Il suicidio
di
beppino
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LUNA@: grazie per le tue parole, ieri ho avuto un momento di depressione quando ho scritto quelle lettere, si ho passato momenti di depressione più brutti, ma leggere e rileggere le tue lettere mi hanno aiutato a calmarmi; sai non parlo di certi argomenti con i miei amici, e il motivo come hai scritto te è che ho paura che loro vedendomi depresso possano allontanarsi da me, e in questo momento ho davvero bisogno di loro, anche della semplice loro presenza, inoltre la mia famiglia vive lontano da me e mi terrorizza l’idea che possa stare in pensiero per me; quindi in questi momenti di crisi mi sono quasi sempre trovato da solo e gestirli come mi hai scritto non è assolutamente semplice!!!riguardo al mondo immaginario effettivamente come dici può dare diversi spunti artistici, come la pittura, la letteratura, la musica, riuscirlo ad esprimere già è un ottimo modo per riuscire a gestire queste pulsioni interne. Il problema che ho avuto in passato è stato proprio questo, non essere in grado di gestirlo. Per farti capire meglio, mi ricordo che tempo fa usavo paragonare il mio mondo immaginario all’eroina, uno inizia forse anche un po per gioco, ma sopratutto per scappare, già una persona che vuole fuggire è una persona che ha un enorme paura ad affrontare la realtà, e quindi invece di provare ad affrontarla, preferisce fuggire appunto in questo mondo. Il problema è che con il tempo è diventata una dipendenza, anche se iniziavo ad avere una vita sociale e degli amici e non subivo più le violenze del passato, tuttavia sentivo sempre la necessità e il bisogno di fuggire dalla realtà, e come se mi rendevo conto che il me reale non fosse capace ad affrontare tutti gli ostacoli che la vita ti pone davanti, come può essere oggi un esame, o un importante scelta da fare, ed ecco che il mondo immaginario ti viene in soccorso per non farti appunto pensare alla realtà. Tuttavia quando finisce l’effetto stupefacente (per fare un paragone con l’eroina) ecco che subentra una profonda depressione, ti senti un fallito, non capace di affrontare gli ostacoli della vita, ecco che ti senti profondamente un inetto. La cosa piu assurda è che i tuoi genitori credono in te, hanno fiducia nelle tue capacità, ma dentro di te sai di non meritare questa fiducia. Ecco che con quest’ultima frase ci avviciniamo di più a come mi sento oggi. Non sono in grado di vedere un me futuro; si è vero sono abbastanza giovane, meno di 27 anni. Quando ero bambino ricordo che dicevo che non volevo diventar
grande, un po come Peter Pan, pensavo che crescendo il mondo fantastico ,che pensavo che ognuno di noi possedeva, scompariva mangiato dalla realtà (hai mai visto o letto “la storia infinita”?), ora so di non essere mai veramente cresciuto, sono ancora forse quel bambino che ha una paura matta della realtà, dalla quale deve fuggire ad ogni costo. Poi vi sono momenti di conflitto, momenti in cui il me reale dice al me immaginario, guarda che L vero è quello reale, e sopratutto lui ce la può fare, può realizzare nella realtà i suoi obbiettivi, ma basta anche una piccola scintilla (ad esempio un esame che non va bene) che il me reale soccombe totalmente, è come se il me fantastico gli dicesse guarda che nella realtà non riuscirai mai a ottenere niente, perchè sei un incapace, illudi le persone che hanno fiducia in te, tu non sei in grado di realizzare i tuoi obbiettivi!!. Questo appunto caratterizzava di più il passato, continua ad esistere il mio mondo immaginario, ma non è più cosi insopportabile come prima, tuttavia le cose non sono migliorate, capitano spesso momenti di terribile apatia, posso stare anche quasi un giorno intero a dormire, studio molto poco, molto disordine, e non sbrigo gli impegni che ho da fare. È come se fossi rassegnato, è come se la battaglia interiore di cui ti parlavo fosse finita; e il combattente sconfitto sta aspettando la sua condanna. So che devo prendere delle decisioni, ma ciò non fa che aumentare la mia ansia. Poi quando sono con gli amici uso indossare una maschera, la maschera di un clown che ride e sorride, preferisco ascoltare le loro storie e i loro problemi e provare a stargli vicino, e quando sono da solo succedono sempre più frequentemente momenti terribili, infatti al mondo immaginario si è sostituito un mondo di incubi (o semplicemente sogni?), sogno (o penso?) alla mia morte quasi continuamente, quasi come se fosse una scadenza imminente che devo rispettare, quasi come se fosse una bolletta da dovere andare a pagare. E cosi vado avanti tra momenti in cui provo a indossare una maschera (con gli altri) e momenti di depressione da solo. Ma come si fa ad andare avanti in questo modo?
