare a lavorare, sono stata privata di tutto, anche della mia dignita. guai se mi vestivo bene, guai se mi lavavo troppo, guai de mettevo i guanti per lavare i piatti guai se andavo a lavare la macchina, guai se avevo male e potrei andare avanti all infinito. solo pulire casa a star zitta e ascoltare le lamentele altrui…. pian piano mi son fatta coraggio e (finalmente) con il prezioso aiuto di mio marito :-)ora parole ne prendo di piu di prima ma non me ne frega niente perche prima da ingenua ero convinta che bisognava solo obbedire e poiho capito che sono anch io un essere umano e ho anch io il diritto di vivere la mia vita…. un giorno me ne andrò da questa casa, e a breve ce ne andremo sia io che mio marito, e finalmente saremo felici. ora come ora, mio marito nei miei confronti ha mille attenzioni, addirittura ieri sera perche mi sono soffiata il naso mi ha subito guardata negli occhi per vedere se avevo pianto, mi chiede sempre come sto, a volte se sono via mi manda gli sms sdolcinati, siamo insieme da quasi vent anni e ora si comporta come un fidanzatino……..o cielo mi sono dilungata acusate tutti e poi domani devo andare al lavoro ……ciao ciao un abbraccio immenso ps voglio vivereeeeeeee ^_^ 🙂

  • 9063
    Eme -

    Bipolare? Forse Sabrina é straordinariamente attaccata alla vita al punto di volerla vedere a tutti i costi anche quando la vita gioca a nascondino. Al punto di amarla anche quando la vita sembra il nostro peggior nemico.

  • 9064
    sandro -

    è la fine di tutto addio

  • 9065
    Ele -

    sandro, ciao sono ele, non mi conosci, lo so.. Oggi è il mio compleanno, pensavo che sarebbe stato un altro giorno di silenzi e di tristezza, mentre invece tante persone si sono ricordate di me e mi sono sentita meno sola. Ho comprato un nuovo libro, ho fatto una passeggiata in centro in mezzo a tanta gente sconosciuta e ho pensato che forse con questo dolore si può convivere. Scrivimi. Un abbraccio a tutti.

  • 9066
    LUNA -

    ELE: BUON COMPLEANNO 🙂
    Magari ci sono tante persone che si ricordano di te ma in questo momento non sanno bene come fare a raggiungerti, al punto di non riuscire a provarci nel modo giusto.
    Bello che hai comprato un libro e per la passeggiata 🙂

    SABRINA: ciao 🙂 sono molto contenta per te di leggere quello che scrivi 🙂 quindi, forse, se ho capito bene, sei riuscita ad “isolare” la ragione (o le ragioni) che ti inducevano disagio e a trovare delle nuove strategie che partono da te in modo amorevole nei tuoi confronti? (detto così sembra burocratico 😛 o semplicistico? So che non lo è. E sono molto contenta per te, davvero)

    BUCK: ciao! 🙂 toc toc, posso entrare? Massimo rispetto per gli eremi, anche se so che, presi in grosse quantità, fanno male.
    Eccomi qui: già una volta avevi scritto a qualcuno (chiedo scusa, non ricordo a chi) che in “è un peccato” tu avevi letto un peccato in senso peccato cattolico. Io ci avevo letto è un peccato, nel senso… cioè, come posso dire? E’ un peccato che Buck non si dia un’altra possibilità, se magari c’è, ma in questo momento non riesce a vederla. Un peccato per te, come uomo, non per gli dei.
    La mia amica, ma più corretto sarebbe direi quasi una zia, (ultracinquantenne) che è stata lasciata dal marito alcuni anni fa (che si è comportato malissimo, cagionando molta, veramente inutile sofferenza in surplus, e cagionando problemi inutili in surplus a lei e ai figli) ha una bella fede. Ce l’ha davvero. Una belle fede che le traspare dallo sguardo, dai gesti, nella sua dolcezza. Che sia un dio che nasce da lei e non viceversa non ha importanza. Che lei chiami fede quello che è una sua risorsa. Io, personalmente, non entro nel suo rapporto con dio, ma ringrazio il fatto che lei ce l’abbia quella fede, perché ho avuto molta paura che non riuscisse a reggere una botta così tremenda. Ho avuto anche paura che fingesse di reggerla, come wonder woman, e poi cadesse in pezzi. Invece poi ho capito che non era così, che il suo percorso è stato (è) difficilissimo, ma che è riuscita (non sempre, è vero, ci si riesce) anche ad accettare delle cose che gli altri cercavano di fare per lei affinché riuscisse a stare meglio. Banalità: permettere di rinnovare la sua casa. Non nascondersi. Buck, io temevo davvero che lei si sarebbe chiusa in casa, per non incontrare la gente. Perché la gente può farti molta paura quando ti succede una di quelle cose che, in teoria, succedono solo agli altri, finché non succedono a te. Quando le persone, in più, magari pensando di fare bene ti parlano male di qualcuno di cui tu comunque non riesci a sentir dire male. Quando le persone, indignate, preoccupate per te, magari ti parlano delle ingiustizie che stai subendo per dimostrarti solidarietà ma tu sai già cosa stai subendo, non fai che pensarci, non ci dormi la notte, fai fatica a conviverci già… Mi ha commosso, lo dico veramente, che questa persona invece si sia lasciata amare. Certo, è una fortuna essere amati quando si sta male

