Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Nella gente, invece, non credo nemmeno io. Non nel suo concetto generalizzato, che nei miei pensieri si divide drasticamente dal concetto di persone, ognuno nella sua sfera di unicità. E’ come se fossero proprio gli opposti, la “gente-massa” e le persone. E la gente è quella “cosa” in cui tanti, quasi tutti si identificano e anzi si affanno a raggiungere e dove “E” ha, forse, pensato di rivedere quello che scrivo. Invece, nel mio piccolo, ho passato la vita a soffrire per essere, per natura innanzitutto e per conseguenza in un secondo tempo, tutto tranne che parte integrante del civile vivere comune.
La sofferenza ha dei risvolti diversi a seconda dell’anima che scalfisce. Speravo di riuscire ad essere esauriente, “E”: io non “assolvo” come pensi i tuoi delinquenti, non li abbraccio in un unico grande sudario penitente, semplicemente perché credo che nessuno sia qualcuno per poterlo fare. Eppure, se qualcuno si indurisce e si chiude, qualcun altro nel dolore affina quella che comunemente viene chiamata con disprezzo “compassione”. Siamo abituati a darle un significato negativo. “Pena”, la chiamano. “Non voglio farti pena”, ti dicono. E magari tu la pena per come la intendono nemmeno sai cosa sia, magari tu senti qualcosa di molto più pulito, qualcosa di molto più semplice, immediato, spontaneo che pensi ti serva e magari, con umiltà, ti illudi possa un po’ piacere a chi, forse e magari, un po’ può capirti ed essere capito. Uno sfiorarsi, anche se magari non ci si riesce a toccare e tantomeno abbracciare. E’ così difficile farlo, a volte o per qualcuno!
Io invece la compassione la considero una sorta di condivisione, per quanto purtroppo mi ritrovi sempre da capo nel mio circuito: zero diviso zero, incomunicabilità con l’altro.
E questa credo sia la più grande mancanza dell’essere umano: la solitudine, quella abissale di cui accennavo. Una delle tre che ho in testa, la più dolente.
già…..
Tutti quelli che pensano di possedere la verità assoluta. Tutti quelli che dicono che c’è sempre chi sta peggio di te. Tutti quelli che dicono :”…c’è sempre una soluzione”!. Tutti coloro per i quali la vita è un “dono”. Tutti quelli che fanno solo demagogia e retorica. Tutti quelli che credono di essere qualcosa o qualcuno.
Tutte queste persone se dovessero subire torture fisiche resisterebbero finchè possono ma arriverebbero a desiderare la morte per far smettere il dolore.
Qui non si parla di dolore fisico (anche se, a volte, c’è anche quello!) ma di un male meno cruento ma più subdolo che ci mette molto più tempo a portarti a non farcela più, anni e a volte decenni ma alla fine il desiderio che tutto finisca, arriva!
Bravo Psyco,a volte si ha pure paura di dormire per le più svariate ragioni,,incubi ma anche per paura di risvegliarsi in una situazione assurda.Dalla diagnosi di PTSD,comportamenti suicidari,tipo andare più volte sui precipizi parecchio alti e pensate voi io ho sempre sofferto di vertigini.Cos’è tutto questo?Psyco che tu abbia sofferto oppure stia soffrendo,oppure nessuna delle due,è questo il modo di comprendere certe sofferenze e rapportarsi ad esse.E poi se la gente evitasse i soliti “Ma stai bene?-Ma veramente?Come va?Va bene?.”saluti
@Boh, non c’è niente da scusarsi, figurati. Noto che abbiamo un altro tratto che ci accomuna. Sinceramente pensavo di essere l’unico ad andarsene in giro la sera sotto la pioggia e ad apprezzare le sensazioni che si hanno. Quel senso di quiete che trovi nelle strade silenziose, così diverse dal giorno, dove l’unico suono che ti accompagna è il tambureggiare della pioggia. Lo faccio fin da ragazzino, è sempre stato un modo tutto mio per estraniarmi dal resto del mondo. Credimi, vorrei che in me scoccasse quella scintilla che con così gran fragore è implosa in te. Vorrei poter tornare a credere nella vita (nella gente proprio no, mi sento troppo disgustato, e in fondo non ho mai fatto troppo affidamento sugli altri), di poter dire che domani sarà un giorno migliore di questo, di riuscire ad apprezzare e godere quanto di buono può ancora riservarmi…E invece mi ritrovo a pensare che sto solo prendendo tempo, che avrei già dovuto andarmene, e che mi sto trascinando inutilmente in un esistenza che non sento più mia…Non ricevo mai una buona notizia, un qualcosa che mi dia modo di coglierli quei segnali, di svoltare quell’angolo di cui parlava @Fiammetta e trovare un senso per poter andare avanti…La vita è quello che è, si nasce e si muore, queste sono le uniche due certezze che abbiamo, poi la possiamo condire come ci pare ma in qualunque modo vada a finire, ci lascerà sempre un sapore amaro in bocca indipendentemente da che sia andata bene o male. Io non ho mai creduto in nessun Dio o in un destino già scritto. Quindi, metaforicamente parlando, non saprei nemmeno chi o cosa incolpare sul perché sia andato tutto a rotoli…E’ gioco forza puntare il dito su me stesso, e forse sarà proprio così, però nessuno mi toglierà dalla testa che troppo spesso mi sono ritrovato a pagare per colpe (mie e non) più di quanto meritassi. A poco è servito seguire l’istinto così come il fermarsi e riflettere prima di agire…Ho creduto nell’Amore, quello sì…L’amore con la A maiuscola, quello che, forse, è stata l’unica cosa per cui sia valsa la pena di vivere davvero questa stronza esistenza…”Ecco tutto”
Saluti e buon week a tutti, belle e brutti…
P.S. @Ele che fine hai fatto?
