Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
Leggi tutto il testo a pagina 1
L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Me stesso
14.953 commenti
Pagine: « Prec. 1 … 230 231 232 233 234 … 300 Succ. »
Pagine: « Prec. 1 … 230 231 232 233 234 … 300 Succ. »
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.
Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.
▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

“…mi son fatta le stesse domande, domande che forse anche altri si son fatte, si fanno, si faranno. La verità è che ognuno alla fine si da risposte diverse.”
Un tempo avevo le risposte alle mie domande @Silvia. Ero riuscito a darmele, man mano che crescendo acquisivo esperienze e mi fissavo obbiettivi. “Una vita normale, semplicemente normale”. Delle migliaia di commenti letti (non esagero, avrò scorso più del 60% delle pagine qui presenti) da quando sono entrato per la prima volta in questo blog 3 mesi fa, nessuno più di questo è riuscito a sintetizzare al meglio ciò che noi, così stanchi di essa, avremmo voluto. E rendo omaggio all’amica @E per questa frase che può anche apparire banale e ovvia, ma che ha dietro un significato più profondo, che la gente che ha la fortuna di viverla troppo spesso non riesce a cogliere. Una vita normale, in fondo anche pallosa nello suo scorrere. Era questo il motivo per cui ho combattuto fin da bambino. Non ho mai sentito la necessità del macchinone sotto al culo, dell’ultimo modello di iPhone, delle cento amanti sparse per il Paese. Sentivo il bisogno di qualcosa di concreto, di veramente concreto. L’Amore, il lavoro, l’amicizia (quella vera), era tutto quello su cui abbia mai puntato. E non mi è rimasto più niente, se non qualche briciola, insufficiente per sfamare quell’ingorda voglia di vita che mi porto dentro…Una vita normale, quella da cui riesci a spremere delle risposte alle proprie domande, ai propri dubbi, alle proprie incertezze. Per un periodo sono riuscito a viverla quella vita. E in quel periodo ero forte, felice, sicuro di me come non sono mai stato in tutto il resto di questa esistenza. Ma le cose belle e positive, per qualcuno, passano troppo velocemente, tanto che non riesci nemmeno a gustartele appieno. Quelle brutte e negative, invece, quando arrivano rimangono, non se ne vanno. Le puoi ignorare, metterle da parte, ma sono sempre lì, compagni assidui e fedeli, pronte a venir fuori, a trasformarsi in mostri che difficilmente riuscirai a sconfiggere. “Se guardi troppo nell’abisso, l’abisso alla fine guarderà in te”. Quando parli di fiducia e di fidarsi, mi accorgo che non riesco ad averne più nemmeno di me stesso. Sugli altri non ho mai fatto grande affidamento, escluse rare eccezioni (puntualmente deluse), contando sempre e solo su di me. E ormai mi sono abbandonato anche io. Mi sono lasciato solo. Quando mi capita di stare davanti a uno specchio, butto un sguardo frettoloso all’immagine riflessa, perché non voglio guardarmi in quegli occhi ormai spenti e vuoti, non voglio vedere ciò che sono diventato. Mi porto dietro la spiacevole sensazione, che se anche per una botta di culo mi riuscissi a rimettere in carreggiata, vedrei un film già visto, di cui so già il finale. Conosci la storia di Sisifo, condannato dagli Dei a spingere un masso dalla base alla cima di un monte? Ogni volta che raggiunge la cima, il masso ricade a valle e lui deve ricominciare. Ancora e ancora. Per sempre…..
Luca76: “Mi sono lasciato solo”. La frase che mi mancava per completare il quadro.
Potrei dire, come ho già detto in passato, che ho sbagliato terapeuta e terapia.
Potrei scrivere per cercare (non trovare) conforto o per cercare di creare un gruppo di aiuto.
In realtà scrivo perchè il conforto che proviene da una tastiera che scrive tutto ciò che mi pare e da un forum che, al limite, trasforma in puntini le parole volgari è l’unico conforto che ho.
Spero che la necessità di un conforto mi serva sempre di meno fino a sparire del tutto.
Spero che, quando avrò finito le cose in sospeso , quelle che mi tengono qui, io sia arrivata ad un punto di straniamento tale da potermene andare senza neppure ricordarmi di salutare.
Di tutti i progetti, di tutti gli obbiettivi prefissi, di tutti i sogni e le speranze mi è rimasto solo questo.
Resta un mistero il perchè di questo ridicolo passaggio su questa terra. Resta un mistero il perchè un microscopico spermatozoo si è fatto un mazzo incredibile per arrivare “primo” .
Cara Mamma,
Mi hai detto ieri che la vita non è fare sempre quello che ci piace. E’ altro. Sono certo che volevi dire che la vita è dura, pesante, e insomma oggi vorrei risponderti e dirti quello che io penso:
Anzittutto, vorrei ricordarti che sono curato per una depressione, e che certe frasi non devi dirle se vuoi ch’io guarisca. Ieri, dopo qualche parola che mi hai detto, mi sono rifugiato con disperazione nell’idea del suicidio, e una mia amica mi ha telefonato tanto ero disperato.
