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Il suicidio

di beppino
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14.953 commenti

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  • 8651
    LUNA -

    quelle parole ascoltate, e rimaste impresse nel cervello perché nel cuore, quella sensazione di abbandono, quella promessa a cui avevano creduto e non è stata mantenuta, quel momento in cui tutto era stato bello ma poi…, quei sensi di colpa ed inadeguatezza nati allora e mai tolti di dosso ecc ecc…
    No, no, non sto facendo un discorso da psicanalisi, ma quello che dico è che ciascuno ha la sua storia di sensibilità, più o meno ferita, e di come, dentro di sè, Tracy, può aver cercato, nel corso della vita, di tamponare una sensazione di sofferenza o disagio, anche senza rendersene assolutamente conto.

    TRACY, esistono molte cose che impediscono di “vivere in modo piu naturale assieme agli altri”. E una di queste, forse ti sembrerà paradossale, ma secondo me, almeno, è così, è il fatto di chiamare gli altri ESSI, LORO, come fai tu. Di non sentirsi parte di un tutto, ma di pensare che ci siano persone che stanno da una parte e sono fatte in un certo modo, e altre che sono fatte in un altro.
    La verità è che ogni persona è unica, è vero, e abbiamo abitudini, opinioni, caratteri, idee diverse. Unico è il percorso di una persona, i suoi ricordi, le sue lacerazioni, domande, risposte, i suoi problemi e le sue soluzioni, ma ciascuno di noi può vivere momenti in cui si sente in equilibrio armonico con se stesso e gli altri e altri in cui si sente in parte o in completa disarmonia con se stesso e il circostante, e momenti in cui il tentativo di trovare quell’armonia passa attraverso cose che in realtà allontanano, inconsapevolmente, da quell’armonia. Ciò a diversi livelli.
    Nel momento in cui, sia pure in buona fede, tu giudichi gli altri come persone “deprimenti”, e mentre ti domandi delle cose, ma non rifletti sul significato delle parole e del loro impatto su gli altri, nel momento in cui non osservi bene dove ti trovi e con chi stai parlando entrando in una stanza, sia pure quella del forum, come hai fatto alcuni post più su, vieni percepita tu come una persona che “non vive in maniera piu naturale assieme agli altri”.
    Vivere in maniera più naturale assieme agli altri non significa soltanto non usare sostanze o non andare a giocare al casinò (seppure credo di capire il senso della tua domanda) ma anche cercare di “sintonizzarsi” tra sè e con gli altri in maniera armonica attraverso l’intelligenza emotiva, vedendo davvero gli altri oltre alle proprie domande e le proprie considerazioni e certezze. Non dico sia facile, ma credo di averti in parte risposto.

  • 8652
    Marquito -

    Quando la vita ci appare priva di senso, e non siamo capaci di sopportarne l’insensatezza, è abbastanza naturale che si pensi seriamente di farla finita.
    Per i predicatori è facile. Loro hanno riposto il senso della Vita in qualcosa che sta al di fuori della Vita stessa. Hanno messo a tacere la loro ragione, non si pongono più nessun dubbio e credono fermamente (starei per dire ciecamente) in un Dio trascendente. Ma per noi che brancoliamo nel buio, che non abbiamo nessuna certezza, che non siamo stati toccati dalla luce divina, la questione assume un aspetto completamente diverso.
    A Buck, a Stefano614 e a tutti gli altri utenti che partecipano al forum, vorrei proporre un piccolo spunto di riflessione.
    Il nichilismo, contrariamente a quanto si pensa, non ci conduce necessariamente alla disperazione. Il nichilismo può rappresentare la via d’accesso a un’esistenza autentica e veramente libera. Quando rinunciamo a porre il senso della vita in un Dio trascendente, in un mondo ultraterreno, in qualche ideologia politica o religiosa, ci resta ancora la possibilità di amare … Non ha importanza che l’oggetto del nostro Amore sia un essere umano, un animale o una pianta … non ha importanza che si tratti della musica, della poesia o della pittura … non ha importanza che si tratti di una donna, di un quadro o di una sinfonia di Beethoven. Quello che conta è la nostra capacità di amare. Soltanto amando possiamo dare alla nostra vita un significato autentico; soltanto amando possiamo sentirci veramente vivi … Chi si sente completamente spento, chi non riesce più a trovare nessuno stimolo, sta vivendo una fase critica in cui la sua capacità di amare è fortemente compromessa. Prima di arrendersi dovrebbe essere assolutamente certo che non si tratti di una fase transitoria. Una passione, una passione qualsiasi, è sufficiente per restituire a chiunque la voglia di vivere e di lottare.

