Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Non bastava la guerra fra poveri; ora abbiamo anche la guerra fra disperati.
Buona fortuna e buon proseguimento.
Vedi Luca,infatti loro ci disprezzano,c’è già un piano per l’islamizzazione dell’Europa.Sono fanatici,per loro l’unico suicidio che conta è quando ammazzano gl’infedeli,e festeggiano quando avviene.Noi poveracci piangiamo e ci disperiamo per un amico che si toglie la vita.Resisti Luca,vedrai il sole e poi sogna,nella mia vita anche se sofferta certi sogni si sono realizzati,ce lo meritiamo.Resisti ciao
A me fanno più ribrezzo quelli che si farebbero fuori perchè sopraffatti dalla noia……
Beati loro. Anche la noia richiede lucidità. Bè, gliela invidio. E parecchio!
…Stamattina aprendo il web e andando sulle notizie relative al suicidio, me ne sono uscite fuori un paio che hanno attirato la mia attenzione. La prima, riguarda il tentato suicidio, avvenuto ieri sera, di una donna di 30 anni a Sanremo. Si è gettata dal 3° piano della sua abitazione. E’ grave, ma si è MIRACOLOSAMENTE (era scritto proprio così, in maiuscolo) salvata. Beh, io non ci trovo niente di miracoloso. Anzi, la trovo una beffa crudele….Non so se sopravvivrà, e non so nemmeno cosa sia meglio augurarle…Se la morte o la vita, è questo che intendo…
La seconda è di un paio di giorni fa, forse qualcuno la conosce già. E’ di quella donna del brindisino che ha avvelenato la figlia di 3 anni e si è buttata dal terrazzo procurandosi gravissimi traumi al capo. E’ in coma, e i medici ne hanno decretato la morte cerebrale. Entrando nel sito web del giornale che riportava la notizia, ho letto i commenti lasciati dai lettori. Tutti, escluso uno, erano di condanna feroce per il suo gesto. Riporto gli stralci di uno di esso, lasciato da una lettrice, forse il più duro tra quelli scritti: “…le auguro che i danni riportati la lascino sana di mente, ma al tempo stesso che le creino dolori fisici atroci che la porteranno a spegnersi moooolto lentamente….non riesco a provare pena per queste persone vili e schifose, l’ha fatto per punire qualcuno e ha usato la bambina…vigliacca, vigliacca, vigliacca schifosa.”…
Beh, che dire…a parte il fatto che l’augurio di questa lettrice non potrà realizzarsi (visto lo stato vegetativo in cui riversa la donna), sinceramente provo disgusto per tutto quell’odio che trasuda da uno scritto del genere. Certa gente sputa sentenze frettolosamente, facendosi trascinare da chissà quali pulsioni, salendo su uno scranno e proferendo giudizi e altro, senza conoscere e cercando di capire il perché di certi gesti. Da parte mia, non ho nessuna intenzione di giustificare in qualche modo ciò che ha fatto quella donna. Ma il mio pensiero si riflette su ciò ha scritto quell’unica lettrice che non l’ha condannata: “Provo solo profonda pena per questa donna e per quello che ha fatto alla sua piccolina…Ha fatto una cosa orribile è vero, ma è orribile anche quella bestia che aveva nell’anima e che si chiama depressione.”…
@Luca76
Quella donna era da curare non da condannare.
Io non mi stupisco più di tanto.
Ci sbraniamo tra disadattati quando il malessere dell’uno non è l’esatta fotocopia del malessere dell’altro.
Fiiguriamoci quando la controparte è una persona sana o convinta di esserlo.
Ogni tanto vado al cimitero, sulla tomba di un suicida.
Si è ammazzato con il gas di scarico della propria auto, nel garage di casa, nel 1994.
Non ce la faceva più.
Al cimitero guardo spesso la sua foto, scattata pochi giorni prima del suicidio.
Il mostro, la bestia, la belva che gli ha tenutola mani fino alla fine è in primo piano.
In quello sguardo dolcissimo ma triste e nel sorriso appena abbozzato di chi ha già deciso, non ha più il terremoto dentro, sa cosa deve fare anche se, forse, sarebbe l’ultima cosa che vorrebbe fare.
La morte, per un suicida, non è detto che sia una liberazione.
Spesso lo è, ma non per tutti.
A volte si entra in un condotto che si chiude alle proprie spalle man mano che lo si attraversa, impedendo d tornare indietro.
