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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Categorie: - Me stesso

14.953 commenti

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  • 11651
    E -

    Oggi ho buttato tutte le medicine nella spazzatura.
    Non me ne frega niente di curarmi. Niente.
    Voglio viverla per quella che è questa vita di merda.
    Non voglio aver alcun rimpianto.

  • 11652
    ele -

    ciao Luca76, ciao E. l’ultimo post di Luca x E è molto bello così come erano molto intensi quelli di E. proprio ad E(me) vorrei dire quante volte la sua ala mi ha sollevata dal fango in cui stagnavo quando mi sono affacciata qui. tante volte. grazie ancora! l’immagine del cambio d’umore in un battito di ciglia descritta da Luca è per me una grande verità. ad esempio oggi mi è assolutamente successo di nuovo. ero tranquilla a pranzo con mamma in un ristorantino in una città dove non ero mai stata. una gita fuori porta x visitare chiese, musei.. ero serena (credevo), il mio obiettivo solo il menù.. poi mi rilasdo, mi guardo intorno: gruppi di amici tutti a coppie, ancora coppie più giovani a due a due, comitive di signori con mogli al seguito. o coppie o comitive. tutti allegri vocianti sorridenti, a proprio agio nel mondo. ed io improvvisamente cado nel burrone del fuori posto. io mi vedo brutta, triste, sola, inadeguata. e vorrei essere a casa mia. con i miei libri, il gatto, il silenzio. è bastato un attimo. è bastato una sguardo panoramico in sala. e improvvisamente vedo tutti al loro posto tranne me. il nero avanza e mi si stringe la gola. così improvvisamente. senza una ragione. un abbraccio.

  • 11653
    Piergiorgio -

    Ele tu vali molto. Non è obbligatorio formare le coppie. Io conosco dei single e delle single assolutamente senza complessi. Io stesso sono single. Devi convincerti che non sei fuori posto. Esistono i sessuati e gli angeli, ecco noi single siamo angeli. Non apparteniamo a nessuno perciò possiamo dare un piccolo aiuto a tutti; con la parola giusta ad un amico, facendo dei piccoli servizi alle persone care. Il bene non è mai buttato via… Spero di averti un pò aiutata, ciao Ele, un bacino.

  • 11654
    E -

    Ele, capisco bene il tuo stato e mi dispiace che ti abbia rovinato una giornata che avrebbe potuto e dovuto essere piacevole.
    Vedi, io credo che non si possa fare a meno di fermarsi a riflettere se il marcio, quello che ci soffoca, è nato con noi o se qualcosa, qualcuno, persino noi stessi, ce l’ha buttato giù per la gola fino a riempirci, fino a stozzarci.
    Eravamo, siamo predisposti ad essere travolti anche da una minuscola goccia d’acqua oppure siamo stati travolti da onde alte dieci metri e siamo ancora vivi nonostante tutto?
    Vivi ma come?
    Ognuno di noi potrebbe scrivere decine di post sulla propria realtà e qualcun’altro interverrebbe per dire “io sto peggio di te perchè bla bla bla”.
    E’ ciò che capita nella vita reale quando il solito altruista sciorina l’elenco di disgrazie e disgraziati oppure, mentre tenti di spiegare il tuo disagio,trovi chi fa lo screening delle cose e delle potenzialità concrete che hai senza minimamente rendersi conto che tu stai dicendo altro.
    Stai dicendo che ti manca la quantità di vita per poter riprendere in mano i tuoi giorni, i tuoi pensieri, le tue parole.
    Ci si sente clandestini, randagi presi a sassate, come scriva Luca. Clandestini nella propria stessa vita. Persone di troppo, in perenne imbarazzo, scollati dalla realtà, distaccati da quegli altri che diventano gruppi uniformi di nemici da cui scappare perchè non si ha nè forza nè armi per combatterli.
    E’ vero? Non è vero? E’ frutto della nostra immaginazione?
    Ha un senso stabilirlo?
    La sensazione di essere stati catapultati per puro sbaglio in un mondo che non riconosciamo e che sembra riconoscerci come virus da isolare e debellare è talmente parte di noi che lo sforzo sovra umano di riflettere dove finisce l’approccio malato e dove inizia la realtà pare inutile oltre che impossibile.
    E si finisce per decidere giorno per giorno,in base a quello che le forze ci permettono di fare.
    Un giorno si combatte, un giorno si scappa, un giorno ci si accascia a terra con le mani sulla testa sperando che le bombe esplodano più in là.
    Bombe vere. Bombe che, ad alcuni, non fanno un baffo, mentre altri ci muoiono sotto.
    Come la risata di una coppia in un ristorante, una domenica di primavera, quando tutto sembrava e doveva essere tranquillo e sereno.
    Vorrei essere la E(me) che hai conosciuto qui per poterti dire qualcosa di più rassicurante ma il marcio che ho dentro rischia di saltare fuori e sporcare tutto, anche le buone intenzioni.
    Posso dirti solo questo.
    Se non si riesce ad essere “normali”, se non si riesce ad avere una vita normale allora tanto vale combattere arrendendosi alla propria diversità e portarla avanti, giorno dopo giorno.
    Siamo fragili, infragiliti, con gli angoli sbrecciati e qualche pezzo di meno e ci sentiamo al sicuro solo quando qualcuno può capirci e tenderci una mano anche se le gambe di entrambi non porteranno da nessuna parte perchè sono troppo deboli, come le nostre.

  • 11655
    E -

    Se vuoi, Ele, io son qui. Ho perso tante di quelle piume che la mia ala fa un pò anguscia, come si dice a Genova, ma, a volte, svolazza ancora.
    Oggi credo di aver avuto gli ultimi strappi di quell’attaccamento alla normalità che mi perseguita da sempre.
    Gli ultimi perchè più che strappi sembravano scossoni, come quelli di un corpo che sta morendo.
    E’ andata così, in questa vita.
    Peccato che io non creda che ce ne sarà un’altra.
    Sono e resto una disadattata che a volte piangerà, a volte manderà a fan culo tutti, a volte si intossicherà di sigarette ed altre volte guarderà i propri gatti attraverso una bottiglia e riderà dei loro faccioni deformati dal vetro e dall’ubriacatura.
    Un giorno alla volta, senza progetti nè di vita nè di morte.
    La morte,la propria morte è questione di un attimo. Di un attimo solo. Sai cosa conta? Non che accada o che non accada per mano propria. Conta che quell’attimo sia veramente il proprio. Che sia voluto, desiderato e persino amato mentre lo si vive. Non il frutto della disperazione, non il risultato della scelta tra il buttarsi da una rupe o farsi ammazzare dal nemico che ci ha raggiunto.

    Un forte abbraccio a te, a Luca e a chi ne ha bisogno.

