Il suicidio
di
beppino
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@marzia
“…Io vi ho annunciato chi puo’ liberarvi dalle catene del “male” ma voi non avete voluto…”
ma chi ti credi di essere, il messia?
…ok, hai fatto la tua opera di bene, assicurandoti così, un posto in tribuna(…leggi paradiso…)
Ora, volendo essere breve e conciso,dirò quello che penso di te…
-Parli di luce, di portare un raggio di sole, a “CHI AMA STARE NELLE TENEBRE”(!!!);eppure dovresti(…inizio od avere forti dubbi su questa cosa…) sapere cosa significa avere “problemi” che ti cambiano la pallette dei colori della vita, settandola inesorabilmente sul nero,che ti portano ad essere (…TUO MALGRADO, marzia,capisci il significato?…) un border line della vita, hai avuto o NO(…mah…) un figlio depresso che ha tentato di farla finita, salvato in calcio d’angolo da un miracolo? ci hai mai parlato? che cosa hai capito del suo male? nulla a quanto pare, dal momento che non hai la benchè minima idea delle problematiche di chi frequenta questi posti…
Vedi, Marzia, tu non ti discosti dall’archetipo medio di messia che di tanto in tanto si affaccia da queste parti…taluno sponzorizza “orazioni miracolose”, talaltri ammonisce sull’esistenza dell’inferno,ma tutti e sottolineo TUTTI(…te compresa…) si riempiono la bocca con la parola di Dio,senza sapere chi sia Dio, e quali siano i suoi veri insegnamenti, non di certo quelli filtrati dalle varie chiese, compresa la tua, non ti credere…
Parli di mancanza di rispetto da parte nostra, almeno di questo, sai di cosa di sta parlando?
Book, da appassionato alpinista non posso che ammirare uno come te, che sei stato in Himalaya. Anche se non hai scalato e non hai superato i 6000. Del resto, io non ho mai superato i 4000, ma in compenso ho arrampicato molto. Come ben saprai, la montagna insegna molte cose anche se non arrampichi. Impari come sopravvivere con poco a disposizione e impari a vedere il mondo da prospettive diverse. E se lo fanno le Alpi, figuriamoci l’Himalaya!
Ma l’arrampicata, in particolare, mi ha insegnato la calma e la concentrazione, l’introspezione, per non farmi prendere dal panico neanche nelle situazioni più complicate, come quando sei appeso ad uno spigolo nel vuoto e devi per forza salire, oppure rinunciare. Alcune volte puoi solo salire, ma devi comunque decidere cosa fare.
Io non posso sapere come ci si sente nella tua situazione e non posso avere consigli da darti in questo senso, ma so comunque che qualunque cosa uno faccia, viene per prima cosa da dentro e solo alla fine diventa fisica. Questo significa che tu sei sempre quello che è andato in Himalaya, anche se non puoi più esprimerlo nello stesso modo, cioè fisicamente. Forse è solo questione di trovare un modo diverso di esprimerlo e che ti dia comunque soddisfazione. Mi ricordo il buon vecchio Ambrogio Fogar che ebbe un incidente d’auto e restò completamente paralizzato. Si mise a scrivere libri e a raccontare le sue avventure. Poi s’imbarcò comunque sulla sua barca e tornò in mare, fregandosene della paralisi. Certo, era aiutato e non da solo come prima, ma intanto lo ha fatto ed è stato libero, come sempre, fino all’ultimo giorno.
Allora , Marzia io credo in Dio ,quì in questo sito come nella mia vita non ho mai obligato persone a crederci,ogniuno a libero di farlo a modo suo se vuole. Il mio Dio non vuole che si giudichino gli altri (scagli la prima pietra chi è senza peccato)e tu lo stai facendo perchè nessuno ti ascolta .Il mio Dio dice di amare gli altri anche se non ti amano ,il mio Dio dice di non peccare di presunzione e tu lo stai facendo .Sai chi si comporta come te ??? i testimoni di geova che se non li ascolti ti mandano mille imprecazioni .!!! Quindi evita almeno di parlare di Dio in questo sito perchè non siamo tutti aperti alle tue imprecazioni ,poi con me cadi male proprio male… io m’incazzo facilmente con tutti questi presunti profeti!!!!!La fede è una cosa astratta o si ha o non si ha ,non si può impone ,sono andata molto leggera ,perchè la mia malattia mi ha imparato a vedere le cose in un altro modo e quindi cerco di stare calma …. chiuso il discorso che può essere anche banale!!! ciao LUNA 🙂 mi piace come parli sei simile a eme che stimo molto 🙂 ciao Andrea e Mrquito mi piace leggervi 🙂 Birillo ti posso dire una cosa, mi sei proprio antipatico ,scrivi scrivi conclusione dei tuoi discorsi zero .zau ciao Buck ,come stai???
