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Il suicidio

di beppino
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14.953 commenti

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  • 8661
    LEO -

    Vorrei riportare alcune riflessioni da me fatte sul tema del suicidio; forse un giorno (credo non molto lontano) parte di queste riflessioni le scriverò in una lettera che lascerò alle persone che mi vogliono bene. Molte persone come motivazioni per convincermi che è sbagliato suicidarsi usano dirmi:suicidarsi è da egoisti perchè non si pensa alla sofferenza delle persone che ti vogliono bene; suicidarsi è da vigliacchi, perchè ci sono persone che stanno peggio di te eppure loro continuano a lottare per vivere; suicidarsi è sbagliato, perchè dio ti ha donato la vita ed è un peccato non accettare il suo dono. Proverò a rispondere a tutte queste opinioni. Le motivazioni nelle quali compare la parola egoismo; io penso che tutti noi siamo un po’ egoisti,inoltre ammetto che diverse volte ho riflettuto riguardo alla sofferenza che un gesto simile può provocare nei confronti delle persone che ti vogliono bene, forse perchè pure io ho sofferto la scomparsa di un amico che si è suicidato, e penso di capire cosa si prova, tuttavia sono pure convinto che a volte bisogna fare delle scelte, e non sempre le scelte che noi facciamo sono indolore, a volte certe nostre scelte possono provocare sofferenza nelle persone che ci circondano, gli amici o i parenti molto probabilmente non condivideranno la mia scelta, tuttavia un giorno dovranno accettarla, come una mia decisione, decisione assolutamente non frutto di un momento, ma di una lunga riflessione con me stesso; credo inoltre che sia più egoista una persona che ti preferisce vedere vivo, nonostante quando sei da solo la tua vita è un incubo, per il suo personalissimo interesse di non sentirsi in colpa, preciso non è mia intenzione che nessuno si senta in colpa di nulla, ma non voglio e non posso vivere per gli altri, ritengo che questa non sia più una motivazione sufficiente per continuare a vivere. Riguardo alle persone che stanno peggio di me ammetto che sono persone sicuramente più forti di me, e probabilmente io sono un vigliacco che non è capace di vivere, spero che tutte le persone che si trovino a lottare per sopravvivere, non si offendano per la mia scelta. Riguardo all’ultima affermazione dico che purtroppo non credo di credere in Dio, almeno non credo di credere nel dio cattolico, credo nella natura, credo che la vita si genera dalla morte e la morte dalla vita, inoltre non trovo così innaturale l’idea di suicidarsi, trovo anzi molto più innaturale chi continua a distruggere il nostro pianeta.

  • 8662
    LEO -

    La domanda che a questo punto un lettore mi potrebbe porre è “Perchè vuoi suicidarti?” Alcuni lettori potrebbero pensare che sia triste, privo di sogni e privo di amici. Non credo che nulla di ciò sia vero. Per fortuna credo di avere diversi amici che penso mi vogliano bene, come io inoltre voglio bene a loro, ho una famiglia che mi vuole bene, e sopratutto ha sempre creduto in me e mi ha dato sempre un grande sostegno per realizzarmi nella vita, e ora come ora non mi sento più triste, si è vero lo sono stato, ho passato terribili momenti di depressione, nei quali in più occasioni ho tentato il suicidio, ho fatto tre anni di terapia con una psicoterapeuta, ma adesso non credo di essere triste.
    Il motivo forse è molto semplice, e allo stesso tempo molto complesso. Io penso di non essere capace a vivere. Può sembrare una affermazione sciocca e banale, tuttavia gran parte delle mie riflessioni si basano su questa frase. Io quando ero piccolo, di fronte a una realtà fatta di sofferenza (a causa di tante ragioni) ho creato un mondo immaginario, un mondo fantastico, ogni episodio che succedeva nella realtà, appena mi trovavo da solo lo trasferivo in questa dimensione immaginaria, dove era presente un altro me. Con il passare degli anni per fortuna la mia situazione con gli altri è migliorata, tuttavia sentivo sempre la necessità di rifugiarmi in questo mondo fantastico. Le mie crisi erano dovute al fatto di non essere in grado a volte di separare la realtà dal mio mondo immaginario (chiarisco che quando sono con gli altri continuo a sentirmi me stesso e non un me immaginario);ho provato a cancellare il mio mondo fantastico, ad esempio usavo spegnermi sigarette nelle caviglie quando entravo nel mio mondo fantastico, ma tali tentativi si sono rilevati inefficaci, così ho iniziato a prendere seriamente in considerazione l’idea di suicidarmi. Ora alcune cose sono cambiate altre no; ora l’idea del suicidio è un progetto.Penso infatti che noi siamo padroni del tempo, siamo noi che decidiamo in che senso scorre il tempo, “il tempo scorre dall’inverno verso l’estate o dall’estate verso l’inverno?”, siamo noi che lo decidiamo, siamo noi che decidiamo in che senso si muovono le lancette di un orologio, siamo noi il tempo, l’orologio è il battito del nostro cuore,solo noi possiamo decidere di fermarlo e girare le lancette all’indietro. Potrà sembrarvi pura follia, eppure è il sogno che continuo a fare!