  • 11656
    marina -

    Carissima E grazie per i punti esclamativi:-) ,in quello che tu hai scritto ci vedo molto la vecchia emme ,ed è quella che deve sovrastare la giovane E.Non sai quanto mi dispiace leggere i tuoi post così angoscianti,ma dai un pò di buona volontà e ti rialzerai da questa brutta caduta .Affanculo tutti ..tu sei tu ,sei emme. @ Ele quello che dici tu è solitudine ,quello che prova Piergiorgio che provo io ,ma questo non significa che per stare bene bisogna per forza essere in compagnia ! si può essere da soli anche in mezzo a tanta gente .I sbalzi di umore poi sono all’ordine del momento e per quelli come noi poi è tutto un dire ,ci dobbiamo soltanto rassegnare a questo.Perchè scrivere? per gridare a tutti le nostre sensazioni i nostri malesseri su un forum che probabilmente qualcuno leggerà o no (non ce ne può fregare)probabilmente qualcuno capirà ,ma sicuramente ci siamo sfogati ,abbiamo gridato il nostro dolore.Un abbraccio a tutti voi

  • 11657
    antino -

    X Ele e per tutti quelli che si sentono disadattati. Anche io vivo le stesse sensazioni: non ho concluso nulla nella vita, in particolare non sono mai riuscito a sposarmi ad avere una qualche relazione, se non sporadicamente. Adesso la mia ormai ex fidanzata ha famiglia e figli ed è felice. Io invece no. Lo stesso vale con altri rapporti andati male (l’ultimo in particolare modo finito in malo modo). Sono diverso? sono disadattato? che ci sto a fare qui? Odio le donne per caso? Non credo, perchè nonostante tutto sono ancora vivo e sono vivo adesso. Non si parli di una normalità che non esiste se non come concetto statistico, e credetemi noi “angeli” non abbiamo niente meno degli altri “sessuati” e comunque non è certo questo un motivo per darsi all’alchool o peggio togliersi la vita. Ripenso a quando ero un bambino felice: quel bambino felice c’è ancora ed è dentro ognuno di noi..

  • 11658
    lalla -

    Come prima cosa, un saluto a tutti. Vi leggo da diverso tempo ma mai ho scritto. Questa sera, leggendo il messaggio di Ele, ho deciso di aggiungere anche un mio post. iL Post di Ele sembra essere scritto da me. La scorsa settimana, con i miei abbiamo fatto una piccola gita e cosa incontro? Un gruppo in pullman, mamme, papà e bambini. Una tegola in testa da rovinarmi la giornata! Sarà che ancora non ho superato la fine della mia storia di 13 anni, scoprendo che lui aveva un’altra e non si è mai più fatto sentire neanche per venirsi a riprendere i vestiti. Sarà tutto questo più il brutto modo in cui ci siamo lasciati (che evito di scrivere), che io per lui è come se non fossi mai esistita. Sarà che ho una malattia cronica da anni che porta alla disabilità, sarà un pò tutto ma…l’unica cosa che vorrei ora, è un pò d’amore. Mi sento una bimba piccola che vorrebbe essere presa in braccio, accarezzata e sentirmi dire, non ti preoccupare, ci sono io con te ed anche se le cose vanno male, con me vicino andranno bene (insomma come mi sentivo quando ero con lui).
    Sarà che il cervello fa viaggi infiniti e l’unica cosa che riesci ad immaginare sei te, che rimarrai da sola xchè mai nessuno vorrà più amarti per i problemi di salute che hai perchè porta sacrifici e non sai come farai in tutti i sensi (soldi compresi), sarà che l’unica amica che avevo dopo che la mia storia è finita, se ne è altamente fregata, sarà che ho un carattere che mi tengo tutto dentro, saranno tante cose… insomma mi ritrovo qua a scrivere un pò di me ed oltretutto mi sento perfino sciocca ad aprirmi con persone “invisibili”.
    Io che dispensavo consigli, aiutare le persone, non trovo il modo per aiutare me stessa. Io che neanche la malattia è riuscita a destabilizzarmi, un amore finito mi ha uccisa.

    Chiedo scusa per questo mio lungo post ma ho cercato di fare una sintesi di me.
    @Ele, anche a me piace molto leggere. I libri ed il silenzio sono i miei migliori amici.
    Un saluto a tutti voi.

  • 11659
    Ele -

    Cari amici, grazie per i vostri post. Sono contenta della vostra vicinanza ma soprattutto sono contenta di essere compresa da voi tutti, sono contenta di non sentirmi così diversa e sola quando vi leggo. Sono contenta di essere un angelo, anche se con una sola ala, ma l’altra siete voi!
    Benvenuta a Lalla, ai suoi libri ed ai suoi silenzi (abbiamo già tanto in comune).
    Un abbraccio grande a Piergiorgio (come stai amico mio?), ad E che riesce sempre ad aiutarmi, a Marina che dona sempre affetto concreto che davvero si sente, ad Antino che condivide il mio essere disadattata.
    Purtroppo la mia domenica primaverile serena si è stravolta soltanto guardando gli altri felici e a loro agio, e pure tutti in coppia o con una comitiva di amici.
    Sembra un nulla, ma finchè io permetterò a questo “nulla” di farmi cambiare umore e di farmi sentire la mia diversità, sarò sempre fragile ed infragilita.. Questo piastrone di tristezza e inadeguatezza che resta comunque lì da qualche parte, anche durante una gita nata sotto tutti i buoni astri, quando vuole viene fuori, si affaccia prepotente e beffardo, si prende il suo spazio annientando i miei timidi tentativi di serenità.
    E mi fa sentire perdente, mi sussurra “lascia stare, che ti sforzi a fare, tanto quando voglio ti trascino di nuovo nel nero, anche solo ascoltando qualcuno che ride…”
    Vorrei saper accettare la mia ‘diversità’, ma per ora mi riesce soprattutto quando sto a casa mia, tra le mie cose.. Quando sono in mezzo agli altri, diventa tutto più difficile. Buonanotte a tutti e ancora grazie. Davvero!

  • 11660
    Antino -

    @E@Ele@lalla
    Condivido queste stesse sensazioni di inadeguatezza, di non sentirsi capiti, di non avere realizzato forse la cosa più importante: un amore. Capita anche a me quando guardo gli altri realizzati e felici, i miei cugini coetanei, i miei ex compagni di scuola, o le mie ex fidanzate. Cosa cìè che non va in me? Certamente è altamente improbabile che con l’avanzare dell’età una cosa del genere si possa realizzare, o quantomeno diventerà sempre più difficile, e se era difficile quando ero ragazzo figuriamoci adesso. E’ una mia idea o le cose stanno realmente così? Non lo so. Certo quando, da ragazzo andavo dalla psicologa, lei lo aveva capito che in questo campo non sarei andato lontano nella vita (e in tanti altri campi aggiungo io). Ma siamo così sicuri che se le cose fossero andate diversamente saremmo adesso più felici? Non lo so . So per certo però che l’amore, l’affetto di una donna (nel mio caso) è un qualcosa di molto importante. adesso posso dire che ho perduto tutti gli affetti e che mi ritrovo da solo; in realtà lo sono sempre stato ad eccezione di un breve periodo di tempo..poi il nulla… e più passa il tempo minori sono le speranze di “trovare”. Così forse (parlo per me comunque) l’unica cosa che possa ragionevolmente fare è quella di lasciare che la vita faccia il suo corso. credo che sia l’unica alternativa: allinearsi con la vita, allinearsi internamente con essa e lasciarsi trasportare….

  • 11661
    lalla -

    @Antino: Ma siamo così sicuri che se le cose fossero andate diversamente saremmo adesso più felici?
    R: Si, con assoluta certezza xchè qualche mese fa avevo gli stessi identici problemi ma lui c’era ed io stavo strabene anche se la salute è quella che è e non mi lamentavo mai di questo!
    Nessuno però sembra capirlo ed infatti non dico più nulla!
    E’ come se soffrire di mancanza d’amore sia vietato. Si può dire ho mal di testa, ho mal di pancia… ma non ho il cuore spezzato voglio solo amore, niente di più. Mi sento sola ma soprattutto non accettata. Anche se lui non me l’ha detto, scommetto che la mia malattia ha molto influito….
    Mi è stato detto che per amore non si muore, ed infatti è così, d’amore si vive, senza amore si muore… ed io è così che sto, sono stata catapultata in un secondo dal pianeta terra (mondo delle favole per me, povera sciocca che crede che tutti sono buoni e sensibili) all’inferno, senza biglietto per il ritorno.
    Su questo forum ho letto Ci vuole più coraggio a vivere che ad uccidersi. Credo sia così.

