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Il suicidio

di beppino
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14.953 commenti

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  • 8721
    L -

    fallimento totale, anzi ho detto che è stata per me un esperienza molto utile e importante che mi ha aiutato a capire tantissime cose, appunto a capire certi meccanismi che si innescano nella mente in certi momenti d’ansia, a capire l’origine di certe sofferenze, tutte cose che comunque ho scritto nella precedente lettera. Ma per la mia esperienza personale mi è mancato in questi anni di psicoterapia la capacità, non di analizzare, ma di riuscire ad affrontare determinati stati d’ansia, riuscire appunto nei momenti di sofferenza a non farsi travolgere completamente, questa è una riflessione sulla mia esperienza. Riguardo all’uso o no di psicofarmaci, io nelle mie lettere descrivevo appunto la mia esperienza e le sensazioni che provavo quando ne facevo uso, credo che ognuno sia padrone del proprio corpo, ed è in grado di capire se quel metodo lo può aiutare a superare determinati stati o no o addirittura gli reca danno, chi ritiene appunto che l’uso di tali farmaci gli da del benessere penso che non deve porsi alcun problema, chiaramente sotto la supervisione di un medico, a continuarne a farne uso, finchè lo ritiene necessario. Il fatto che io ho provato determinate sensazioni quando ne facevo uso non significa che tutti abbiano o provino le mie stesse sensazioni. Infine riguardo al mio fallito progetto, preferisco per svariate ragioni di non parlarne. Ci tenevo, comunque, a chiedere scusa se qualcuno si è sentito scosso o anche ferito per le parole che ho usato, e ci tenevo anche a ringraziare tutte le persone che con le loro opinioni mi hanno aiutato a riflettere, non pensiate che le vostre parole siano rimaste inascoltate, mi hanno dato in un momento difficile che sto attraversando una grossa mano, un grosso aiuto, GRAZIE.

  • 8722
    Athos -

    Per cui, secondo te, l’insensatezza permette la vita in quanto modulo creativo?
    Potremmo discutere dell'”incertezza” della vita, ma non di un senso dell’insensatezza. Già, perchè se è la mancanza di senso a dare sfogo attraverso l’amore alla creatività, allora la mancanza di senso diventa l’epifania di ogni cosa ovvero ne dà il senso.
    Insomma, io preferirei un mondo degno di essere vissuto. Amore e Conoscenza dovrebbero esserne il Senso primo e ultimo.
    Ma dove sono?

  • 8723
    LUNA -

    ma che peraltro era tremenda… lei diceva: non dire che non ce la fai se prima non provi! e questa, francamente, è una cosa che mi è servita.
    Però, esempio cretino, mia madre (che peraltro è insegnante pure lei) mi metteva un maglioncino sopra il grembiulino in modo che io potessi toglierlo se avevo caldo ma tenerlo se avevo freddo (viste le grandi manovre, altrimenti con quel c…o di grembiulino… che roba orrenda,tra parentesi, per uno spirito anarchico come il mio). La maestra un giorno davanti a tutti mi dice che non si mette il maglioncino sopra (e fin qua…) ma aggiunge: perché lo metti, per far vedere che hai un maglioncino bello? per far vedere che hai soldi? (tra parentesi ma quali soldi? avevo genitori giovanissimi che si stavano appena costruendo la vita). Una cazzata eppure io sono stata malissimo: e mica per la faccenda che pareva che io volessi mostrare. No, sono stata malissimo per la mia mamma. per la mia mamma che mi aveva messo un maglioncino per amore e cura e questa stronza di maestra si inventava una versione brutta e cattiva di un gesto d’amore. (oh, mica ho mai detto che sono a bolla, eh, ragazzi :PPP).

    Athos, se ti può consolare io alla mia strizzacervelli per un certo tempo ho dato del lei (io che do del tu a tutti, praticamente) perché mi piaceva e avevo paura di affezionarmi a lei. Di affezionarmi tipo una mamma o una sorella maggiore o che ne so. Le davo del lei per mantenerMI le distanze.

