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Il suicidio

di beppino
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14.953 commenti

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  • 9041
    Beppino -

    Ho letto nell’analisi:

    ” Sembra che la Sua personalità si sia sviluppata durante l’età infantile con quest’impressione di essere diverso, speciale.
    Ha creduto che questa differenza vi avrebbe impedito di essere veramente accettato, eppure, nello stesso tempo, siccome desiderava di essere autenticamente amato per la persona che è, ha evidenziato questa differenza, non accettando di conformarsi agli altri. Questa situazione paradossale l’ha dotata di una sensibilità e di emozioni intense a cui lei si è identificato. ”

    Questa è l’introduzione dell’analisi.

    Mi chiedo perché scrivo questo sul forum. Non è il luogo adatto.
    Ciao.

  • 9042
    Ele -

    è la prima volta che vedo questo forum, l’ho trovato per caso. Volevo solo dirvi che oggi, dopo diversi anni dal mio tentativo fallito, ne ho di nuovo voglia. Sento un dolore dentro così forte che non so come riuscire a conviverci. Il suicidio mi pare l’unica soluzione.

  • 9043
    Andrea -

    Io penso una cosa molto semplice Beppino. Chiunque abbia spunti di diversità non ha una vita facile. E non ce l’ha, non solo perchè il diverso da fastidio ed è scomodo per molti, ma anche perchè la diversità e la profondità possono spaventare persino chi le ha. Infatti, non solo lui si sente diverso dagli altri, ma gli altri sono diversi da lui e anche il diverso può essere infastidito dalla diversità. Questo lo mette ancora più in crisi, perchè a quel punto è infastidito prima di tutto da sè stesso. Ma come dici anche tu, in realtà siamo tutti diversi, anche se viene fatto di tutto per appiattirci e ridurci tutti allo stesso automa teleguidato. Anche tra due persone “fotocopia” ci sono delle differenze. Persino tra due gemelli monozigoti ci sono delle differenze, persino fisiche. Io ammiro chi ha il coraggio di dire “io sono me stesso! e non mi frega niente se mi trovate strano. Sapeste quanto io trovo strani voi! ma il bello è proprio l’essere tutti diversi! anche perchè se no, sai che due palle?”. Ma per arrivare lì bisogna superare il conflitto con la diversità e accettarla in tutte le sue forme. Poi, per quanto riguarda l’auto-procurarsi del dolore, per me è un’esperienza anche quella. E’ un’esperienza distruttiva, ma una volta superata diventa costruttiva, come tutte le esperienze forti superate.

    Per me sul forum puoi scrivere quello che ti pare, mi sembra il luogo adatto per tante cose, anche per tutte quelle che spaventano, innervosiscono, infastidiscono i tanti che non vogliono uscire dal loro brodo, perchè infondo ci stanno bene.

    Per quanto riguarda la musica, perchè non provi per una volta ad accettare il fatto che puoi aver scritto qualcosa di bello? la perfezione assoluta non esiste proprio perchè altrimenti non ci sarebbe più niente da creare, una volta raggiunta. Però esistono delle belle opere e se a qualcuno piacciono davvero, se si emoziona ascoltandole, lo si capisce facilmente osservandolo.

  • 9044
    Piergiorgio -

    Cara Ele non fare gesti estremi. Tieni il dolore dentro di te e sopportando vai avanti ancora un altro giorno. Prega Dio che ti aiuti a resistere e continua con pazienza a vivere caricandoti il meno possibile di pesi superflui, “… ad ogni giorno basta la sua pena.”. Tieni presente che i consigli che ti ho dato sono il metodo che uso io per andare avanti e convivere con una depressione cronica.
    Spero di risentirti presto nel forum. Ciao

  • 9045
    Beppino -

    A Andrea,

    Sai cosa?
    Ho conservato, a ventisette anni, alcuni atteggiamenti della mia adolescenza più che strani.
    Per esempio, quando mi secca qualcosa, ringhio. È un suono quasi inaudibile per chi non ci presti attenzione o non sappia cosa significa, ma…fatto sta che quest’atteggiamento l’ho conservato.
    Non è un ringhio, è piuttosto un soffio che viene dal fondo della gola. Poi se sono sorpreso e nello stesso tempo furioso, il soffio si trasforma in ringhio…ma questo lo faccio solo quando non c’è nessuno attorno a me…altrimenti mi prenderebbero per un pazzo.
    Il grado massimo del mio “verso”…è un altro soffio, più dimostrativo, quello. Per esempio, una sera ero sdraiato fra cespugli, in un parco…Era una scelta mia, non volevo rimanere nella mia camera studentesca. Avevo bisogno di respirare. Quindi ero lì, sotto le foglie…ed ecco che un cane si mette ad abbaiare…guardo tra i rami, e lo intravedo…Mi fissava con lo sguardo…beh in quel momento ho soffiato perché ero furioso. L’avrei massacrato se fosse venuto ad aggredirmi.