    Ciao.

  • 11662
    luca76 -

    Non me ne è mai fregato niente del Santo Natale. Ne tantomeno della Pasqua. A me le feste religiose (di qualsiasi religione) mi hanno sempre dato il voltastomaco. E nemmeno le cosiddette feste laiche hanno provocato mai in me qualche fremito festaiolo (tipo il capodanno, tanto per intenderci). Così come gli onomastici e i compleanni, miei (l’ultimo che mi hanno costretto a festeggiare risale al 1997) o di altri. L’unica festa (o meglio, celebrazione), che per me ha sempre avuto un senso è quella di oggi. Quella del I° maggio, la festa dei lavoratori. Questa, per 22 anni, è stata la “MIA” Festa, la “MIA” Giornata. L’unica che al cambio annuale di calendario andavo a cercare e a cerchiare con la penna rossa. L’unica che io abbia mai veramente consacrato al culto e rispettato. Da perfetto ateo e Comunista vecchio stampo. Per 22 lunghi anni, in questo sacro giorno, mi svegliavo e pregustavo il sapore dei maxi-panini alla salsiccia con cipolla e peperoni di cui mi sarei abbuffato di lì a poco, innaffiati con abbondante Barbera, consumati alle grigliate organizzate con amici e colleghi. Mi vengono in mente gli anni sul finire del decennio ’80 e quelli di inizio ’90 quando, pivellino, mi intrufolavo nei cortei dei lavoratori della FIAT che qua a Torino partivano da Mirafiori e si concludevano al Parco Ruffini. Ricordo i discorsi registrati di Berlinguer (dolce Enrico mio, quanto ci manchi), che facevano da colonna sonora al corteo….La giornata perfetta…Ora, tutto questo non c’è più. Mi è stato tolto, e ora questa giornata, senza tutta la sua magia passata, è diventato un giorno qualunque. “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Gli stranieri e la globalizzazione (nonché la classe politica e dirigenziale di questo povero Paese) hanno trasformato questo diritto in un lusso, una chimera. Ogni giorno in cui uscivo dal cantiere, sporco e lacero, guardandomi le mani piagate e callose, mi sentivo orgoglioso e fiero di me stesso. Un senso di orgoglio e fierezza che solo quei lavoratori che se le sono sporcate sul campo, che hanno lasciato sangue e sudore sul posto di lavoro spezzandosi la schiena, possono comprendere in pieno. Era una giornata di festa, l’hanno trasformata in un giorno di tristezza, rabbia e dolore. Il mio pensiero oggi va a quei lavoratori che si sono suicidati, perché gli hanno tolto il lavoro e non riuscivano più a sopravvivere. E a quegli imprenditori, strangolati dalle tasse e dai debiti, che hanno fatto altrettanto. Ne a loro, ne a me, non gliene può fregare di meno del reddito di cittadinanza e degli ammortizzatori sociali. Noi volevamo e vogliamo solo lavorare. Non abbiamo bisogno di elemosine. Vogliamo la nostra dignità. Vogliamo la nostra libertà.
    Un abbraccio forte ai famigliari dei morti sul lavoro e dei suicidi collegati ad esso, ai cassaintegrati, agli esodati, ai disoccupati, agli sfruttati, a chi è sottoposto a mobbing, a chi riesce ancora a conservare il lavoro e a chi combatte per il diritto di averlo.

  • 11663
    E -

    Condivido, Luca.

  • 11664
    luca76 -

    ….Un senso di vuoto proprio….

  • 11665
    Antino -

    @lalla
    Non potevo non leggere e non considerare la tua risposta. Non so cosa dirti, perchè sì forse è vero: io cerco delle continue giustificazioni e inganno me stesso. Quante volte parlando con le mie sorelle riguardo alla mia storia mi sono sentito dire le stesse cose che io adesso mi scrivo, mi ripeto e dico anche agli altri: voglio farmene anche io una ragione del fatto che un amore finisce perchè “le cose dovevano andare così”. Facile liquidarlo così, ma non è altrettanto facile liquidare il dolore che si prova. Perchè sì nel tuo (e in tanti altri casi) si è stati lasciati, nel mio invece sono stato io a lasciare ed è diverso. Ma il risultato è in definitiva lo stesso: gli altri sembrano non capirlo. Ma non possono perchè ognuno ha dentro di sè un mondo che è del tutto imprescrutabile dagli altri, e siamo soli. Purtroppo non c’è niente altro da fare. Non sono in condizione di dare altri consigli (d’altronde non li so dare nemmeno a me stesso). Ecco perchè scrivo in questo gruppo, forse perchè in fondo sono consapevole che anche per me non c’è altro che la morte davanti. Mi consolo ascoltando il mio Bach, l’unica cosa che può darmi un certo sollievo.

  • 11666
    SOLE -

    Non lo fare. Faresti soffrire le persone che ti amano. Tu DEVI vivere per loro.

  • 11667
    lalla -

    Credo che chi scriva su questo forum in realtà non abbia molte soluzioni per se stesso tranne una… continuare a vedere come andrà.
    Antino, se hai lasciato la tua ragazza deve esserci stato un motivo ben preciso che ti ha spinto a questo.
    Ciao

  • 11668
    E -

    Ciao Sole, scusami è…. ma:
    -il DEVI puoi mettertelo là dove non batte il tuo stesso nick;
    -il “faresti soffrire le persone che ti amano” è un pò approssimativo.
    Non è che tutti siano circondati da frotte di persone che si strapperebbero i capelli se ci si autoeliminasse.
    Senza contare che può venire il giorno in cui ti rompi le balle, diventi un pò (tanto? poco?)egoista e hai occhi solo per il tuo malessere.

    Luca, ti capisco.
    Parlo per me perchè non ti conosco.
    Faccio spesso il bilancio della mia esistenza, faccio spesso l’inventario di ciò che ho, di ciò che non ho mai avuto e di ciò che ho perso.
    Nel mio caso il senso di vuoto, spesso, non è altro che un meccanismo mentale per cancellare, anche se solo per un momento, la contabilità di una vita che, se fosse una ditta, avrebbe già chiuso per fallimento.
    E scrivendo questo non voglio atteggiarmi a vittima.
    Ho le mie colpe e nessuna intenzione di scaricarle addosso al Destino o alle persone.
    E’ che guardo ai fatti ed i fatti parlano chiaro.
    …..Mah!
    Un abbraccio a te e a chi ne ha bisogno.

  • 11669
    Ele -

    Ieri giornataccia… Il senso di vuoto che appare anche in alcuni recenti post, si è impossessato di me, della mia giornata, dei miei pensieri.
    Cara E, neanche io do la colpa a nessuno o al destino, ho fatto tutto io. Ho impostato la mia vita in modo tale che adesso, alla soglia ormai prossima dei 40, non ho un bel niente. O comunque io mi vedo un bel niente tra le mani. Meglio scrivere così, perchè se esterno il mio senso di vuoto, molti mi risponderebbero (l’hanno già fatto altre volte), ” hai il lavoro”, “hai la salute”.. È vero, ma in questi giorni mi sento talmente vuota, senza un ruolo. Anche se poi mi chiedo se avere un ruolo è davvero necessario.. Oggi sto meglio di ieri, ma i pensieri si inseguono e si elidono, lasciandomi stanca e perplessa. Diciamo la verità, credevo di esserne immune ma il bilancio dei miei primi 40 anni è uno strazio. Mi ritrovo sempre più spesso a pensare quanto sarebbe bello tornare indietro. Forse mi basterebbe tornare al 2007. E intanto per guardare indietro, non vedo e non guardo più niente davanti e mi Sa che tra poco prendo anche qualche tramvata.

