Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
Leggi tutto il testo a pagina 1
L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
14.953 commenti
Pagine: « Prec. 1 … 782 783 784 785 786 … 1.496 Succ. »
Pagine: « Prec. 1 … 782 783 784 785 786 … 1.496 Succ. »
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.
Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.
▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Per Andrea:
Concordo sugli psicofarmaci, i professori alla Cassano nel proporli come panacea dimenticano diverse cose ormai assodate, come gli effetti collaterali sulla sessualità, l’insonnia, l’agitazione, lo stato mentale alterato che può sfociare in atti estremi, e il fatto che hai ricordato tu: questa roba non cura, nel caso migliore attenua i sintomi.
Possono tornare utili ma non sostituire la “vera” terapia, che può essere solo il ritornare a contatto con noi stessi, col mondo delle nostre pulsioni profonde.
Ho sentito parlare della tecnica emdr, ma credevo fosse d’impiego limitato ai soldati che hanno subito traumi in battaglia. Non saprei che dire, non ho sofferto di quel tipo di stress, e nemmeno di depressione vera e propria, eccetto un periodo, 17 anni fa. E’ però vero che ora sento cattive vibrazioni, e mi domando se non sto piombandoci di nuovo… certo l’aver perso la madre, la fidanzata con cui sognavo di costruirmi una vita, il lavoro, tutti gli amici, lo stare ormai sempre tappato in casa, seduto davanti al computer e non provare neppure più gioia di fronte a un albero, a un bambino o un cane che gioca libero – forse come risultato complessivo dà qualcosa che se non è depressione, le assomiglia molto.
Per Beppino
Mi piacerebbe sapere di più su di te, forse la musica era davvero la tua strada e non ci hai creduto (o ti hanno impedito di crederci). Non oso giudicare: certo se hai scritto che la creatività ti mantiene vivo deve essere qualcosa di essenziale per te. Comunque non devi abbatterti, e pensare che quello che hai scritto non vale nulla. Se a te piace, intanto è già una prova che è qualcosa di buono, perchè sei una persona competente. E non devi neanche credere che il genere che fai non abbia pubblico. In Italia gente come Allevi e Roberto Cacciapaglia vende bene e guadagna abbastanza, eppure scommetterei che la tua musica sia migliore della loro.
Senti una cosa: cos’è esattamente l’orecchio assoluto? Se mi fanno ascoltare una canzone, e io la so suonare a memoria alla tastiera esattamente nella tonalità in cui l’ho ascoltata: questo si definisce avere l’orecchio assoluto?
Oppure avere orecchio assoluto significa qualcosa di più, saper dare alla tonalità ascoltata (e a ogni nota di essa) il giusto nome? Questo non so farlo.
Fare ricerche su google non mi è servito, le definizioni di orecchio assoluto che ho letto sono molto varie.
Scusa, non c’entra niente col nostro argomento, ma è una curiosità che mi porto dietro da anni.
Ciao a tutti,
Per quanto riguarda la bipolarità, è interessante quello che scrive Andrea. In realtà tendo sempre a sminuirmi, e ieri ho suonato tutti i valzer che avevo composti…beh ho concluso che erano quasi tutti da buttare via. E poi sono entrato in una fase depressiva. La sera, deprimevo, e non osavo più comporre niente.
Penso di essere un depresso che cerca di aggrapparsi ad un’attività che lo appassiona…e a volte ricado nella disperazione, perché mi rendo conto che niente sarà mai perfetto…mi rendo conto di essere difettoso…e di non poter produrre qualcosa che abbia valore.
Poi ho dormito male, le ultime notti, e forse influisce sul mio morale…anzi è certo.
Bipolare, non so se mi corrisponda…”ansio-depresso”, questo sì.
Ciao!
Caro Lorenzo,
L’orecchio assoluto, secondo me, è sapere riconoscere una nota quando la senti. Ad esempio suono un la sul pianoforte e sei capace di dirmi quale nota è. Poi penso che chi ha l’orecchio assoluto possa creare una melodia senza strumento. Ma avere l’orecchio assoluto si impara. È solo una questione di allenamento, e di pratica della musica. Più ascolti musica, più il tuo orecchio si forma…:-)
Penso di essere un artista nell’anima…però non ho nessuna formazione di compositore, a contrario di molti compositori famosi, e quindi…appare nel risultato! 🙂
Certi compositori odierni usano la lora musica per i film…e trovo sia un’ottima idea.