Vorrei dirti questo: Esistono i cavalli. Esistono i cani. Esistono gli animali. Esiste la musica bella. Esiste il sole. Esistono i sorrisi. Esistono le stelle e la luna. Esistono i sogni. Esistono i bei libri. Esistono ancora i fiori e gli alberi. Esiste un lavoro in cui stare a proprio agio. Esiste la fortuna. Esiste la primavera. Esiste l’estate. Esistono le vacanze. Esiste la neve. Esistono le passioni. Esiste la montagna e le cime coperte di neve. Esiste il solletico. Esistono le barzellette. Esiste un buon film da qualche parte. Esiste una bella canzone. Esiste il riposo. E tante altre cose belle cui non penso adesso. Esiste ancora l’amore. Esiste l’amicizia.
Adesso, ascoltami bene: Finché esisteranno queste cose, io crederò che la vita può essere bella. Finché esisteranno queste cose, io non perderò la speranza, non perderò la speranza di poter vivere ancora degli attimi di pace. Non puoi e non potrai mai fare di me una copia di quello che desideri tu, perché io non vedo la vita come tu la vedi. Vivrò diversamente da te. Non vivrò seguendo i tuoi principi ma i miei. E non crederò alla tua visione pessimistica del mondo e della vita.
Adesso l’ho scritto. Ieri volevo suicidarmi, e oggi ho deciso…di vivere. Spero che la mia speranza non si spegnerà mai, perché la mia felicità è in un luoghi che solo io posso raggiungere.
@E…un abbraccio…Solo questo….Un semplice abbraccio, seppur virtuale…Vorrei poter trovare qualche bella frase da scrivere, che possa essere di conforto in qualche modo, di quelle ad effetto…ma non ci non crederei nemmeno io nel dirle….Arrivi a un punto che certe cose non le senti più…Ho sempre letto con attenzione ciò che lasci scritto, apprezzandone spesso i contenuti e il tuo modo così diretto e schietto di esporli, senza ipocrisie. Spero di continuare a leggerti, finchè ce ne sarà la possibilità…
Ma voi lavorate?,mi dareste un consiglio,purtroppo il livello di concentrazione non è altissimo.ciao,allontanate i pensieri cattivi,io dormo quasi tutto il giorno e la notte.altrimenti tenterò una cat.prot.Buonaserata
E per sopravvivere…mi autorizzo in segreto di ridiventare un bambino: Non esito, anche se i miei genitori mi potrebbero disprezzare o canzonare; oggi stesso mi sono comprato un coniglio di peluche. Dormirà con me. L’ho chiamato Pat. Ho deciso di non tener conto del parere altrui. Penso a me, e basta.
Grazie per l’abbraccio, Luca. Per me
Post interrotto. Un abbraccio, anche se virtuale, per me
Questo forum sta cominciando a funzionare come la mia vita. Spezzettato e disconnesso. In realtà non avevo scritto chissà quale discorso. Si trattava di due semplici righe. Grazie, LUCA76, per un abbraccio che seppur virtuale è importante per me. Lo ricambio di cuore.
Le parole le lascio ai predicaori e chi ne ha bisogno perchè può ancora crederci. Fase ormai superata. Per sempre.
Questa mattina ho rivissuto, “grazie” a luoghi e persone, le sensazioni provate, ormai, 25 ani fa. Quando la vita era all’inizio e, per quanto fossero già chiari i segni della diversità dagli altri, tutto sembrava ancora possibile.
Ho provato una gran pena per me stessa. E tanta, tantissima voglia di scappare e lasciare me stessa alle spalle pur di non dover prendere atto di ogni singolo fallimento.
Io non credo al “conto alla rovescia”,non vedo alcun senso in questo.Il suicidio secondo me è un momento di immensa angoscia,disperazione,il suicidio è l’unica cosa a questo mondo ad essere bianco o nero,sì oppure no.”L’eleganza del riccio”è un libro noioso che a dire il vero non ho neppure finito. non esaltare il gesto,dove ho lavorato per 10 anni le persone si suicidavano quasi tutti i giorni,in certi casi tentavano e non ci riuscivano,altri volevano attirare l’attenzione,altri ci andavano a botta sicura…sotto il treno,in Arno.tanti.Le poesie malinconiche secondo me,purtroppo avvicinano all’idea di suicidarsi,aumentano la malinconia,i rimpianti,favoriscono le arrendevolezze,i propri sensi di colpa,Io sono stato bene 15 anni dopo ma prima,stavo così male non riuscivo a scrivere due righe,addirittura guardare la luce mi portava a vomitare per l’effetto di farmaci.Penso sia meglio ricoverarsi(anche se gli ospedali sono tipo Midnight Express),o meglio ancora cercare di guarire,consiglia mica sarò la mosca bianca.Finchè si è vivi si è vivi,così mi sembra quasi un idolatrare la morte,creare un totem,”E’ un bel giorno per morire”,”Nessuna speranza nessuna paura”,frasi solenni,frasi forti,ma sono frasi che compaiono spesso nelle vicende di guerra,sapendo che molto facilmente si andrà a morire, in ,Questo esaltare il suicidio mi sembra controproducente.E’inutile dire ormai è tutto finito(io sono andato avanti così per un anno)Che senso ha dire la vita è solo merda,tutto andrà male sicuramente.Io sono nella merda,sono peggiorato però annaspo.non voglio suicidarmi se accadrà sarà per cause di forza maggiore(che purtroppo ci sono).ciao a tutti,quello che ho scritto è soltanto un idea personale,nessuno si senta “tirato in ballo”.