Luca: “non ricevo mai una buona notizia, un qualcosa che mi dia modo di coglierli quei segnali”… “si nasce e si muore, queste sono le uniche due certezze che abbiamo”: questo due frasi mi hanno dato un colpetto al cuore. Ci ritrovo per un lampo che tanto sfugge subito via, qualcuno che per me ha contato, e continua a contare, molto. E così ripercorro quei discorsi che mi hanno fatto conoscere qualcosa che non avrei mai pensato nemmeno di poter immaginare. Perdona la divagazione, per me è un periodo di forti turbinii emotivi.
Ciò detto, la vita mi passa davanti pensando a: “nessuno mi toglierà dalla testa che troppo spesso mi sono ritrovato a pagare per colpe (mie e non) più di quanto meritassi”, e qui sono io a stupirmi di leggere queste percezioni. Questa specie di calamità negativa, spesso vissuta con drammaticità anche se in realtà per chiunque altro sarebbe stata considerata magari una sciocchezza, o una sensazione immeritevole di attenzione, o proprio non se ne sarebbero accorti, me la porto dietro fin da bambina. Non so se tu da piccolo certe cose le sentissi già e se oggi te ne ricordi ancora, con viva percezione, ma per me è andata così. E’ il ricordo, le foto di quando ero piccola, e tutto sommato gli occhi non cattivi della ragazza che-sembra-più-piccola-di-quello-che-è che oggi mi fissano quando distrattamente noto lo specchio, a urlarmi disperatamente che non è giusto aver sofferto così tanto e che, per quanto probabilmente sia uno sforzo vano, devo provare a darle qualcosa in più. Così come vorrei poter fare, nel mio piccolo, con coloro con cui condivido una sorte così beffarda. Attraverso l’Amore, e io ci aggiungo anche l’Affetto. Anche per me restano le uniche cose per cui vale la pena tutto. Ma non nei significati troppo spesso banalizzati, parlo di qualcosa di..”esclusivo”, non so nemmeno come definirli. Nel mio tormentato ed infelice percorso, ho avuto la fortuna di incontrare, di vivere e sentire intensamente quel tipo di sentimenti capaci di diffondersi completamente dentro di te e di restarci, qualsiasi cosa succeda. Ecco: loro sono la cosa che mi aiuta a resistere. E realizzo che sto aspettando, ma non so cosa. La disillusione, lo so, arriverà presto. Perché così è sempre stato. E’ solo che provo a godermi il momento e a sfruttare il breve guizzo di entusiasmo del momento per rilasciare un minuscolo atomo di positività.
AAAAhhhh,ma quì state tutti bene!!! anzi benissimo!!!!!! Beati voi,di cosa soffrite?
David di ti prego lascia stare il sarcasmo con chi soffre come te e sta cercando di scrivere e pensare qualcosa di positivo..cosi butti giu ancora e non è il caso. mai dare giudizi affrettati si chiamano pregiudizi. e magari uno che sembra stia bene in realtâ non sta affatto. nessuno puo sapere cosa è accaduto a delle persone, qui come me hanno anche delle sofferenze che non se la sentono di parlarne e condividere qui. vogliono solo dire come si sentono. questo è il mio pensiero su quello che succede qui per lo meno.
A mie spese ho imparato che i pensieri che contano sono quelli motivati, e che quelli motivanti contano ancora di più. Nascono in maniera diversa e spesso non sono affatto il frutto di lunghi discorsi, spiegazioni, riflessioni. Nascono dal concreto. Nascono dai fatti e mai dalle sole parole.
Questa la mia esperienza e quello che ad oggi penso si può riassumere anche cosi. Detto ciò, comprendo l’esigenza di un certo tipo di confronto dell’umano pensare, anche se ora in verità mi appare soprattutto come dialettica.
E’ buffo ma… tra tante frasi e tanti pensieri pienamente condivido questo :
” Preferisco essere sbranato da un cane che è sincero che ingannato ”
Probabilmente perchè amo i cani, li conosco forse meglio delle persone e non riesco a temerli. Un cane può essere aggressivo (anche molto), terrorizzato o solo impaurito, stressato o depresso, furbo ed anche egoista … ma NON ipocrita.
E una delle cose che purtroppo ho imparato a non tollerare nelle persone è l’ipocrisia. A volte è costruita ad arte, ed è la più disarmante. Dalle botte s’impara a difendersi, s’impara anche a reagire senza farsi scrupoli; oppure si subisce ma almeno si sa cosa aspettarsi : il male! fisico e morale.
Ma dai falsi sentimenti, spacciati per veri ? Ci si difende imparando ad essere critici ed autocritici. E si diventa molto diffidenti. Le parole, le buone parole, perdono molto del loro valore. Quando ti accorgi di questo sai che è accaduto qualcosa a livello delle percezioni; avviene che le parole le puoi avvertire come rumore, e penserai ad un fatto perchè hai imparato che i fatti danno valore alle parole e non viceversa. E quando la vita ti dà questa lezione non la scordi mai più.