    Eh sì! Le cose strane, non le conto più…!
    Mio fratello sa il significato del soffio numero 1…e mi sgrida quando lo faccio perché capisce che sono sui nervi.

    Inoltre…guarda che stranezze…In foresta, scanso la gente. Non passeggio sui sentieri già tracciati…ma girovago fra le felci, i rovi…in cerca di volpi, caprioli…E’ già accaduto che io mi arrampicassi su un albero per scansare una persona.

    E per finire, a Parigi, un giorno ho incrociato lo sguardo di un lupo bianco…e mi sono innamorato di questi animali. In camera mia, ho affisso alla parete tante foto di lupi…perché sono animali misteriosi, nobili, selvatici…come sono stato “selvatico”, nei confronti della gente, a volte…

    Mia nonna ha detto a mia madre: “Devi dire a Beppino che essere differenti non significa essere inferiori agli altri.”
    Pensava ch’io non avessi udito…perché ero in un’altra stanza con le cuffie sugli orecchi…ma ho sentito.
    Poi mia madre mi ha detto che avevo un profilo atipico…percio fatico a trovare una professione che faccia per me.
    E quando la gente ti dice che sei “straordinario” quando suoni il pianoforte…questa parola la vuoi dimenticare perché non è vera. Nessun essere umano è straordinario. Proprio nessuno.
    A questa persona ho risposto: “No”.

    Forse l’arte ti mette in disparte riguardo alla società. Diventi un osservatore, una persona che si esprime attraverso un’opera, e gli artisti sono sempre un po’ speciali…
    Certo, è una sofferenza, ma se come me, consideri la maggioranza degli esseri umani come spietati perché ti hanno fatto tanto male…, se consideri la vita come una nemica, un mostro contro il quale dovrai sempre lottare per sopravvivere…allora l’essere artista ti serve da rifugio. Ti rifugio nella musica, nel tuo mondo, nella natura, ecc…

  • 9046
    Andrea -

    Beppino, per me ognuno esprime le proprie sensazioni a suo modo ed è bello che sia così. La cantante del mio gruppo per esempio sembra un gatto e si esprime con il fare di un gatto. Se qualcosa non le va soffia! ed è il suo lato affascinante, il suo essere unica! Non devi stupirti se la gente comunemente non esce dai sentieri e tu si, perchè alla fine è quello che fanno nella vita. Tu cerchi il nuovo, loro no. Tutti in fila come tante pecore a lamentarsi se le cose non cambiano, senza capire che il potere di cambiarle sono loro stessi ad averlo, senza però usarlo.
    Però, se posso permettermi un consiglio, l’essere straordinario non vuol dire per forza essere perfetto. Se uno ti dice che sei straordinario a fare una cosa non significa che non puoi migliorare ancora. Quinti se accetti il complimento non vuol dire che te la tiri. Accetta il complimento con piacere, facendo pure presente che puoi migliorare ancora. E’ comunque una cosa che contribuisce alla tua serenità e che quindi migliora la tua vita e, di conseguenza, la vita di chi sta vicino a te.