    MARQUITO: ora forse (probabilmente) dirò una cazzata colossale: ma la depressione non rimbambisce? La depressione non ha effetti collaterali, anche sul fisico? la depressione non genera dipendenze a sua volta e che manco hanno effetti curativi? non riesce a creare persino un “finto” (ma così maledettamente vero) malessere? (finto nel senso che ci fa percepire una strada come una montagna, un incontro banale come un esame di stato ecc ecc).
    Quando guardo se lo yogurt è scaduto mia nonna mi dice: però poi fumi 40 sigarette?
    Allo stesso modo persone che pensano alla morte e si rimproverano di non sapersi ammazzare abbastanza velocemente hanno paura che un farmaco abbia effetti collaterali? Una mia conoscente sui 50 anni, medico, per anni è stata male fisicamente senza riuscire a capire perché. Finalmente lo ha capito e gli antidepressivi (ne ha provati un paio e li ha dosati bene) a quanto ho capito tengono a bada il suo disturbo come la pastiglia quotidiana per la tiroide. Rispetto a prima è dinuovo lei, e non certo per falso benesser

  • 8724
    Marquito -

    @ Athos:
    Caro Athos; se hai voglia di discutere con me, e di farlo in modo sereno e costruttivo, la cosa può soltanto rallegrarmi; ma perché rivolgermi un messaggio acefalo, senza neanche indicare il nome del destinatario ?
    Devo dire che mi fa un certo effetto sentirti parlare con tanto trasporto di Pace e di Amore (ci avevi abituato a ben altri toni, a ben altri accenti …). Sperando che non si tratti della solita goliardata o dell’ennesimo camuffamento del dottor Jekyll, che dismette momentaneamente i panni di Mister Hyde, rispondo con molto piacere alle tue osservazioni.
    Ci sono persone che soffrono di claustrofobia e persone che soffono di agorafobia. Le prime sono insofferenti di ogni vincolo e di ogni costrizione; credono nella relatività dei valori e non sopportano di essere ingabbiate in un qualsiasi sistema etico, religioso o metafisico. Amano e rispettano la complessità della vita; amano la vita proprio per quei motivi che la rendono insopportabile alla maggior parte della gente. La amano perché è variegata, multiforme, iridescente, cangiante … la amano perché è mutevole, effimera, misteriosa … la amano soprattutto per la sua inesauribile ricchezza … la amano perché cambia continuamente aspetto a seconda del punto di vista da cui la si osserva. Per queste persone l’insensatezza della vita rappresenta un grandissimo pregio (quando parlo di “insensatezza” mi riferisco alla mancanza di un senso preciso, che ci viene imposto dall’esterno una volta per tutte). L’insensatezza è ciò che ci permette di creare nuovi valori e nuove prospettive (i nostri valori, le nostre prospettive).
    Gli altri (che sono la maggioranza) non sono in grado di sopportare l’insensatezza della vita. Percepiscono la mancanza di senso come assenza e vuoto; non come un’opportunità offerta a ogni singolo individuo per sprigionare liberamente la sua creatività. Hanno disperatamente bisogno di aggrapparsi a una qualche certezza e quando non la trovano si sentono inevitabilmente risucchiare nell’abisso.
    L’insensatezza della vita non deve essere necessariamene considerata un disvalore. Se la si considera in una certa prospettiva, essa può perfino rappresentare un valore. La cosa potrà apparirti sorprendente, ma ci sono dei momenti in cui l’insensatezza della vita mi appare addirittura come il suo maggior pregio. Se il senso dell’esistenza ci fosse già dato; se la direzione da seguire fosse già tracciata, mi sentirei precisamente come un topo in gabbia.

