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Il suicidio

di beppino
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14.953 commenti

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  • 8681
    LUNA -

    Ammesso e considerato che una crisi può capitare per diverse età e a chiunque, per svariate ragioni, e che la maggior parte delle persone lungo il cammino si conoscono sempre meglio (anche attraversando delle fasi di riassestamento o di vero e proprio rifiuto, persino), attraverso periodo neutri, attraverso successi ma anche insuccessi, e cambiamenti scelti ma anche che ti capitano e contro cui per un periodo magari fai opposizione, e che spesso qualcuno, per esempio, si libera dell’ossessione di non avere un talento preciso proprio nel momento in cui si rende conto che il suo vero talento non è che la sua personalità, delle parti della sua personalità indirizzate (anche inconsapevolmente) in un certo modo, anzi vissute in un certo modo, dicevo, a parte tutto ciò, a me leggendoti pare che tu abbia di più una crisi di un giovane uomo che sta imparando a conoscere se stesso, anche attraverso percezioni, magari un po’ esagerate (non nel senso che esageri, ma che sono molto amplificate), un po’ come quando da bambini abbiamo i dolori della crescita. Mi ripeto, non è che ci sia un’età precisa per sentirsi così, però può accadere.
    Che abbiamo bisogno, in certi momenti della vita, di essere terribilmente severi con noi stessi, affrontare anche certe sensazioni di spaesamento, fallimento, dolore, anche antico, per poi riconoscerci, tornare a conoscerci, un po’ meglio, e magari volerci anche più bene e sentire di aver capito delle cose in più.
    Io ho sempre avuto la voce che ho, e non ci ho mai fatto caso. Ad un certo punto a 20anni, in un periodo in cui rivedevo pure il modo in cui tenevo il cucchiaio per mangiare uno yogurt (esagero, ma mica tanto) guardandomi spesso da fuori, come forse fai tu, e vivendomi al contempo intensamente dentro più che mai, un giorno ho ascoltato la mia voce e dicevo: ma che è?
    Non per forza brutta, ma strana.
    Uno dei miei flashoni è stato questo. (te l’ho pur detto che pure io so difendermi bene :P). Morale della favola in seguito non ho assolutamente deciso che dovevo dimostrarmi che la mia voce mi piaceva. Mi è passato il flashone. Ma sai perché me lo ricordo? Anche perché in seguito, quasi per caso (ma non era un caso, era probabilmente la faccenda della personalità che dicevo prima), ho scoperto che la mia voce era semmai un mio punto di forza, al quale non avevo mai pensato. Se n’erano accorti gli altri, dando pure per scontato che io lo sapessi. Io no. O forse l’avevo scoperta a 20 anni, ma in quel modo curioso che dicevo.

  • 8682
    Marquito -

    @ LUNA:
    “Spesso qualcuno si libera dell’ossessione di non avere un talento preciso nel momento in cui si rende conto che il suo talento non è che la sua personalità”.
    Sapessi quante volte l’ho pensato … Il talento può consistere in un certo modo di affrontare la vita, in una certa visione del mondo, in un certo particolare approccio ai problemi dell’ esistenza.

  • 8683
    buck -

    Non ho detto il Male ,ma l’Odio . Sono due cose differenti. L’Odio è il più potente aggregante sociale , quasi sempre vince. L’amore è fragile , raramente vince ( parliamo di Storia).
    Per quanto riguarda il “purtroppo” , non aveva che un valore di constatazione , non di derisione , o anche etico.
    La patente di …odioso ha tante firme , sino a quella della mia -ex-moglie.Una più , una meno.
    Essere Sincero , non essere “simpatico” è stata la mia priorità nella vita.
    Ho ottenuto la mia solitudine: bene , il problema è gestirla , e con un dolore che non ti abbandona mai , con le discrete limitazioni fisiche , non sarà facile. Forse perderò. Ma voglio perdere con dignità. La Solitudine mi ha sempre attratto. Ecco i grandi spazi , i grandi silenzi , la ricerca di tracce perdute , che interessano pochi.
    La Estinzione ( dell’ Uomo): non vi preoccupate , forse non la vedremo , ma senza l’Uomo la Vita sulla Terra è iniziata , senza l’Uomo la Vita finirà. Su questo gli Studiosi sono d’accordo.
    Lo Psicologo …lo Psicanalista … sono stati provato per anni tanti anni fa. Questi sono i risultati.
    Credo di averlo già detto quando parlai di Anaffettività.
    Io non odio indistintamente , non odio chi non conosco : comunque , qui chi mi ha risposto si è dimostrato gentile , comprensivo , ed anche se le mie vedute non coincidono ( meglio la Morte che una vita sedentaria) lo ringrazio , di averlo eventualmente offeso ,mi scuso ( anche se LeRoy J. Gibbs , in NCIS , mi direbbe mai chiedere scusa , è segno di debolezza).Leggo con attenzione anche le conversazioni del sito che vedono protagonisti che non conosscerò mai.
    Vi ringrazio , un abbraccio.