Il “conto alla rovescia”, per me, ha senso.
Per alcuni potrebbe essere propositivo per altri di commiato ma ha,comunque, un senso.
C’è chi si da un tempo massimo per realizzare un progetto e chi si da un tempo per sistemare le cose che non vuole lasciare in sospeso quando se ne andrà.
Poi, è logico, c’è chi fa un gesto d’impeto e chi, invece, arriva ad ammazzarsi dopo un lungo travaglio.
Ma il bianco e nero sono solo nel momento finale, quello in cui si sceglie tra la vita e la morte.
Prima ci sono talmente tante sfumature di grigio che non si potrebbero neppure contare.
Una sfumatura diversa per ogni singolo essere umano.
E’ da queste sfumature che nasce l’incomunicabilità persino tra chi sta male e pensa alla medesima soluzione.
Nessuno potrà mai capire fino in fondo un’altra persona perchè nessuno potrà viverne la storia, seguirne i percorsi mentali e arrivare alle medesime conclusioni.
Sì,del resto anch’io vorrei suicidarmi,in questo momento non posso abbandonare i miei sofferenti e malati…ma credo che neppure dopo,se mai ci sarà un dopo non ci riuscirò.La religione.ciao E e tutti
Chi ha preso la decisione di morire (ed ha iniziato il suo conto alla rovescia) si trova suo malgrado in una posizione privilegiata.
La perdita della speranza può rendere un individuo straordinariamente lucido. La speranza acceca; l’attaccamento alla vita è uno specchio deformante. Autosuggestioni, mistificazioni, autoinganni … sono tutti strumenti che ci permettono di tirare avanti e che ci impediscono di guardarci allo specchio.
Chi è giunto al capolinea può concedersi il lusso di fare ciò che vuole. Può permettersi perfino di essere sincero con sé stesso. Voi che siete ancora attaccati alla vita, e che siete infastiditi perfino da una piccola poesia, lasciateci godere in pace questo piccolo privilegio.
Beppino: bellissimo! Il tuo penultimo post, è bellissimo. E anche l’ultimo: ecco la tenerezza che manca al mondo…
Hai aperto una lettera che parlava di suicidio, e sei arrivato a scrivere di un uomo-bambino che sogna dietro ai fiori e il sole, gli animali e le stagioni.
“ieri volevo suicidarmi e oggi ho deciso di vivere”: è emozionante leggerti, credimi, per me lo è. Spero che la dolcezza che c’è in te ti accompagni per un cammino ridente, o almeno migliore : )
Grazie per aver scritto. Davvero, ti ringrazio.
Buonanotte… anche a Pat!
Si, lo so. Le parole come quell di Beppino sono più belle da leggere. Ottimiste, speranzose.
Ma capita che ti svegli, hai vent’anni, e stai sperando, ti risvegli, hai trent’anni e stai ancora sperando, ti risvegli ancora, hai quarant’anni. E ti sei rotto le scatole di sperare.
Come in una vigntta di Willy il Coyote che circola per internet “mi sono rotto le palle di rompermi le palle”.
Fa ridere. Ma c’è chi si ammazza quando arriva a pensare, oltre che a pronunciare, questa frase.
A volte, dietro alla perdita della speranza, c’è un arrovellamento mentale che chiama in causa filosofia, psicologia, psichiatria, sociologia.
A volte ci si limita a fare due più due.
Per cosa?
Per rendersi conto che nulla si ha avuto, che ciò che si ha avuto, nei limiti in cui si ha avuto, non c’è più e che nulla si ha.
Compresa la voglia, che diventa follia, di sperare che, forse, domani si avrà un risultato diverso dal fallimento di ogni singola inizitiva.
Ti guardi intorno e capisci che sei solo.
E, come dice Luca76, ti rendi conto di esserti lasciato solo.
Non trovi più conforto in nulla, perdi ogni voglia, diventi egoista ma in senso strano.
Non hai occhi solo per te stesso.
Semplicemente non hai più occhi. Nemmeno per te stesso.
Anche io vorrei citare Cesare Pavese, morto suicida:
“non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversadola”.
Quella cosa, per me, è la vita.
Se attraverso la mia vita con gli occhi della mente mi rendo conto che ho ben poco di cui liberarmi.
Un sacco di immondizia dimenticato in un angolo buio. Lì dentro ci sono 40, quasi 41, anni di vita.