Io mi accontento di interpretare ogni mia composizione quando vado dalla zia, perché mia cugina è l’unica fan di quello che scrivo.
Si siede accanto al pianoforte e mi ascolta, poi scambiamo i ruoli: l’ascolto mentre suona.
Ma quando studiavo in una certa città, c’era una stanza con un pianoforte, e ogni giorno ci andavo. Così gli “ammiratori” li ho avuti lì…All’epoca, non componevo ancora. Suonavo a memoria dei brani che mi venivano in mente.
La musica ( come altre cose ) per me è una passione. Però ho voluto suonare dei brani troppo complicati, tipo “études de Liszt” e mi sono scoraggiato. Non ho il livello per suonarli, oppure dovrei fare quattr’ore di piano al giorno…e farne la mia vocazione: NON POSSO, perché ho scelto la via delle lingue ( perciò scrivo in italiano ).
Fossi solo a casa…rimarrei tre ore di fronte al mio strumento. 😀 ma è impossibile.
Poi vedi Lorenzo, io compongo musica classica ( o romantica ). Siamo nel 2010. I maggiori compositori romantici hanno raggiunto la cima del genere: Liszt, Chopin, Rachmaninov sono degli eroi. Ora nessuno può competere con loro e comporre musica che superi la loro. Erano prodigiosi. Io vivo in un’epoca che non fa per me, e musicalmente sono rimasto all’età romantica.
Ho voluto creare una musica che rassomigliasse a quella dei miei eroi personali…ma rimane obsoleta nella società odierna.
Gli eroi del giorno sono Yann Tiersen, Yiruma…e il loro stile musicale. Questo, oggi, viene chiamato : “musica classica”.
Quella di Liszt, Chopin…è obsoleta.
Beppino:
Una cosa mi ha colpito di quello che hai scritto.
Tu dici che ti rendi conto che niente sarà mai perfetto. Ma perchè, ha importanza che qualcosa sia perfetto? e poi perfetto per chi? per tutti? neanche Mozart, che io adoro, è perfetto per tutti. Troverai sempre quello che ti dice che Mozart gli fa schifo. Strano a dirsi, ma è così. Mozart era un genio, ma chiunque crea lo è, solo per il fatto di saper creare. Perchè bisogna sempre inseguire la perfezione, quando la perfezione è solo questione di punti di vista? di gusti? o peggio ancora di regole? se un autore classico qualunque fa una successione armonica diversa e “sbagliata” gli dicono che ha sbagliato, se la fa un autore famoso dicono che è un genio. E neanche tutti, perchè ci saranno sempre gli ipercritici frustrati che non vedono l’ora di criticarlo. Ha senso? per me no, neanche per idea. E se Mozart (lo so che noi non siamo Mozart, è solo per spiegarmi) ascoltando le critiche si fosse depresso? Se avesse detto “va beh! smetto di suonare, tanto non mi capiscono…”. Addio Mozart! A parte forse per la natura, la perfezione sulla Terra non esiste Beppino, quello che può essere perfetto per uno può essere un disastro per un altro. Se i tuoi brani hanno errori armonici veramente inutili puoi dedicare un’ora al giorno solo allo studio dell’armonia, anch’io l’ho studiata da solo e se l’ho fatto io puoi farlo senz’altro anche tu!
Ho avuto spesso a che fare con i musicisti classici e la mia ragazza è diplomata in chitarra classica, per cui capisco quello che dici sui big della classica. Ma la musica è talmente vasta che non vedo il problema. Puoi provare a cambiare genere, senza discostarti troppo dalla classica, prova girarci intorno, a sperimentare, è molto bello! credimi! ma non aspettarti che sia perfetto, se lo fosse, forse, suonerebbe anche innaturale! è bello così! umanamente imperfetto!
E poi, parlando di lingue, il tuo italiano è perfetto, mentre ci sono italiani che non sanno nè parlarlo nè scriverlo!