  • 8663
    LUNA -

    LEO: il discorso basilare non credo sia che suicidarsi è sbagliato, ma che se ti suicidi crepi. Banale, ma vero.
    Intendo dire che al di là di ogni considerazione che giustamente si può fare attorno al tema, una persona che pensa di uccidersi lo fa perché è in uno stato di forte sofferenza, questo è indubbio, ma spesso, credo, ci pensa non perché vuole morire, ma perché in quel momento non ce la fa a vivere. Ama la vita, non la morte, ma non riesce a stare nella vita.
    Il discorso è che il problema però è il suo stato di malessere, non la vita. E quello stato di malessere, seppure acutissimo, insopportabile in quel momento, che può essere anche lungo, è così spesso transitorio. Chi può dire se è transitorio? Un’infinità di persone che non sono riuscite a uccidersi, o hanno all’ultimo deciso di non farlo, o hanno cullato quel pensiero a lungo ma non sono arrivate all’agirlo.
    Il fatto è che basta avere un attacco di panico per sapere che il tempo, in quel momenti, non esiste. Non esistono 5 minuti dopo, non esiste la salute di quando riprenderai a non iperventilare eccetera. Esiste quel momento. L’angoscia. Poi, quando l’attacco passa, respiri un’altra volta. Ma non riuscivi a concepirlo quando avevi l’attacco.
    Così i pensieri di morte coprono il fatto che esistono il tempo e la vita.
    Io non giudico chi si uccide, si sono uccisi degli amici e di loro non penso: avevano ragione, giusto così, nè che fossero dei deboli. Penso: non sono riusciti a fare altrimenti.
    La loro determinazione è andata in quella direzione e niente purtroppo è riuscito a frapporsi tra loro e quella decisione.
    Però so che uno dei due diceva: voglio liberarvi di me perché non voglio che soffriate a causa mia. Il suo è stato un gesto d’amore persino, ma l’ossessione aveva portato a vedere per migliore, liberatorio per gli altri, ciò che non lo era.
    Io ero a casa sua il giorno dopo, con i suoi genitori.
    La sofferenza di perderlo per loro è stata imparagonabile alla sofferenza di vederlo stare male, ma di avere la speranza, insieme a lui, che quello stato di sofferenza temporaneo potesse finire.
    Il discorso non è che solo che uccidendosi si dà un dolore agli altri e che quindi farlo è egoista, perché appunto allora si entra nel discorso per cui se la vita è mia io ne faccio quel che voglio, anche me la tolgo, e non posso vivere per gli altri. Rimane il fatto però che le persone che lasci anche se scriverai in mille modi che l’hai fatto per te soffriranno comunque, perché non è