Violenze, disagi, depressione, perdita dell’orgoglio, della dignità, suggestioni, illusioni, cadute libere veso il basso, ricatti abbandoni, sfortuna, scelte sbagliate, mani legate, testa abbassata.
Perchè continuare?
Perchè?
Ho solo un bel ricordo di tutta una vita. Ma è un ricordo e sarei idiota ad attaccarmici pe guardare il futuro con gli occhi della speranza.
E allora basta.
Vorrei solo avere il tempo e dami il tempo di mettere tutto in ordine, tutto a posto in modo che la mia dipartita sia dimenticata velocemente come la mia vita.
Mi accodo a quello che hanno detto @E e @Conto alla rovescia sul “conto alla rovescia” che molti di noi intimamente scandiscono. Non c’è nient’altro da aggiungere alle loro parole. Chi vuole continuare a vivere che viva, chi ha deciso per motivi suoi di andarsene venga lasciato libero di farlo. Senza ipocrisie. Da parte mia non ho nessuna intenzione di esaltarne il gesto, anzi tutt’altro. Non voglio idolatrare la morte, ma ormai fa parte del mio essere, allo stesso modo in cui la vita fa parte dell’essere degli “altri”, dei “normali”. Si è sedimentata in me nel corso degli anni. L’aver perso tutto non ha fatto altro che mettermi davanti agli occhi ciò che è, ed è sempre stata, la mia condizione di disagio per questa esistenza che, in fondo, non ho mai voluto. Ho odiato spesso la vita, a volte l’ho amata. Sia in un caso che nell’altro, l’ho vissuta. Sempre. Ora non ci riesco più. Per tanti motivi. Tutto qui. Ho già detto che l’unica cosa che mi tiene legato a questo mondo è solo l’orgoglio. L’aver combattuto da quando ero bambino, per poi finire così…Mi lascia un’immenso senso di amarezza. Di un qualcosa di inutile. Di incompiuto. Vorrei vivere. Come tutti. Ma non ho più la speranza di poterlo fare. O meglio, non la vedo. Forse c’è, non so. Ma è una cosa che sento lontanissima in questo periodo. Quasi inesistente. Un giorno, un mese, un’anno. Non so quando scadrà il mio personale “conto”. Non mi sono dato una scadenza. Ma arriverà il momento in cui le lancette compiranno l’ultimo giro e si fermeranno sull’ultima ora. Non ho scelto io di vivere, mi arrogo il diritto di andarmene quando voglio, prima che malattia e vecchiaia lo facciano al posto mio. Io, e solo io, sono padrone di me stesso. Niente e nessun’altro. Piacciono le frasi dei film? Eccone una: “Il giorno della propria morte, è l’unico che valga la pena vivere”.
Buona domenica a tutti, un’abbraccio a chi ne ha bisogno, e un saluto agli altri.
–
“E’ da queste sfumature che nasce l’incomunicabilità persino tra chi sta male e pensa alla medesima soluzione.”
L’ho pensato a volte anche io, aprendo il web su questa pagina…
E’ sempre un piacere leggerti, amica mia…
No per carità nessun fastidio,se va bene a te,già che ci sei sottoponiti a prove disumane…aspettare il treno fino all’ultimo-quasi- mare molto mosso- precipizi,io a volte l’ho fatto…prova dell’ordalia medievale,fanno parte del PTSD.
tanto la morte arriverà cmq,anche in un suicidio dove ti schianta il cervello,dove i pensieri si annebbiano,in pratica pieno lato psicotico.Potrà arrivare in molti modi,magari in giorno nel quale pensate di essere usciti dal tunnel.Da quello che mi sembra decidere di suicidarsi i una certa data vi rassicura,vi coccola nell’ovatta.Spero che quando arriverà il momento (per adesso rimanda-Battiato)vi concederete una proroga,ci sarà qualcosa che vi rende felici,se non siete in botta piena,allora vi comprendo,quei momenti sono terribili,ma perchè non provate Cassano è il migliore in Italia dicono è a Pisa.Questo andare a braccetto con la morte mi sembra molto deprimente,tanto più che deve essere decrepita e le puzza anche il fiato.
Ti è mai venuto in mente che il suicidio può essere un atto perfettamente razionale ? Ti è mai venuto in mente che la morte può essere pianificata sulla base di fatti e di scadenze assolutamente oggettivi ? Pensi che tutti i potenziali suicidi siano soggetti psicotici o depressi ? Pensi che tutti i potenziali suicidi debbano essere curati ?
Vabbé; lasciamo perdere che è meglio.
David, qui non si tratta di una partitella scapoli contro ammogliati, pro-vita contro pro-morte.
Si tratta di approccio al domani.
C’è chi ci si butta con ottimismo, chi mosso dalla speranza, chi dalla speranza/disperazione.
E poi c’è chi rotola nel domani per orgoglio, chi per motivi legati alla vita altrui, chi perchè si pone una scadenza pur non trovando un motivo per pensare che domani sarà meglio di un oggi che, sicuramente, non è stato meglio di ieri.