Un condotto a sens ounico che da accesso ad un baratro.
La scelta è tra il restare in bilico a guardare il vuoto o lasciarsi cadere.
E’ scelta questa?
E’ volontà?
La belva che si ha dentro, a volte, non è altro che il prodotto di espulsione delle belve che ci sono fuori.
Quelle egoiste, menefreghiste, cattive, violente.
Quelle che calpestano, sfruttano, abbandonano.
La belva dentro ti mangia.
Un giorno ti guardi alle specchio e non ti vedi più.
E a quelpunto è questione di un attimo, un attimo solo.
Poi ci sarà qualcuno che piangerà, qualcuno che ne parlerà, qualcuno che giudicherà, qualcuno che bacchetterà, qualcuno che proclamerà la classica frase ” se solo avesse parlato, si fosse confidato/a avremmo cercato insime una soluzione”.
Ma dove sono i benefattori mentre scivoli sulla merda per poi affogare in una pozza di letame?
Dov’è questa platea di soccorritori pronti a intervenire?
Possibile che non la si veda mentre il desiderio più grande sarebbe vederla?
Mah….
C’era o non c’era la posibilità di salvarsi, di uscire dal condotto?
Hai solo visto egoismo, menefreghismo, violenza o c’erano veramente?
Hai non visto aiuto, affetto e solidarietà o non c’erano proprio?
Hai parlato e non sei stato ascoltato o hai taciuto e hai nascosto il disagio con una maschera?
Cos’è stato fatto? Cosa avrebbe potuto essere fatto? Cosa è stato omesso o non chiesto?
Che importanza ha stabilirlo? Stabilirlo dopo, quando chi sta male non c’è più?
Forse solo a ripulire certe coscienze quando incroceranno uno sguardo scomodo, troppo vivo per appartenere ad una foto attaccata ad una lapide
Una persona che conoscevo-una brava persona-si ammalò di un tumore,era gentile,cordiale,sicuramente sincera.Una persona rovinata dalla vita,un non-Briatore,un non Bunga-Bunga-un non Billionare.Era vissuto facendo l’imbianchino e veloce attaccante del calcio storico.Eravamo sull’autobus perchè facevamo lo stesso percorso quel giorno,ci sacambiammo due parole.Prima di scendere,mi guardò,mi fissò come se fossimo stati due calcianti insieme nella sabbia di Santa Croce,fece un gesto e scese,un pò triste un pò rassegnato.”Questa è l’ultima volta che ci vediamo Marco”,pensai,fu istintivo pensai che Marco se ne sarebbe andato,ma io non avevo ancora saputo della sua malattia,fu un impressione istintiva.Morì pochi giorni,forse un mese dopo.Quando andai a Trespiano,piansi la sua morte,e piansi pure la mia vita che non voleva finire.-Gli avrei regalato la mia vita lui che povero,miserabile,rejetto,non si era mai lamentato,non aveva mai fatto un gesto cattivo o violento contro nessuno.-L’ultimo viaggio-
spesso gli addetti dell’impresa funebre con il carro funebre,aspettano fuori dalla chiesa,ridacchiano,sputano,fumano una sigaretta.Spero che per me ci sia pronta una veglia irlandese in piena regola,quando sentirò sul viso la brezza fresca il cielo grigio ed il rumore del mare in tempesta,allora sarò arrivato a casa,magica contea di Clare ed i miei parenti,Caldwell,Daly,Lenehan,a casa…
Ele, Marina, soffro tanto. Scrivetemi qualcosa se potete… Martedì della settimana prossima mi ricovero. Ciao
PIERGIORGIO !!,come mai ,hai detto che stavi meglio?Cerca di tirarti sù ,non mollare ,se hai avuto una ricaduta fatti forza anche questa passerà 🙂 TI ABBRACCIO ,facci sapere se puoi come stai andando con il ricovero ok ? La nostra malattia è un sali e scendi ,ma l’importante è non mollare mai ,combatterla con tutte le forze che ci ritroviamo e che dirti ? ti sono vicina 🙂 <3
Ciao Piergiorgio,auguri vedrai che starai meglio,cerca di pregare non perdere la fede.siamo con te.
Non farti ricoverare dove ti legano al letto e ti fanno del male, meglio essere infelici ma sempre liberi. la libertà di movimento è la cosa piu bella che c’è!!!!