  • 8664
    LUNA -

    solo questione di non farsi dei sensi di colpa, ma è una questione di amore. Un amore che altri possono provare per te anche se tu non ti ami. E allora sarebbero loro degli egoisti? Perché hanno deciso di amarti anche se tu non ti ami?
    Sarebbero loro egoisti a cercare di nutrire una speranza per te, a fare quello che possono perché il futuro esista anche per te quando tu non riesci più a fare? Ad avere voglia di stare con te, ancora, invece di portarti dei fiori, di ricordarti invece di costruire nuovi momenti con te vivendo?
    Non credo. Non è questione di obbligare un altro a vivere. Di avere l’egoismo di voler tenerlo sulla terra a stare male perché non si accetta l’idea che se ne voglia andare. Si dice che le persone se ne fregano se sei depresso. In realtà spesso sono annichilite dal fatto di non sapere che fare. Ciò non significa che vorrebbero che tu (tu generico) ti sparassi un colpo in testa così non ci pensiamo più. Spesso vorrebbero anzi capire come si fa a raggiungerti, lì dove sei finito. Non è un bel posto quello in cui si finisce quando si sta male. Lo so.
    A volte pensare agli altri, a non farli soffrire, diventa un’ancora. Diventa un’ancora che quando non saremmo del tutto o per niente disposti a darci ancora del tempo, riesce a darci del tempo.
    Un tempo in cui qualcosa di buono può ancora succedere.
    Ho un amico che mi dice, senza enfasi, che il solo motivo per cui non si è ucciso a 20 anni, dopo che un incidente gli aveva stroncato la carriera sportiva, era che, ogni sera, quando andava da solo in un determinato posto pensando di buttarsi di sotto, pensava ai suoi genitori, e a sua nonna. Oggi ha 30 anni e non vive affatto male. A volte quando non riusciamo a darci una possibilità dobbiamo passare attraverso gli altri, a cui importerebbe, per riuscire a darcela.
    Io nella mia fase peggiore avevo una mia parte in crisi profonda che si incontrava con il fatto che le persone più vicine non capivano la gravità dei miei pensieri e delle mie sensazioni. Ancora oggi non so se non capivano realmente o se era troppo per loro. Ma la mia percezione era: indipendentemente non fanno nulla per tenermi qui, non mi amano abbastanza, ma io stavolta da sola non ce la faccio. E non si può sempre pretendere che io ce la faccia! Questa indifferenza mi ammazza! Ho sputato talmente tanto dolore per questo! Ma alla fine mi sono arresa al fatto che era proprio così, che da me partiva comunque e innanzitutto il fatto di tenermi qui. per darmi una possibilità.

  • 8665
    stanchissima -

    @LUNA……
    purtroppo l’amica di cui parlo è stata mia sorella da quando avevamo 10 anni ai nostri 30. poi ha deciso di perdere la testa x un uomo (se cosi’ posso chiamarlo) e di abbandonare marito, figli, famiglia e me, quasi sorella!
    allora dopo 3 anni di silenzio mi dice che forse abbiamo sbagliato a non chiarire! cosa dovrei chiarire? Non la tollero piu’ perchè l’ho amata cosi’ tanto che si è portata via con se una gran parte di me! quindi è morta, e nulla mi fara’ cambiare idea.
    Per quanto riguarda la gente apparentemente normale (la chiamo cosi’ perchè spesso chi va dallo psichiatra come me e tanti altri….bè sembriamo noi gli anormali…..ecco perchè la loro è una normalita’ apparente…siamo tutti potenziali allegri, depressi, ansiosi, gioiosi, dipende da come ti gira la vita). la mia vita nonostante bei periodi vissuti, è cominciata male sin dall’infanzia ed oggi a 33 anni ancora nulla mi succede degno d’esser raccontato.
    Lavoro, si, ma anche io come molti altri ho allontanato tutti. sai, prima di farlo ho provato a conoscerli ma non c’è stato verso. Uno parla di quant’è bello bere, l’altro di quanto fantastica sia la sua auto, la tipa che racconta tutti i trattamenti utili x eliminare la cellulite, in vari che pensano dove andare a divertirsi stasera, domani, c’è una festa qui, una li’ quale sara’ piu’ fi..?
    non spreco altre parole. ho fatto terra bruciata attorno a me lasciando solo 2 persone che mi amano tanto e si preoccupano per me ma nonostante cio’ non possono aiutarmi 🙁 in realta’ forse sono io che non voglio essere aiutata….forse la paranoia mi sta avvolgendo e mi son convinta che non saro’ mai felice! non lo sono mai stata, credetemi…..
    in ogni caso vivo ogni giorno con superficialita’……..
    e che ci posso fa! non ho voglia di far niente…..
    grazie x avermi ascoltato, un bacio
    e 2 baci a Birillo!!!!!!