  • 11670
    luca76 -

    @E, ricambio l’abbraccio. Io non mi sono mai troppo sprecato nel fare un bilancio della mia esistenza, più che altro perché so già che alla fine ne rimarrei deluso. E la mia delusione non sarebbe dettata dalla mancanza di quello che avrei voluto a questo punto della mia vita. Ma dalla consapevolezza di aver fatto tutto quello che era nelle mie capacità fare, ed accorgermi che non è servito a niente. A niente proprio. Le cose, più che perderle di mio, mi sono state tolte. Ho già scritto in un’altra occasione che, certamente, io ho le mie colpe, ho fatto i miei sbagli etc. etc.; ma nessuno, ripeto, nessuno mi toglierà mai dalla testa che mi sono ritrovato alla fine della fiera a pagare un conto più salato del dovuto. E a pagare colpe ed errori compiuti in primis da altri, e che poi si sono ripercossi (pesantemente in alcuni casi) su di me. Vittimismo? Non credo proprio, direi per quanto mi riguarda più che altro sia realismo. Dividere in parti uguali tra me e gli altri le colpe della situazione in cui mi ritrovo a galleggiare sia una condizione più equa e giusta. Certo, ognuno è padrone del proprio destino, certo, le proprie scelte si ripercuotono sulla nostra vita. Ma siccome nessuno di noi è un’eremita sperduto in una grotta inaccessibile, e dobbiamo (alcune volte in maniera forzata) interagire col resto del Mondo, a chi ci ricorda tutto questo dovremmo rispondergli che i destini delle varie persone si incrociano spesso e che le scelte di altri possono influenzare le nostre vite. Con conseguenze spesso devastanti….Il mio senso di vuoto in questi giorni è dovuto si, a una mancanza…Un qualcosa, un qualcuno che mi manca dentro. E quel qualcosa, quel qualcuno, è il vecchio Luca. Quello che ormai hanno ucciso…Già…Perché se è vero come è vero che io gli ho scavato la fossa, sono ben altri che l’hanno assassinato.
    @Ele, ciao, un abbraccio anche a te, tieniti stretto ciò che hai (lavoro, salute) e fregatene di quello che potrebbe risponderti la gente, se vuoi dire qualcosa fallo e basta. E avere un ruolo in questa vita, si, è necessario. E quel ruolo te lo devi assegnare tu, se non lo fai, lo faranno altri al posto tuo, non permetterglielo. Le giornatacce capitano, non farti travolgere, rimani a galla per quanto ti è possibile. I ricordi, quelli positivi, sono belli ma sono anche un’arma a doppio taglio. Conservali come un qualcosa di prezioso, ma lasciali dove sono.
    Buona domenica a tutti.

  • 11671
    E -

    ….Tornare indietro con la memoria del presente e del passato divenuti futuro. Altrimenti rischieremmo di essere punto a capo, Ele 🙂
    Concordo con Luca. Lascia stare i ricordi, sono un’arma a doppio taglio.
    O possono diventarlo.
    Magari rendiamo mostruosi i ricordi brutti oppure rendiamo meravigliosi quelli semplicemente piacevoli delle cose/persone perse rendendo ancora più profonda la fossa di vuoto in cui siamo caduti.
    Quanto agli altri ed i loro saggi consigli (magari dati con affetto e in buona fede ma con che risultati? Senso di colpa? costernazione? Senso di straniamento dal mondo dei “normali”? )è stata scritta una frase/poesia in merito:

    …….”Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere
    mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io.
    Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate.
    Vivi gli anni che ho vissuto io
    e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io.
    Ognuno ha la propria storia.
    E solo allora mi potrai giudicare.”

    Luca, comprendo le tue parole e mi dispiace per quel te stesso assassinato. Mi dispiace tanto.

  • 11672
    E -

    Ancora una cosa Ele. Tu, dentro di te, sai benissimo quali sono i ricordi fa portare nel tuo viaggio. Quelli sinceri, quelli che non faranno male quando torneranno in mente anche se rimandano a persone perse per sempre e eventi che non accadranno più. Tieniti stretti questi ricordi e solo questi.
    Io li ho chiusi dentro alla parte buona di me. E lo terrò sempre nel cuore. Finché non cesserà di battere.
    Un abbraccio.

  • 11673
    Antino -

    Buongiorno a tutti/e. Sono d’accordo nel portare nel proprio cuore i ricordi belli e di lasciare andare quelli brutti. Mi premeva poi dire di non fare bilanci della propria vita; non servono a niente. E non serve nemmeno dare o darsi colpe per delle cose che non sono andate come dovevano andare (cioè come volevamo che andassero). Esiste solo il presente, l’adesso.

  • 11674
    Ele -

    Ciao E grazie per la poesia, è molto bella e molto vera. A volte i ricordi sono terribili, arrivano senza che neanche te ne accorgi e ti stravolgono. Credo che il mio problema (o meglio uno dei miei problemi) sia proprio questo, mi faccio travolgere dalle emozioni e non riesco proprio a gestirle. Poi il momento uragano passa ed io mi domando come sia stato possibile soccombere in quel modo.. Ma qualche tempo dopo, a volte magari appena poche ore dopo, risuccede. Un circolo continuo che mi stanca e mi demoralizza perchè mi pare di non fare mai alcun passo concreto in avanti, soltanto passi apparenti. Intanto ieri ho fatto stì fatidici 40 anni e per ora quello che temevo, cioè il bilancio della mia vita, lo reggo ancora. Perchè sto pensando, non è che magari adesso che ho 40 anni vengo immediatamente inserita dagli “altri” nella casella di quelli che non hanno concluso un cavolo nella vita e che ormai sono irrecuperabili? Magari smettono di chiedermi quando avrò un figlio, quando mi sposerò, quando metterò su famiglia. Luca, il mio ruolo potrebbe essere questo: la zia zitella, ma vorrei che tutti i ragionamenti altrui sulla mia inconcludenza della vita, fossero fatti soltanto alle mie spalle. Che mi lasciassero in pace con i miei bilancini, con i miei passettini virtuali, con le mie ricadute ma anche con i miei recuperi. Ciao Antino, ciao Piergiorgio (come stai??), ciao Marina, ciao David… Un abbraccio a tutti.

  • 11675
    luca76 -

    @Ele, allora auguri se hai fatto gli anni. Un abbraccio.

  • 11676
    lalla -

    Ciao Ele auguri.
    Abbiamo in comune anche questo, il bilancio della vita, pensare ai ragionamenti altrui. Tanto agli occhi delle persone sarai sempre imperfetta…
    se ti vesti di rosso, nero, se sei magra, grassa…
    Ieri in un momento in cui non pensavo, ho incontrato una signora e parlando mi ha chiesto che fine avesse fatto il mio Lui. Le ho detto che è tutto finito ma mi son messa a piangere (naturalmente non volevo)…. mi sarei messa sotto un sasso dalla vergogna. E se il tuo ragionamento è la zia zitella il mio è: zia zitella che è stata fidanzata tanti anni e poverina anche ammalata!!! In poche parole quella da compatire!
    Ciao a tutti

  • 11677
    Piergiorgio -

    Ciao Ele ti faccio gli auguri anch’io. Sei entrata negli ‘anta anche tu. Bene continua così, non mollare mai … Ciao