  • 8653
    Eme -

    In effetti la mia precisazione (parlando di adulti) è stata una sorta di provocazione.
    O meglio: la risposta scema ad una provocazione scema.
    Spesso, nella capoccia dei giovani, il mondo degli adulti appare come un gabbione piazzato dentro uno zoo in cui i rimba saltano da un ramo all’altro grattandosi la testa ed emettendo suoni gutturali. O come un esercito di materialisti incattiviti e viziosi dediti all’accapparramento di beni e alla distruzione del prossimo. Come se loro, i giovani, fossero angioletti pieni di buone intenzioni portatori di Verità. Come se loro non si ammazzassero di botte nei cessi della scuola filmando tutto e pubblicando i video su youtube, non si farcissero di robaccia, non si sballassero in discoteca fino all’alba per poi scorrazzare ai 200 all’ora alla ricerca del primo bar aperto….
    Non tutti sono cosi? LO SO! Ma neppure gli adulti formano una massa indistinta.
    E poi c’è l’innegabile realtà dell’età anagrafica e dell’età che “ci si sente”!
    Non sono mai riuscita ad attribuirmi un’età.
    Per alcuni aspetti sono rimasta una bambina, per altri sono proprio del 1972, per altri ancora dovrei essere già morta e sepolta da un pò se avessi gli anni che mi sento di avere.
    E’ così difficile parlare l’uno con l’altro senza dover mettere avanti la propria carta di identità e modulare le frasi e le estrnazioni in base all’età dichiarata?
    Una persona parla ad un’altra. Stop! Chissenefrega se ha 15-30-40-50-100 anni.
    I miei problemi di oggi sono gli stessi, identici problemi irrisolti di 30 anni fa.
    Si sono semplicemente adeguati al corso degli eventi.
    E le mie fonti di felicità sono la realizzazione di sogni già nati nell’infanzia e cresciuti con me.
    C’è il bambino con un dito perennemente infilato in bocca e l’adulto che fuma come un dannato.
    C’è il bambino che si fa fregare la merendina e l’adulto che è incapace di farsi valere sul lavoro. C’è il ragazzino che viene fatto a frattaglie dai bulli e l’adulto che incappa in una società a delinquere. C’è l’adolescente che cerca affannosamente un motivo per vivere e l’adulto che getta la spugna perchè quel motivo non l’ha mai trovato e pensa di non avere più tempo, più occasioni.
    Insomma…ci sono migliaia di motivi per non usare quel fastidiosissimo VOI-NOI. Per confrontarsi, per non puntare il dito con sdegno verso chi, ieri, forse era come te e….chi lo sa….magari rispecchia il te stesso che sarai domani