Ci si può raccontare in molti modi, riportando stralci de la propria storia di vita, parlando di ciò che turba o che piace, si può dire di essere o non essere. Lo si può fare per solitudine, o per vincerla.
Ma alla resa dei conti sarà vero chi nei fatti dimostrerà le sue parole.
Boh, hai ragione. Non conosco nè te nè la tua storia, non conosco le tue evoluzioni nè le te involuzioni.
Infatti non ti ho “giudicata”. Mi sono limitata a esprimere un’opinione su cose che tu stessa ha scritto.
Non ho certezze. Se le avessi avute non sarei qui a mugugnare il mio malessere interiore ed esteriore.
Nel dubbio, ora, mi limito a vedere sempre marcio, interesse e cattive intenzioni.
Perlomeno mi evito l’imbarazzo ed il dolore quando il pacco dono esplode in faccia come uno scherzo di carnevale di pessimo gusto.
Quando la vita è di merda rischi di rovinare, e rovini, anche le cose piacevoli che ti possono capitare.
Il concorso della tua stessa colpa nella merda in cui stagni non modifica la sostanza della realtà. Al contrario. Ti butta del tritacarne del “se l’ineluttabile non si fosse puntualmente verificato io non mi sarei atteggiata così e non sarebe successo questo e questo non avrebbe cagionato quello e…..ecc ecc ecc”.
Un tritacarne senza senso. Perchè alla fine merda è e merda resta. E del senno del poi che riempie le fosse te ne fai una benemerita pippa.
A certe persone occorre sempre un senno diverso rispetto a quello acquisito tanto dolorosamente.
Ciao.
Un saluto a Luca76, David, Marina, Ele, Conto alla rovescia e a tutti quelli che avrebbero voluto trovare ben altro nel pacchetto dato in dotazione alla nascita.
Scusate era delirio puro personale,non intendevo essere offensivo,mi spiace se ci sono riuscito.Camus,Jack London,Kerouac,Conrad che ne pensate? Ciao Silvia
E’una situazione tragica,però è strano pur volendo farla finita credo che ci verrebbe una grande paura come magari nuotare in un fiume di coccodrilli,voglio informarmi.L’adrenalina è un forte aiuto credo,vi posso giurare che affrontare certe paure rende più forti,volare nell’azzurro,rafting,se si vuole davvero morire si può affrontare qualsiasi conto.E’penoso lamentarsi della vita (parlo per me solamente)Gli sport combattivi e le esperienze come il rafting.Provate la boxe la Thai Boxe ecc…Ci sarà qualcosa che ci fa sentire vivi.Quì bisogna cercare un punto che ci riunisca,per combattere quanto si può queste sensazioni di apatia (x chi ha la fortuna di uscire dalla depressione.)Vi immaginate di camminare in una foresta di orsi.Non ci spegnamo penosamente così,ovviamente forse per voi questo non vale,ma secondo me ognuno ha una molla come questa…Spesso si esce dalla depressione,ma si reste imbambolati,timidi,dimessi,intimoriti a rientrare nel mondo dei normali,ci vuole una scossa.Ciao a tutti(scusate se ho urtato la sensibilità di qualcuno.”Affronta quello che ti spaventa.”Tanto morire si deve morire tutti
Ke pazi…questo mondo è pazo…………arrivederci in un posto migliore di questo.
Ci sono dei momenti in cui un essere umano abbraccia con un solo sguardo la sua intera esistenza. E la visione del Male è così soverchiante da spingerlo quasi inesorabilmente al suicidio. In tutto questo non c’è niente di patologico; al contrario … E’ proprio in quei momenti di disperazione che siamo particolarmente lucidi. Passiamo in rassegna la nostra infanzia, la nostra fanciullezza, la nostra adolescenza e ci rendiamo conto che tutto era già scritto, perché tutto ha avuto origine in quei giorni lontani.
@conto alla rovescia. Che cosa è successo in quegli anni lontani?
penso che il dolore, quello vero, lo abbiano provato in pochi; io pensavo di essere una persona forte, molto forte, una figlia a 18 anni , un marito che a volte alza le mani e lascia i segni non solo nel fisico, ma soprattutto nell’anima, quell’anima che adesso è stanca dopo 16 anni di niente, niente è quello che ho raggiunto fino ad adesso. L’unica cosa positiva è il mio sole di 15 anni, che ha una forza d’animo che le invidio, quella forza che ho dovuto avere io fino ad adesso…….. già, perché mi stà abbandonando, mi scappa dalle mani e soprattutto dall’anima, quella forza che mi diceva forza, vai avanti, non ti preoccupare che prima o poi tutto si aggiusta……… ma cosa? ma quando? non sono più in grado di sopportare dolore, ho fatto il pieno e adesso il vaso è pieno; pieno di rancore, delusione e dolore che non si affievoliscono ma anzi, ogni giorno diventano più forti e presenti. Il sogno di un domani sereno senza bisogno di lottare per cinque minuti di tranquillità e soprattutto di amore sono come un’oasi in mezzo al deserto! penso che addormentandomi per sempre riuscirei a trovare quella pace interiore e quell’amore eterno che tanto sogno!