E’ che la morte, ad un certo punto, ti entra dentro. Volente o nolente lei c’è.
Come dice Luca con questa frase :”Non voglio idolatrare la morte, ma ormai fa parte del mio essere, allo stesso modo in cui la vita fa parte dell’essere degli “altri”, dei “normali”. Si è sedimentata in me nel corso degli anni”.
Sarà brutta, vecchia, puzzerà ma è lì.
Un Cassano, per quanto bravo, che può fare?
Darti tutto di un colpo ciò che la vita non ti ha dato oppure ti ha dato e strappato via quasi volesse prendersi gioco di te?
E’ vero, c’è chi non vede ciò che ha perhè la depressione se lo sta mangiando. E forse un Cassano può fare miracoli.
Ma c’è chi non vede perchè non c’è una benemerita cippa da vedere e allora si, allora si deprime.
Ma la depressione non è la causa. E’ l’effetto.
Depressione o malinconia o razionalità che porta al disappunto, chiamala come credi.
Mancano i motivi oggettivi, pratici, per continuare a sperare.
Mancano sia la qualità che la quantità di vita.
Mando anche io un abbraccio chi ne ha bisogno ed un saluto a chi legge.
no per carità,se per te va bene è giusto così.ciao
Sì è un gran casino questa vita,l’unica cosa che nei momenti tristi del passato potrebbero aiutarti sono le cose belle del passato,ma finiscono spesso col tirarti più giù.Pensare (non parlare)sempre più spesso del suicidio ti porta al suicidio,diventa un ossessione,un odio,una convinzione.Io vorrei suicidarmi adesso,ora senza aspettare il TIC-TAC,ma non trovo la forza,il coraggio per farlo,purtroppo penso che la mia vita arrivi in fondo naturalmente e temo che la mia vita sarà particolarmente lunga.Condannato a vivere.Ciao E,ciao a tutti
Luca 76,quante volte ho ribadito a me stessa i tuoi concetti:non avendo scelto divenire al mondo,appropiarsi della facoltà di lasciarlo il mondo..ci vuole coraggio però anke sd esercitare questo diritto..abbraccio solidale.Mi ritrovo nello sforzo sovraumano di Sisifo…
Anche io sono giunta alla conclusione che la vita appartiene ad ognuno di noi e trovo giusto la libertà di scelta. Sono stanca di essere sola di vedere buio attorno a me,le difficoltà non riesco piu . Tutti dicono che la vita è ma occhi come ieri e.i giorni Passati mi danno ragione. No non voglio piu esistere
Secondo me siete persone a cui la vita ha dato poco e preso moltissimo.E avete ragione a urlare sotto il cielo,forse anch’io.In quasi due anni ho capito quanto la bestialità umana possa arrivare lontana,i giorni meno peggio mi picchiavano soltanto.ero nel bagno a casa mia pieno di lividi,con le costole incrinate,a volte col viso tumefatto,ma facevo di tutto perchè i miei non sapessero,dicevo “una partita a calcio”oppure caduto dalle scale…in effetti cadevo dalle scale col loro aiuto”.Tutto questo mi fece perdere la fiducia in Dio e negli esseri umani.Fino a quel momento mi ero sempre sentito,forte e deciso,capace addirittura di difendere i miei amici.18 mesi hanno segnato la mia vita.Primo Levi non riusci mai a dimenticare,morì nel 1987,suicida,forse il suo senso di colpa era quello di essere sopravvissuto.Suicidarsi può essere un atto di ribellione nei confronti di questa vita,non credo che sia nè giusto nè sbagliato,ma sicuramente lascerà una scia dolorosa nei confronti delle persone che vi amano davvero.
…Giornate così vuote e tristi, che ti pesano nell’animo, che ti schiacciano, che ti soffocano. Lunghe e interminabili accompagnate dai propri tormenti, dai ricordi…Voci che ti martellano in testa…Pensieri ossessivi, che sono con te da quando apri gli occhi al risveglio fino a quando, per spossatezza, cadi in un sonno profondo. Pensieri, pensieri e ancora solo pensieri. Non riesco nemmeno per un secondo a smettere di pensare. Sono stanco di questo tormento. Che cosa aspetto?…Quanto mi voglio illudere ancora?…Quanto voglio soffrire ancora, quanto male voglio farmi ancora? Ancora e ancora…Quanto ancora?…Ormai non riesco a dire che frasi sconnesse…Non so più nemmeno chi, o cosa, sono. Maledetto orgoglio…Maledetto…Maledetto io…Eppure è solo un’attimo…Un balzo nel vuoto…Un breve trafiletto nelle cronache locali, l’ennesimo disperato che ha scelto di andarsene. Un altro vigliacco e egoista che è scappato da questa vita…Altri scriveranno il mio epitaffio pubblico. Quello privato, me lo sono già scritto da parecchio…
Io torno a fare la boxe,in culo alla morte ed al suicidio.Prima di morire voglio fare tante cose,magari quest’estate cado giù dalle Apuane oppure muoio in mare.Ci sono molte più possibilità di vivere ed anche di morire,vivere senza pensarci sopra.E’tutta una menzogna questa vita,restateci ancora un pò,ma scusa Luca76 tu soffri di qualche patologia in particolare?Oppure sei solo stanco di questo mondo di merda?Ho paura anch’io del suicidio,ma non posso farlo per ragioni religiose e per una promessa che ho fatto a mio padre.la sofferenza fa parte della vita o forse la vita fa parte della sofferenza.Cmq Luca scusa per la domanda,se soffrissi di depressione o cose del genere ti capirei,ma morire perchè questo è un mondo schifoso,io cerco un lavoro di categoria protetta,per alcune persone già solo questa umiliazione basterebbe per togliersi dal mondo.