Lorenzo:
L’emdr è stato usato per i soldati e per le vittime dello tzunami, ma alcuni terapeuti lo usano con tutti e credimi che funziona. Lo ha fatto anche la mia ragazza dopo la morte di sua mamma (e non solo per quella) ed è guarita completamente. Un trauma è un trauma, non c’è differenza se lo hai avuto in un modo o in un altro. Il problema, come sempre, è che una parte di psichiatri non accetta la cura, in questo caso l’emdr. Non lo accetta semplicemente perchè non ne capisce il meccanismo. Cioè, non sanno perchè funziona! Però funziona! e io dico, visto che non ha effetti collaterali non è forse meglio usarlo allora? ma secondo me c’è dell’altro, perchè è talmente efficace che provocherebbe un crollo nella vendita di psicofarmaci e questo gli psichiatri lo sanno bene. Io ero arrivato a scaricare l’energia traumatica attraverso altre vie, piuttosto complicate da spiegare, e l’effetto era stato ancora più violento e immediato. Avevo tremato come un martello pneumatico per quattro ore di fila, sembravo epilettico! il giorno dopo avevo un tale mal di testa da non riuscire quasi a muovermi. Il terzo giorno mi sono svegliato e mi sono sentito come se avessi cinque anni, come se fossi nato un’altra volta! e non sono mai tornato indietro. Il trauma irrisolto è energia immagazzinata, non è detto che ti dia sempre ansia. Se trovi qualcosa che ti da entusiasmo l’allontani, ma è lì e ti basta qualcosa di particolarmente negativo per riattivarlo.
Vela:
Ci sei ancora?
Beppino:
Non ho capito una cosa. Hai mai fatto terapie diverse dai farmaci? Tu sai bene di non essere “pazzo”, lo ha detto, quindi dov’è il problema? Sai benissimo che il termine “pazzo” per la gente significa che qualcuno è diverso dalla media delle persone, o anche solo da loro stessi. Per il papà della mia ragazza, ad esempio, sono tutti pazzi tranne lui. Peccato che litighi con tutti, anche quando gli altri sono accondiscendenti con lui. Se una persona media va in Perù dice che lì sono tutti pazzi, ma questo non significa che in Perù abbiano problemi psicologici più che quà, anzi, forse molti meno! questo lo sai anche tu. Perchè non provi a spiegarlo anche agli altri?
A Andrea,
Grazie per il tuo messaggio. L’ho letto con piacere, e mi ha illuminato su certi aspetti della mia vita; Infatti, salire sugli alberi, di notte, era per me un’azione da studente impazzito. O per lo meno, non mi spiegavo perché facevo tali cose. Era fuori dal comune, anomalo. Ma c’era una cosa che non tornava dentro me. Ero rivoltato contro la società e privileggiavo il contatto con la natura ad ogni costo.
Ancora oggi credo che l’uomo distrugge la Terra, e più passa il tempo più mi dico che dobbiamo approfittare al massimo di quello che la natura ci offre prima che venga rovinato. Se fossi solo e libero, prenderei uno zaino e partirei per un anno: visiterei tutti gli zoo della Francia, e farei studi di etologia per poi potermi specializzare nel comportamento dei lupi.
Conoscete Hélène Grimaud? Beh ecco, è la mia “maestra” per quanto riguarda la passione di vivere i propri sogni. Lei ha creato un centro di conservazione dei lupi, agli Stati Uniti, e come professione suona il pianoforte nelle grandi città del mondo. È una personalità misteriosa, selvaggia, che vive al cento per cento le proprie passioni. E questo per me è un modello di vita.
Grazie a lei ho scoperto Chopin, e poi Liszt nonché Rachmaninoff…i tre miei compositori prediletti.
Io funziono così: per mesi mi appassiono per una cosa, poi l’abbandono per un po’ di tempo, e ci torno dopo qualche mese.
Ho composto due ninne-nanne, e quelle piacciono a mia madre…! Finalmente qualcuno nella famiglia mia che apprezza la mia musica!!!!!
La musica è come la poesia…serve ad esprimere quello che si prova.
Altrimenti, rimane morta…
Eh…ora la smetto di scrivere di musica perché altrimenti scriverei un romanzo………
Ciaoooo!
Ciao!
Il valzer della fine del mondo, l’ho scritto il mattino quando non avevo ancora preso l’ansiolitico che mi pacifica con me stesso. Ero quindi angosciato, perciò questo valzer esiste…
È più energico degli altri…e parlandone mi rendo conto che quello che compongo mi appassiona…:-D
In breve, va tutto bene: quello che compongo mi piace…
Non devo calare le braccia…
A presto!
