Il suicidio
di
beppino
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@ eme
condivido il tuo messaggio precedente il 8513/4 anche io la penso come te
@ luna
sono felice che tu sei riuscita sempre a appigliarti alla vita anche se hai sofferto e forse lo stai facendo anche ora riguardo al vedere rosa secondo me bisogna avere gli okki foderati x illudersi di vedere il bello che ce al max vedi nero ma fingi che sia rosa quello ti posso dare ragione
ma il rosa lo devi vedere con il cannokiale anzi il microscopio tra una marea di nero .. non so se mi so spiegato …
comunque ti apprezzo perche sei riuscita a superare tutto senza bisogno di sostanze che ti annebbiassero il cervello es psicofarmaci e altro cosa che forse io non riesco a fare non prendo psicofarmaci non li ho mai presi ma quando capita mi fumavo uno spinello che reputo faccia meno male ma come avevo gia detto viviamo nel proibizionismo quindi non si puo nemmeno fare quello …
@ lucia
sinceramente non mi interessa sapere la storia dei miei parenti quella dei miei genitori e stata difficile come la mia anzi penso che mia mamma abbia affrontato a vita con le @@ per tirare su 2 figli senza un compagno mio padre era alcolizzato e da l eta di 12 anni che si sono divisi ..
per i miei parenti non so nulla la mia non e una famiglia molto unita nel senso che non ci facciamo nemmeno gli auguri x le feste …
riguardo alla ragazzina di 10 anni anche io alla tua eta avevo pensieri brutti mia mamma voleva mandarmi in collegio forse x che non riusciva a mantenermi o perche la facevo tribulare ma adesso ho 37 anni e qualche momento bello c e stato quindi ti dico sopporta purtopo l infanzia non e felice per tutti ma un domani potresti avere una vita mijore 🙂
x tutti vedendo il telegiornale penso che la gente sia sempre piu strana e piu andremo avanti e piu sara peggio ….
dai un saluto buona serata a tutti/e
nb: a me fa piacere che cercate di confortarmi e cambiare idea ma oramai la mia scelta lo fatta e difficile se non impossibile che cambi idea comunque vi ringrazio per l interessamento che avete nei miei confronti 🙂
zau
smack alle fanciulle ^__^
Per Molly
Ti capisco perfettamente sono nella tua stessa situazione. Ho interrotto da pochi giorni una relazione devastante in cui la mia autostima non so proprio più dove si trovi.Mentre lei ha “svoltato” e indifferente alle mie lacrime mi ha detto che non sono nei suoi progetti e che la colpa è solo mia anzi per inciso “il problema è solo tuo.”. Voleva cmq continuare la frequentazione dicendomi che ci teneva a me(e mi sono illuso di riavvicinarmi). Quando con poco tatto ha iniziato a fare apprezzamenti e allusioni verso altre persone per amor proprio e per non procrestinare la mia agonia ho detto basta. Non sono più giovanissimo e capisco anzi lo sto vivendo il tuo stesso stato di prostrazione, sconforto,generalizzato.Mi sento morto dentro.
Sperare di essere amato mi risulta difficilissmo ora ma quando penso ad una mia amica carissima che è volata in cielo per amore penso che sia stato un vero peccato.
Il fatto che non sei riuscito a suicidarti è la prova che non lo vuoi fino in fondo perchè stai aspettando un’alternativa. Ricordati che finchè hai la vita, hai la libertà di fare quello che vuoi. Il suicidio non è un rifugio, ma l’estrema sconfitta da cui non puoi risollevarti. Il rifugio che cerchi puoi trovarlo in una passione. Ogni uomo ha una passione: i più fortunati la conoscono, altri la devono cercare nel corso della loro vita. Se anche tutto va storto e non si spera più in niente, bisogna fare una sola cosa: ricominciare una nuova vita in un altro posto. Chiudere con tutti. Ricominciare vuol dire rinascere. Rinascere vuol dire intraprendere una nuovo percorso alla ricerca della propria passione. Trovare e dedicarsi alla propria passione significa raggiungere quella pace e serenità che ci credeva di trovare solo nella morte. la morte come soluzione è solo una illusione: tra l’altro la morte arriverà comunque, un’altra possibilità di vita , invece, no.
