Il suicidio
di
beppino
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Non ho mai compreso bene la fascinazione che ha il suicidio, la morte è l’unica cosa certa della vita e toccherà uognuno di noi indistintamente. Quindi ne faremo esperienza diretta, la sofferenza non puo essere un invito a porre fine alla propria esistenza, guarda negli ospedali, nei reparti di oncologia infantile quante anime aggrappate alla vita fino all’ultimo. Se non riesci a dare un senso alla tua vita fa in modo che essa diventi aiuto, un sostegno per altri che hanno bisogno, scoprirai quanto valore essa possa acquistare. E’ pericoloso porsi in un’ottica di Epicuro ossia che quando ci siamo noi non cè la morte e quando cè la morte non ci siamo più noi e da tutta quella schiera di nichilisti la maggior parte di loro non si è suicidata e questo dovrebbe farti riflettere a lungo..
La vita è un dono e se non riusciamo a goderne come vorremmo facciamo in modo che altri possano beneficiare del nostro aiuto.
Auguri
Stefano
Vins,tesoro mio, oggi è il compleanno della nostra sorellina a 4 zampe.
La nostra cuoricina compie 6 anni, e stamattina le ho tirato le orecchie come facevamo sempre insieme.
la tua mancanza è piu’ di un vuoto, è un buio senza respiro.
Io ti amo e ti amero’ sempre perchè tu sei la mia vita.
Spero solo che tu possa aver trovato la pace che sognavi, pace che su questo misero e schifoso mondo e’ solo un’utopia.
Un bacio a tutti voi ragazzi
vi voglio bene
BIRILLO e TRACY: EME ha già detto delle cose molto importanti e in modo molto chiaro :), cose che condivido pienamente.
Solo una precisazione, Birillo:
@quelli che dici tu sono solo luoghi comuni purtoppo i media inculcano le persone con discorsi senza senso dovresti documentarti in rete esistono molti siti che trattano l argomento e quasi tutti dicono che le droghe leggere non sono tutto quel male che i politici dicono.
Come ho già detto la mia non è una crociata contro le droghe leggere, ti ripeto, che essendo venuti in argomento, rispetto anche al discorso più ampio sulle dipendenze (in cui appunto includo, e mi pare chiaro, anche quella dal fumo), l’individuo e la società ne ho parlato. Il fatto stesso che sostituisci 2 canne con 20 sigarette forse potrebbe farti riflettere dal punto di vista sottolineato da EME, anche sulle sostituzioni tra le dipendenze.
Quelli che chiami “luoghi comuni” miei e disinformazione sono considerazioni che nascono invece dall’informazione. Peraltro un’informazione che non ha un’impronta politica. Esiste, per esempio, una cosa chiamata chimica. La chimica non ha colore politico. L’atteggiamento politico può tendere verso il proibizionismo o il suo contrario, ma le considerazioni di base, se scientifiche, restano le stesse. Mi ricordavo le cose che lessi a questo proposito su diversi testi, tuttavia, per correttezza di informazione, sono andata a rileggerne uno, scritto da un tossicologo, che peraltro non ha un atteggiamento proibizionista. Il suo è un atteggiamento scientifico (certo, indaga anche le conseguenze sociali, ma di base nel parlare delle droghe e i loro effetti, sul breve o lungo termine, è appunto un atteggiamento scientifico). In quel famoso corso che frequentai all’università, sull’argomento, c’erano moltissime persone che ne facevano uso. Era un corso molto interessante, e appunto scientifico, per cui tutti rimasero fino alla fine dei sei mesi di corso, che facessero o non facessero uso di droghe, che fossero di dx, sx o centro o anarchici. Perché appunto le informazioni erano comunque interessanti.