@ Antino:
E’ successo che io, all’età di 10 anni, avevo già una percezione chiarissima della mia diversità. Mi sentivo già un emarginato e un disadattato. I bambini troppo precoci sono notoriamente dei soggetti a rischio. La mia analista mi disse che dovevo considerarmi un miracolato, perché la maggior parte dei ragazzi, avendo avuto una madre come la mia, sarebbe scivolata rapidamente nella psicosi.
devi amare la tua vita credere in te io ho fatto questa cavolata e sono stato in coma la vita e una sola e un dono e ti dico che nel momento che stavo male mi ero pentito e stavo rischiando commettere queste cavolate non e sfuggire e quindi una vita facile io non scrivo il nome e io mio cognome ma vi dico che avevo ingerito dell acido mi si era bloccato il respiro un incubo ho sofferto tanto mi ha lasciato delle brutte cicatrici interne quelle non guariranno mai fidati per questo non fare cavolate come ho gia detto e ripeto sono stato in coma ed e brutto ama la vita andra tutto x il meglio adesso lavoro in un circo sono un bravo contorsionista
David,
riguardo alla tua domanda al momento mi viene in mente questa frase “il valore di una persona sta’ nella personalità di chi la pronuncia”. E’ di Jozef Konrad. Lui aveva maturato una visione del mondo abbastanza pessimista, anche se a volte sembra voglia non ammetterlo fino in fondo. Pensava che la società è corruttrice, ma necessaria. Che la solitudine è distruttiva, ma inevitabile. Vuole dimostrare come gli interessi materiali corrompano le relazioni umane e come tentando di sfuggire da essi, anche con la solitudine, ci s’avvii all’autodistruzione. Ogni alternativa… non andrà. Era un pessimista o la sua vita l’aveva portato a maturare tale pessimismo. Ma ha scritto cose profonde…. e forse possono fare riflettere tutti, anche le persone che sono “troppo” ottimiste da parer onnipotenti.
Il momento della verità arriva quando l’uomo si trova davanti ad una situazione morale in cui il codice di comportamento al quale si è affidato sino a quel momento perde valore, e non è più applicabile. In quel momento l’uomo o trae forza dalla valutazione delle proprie qualità, ed anche dalla solitudine, o si dirige verso il naufragio. Questo pensiero credo dica molto.
—
Sull’adrenalina, in parte sono d’accordo. Si, può essere d’aiuto. E per assurdo, quanto, davvero me l’ha insegnato un cane. Indispensabile come l’ossigeno, in certi momenti è forse l’unica cosa che tiene in vita. Ma poi, sai, i propri demoni non s’affrontano solo ricercando quelle scariche d’adrenalina che, si , fanno sentire più forti e vivi … ma in parte.
Ciao 🙂
Io apprezzo molto di più Nietzsche: “La speranza: in verità è il peggiore dei mali, perchè prolunga le sofferenze”…Trovo questa frase la quintessenza del pessimismo, dove anche l’ultima cosa a cui ci si potrebbe aggrappare, è vista addirittura come il peggiore dei mali.
Ciao a tutti, sono stata qualche giorno fuori città x immergermi nel tepore familiare e non ho aperto il blog. Ora vedo tanti messaggi e sono indietro, voglio leggerli tutti. Intanto un abbraccio a voi e una rassicurazione a Luca76, sto meglio, sono rientrata nella mia fase di tristezza e malinconia costante, ma la disperazione dei giorni scorsi si è di nuovo assopita. È da qualche parte dentro di me che dorme, con un occhio aperto, pronta a scattare non appena abbasso la guardia. Una specie di bestia nera. Buona giornata.
L’adrenalina è soltanto un aspirina,intorno a questa bisognerebbe costruire in parte la vita.Ricordo che la società è ingannevole,falsa e corrotta,adesso penso che potrei davvero vivere da solo.Hanno tradito tutto quello che solennemente mi avevano insegnato,bugiardi,maligni,cattivi,non credo più niente di questa società.Questa società parla di bullismo,usano una parola derivante dall’inglese,che ci può più far pensare alle “simpatiche canaglie e braccio di ferro per chi li conoscesse”.Il bullismo sono torture continue di ogni tipo 6 giorni su 7,il disperato spesso,alla fine non crede che ci possa essere un’altra vita,non riesce a fuggire come sotto ipnosi,tanto i “bulli”sanno che andrebbero incontro a due giorni di sospensione il malcapitato è ormai un burattino nelle manni del terrore spesso si suicida,anche a scuola.Io non so perchè non sono fuggito dopo pochi giorni,un perchè ci deve essere.Il metodo è quello mafioso,del ricatto,della paura,dell’omertà che c’è intorno e soprattutto “del se reagisci finirai molto peggio.Spesso ti senti dire anche se lasci la scuola sappiamo dove sei ti veniamo a prendere,che ne sapevo a 14 anni che poteva essere solo una saparata,e chi lo sa,Gli insegnanti ridevano mentre pulivo il cesso con la faccia e lodavano quegli esseri.Finita quella bolgia dopo poco mi ammalai gravemente 1984-1986.Che inferno e che vigliacco ero peggio di “Palla di lardo”mi sveglio in preda agli incubi.moh.ciao a tutti
David, mi scuso se ciò che ho scritto, in qualche modo ha partecipato ad avvicinarti ad un certo tipo di flashback. Magari era un periodo buono per te. Intendo che certi pensieri possono essere fluttuanti, ed è gia qualcosa quando da costanti diventano fluttuanti (almeno per me).