@Marquto , non volevo certo sminure il tuo aiuto , che apprezzo , nè le tue parole – che leggo con attenzione.
Ti sono simpatico? Sei uno dei pochi ! ( solo perchè non mi conosci ( più che cattivo mi hanno dipinto come …odioso).
Difatti rispetto l’odio , non conosco l’ Amore.
Anaffettivo: non mi sono mai innammorato ( di una persona , donna , ovviamente – ah , sono anche molto politicamente scorretto-).
Il problema è che per me non c’ è soluzione , non mi piace – più- vivere.La mia attuale vita non è vita , non vale la pena per me , persona di pura azione , di essere vissuta.
Ogni sera spero di non risvegliarmi.
Chi crede in Dio , preghi per me perchè mi accontenti il più presto possibile.
@ Buck:
Può darsi che abbia interpretato male le tue parole; non me ne volere se sono una persona ipersensibile e un pochino (molto) suscettibile.
Forse non mi sono spiegato bene; forse ti è sembrato che volessi salire in cattedra e fare la lezione … ti assicuro che non è così. Se mi permetto di scrivere in questo forum è soltanto perché il suicidio l’ho tentato davvero, perché sono stato due giorni in coma e mi sono salvato quasi per miracolo. Diciamo pure che con quattro anni di depressione cronica alle spalle posso vantare una certa anzianità di servizio.
Vediamo se riesco a esprimermi in modo più concreto.
Io mi domando che fine abbia fatto tutta la passione che riponevi nei viaggi, nell’avventura e nelle esplorazioni. Queste cose ti rendevano felice, ti gratificavano; diciamo pure che le amavi … Sei proprio sicuro di non poter trarre nessun diletto da un’attività sedentaria ? Il nostro cervello è molto meno rigido e molto più malleabile di quanto pensiamo. Spesso sviluppa da solo i giusti anticorpi contro la malinconia e il male di vivere; basta soltanto dargli un po’ di tempo. Hai mai pensato di dedicarti alla scrittura ? Di scrivere la tua autobiografia ? Anche la fotografia può essere praticata senza bisogno di grandi sforzi fisici.
Non si può neppure escludere che la tua voglia di morire abbia una base patologica (depressione). Noi tendiamo sempre a razionalizzare tutto; poi scopriamo che una maggiore quantità di serotonina nel liquido cerebro-spinale trasforma completamente la nostra visione del mondo e della vita. Oltre a consultare i fisiatri, potresti provare anche a consultare un bravo psicologo.
Ti auguro di scoprire presto la tua nuova passione 🙂
L la cosa che non mi piace in genere è non poter dire che si è tristi e depressi e dovere far il cabaret con gli amici a trutti i cosi.perchè se dici qualcosa che non va rovini l’atmosfera e non sei piu accettato. io non la vedo cosi vorrei avere degli amici che potessero si ridere e scherzare ma anche confidare le loro preoccupazioni cosi da poterli aiutare in qualche modo. i veri amici si aiutano è una cosa che ho sempre pensato. il vero amico l’ho riconosci nel momento del bisogno.