  • 8684
    tracy -

    dici che vuoi la solitudine e poi..meglio la morta che una vita sedentaria..e come si sa una vita sedentaria è bella solo se sai sta con la gente giusta che tu putroppo non hai conosciuto..

  • 8685
    LUNA -

    BUCK: è molto più un segno di debolezza non saper chiedere scusa quando è il caso, secondo me. quando l’orgoglio ci impedisce di dire: ho sbagliato. (in generale, mi riferisco alla tua frase sulle scuse, non al tuo scusarti nel tuo post).

    Non capisco perché opponi il fatto di essere sincero al fatto di essere simpatico. A meno che non intendi ruffianeria e piaggeria per simpatia.
    Ma il fatto di essere gentili con sincerità, per esempio, non ha a che vedere con la ruffianeria.
    Le persone sono capaci di accettare delle verità anche scomode se dette con empatia e gentilezza, molto spesso.
    Al contrario sentono l’aggressività. E alcune persone nel nome della verità sono semplicemente aggressive.
    “Gliel’ho detto perché io dico la verità”.
    Beh, dipende anche da come la dici e quanto sia importante dirla. O meglio quanto non sia importante dirla solo per te che la dici.

    Il tu è generico, riflettevo solo su alcune affermazioni che hai fatto, che mi hanno stimolato il pensiero, non sto dando contro a te.

    Non mi sei antipatico, Buck, anzi, e quindi non riesco a cogliere la differenza che fai appunto tra sincerità e simpatia.

    Spesso nella storia non ha vinto l’odio in quanto tale, ma gli interessi economici, interessi di altro genere di alcuni che venivano riversati sulla gente usando altri nomi, caricando la paura, l’odio.
    Ciò vale anche nel caso in cui questi interessi siano cominciati molto molto a monte, e poi nel tempo siano diventati, di generazione in generazione, qualcos’altro, nascondendo la spinta iniziale e diventando nella convinzione dei singoli che può farsi violenta moltitudine. Discorso complesso, comunque.
    Ma il tuo problema ora non è storico o cosmologico: è personale. TU stai male.

    Gli psicologi ecc che incontreresti oggi non sono gli stessi che hai incontrato allora, non avrebbero lo stesso tipo di preparazione anche, probabilmente, e soprattutto tu non saresti lo stesso. Messo peggio? Magari potrebbero anche ripulirti di alcune “belle” etichette del c...., ma non vuoi neanche tentare.

    Ma è chiaro che devi sentirti tu di andare da uno psicologo, pensando che, visto che hai anche le possibilità economiche, e che se hai deciso di morire comunque non hai niente da perdere, puoi pure provare a vedere se la cosa ti può servire. se tu avessi una carie che ti batte ogni giorno in bocca, facendoti vivere con fastidio ecc e pensare di tirare cragnate contro il muro, penso andresti dal dentista. Anche se un dentista ti avesse deluso

  • 8686
    LUNA -

    20, 30, 50 anni fa, o se ti avesse detto: lei hai denti così e colà.
    Anche se la tua ex moglie o quella che ti sei fatto in uno sgabuzzino al liceo ti avessero detto: le tue carie sono fatte così e colà.
    (senza manco essere dentiste).

    Tu ora hai due problemi, collegati, ma non solo: un problema fisico che ti deprime, e la depressione. Ma non accetti il fatto che il secondo problema sia da considerare quanto il primo. No, il secondo non è un problema: è orgoglio, è saggezza del guerriero che prende la sua zattera e svanisce tra i flutti prima che lo mettano in pensione forzata.
    Bada, Buck, io ho capito che la tua sofferenza fisica è grande. E non è cosa da poco. Ma esiste anche l’altro problema: la depressione.
    E tu non accetti di chiamarla con il suo nome. La chiami: io mi conosco. La chiami: me l’ha detto Ginapina. La chiami: tanto io non voglio neanche provarci.
    Io ti rispetto, Buck, e rispetto il tuo sentire.
    Non sono neppure io una “dentista”, e sul fatto che ti conosco meno di chi ti conosce non ci piove proprio. Però rimane il fatto che mi chiedo: hai fatto tanto per il tuo malessere fisico, hai detto di aver speso, chiesto consulti eccecc. Ma per il tuo male dell’anima cosa stai facendo? Non ha lo stesso valore?
    Non ha lo stesso valore anche se è il filtro con cui in questo momento guardi ogni cosa?
    Cos’è? è orgoglioso dire: sono disposto a morire della mia depressione, ma non lo è dire: ho una depressione reattiva?
    che male c’è ad avere una depressione reattiva?