@ andrea 67
credo proprio che siamo dei “diversi”,
credo anche che la gente si allontani da chi è come noi perche’ ci trova pesanti, musoni e tristi. x dirla tutta secondo me noi alle persone gli facciamo venire le p…e a terra.
x evitare questo, io prevengo, allontano io prima che lo facciano loro. sono sola, mi sono abituata alla solitudine e forse comincio ad amarla….amo il niente, amo il silenzio. odio i rumori, odio chi si diverte, odio chi ha la forza di andare in palestra, di uscire, di parlare di sorridere. odio me stessa perchè non riesco a fare tutto questo.
che rabbia, sono un relitto…….
andrea……..anche il mio compagno mi ha mollata, sono un peso x lui che non mi capisce e che pensa sempre agli amici e ad uscire. ma si, che uscissero, si divertissero….
l’unica cosa che rimpiango è di non aver avuto un bambino, credo che un evento simile avrebbe potuto salvare la mia anima. tutto l’amore che cerco lo avrei avuto e ricambiato…
va be’, ciao a tutti
putroppo la gente insensibile alle tristezze altrui che pensa solo a se e al suo divertimento c è e anche tanta pure io ho due amici cosi ma uno è peggio dell’altro. anche io ho pianto con lui ma non è servito a niente-.pure lui dice che il problema è mio l’importante è che lui ha i suoi interêssi io faccio solo da contorno nella sua vita…non sono il punto centrale tutto qui. l’altro mi ha detto che devo riuscire a contare solo su me stessa…sii andiamo bene.
birillo….ma quanto sei tenero da 1 all’infinito????????
io invece, forse da agnostico, non ho grosse speranza di “un’altra vita”
e quindi, essendo l’unica che abbiamo, questa vita va vissuta fino in
fondo. Credo pertanto di poter affermare che non mi suiciderò mai. Anzi, se
veniste sapere che mi sono suicidato, diffidate… sarà qualcuno che mi
ha ucciso ed ha simulato tutto 🙂
Tracy: non dico ovviamente che sia il tuo caso ciò che sto per dire:
c’è gente indifferente, è vero, ma anche gente che non lo è, ma non può fare di più quello che fa… anche con la più buona volontà. a volte è anche vero che la persona che sta male ha una percezione altissima dell’indifferenza e più bassa del fatto che le persone invece sono interessate al suo malessere ma si sentono al contempo impotenti. anche perché magari dicono: io per te posso fare questo, che non è una cosa sbagliata, ma purtroppo non è quella che vuole la persona che sta male. Ma spesso la persona che sta male non sa neanche esattamente lei, bene, cosa potrebbe farla star meglio. a livello teorico a volte sì, ma si scontra anche con un continuo senso di frustrazione affettiva e di attenzioni e di essere non compresa fino in fondo, nonché di “solitudine nei problemi” che parte da dentro.
non si rende conto che gli altri magari anche hanno i loro problemi e faticano, quotidianamente, per restare in equilibrio. che magari (e questo te lo dico per esperienza) dietro ad un: ora non posso non c’è disinteresse, ma un effettivo non potere. E che attraverso “quei divertimenti” l’altra persona cerca anche di stare in equilibrio sui suoi problemi, stress, dubbi, ansie…
Non sto dicendo che sia sempre così. esistono anche i veri egoisti e le persone che davvero ti abbandonano quando stai male… allora questo potrà essere utile in seguito anche a tagliare consapevolmente i famosi rami secchi.
@l’altro mi ha detto che devo riuscire a contare solo su me stessa…
ci sono modi e modi per dirlo e vari sensi.
Chi sta male vive queste parole come “arrangiati” e “al mondo si è soli”, ma in realtà il significato non è sempre questo.
Ricominciare a contare su se stessi è importante, è importante sempre e per tutti, che si stia male o no. Il problema è che chi sta male, è esaurito, a disagio, stanco, depresso, avvilito e ha dubbi di autostima o la sente fracellata e ha la testa stanca non riesce a sentire quelle risorse, e pensa di non potere più contare su di sè, quindi quelle parole sembrano una beffa…
il fatto è che l’equilibrio tra aiutare e sostenere e sostituirsi a è labile… se una persona che sta male riesce a sentirsi sostenuta e comincia a fare delle cose contando su se stessa, a vedere che riesce a risolvere delle cose di solito comincia a stare meglio, più di quando qualcuno le fa al posto suo… non so se sia sempre così ma uno dei problemi di chi sta male è da un lato forse il
bisogno che l’altro comprenda QUANTO sta male e che non lo fa apposta a vedere le cose in un certo modo e se stesso in un certo modo e a non riuscire o avere la percezione di non riuscire (e spesso anche quando gli altri capiscono e si preoccupano ha l’impressione che gli altri non capiscano fino in fondo e giudichino, sottovalutino), quindi un bisogno di riconoscimento, accoglienza e la sensazione “prendimi per mano, per piacere”, dall’altro chi sta male può però vedere in qualsiasi accenno al positivo una sottovalutazione del problema, mentre magari l’altro gli sta dicendo: capisco, ma prova a guardare le cose da un altro punto di vista, proviamo anche a farlo insieme se vuoi…
chi sta male rifiuta un atteggiamento di questo tipo, sentendolo superficiale o quasi comodo per l’altro (“non vuole veramente starmi vicino, mi chiede di pensare positivo quando non riesco perché è comodo per lui…) e quindi magari l’altro si sente impotente e non indifferente…
anche perché spesso il senso di impotenza (empatico, non egoistico) deriva dal fatto di ascoltare degli sfoghi che alla persona che sta male servono ma solo fino ad un certo punto… servono perché è ovviamente molto peggio che la persona che sta male si tenga dentro i proprio pensieri e emozioni che esplodono, è importante che si confronti con l’esterno, che dica: STO MALE, però a volte gli sfoghi si autoalimentano e sono a circolo chiuso. chi sta male si sente solo e chi ascolta NON SA come raggiungerlo.