  • 8666
    ventolibero -

    @ Marzia
    Cara amica,ho letto più volte i tuoi interventi,e per cominciare,ti esprimo la mia umana solidarietà per quelle che sono state le tue sofferenze,le difficoltà che hai attraversate.Non ti dirò “ti capisco”,e non mi interessa questa discussione sul suicidio,mi basta vedere ogni giorno volti segnati da un disgusto del vivere che hanno davvero stretto una laccio al loro collo,o si sono recise le vene dei polsi,o si sono ingurgitate enormi quantità di quelle schifose sostanze,gli psicofarmaci,che avrebbero,paradossalmente,dovuto risvegliare in loro speranza e fiducia per vivere,per continuare ad esistere,ma invece,il loro,era sempre più un ridursi al limite della possibilità di esistere…insomma mi basta questo! Amica,come ti dicevo,più volte mi sono fermato a leggere le tue parole,e vorrei scrivere tanto,dirti tanto,ma devo essere succinto e rapido.Ti dico subito che rispetto la tua fede,che ho frequentate le scuole dell’obbligo dai Gesuiti,ma che ora,non spingendomi a definirmi ateo (non significa nulla),in me qualcosa si è spento,e sì che di eventi sofferti ne ho dovuti subire molti,forse troppi,come tutti.Vedi,al dolore che ci causa la vita,i suoi tanti terremoti,in qualcuno si aggiunge il dolore di non credere,enorme,tremendo,alle volte insopportabile.Il dolore di non credere si affaccia sempre,nell’ordinario,ma soprattutto in situazioni particolari:quando ci si sente deboli o impotenti nell’affrontere una difficoltà propria o dei propri cari,o dei tuoi compagni in umanità.Quando si deve affrontare una malattia che d’un tratto ha cambiato il nostro mondo poichè ha stravolto le gerarchie delle preoccupazioni e delle paure.Il mio caso,proprio il mio:un mese fa,mi è stato diagnosticato un tumore del colon!I medici,i colleghi,non me l’hanno detto a chiare lettere,ma una laurea in Medicina e Chirurgia a qualcosa serve,e mi serve a poco invece,una specializzazione in Psichiatria,e sì la Psichiatria,questa disciplina infelice,perchè si occupa dell’infelicità,e soprattutto perchè non riesce a rendere liberi dall’infelicità.Ma quando affronti dolori tuoi,personali,che ti prendono in prima persona,cerchi da qualche parte,un appiglio per sperare ancora,un appoggio sul quale sostare,un sostegno per continuare ad andare.Così:in bilico tra cielo e fortuna.Come quando sono in barca,in barca a vela:sospeso tra il mare,il cielo,il vento e la fortuna.E guardi in alto,e un cielo alto ti sovrasta e ti sgomenta,e cerchi Cristo.