TRACY, riferito anche alle parole sugli amici di Leo, e forse in qualche modo anche a STANCHISSIMA:
Per quanto mi riguarda io sono estroversa (anche se ho una parte introversa anch’essa piuttosto sviluppata… e su questo, Leo, poi tornerò, sul fatto che siamo tutti composti, credo, da più parti, no? e non è questione di essere schizzoidi, ma di essere completi proprio perché abbiamo diverse parti che lavorano in noi) e credo molto nel valore, quasi terapeutico, persino, se vogliamo, dello sdramattizzare, dell’ironia e dell’autoironia (ironia, non mi piace invece il sarcasmo). Quindi, fondamentalmente, io con gli amici scherzo perché scherzare con gli amici, da sempre, fa bene anche a me. Inoltre ho degli amici che hanno un bel senso dell’umorismo. Ciò non significa che dobbiamo per forza fare cabaret ogni volta che ci vediamo, che sia un obbligo, ma la tendenza allo scherzo è comunque una cosa che considero una nostra “forza” e non una debolezza nei nostri rapporti. Ciò nonostante abbiamo attraversato anche momenti molto seri dell’uno e dell’altro, e forse il discorso è che esistono vari registri, e ci sono dei momenti in cui si scherza e dei momenti in cui si parla e altri in cui si anche ascolta e basta, perché magari non si può proprio fare altro. Non è sempre detto che i registri dell’uno collimino con quelli dell’altro, perché siamo umani. Però io considero una cosa positiva sia il fatto che ci possiamo raccontare i nostri guai, sia il fatto che cerchiamo di risolverceli da soli (pur tenendoci informati su come vanno le cose), sia il fatto che ci si cerchi anche considerando un’occasione di ossigeno il fatto di poter parlare d’altro, e di scherzare, nei momenti bui. Il giorno del funerale di mia nonna, che per me era terribile, la mia amica era con me. La sera mi ha invitato al compleanno di suo marito. E io, se pure stavo male, ci sono andata. Non perché pensavo che fosse un obbligo, ma perché sapevo che lei mi aveva invitato anche perché mi distraessi e perché sperava che il fatto di stare in mezzo alla gente avrebbe attivato la mia reattività più “vitale”. Cio non significa che lei si aspettasse che io lo avrei fatto, cioè che voleva che io lo facessi. E’ vero che io mi attivo in quel senso quando ci sono delle persone. E’ una cosa mia, che viene molto prima del fatto che penso che gli altri non mi accettino se non scherzo o non sono socievole. e’ vero che i miei amici mi sgamano in due secondi netti se sono sotto tono, ma non lo fanno perché
si aspettano che io faccia il giullare sempre e comunque, ma perché mi conoscono, conoscono le espressioni del mio volto ecc, per cui sono in grado anche di vedere i miei silenzi. Ma, mi ripeto, io non credo che loro mi chiedano per forza di essere solare. Ciò non significa però che non possano essere più contenti se sto bene invece che male. e neanche che possano avere sempre le risposte giuste quando non lo sono o che possano sempre reggere quando io non lo sono, pur volendomi bene. E lo stesso vale per me nei loro confronti. A me è capitato di stare peggio quando tutte le persone più vicine avevano veramente dei problemi seri a loro volta. E’ una sensazione terribile, però ti fa capire anche di più ciò che umanamente può fare per te anche chi ti vuol bene, soprattutto se a sua volta è in una posizione tanto simile alla tua. Ciò non significa che nei periodi di crisi io non abbia tagliato dei rami secchi o riflettuto meglio su certi rapporti. Accade ed è un bene. Ma molto spesso, prima di prendere decisioni drastiche, seppure abbiamo raccolto dei dati emotivi intensi ed importanti sui rapporti nei momenti di crisi (gli amici si vedono nel momento del bisogno) è quando stiamo meglio che abbiamo una maggiore lucidità per considerare quei dati. Almeno per me è stato così.
Se temiamo che gli altri ci rifiutino se non siamo sempre allegri allora è possibile che i nostri amici davvero siano così, e quindi forse possiamo rivedere la reale profondità di alcuni rapporti nel momento del bisogno, ma anche ciò che noi in quel momento pretendevamo da certi, altri, rapporti, più di quanto fosse realmente possibile. Allo stesso modo può essere anche che noi abbiamo bisogno, per come siamo fatti noi, di scherzare anche quando stiamo male, o di spostarci dagli altri quando stiamo più male ancora, come i gatti. Mostrarsi in un modo o nell’altro dipende anche dalle persone che abbiamo davanti e dalla paura di non sentici accolti, ma se io ho scherzato spesso non è stato solo per il mio non volere mostrarmi più fragile, ma anche per il fatto che usare l’energia e il nervosismo in modo cabarettistico, o per riservatezza mia ecc.