BIRILLO: allora, per essere davvero coerente, dovresti smettere di farti canne fino al momento in cui le droghe leggere vengono legalizzate e la criminalità organizzata non c’entra più (se così sarebbe), o sbaglio?
Fino a quel momento, purtroppo, a tuo modo contribuisci, seppure in modo indiretto, con la società che non va e le cose brutte che succedono.
@la maggior parte dei miei amici e consumatore abituale di cannabis e nessuno o quasi ha manifestato i problemi che hai detto tu
Birillo, non è che uno fuma una canna e dopo due minuti perde la memoria come lo smemorato di collegno… il discorso è che però è provato che bene non fanno, nè sono neutre, se usate sul lungo termine. Ora, non è neutro anche fumare (e io fumo), o bere 15 caffè al giorno (non ne bevo) o passarsi sul culo una carta vetrata (non lo faccio, uso carta igienica morbidella, ma mi pareva un esempio) e uno può scegliere (ma nella dipendenza c’è sempre un certo confine tra lo scegliere e il subire, e parlo da dipendente dalle sigarette) se fumare, bere 15 caffé o passarsi la carta vetrata sul culo, o se scegliere se affrontare perché fuma, ecc ecc, però da qui a dire che sono cose innocue o che fanno bene ce ne passa. Così, insomma, fumati le canne ma almeno sapendo che non sono acqua fresca montana o camomilla filtrofiore e che mentre fumi una canna non è cresciuta di solito nel giardino della nonnina con i capelli candidi che vuole migliorare questa società, ma ha fatto un po’ di giri ben più cazzuti prima di giungere fino a te.
Per il resto non sto facendo una crociata anticannica, l’ho detto perché siamo venuti in argomento. (sì, comunque, ho fumato qualche cannetta in gioventù, non le ho trovate esaltanti in senso positivo, nè calmanti, insomma, non mi hanno conquistata).
EME: a proposito delle sigarette. Per me è stato importante notare la compulsione. L’ho notata anche mentre c’era, ma non quando ero nel pieno della compulsione. ma ad un certo punto credo che il fatto che un po’ di cose nella mia vita si siano rilassate o che io le abbia affrontate (inclusi esami medici vari) abbia contribuito ad aumentare la mia voglia di benessere e quindi, se non a smettere, almeno di smetterla di vedere me associata a una me che ha una montagnetta di sigarette fuori dalla portiera. Credo insomma che sia scattato qualcosa dentro. Quando è scattato la volontà si è girata dal “devo comprare due pacchetti al giorno” a “ma che caz?”, e ho cercato di non perdere l’attimo fuggente. Detto ciò
continuo a fumare, però sono molto felice di notare lo spazio che intercorre tra una sigaretta e l’altra. In verità lo avevo già notato nel periodo peggiore, quando ero una ciccomane tremenda. In due occasioni, in situazioni di benessere e relax, non avendo la possibilità di fumare durante (ero ad una festa in casa non fumatoria molto bella, e un’altra volta ero in presenza di bambini e di gente che non fumava, quindi non fumavo con loro e chiedere “posso fumare?” ogni 5 minuti, era fuori luogo) avevo un po’ rotto l’automatismo compulsivo, un po’ non ci avevo pensato proprio (la sensazione di benessere spazzava via la sensazione di malessere ciccofera), un po’ rimandavo il momento della sigaretta veramente necessaria. Adesso, ripeto, fumo ancora, ma mi sono autolimitata le occasioni fumiche: mi sono trasferita da un posto in cui si fumava in casa (per me deleterio, ma mi facevo scrupoli anche per i polmoni della mia micia), ho cambiato auto e in quella ho deciso che non si fuma (non ci credeva nessuno che sarei durata più di una settimana, e invece per ora sono mesi), e ho ricominciato (perché la mia schiena sta meglio) a stare di più all’aria aperta, ho letto il libro di Karr… metà… ehm, metà non so se perché temo che non funzioni o perché temo funzioni (e non sono pronta a smettere del tutto)e quella metà a me è servita evidentemente almeno a… smettere per metà 😛 almeno a togliermi la parte veramente supercompulsiva. Va detto che io leggo velocissima, ma il libro di Karr lo avevo letto, un pezzo, e ci avevo messo tanto di quel tempo… all’epoca mi rendevo conto che fumavo troppo e non andava bene, ma era una… percezione superficiale, non so… poi, quando quel qualcosa è scattato, ho comprato la versione mignon del libro, e quella metà l’ho letta subito. Lo so, che azzo è sta volontà a metà? però davvero per me le sigarette fuori dalla portiera rappresentano una fase più composita di cose vissute, malessere e scelte non fatte. tra cui quelle di fare delle prove mediche che mi angosciavano.