Io ho vissuto altre cose, altro, anzi, altri tipi di trauma … ma ad 11 anni la mia vita è cambiata, a 15 anni ero già un’altra persona, avevo iniziato a vedere il mondo e le persone con occhi mooolto diversi, la parte migliore di me se n’era andata via.
Per quanto riguarda il passato, e mi riferisco a quel tipo di passato, quello che può cambiare una vita ne modifica il corso e spesso anche il senso : certe sensazioni di orrore, di terrore, d’impotenza, ed alcuni sensi di colpa per ciò che non si è riusciti a fare… purtroppo rimangono un bagaglio pesante che tenderà a schiacciare.
In molte cose che scrivi c’è della positività, positività pulita , nonostante tutto si riesce ad avvertire. Finche puoi e riesci fanne tesoro, è un tuo grande punto di forza, una cosa per me molto bella.
@Ele, mi fa piacere leggere che stai meglio, un’abbraccio.
Grazie Silvia non parlerò più di questo,tranne forse alla visita se la farò,questo PTSD.Se avessi preso parte ad una guerra,lo so che è una bestemmia dirlo,ma sento che ci sarebbe stato più onore,ma tutto questo è andato così diversamente.La tua esperienza nella vita deve essere stata qualcosa di molto forte,ma dalle tue parole forse molto tragico,mi dispiace.Ancora oggi mi ricordo fino all’ultimo istante felice e poi quella bolgia di bestie,di umanoidi.A volte mi sveglio davvero e non so dove mi trovo,a volte addirittura sonnambulo.A tenermi al mondo è la paura dell’inferno e l’amore per i miei.La paura dell’inferno,i miei 14 anni bellissimi poi tutto si fa buio,tutto finisce.ciao Silvia,Luca,Ele,Marina,Tracy,E….ciao speriamo meglio per tutti
Chi subisce violenze nell’infanzia, sia fisiche che psicologiche, ne porterà sempre le conseguenze dentro, non ci vuole una laurea per capirlo. Così come non si fa difficoltà a collegare quei traumi alla condizione di malessere in cui molti di noi riversano. Se dovessi scavare nei miei ricordi e dare una data di inizio a questa mia idiosincrasia nei confronti della vita, l’anno sarebbe il 1984, dove la mia pseudo-famiglia si è definitivamente sgretolata. Avevo 8 anni, un’età in cui la massima preoccupazione di un bambino, dovrebbe essere di non perdersi il cartone animato preferito alla tv (naturalmente estremizzo). E invece, mi si presentò qualcuno, e spalancandomi la porta di casa e indicandomi l’esterno, mi disse: “Luca, questa è la vita, arrangiati”…Sono dovuto crescere in fretta, passando velocemente dall’essere bambino poi adolescente poi adulto, e infine, ciò che sono ora. Vecchio e stanco. Perché è così che mi ritrovo. Vecchio e stanco. Nell’anima, nel corpo…Come molti di quelli che crescono senza un punto di riferimento come può essere la famiglia, ho vissuto gli anni seguenti perlopiù in strada, in quartieri che di residenziale avevano ben poco, e che vengono definiti genericamente “difficili”. E quando cresci in strada, se sei debole e fragile, subisci violenze e umiliazioni. Mentre scrivo, affiorano certi abusi che subivamo noi che eravamo più piccoli e meno forti in confronto ad altri. Mi viene il vomito. Allora, per sopravvivere e per non venire schiacciato, cominci a diventare cinico, egoista, violento. Ti crei una maschera da finto duro, in modo che nessuno possa farti del male. Abusi di alcol e droghe, per darti coraggio, rimanendo segnato anche da quelli. Non vedi altri modi di vivere, perché non li conosci. Ho passato una decina di anni, in quella situazione, in quegli ambienti. Col tempo me ne sono tirato fuori. Sono riuscito per molti anni a mettere da parte quei tempi, a non pensarci più, a seppellirli in qualche angolo remoto del mio inconscio. Ma non puoi sfuggire a ciò che hai dentro, prima o poi torni a fare i conti con il tuo passato. A me la prima volta è successo un 5 anni fa, quando ho cominciato ad avere dei problemi seri. Da un giorno all’altro sono riaffiorati tutti in una volta, travolgendomi come un fiume in piena, e da allora sono tornati molte volte, in modo così prepotente che a volte ricordo distintamente addirittura i suoni, gli odori…ricordo la mia immagine, quella di un bambino magrolino e occhialuto che vorrebbe semplicemente non essere lì, che vorrebbe scappare, che vorrebbe una vita normale, come quella che hanno i suoi compagni di classe più fortunati. Ne ho date e ne ho prese in questa vita (anche se restano di più quelle prese), e guardandomi indietro continuo a domandarmi che senso abbia avuto tutto questo, quale lezione avrei dovuto imparare?…A cosa è servito combattere tanto? Mi ritrovo qui, con tante domande e nessuna risposta. Spero di trovarle con la morte, anzi, le voglio, le esigo..
@ Luca:
La violenza psicologica, soprattutto quando è subita durante l’infanzia, può provocare dei danni irreparabili. La mia vita è sempre stata una corsa a handicap. Le cose che per gli altri erano semplici, ordinarie, perfino banali, per me sono sempre state spaventosamente complesse. Gli esseri umani non erano mai fonte di gioia. Erano sempre fonte di stress, di angoscia e di paura.