  • 9067
    LUNA -

    ma se a farti male è stata la persona con cui hai condiviso 40 anni della tua vita e a farti male così, come ha fatto lui, di botto, (di botto in evidenza, prima già in maniera strisciante), allora puoi anche pensare (ed è naturale che capiti) che il resto non è paragonabile, puoi anche non vederlo, non sentirlo, non volerlo quell’amore. Può essere assolutamente insufficiente, può essere fastidioso, puoi sentirlo falso, invadente, stonato e mille altre cose. Invece mi ha commosso quando una sera, mentre noi, sua figlia e noi… i suoi “nipoti” siamo usciti fuori e lei è uscita con noi. Siamo andati a mangiare una pizza, niente di che, e lei era tutta frastornata, ma era là, con la sua fragilità, certo, ma c’era. E noi potevamo esserci. Ce lo ha permesso. Buck, tu lo sai come la penso? io penso che non lo so cosa ti salva o cosa non ti salva quando vedi tutto nero. Spesso una serie di cose, in entrambi i casi.
    Intendo dire, non è che penso di parlare a vanvera quando dico delle cose. Non nel senso che dico cose intelligenti o importanti, intendo dire che però dico cose che per me hanno ovviamente un senso, non per riempire dei post. Ci sono cose che possiamo fare per stare meglio, è vero. E’ una scommessa, certo, non è detto in senso assoluto che servano. Ma c’è anche chi rinuncia prima di provare le strade o di permettere che queste possano servire. Per esempio piuttosto che provare a curarmi mi ammazzo. Ci sono frasi come queste, che non dicono queste testuali parole, ma, anche se inconsapevolmente, stanno dicendo questo.
    Ma al contempo io penso che potrei benissimo essere Buck, mi capisci? Quindi io non giudico mai il fatto che una persona dica: non ce la faccio. Io so che tutti possiamo essere Buck. Possiamo essere chiunque dica non ce la faccio. Quando stai bene stai bene, ma quando stai male son c..... c.... amari davvero.
    Tutti noi, sotto una pressione che consideriamo insostenibile, e che non ci fa vedere più, reggere più, potremmo essere chi non ha scritto più. Ed è per questo che io spero però che arrivi quel qualcosa, da dentro, da fuori, per un incrocio di cose, che possa servire.
    Lo spero per gli altri, e lo spero per me, se un giorno io non ce la facessi più, ma proprio più più più più più.
    Così io penso che Buck può scegliere, ma io spero che si dia la possibilità di scegliere davvero, mentre quando si dice: per me è già tutto segnato mi chiedo se veramente sta scegliendo liberamente tra due opzioni, o tra una sola. E non giudico questo, mi ripeto. Io e Buck non mangiamo pastasciutta insieme, non ci conosciamo, ognuno sa la sua vita, le sue ragioni. Buck può sparire dallo schermo, io posso sparire dallo schermo. Ci mancherebbe che gli rompessi le palle che DEVE vivere. Nessun vincolo. Se Buck vuole sparire sparirà. E io non lo giudicherò per questo. Ma concedemi l’egoismo di dirti che spero che Buck non sparisca. E non perché Buck potrei essere io. Perché Buck è Buck. Unico, come tutti, pure se avesse un carattere di merda. Ciao