spesso sono proprio le cose che rifiutiamo e disprezziamo quando stiamo male che possono almeno un po’ farci star meglio. anche se solo l’idea di farle (uscire per esempio) ci fa “vomitare”.
Gli essere umani hanno bisogno di piccole mete non solo di grandi mete. Chi sta male ed è stanco non riesce a trovarle o le teme perché sa di vivere male ogni contrattempo. Se non dormi, poi, non puoi spaccare il mondo. Ma se vivi di sola ansia non dormi. E’ difficile trovare il giusto equilibrio tra rispettare la proprio stanchezza e non chiedersi troppo e non chiedersi troppo poco, lo so. Il problema è anche che chi sta male spesso usa un sacco di energie, senza rendersene conto, per “difendere” la propria depressione. Come diceva qualcuno qui si arriva a difendere con una straordinaria, inconsapevole, caparbia energia, l’idea della meta della morte o dell’abbandono di sè o che il fatto che non si possa star meglio. A difendere spesso il concetto di essere “inaiutabili”.
Birillo, neanch’io penso che cambierai idea e mi dispiace molto.
Posso provare a dirti che anch’io ho avuto una famiglia in cui non c’era alcuna unione, ma che una delle cose più belle è stata trovare il modo per rimetterla insieme e scoprire che aveva dei lati belli che neppure mi sognavo. Mio papà ora non c’è più, ma avevo fatto in tempo a ristabilire i rapporti anche con lui ed era stato per volontà mia. Questo sebbene avessi ricevuto non pochi danni da lui, in passato. Eppure ho scoperto che anche loro avevano capito delle cose dai loro errori. Ma non penso che questo consiglio ti possa servire.
Poi potrei dirti che, come diceva anche Luna, gli psicologi non danno psicofarmaci, perchè non possono prescriverli. Poi dire “psicologi e psichiatri” è come dire “mondo”, il solito problema dell’anarchia, che quando etichetta qualcosa, o la considera a livello universale, oppure non esiste. Anche quì Luna ha già detto molto.
Neanche per me gli psicofarmaci guariscono, come non guarisce una canna. A guarire è una cosa sola, cioè la volontà di farlo, che tu non hai. Inoltre, tempo fa avevo scritto diverse cose sulla capacità umana di auto-guarirsi e quasi mi linciavano, per cui non le riscrivo. Sono coraggioso, ma quì non basta.
Dagli psicologi e dagli psichiatri ci sono stato. Alcuni sono dei criminali, altri sono persone meravigliose e molto preparate. Sono esseri umani anche loro, con pregi e difetti, come tutti. La differenza è che quelli che lo fanno per aiutare il prossimo hanno una capacità di filtrare i sentimenti negativi che ricevono da cui c’è solo da imparare, e un’umanità impeccabile. Pensa che vuol dire, la mattina dopo il caffelatte, iniziare ogni giorno con qualcuno che ti scarica addosso tutta la sua negatività e doverlo guarire.
E quando non ce la fai, perchè quello non vuole saperne di guarire, ti becchi delle gran parolacce. Altro che riconoscenza!
Però puoi sempre finire la tua vita con l’idea che è solo colpa degli psicologi, degli altri, del governo, del mondo, di tutti, tranne che di noi stessi. In effetti, così è più facile, così com’è più facile per tutti quelli che hai detto prima, quelli che non capiscono che la società sono loro stessi. Oppure quelli che dicono “io non cambio per primo, tanto gli altri non cambiano” e non si rendono conto che agli occhi degli altri loro SONO GLI ALTRI. Quindi, se cambiassero, gli altri vedrebbero gli altri cambiare e forse un pensierino in più ce lo farebbero.