  • 8654
    Andrea -

    Book, mi piace il tuo nik e, per come sento, ti si addice. In effetti la tua vita sembra un libro, eppure tutti i libri sono stati vissuti di persona da chi li ha scritti. C’è chi li ha vissuti con le azioni, come te, e chi li ha vissuti mentalmente. Ma in qualche modo li ha vissuti, altrimenti non li avrebbe saputi scrivere. Tu sei un uomo d’azione, un medico, uno che ha comunque aiutato gli altri, sempre che la tua vera intenzione fosse quella. Io credo di si, visto che ora doni uno strumento a qualcuno che può farci qualcosa di buono. Tanti se lo terrebbero per sè comunque, ma non tu e mi sembra un gesto molto importante. Questo per me è già amare. Dici di aver cercato sempre tante avvventure per vedere se ce la facevi, se reggevi. Secondo me anche questa che stai vivendo ha lo stesso scopo. Questa è la più difficile. Saresti potuto morire in altri modi, in mezzo al deserto, su di un ghiacciaio, oppure potevi restare danneggiato fisicamente, come ti è successo a causa di uno stupido incidente. Sarebbe stato diverso se a toglierti la mobilità fisica fosse stato altro? la caduta in un crepaccio, un paracadute che si apriva male (e forse, in tal caso saresti morto) o altro? non è che, infondo, hai sempre cercato l’estremo, accettando le possibili conseguenze? e ora che l’estremo è arrivato, non sei curioso di sapere se lo reggi? Per me non serve essere Ambrogio Fogar, si può anche diventarlo. Ce ne sono tanti di Ambrogio Fogar, anche se sconosciuti. Li incontro di tanto in tanto e mi stupiscono sempre per la loro tenacia, la loro voglia di scoprire sempre e comunque. Posso solo ascoltarli ed imparare quello che hanno da insegnarmi. Del resto la vita è scoperta, conoscenza, libertà di agire che possiamo scegliere di mettere in pratica o meno. Dici di essere rimasto chiuso in te stesso per paura di rivelarti, ma per cosa? per le tue paure? E chi non ha paura di qualcosa? è umano avere paura! Se non avessimo paura non saremmo neanche spinti a vivere avventure estreme per superarla, non credi? questo oltre al fascino in sè delle avventure. Se tu non avessi avuto paura di lanciarti da un aereo, probabilmente, avresti cercato di andare nello spazio…ci scommetto.

  • 8655
    Andrea -

    … Fin da quando avevi 11 anni non volevi morire “così”. Non so come sia morta tua nonna di preciso, ma in genere s’intende soffrendo. Mi viene spontaneo chiedermi perchè, a distanza di molti anni, ti trovi a vivere proprio quella cosa di cui avevi così paura. Morire “così”. Allora dicevi che era meglio il suicidio, ora lo dici ancora. Se non trovi la ragione per continuare vuol dire che non c’è? Oppure vuol dire che non riesci a vederla, perchè continui a guardare nella stessa direzione in cui hai sempre guardato? Per me nella tua solitudine potresti e dovresti riflettere bene su questo. Anche se hai bruciato tutti i tuoi scritti di viaggio quelle esperienze restano tue, non è un foglio scritto che fa la differenza. La differenza la fai tu, perchè sei un medico e un ricercatore per natura.

  • 8656
    buck -

    Temo di non riuscire a spiegarmi: la parola nichilismo si adatta ad un sacco di situazioni.Sono nichilista? Boh , semplicemente ( oltre ad essere agnostico) non amo nessuno .In realtà mi riesce meglio odiare od ignorare (ricordatevi , comunque , che , ahime’ , è l’odio , non l’amore , che fa la Storia)
    Ho visto morire mia nonna in un mare di lento dolore , quella si chiama agonia: bene , sin da allora avevo chiaro che è meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine.
    Che mi potesse capitare un incidente in montagna , in foresta … non ci ho mai pensato. Sono anche uno sciagurato.
    Ma ora ce l’ho ben presente , il rischio. pago le conseguenze di una cosa stupida.
    non vedo vie di uscita semplicemente perchè non ce ne sono !.
    fisiatri , fisioterapisti .. sono in questo d’accordo . …vivrò da sciancato. E io non ne posso più.) ma il coraggio del gesto estremo non ce l’ho !)
    Più semplice di cosi’.
    Sono solo perchè lo voglio e perchè nessuno mi può aiutare coi fatti. ( tanti anni fa , avevo ancora la morosa , come si diceva allora , mi profetizzo’: creperai da solo. Beh , aveva indovinato)
    Il resto , le parole… non contano :mille parole ( in realtà i cinesi dicono minacce) non schiacciano una mosca.
    Scusatemi , ma sono molto stanco , il dolore non da tregua , e la solitudine , anche se accuratamente cercata , non è facile da gestire.