  • 9068
    Eme -

    Ciao Ele, buon compleanno in ritardo. Ci sono momenti in cui una legge primitiva, impressa in noi, ci costringe a fare bilanci indesiderati. Il compleanno, spesso, é uno di quei momenti. Forse non é un caso che tu abbia fatto capolino qui proprio in questi giorni. Le voci passive del bilancio sono dolorose e saltano agli occhi più velocemente di quelle attive. Spesso rubano tutto il tempo, la concentrazione, l’energia. Per l’analsi dell’attivo non resta più nulla. Neanche la voglia di buttarci un occhio. Le voci passive, probabilmente, hanno un certo fascino e sicuramente sono più rassicuranti. La certezza del dolore contro la speranza della serenità o, a volte, contro la certezza che non ci sarà mai (o mai più) serenità. Eppure non possiamo sapere cosa ci riserva il futuro. Non lo possiamo sapere. Possiamo decidere di non saperlo mai, questo si. Decidere di abbandonare sia la scena che la platea. Ma é una scelta triste. NON un atto di codardia (come sostengono certi quaquaraquà del forum) e, neppure solo un atto di puro egoismo verso i superstiti. È un male che noi stessi facciamo a noi stessi, é un colpo al cuore che proviene dalla nostra stessa mano. Non possiamo pretendere che gli altri siano tutti generosi, comprensivi e ci concedano solo opportunità. Da noi stessi, pero’, possiamo pretenderlo. Si , dovremmo imparare ad auto-estorcerci tanto amore e tante opportunità. Ed essere dei gran egoisti…..ma verso di noi. Senza fare del male all’esterno e facendo a noi stessi un gran bene.

  • 9069
    Ele -

    ciao Eme, vorrei imparare a volermi più bene, e a evidenziare nei bilanci le voci positive e minimizzare quelle negative. Non lo so fare. Questa rassegnazione al dolore mi annienta. Ma come è possibile ragionare sempre e comunque vedendo solo il nero?
    Già stamattina il mio risveglio è stato come giustamente dici tu. . di bilancio e oggi sono proprio giu. In più costretta a stare in mezzo ad altri e non ne ho voglia. E allora che faccio? Stringo i denti e facci quello che gli altri si aspettano da me, cioè resto qui, vado a questo super pranzo di comunione? Oppure seguo il mio istinto brutale e vado via a rinchiudermi a casa da sola a prendere qualche goccia per dormire e chiudere questa giornata nata troppo triste?
    Chiedo a tutti voi.. È normale avere questi picchi in così breve tempo? Ieri credevo di poter essere serena, oggi mi sembra di nuovo impossibile. Cavolo, sono passate poche ore! Grazie per gli auguri, mi fa davvero piacere leggervi. Buona domenica, c

  • 9070
    Eme -

    Bè, Ele, non so se è normale, so che può accadere anche a persone normali (non affette da patologie mentali, intendo).
    So che nell’arco di pochi istanti si può passare dalla luce al buio senza stelle apparentemente senza un motivo scatenante (in realtà i motivi ci sono).
    E so che il buio dopo la luce è ancora più buio e spaventoso.
    Forse è ciò che, oggi, è capitato a te.
    Ieri eri serena, hai comprato un libro, fatto una passeggiata e pensato che con il dolore si può convivere ed oggi, inciampando in quel dolore, ti sei spaventata e ti senti a terra se non sottoterra.
    Hai cominciato a leggere il libro che hai acquistato?
    Non è una cazzata.
    Quando si fa qualcosa per sé bisogna andare fino in fondo.
    Vivere quel gesto di amore con la stessa intensità con cui si vive il dolore che sembra destinato a riempire ogni singolo istante della nostra esistenza.
    E cominciare a dare un’occhiata anche alle voci attive del bilancio senza farsi attirare da tutto il marcio che sta nella parte opposta.
    Quello lo conosci, lo conosci fin troppo bene.
    E’ impossibile svegliarsi una mattina e dire “ok, sto bene, benissimo. Da oggi la mia vita sarà una passeggiata”.
    Occorre tempo. Occorre non esaltarsi troppo per i momenti di serenità né abbattersi troppo per quelli bui. E avere chiaro il proprio obiettivo: vivere o lasciarsi andare alla deriva. Il perché ed il come arrivare all’obiettivo verranno da sé. Ognuno ha i propri motivi ed il proprio metodo, non esistono una “giustificazione” od rimedio universale. C’è chi ritiene utile il supporto di uno specialista, chi vede psicologi e psichiatri come dei Kappler autorizzati, chi ha avuto vantaggi nell’assumere psicofarmaci in modo intelligente e chi li ritiene solo atti a sfasciare il cervello.
    C’è anche chi si attacca alle tonache dei preti e delle suore ma questo non te lo riuscirei a consigliare neppure se mi trovassi un fucile a canne mozze puntato in faccia 🙂
    Su Dio non mi allargo. Non so se c’è, non mi pare faccia un granché per manifestarsi, non sono certa delle sue proprietà terapeutiche.
    E fai solo ciò che ti fa stare bene. Per un po’ fregatene delle regole del bon ton e delle manovre diplomatiche casalinghe.
    Se stare in mezzo alla gente festante per comunioni e affini ti urta….allontanati.
    Se ti accorgi che qualcosa, negli altri, ti da fastidio prendi le debite distanze.
    La posta in gioco se tu, è la tua vita, il tuo benessere mentale e fisico.
    Ti pare poco? Le persone che ti vogliono bene capiranno.

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