L’incubo sta per finire ne io non dovrei sentirmi sollevato ?
Rimorsi, rimpianti, recriminazioni mi appaiono totalmente fuori luogo. Ho smesso perfino di lamentarmi; non ne sento più l’esigenza e non ne vedo più il motivo. Mi sento totalmente scollegato dal mondo circostante; eppure il mio sguardo non è mai stato così indulgente e così benevolo. Dev’essere l’indifferenza che ci rende tolleranti. Il pensiero che fra poco sarà tutto finito mi appare di una dolcezza sconvolgente.
Tre anni fa, proprio sotto Pasqua, rovesciavo il mio odio per il mondo in questo forum.
Quando la vita è quello che è il rancore può essere un ottimo motore.
Sono passati tre anni, sono ancora qui e la vita, brutta ladra, si è portata via pure il rancore.
Mi sento una palla che rotola giù da una discesa. Rotola perchè è una palla, rotola perchè è in discesa.
Un abbraccio a chi lo vuole.
E senza sosta dal 1984 fino adesso,ma non provo più odio,soltanto il desiderio di essere quasi giunto al giorno della Verità,paura di morire come tutti,ma da adesso in poi mi darò da fare per il senso della vita perduto.Ripensando a quante volte sono quasi morto ho capito che il mio momento mi aspetta è già pronto,quindi perchè avere paura e perchè lamentarsi di questa vita?Circondato da chi mi ama in un letto di ospedale ormai in fondo alla vita.Perchè non vi fate una bella girata sulle apuane oppure di surf?Oppure se non avete il quattrino come me sognate nel profondo di voi stessi.Buona Pasqua a tutti.
ti sono molto vicina.non ti conosco,ma ti sento vicino.anche io credo che certe persone “meritino” di poter morire quando sentono che ormai non fanno più parte della vita.non per una semplice crisi depressiva.alcune persone sono inadatte e per selezione naturale devono essere lasciate andare ad un certo punto.dico ad un certo punto perchè sono esseri molto sensibili e possono dare tanto,davvero cose speciali,non parlo della banalità che gira tra la gente mediocre…però arriva il momento in cui avvizziscono completamente e a quel punto è solo una sofferenza inutile.un abbraccio
La religione mi ha dato più paura che amore.Ero convinto che sarei andato all’inferno se mi fossi ucciso.Nonostante questo ho provato a morire,senza il timore del Giudizio mi sarei ucciso sicuramente,ho desistito all’idea del suicidio.Ma adesso spero di poter vivere una vita migliore,anche se sinceramente spero che sarà abbastanza breve,sono un pò stanco.Grazie,ti ringrazio
David, i sogni sono proprio quelli che portano tante persone qui. Sogni di gloria, sogni d’amore, sogni di normalità. Le Apuane sono bellissime. Peccato ci si porti dietro un bagaglio pesante che rovina la gita: sé stessi.
Buona Pasqua a te.
Però devo dirvi questo…una sera una pessima sera tre anni fa,si spaccai quasi le mani contro gli armadi in casa,con rabbia “urlavo contro il cielo”,ero pieno di rabbia,il mio desiderio di morire era troppo forte,ma ero legato a questa vita dalla religione.Allora bestemmiai finchè potevo,urlando a Dio “Non hai il diritto di tenermi qua in questa vita di merda!”.Il giorno dopo,finite le ore di lavoro,rimasi alla mensa e non trovai che una mozzarella,la morsi appena e la mandai giù,ma giù non andò e rimase a mezzo,soffocandomi.A quel momento non so dirvi il terrore che provai,sapendo che mi restavano pochi istanti di vita.Cercai di piegarmi ed un collega mi colpì e risputai,che schifo.Credo che se avesse colpito un pò più su o più giù la mozzarella sarebbe rimasta dov’era.Invece ero vivo.La sera precedente avevo ordinato al cielo di farmi morire.E sarei stato ascoltato,ma in quei momenti pregai di lasciarmi vivere.Sarei morto per asfissia,una brutta morte.Buona Pasqua
…Tempo di festività religiose, tempo di preghiere e remissione dei nostri peccati, tempo di morte con annessa resurrezione (uno smacco per degli aspiranti suicidi, che vogliono scappare da questa “truffa” organizzata), tempo di messe con annesso varietà religioso…Spero che in questi giorni non spuntino sul blog (non qui, non ALMENO qui), missionari e buoni samaritani a impartire la “buona novella” e amenità varie, che si tengano per loro le proprie credenze religiose. Per carità, ognuno è libero di credere in ciò che vuole (se gli dà la garanzia di salvarsi la buccia), da Dio ad Allah fino a Yahweh, chi dice niente… Anche io stasera ho deciso di credere in un’entità superiore, in un essere onnisciente e infallibile. A differenza di altri Dei, oltre al nome, ha anche un cognome. Si chiama Jack Daniels. Anzi…”Mister” Jack Daniels. A differenza degli altri Dei, ha una sostanza, un colore, un odore e un sapore…Insomma, è un qualcosa di concreto. Sarà passato almeno un lustro da che non mi prendo una sonora sbronza. E questa credo che sia una buona serata per spezzare il digiuno. Finito di scrivere qui, mi abbandonerò al vizio, immergendomi nel “Tennessee whiskey”. Chi lo sa, magari mi va di lusso, me ne finisco in coma etilico e sogni d’oro…
Un abbraccio (rotolante) alla “palla” @E…
…e un saluto a:
“Quelli che accendono un cero alla Madonna, oh yeah!