    A proposito , Buck , come molti di voi sapranno , deriva da JacK London ( ho visto la sua capanna nello Yukon , ben 2 volte).
    London , Chatwin,… sono stati i miei maestri di pensiero e di vita.
    Guarda un po’ come vado a finire!

  • 8657
    LUNA -

    EME: @In effetti la mia precisazione (parlando di adulti) è stata una sorta di provocazione.
    Sì, penso che ne avevo colto il senso.
    E concordo con: @una persona parla ad un’altra. Stop! Chissenefrega se ha 15-30-40-50-100 anni.
    Il senso del mio post era anche questo.
    @E’ così difficile parlare l’uno con l’altro senza dover mettere avanti la propria carta di identità e modulare le frasi e le estrnazioni in base all’età dichiarata?
    Non so se sia difficile, ma la verità è che molto spesso l’età diventa un qualcosa che si mette davanti ai problemi. E’ colpa dell’età se mi sento così… in realtà quasi mai è totalmente vero.
    sento spesso frasi come: ormai hai/ormai abbiamo… (indifferente se sia 20, 30, 40, 120).
    E’ chiaro che l’età porta per esempio una serie di responsabilità diverse (ma ci sono persone che, come dicevo, in tenera età ne hanno portate più di qualcuno a 50anni, e appena a 50anni, paradossalmente, riescono finamente a concedersi di essere giovani… dove con giovani non intendo il fatto di andare in giro vestiti come dei teenagers – a parte che se ti senti a tuo agio vestiti come ti pare, per come la vedo io – ma a livello di libertà interiore, di energie, di desideri, di una serie di paletti che cadono all’interno, paletti che a volte ti possono far sentire la pesantezza della vita e limitato già quando sei bambino).
    Bisogna anche saper accettare i cambiamenti e non rincorrere l’eterna giovinezza (lo so, dico banalità) però è pure vero che a volte il concetto età può fregarci più del nostro reale stato di salute o che. Ci può deprimere e farci sentire più vecchi di quello che siamo.
    Certo, ci si mette anche il fatto che ci sono dei limiti d’età messi per fare delle cose, ma molte cose non hanno un limite, e siamo noi a limitarci.
    Io ho mal di schiena non perché ho 37 anni ma perché ho fatto un incidente. anzi 3. Il primo a 23. A 23 avevo già dei problemi con la cervicale, che un giorno prima mi erano completamente ignoti.
    Ora, quando ho mal di schiena, sento cori di: è l’età.
    E’ l’età un paio di palle (scusate il francesismo).
    Non so come stiano i miei coetanei che non hanno mai avuto dei traumi lombari e cervicali e altre cose alla schiena, e quindi non so come starei io a 37 anni se non avessi avuto tre incidenti, non gravi, ma neppure quelli famosi per cui alcuni un tempo facevano finta di aver subito un trauma per pigliare i soldi. Abbastanza gravi da darmi tutta una serie di disturbi che il giorno prima non sapevo cosa fossero.