Piergiorgio, sono qui! Vicina a te e ti penso tanto. Hai bisogno di ricaricare un pò le batterie? Ok, ma poi torna più forte e più sereno, che io son qui ad aspettarti.
Un abbraccio grande grande, dammi notizie, ti prego…
Piergiorgio ti sono vicino anch’io. Scrivo raramente su questo blog, ma anch’io come tutti voi ho spesso gli stessi “problemi”. fai tacere la mente e affidati….all’Universo, alla vita che non può andare contro se stessa
PIERGIORGIOOOOOOO!!!!!!!
Grazie Ele, Marina, Antino, David, Tracy, vi ringrazio per avermi rincuorato, le vostre parole mi hanno aiutato molto, davvero. Ci sentiamo su queste pagine, ciao. Marina cosa c’è ?
Nulla ,non rispondevi..un abbraccio 🙂
Ciao Piero, sono passati vent’anni da quando ti sei ammazzato con il gas di scarico.
Tutti gli anni, ad aprile, vengo a trovarti al cimitero.
Non porto fiori nè, tantomeno, prego.
Mi limito a porti la stessa domanda, tutti gli anni.
Una domanda che resta e resterà senza risposta.
Cos’hai provato in quei minuti?
Cosa hai pensato, chi o cosa hai ricordato, perdonato, maledetto?
Hai pianto o forse hai sorriso?
Ti sei sentito solo o, finalmente, non te n’è importato più nulla?
Hai visto la morte come un’amica o ti ci sei abbandonato come ci si abbandona al nemico quando si viene sconfitti e non si ha più la voglia di lottare contro i mulini a vento?
Noi non ci siamo mai conosciuti ma, anche se non conta nulla, ti voglio bene.
Ciao.
Un abbraccio a chi ha lo sguardo triste di Piero e a chi non sa neppure più di avere uno sguardo.
La solitudine è sempre più opprimente, viva ed astuta. Penso di essere impazzito o di quanto c’è più simile tre notti fà, dopo essermi addormentato un pò felice.
Ho sognato un’ambientazione un pò utopica, satura di allegrezza.
Ed io ero il più euforico, perchè avevo finalmente qualcuno al mio fianco; e mentre eravamo con seduti per terra con la schiena appoggiata al muro lei mi ha posato la testa sulla spalla destra e stretto le mani attorno al braccio destro. Da allora, se non fosse per il fatto che non la vedo, giurerei che mi segue ovunque, sempre in quella posizione. Quando sono solo sono arrivato a parlarle, non solo nella mia testa, ma anche ad alta voce.
Quando nella mia testa lei resta in una stanza mentre io vado in un altra per prendere qualcosa, provo quella felicità che si sente quando c’è qualcuno che ti aspetta, e sono quasi euforico al pensiero di tornare di là da lei, e risentire il peso della sua testa sulla mia spalla, ed appoggiarvi anche la mia sopra.
Ma è tutto nella mia testa, solo perchè non riesco a toccarla e la sua voce la sento chiaramente nella mia testa, ma non dall’esterno, sennò scriverei questo da un manicomio.
Che sia la morte, seducente che finalmente mi si affianca in attesa del momento migliore?O solamente la solitudine, che è troppa per me per tenerla dentro, e devo in qualche modo esternarla?
Non lo so, non voglio saperlo, scrivo solamente per lasciare una traccia della mia fine.
Una delle tante che volevo lasciare, se non altro per lasciare una spiegazione dettagliatissima.
Fatto sta che la sento a fiano a mè adesso, mi indica alcuni errori grammaticali, e mi pone domande alle quali io rispondo con onestà.
Spesso discutiamo sul fatto che lei non è lei, ma è in qualche modo me che mi faccio compagnia, perche la solitudine è diventata troppa.
Ma non toglietemela, anche se la cerco spesso solo quando ho bisogno, ma lei c’è sempre, contenta della mia sola presenza, ed i nostri silenzi sono più carichi di parole delle nostre discussioni.
Ho paura, ma non ho più forza per lottare o semplicemente per rispondere a questo stimolo istantaneo che penso si senta quando la propria psiche sta cedendo, quando tu diventi più persone, che cercando di riunirsi.
Ma lasciatemi impazzire, se è questo che devo pagare per non soffrire più, per non pensare più e non sentirmene in colpa.