Arriva il giorno che ne hai le scatole piene di questa lenta agonia. Arriva il giorno che ne hai le scatole piene di trascinarti stancamente fino alla vecchiaia. Il conto alla rovescia è già iniziato.
Farsi in quattro per chi? Per cosa? Crepiamo istante dopo istante senza una briciola di soddisfazione. Paghiamo tutto il doppio, il triplo e poi veniamo rapinati. Scontiamo la pena di un reato altrui: una sco.... mal gestita o un gondone bucato.
Un padre debole, incapace del proprio ruolo, oltre che assente.Una madre debole e depressa…una famiglia difficile in cui io primogenito, mio malgrado, avevo il ruolo di leader per le mie due sorelle minori, nonostante fossi a mia volta un bambino, nonostante gli abusi subiti a 6 anni da un parente e da me sepolti chissà dove ma che ancora oggi fanno male, nonostante le mazzate subite quand’ero a mia volta gracile e occhialuto (so di cosa parli Luca) e una vita che si è rivelata una waterloo su tutti i fronti.Ho 42 anni, sembro più giovane della mia età, ma dentro sono morto tanto tempo fa.Non avrò mai una famiglia mia, e soprattutto non avrò figli… a differenza di tanti c@glioni che fanno le cose con leggerezza conosco i miei limiti, limiti che sono il frutto del mio vissuto. E comunque già siamo in troppi su questa palla di merd@ rotante.Nonostante tutto non staccherò la spina di mia iniziativa, tanto prima o poi la giostra si fermerà da sola.Saluti
….Già….il conto alla rovescia è già iniziato….
@E, “Crepiamo istante dopo istante senza una briciola di soddisfazione”.
Questa esistenza, personalmente ormai non la vedo nulla più che come una corsa, dove solo quando riuscirò a tagliare quel traguardo balordo avrò finalmente il giusto premio che mi spetta. Le soddisfazioni sono state sempre troppo poche, e ognuna di esse la si è pagata carissima. Per quelli come noi, sempre così incazzati e tristi, a cui viene concesso poco o nulla, ogni singolo momento positivo ha avuto come controparte una vagonata di m…a. Siamo innocenti condannati da una giuria di ladri, assassini e stupratori o cos’altro?…Se la vita non fosse così beffarda, meschina e cinica, varrebbe la pena di viverla quasi…
Saluti e un abbraccio…
Oggi 15 marzo ho finalmente iniziato il conto alla rovescia.
Dopo tanto tempo passato a valutare, rimandare, soapirare, sorridere momentaneamente e illusoriamente…alla fine mi sono messo davanti allo specchio, e ho risposto onestamente a tutte le domande che ci si deve sempre opportunamente porre in queste situazioni.
Non ho trovato un solo valido ed onesto motivo per continuare.
Penso che sia una soluzione onesta per me, e rispettosa nei confronti della società, per la quale diverrei , con il tempo, solo un peso inutile e improduttivo.
Ciao a tutti ragazzi, è un pò che non leggevo il blog poichè ero occupato a mentirmi o almeno ad ignorare ed a provare a piegarmi alle regole del gioco. Il punto è che la colpa è sempre mia, bene o male. Anche se vedo le cose in modo diverso dagli altri le giudico allo stesso modo perchè ho lasciato che la mia capacità di giudizio sia intaccata dalla società moderna, e quindi i miei dubbi fondamentali non sono altro che una debolezza causata dalla mia debolezza. Il punto è che non ci sono scusanti, o meglio, potrei trovare miriadi di scuse, ma nessuna giustificazione accettabile. Nonostante tutto, che effettivamente io mi percepisca così per colpa del mondo, è colpa mia se ne soffro, e se non sono riuscito ad adattarmi o a pigare il gioco a mè. Ho preso l’abitudie di criticare oggettivamente tutti e tutto, in modo costruttivo e non. Mi prendo la libertà di fare quello che voglio, in attesa della maggiore età per avere la libertà di aruolami. Se io non sò cosa essere, il mondo militare lo farà per mè, fin da piccolo mi ha affascinato. Ma voi che vi lamentate( e non prendete male queste parole, perchè infondo è vero) sapete che bene o male è così anche per voi, poichè siamo tutti pazzi, dato che ripetiamo le stesse cose ancora e ancora pensando che il risultato cambi(vi soprenderabbe sapere dove ho trovato queste parole). Voi dovreste andare per la vostra strada, un pò fregandovene degli altri e se vi chiedono:”perchè critichi gli altri, se tu spesso fai altrettano?” voi potrete pure dirgli:”perchè loro lo fanno senza veri motivi, poichè hanno avuto senza dover faticare e molto gli è stato dato. Ma io le cose me le sono guadagnate e mi prendo tutta la libertà di schifare chi le avute come nulla”. Non abbiate paura di sbagliare o dei rimorsi, tanto tutti sbagliano, almeno voi lo farete per qualcosa. Per chi ha famiglia mi rendo conto che questo può essere faticosissimo se non impossibile, per non infrangere quella base di regole morali che vi spetta. Ma se riuscirete a fare così, saprete che non vi siete piegati alle regole del gioco, ma avrete adattato lui a voi. Giudicatemi come volete, probabilmente tutto questo è sbagliato, ma mi piace pensare che non lo sia.