Quelli che di mestiere ti spengono il cero, oh yeah!
Quelli, quelli che sono dentro nella merda fin qui, oh yeah, oh yeah!
Quelli diversi dagli altri, oh yeah!
Quelli che puttana miseria, oh yeah!
Quelli che qui è tutto un casino, oh yeah!
Quelli che non hanno una missione da compiere, oh yeah!
Quelli che alla mattina alle sei freschi come una rosa si svegliano per vedere l’alba che è già passata.
Quelli che non si divertono mai neanche quando ridono, oh yeah!
Quelli che non c’erano.
Quelli lì…”
…Ah, dimenticavo…Buona pasqua…
Ragazzi Io ho bisogno d’aiuto. è da 18 anni che penso al suicidio ed alla morte.. e nn riesco mai ad essere felice.. o magari quando lo sono, dura poco, perche poi dovuta ad una conseguente delusione.. so bene cosa e il suicidio, purtroppo per me mio padre si e sparato un colpo davanti a me quando avevo 13 anni dopo una lite.. ci penso sempre e cerco sempre di distrarmi in tante maniere sport etc..ma oramai e da piu di un anno che son propio giu per diversi motivi.. e fallimenti lavorativi, sociali, personali e sentimentali.. non riesco propio a vivere come davvero dovrei.. credo di essere ancora vivo perche amo mia madre.. ma continuo a soffrire ed essere sempre tormentato.. forse ci son quasi…….
Buongiorno. La mia vita è tormentata da amori sbagliati.
Mi è capitato di pensare al suicidio per porre fine alle continue voci e immagini che scorrono nella mia testa,non ho ancora il coraggio di farlo.
Cambio continuamente umore, passo dall’ euforia alla tristezza velocemente.
Non riesco ad accettare il fatto che lui non mi voglia,sono diventata ossessiva,penso sempre lui.
Voglio porre fine a questo.
Luca76, il mio ultimo dialogo con bottiglia e numero imprecisato di sigarette è stato accompagnato da questa colonna sonora
http://www.youtube.com/watch?v=-8nAzH26ZXQ
Il testo non esiste. E’ “Hopelandic”, un linguaggio inventato dai Sigur Ros, “tutti quelli che lo ascoltano possono sentirci ciò che vogliono”.
Un linguaggio,lo “speranzese”, che,ormai, posso usare solo quando galleggio in ciò che sfuma i contorni, sfuma le parole, sfuma la realtà, fa tacere le voci di troppo che parlano dentro.
Un abbraccio a te.
E ascolta – LIQUID MIND – molto bello
Il pensoero del suicidio e della morte come liberazione mi ha accompagnato spesso..anche da bambina.ho avuto una vita normale ho amato una sola persona che.mi ha lasciato per un altra…mi sono gettata da un ponte cpn conseguente frattura di femore.poi ai incontri e da 20 vivo con un uomo completamente diverso da me e con cui mi scontro quotidianamente per lui provò affetto ma nessuna attrazione sessuale infatti viviamo in stanze separate ma non ho mai trovato la forza.di scappare. provo noia e fastidio per la gente, non riesco a parlare di banalità e non mi interessa instaurare rapporti di amicizia che lascio puntualmente raffreddare. sto bene se lavoro in giardino tranne il fatto che odio mio.marito che non si degna minimamente di aiutarmi. ho 50.anni non vedo un futuro felice anche.per la. situazione politica …quindi appena mia.madre morirà , non voglio farla.soffrire, penso proprio che mi suicidero felicemente!