Parlando del fumo di sigarette: il fumo è una droga, che non impedisce i rapporti sociali, di farsi una famiglia, di avere un lavoro, almeno fino ad un certo livello. Però rimane una droga. Una droga che crea dipendenza e che ha, ad ogni sigaretta, una serie di reazioni chimiche e non solo all’interno dell’organismo. E che comunque ha un’influenza sui nostri rapporti sociali, ecc. Fosse pure perché se stai
(osservazione banalerrima) se stai guardando un film che ti piace ma ti viene voglia (bisogno) di sigaretta ad un certo punto una parte del tuo cervello non segue più il film ma pensa a quando finalmente uscirai dal cinema e te la fumerai. anche se c’è il vento a 180 all’ora. E quindi anche il tuo rapporto con il clima cambia. Oppure perché se stai parlando con una persona che ti piace e ti interessa, e ti interessa anche l’argomento, ma sei in un posto dove non puoi fumare vuoi uscire a farlo. E se quella persona fuma condividete un rito, ma se quella persona non fuma percepisce in te che hai spostato il centro di attenzione. Fosse pure solo in maniera puramente istintiva e non codificata, ma è così. Spesso le dipendenze si dividono tra rito collettivo e solitudine. Io ho giocato al casinò (e mi piace, quindi riesco a capire perché si gioca) ma per fortuna quella non è una mia dipendenza. Ma il fatto che giocare sia anche bello non spiega di per sè la dipendenza. Ho conosciuto giocatori che vivevano il rito collettivo di andare con altri a giocare (e insieme si giustificavano/sostenevano a vicenda la dipendenza, come i fumatori) e al contempo giocavano anche da soli. Mi ripeto: io sono una fumatrice, e se non faccio crociate ora che fumo non le farò manco quando e se smetterò. Però è vero che abbiamo una dipendenza non per le ragioni per cui non dovremmo averla, ma perché l’abbiamo. Qualunque essa sia. E se decidiamo di tenercela, perché nessuno di noi è perfetto, cambia comunque l’atteggiamento verso noi stessi e la nostra dipendenza nel momento in cui la consideriamo per quello che è, e non una manifestazione di “carattere”. Ho un’amica che ha dei grossi problemi con l’alimentazione da sempre, l’ho vista passare dalla 42 alla 54 diverse volte nella vita, a seconda di come andava la sua vita e quale era l’impatto psicologico ed emotivo su di lei. Ha imparato a non darsi addosso, ma adesso quando la sua bulimia avanza si chiede: cosa non va nella mia vita? Adesso riconosce il segnale, invece di subirlo e basta.
Ho fumato per 20 anni, quindi ho sempre avuto una dipendenza. Ma è diventata estremamente lesiva quando io stavo più male, e ho dovuto ammettere che era un sintomo e che a sua volta mi condizionava la vita, sotto molti aspetti, anche a livello chimico (insonnia), che era un circolo vizioso, e che le modalità e i sintomi non erano molto diverse da un consumatore di eroina, o un giocatore d’azzardo, anche se i danni erano meno eclatanti.
@andrea ,Lo ammiro ,ma non sono Ambrogio Fogar , nelle luci ( tante) e nelle ombre ( alcune). Ripeto , concepisco la vita solo in termini di movimento – fisico-.
Delle mie esperienze ( cosette), rimane qualcosa in testa , molto confusa .
Ho rottamato nel pattume tutte le mie foto ( diapo) – a decine di migliaia – ho bruciato i miei appunti di viaggio.
Il rimanente l’ho regalato agli amici , congedandomi ( un pugnale amazzonico … frecce … fossili ,) da loro per sempre.
Mi rimangono schizzi , ritratti a matita … ma li brucerò stasera.
@Luna . se non riesco a trovare qualcosa di buono , una ragione valida … forse è perchè non c’è.
Per fortuna mia moglie se ne è andata : la casa è in silenzio.
Il telefono non squilla , perchè tutti coloro che chiamavano hanno accettato la mia richiesta del silenzio radio.
Ora la casa sembra più grande.
Che pace!Ma che stanchezza!
si ma luna..perchè non si puo vivere senza assumere questa sostanza me lo sai dire? che è comunque chimica. poco naturale. ed è cosi.. sono dipendenti senza di essa hanno crisi di ansia..secondo me qualcosa impedisce. per esempio di vivere in modo piu naturale assieme agli altri.
LUNA 🙂 Anche io ho un quesito da porti. C’é una tizia che da più di un anno girovaga per questa lettera dal titolo a prova di idiota “IL SUICIDIO” e, praticamente ad ogni intervento, si stupisce che ci sua gente con uno o più disagi e commenta con amenità del tipo “che gente deprimente”! Ora…..ci puo’ anche stare che “i bambini fanno ohhhh” ma, secondo te, c’é speranza che la tizia in questione la smetta di offendere con il suo stupore-presa per il c. e le sue uscite inopportune?