Solo, spero che se lei mi aiuterà a farlo, poi qualcuno forse troverà le bricole di pane che sto lasciando per cercare di farmi capire se non altri dai posteri.
(Un uomo mentirà in modo inevitabile, ma dategli una maschera e lui vi dirà la verità- Oscar Wild).
Anche Travis Bickle (Robert de Niro)in TAXI DRIVER si dice perseguitato dalla solitudine ed infatti va dal suo collega “Mago”ma fa un discorso talmente strano che nessuno ci capisce niente.Cmq tornando a noi per me poca metafisica e filosofia,il suicidio è una bomba,detto fatto,affanculo al mondo(ma ci sono persone che amate e che vi amano?)Io credo di essere pronto ad uccidermi,l’ho già fatto,a dire il vero adesso non voglio,ma quest’altra volta voglio andarci a botta sicura,però dovrebbe essere una vera tragedia,solo al mondo forse,comunque non parlate tanto del suicidio nè invocatelo,perchè è una specie di runner pizza,lo ordini e arriva quando ormai vuol lui,e magari voi state meglio o meravigliosamente…nessuno è capitano della sua barca nè padrone del suo destino,fare attenzione.intanto basta segarette e dieta.Ciao Buck che si dice? Ciao a tutti
“Solo, spero che se lei mi aiuterà a farlo, poi qualcuno forse troverà le briciole di pane che sto lasciando per cercare di farmi capire se non altri dai posteri”.
…..Pensi davvero che ti capirebbero? Mah….sono più propensa a credere che i superstiti giudichino, spesso condannino, talvolta perdonino senza passare dalla fase della comprensione o, perlomeno, dal tentativo di comprendere.
Quella condanna/perdono che altro non è che l’archiviazione di un caso irrisolto che nessuno ha interesse a risolvere.
Poi non si sa mai….magari qualcuno si prende la briga di fare una sorta di autopsia mentale al cadavere.
Ma che senso ha?
Quanto sono attendibili i risultati?
E,soprattutto, a chi e a cosa servono?
Ho la certezza matematica che il giorno in cui creperò il primo impulso mentale dei superstiti sarà il domandarsi che danno gli potrà aver arrecato la mia dipartita.
Il secondo: il come porvi rimedio.
Il terzo: (qualora crepassi per mano mia)il becero pettegolezzo libero e senza contraddittorio.
Il quarto: la damnatio memoriae. Non per demeriti ma per sopraggiunta perdita di interesse al pettegolezzo o, in caso di morte naturale, per mera indifferenza.
…Pochi (se non pochissimi, se non addirittura nessuno), tra quelli che ci hanno conosciuto e resteranno dopo di noi, riusciranno a capire il perché di un gesto come il suicidio. E questo perché, per capire certi dolori, bisogna viverli sulla propria pelle. Ovvio. Nemmeno metterli di fronte ai disagi quotidiani che viviamo, ai nostri pensieri lasciati scritti su una pagina del web (o cartacea), potrà provocargli un rigurgito di comprensione. Come dice giustamente @E potremo essere giudicati (sicuramente), condannati (probabile), perdonati (mmmh…chissà…). Ma chi si sforzerà di comprendere? Chi lo farà? Come potranno farlo? Le mie lettere di addio le ho già scritte da tempo. Sono lì, una imbustata, messa in bella evidenza sul pianale del mobile del soggiorno, un paio salvate su una cartella del pc, pronte a essere inviate via e-mail….Un’altra (la più importante, quella a cui tenevo di più) già spedita da tempo, in un momento di debolezza, con le conseguenze descritte in un mio precedente commento. La solitudine, per molti di noi è, ed è stata, una fedele compagna in questa vita. A nulla è servito cercare di colmare quel vuoto, per quanto si sia provato. Da parte mia ne sono stato per lungo tempo un estimatore. Ho fatto presto mia la frase “meglio soli che male accompagnati”. Ma alla lunga la solitudine ti logora. E sono certo che capirete di quale solitudine io stia parlando. Quella dell’anima, non quella legata ad avere millemila persone attorno. Una solitudine più profonda, più cupa…Nasciamo e moriamo soli, nessuno ci accompagnerà quando attraverseremo quella frontiera indefinita che ci porterà verso l’ignoto…Prima o poi, tutti quanti, proveranno in quell’ultimo momento ciò che noi abbiamo provato nel corso della nostra vita. Allora, e forse solo allora, comprenderanno…