  • 9047
    Beppino -

    Grazie ANDREA,

    Hai ragione…Adesso mi dico che nella vita, quello che vale la pena, è potersi estasiare davanti alle piccole cose. Nessun fiore mi lascia indifferente, perché dall’ultimo mio tentativo di suicidio vedo la vita in modo diverso. I colori, la neve, gli alberi, gli uccelli…sono diventati dei tesori, per me. Cerco di trasmettere tutto questo nelle mie composizioni, benché queste possiedano sempre un pizzico di nostalgia, di romanticismo.
    Il valore della vita sta nel poter respirare, anzittutto. Respiro, sono vivo! Che gioia! Posso fotografare i fiori che mi piacciono, correre, arrampicarmi sugli alberi, ed godermi ogni attimo di questa maledetta vita perché so quello che “morire” significa. Conosco il contrasto tra morire e vivere…
    Certi si meraviglieranno ch’io cerchi di vivere ogni emozione con la massima intensità…Certi saranno sorpresi, perché io vado al di là della realtà, cercando di trarre da ogni cosa che ammiro una sostanza mentale, poetica…Certo, è un po’ pazzesco, ma quando mi leggo un bel libro, ho voglia di vivere quello che gli eroi del libro hanno vissuto…perché conoscerò emozioni nuove, e voglio provare tutto-tutto-tutto, assaggiare ogni cosa, studiare tutto quello che c’è di interessante su questa Terra. Ho già conosciuto l’alcol, la sigaretta…e tante cose…ma ora son passato dall’altra parte: la riva positiva della vita, e cerco di vivere più intensamente, in piena libertà.
    La società vorrebbe ch’io mi piegassi a delle regole ( e lo faccio! ), vorrebbe ch’io rassomigliassi a tutti, e abbia la stessa mentalità di tutti…ma no no e no! Voglio vivere libero, e seguire il mio cammino speciale perché la mia vita fino ad oggi è stata speciale.
    Me ne frego del parere altrui…
    Siccome vivo pienamente le mie emozioni…e quelle cambiano spesso posso passare dal positivo al negativo molto velocemente. Non c’è da stupirsi: non sono costante.
    L’analisi della personalità che ho fatta diceva: “Lei è probabilmente attrato da un universo di emozioni esacerbate”. E’ veroooooooo!!!!

    Tutti questi tratti della mia personalità vengono dalla mia infanzia, da certe paure, ecc…Percio’ mi sento bene in compagnia di Chopin, e quando suono il pianoforte cerco di raggiungere il BRIVIDO…Se suono e mi viene da rabbrividire…significa ch’io sono entrato nel brano che suono e nella dimensione magica della musica. Ci vuole molta tenerezza, quando si suona. Molta concentrazione per ottenere il suono desiderato. Niente di più bello che una melodia nata dal silenzio e suonata con emozione.
    Vivo in un mondo il cui centro sono le emozioni, è così. Non posso farne a meno. Cerco l’estasi, la soddisfazione emotiva…e questo lo chiamo VIVERE.
    Poi un mio credo è: “voglio essere anormale piuttosto che anonimo”.

  • 9048
    Beppino -

    E’ la famosa problematica di “Veronika décide de mourir”, un libro di Paulo Coelho: essere pazzi, che cosa significa?
    Io non sono pazzo, sono me stesso e ragiono. Meglio essere “pazzi” che conformarsi a quello che la società dei consumi vorrebbe imporci!

    Il fatto di creare qualcosa…è una specie di lotta contro il conformismo. E’ anche un modo di fare della propria vita un micro-mondo che contrasti con una realtà pesante e angosciosa.
    Basta ascoltare i mass media per rendersi conto dello stato del mondo…Questo al limite ti porta a volerti suicidare, allora scappi, cerchi un’altra realtà, quella che tu crei…e così sopravvivi.

    La realtà, l’affronto, eccome! Ma aspiro a cose più profonde, più intime, tutte mie.
    Tutto quello che l’uomo tocca, lo sporca. La musica e la natura sono due cose la cui dimensione non è totalmente umana. Perciò mi ci sono affezionato. La musica è misteriosa. Sembra un mondo invisibile, molto profondo. In quanto agli animali, è uguale. Sono un mistero.

    ooooh! Smetto di scrivere altrimenti scriverei un romanzo…!

    Ciaoo!

  • 9049
    Ele -

    grazie Pergiorgio per le tue parole. La dottoressa che mi ha seguito negli anni passati oggi mi ha proposto di riprendere gli psicofarmaci ma io non ne ho voglia. E neanche di tornare da lei per riprendere la terapia. Non ho voglia di niente, mi sono rassegnata al dolore ma poi mi ritrovo stanca di combattere contro qualcosa che comunque vince sempre. Posso davvero continuare a credere che sia sufficiente mettere un giorno dietro l’altro senza avere un progetto e soprattutto senza avere la voglia di avercelo?

  • 9050
    birillo -

    Ele

    purtoppo per molti e cosi …

    ma magari e solo un periodo riguardo agli psicofarmaci io ho un idea tutta mia ed e mejo che non la dico..
    devi vedere tu visto che li hai gia presi sai se aiutano o no

    dai un saluto a tutti smack alle fanciulle a stanchissima 2 🙂

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