  • 8667
    ventolibero -

    Certo,io guardo all’uomo Cristo,perchè oggi non si presenta più a me come Dio.Ma già come uomo,come semplice uomo,è un grande (come diceva il mio adorato Faber),forse il più grande,quello che meglio esprime la grandezza umana,attraverso le parole che ha pronunciate e i principi che ha affermati e che su questa terra sono stati proclamati con enfasi,con eloquio barocco,ma mai applicati,davvero,con altrettanta coerenza e determinazione.Falliamo certo,esseri imperfetti e perfettibili siamo,ma quello che non si può accettare,che della Chiesa e del suo popolo non è accettabile,è questo essere dei sepolcri imbiancati nella totale CONSAPEVOLEZZA di esserlo! E qui sta il senso del mio discorso amica,proprio qui,nel non poter accettare tutto questo,nel non doverlo accettare.Che figura straordinaria la figura dell’uomo Cristo,e che pochezza in tutti coloro che credono di averne l’esclusiva,che magari lo hanno fatto “proprio” ma che poi lo dimenticano o lo maltrattano…e certe parole,come alcune delle tue Marzia,lo hanno maltrattato.Come medico e come uomo,Cristo deve essere la mia etica prima e suprema,e vorrei riportare la riscrittura di un esegeta conemporaneo della parabola del Buon Samaritano: “Immagina tu,bianco razzista e magari affiliato al Ku Klux Klan,tu che fai chiasso se in un locale entra un negro e non perdi occasione per manifestare il tuo disprezzo e la tua avversione,immagina tu di trovarti coinvolto in un incidente stradale per una strada poco trafficata alla periferia di New York,e di star lì a morire dissanguato.Mentre qualche rara auto di bianco passa,ti vede e non si ferma.E immagina che a un certo punto si trovi a passare un medico di colore,che ferma la macchina e ti aiuta.Allora,in quel momento capirai che cosa vuol dire ESSERE PROSSIMO”.
    Chiudo con De Andrè:”Lode a Dio,lode all’uomo,lode a chi,nella vita,sente pietà per gli ultimi”.
    Auguri cara amica Marzia,e se posso,ti chiedo una preghiera per un giovane psichiatra di non ancora 29 anni minacciato da un tumore!
    Con amicizia e rispetto,
    Alessandro

  • 8668
    LUNA -

    LEO: prima non mi era apparso il tuo secondo commento.
    @Può sembrare una affermazione sciocca e banale, tuttavia gran parte delle mie riflessioni si basano su questa frase. Io quando ero piccolo, di fronte a una realtà fatta di sofferenza (a causa di tante ragioni) ho creato un mondo immaginario, un mondo fantastico, ogni episodio che succedeva nella realtà, appena mi trovavo da solo lo trasferivo in questa dimensione immaginaria, dove era presente un altro me. Con il passare degli anni per fortuna la mia situazione con gli altri è migliorata, tuttavia sentivo sempre la necessità di rifugiarmi in questo mondo fantastico

    La “dissociazione” di cui parli non mi impressiona per niente, di per sè, anche perché, di base, se non esistesse questo tipo di dissociazione, la capacità di costruire e trasferirsi anche in un mondo fantastico, credo non esisterebbero la letteratura, il cinema, il teatro… di dissociati in questo modo ne conosco a bizzeffe e mi sembra assolutamente normale che vivano una realtà parallela, perché altrimenti non creerebbero una cippa di niente. intendo dire che queste arti e le storie che raccontano esistono perché ci sono persone che usano la loro dissociazione in questo modo, immaginandosi in altre situazioni, o immaginando situazioni che non esistono ma partendo da elementi reali. Spesso c’è alla base proprio una sofferenza iniziale che si è incanalata nella fantasia, e quella fantasia, ben indirizzata, con la sua energia, è diventata semmai un salvavita. Insomma, a me la dissociazione creativa di per sè sembra normale. Anche perché la vivo io stessa. E semmai i problemi li ho avuti quando non sono riuscita a indirizzarla, mi sono messa ad analizzarla invece di lasciarla seguire il suo corso naturale, o mi sono detta, nella vita, che forse c’era qualcosa che non andava se vedendo una scena, anche banale, la mia fantasia partiva e che dovevo essere come quelli che invece in una scena banale vedevano una scena banale e basta (ammesso che esistano, nel senso che ciascuna situazione stimola in chiunque una serie di emozioni, fossero pure molto più razionali, ma comunque non sono nella testa degli altri e so come funziono io, e io fuziono a modo mio). E’ ovvio che io non posso conoscere l’entità della tua fantasia e perché ti faccia sentire così a disagio da cercare di riportarti a terra spegnendoti una cicca addosso o adirittura dal farti pensare di dover andare sotto terra. Però di base il fatto che un bambino si rifiugi in un mondo