E,stasera sto male anche per le condizioni sempre peggiori di mia madre,il babbo penso voglia farla ricoverare o almeno ci sta pensando.Lei è rimpicciolita,sta nella poltrona come un piccolo nano,parlare e capire sì,ma per il resto non fa più nulla,gira per la casa come un fantasma e spesso piange.Anche mio padre sta male e soffre tanto,cerca di resistere mi sembra la ritirata sul fiume Beresina dei francesi in Russia.Ho sentito una sensazione ,di volere andare a casa,la vera casa.Io penso che sto per morire che mi ucciderò presto,mi sento stanco di lottare di soffrire.Tutta la mia vita dai 14 anni in poi è stata terribile,mi piacerebbe tornare sul ring ancora.Ciao E se succederà spero che in qualche modo tu venga davanti al marmo così vedrai la mia faccia che è quello che è dopo 10 anni di boxe,spero che mettano una bella foto quella tanto bella di quando avevo 12 anni al mare,allora ero così bello,sembravo una bella ragazza,avevo tanto amore da dare,tanta gioia,tanta serenità.Ti abbraccio E,noi che abbiamo un caratteraccio abbiamo scoperto presto la vita.Ciao a tutti auguri,cercate di resistere forse dopo la prossima duna vedrete il mare. Ciao,sto piangendo vi giuro.abbraccio a tutti
Ciao David, ho letto solo ora il tuo ultimo post, insieme a quelli di E, Luca76, Leonardo..
Credo di conoscere bene quella solitudine profonda di cui tutti in un modo o in un altro parliamo, e sento anche ben forte l’incomprensione degli altri nei confronti del nostro modo di sentire, essere, vivere. Però tra di noi ci capiamo, possiamo a volte avere da ridire qualcosa, non essere d’accordo su alcuni argomenti, ma siamo tutti insieme in questa solitudine profonda e soprattutto nella paura (per me anche terrore) di riprovarci e magari riuscirci. Non sentirti solo, incompreso. Questo forum mi aiuta davvero tanto a non sentirmi diversa, inadeguata, sola. Mi sono attorcigliata, vero? Cioè dico che siamo soli nel profondo, ma di una solitudine condivisa che non ci fa sentire soli nel quotidiano. Si, mi sono attorcigliata. Buona serata a tutti e scusatemi…
David, per come sei,per ciò che scrivi e per ciò che desideri e che, a volte, esprimi con l’entusiasmo di un bambino, spero proprio di non vedere la tua faccia su un marmo.
La tua vita è stata ed è quella che è ma si vede lontano tre miglia che tu ci sei attaccato e che la tua natura da lottatore ti porta a difenderla a calci e pugni.
Luca, credo che tu abbia ragione. In quel momento, e solo in quel momento, forse, si potrà parlare di comprensione.
Prima c’è il giudizio o, peggio,il pregiudizio.
ciao E grazie,grazie a tutti,speriamo bene.
Non ce la faccio più.
Non così.
@E, come stai? che succede?
Sai una cosa Luca76?
Non lo so.
Non so cos’è successo.
Probabilmente è la consapevolezza di non avere nessuno che mi stringa la mano quando vedo il vuoto davanti a me e so di non potermi ancora permettere di caderci dentro.
Grazie per avermi chiesto come sto.
Un abbraccio.
…Capisco…
Vorrei poter tenertela stretta io la mano a te, come ad altri frequentatori di questo blog. E vorrei che qualcuno stringesse la mia. La miglior cura per certi mali è solo semplice e puro contatto umano, un po’ di calore che ti faccia scaldare in questa fredda notte che viviamo quotidianamente. Mi sono ritrovato a pensare a volte, entrando in questa pagina, di come potrebbe servire a molti di noi qui, incontrarsi e passare del tempo assieme, non per parlare dei propri problemi, dei propri drammi personali ed altro…Ma semplicemente per trovarsi a fianco persone che comprendono ciò che porti dentro, senza giudicarti e senza pregiudizi. Persone con le quali non devi indossare maschere, rimanendo te stesso. Vivere una giornata “normale, semplicemente normale”….Questa, naturalmente, è mera utopia…Viviamo sparsi per il Paese e ognuno di noi, pur viaggiando su rette parallele, rimane (chi più, chi meno) distante dagli altri. Riunirci in qualche luogo fisicamente trasformerebbe tutto quanto in una gita di pellegrinaggio religioso diretta a Medjugore (si scrive così?), in attesa di essere miracolati dalla Madonna….No, noi rimarremo nella stragrande maggioranza dei casi delle figure virtuali, dei viaggiatori del web che lasceranno dietro di sé parole e frammenti di vita, messi lì, per chi avrà voglia e tempo di leggerli e per chi li vorrà condividere. Anche se solo attraverso uno schermo del pc, anche se solo in una maniera virtuale e pur avendone un valore relativo, la tua mano, cara amica mia, te la stringo forte…
Un abbraccio @E.