  • 11678
    david -

    Auguri Ele ho sempre sognato di essere nato nel ’73.un abbraccio a tutti.ciao

  • 11679
    antino -

    Abbiamo tutti bene o male le stesse questioni irrisolte: il fatto sopratutto di non avere trovato una soluzione di vita condivisa con una persona dell’altro sesso. E’, dovrebbe essere, una cosa fondamentale, ma a qualcuno non riesce. Anche io ci avevo provato e riprovato, ma con risultati davvero disastrosi. E mi rendo conto che più passa il tempo più si riducaono le possibilità di trovare una soluzione. Ci collochiamo in quella fetta che non è riuscita in questo obiettivo. E’ una cosa fondamentale, indubbiamente, e almeno io mi sento come handicappato, come se mancasse qualcosa. Ma forse questo senso di mancanza è più comune di quanto pensiamo, anche tra le persone che ce l’hanno fatta. Erano cose da realizzare quando si era giovani, almeno per me posso dire questo. Ci dovevo pensare prima e non l’ho fatto. Non so nemmeno io il perchè. Sarebbe stata una vita certamente diversa, molto diversa, con figli e magari nipoti. Credo che alla mia età, non sia più possibile. Gli psicologi aiutano veramente poco in questosenso perchè è una cosa talmente personale che nessuno dall’esterno potrà mai e poi mai risolvertela. Senza un affetto è veramente dura, è come soffrire la fame. A questo reagisco con rabbia, e questo non risolve niente, anzi peggiora lo stato di cose, una rabbia profonda, perchè viene percepita dall’esterno: ci si chiede perchè e non si riesce a dare una spiegazione. E giù con i sensi di colpa per non essere stati all’altezza di certe situazioni. Che ci si riesca adesso è veramente assai difficile e trovo intollerabile la situazione di solitudine

  • 11680
    Ele -

    grazie per gli auguri, mi fanno molto piacere davvero! @ Antino, condivido il tuo post anche se mi fa rabbia non riuscire ancora a rassegnarmi a non avere una vita completa.. perchè non riesco ad abbassare l’asticella e basta?

  • 11681
    Antino -

    Nemmeno io riesco ancora a rassegnarmi. Non ci riesco e mi sento male. Gli psicologi non mi sonoserviti a niente. Ci andrò un’ultima volta tra un mese (non mi vuole vedere prima) e le dirò la verità senza finzioni: mi fa piangere sapere che la mia ex fidanzata ha famiglia e figli, mi fa molto male tutto questo; mi fa male da morire vedere in giro coppie felici e con figli magari. Mi chiedo come sia possibile. Perchè gli altri si e io no? Qualcuno me lo deve spiegare. E mi viene detto che no, non ho motivo di stare male. Io invece sto male , anche fisicamente: la mattina mi sveglio prestissimo, devo prendere dei farmaci per stare tranquillo. La cura dalla psicologa non è servita a niente. L’isolamento abbrutisce e la colpa non può che essere solo mia. Chissà forse un giorno, quando avrò qualcuno mi dirò quanto ero stupido a stare male. Ma ormai sono almeno 10 anni che sto così male. Certo ci sono dei momenti in cui sto meglio, ma la maggior parte è buoi più nero.

  • 11682
    Antino -

    Oggi sto un po’ meglio e vorrei poter anche lasciare qualche parola di incoraggiamento per tutti voi che scrivete in questo forum. La vita è una sola e occorre fare il possibile per farla passare nel miglior modo possibile: se si è stati lasciati, se un amore è finito, se ci sono delle difficoltà economiche, manca il lavoro, si è soli, se si ede tutto nero..lo so sono sensazioni molto angoscianti. Magari non si sa con chi condividerle; il pensare di non essere da soli questo è già tanto, anzi è moltissimo, e forse è di maggiore utilità di qualunque altra cosa. Ci si sveglia al mattino e si è da soli: una condizione comune, ma se si guarda fuori c’è un sole che splende, la natura che si risveglia in questa primavera…

  • 11683
    Leonardo -

    Come mi si può chiedere di morire da solo?

  • 11684
    E -

    E questa cos’è? Preannunci una strage? Proponi un suicidio di gruppo? O è una frase ad effetto?

  • 11685
    tracy -

    nella morte si è sempre soli con se stessi anche se muori in un incidente stradale con altri coinvolti..magari vuole dire che vorrebbe morire con qualcuno che gli tiene la mano.

  • 11686
    E -

    Mah, sinceramente preferirei prima vivere con qualcuno che mi tiene la mano.

  • 11687
    luca76 -

    Rientrato da poco da un’altra notte di alcol e di ognicosa (scritto volutamente così), che mi abbia dato pace, per qualche misera ora almeno, dalla condizione in cui navigo…Bere non risolve i problemi (ma va?) ma, come recita una battuta che gira sul web, ti aiuta a dimenticare il perché lo fai….Sono un forte bevitore dalla tenera età di 14 anni, prima che mi schianti ce ne vuole….Almeno in qualcosa, in codesta vita, posso primeggiare…Ahahahah….Se il mio povero fegato potesse parlare….Ma in fondo è meglio che non lo faccia. Dall’altronde riesco ancora a trascrivere i miei pensieri senza errori (bahhhh, bugia, in queste poche righe ne ho fatti un sacco, ma ho avuto abbastanza lucidità x correggerli, quindi chissenefrega)….Pur continuando a entrare spesso in questo blog, non sento più il desiderio di prima di buttar giù due righe, per un “pour parler” e di lasciar una pur miserrima traccia della mia presenza su questa landa desolata…Ho letto i post di @Antino (a cui avrei voluto rispondere qualcosa, ma leggendolo così gaudioso per l’incombente primavera, non mi sembrava il caso, e quindi mi sono ragionevolmente tacitato), e di @Leonardo….OH my God, sono così fuori in questa notte (matttina) che sto ripassando a nastro su youtube la canzone del carosello anni ’60 della Talmone, “el merendero” (chi se la ricorda?)…Pazienza, d’altronde dicono che la follia sia sinonimo di genio…Beh, in questo momento dovrebbero accostarmi a Leonardo, Michelangelo e via discorrendo…Che rispondere a Lenny?…Confesso di non aver colto (in questo, ed in altri momenti di lucidità astemia) il senso della sua (tua) domanda… Che m…..a (i puntini li ho messi io senza che si sprechino quelli del blog, ma la parola è leggibile per chiunque) vuol dire quella frase? Confesso che leggendola la prima volta ho avuto le stesse perplessità esposte da @E…”Morire da solo….”…Amico mio, anche i kamikaze musulmani, quelli spinti dalla guerra santa contro gli infedeli, pur portandosi appresso decine di persone, si ritroveranno nel loro personale “paradiso delle vergini” da soli, a confrontarsi con un chissacchè per l’eternità…Se lasci certe frasi scritte, dovresti essere più esauriente…Stragi o suicidi di massa? O semplici frasi ad effetto?…Concedici delucidazioni, please…
    Un forte abbraccio a @E, Ele e David…Spero che stiate bene, per quanto vi (ci) venga concesso…
    …E un saluto agli “altri”, perché no?….