    A me piaci, e francamente, perdona il mio egoismo, a me dispiace che tu ti ammazzi, fermo il libero arbitrio. Ma mi piacerebbe pensare che è libero arbitrio per davvero. No un malessere che ti sta facendo girare la testa. La solitudine cercata è un valore, come la compagnia ricercata.
    Ma ubriacarsi di compagnia senza provare piacere non so quanto sia diverso dall’alienarsi nella solitudine perché si sta male.
    Io amo la solitudine, io ne ho bisogno, anche. Ho sempre adorato i miei momenti di solitudine, raccoglimento. Non li ho adorati quando, come il gatto, avevo bisogno di ritirarmi perché stavo male, ma ne ho riconosciuto il loro sano valore.
    Ma quando stavo male la mia solitudine si chiamava anche alienazione. Era lo stare male che mi portava lontano.
    Forse sono stata aggressiva? Se è così mi dispiace. Nessuno di noi è spacciatore lecito di verità per gli altri. Non le ho, è ovvio. Ma ti lancio, con egoismo mio, delle ipotesi. Perché mi dispiace se ti fai trascinare via.

  • 8687
    Andrea -

    Book, è vero, l’odio è un aggregante sociale senza eguali. E’ proprio questo il problema, il fatto che chi odia è in genere più attivo di chi dice di amare, non di chi ama davvero. Per l’odio la gente darebbe tutto, perchè l’odio fa sentire fighi, forti, potenti. “Chi è più potente di chi odia?” Vi dite. “Nessuno”, vi rispondete. Però, chi tra me che ho amato e tu che hai odiato è rimasto solo alla fine? Se ci volevi rimanere hai raggiunto il tuo scopo. Anch’io sono stato dallo psicologo, la differenza tra me e te è che io volevo risolvere i miei problemi, mentre tu volevi dare del co...... allo psicologo. Per te io sono un perdente e tu un vincente. Giusto? Si, può essere. Dici che hai donato quel macchinario perchè ormai non ti serve più, come un ultimo gesto di menefreghismo. e di superiorità, visto che te lo puoi permettere. Non riusciresti mai a pensare che l’hai fatto per gli altri. Hai avuto i soldi che uno che odia può avere, mentre io non ho un euro. Solo che io quando sento l’amico che mi cerca sinceramente e non solo per un consiglio, ma solo per passare del tempo con me, in qualunque modo, o la donna che mi dice che mi ama per quello che sono, credimi, mi commuovo. Anche perchè non penso di essere così speciale, visto che non c’è limite al migliorarsi. L’odio e il male sono cose diverse? e in cosa? il male nasce dall’odio, non il contrario. Qual’è la differenza? Se l’odio va con il male, l’amore va con il bene, dov’è la differenza? Di bene ne è stato fatto e di aggregazione ce n’è stata, altrimenti saremmo tutti già morti da un pezzo. Io ti ho risposto e sono contento di averlo fatto, anche se tu apprezzi chi non lo ha fatto. Forse sei abituato così e non mi stupisco. Naturalmente non starò quì a continuare la conversazione con uno che non vede l’ora di ammazzarsi per convincerlo a non farlo. L’amore lo so dare anche a me stesso e tu non vuoi alcuna comprensione. L’amore è anche saper dire “vuoi ammazzarti? prego!”. la vita è tua Book, come lo è sempre stata, è inutile che te lo dica io. Forse avrei da dirti cose più interessanti, ma forse lo sono solo per me, un povero perdente che sa amare.
    Quindi Book “buon suicidio” è l’unico augurio che mi viene da farti.