BIRILLO: la frase “essere liberi di avere una dipendenza” è un paradosso, perché di una dipendenza si è comunque e sempre in qualche modo schiavi, anche se si lotta per la libertà di farne quel che si vuole, e si mette quel concetto in primo piano, essa rimane pur sempre una DIPENDENZA, lo dice la parola stessa. Non si chiamano LIBERTA’, infatti.
LUNA & TRACY: grazie ancora per le vostre parole, che mi aiutano a riflettere, in momenti dove senti quasi la necessita di vomitare, vomitare parole, vomitare emozioni, vomitare pensieri.Io non penso di avere molti amici, ma credo per fortuna di non essere da solo, credo di avere a fianco a me diverse persone che mi vogliono bene, e sapere che ci sono per me è molto importante, sapere che una persona possa confidarsi con me, parlarmi delle sue emozioni o confidarmi i suoi problemi, ed io provare (in funzione delle mie capacità) ad incoraggiarl* a spingere a continuare a credere nelle proprie capacità, per me tutto ciò è molto importante, perchè semplicemente mi sento un poco importante per qualcuno, mi fa piacere che una persona possa nutrire fiducia nei miei confronti; senza aria, acqua e cibo si muore, eppure certi rapporti d’amicizia sono anch’essi un nutrimento importante.A volte succede che il mio cane dorme sotto il mio letto, quando ciò accade provo uno strano benessere, magari il mio cane non mi dice con le parole diverse frasi, però io so che lei è li, lei è presente, lei mi sta vicino, e quando sono triste mi porta la sua pallina;ho fatto questo esempio per dire che a volte anche semplicemente sapere di non essere soli può darti molto, anche se magari non gli racconti degli incubi che quotidianamente fai, a volte anche sentire la voce di un amico ti aiuta a distrarti, ti aiuta a non pensare alla burrasca che covi dentro di te, sapere che possono esistere dei momenti di distrazione è importante.Infine bisogna anche dire che è difficile che esistano degli amici che consapevolmente sanno di perderti, magari possono sospettare di qualche tuo stato d’animo, ma probabilmente come prima mi scrivevi non accetteranno mai quel tipo di scelta, e se non lo riescono ad accettare quando sei in un altro luogo, non penso che lo accettano ora che vivi insieme a loro. Pure io ho sofferto moltissimo la scomparsa di mia nonna, ma voglio credere che lei continua a vivere dentro di me, vedi penso che anche se un corpo senza vita possa deteriorarsi per dare origine a nuova vita,l’energia sia immortale, l’energia che certe persone care ci hanno trasmesso da vive, continua a vivere dentro di noi,cosi spero che le poche energie positive dentro di me possano continuare un giorno a vivere nelle persone che mi vogliono bene. La morte per come la vedo io non è ne un inizio, ne una fine; fa parte di un ciclo, di un cerchio; e un cerchio non ha un inizio e nemmeno una fine.
Scusa Buck, non so perchè ricordavo come nik “Book”, credo di aver unito l’idea di un personaggio a quella di un libro. E in qualche modo ci avevo pure azzeccato.
Il tuo ragionamento è a dir poco strano. Dici che tu sei incapace di amare e che “purtroppo” la storia è stata fatta dal male. Ma allora, se dici “purtroppo” (cioè, ne sei dispiaciuto) che senso ha che tu continui a non voler amare? In effetti si, quella tua morosa (si dice così anche adesso) a questo punto aveva ragione, anche se, secondo me, ultimamente dei gesti d’amore tu li hai fatti, come ti ho detto. Però volevi arrivare ad essere solo e ci sei riuscito. Ora puoi finalmente viverla questa solitudine e capire perchè l’hai tanto cercata.