Grazie Luca.
Io, per quel che può servirti, le stringo, forte, a te.
In questo spazio farcito di disperati, a volte speranzosi, a volte disillusi, si può trovare un pò di conforto.
A volte, viaggiando sul treno, mi metto a fissare le persone e tra me e me penso “chissà, forse questo è David, questa è Ele, quest’altro è Luca” e avrei voglia di andare a sedermi accanto a quelle persone e chiedere loro “come state?” perchè, chi lo sa, magari qualcuno di loro sta male, è solo come un cane e un contatto umano, seppur minimo, potrebbe dare un pò di conforto.
Poi non lo faccio perchè penso che sicuramente mi prenderebbero per pazza.
E perchè gli esseri umani, reali, concreti, vivi mi fanno paura.
Siamo disperati sparsi per l’Italia che, probabilmente, non si incontreranno mai, o, forse, si incrociano tutti giorni senza neppure saperlo.
Mi è sempre piaciuta una frase a cui non attribuisco nessuna valenza religiosa, “siamo angeli con una sola ala, possiamo volare solo se abbracciati”.
Alcuni pensano che sia una frase d’amore, altri di amicizia.
Io penso si tratti di un’espressione di quella che dovrebbe essere umanità, solidarietà, empatia.
Ciascuno di noi può offrire agli altri la propria ala spennata, malandata, virtuale ma pur sempre ala.
Per poter volare un centimetro più su dal fango che soffoca.
Anche se per un giorno, un’ora, un minuto solo.
Ricambio l’abbraccio.
@ E e @ Luca, bellissimi i vostri post. Piena condivisione, un abbraccio e la mia ala.
Un abbraccio, di cuore, anche a te @Ele, spero che tu stia un po’ meglio rispetto a qualche tempo fa.
Siete persone meravigliose, non mollate mai, vi prego.
Un abbraccio a tutti voi…
Luca ,E ,ele ,io vi abbraccio con tutte e due le ali ,un abbraccio che mi riempe il cuore di gioia ,vi tengo stretti a me e non vi lascio sfuggire !@E ,non posso leggere quello che scrivi mi viene da piangere non è questa la E che ho conosciuto qui in questo forum molto tempo fà,quella E che mi ha dato la forza di andare avanti ….porca miseria .Ele come stai tu ?Piergiorgio?
Ciao amici,oggi ho accompagnato moi padre all’ospedale,sembra che stia male davvero,il medico della croce rossa ha aspettato che arrivassi io con l’auto per portarlo là,ma era preoccupato che morisse da un momento all’altro.Io da egoista ho paura di restare solo,ma allo stesso tempo ricordo la mia vita felice che fu,insieme a loro.Sì E ti posso capire che odii a destra e asinistra,pensa che io e mio padre letigavamo ancora quando lo conducevo all’ospedale anche ti capisco veramente.In questi alveari supermodernizzati di città la solitudine è come uno spettro che ricopre tutto o quasi.Io sono solo mi capite?Un mio amico mi ha detto che sono condannato a vivere perchè sono quasi morto fra tentati suicidi,incidenti,soffocamenti,annegamenti,sono sempre qua,e questa è la vera disgrazia.Forse un figlio non dovrebbe seppellire i propri genitori,troppi ricordi,rimpianti,sensi di colpa.Un abbraccio a tutti,sono a pezzi.in più soffro di PTSD e ciò ti porta ad affrontare la morte,a sfidarla,tutto ciò è pazzesco ho rivisto la foto di mia madre che mi portava su di una carriola al mare.Paradiso Perduto. Eme un abbraccio,oggi i sono scolato un tavernello,il tragico vino dei barboni.Avrei voluto essere un veterano del Vietnam,ma in fin dei conti poteva starci di essere scacciato,umiliato ed offeso.
Marinina, Ele. Un bacino.