  • 8725
    Marquito -

    Segue:
    Spero soltanto di essermi espresso chiaramente e di non essere stato totalmente frainteso. Lo ribadisco ancora una volta: quando parlo di “insensatezza” mi riferisco alla mancanza di un senso univoco, oggettivo, universale e valido per tutti (tipico il caso della religione). Quando parlo di “creatività” mi riferisco alla facoltà più preziosa che ciascun uomo reca in sé: quella di imprimere alle cose la propria personale prospettiva; il proprio personale punto di vista, la propria personale interpretazione del mondo e di inventarsi, in totale autonomia, il proprio personalissimo senso della vita.

    @ LUNA:
    Altro che sciocchezze … dici delle cose incredibilmente sensate; delle cose che condivido al 200%. La carenza di un neurotrasmettitore come la serotonina provoca gravissimi effetti collaterali . Non solo la persona è depressa, ma è oggettivamente incapace di analizzare la realtà in modo sereno e equilibrato. E’ aggressiva, spesso violenta, soffre di disturbi ossessivo-compulsivi, di terrificanti sbalzi dell’umore e qualche volta anche di dismorfofobia … E’ veramente incredibile che una persona che si trova in questo stato abbia paura ad assumere uno psicofarmaco … una medicina che riporterebbe il suo livello di serotonina su dei valori accettabili, rendendola più lucida, più serena, più costruttiva; in una parola più equilibrata e più sana.
    Io credo che alla base di tutto ci sia un vecchio pregiudizio secondo cui tutto ciò che è “naturale” è buono e tutto ciò che è “artificiale” è cattivo. Seguendo questa logica aberrante si arriva all’assurdità di considerare il virus migliore del vaccino, la depressione migliore dello psicofarmaco, la malattia migliore della salute.

  • 8726
    LUNA -

    L: @Io penso che sia assolutamente umano passare da dei momenti in cui si sta bene a momenti in cui si sta male, non voglio affermare che la vita è fatta solo di sofferenza, ma che comunque non siamo dei robot e bisogna accettare l’esistenza di dei momenti di sofferenza.

    Ma forse il nocciolo non era anche questo, L?
    Cioè forse può darsi (ti chiedo, eh, se sia così) che la tua esperienza con la psicoterapeuta ti sia servita anche a reagire diversamente prima e dopo gli stati di ansia rendendoti conto che esiste anche ciò che non li riguarda e che ha valore di realtà?
    Forse non mi spiego bene.
    Peraltro capisco bene quello che vuoi dire, ma penso che ci sia anche una differenza tra dire: io sono sempre felice, ho raggiunto una perfezione emotiva e dire: un tempo la depressione, o uno stato d’ansia persistente o un esaurimento nervoso mi faceva stare male non in maniera semplicemente reattiva (cioé, è una bella giornata o neutra, ma ad un certo punto magari qualcuno mi risponde male, non riesco a trovare parcheggio, calpesto una cacca di cane e provo delle emozioni negative, oppure ho un pensiero di un certo tipo che mi preoccupa, in maniera anche preponderante, per un certo periodo, ma al contempo le mie altre “funzioni emotive”, seppure distratte da questo problema contingente, rimangono inqualche misura attive di fronte a stimoli di un certo o altro tipo… lo so che detto così magari non si capisce bene, spero di sì)ma costante, io ERO la mia depressione e basta, io ero schiavo della mia ansia in un modo che mi invadeva la vita, io provavo uno stato di malessere costante, adesso invece sento di nuovo un certo equilibrio in me stesso, posso arrabbiarmi, dormire, piangere, ridere, provare antipatie o simpatie, scegliere di dire sì o dire no non in base alla mia ansia ma in base ad un mio sentire… ripeto, forse non mi è facile spiegare la differenza, ma quando Marina scrive: sono felice, io immagino che lei dica: sono serena. E per una persona che è stata male avere una base di serenità interiore è una forma molto viva di felicità, con tutto che nella quotidianità possono esistere vari livelli di frustrazione. Ma se la frustrazione è una tortura interna diventa preponderante anche rispetto a ciò che succede all’esterno. Non importa che ci sia il sole o che piova, o meglio se piove puoi essere ancora più giù di tono, ma se c’è il sole non fa differenza ecc ecc.
    Personalmente quando sono uscita dal mio periodo buio anni fa sono stata felice, ero felice