Beppino:
Leggendo quello che scrivi mi sembri molto più sano tu di tanta gente che conosco di persona e che si ritiene perfettamente sana. Tu ti preoccupi per l’ambiente (pienamente d’accordo con te e con Lorenzo!) ami la natura, vivi le tue passioni, cerchi di conoscere più di una cosa, sai cosa desideri e si sente da come ne parli. Addirittura fai progetti! Visto così sembri tutt’altro che depresso! E’ vero che ci vuole costanza e dedizione per imparare bene a fare qualcosa e che la discontinuità può essere un ostacolo, ma è anche vero che se non vivi intensamente non puoi comporre. Forse ti ci vorrebbe più costanza nelle cose teoriche, alternandole alla composizione. Forse dovresti darti degli obiettivi precisi per essere più determinato. Dici anche che vorresti partire per specializzarti nel comportamento dei lupi (bellissimo!), se tu fossi solo e libero. A me sembra che tu dica spesso di essere solo, per cui un problema l’hai già risolto. Libero…economicamente? conosci le lingue e a quanto pare piuttosto bene (e sai che la perfezione assoluta non esiste, la perfezione è soggettiva). Non so come sia davvero in Francia; in Italia chi vuole realizzare qualcosa di particolare per lavoro, spesso si rivolge alla Francia e con successo. Hai paura di partire e sentirti depresso? probabilmente lo sarai se non parti, se continui a stare rinchiuso. Lorenzo diceva che, forse, studi qualcosa che infondo non ti piace, cioè le lingue, e credo abbia ragione. Ma a furia di studiarle le hai imparate e possono essere un ottimo mezzo per realizzare i tuoi sogni veri, non un lavoro fine a sè stesso, ma un mezzo per arrivare ad altro. Secondo me, dovresti scegliere un obiettivo preciso tra le tue tante passioni, qualcosa di potanzialmente realizzabile e che ami davvero, impegnarti per realizzarlo, con più costanza, ma vivendo comunque (e credo non sia un problema per te). Con le lingue potresti sia essere autonomo che realizzare, nel frattempo, i tuoi sogni veri, un passo alla volta. Così avresti sia l’indipendenza economica, sia uno scopo che ti appassiona e non una fila di giorni già segnati.
Se invece questa soluzione non ti fa accendere nessuna “lampadina”, allora il problema è un altro. Forse la tua solitudine è interiore, anche se il discorso non cambia di molto, perchè se tu capissi di valere per le tue buone qualità, che sono evidenti, la sensazione di solitudine interiore sparirebbe e potresti fare serenamente anche il resto.
Il fatto è che le sue buone qualità sono evidenti a noi o a qualcuno al di fuori della sua famiglia ma a quanto pare alcuni familiari non lo apprezzano e su questo devo dire che a volte alcuni familiari sono quelli che danno piu fastidi di gente conosciuta al di fuori della famiglia…non si sa perchè ma visto che conoscono qualcuno fin da piccolo si sentono in diritto di sminuirlo. sopratutto il padre uffi.
@ Andrea,
Ciao. Ho letto il tuo messaggio con molta gioia, perché mi sono sentito capito.
Economicamente, è vero che non sono libero perché vivo ancora dai miei e per ora devo trovare un lavoro che faccia di me una persona pienamente autonoma. Poi, avendo un lavoro, forse studierò le cose che mi piacciono veramente. Amo studiare, imparare delle cose. Forse lavorerò nel settore della traduzione per alcuni anni e poi mi dirigerò verso lo studio degli animali e più precisamente dei lupi.
Faccio progetti, e sono più sogni che progetti concreti. 🙂
In realtà la depressione…sì, ovviamente c’è, ma sono in una buona fase, in questi giorni. Per mesi ( o anni ) ho urlato il mio dolore interiore. Ero come pazzo. Mi automutilavo fino al sangue nei cessi dell’università, lasciando sangue sulle pareti…e scrivevo sul mio diario con il mio sangue. Ho fatto tante cose di questo tipo…! E a giugno, ci è mancato poco perch’io morissi. Adesso sono le medicine che mi aiutano a rimanere lucido ( benché mi stanchino molto…) e a cercare un modo di vivere i miei sogni…
Certa gente molto decisa è riuscita a realizzare i propri sogni…e sarebbe tanto bello se un giorno potessi trovare la mia via, e Vivere al cento per cento per il mio ideale…Ho già tentato di farlo perché riguardo a questo sono concreto. Sono capace di uscire di notte e andare a camminare dritto dritto senza luogo preciso da raggiungere. Smarrirmi in un paese sconosciuto…questa è avventura!!!!! Mi piace da matti.
La solitudine…c’è, perché nella mia famiglia, sono l’unico a “vivere altrove”, a comporre, a scrivere…e ad essere così segreto, interiore. Sono sempre stato appassionato, a contrario degli altri che dicono: “sobrietà in tutto”. IO NO: PASSIONE IN TUTTO!!!! 😀