  • 8688
    marina -

    Andrea sei arrabiato davvero non ti ho sentito mai parlare così neanche con me .Ti ricordi quando mi hai chiesto come si fà ad aiutare le porsone che non vogliono essere aiutate ???? Bene ora ci sei arrivato da solo,ma non bisogna mai abbandonarle al loro destino tantomeno augurargli buon suicidio non credi? Buck vuole soltanto fare la vittima e il carnefice di se stesso ,ben lontano è la voglia di suicidarsi..lui vuole essere soltanto odioso perchè in realtà odia soltanto se stesso .Buck non è forse così non accetti quello che sei diventato perchè prima avevi tutto ora non hai più nulla anche se stai bene economicamente bene e questa ti ha fatto cadere in depressione e quì mi collego a Luna tu non vuoi accettare la malattia depressione ,perchè di questo trattasi prova ad ammetterlo ce lo devi Andrea ciao

  • 8689
    birillo -

    BIRILLO: la frase “essere liberi di avere una dipendenza” è un paradosso, perché di una dipendenza si è comunque e sempre in qualche modo schiavi, anche se si lotta per la libertà di farne quel che si vuole, e si mette quel concetto in primo piano, essa rimane pur sempre una DIPENDENZA, lo dice la parola stessa. Non si chiamano LIBERTA’

    Luna

    tu la vedi come dipendenzaa io non la vedo cosi
    anche prendere il caffe la mattina

    oppure fumare una sigaretta e altre mille ” dipendenze ” che poi dipende dai punti di vista se lo sono o meno
    fatto sta che non siamo liberi di farle

    poi del resto come ti ho gia detto ogniuno e libero di fare o non fare cio che vuole pur opponendosi a chi c e lo vieta

    ieri sera o 2 gg fa vedevo in tv che spiegavano che bere non fa bene soprattutrto in eta giovanile

    secondo te quanti ascolteranno quel consiglio…

    secondo me finche lo stato continuera con il proibizionismo la gente anzi i giovani faranno di tutto per fare l opposto

    e normale anche per voi religiosi… “c era l albero delle mele e “Dio” disse ad adamo non prendere la mela e lui che ha fatto spinto da eva … subito la presa” e piu forte di noi 😀

    dai saluto tutti/e
    smack alle fanciulle
    a stanchissima 2 :=)

    @stanchissima dove seii e da un po che non ti leggo piu come stai…

  • 8690
    Andrea -

    Birillo, come sai anch’io sono contro il proibizionismo e sono d’accordo che serve solo a spingere la gente a fare il contrario, propio perchè farlo è proibito. Poi è uno strano discorso fatto da te, visto che gli anarchici non fanno altro che fare l’opposto di tutto il lecito o l’illecito. Quando la liberalizzaranno smetterai? Solo che ci sono ancora gli alcolisti, sebbene l’alcol sia libero da un pezzo. E c’è comunque una grande mortalità tra gli alcolisti. Quindi non basta liberalizzare. Infondo il tuo vero desiderio è poterti fare le canne in santa pace, non risolvere i problemi di depressione o di dipendenza delle persone, lo dici tu stesso.
    Quindi è un liberalizzare fine a sè stesso, non c’entra niente con la prevenzione. Si fa molto con la pubblicità progresso in questi anni. Certo che se neanche si dicono le cose, ancor meno ragazzi ascolteranno i consigli. Ma anche nel momento in cui verrà liberalizzata (e io spero succeda) resta comunque una sostanza che da dipendenza, come gli ansiolitici, il caffè e la nicotina. Forse diventerà di uso comune come l’alcool, di cui si muore ancora tanto.
    Poi son d’accordo, ognuno è libero di morire alcolizzato, ci mancherebbe…

    Marina, si , è vero, ora l’ho capito da solo. E avevi ragione, è proprio come dicevi tu. Buck (sta volta l’ho scritto giusto) è il classico incazzato sociale, solo che deve odiare ad ogni costo. Senza dubbio è un carnefice e vittima di sè stesso, ma è anche un carnefice di altri. Io sono sempre disposto ad aiutare tutti, ma quando mi trovo di fronte a chi pensa che uno come me è solo un povero pirla che non ha di meglio da fare che correre in soccorso alle vecchiette per la strada, allora mi incazzo anch’io. Ci sono persone che rischiano la vita tutti i giorni per fare del bene, non sono io, ma ci sono e meritano rispetto.
    Poi ormai mi conosci e sai che se quello che dico oggi è la parola di uno incazzato mi basta uno “scusami” sincero che quella parola cambia molto in fretta. Solo che scusarsi non è nello stile di Buck. Vero Buck?
    E quindi va bene così. E’ chiaro che spero che non si suicidi, così come lo spero per birillo (che come sempre è libero di fare come vuole).

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