  • 8727
    Giu -

    grazie a tutti i partecipanti a questo thread. mi state aiutando tanto.
    io mi arrampico sugli specchi. sto chiedendo aiuto a tanti (psichiatri, psicologi etc) ma la mancanza di denaro fa si che possa appoggiarmi al momento solo alla ASL e sono in attesa che arrivi il mio ‘turno’…
    nel frattempo vorrei tanto poter contare su questo aiuto.
    la mattina vivo di confusione mentale e paure – sono sotto elopram da 3 mesi (dopo averne fatto uso in passato per 3 o 4 periodi…) e tuttavia stento a vedere benefici.
    ho una fottutissima paura, anche se cerco di ritirarmi su ogni sera (la mattina è impossibile)…
    ho perso il mio amore che mi ha lasciato (forse a causa della mia depressione) – il mio lavoro è superprecario, sono in una casa che devo lasciare e non so come farò a pagarmi gli affitti nel futuro…
    ho tanti amici che mi amano, e una sorella e genitori amorevoli, ma a volte inconsapevoli delle dipendenze che ho ereditato da loro (dipendenza dal sostegno degli altri e incapacità di contare su me stessa)…

    vorrei tanto poter star bene- adoro la vita eppure ho terribilmente paura di continuare a farmi del male.

    ho quaranta anni e mi sento fragile come una bambina di tre anni…

  • 8728
    LUNA -

    anche delle piccole cose, e sì, proprio FELICE, e allo stesso modo non tutta la vita era perfetta, tuttavia mi riconoscevo e mi sentivo di nuovo la capacità anche di affrontare la frustrazione in modo completamente diverso rispetto al periodo precedente.
    Per inciso ho anche lavorato in un posto in cui c’era anche molta aggressività. ma se un anno prima ciò mi avrebbe travolto, anche se riconoscevo ovviamente che non era una cosa piacevole avevo delle difese certamente più adeguate e anche potevo prendere delle decisioni emotive e pratiche in modo più lucido. Ciò non significa che io fossi perfetta o che fosse diventato perfetto il mondo, nè che le mie emozioni fossero solo positive, ma se prima il mio problema era, per fare un esempio banalissimo: azzo, mi hanno invitato a fare una cosa al settimo piano di un palazzo senza poter usare le scale e quindi il fatto di dover prendere quell’ascensore diventava preponderante, centrale, angosciante e diventava cagione anche di fobia sociale, in un certo qual modo poi invece ero in grado, per lavoro, di andare in un posto assolutamente claustrofobico per i miei precedenti criteri e di pensare invece a cosa stavo facendo e dov’ero cioè concentrata sul presente reale, su me e gli altri, non solo sulla mia angoscia.
    Esempio personale ovviamente, non universale: quando io ho avuto gli attacchi di panico, molti anni fa, per molto tempo non avevo idea di cosa fossero, sapevo che mi facevano stare malissimo, mi spaventavano ed ero in loro completa balìa. Anche perché un attacco di panico ci spaventa a tale punto da farci andare in ansia generalizzata per il timore che si ripresenti. entriamo nella dinamica dell’evitamento ecc ecc. Inoltre io facevo un’enorme fatica per contenere l’ansia. Contenermi nel timore di avere un attacco di panico mi faceva pensare che avrei potuto avere un attacco di panico in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Inoltre non sapevo da dove venissero gli attacchi di panico, e quindi per me ero andata fuori di capoccia e basta, alla totale mercé di quello scassamento anche fisico così forte. E io non sono andata da uno psicologo, mi ci ha spedito un altro medico. Ma andarci mi ha fatto capire un sacco di cose per cui non solo gli attacchi di panico sono scomparsi ma ho comunque anche un rapporto diverso con la mia ansia, che può presentarsi nei momenti di maggiore stress, e i limiti che mi impone. ma forse anche una capacità diversa di sapere quando posso superarli.