E a ragione. Ma poi ho iniziato a fare… “il tagliando” tipo una ferrari 😉 e che stress!!!!! però almeno ho capito che quella cosa bruttabruttabrutta non c’era, e ho individuato, grazie al tagliando, perché mi faceva male la schiena in un punto, perché un’altra cosa ecc ecc. Lunga storia. Comunque sia: diciamo che ho iniziato a fare un po’ di ordine, dopo la fase “congelamentobuckrogers”, perché ho avuto maggiori possibilità di farlo rispetto a prima, è vero, ma anche perché io ho cercato quelle possibilità, e ho gestito dei conflitti in un certo modo. Così prendere quel libro mignon ecc per me è stato un po’ come il tuo concetto – mascara dritto. Smetterò veramente, ma questa smettitura in parte non è una bugia, vuol dire molto sul serio 🙂 Io so cosa rappresenta.
Quando stiamo male purtroppo di solito è perché oltre ad un problema grande, centrale, ce ne sono altri. E se sono grandi anche gli altri è un vero casino. Ma a volte non servono neppure che siano grandi, ma siamo così stanchi, talmente stanchi e talmente tutto è un calderone che non ne possiamo più. A volte accade proprio perché abbiamo, come si dice, tenuto botta a lungo. Abbiamo proprio fatto fuori le energie. Alle cose che non possiamo realmente controllare si mescolano quelle su cui avremmo un diretto controllo o su cui comunque potremmo agire, in qualche modo, scegliendo un sì, un no, o un modo diverso di guardare, fare le cose. Ma non riusciamo più a vedere la differenza. Anche perché ci sono cose che ci sembrano così grandi che una lieve differenza pare non serva a nulla.
Io non potevo più veramente, e avevo ragione di non poterne più. Quindi capisco chi dice che non ne può più. Però è anche vero che a volte rischiamo di non vedere neppure le possibilità che ci sono quando stiamo male e c’è troppa stanchezza e troppo casino. Purtroppo non riusciamo neanche più a dare noi, a noi stessi, le possibilità di fare delle cose che servono. La sensazione che il dispiacere e lo stress mi stavano ammazzando, il troppo mi stava ammazzando, e non potevo farci niente, l’ho provata per due anni,non per due giorni, con acuta consapevolezza. E’ stato devastante. Mi pareva che tutto mi mettesse in mano una pistola, anche se io non la volevo, attraverso la mia sensibilità che non ne poteva più, fino a cedere fisicamente.Ma,proprio perché ho visto cosa succede della mia sensibilità se prende fuoco forse devo starci attenta, averne cura, conoscerla di più.Quella ho in dotazione, qualsiasi cosa succeda.
@ LUNa
secondo me ci sono cose che fanno molto peggio degli spinelli e risaputo che fa piu male una sbronza di alcool che una canna xo purtoppo chi sta al governo non lo vuole capire
poi vabbe tutto a sto mondo fa male anche le polveri sottili che respiriamo ma allora che facciamo non facciamo girare piu nessuno in makkina x respirare mejo e la gente come va a lavoro prendi me io lavoro a 65 km da casa e non ci sono mezzi pubblici per arrivarci vedi alla fine proibiscono una cosa lasciandone altre ben peggiori
poi se mi parli di dipendenza ci sono mille cose che ti fanno venire dipendenza dal caffè alle sigarette alla ciokkolata
riguardo ai danni che provoca al cervello non so io conosco gente che fuma da 15-20 anni e sono persone normalissime che hanno una famiglia e sono integrate nella societa
quelli che dici tu sono solo luoghi comuni purtoppo i media inculcano le persone con discorsi senza senso dovresti documentarti in rete esistono molti siti che trattano l argomento e quasi tutti dicono che le droghe leggere non sono tutto quel male che i politici dicono ..
io saranno 3 mesi che non fumo piu non per mia scelta .. e ti devo dire che se prima fumavo 10 sigarette al gg piu una o 2 canne adesso mi fumo 30 siigarette al gg penso che per i miei polmoni ho fatto una cavolata …
comunque non incito nessuno a fumare ogniuno e libero di fare o non fare quelo che crede ^^
@marina
sono felice che non ti sono simpatico sinceramente non mi interessa 😀
forse dico delle cose che non apprezzi xo e un tuo problema non il mio 😛
fai un saluto a tutti/e
smack alle fanciulle tranne marina 😛
a stankissima 2 :_D
secondo me persone che fumano o comprano queste sostanza stanno solo facendo il gioco del governo e lo stato ci guadagna sopra di brutto….gli adulti son cosi…se non fumano non son contenti oppure se non prendono una qualche sostanza strana. piuttosto che non assumerle si suicidono. che gente deprimente.