  • 8658
    LUNA -

    La verità è anche che molto spesso da giovani si fa sport (fosse pure l’ora di ginnastica a scuola) e poi andando avanti con il tempo, per una serie di ragioni, nella maggior parte dei casi se ne fa sempre di meno. Che si somatizza in maniera diversa. E che molto spesso non si ascolta quello che il fisico ci dice. Io anni fa per un mese ho avuto un’emicrania costante con fotosensibilità. Età una cippa. Iperlavoro, stress, occhiali sbagliati, cervicale a bomba. E forse mi amavo meno in quel periodo, altrimenti me ne sarei accorta prima che tiravo il motore. Se non mi fossi fermata e fossi andata a vedere le cause e qualcuno non fosse stato in grado di trovarle? se fosse stato meno eclatante forse avrei fatto finta di niente, e sarei andata avanti come un treno, fino ad un crollo peggiore. Invece per un mese, a parte il mal di testa, vedevo il mondo a strisce e giravo con gli occhiali da sole anche la sera. Concentrazione impossibile. Non è divertente. Io ci anche scherzavo su, per sedare la mia paura e per carattere, ma pensavo, dopo un certo numero di giorni, che sta cosa sarebbe durata per sempre. Stavo iniziando a deprimermi davvero. Tra le altre cose capitò che ero andata già a fare una visita oculistica, niente di fatto. Al centro emicranie mi avevano detto che probabilmente avrei dovuto convivere con l’emicrania per sempre. E mi avevano dato un farmaco che sugli altri funzionava e su di me effetto paradosso. Ero al tel con una mia amica e la sua amica le mandò un sms per dirle che saltava l’oculista, se voleva lei l’appuntamento… lo presi io. Non navigavo nell’oro, e tutti mi dicevano: ma se ti ha visto un oculista ieri, che vuoi che ti dica di più? Invece mi ha detto di più e insieme ad altri accorgimenti, erano tante cose che facevano il problema, l’ho risolto, allora. Buck, per quanto mi riguarda non è l’odio, nè l’indifferenza a fare storia, che ne dicano i libri di storia. Non ho mai scalato montagne fisicamente, se si esclude una giovane “carriera” nello sport che ho interrotto per fare altro. Le mie le ho scalate usando i miei talenti di testa e “panza” Quindi qdo testa e creatività zoppicano io sono sciancata. Quando zoppicavo fisicamente e mi zoppicava pure la testa era allucinante per me. Io sono testarda: se sono testarda “pro” scalo montagne, se lo sono “contro” cavoli amari. E ogni volta che l’ho fatto contro, usandomi contro i limiti, mi sono sentita vecchia, a qualsiasi età, come giovane a qualsiasi età quando sono testarda pro.

  • 8659
    Marquito -

    @ Buck:
    Parlando di nichilismo mi riferivo al commento di Stefano614, che aveva usato questa parola in un contesto ben preciso.
    Volevo offrirti un piccolo aiuto e l’ho fatto nell’unico modo in cui ne sono capace. A questo mondo ci sono gli uomini d’azione e ci sono i contemplativi. Non tutti siamo nati per scalare le montagne. Se tutto quello che scrivo ti sembra cervellotico, o astruso, o incomprensibile, basta semplicemente che non tu mi legga.
    Non so se tu sia “anaffettivo”, e non so neppure se tu sia cosi’ cattivo come ti dipingi. Sicuramente hai dei grossi problemi di empatia; altrimenti avresti compreso subito che mi eri simpatico e che volevo sinceramente darti una mano.
    Ogni tanto mi viene in mente Luigi Pirandello. Lo accusavano di essere troppo cerebrale; eppure le sue opere sono piene di umanità e affrontano di petto i grandi problemi dell’esistenza, primo fra tutti l’incomunicabilità fra gli uomini … vabbé; fermiamoci qui; sennò mi accuserai di divagare.

  • 8660
    Marquito -

    @ Buck(2):
    “E’ l’odio; non l’ amore, che fa la storia …”. Probabimente hai ragione. L’invidia, il rancore, il desiderio di vendetta sono le molle preponderanti dell’agire umano. Nessuno di noi ne è immune ; anzi; seppur in misura diversa, tutti siamo trascinati e soggiogati da queste forze potentissime. Temo però che ti sia sfuggito un piccolo particolare. L’odio, con tutta la sua forza bestiale, non è capace di dare un senso alla nostra esistenza; l’Amore, invece, ci riesce. L’odio, con tutta la sua violenza accecante, non è in grado di sopperire al nostro senso di vuoto; l’Amore, invece, ci riesce. E’ un dato di fatto empirico, incontestabile, testimoniato da milioni di persone che hanno consacrato la propria vita all’arte e alla scienza, o che, molto più semplicemente, si sono innamorate.

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