  • 8729
    Eme -

    LUNA:”Allora mi viene da dire, a chi dice che il mondo è cieco, sordo, muto, stronzo, e che non sente e non capisce che forse invece ci può sentire e che quello che diciamo o ci diciamo, quello che ci trasmettiamo e trasmettiamo qualcosa fa, nel bene o nel male.”
    …..Fa, fa……eccome se fa!
    O meglio, farebbe, se si fosse preposti all’ascolto.
    Ma, spesso, non si vuole ascoltare oppure non si vuole ammettere che si sta ascoltando.
    Si diventa ostinati come quei nonnetti che criticano qualsiasi innovazione tecnologica rimpiangendo i bei tempi in cui si spingeva un cerchio con un bastoncino e poi, di nascosto, armeggiano con il mouse e la tastiera.
    Si ascolta e, magari, qualcosa si muove, dentro, qualcosa che cerca di andare nella direzione della vita.
    Ma un’altra parte, quella malata, si ostina a dire “sono tutte cazzate. Il mondo fa schifo. Fai presto a parlare tu…..chissà che colpo di culo hai avuto ed ora hai anche la faccia di venire qui a sbattercelo in faccia”!
    E sono anche certa che, qui ed altrove, c’è una bella fetta di zucconi che ha una sorta di vergogna ad ammettere di stare (magari solo in certe, limitate circostanze) bene o, quantomeno, meglio. Vergogna di fare la figura del bugiardo nel momento in cui affermasse: “volevo ammazzarmi ma dato che sto un pochino meglio ho voglia di vedere cosa mi riserverà il domani”!
    Ed un’altra fetta che ha il terrore di portarsi sfortuna da soli.
    Ed un’altra ancora che ha un dubbio atroce: stare male dopo essere stati meglio centuplica un male che, senza bene, sarebbe stato nella norma?
    La serenità non è uno stato che, una volta raggiunto, resta fermo fisso per tutta la vita. Magari…..
    Potranno esserci momenti no, momenti di sconforto, di buio, di tragedia.
    Ma lo stesso vale per lo stato d’animo depresso, malinconico, pessimista.
    Se la serenità è effimera, è a spot, è qualcosa che può arrivare, andarsene, ritornare perchè lo stesso non potrebbe valere per lo stare male? Perchè lo stare male deve essere fisso, stabile, piazzato come un bonzo di piombo saldato sul marmo e la serenità una pura utopia o, comunque, uno stato riservato solo agli altri?
    Ciò che conta (della serenità) è la capacità di provarla quando c’è l’occasione per provarla. E’ la sensazione di essere vivi e di poter provare emozioni anche belle. E’ la consapevolezza di non essere figure mitologiche, mezzi uomini e mezzi robot, in cui la parte umana è sensibile al dolore e la parte robot è insensibile alle cose positive.

  • 8730
    Eli -

    Marquito,

    sono d’accordissimo con te.. penso che siamo noi stessi a dare il senso alla nostra vita, e siamo sempre noi a pensare che la vita sia priva di senso.. E’ tutto nella nostra mente.. Un po di tempo fa, “sfogliando” tra le pagine del web, ho trovato una lettera, non mi ricordo chi era l’autore, che diceva: Se c’e qualcosa che vale la pena di farlo, fallo adesso.. Non c’e bisogno di aspettare la festa x mettervi un vestito che vi piace, e non c’e bisogno di andare dal parrucchiere o farsi i capelli da soli x fare colpo su qualcuno. Fatelo per VOI. Potrebbe essere, che il senso della vita sia proprio nel riuscire ad AMARE SE STESSI E DI CONSEGUENZA GLI ALTRI… Cosa ne pensate?

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