Tracy. Ignoro quanti anni tu possa avere (personalmente ritengo che la tua età cerebrale oscilli tra i -5 ed i -6 anni) ma ti assicuro che certe tue considerazioni riescono ad essere più deprimenti della visione di un gruppo di adulti con otto sigarette in bocca e quattro flebo di psicofarmarci per braccio!
Ciao Birillo. In stato di emergenza potrei fumarmi persino il muschio finto del presepe però non ho mai toccato canne in vita mia. Ciò che so sulle canne, quindi, si riduce a quanto leggo sulle riviste di medicina spiccia allegate ai quotidiani. Credo che, però, il problema non stia tanto nella maggiore o minore potenzialità nociva di una canna rispetto ad una sigaretta. Credo che stia nel perchè si arriva a fumare 10, 20, 30, 40….100 sigarette/canne al giorno. Credo che stia nel compito, nel ruolo che si da a al gesto di portare una sigaretta alla bocca, respirare il fumo, buttare la cicca a terra e schiacciarla oppure scagliarla lasciando che si spenga da sè.
Ed è un problema generale. Perchè al posto della sigaretta ci puoi mettere una canna o una bottiglia di un qualsiasi superalcolico o un gigantesco cabaret di pasticcini o un mazzo di carte, una slot machine, l’acceleratore dell’automobile, flaconi di tranquillanti, le panche di una chiesa, la partecipazione frenetica ai riti di una setta, il vedere amore ed amicizia in chiunque, il dare tutto e di più per giustificare la propria esistenza sulla Terra, il rifiutarsi di mangiare, etc etc etc
Il problema sta nel fatto che poco a poco si diventa schiavi di qualcosa. E questa schiavitù, a volte, si sviluppa a diversi livelli.
Prima si brancola nel buio, nel vuoto e non si rende conto. Poi ci si rende conto e ci si accascia sull’impossibilità di fermarsi nonostante la consapevolezza. A volte si riesce ad andare oltre e ad allentare progressivamente la catena che rende schiavi riprendendo il controllo delle proprie azioni.
Il che non significa smettere e trascorrere il resto dell’esistenza rompendo le palle a chi si sta beatamente godendo una sigaretta o bevendo un cicchetto.
Significa riprendersi una parte di sé finita in balia di una compulsione che evidenzia un disagio.
Significa individuare (o, quantomeno, mettersi in movimento per cercare di individuare) il disagio. Per sé. Per porre un rimedio e vivere meglio. Oppure per crepare del proprio vizio ma in modo consapevole, controllato e non perché non si è riusciti a fermare la propria mano intenta a scavare nella borsa alla ricerca di un pacchetto o di un accendino.
Fino a qualche mese fa avrei preso a zappate chiunque si fosse messo a farmi una capoccia così sulle nefaste e nefande conseguenze del fumo. E quando (spesso) è capitato ho immediatamente messo le mani avanti stilando l’elenco di tutto ciò che è molto più lesivo del fumo di una sigaretta.
“Voglio crepare dei miei vizi!!!” sai quante volte ho pronunciato questa frase con un orgoglio che rasentava la protervia?
Difendevo la mia schiavitù (perché di schiavitù trattasi, ne sono consapevole) e realizzavo un doppio obiettivo: tacitare l’interlocutore e distrarre me stessa da un introspezione che avevo il terrore di fare.
A volte mi scappa da ridere quando sento dire che Tizio è ingrassato perché ha smesso di fumare. E’ un ridere amaro perché penso che, in realtà, Tizio non ha risolto una benemerita cippa di nulla. Tizio ha semplicemente modificato il centro di sfogo di un disagio senza affrontare, né, tantomeno, risolvere il disagio.
E’ un po’ come chi dichiara di essere stato illuminato e partecipa freneticamente alle attività di un gruppo di una qualsiasi religione ma poi, quando torna a casa, sta male. Non metto in dubbio che ci siano persone che, per davvero, sono state illuminate. Ma queste persone hanno la luce dentro di sé e se la portano appresso ovunque. A casa, nel luogo di culto, sull’autobus, al bar.
Non ho soluzioni né, tantomeno, consigli. Mi limito a riportare la mia esperienza. Sto cercando dentro me stessa con la stessa foga con cui cercavo l’accendino dentro alla borsa. E non ho più paura di ciò che vedo e di ciò che vedrò in futuro. Perché è pur sempre qualcosa di me. Ed io non sono più la mia peggior nemica.
Capisco perfettamente LUNA quando scrive “però davvero per me le sigarette fuori dalla portiera rappresentano una fase più composita di cose vissute, malessere e scelte non fatte”.
Capisco ogni tuo ragionamento, ogni tua considerazione. E la condivido.
Marina: ciao bellissima :-)! Com’è la vista da lassù? Non scendere, mi raccomando! Con tutta la fatica che fai fatto per raggiungere quella vetta…..