Mi spiace per tua mamma David, e per te per come ti senti pensando a lei.
Forse sarebbe meglio che nessuno seppellisse nessuno, che, all’ improvviso, implodessimo in un sorriso senza avere né lasciare sensi di colpa.
Un abbraccio.
David, come stai?
Un abbraccio a tutti.
Ciao grazie E,abbastanza bene,un abbraccio a tutti.non scriverò più,quindi non risponderò neppure alle possibili offese di quei troll che dopo un messaggio cm questo arrivano come scarafaggi…….E,Ele,Buck,Marina,Luca,Marquito,Silvia, Piergiorgio e tutti tutti grazie,non dico addio,ma più volentieri “arrivederci”.Un abbraccio,tanti abbracci.Ciao
Arrivederci David.
ciao David un abbraccio forte.
Buongiorno a tutti,
io penso spesso al suicidio: lo considero una fine e non una soluzione, ma ho una visione un po’ strana.. Vi spiego: ho conosciuto persone che il suicidio l’hanno tentato e lì ho reagito anche in modo forte, cioè tentano di stare vicina a loro, cercare di capire le motivazioni per cui avessero scelto tale strada e, se possibile, aiutarli il più che potevo. Trovavo per loro sempre una motivazione per desistere. Mentre nel mio caso non vedo come tali motivazioni si possano “applicare” a me..
Ci sono mattine in cui mi sveglio e mi sento il Marchese del Grillo quando affermava con sdegno “Perchè io sò io…….e voi non siete un c....”.
Questo pensiero del risveglio lo rivolgo, di cuore, a tutti coloro che, nel momento del bisogno, mi hanno lasciato nella bratta.
Tutti, nessuno escluso.
Quelli bastardi che inchiappettano di mestiere, quelli che si sono manlevati o hanno pensato a tutelare la propria persona, quelli “diversamente generosi ed altruisti” che sarebbero intervenuti, e di corsa, se fossi stata una barbona in stazione o una prostituta sul marciapiede o una drogata su una panchina.
A tutti voi la vecchia Eme avrebbe mandato accidenti di morte e disgrazie varie.
La odierna E, oggi, si limita a lanciarvi, con sdegno, un messaggio che vi lascerebbe, se leggeste, se sapeste di essere tra i destinatari, nella più marmorea indifferenza: VORREI NON AVERVI MAI CONOSCIUTO!!!!!!!!!!
Con tanti punti esclamativi come piace a te Marina 😉
Non so quanto camperò ma per quel pezzo di vita, lungo o corto che sia, che ancora mi spetta non metterò mai più nessuno nelle condizioni di sbattermi per aria come un pupazzetto nella bocca di un cane lupo giocherellone.
Voglio riprendermi il mio sistema nervoso, voglio riprendermi il mio (apparente) carattere di merda in grado di tenere chiunque a trecento metri di distanza, voglio riprendermi me stessa, la mia indipendenza da tutto e da tutti, il mio vivere alla giornata da sola, senza progetti, senza rimpianti, senza aspettative. Voglio riprendermi la possibilità, se un giorno potrò e vorrò farmi fuori, di farlo per me, perchè vorrò farlo, perchè mi sarò rotta le scatole di questa vita e non perchè un elenco di personaggi mi ha mandato fuori strada con modi, stili, motivazioni diverse.
Anche io ho preparato tante lettere: su tutte c’è scritto VAFF…..e basta.
Solo su una c’è scritta tutta la mia verità. La stessa verità che porto qui, in mezzo a gente che sta male e a cui posso ancora permettermi il lusso di dire “non sono la bestia che appaio, ho bisogno di affetto anche se virtuale” senza avere la certezza di aver lanciato un boomerang che tornerà indietro falciandomi.
Un abbraccio a tutti.
Ciao a tutti, sono ancora vivo e sto quasi bene. Volevo solo salutare chi ha cercato di aiutarmi.
Tutta la baldanza del mattino è andata a farsi benedire. Maledette fideiussioni, se non ci fossero ora me ne potrei andare in santa pace senza lasciare guai in eredità. Maledetta vita, maledetto tutto.
Vorrei solo chiudere gli occhi e non essere mai esistita.
La vita è solo una gran fregatura. Non è vero che siamo angeli con una sola ala. Alcuni di noi sono un niente che non troveranno mai un posto solo perché non è stato previsto.