  • 11688
    Rocky -

    La vita è una fogna puteolente. Nasciamo e cresciamo pieni di bisogni che, man mano che cresciamo, non riusciamo o possiamo soddisfare, a meno che non si abbia fortuna e/o mediocrità. Ed anche chi soddisfa i propri bisogni, se ha un mino di onestà intellettuale, si rende conto che la vità fa schifo in ogni senso. La mia, di vita, è quella di un completo fallito, orgoglioso di esserlo. Ho capito che solo le merde, gli stupidi e gl’insensibili sono coloro che possono aspirare alla serenità. Io non sono niente di queste tre cose.Ho una ragazza di cui mi frega poco, lavoro praticamente senza essere pagato, ogni giorno ho notizia di bambini violentati, animali torturati, negri che picconano e malati di cancro. A che c.... serve l’amore se tanto sappiamo che tutto è uno schifo? A cosa serve campare se non si ha futuro e, in ogni caso, si sa che sarà un futuro vissuto in un inferno di ingiustizia e dolore?
    Eppure sono talmente vigliacco che non ho ancora avuto la forza di buttarmi giù dal balcone. Forse per condizionamente religiosi inconsci; forse per istinto primordiale; forse per non far soffrire i miei; forse perchè il mio carattere non è grande come la mia lucidità. Non so. In ogni caso mi piacerebbe buttarmi e mandare tutti a ca..... E se Dio avrà il coraggio di presentarsi, se si decide ad esistere, allora è meglio che si faccia proteggere da una schiera di succubi serafini e cherubini, perchè gli chiederò conto di ogni attimo di sofferenza, di tristezza, di disperazione, di dolore. E quando avrà spiegato i miei attimi, dovrà spiegarmi quello dei bambini, degli animali, di ogni singola fottuta persona che è passata in questa merdosa vita.
    Un giorno tutto questo finirà: non so se per mano mia o per chissà quale evento; non so se presto o tardi. Ma finirà. E smetterò di sentire puzza.

  • 11689
    Leonardo -

    Quella fra sta a dire, come si può fare quel passo sapendo di essere soli non fisicamente, perchè tutti vi siete imputati su questo aspetto? ma emotivamente, sapendo che forse a molti non mancherai, ai familiari,a qualche amico giusto perchè facevi parte della routine quotidiana, poi si sà, tutti ti amano quando sei 3 metri sotto terra. No , non preannuncio ne attacchi kamikazze ne omicidi plurimi seguiti da suicidio. Quel che volevo chiedere, è come fate voi a spiegare a voi stessi cosa succederebbe senza la vostra presenza nel mondo. E’ una delle cose che mi spaventa, la paura di partire e non mancare a nessuno, ed una volta tornato diventare ancora più un estraneo di quel che si era prima.
    Vorrei solo qualcuno che dimostri che gli mancherei, qualcuno che renda la mia assenza una vera assenza, un vuoto incolmabile di una persona che manca e non è sostituidile. Qualcuno che renda con la sua sofferenza, la mia mancanza più difficile anche per me , certo, ma almeno sarà vera, perchè se te ne vai e non lo vede nessuno lo sai solo tè quel che hai fatto. Egoista? certo, molto anche, ma di debolezze ne sono ricco e non è la peggiore.

  • 11690
    E -

    Leonardo, credo che il mondo, dopo la nostra dipartita proseguirebbe (come proseguirà) in modo indisturbato con un’unica, piccola, differenza: non sarà più in grado di calpestarci.
    Si dovrà cercare (e troverà) nuova carne da macello.
    Altre persone che verranno al mondo tra fiocchetti azzurri e rosa, convinti per davvero che “è per te tutto quello che c’è” per poi sbattere il grugno (chi prima e chi dopo) contro una realtà che ti porterà via tutto: amici, amori, lavoro, denaro, possibilità, ottimismo, sorriso, speranze, energia, forza etc etc etc fino a ridurti ad uno spaventapasseri su cui gli uccelli si posano per pulirsi le piume, tanto hanno paura o stima di te.
    Qualcuno, forse, piangerà la nostra morte, qualcuno se ne sbatterà allegramente, qualcuno, addirittura, se ne rallegrerà.
    A meno che non si scelga di diventare polvere, si marcirà per qualche anno dietro ad una lapide e poi, a seconda del grado di attaccamento dei superstiti,o si resterà dietro a quel marmo oppure si verrà buttati, senza tante cure, in mezzo a tante altre ossa di sconosciuti.
    Una mano ignota, il 2 di novembre di ciascun anno, depositerà un mazzetto di fiori ai poveracci finiti nell’ossario.
    Sinceramente non mi viene in mente altro.
    Posso sembrarti squallida e, probabilmente, lo sono.
    Ma, pur avendola attraversata, ho superato la fase delle seghe mentali sui temi vita, suicidio e morte in genere.
    Guardo ciò che ho ossia: un c....!
    Butto un pensiero a ciò che sarà post morte ossia: il nulla!
    Gli unici sentimenti che percepisco chiari e forti intorno a me sono:
    -il risentimento, il rancore o il disprezzo o, nei rarissimi casi migliori, l’affetto mischiato a pena incazzata di chi è finito, mio malgrado, nel tritacarne del mio fallimento personale, economico, lavorativo e finanziario;
    -l’indifferenza;
    -l’ingordigia di chi mi vede come una figura mitologica, per metà fuori di testa e per metà morta di fame, idonea ad essere sfruttata, inchiappettata e ricattata per pochi euro di merda.
    L’unico sentimento che percepisco chiaro e forte dentro di me è il senso di colpa per non aver capito, già 20-25 anni fa, che la mia vita è nata male, che si sarebbe rapidamente trasformata in merda pura e che, se avessi avuto le palle di togliermi di mezzo allora, adesso chi (forse) piangerebbe la mia morte avrebbe già smesso di piangere da mò e altri non sarebbero rimasti prima illusi e poi scottati dalla mia (in parte innata e in parte regalata dal marcio che c’è nel mondo) capacità di mandare in merda tutto ciò che di costruttivo mi capita tra le mani.
    Altro non ho da dire.
    Ricambio il forte abbraccio a Luca76, lo allargo a Ele, David, Marina e a tutti coloro che mi auguro abbiano compreso che il marcio che ho sparso non era dentro di me ma addosso a me.
    E che non l’ho sparso volontariamente.
    Si è semplicemente librato in volo spinto dal vento di sfiga, inadeguatezza, coglionaggine, incompatibilità con il 95% del genere umano e asocialità che mi soffia addosso dal lontano 1972.

  • 11691
    resa incondizionata -

    Vedo che qualcuno ha parlato di onestà intellettuale. Purtroppo è la stessa persona che ha scritto: “Ho capito che solo le merde, gli stupidi e gli insensibili possono aspirare alla serenità. Io non sono nessuna di queste tre cose”.
    Ecco un tipico esempio di disonestà intellettuale. Si spacciano per superiorità morale la propria fragilità, il proprio malessere psichico, il proprio irrimediabile disadattamento. E per giustificare il proprio fallimento ci si rifugia dietro a una filosofia d’accatto: solo i malvagi sono felici; la sofferenza è un segno di nobiltà d’animo etc etc. Una mistificazione disgustosa. Certe frasi rivelano un livore, un’invidia e un risentimento verso le persone felici che la dicono lunga sulla presunta sensibilità di chi le ha scritte. Anche il riferimento ai “negri che picconano” mi sembra estremamente interessante. E’noto che solo le persone di colore commettono delitti …

    Chi scrive è un povero fallito che ha l’onestà intellettuale di non indulgere a mistificazioni di bassa lega. Ho intenzione di farla finita entro breve ma almeno lo farò con dignità, senza prendere in giro me stesso e senza credermi superiore agli altri.

  • 11692
    E -

    E c’è il bianco che getta l’acido, il “giallo” che tortura…… La violenza è violenza e non ha colore né nazionalità. Come la follia. Come il disadattamento.
    Io non invidio le perdone serene. Le ammiro. Ciascuno di noi, chiunque, ha sul gobbo un bagaglio di limiti, di paure, di malattie, di disagi e di disgrazie. Alcuni, i sereni, trovano il modo di conviverci. Altri, quelli come me, ci rimangono schiacciati sotto. Poi ci sono i delinquenti ed i bastardi. Ma non sono certa che siano sereni. Hanno un’ ansia di demolire pur di imbottinare successo e soldi che non li ga fermare per “godersi” i frutti del loro sciacallaggio.