qui parliamo tutti la stessa lingua.è una magra consolazione…ma c’è chi è come noi…
È l’una di notte e non ho sonno, perché nella mia vita non c’è niente che valga la pena di farti svegliare la mattina. Cerco di chiudere gli occhi ma appena mi accorgo che non avrò mai una famiglia, una moglie, un figlio, un lavoro etc. mi passa il sonno e resto sveglio fino alle 5/6 fino a che gli occhi si chiudono da soli. Non è stato sempre così, ma un sacco di scelte sbagliate ti portano in una strada senza ritorno. Qualche anno fa pensavo che ero ancora giovane e che la vita ti porta un sacco di sorprese ma ora, nonostante abbia 35 anni, so per certo che non ho e non avrò mai la forza di realizzare quello che avrei voluto dalla vita. Probabilmente la colpa è mia, però sono sicuro di essere nato/vissuto in un periodo sfortunato. Magari un pò di “povertà” in più (non che sia ricco) mi avrebbe dato quella fame che ti fa superare ogni cosa. Invece mi ritrovo qui a pensare a come sarebbe bello addormentarsi e poi non svegliarsi più. Il dispiacere va a mia madre che ne soffrirebbe enormemente. Poi penso che non saprò mai cosa faranno mia sorella e mio fratello nel futuro. Per fortuna sono troppo fifone per fare un gesto del genere, ma continuo a logorarmi velocemente in altri modi. Alcune volte bestemmio contro l’entità che mi ha fatto vivere in un mondo simile senza darmi le armi necessarie per sopravvivere. So bene che nel paragone con 3/4 miliardi di persone su questa terra uscirei vincitore per possibilità, intelletto, fortuna etc. ma tutto questo non basta perché sono convinto di essere fuori luogo e fuori tempo. Magari ci sarebbe anche qualcuno in grado di aiutarmi ma sono troppo fifone anche nel chiedere aiuto.
….basta stare bene con se stessi . è quello, se non si sta bene con se stessi non si starà ma bene con nessun altro. per quanto riguarda il lavoro che neppure io ho per adesso..la cosa è grave. come si fa a vivere senza soldi? impossibile.
@E, grazie del suggerimento, alla prossima sbronza ne terrò conto…
Un abbraccio.
@Rotoz, si, qui parliamo tutti la stessa lingua, anche se a volte non riusciamo a capirci nemmeno tra di noi. Come noi ce ne sono tanti, e questa è una triste realtà…
Saluti.
Oggi mio padre ha picchiato mia sorella, mi sento in colpa, non so per cosa, forse avrei potuto picchiarlo più forte, forse avrei potuto farli più male… O forse no… Non lo so, so solo che il senso di colpa mi sta portande verso la strada “più facile”. L’ho sempre definita cosi, ma ora questo nome non le si addice più, ad un tratto sembra cosi tremendamente reale e spaventoso: la certezza di qualcosa di orribile contro l’imbrobabilita di qualcosa di stupendo
Mio padre ha lavorato tutta la vita,suo padre è morto in periodo di guerra,doveva sostenere il resto della famiglia,e poi me e mia madre.Abbiamo avuto lo sfratto,in una casa dove l’estate era bollente e l’inverno di ghiaccio.Per sostenerci(mai avuto una lira) non aveva mai tempo perchè stava tutto il giorno a Prato,io non ho potuto ricevere il suo aiuto nella tragica esperienza durata tutto il tempo di cui ho parlato.Adesso ci commoviamo per gli albanesi,marocchini ecc…Loro hanno dei forti sussidi,viene trovata loro una casa ed un lavoro,a volte un secondo lavoro se il primo non va,ed altro,lo so perchè ho lavorato 10 anni fra assistenti sociali educatori,è proprio così.Questo paese presto sarà pieno di questa gente,ci porteranno il corano e la legge coranica.Il fatto è che avendo letto questo Blog ho fatto caso ad una cosa,che al di là noi italiani siamo sempre più rimpiccioliti,schiacciati,umiliati,anche timorosi,e quasi sempre non piangiamo e mandiamo anatemi e furti vari,come i rom.Poveri italiani che quando un marocchino ci dice “vostro paese di merda”rispondiamo “mah,sì,in parte hai ragione”.e poi molti italiani perdono il lavoro e si suicidano.Mi sentivo di dirlo.ciao
Tracy: coraggio…!
Bacioni.
“Vaffan…” Stamattina stavo giocando sul mio cellulare aspettando che si raffreddi il caffè…quando il babbo è arrivato in cucina. Ha detto: “Basta giocare, cerca di fare delle cose belle e utili…” Boh…ho continuato a giocare…
Devo scrivergli questo: Ogni volta che mi farà pressione, non andrò nel suo senso. Non sopporto che mi si obblighi a pensare diversamente, che mi si imponga una visione diversa della vita. Ho la mia visione e basta. Sono in collera…in una collera nera. Lasciami tranquillo, Babbo, lasciami tranquillo.
@David sono d’accordo con te. Arabi, africani, zingari, gente dell’est…Non ho mai sentito di stranieri che si suicidano nel nostro Paese…In questa nostra povera Italia, a quanto pare siamo solo noi che ci togliamo la vita…E’ solo una piccola considerazione, null’altro, però dovrebbe far riflettere…