Abusivi, clandestini che torneranno a casa solo quando moriranno e finiranno dietro ad una lapide senza foto, senza scritte che ricordino il loro inutile passaggio su questa terra.
Non so neppure perché scrivo qui.
Forse perché mi sento e sono totalmente sola ed estranea al mondo., Ma nessuno può capire le ragioni di un altro. Nessuno.
“Non so neppure perché scrivo qui”
Scrivi perché consideri la vita una gran fregatura e non ti sta bene tutto questo.
Scrivi perché quando chiudi gli occhi non vorresti pensare solo che sarebbe stato meglio non esistere.
Scrivi perché vorresti riprenderti te stessa, la tua indipendenza, non lasciando agli altri l’occasione di mandarti fuori strada.
Scrivi perché vuoi dire la tua verità, permettendoti il lusso di esternare il tuo bisogno di affetto senza che questo ti ritorni indietro come un boomerang.
Scrivi perché in questo spazio farcito di disperati, si può trovare ancora un po’ di conforto, anche solo per un giorno, un’ora, un minuto.
Scrivi perché puoi offrire a chi l’accetterà, la tua ala spennata e malandata, dando l’occasione anche solo di sollevarsi di un centimetro dal fango che soffoca.
Scrivi perché hai bisogno di qualcuno che ti stringa la mano e ti chieda come stai.
Scrivi per lasciare un abbraccio a chi ha lo sguardo triste e a chi non sa neppure più di avere uno sguardo.
Scrivi per lo stesso motivo che spinge il sottoscritto, @Ele, Marina, David e compagnia cantante a farlo. Perché ci sentiamo/siamo soli ed estranei a questo mondo. Abbiamo sbalzi d’umore paurosi, passiamo dal “fanculo a tutti” al “mi sento solo” nello spazio di un battito di ciglia. Mugugniamo e rimuginiamo sulla vita, ci chiediamo il perché di questa catastrofe cadutaci addosso, di cosa abbiamo fatto di così tremendo per meritarci la condizione in cui galleggiamo. Ci lamentiamo, imprechiamo, siamo insoddisfatti, disfatti, disillusi, incazzati, tristi, stanchi….Abbiamo l’impressione di essere pupazzi nelle mani di un bambinetto dispettoso che ci sbatte a destra e a manca. Ci sentiamo clandestini in un Paese straniero, e come tali siamo timorosi ad affacciarci, ad uscire dal guscio in cui ci ritroviamo chiusi. Ci spaventano gli esseri umani reali, concreti, vivi. Siamo dei cani randagi presi a bastonate e a sassate ed emarginati. Cosa avremmo potuto/dovuto fare più di quello che abbiamo fatto? Abbiamo dato tutto quello che avevamo dentro…non era abbastanza…Un paio di notti fa mi sono ritrovato con gli occhi lucidi, ero sul punto di piangere a dirotto, sfogarmi, tirare fuori tutto la sofferenza che ho dentro. Il mio orgoglio ha ricacciato le lacrime al loro posto. Sarebbe stato un pianto solitario e vuoto. E io non voglio piangere. Vivere o morire. Ogni giorno in cui apro gli occhi mi ritrovo a questo bivio. Scelgo giorno per giorno. Non mi creo più illusioni su nulla. “Vivo” sul concreto. Punto. E in questo mio concreto, c’è quello di aprire quotidianamente la pagina di questo blog. Per leggervi, e per scrivere quando sento di farlo. E sarà una cosa che farò fino a che ne avrò l’opportunità. Ecco perché sono qui. Ecco perché scrivo. Nessuno può capire fino in fondo le ragioni di un altro. Ma si può provare a farlo.
Buona domenica a tutti, e un abbraccio a chi lo vuole.
Capisco l’orgoglio che ti impedisce di piangere, Luca.
E un pò te lo invidio sai?
E’ brutto piangere da soli.
Qualcuno dice che piangere è un bene, che serve a sfogarsi.
Certi dolori non hanno sfogo, si rigenerano di continuo, non lasciano il tempo di tuffarsi in un vuoto che, per quanto vuoto, potrebbe essere benefico.
Piangere da soli è devastante. Piangere con chi non vuole o non sa o non può più comprenderti è anche peggio.
Forse è per questo che vengo a piangere in uno spazio in cui qualcuno non può sapere ma c’è e si sforza di comprendere le lacrime altrui.
Grazie per il tuo post Luca.
Un abbraccio.