  • 11693
    lupo198990 -

    ma come si fa a desiderare di morire?siete malati e dovete curarvi…..anche se la vita terrena è una m…x morire c è tempo e non dobbiamo decidere noi…bisogna lottare x qualcuno che ci sta accanto….moglie figli amici passante….non sei qui x caso e anche un sorriso o una parola puo far bene a qualcuno…non siamo una nullità e a qualcuno serviamo piccolo o vecchio….lottate che x morire c è tempo…siete solo egoisti….pensate alle persone che lottano x sopravvivere …malati o senza cibo etc e amate la vita cosi com è…non avrete una seconda possibilità

  • 11694
    luca76 -

    @Leonardo, che ci piaccia o no, ognuno di noi è sostituibile, nei cuori e nella mente di chi ci conosce. A parte in rari casi, questa è l’amara verità. Come ti ha già risposto @E, il resto del mondo della nostra assenza non se ne preoccuperà minimamente. Siamo solo delle figure di passaggio su questa terra, quelli di noi che riusciranno ad arrivare alla notorietà, tuttalpiù lasceranno dietro di se una pagina biografica su Wikipedia e una strada, o altro, intitolata a loro nome. Per il resto siamo condannati all’oblio (naturalmente estremizzo il mio concetto, che non venga ripreso papale papale). Quindi, non spremerti troppo su ciò che sarà il dopo, non ne vale davvero la pena. Scrivi che hai “paura di partire e non mancare a nessuno, ed una volta tornato diventare ancora più estraneo di prima”. E qui torno a non capirti…Cosa intendi? Vuoi forse fare un lungo viaggio, trasferirti altrove, per poi ritornare dopo del tempo sui luoghi lasciati? Se è questo ciò che hai in mente di fare, fallo, senza guardarti alle spalle e senza tornare. Perché ti potrebbe capitare che tornando, tu ti accorgessi che non sei mancato a nessuno e allora come reagiresti? A volte è meglio non avere tutte le riposte alle proprie domande…Se invece intendevi altro, beh, io non ho mai conosciuto qualcuno che l’abbia fatta finita e sia poi tornato indietro…E perdonami il cinismo.
    @Resa incondizionata: trovo interessante il tuo commento come tu hai trovato “estremamente interessante” il riferimento ai negri che picconano (tra l’altro sarebbe da aggiornare visti certi recenti accadimenti, adesso usano i machete per staccare la testa alle persone) che faceva @Rocky. Quando leggo di onestà/disonestà intellettuale, mi viene in mente la famosa “prostituzione intellettuale” di mourinhana memoria. E, come proprio delle vecchie bagasce, ognuno di noi saltella da una marchetta intellettuale all’altra per soddisfare il proprio bisogno, soffermandosi su ciò che gli fa guadagnare di più. E io, senza spacciare per superiorità morale la mia fragilità, il mio malessere, il mio disagio e evitando di rifugiarmi dietro una filosofia d’accatto posso dirmi, in larga parte, d’accordo con lui. Perlomeno quando cita “gli stronzi, gli stupidi e gli insensibili” come beneficiari di una serenità che a me è sempre apparsa una chimera per motivi personali. E questo senza preoccuparmi minimante di apparire come una persona disonesta intellettualmente. E se a qualcuno (in questo caso te), legge tra le righe livori, invidie e risentimenti verso chi è felice, beh, gli sfugge qualcosa. Che ognuno ha la sua storia. E che, a volte, quando ti ritrovi a capo chino a spalare la merda che hai attorno e alzando lo sguardo trovi persone che (forse) non meritano tutta quella felicità che hanno, io credo che a chiunque possa salire dal profondo un rigurgito di disgusto, e si cada nella tentazione di lanciare strali verso chi si pensa stia meglio di noi (a torto magari). Credo sia una cosa umana e -continua-

  • 11695
    luca76 -

    -segue- almeno in parte comprensibilissima, se ci si sforza. Di mio confesso che spesso mi sono state sugli zebedei quelle persone sempre troppo sorridenti, ottimiste fino all’eccesso, quelle che affrontano ogni cosa con un sorriso beota stampato sul volto. E questo non per invidia o altro. Ma perché ho imparato a mie spese, che le persone fatte così, prendono le cose troppo spesso alla leggera. Pensano che tutto si aggiusti con il passare del tempo. Invece non si aggiusta niente. E ancora…I malvagi sono tutti felici? Certo che no, ma come si dice: “Meglio piangere sui sedili di una Rolls royce, che sui sedili di un tram”. Mistificazione disgustosa? Io credo che sia semplice realismo.
    Saluti a tutti.
    P.S. @Lupo, stavo per chiudere la pagina e mettermi a fare altro, quando al cambio di pagina, toh, guarda un po’, trovo il tuo commento idiota. In altri occasioni lo commenterei più approfonditamente, ma ora non ne ho voglia.
    …Siamo “malati” e dobbiamo farci “curare”?…Muah…Nemmeno tu mi appari tanto sano, comincia tu a farti passare qualche ricetta medica in più, forse (forse) eviterai in futuro di citare “malati” e “senza cibo” che “lottano per sopravvivere” in un contesto estraneo a quello di cui si dibatte da sempre in questo blog: un mal di vivere.

  • 11696
    E -

    Si Luca, il lanciare strali è una cosa umana. E, forse, dopo, ci si sente anche un pò stronzi per averlo fatto. Ma ci sono persone che non si limitano a lanciare strali che solo apparentemente hanno un bersaglio fisico, umano ma che, a pensarci bene, solo lanciati verso la sfiga, il destino, il chissà cosa che regola le nostre esistenze portandole verso il fallimento.
    Ci sono persone che odiano chi ha, effettivamente o solo apparentemente, raggiunto una serenità.
    Le odiano, le disprezzano e le perseguitano con i tanti o pochi strumenti che hanno a disposizione.
    E, questo, non rende certi invidiosi tanto diversi dai negri che picconano o dagli inglesi che decapitano.
    Se potessero lo farebbero. Forse li ferma la paura della galera.
    Ognuno sa per sè.
    Ognuno sa, in cuor suo, qual’è il sentimento che si anima quando vede, che ne so, una coppia tornare dal lavoro tenendosi per mano per poi rientrare nella propria casa, cambiarsi d’abito fischiettando e organizzare le proprie prossime vacanze davanti ad una pizza.
    E non sto parlando di ville, di yacht, di grandi ricchezze.
    Sto parlando della normalità.
    Io, per fare un esempio, invidio nel senso che ammiro chi ha una mano da tenere nella propria.
    Perchè so che se anche se fossi così folle (ma non lo sono) da sperare, in un futuro, di trovarne una so che il mio ormai immenso bagaglio di limiti, di paure, di nervi tesi, di fragilità, di carattere (non temperamento) di merda porterebbe quella mano ben lontano dalla mia.
    Me la prendo con chi, quella mano, è riuscita a trovarla e se la sa tenere?
    No. Me la prendo con la me stessa che sono diventata e mi tengo il muso finchè non mi rendo conto che, in ogni caso, anche se non avessi smanettato per complicarmi e rovinarmi la vita, la sfiga avrebbe reso la mia esistenza un pozzo di letame stagnante.