Un’ultimo consiglio dal pulpito sbagliato, cercate di vivere i vostri sentimenti, ma non lasciatevi coinvolgere, poichè la vostra capacità di giudizio ne sarà influenzata. Divetitevi per chi può, agli altri rimoccatevi le maniche, ma a tutti non morite annegati dai rimorsi. Buonanotte raga.
Luca76, a volte faccio mia una frase di Fantozzi. Quando gli comunicano che sta per morire e lui dice, tra sè e sè, “vorrei aver vissuto”.
Ma non questo sconcio. Una vita normale, semplicemente normale. Anche a periodi alternati ma, almeno ogni tanto, normale.
Quella che,a tanti, fa schifo per quanto li fa annoiare……
Un abbraccio a te e a tutti quelli che,almeno una volta nella vita, cliccano sulla voce “suicidio” quasi (o forse) per cercare affetto e comprensione.
Leonardo è una scelta importante questa,il fatto che ti sia comparsa quest’idea è una cosa preziosa.Io potevo fare il pugile ed il calcio storico se avessi seguito questa strada ma non ebbi fiducia in mè e soprattutto in Dio,tempo dopo cominciai a stare male e la luce si spense.Adesso che sto bene,benino vorrei fare 10 anni di jiu-jitsu.Insegui quest’idea,non mollare.Buon Venerdì sera a tutti
…Affetto e comprensione…in attesa di riceverle per grazia ricevuta, io, nel frattempo, continuo a passare le notti in bianco….
@Micco: “Non ho trovato un solo valido ed onesto motivo per continuare”
Idem con patate, anche se a differenza tua, non la considero una soluzione “rispettosa nei confronti della società”…onestamente, fanculo la società…
Luca76 ti capisco almeno un pò spero,e poi per noi anche inconsciamente c’è lo spettro del tempo che passa e ci sentiamo di perdere l’ultimo treno,ma guarda 37 anni non sono tanti,io ne ho 42 e già è diverso.Se hai tempo libero avrai cose che vuoi e puoi fare,fermati un momento,proprio come fermarsi mentre cammini sul marciapiede,un’idea nuova ti verra.Vedi io potevo davvero fare l’agonismo nel pugilato non solo fare i guanti e potevo pure fare il calcio storico,me lo disse un allenatore e pure dei calcianti,mi dissero che pur essendo ancora all’età della pietra,miglioravo giorno per giorno.E invece è sbagliato,sia quel che sia nel mondo,mettersi mille recinti attorno quel classico “ma dove vuoi andare”,”ma non ce la farò mai,ma vuoi scherzare.”Quanti tormenti adesso quando arrivi in alto sulla montagna e vedi le cose com’erano,come sono e,nonostante vediamo tutto chiaro continuiamo a battere la testa contro il palo.Hai un mondo nuovo davanti,Luca,io penso questo.ciao buon fine settimana
Oggi ho sofferto di solitudine..che noia essere soli senza amici. la cosa che mi fa andare avanti è che gli amici si possono trovare anche grazie a miracoli. secondo me sono un dono non bisogna sottovalutarli. avrei voglia di vivere ma una vita diversa,piu bella, una vita in cui ci sia posto anche per me in cui sono amata e cercata.
Cavolo che commenti deprimenti ! la vita è gioia e va vissuta attimo per attimo. Non trovate un posto dove stare ? cercate ancora, viaggiate. Milioni di persone soffrono davvero e rischiano di morire anche se non ne hanno voglia. Vi sentite soli ed isolati ? cambiate aria, e soprattutto convincetevi che ognuno è solo con se stesso e deve sforzarsi per trovare il suo equilibrio positivo. Ho 57 anni, ho subito e subisco ingiustizie di tutti i generi, ma ho tanta voglia di vivere, comunicare, amare.
Sì hai ragione Gitano,questo tuo messaggio forse mi ha sbloccato,io non so se tu hai letto la mia storia,la mia vita rovinata a 14 anni e in seguito ho lottato con tutte le mie forze nel lavoro,nello sport e soprattutto nel cercare di sposarmi e di formare una famiglia.Non ce l’ho fatta anche perchè mi sono basato per tanti anni nella boxe e nelle arti marziali,Adesso soffro di PTSD.Ma adesso voglio tentare ancora,nel messaggio precedente potrebbe esserci la rinascita,in ogni caso morirò,e se in un momento di tragedia arriverò al suicidio.Ma non adesso.Voglio fare tutto e soprattutto quest’estate scalare le apuane,fare immersioni e se trovo il modo fare rafting.Devo stare in una stanzina ad omaggiare la morte ed il suicidio,no!Giammai,se mi ucciderò pazienza,ma diamoci un pò di tempo,no nessun conto alla rovescia,quello lo lascio alla bella Sigourney Weaver in “Alien”.Forza gente ciao…Forza!Non mollate!
@Gitano71:
“Cavolo che commenti deprimenti!”….
…Sei su un blog che parla di suicidio, che ti aspetti di trovare, un party ad Hollywood?
“La vita è gioia”….
…Vabbeh, no comment, ne ho i co...... proprio pieni di ste frasi.
“Non trovate un posto dove stare?…viaggiate”….
…Eeeehhhh, se non li abbiamo, i soldi per farlo chi ce li dà? lo Stato? la Chiesa? Tu?
“Milioni di persone soffrono per davvero”….
…Già, perché noi facciamo finta.
“Vi sentite soli e isolati? Cambiate aria”….
…Aspetta, che vado ad aprire la finestra.