  • 8669
    LUNA -

    “migliore” per non sentire dolore emotivo, o che si immagini al sicuro quando si sente in pericolo, o che si immagini più forte quando si sente fragile non mi sembra una cosa pazzesca.
    Mi ripeto, Leo, sai tu perché questa cosa ti cagiona sofferenza e quanta, e se la sofferenza nasce dal fatto di avere l’impressione di non riuscire a controllare il fatto di “stare” e le “fughe”.
    Immagino che con la fantasia che ti ritrovi, a parte cercare di ingabbiarla, tu avrai provato anche ad esprimerla… Quindi probabilmente ti sto dicendo un sacco di cose che sai già.
    Tu pensa agli attori. Gli attori non recitano solo perché sono egocentrici, vogliono avere gli applausi e finire ad hollywood. Infatti ci sono un sacco di attori anche amatoriali o persone che fanno tutti altri mestieri ma che ogni tot sentono l’esigenza di esprimersi attraverso arti varie. E quando lo fanno si sentono meglio. Non per tutti è così, c’è gente che si sente meglio quando va a correre tutte le mattine, risolve problemi di matematica, o fa altre cose. Però ci sono alcune persone che hanno il bisogno, parlo della recitazione, di vivere altre vite, di travestire se stessi da altre persone, di dare corpo e voce a personaggi, persone che non sono, e che in qualche modo non esistono, ma esistono nel momento in cui si permette loro di esistere, non solo attraverso la fantasia ma attraverso delle discipline che si basano proprio sulla fantasia.
    Ci sono persone che scrivendo libri vivono per mesi con dei personaggi nella testa e scoprono cosa fanno, dove vanno, ci parlano pure e ci vanno anche a dormire. Quale sia l’urgenza dei propri mondi fantastici e il bisogno di esprimerli ognuno sa per sè, c’è chi proprio non può vivere senza e chi riesce a tenerli nel cassetto, però insomma, ecco, volevo dirti che non credo che tu sia il solo.

    STANCHISSIMA: ciao 🙂 sono contenta che mi hai risposto 🙂
    @allora dopo 3 anni di silenzio mi dice che forse abbiamo sbagliato a non chiarire! cosa dovrei chiarire? Non la tollero piu’ perchè l’ho amata cosi’ tanto che si è portata via con se una gran parte di me! quindi è morta, e nulla mi fara’ cambiare idea.

    conosco questa sensazione. ho diversi amici fratelli ma alcuni li ho persi, in momenti di loro crisi, come probabilmente è stato per la tua amica, visto che ha dato un taglio così drastico a quella che, mi pare di capire, era la sua vita di prima. Giustamente tu dici: e me?
    ora ho poco spazio, ma ti scriverò in seguito riguardo a questo argomento. Bacini

  • 8670
    birillo -

    @stanchissima

    spero che in quelle 2 persone hai messo anche a me 😉

    be non ci conosciamo ma ti vedo molto simile a me ^__^
    e mi fa piacere quando leggo qualcosa scritta da te
    bu non ti chiedo come va l hai gia scritto su xo l importante e vederti ogni tanto ^^

    io sono sempre indaffarato con il pc adesso che sono in mutua sono qui con il pc che cerco di imparare qualcosa sulla programmazione

    bu dai scappo a ninna e tardissimo

    un saluto a tutti e un bacio alle fanciulle 🙂 anche a marina anche se le sto antipatico 😛

    a stankissina 2 🙂

    ps: Luna riguardo alle dipendenze io penso che ogniuno e libero di fare o non fare quello che crede ma purtoppo lo stato e/o i politici mettono i bastoni tra le ruote cio non vuol dire che non le fai piu ma sarebbe mejo che i politici non si intomettessero magari salverebbero la vita a qualche giovane ^__^

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