  • 11697
    david -

    Ciao E ciao Luca.,io penso che vediamo le cose diversamente da altri del blog,perchè anche siamo nati ed abbiamo vissuto l’infanzia e l’adolescenza in un tempo che non è quello dei nostri genitori e neppure quello di oggi dove un ragazzino arriva ad una festa con un M-16 e bombe,dove le cose più tremende ci vengono presentate senza alcun ritegno.Le cose sono accomunate dalle più drammatiche e alle più sciocchine,dove tutto viene dato per scontato,le stupidaggini più assurde accomunate alla tristezza,alla solitudine,al dolore “sacro” Io credo E in una vita dopo questa vita,spero che sarà migliore,ci voglio credere.Però E io penso che noi dei primi 70,ci siamo trovati come di fronte ad una miniera che ci ha affascinati,che ci ha resi entusiasti,ci siamo presentati di fronte a quel classico sole in fondo all’orizzonte,felici con un ingenuità ed abbandono.Ci abbiamo creduto,ci abbiamo sperato,proprio perchè forse non ci bombardavano col dire…questo mondo è una merda,la gente è di merda,cattiva,viscida,non fidarti mai di nessuno…ecc…Abbiamo ricevuto un educazione abbastanza rigida ma forse anche più giusta,credo che quegli anni fossero giusti,più giusti di questi .Noi ci credevamo,noi ci abbiamo creduto,il meglio di noi,abbiamo avuto fiducia,forse troppa.La nostra educazione è ben diversa da una persona nata nel 1992,è inevitabile,ed è inevitabile pure che molte persone siano imbestialite.Noi siamo stati educati(anche se queste sono cose naturali)a commuoverci,a provare pietà,a lasciarci sfuggire una confidenza che diventa poi magari un macigno sulla testa,ma pure a rispettare il pianto e non riderci sopra e credere che qualcuno rispetti il nostro dolore,le nostre debolezze accettate e non sbeffeggiati,traditi.Concludo con una frase di un certo Bobby Sands,morto di fame in un carcere inglese.Morto per aver difeso i valori umani.”I know I’m right”,cinque parole che lo hanno accompagnato fino alla fine…Grazie.Ciao E,ciao Luca un abbraccio grande.

  • 11698
    resa incondizionata -

    @ E:
    Grazie per avere ricordato a lor signori che la follia e la violenza non hanno colore.

    @ Luca76:
    In teoria non dovrei nemmeno risponderti, perché i tuoi messaggi xenofobi mi hanno profondamente turbato. Quando una persona arriva ad affermare che “solo gli italiani si suicidano” è evidente che il suo intelletto è offuscato dall’odio, dal risentimento e dalla rabbia contro gli immigrati.
    Rispondo solo per chiarire meglio il mio punto di vista e per dissipare alcune incomprensioni:
    Il mio commento si riferiva a un utente che conosco molto bene e che non può accampare alcuna pretesa di superiorità morale. Sai, Luca, c’è una parola che non ho mai potuto soffrire. E’ una parola di cui si abusa in modo indegno; è la parola “sensibile”. Ho fallito nella vita perché sono troppo sensibile; non trovo lavoro perché sono troppo sensibile; la mia ragazza mi ha lasciato perché sono troppo sensibile (odio i negri e scrivo messaggi razzisti perché sono troppo sensibile ?).
    Ma tu l’hai letto bene il messaggio incriminato ? Possibile che tu non colga il narcisismo dell’autore, il suo senso di superiorità del tutto immotivato, la convinzione di essere migliore degli altri proprio perché infelice ? Possibile che tu non colga la mistificazione insita nell’equazione “felice = stronzo/insensibile/ stupido/mediocre ?” Perché poi è proprio di questo che stiamo parlando. Hai la grossa attenuante di non conoscere il soggetto in questione, ma il fatto che tu approvi quello che ha scritto getta una luce inquietante anche sul tuo carattere.
    Cito testualmente le tue parole: “A volte, quando ti ritrovi a capo chino a spalare la merda che hai attorno e alzando lo sguardo trovi persone che (forse) non meritano tutta quella felicità che hanno, io credo che a chiunque possa salire dal profondo un rigurgito di disgusto, e si cada nella tentazione di lanciare strali verso chi si pensa stia meglio di noi (a torto magari)”.
    Mi fa piacere che tu abbia intercalato la parola “forse”, ma visto che hai parlato di disgusto, mi piacerebbe sapere con quale criterio stabilisci chi è più meritevole o meno meritevole di te.
    A casa mia chi lancia strali contro le persone felici si chiama invidioso. Forse sarebbe il caso di sdoganare questo sentimento così umano e di non irritarsi quando qualcuno ci fa notare che neppure noi ne siamo immuni.
    Sono arrivato a un punto della vita in cui posso permettermi di essere assolutamente sincero. Sincero con gli altri ma soprattutto con me stesso. Chissà se hai presente la “menzogna vitale” di ibseniana memoria … Io comunque, nel caso che tu non l’abbia già fatto, ti consiglio di leggerti questo: F. Nietzsche. “Genealogia della morale”. E’ un testo di una profondità straordinaria, che attraverso l’analisi della religione cristiana arriva a smascherare l’impostura di tutti i buoni e di tutti i sensibili autoproclamatisi tali.

    Stammi bene.

  • 11699
    Rocky -

    Resa incondizionata: Bene, allora fammi un favore…se proprio non vuoi suicidarti, almeno scompari ed evita di dire sciocchezze. E tu avresti dignità? ah ah ah ah Ma fammi il piacere! Tu, che evidentemente hai un buonismo “ecumenico” non puoi neanche spacciarti per “qualcosa”. Tu “sei” un poveraccio, mentalmente e moralmente.
    E: sì sì, il buono e cattivo c’è ovunque, non ci sono più mezze stagioni, i cinesi non muoiono mai e via discorrendo…sai dire qualcosa oltre le banalità?
    Luca76: Grazie per la difesa d’ufficio della mia filosofia “d’accatto” (quella di non accatto sarebbe quella di Resa Incondizionata? Decidete voi, nel gran consiglio di internet quale filosofia di vita è corretta?). Resa Incondizionata è evidentemente uno che ha sbagliato talmente nella sua vita da avere addosso un senso di colpa tutto proiettato su se stesso. Insomma, sa di essere un fallito per “meriti” suoi. E sono anche cavoli suoi.
    Io, naturalmente, ho sbagliato pure, ma non poi tantissimo: la vita spesso è più forte di noi e noi non possiamo farci niente e il fattore C. ha un peso gigantesco, cui non possiamo prescindere.
    Non basta farcela in questa vita; bisogna che la vita ci metta in condizioni di farcela. E noto che la mediocrità, morale ed intellettuale sia un volano verso il successo o almeno la serenità, non da ultimo perchè ti rende meno problematiche le sconfitte della vita. Se tu ti ritieni una prostituta perchè usi una tua visione come il marciapiede, ti auguro di farti sempre pagare prima di fartelo mettere nel di dietro. A me non è mai riuscito. Forse sono meno bagascia di qualcun altro…

  • 11700
    resa incondizionata -

    Come stai, carissimo ? Tutto bene con lo stalking ? Ho saputo che ultimamente hai avuto dei problemi. Non te la prendere; sono gli infortuni del mestiere. D’altro canto sei una persona così sensibile … Sai qual è la differenza fondamentale fra me e te ? Che io non mi sono mai spacciato per qualcosa di diverso da ciò che sono realmente. Quando ho preso degli abbagli l’ho fatto in buona fede; in ogni caso non ho mai pensato che i miei fallimenti fossero una prova di superiorità morale. Non mi sento migliore degli altri perché ho fallito i miei obiettivi; anzi trovo certe affermazioni vagamente demenziali. D’altro canto la logica non è mai stata il tuo forte … e nemmeno la psicologia a quanto vedo.
    Come stanno le scimmiette della Foresta Amazzonica ? Ho saputo che hai perso un altro lavoro … Che vuoi farci; è il destino dei puri di cuore…

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