In appena 6 righe 6 di commento sei riuscito a dire solo una quantità enorme di banalità, se non è un record questo per il blog, poco ci manca. Solo una domanda: ma se hai una così tanta voglia di vivere, comunicare, amare…ma come ci sei finito qua? sbagliato a cliccare?
Un “saluto” a te, e un abbraccio a @E, Ele, David e agli altri.
Gitano, trovo che il tuo messaggio sia molto approssimativo. Innanzitutto, per spostarsi, occorrono soldi. E se non ne hai sono c.... a meno che non si voglia arrivare al ridicolo del mettersi a fare l’autostop come i ragazzini degli anni 60.
In secondo luogo che significa “milioni di persone che soffrono DAVVERO”?
Come se qui fossimo tutti pippaioli mentali che starebbero bene se non fossero straziati da una dramma meramente esistenziale tipo “ho tutto salute-soldi-gioventù-bellezza-amici-lavoro-possibilità ma avverto un buco filosofico che non mi fa godere la mia immensa fortuna e mi spinge all’autoeliminazione”.
Bè, Gitano, non è così. Qui tanti dividono il pranzo con la cena,e se ottengono un 1 per puro sbaglio già sanno che dovranno restituire 1000 con interessi che manco Equitalia li applica!
Siamo soli? Bella scoperta! Ma il saperlo, l’esserne consapevoli, lo stamparselo nella mente e ripeterlo come un mantra aiuta?
NO!!!!
Quanto a quelli che schiattano mentre vorrebbero vivere, bè, credo che qui,oltre a me, ci siano parecchi che, se non fossero stati fottuti da questa immensa truffa che è la vita (T-R-U-F-F-A non gioia, regalo o simili) camprebbero eccome e vedrebbero la morte come la peggior iattura.
Beato te che hai la forza o l’incoscienza di reagire in questo modo. Io che, purtroppo, ho i piedi ben radicati a questo lordissimo suolo non riesco ad essere nè altrettanto spensierata nè predisposta ad essere contagiata.
Buona vita.
Luca, grazie, un abbraccio a te.
E? Ma tu sei Eme ti riconosco!!! Buonanotte a tutti…Eme un abbraccio non dirmi che non sei tu !!!!!
🙂 beccata. Ciao David.
Ciao Luca, grazie per l’abbraccio. Lo ricambio con affetto!
Piergiorgio, come stai?
Mah ,che dire di predicatori ne abbiamo visti tanti passare!!La vita è bella e vale la pena di viverla come? viaggiando ,allontanarsi da tutti ,si questa mi sembra una buona cosa ,ma Gitano hai presente in che vita si vive?siamo senza lavoro ,senza soldi .Io personalmente mi posso permettere di viaggiare ,posso fare un massimo di 200 metri a piedi più in là no perchè poi ci sono negozzi bar e io non posso proprio entrare !La vita è bella 🙁 e chi ti stà intorno anche 🙁 Per tutto il resto mi associo a E e Luca76 ,ciao a tutti Piergiorgio come stai? un abbraccio
purtroppo è tutto così,seratonina e company,ci sono stati molti suicidi,ce ne sono sempre più.Io detto sinceramente non so che fare,guardo chi sta bene e sto male.Adesso che i miei genitori sono malati ed anziani.Come l’ho detto,temo di uccidermi,i miei stati d’animo cambiano velocemente e mi deprimo vedendo i miei amici che hanno situazioni molto migliori.Sono stato vicino alla morte tante volte,ma non c’è mai stato verso,adesso mi venisse una malattia breve che non lascia scampo sarebbe una benedizione.Astenersi predicatori e bigotti.Ciao E,Luca76,Ele,Marina,Leonardo,ciao a tutti.
Val la pena che il sole si levi dal mare
e la lunga giornata cominci? Domani
tornerà l’alba tiepida con la diafana luce
e sarà come ieri e mai nulla accadrà.
L’uomo solo vorrebbe soltanto dormire.
Quando l’ultima stella si spegne nel cielo,
l’uomo adagio prepara la pipa e l’accende.
(Cesare Pavese)
Grazie Ele e Marina, grazie per il vostro interessamento. Io stò abbastanza bene, non mollo. Spero che stiate bene anche voi. Ci sentiamo su queste pagine, un bacino ad entrambe, ciao.
“..e guardandomi indietro continuo a domandarmi che senso abbia avuto tutto questo, quale lezione avrei dovuto imparare?… A cosa è servito combattere tanto? ”
Luca76,
riguardo alla mia vita mi son fatta le stesse domande, domande che forse anche altri si son fatti, si fanno, si faranno. La verità è che ognuno alla fine si da risposte diverse. Penso la differenza più grande non dipenda dalla situazione o tipi di trauma vissuti, non solo da questo. Penso cio che incide sulla risposta che ognuno si da è l’orizzonte: quello che si sta guardando, quello che si è obbligati a vedere o quello che ci si sforza di non guardare, quello che si sceglie di guardare o quello che si è sognato di poter vedere… un giorno.
Riguardo a me, quale lezione avrei dovuto impare ? non so ciò che avrei dovuto imparare ma ciò che ho imparato è non fidarmi. Combattere a me è servito a vivere, forse è stato per tanto tempo il mio unico vero motivo di vita. Poi capita che ci si stanca di combattere e, lì, rimetti tutto in discussione, anche le risposte a domande che pensavi di aver messo a tacere.