Comunque, se la storia fosse stata fatta solo dal male, l’uomo (che conosciamo) si sarebbe già estinto da un pezzo. Diciamo che il male come notizia “vende” più del bene.
Leo,
Il discorso è molto lungo da fare quì, ma tutto ciò che noi facciamo nel mondo materiale nasce dal pensiero. Il problema c’è quando non riesci a distinguere ciò che stai pensando da ciò che si sta verificando materialmente. Se tu avevi un mondo immaginario (cioè pensato) e sapevi bene che lo era, dov’è il problema?
Se tutti pensiamo vuol dire che il pensiero è reale, non credi? L’importante è che ci si renda conto se una certa cosa è “ancora” un pensiero, una serie di fatti di una vita parallela migliore di questa, un progetto, oppure quello che si sta vivendo materialmente.
Per me, uccidendoti, tu butteresti via una grande occasione di crescita interiore, perchè, secondo me, sei già molto avanti. Essendo molto avanti, risenti dei limiti che ti vengono imposti dalla mentalità chiusa che la società materialista cerca sempre di imporre. Il motivo per cui vedi il tempo in quel modo, secondo me, è che il tempo è creato dalla materia (ti consiglio di leggere qualche libro di fisica quantistica, in merito) per cui tu, sapendo uscire facilmente dalla vita comune, riesci a rappresentare con dei simboli questa cosa. Solo che, non capendoli, ti spaventano. Se a questo aggiungi l’azione distruttiva delle persone materialiste (o meglio, volutamente ignoranti) fai presto i tuoi conti.
Infine, quelle rappresentazioni le hai in sogno, guardacaso. Il sogno è un mezzo naturale in cui si progetta la vita della veglia, si risolvono problemi, ci si rigenera con pensieri migliori, si affrontano situazioni e si cercano le soluzioni. E questo è comune a tutti.
LEO: sì, capisco, capisco anche la sensazione del cane (io ho una gatta) che ti porta la pallina :))))
@sapere che ci sono per me è molto importante, sapere che una persona possa confidarsi con me, parlarmi delle sue emozioni o confidarmi i suoi problemi, ed io provare (in funzione delle mie capacità) ad incoraggiarl* a spingere a continuare a credere nelle proprie capacità, per me tutto ciò è molto importante, perchè semplicemente mi sento un poco importante per qualcuno, mi fa piacere che una persona possa nutrire fiducia nei miei confronti; senza aria, acqua e cibo si muore, eppure certi rapporti d’amicizia sono anch’essi un nutrimento importante
Capisco anche queste sensazioni. La mia strizzacervelli mi diceva che a volte facciamo/siamo per gli altri quello che vorremmo fare/essere per noi stessi. Che a volte facciamo per gli altri quello che non riusciamo a fare per noi stessi. Ma siamo sempre noi…
Mi spiego? forse no. Intendo dire che tutte le cose che ti piacciono nel tuo rapporto in… uscita con gli altri (il tuo accoglierli, l’essere di sostegno, dare buoni consigli, spronare, tirare su il morale ecc) sono cose tue, cose che hai e che puoi volgere verso uno dei tuoi amici più vicini… te.
Lo so che sembra banale, però voglio dire che i talenti di intelligenza emotiva che ti riconosci rispetto agli altri (e tra questi metterei anche il fatto stesso di saper riconoscere situazioni di benessere, armoniche che descrivevi, e il saper goderne) non sono forse tuoi?
A me sembra, Leo, che tu sia una persona veramente ricca di tante cose, sensibilità, creatività, capacità affettive e razionali, ma che forse, in alcuni momenti (dico in alcuni momenti anche perché credo di averti letto in momenti tuoi diversi, in stato più rilassato o più ansioso… forse mi sbaglio) si giudica troppo. Cosa peraltro piuttosto comune. Ma alle volte cosa succede? succede che ci guardiamo (anche la capacità razionale e quella di fantasticare, che magari sono naturali in noi e possono viaggiare insieme, essendo come, non so, dei colori diversi della stessa tavolozza, ma che possono anche sfumarsi a vicenda in modo equilibrato) in modo talmente severo che ci scomponiamo, tipo: quando sono realista va bene, quando ho creatività no.