C’é una malinconica canzone di Vasco Rossi, si intitola “Vivere” ed esprime uno degli stati d’animo in cui i deprimenti adulti, a volte, rimangono ingarbugliati. In un passo dice “vivere….é un ricordo senza tempo, vivere….é un po’ come perder tempo”! E già, a volte capita. A volte la maturità fa strani scherzetti. E a volte le persone compiono sforzi mostruosi per uscire dal guazzabuglio e, nel compierli, si portano dietro qualche mania, qualche compulsione. Perché siamo esseri umani, siamo fallibili…..abbiamo (quasi) tutti una coperta di Linus.
Eme ,ti rispondo io se me lo permetti .NON LA SMETTERà è idiota e quando una persona è idiota hai detto tutto . Eme sopra la cima della montagna si stà benissimo ,ho visto tante cose nuove ,preciso non le vedevo prima o le vedevo ma con gli occhi foderati di prosciutto!! 🙂 ho lasciato il mio sacco in cima ,e stò scendendo ,non ho paura sento sollievo perchè ora sono più leggera ,più forte e se farò qualche scivolone lo saprò affrontare (spero )non ho più ne la maschera ne la corazza ora sono io Marina sola contro tutti stà, iniziando un’altra battaglia ma con la mia serenità riuscirò a vincere .Piano piano un passo alla volta ,e tu come stai???? dai tuoi post leggo che tutto stà procedendo bene e di questo ne sono felice .un bacio tesoro 🙂
EME: comprendo molto bene il tuo fastidio a riguardo. Perché si ha l’impressione che questo venga preso come un osservatorio sulla deprimenza, pure dando etichette e non capendo. Giudicando.
D’altra parte io girerei la questione a Tracy:
Tracy, come mai sei venuta in questa lettera, proprio in questa?
Che risposte stai cercando, esattamente?
Parli di loro, gli “essi” che vivono in un modo che non ti piace, che non capisci. Ma “essi” non sono degli alieni che stanno da un’altra parte. Hai parlato di loro pure quando ti rivolgevi a me, non hai detto VOI, posso chiederti perché?
EME: io non credo che capiti solo agli adulti. Capita persino ai bambini e in particolar modo agli adolescenti. Certo, con il tempo le domande cambiano, ma credo che sia naturale durante il corso della vita attraversare dei momenti in cui ci facciamo delle domande che prima non ci siamo fatti e magari poi non ci faremo più (avendo dato le nostre risposte), in cui domande che stavano in sordina, per una serie di ragioni, diventano più evidenti e preponderanti, e in generale a qualsiasi età si possono vivere dei periodi in cui qualcosa ci ferisce, ci fa mettere in discussione o traumatizza adirittura per cui per un certo lasso di tempo siamo in crisi.
Anche momenti in cui mettiamo appunto in discussione delle nostre “compulsioni” e “dipendenze” o “certezze”, su noi e gli altri, che davamo per scontate. Questo non significa che si stia sempre male, ma significa che essendo esseri umani dinamici, e no figurine dell’album panini, mi pare anche possibile che ciò avvenga. Abbiamo il mito, di solito, di quanto sia meraviglioso essere bambini e ragazzini. E in parte è vero. Ma al contempo anche i bambini e gli adolescenti hanno le loro crisi, di formazione, di crescita, e in cui misurano il loro rapporto con se stessi e gli altri, ma non solo. Lo so che dico una banalità, ma avendo avuto a che fare con gli adolescenti mi sono resa conto di quanto, seppure spesso non avessero i mezzi degli adulti per esserne consapevoli (insieme, certo, alle energie della loro età e del concetto di futuro, come no), attraversassero, con i loro mezzi di difesa, adattamento e la loro sensibilità, a volte cose più grandi di loro. Quindi più che di adulti io parlerei di persone, esseri umani. Ho detto “abbiamo il mito” ma in realtà, poi, se ascolti le storie di questo forum ti rendi conto di quanto molti parlino di sofferenze antiche, anche molto profonde, ricordino, anche se non ci sono stati grandi drammi,