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Il numero 100

Lettere scritte dall'autore  

Egregio Direttore,
Mi permetto disturbarla per chiederle di esaminare e valutare quella che io penso possa essere la provenienza della definizione in uso in uso in Italia di “ Numero 100” per indicare il “cesso”.
Seguendo un corso di conversazione inglese mi sono imbattuto in un vocabolo che non conoscevo prima.
Quando l’ho visto, e dico visto perché mi ha colpito la sua rappresentazione grafica, mi si è accesa una lampadina.
Si tratta del termine “loo” che vuol dire cesso.
Astraendolo dal testo, lo si può leggere loo oppure 100 (cento).
Ho pensato che le truppe americane arrivate in Italia nel 1945 avevano nei loro accampamenti i gabinetti con la scritta “loo” sulla porta. E’ possibile che noi italiani abbiamo visto la scritta “loo” ma abbiamo letto “1oo” (cento)? E’ possibile che da allora i gabinetti siano stati definiti “numero cento”? Può essere una valida teoria? C’è un’altra sipegazione sulla etimologia del “numero cento”? Ho navigato molto in Internet ma non ho trovato alcuna risposta. Qualcuno è in grado di darmela?
Grazie.
drago

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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15 commenti

Pagine: 1 2

  1. 1
    atsalut -

    ma con tutti i problemi che ci sono non mi sembra il caso di parlare di cessi.

  2. 2
    drago -

    Per atsalut.
    Ti sembra un commento intelligente il tuo?
    Tasaludiancami.
    drago

  3. 3
    Chiaramente -

    Ciao drago. Io non me ne intendo. Non sapevo nemmeno che i bagni si chiamassero cento, casomai “cesso”. Per il resto è ovvio che la teoria non fa una grinza. Ma di che zona d’Italia sei? E’ un modo di dire che non ho mai sentito.

  4. 4
    drago -

    Per Chiaramente.
    Io sono del norditalia e sono un po’ datato. Ho da poco passato la settantina, ma ti assicuro che dire di andare al numero 100 voleva dire – e si usava almeno fino a una ventina di anni fa – proprio recarsi in quel posticino. Ricordo di aver visto anche “100” e poi anche “00” sulle porte di qualche gabinetto nelle stazioni ferroviarie.
    Io non sono un esperto di gabinetti, ma un curioso linguista che cerca l’origine delle locuzioni o modi di dire entrati nell’uso della parlata italiana corrente. Che l’oggetto del mio studio sia il sostantivo “gabinetto” è un fatto accidentale e secondario. Mi farebbe piacere sentire il parere di un esperto di etimologia.
    Ti ringrazio per il tuo commento. Ciao.
    drago

  5. 5
    Chiaramente -

    Non sono un’esperta di etimologia ma credo che il meccanismo che hai descritto, benchè non lo rammenti, sia plausibile. Bisongerebbe verificare la possibilita storica di una tale contaminazione.
    Spero che tu trovi il tuo studioso. Comunque per curiosità puoi chiedere parere a una facolta di lettere. Ci son materie che studiano solo queste cose.

  6. 6
    drago -

    A Chiaramente.
    Non riesco a trovare l’esperto/a. Ho scritto a un form della Sapienza ma non ho avuto alcun risultato. Riesci tu a darmi qualche indirizzo? Ho cercato di trovare l’indirizzo email di Gloria Origgi ma anche qui ho fatto un buco nell’acqua.
    Mi aiuti tu? Grazie.

  7. 7
    Chiaramente -

    Per quello che posso, come ti ho detto non sono un’esperta, secondo me puoi rivolgerti a un docente di filologia, dovrebbe saperti dare più indicazioni di me.

  8. 8
    drago -

    Numero 100 – ecco la risposta! – Sono riuscito a contattare Gloria Origgi, filosofa italiana, studiosa di epistemologia sociale e filosofia cognitiva, che ora vive a Parigi, dopo un periodo di permanenza negli Stati Uniti presso l’Italian Academy at Columbia. Gloria Origgi è l’autrice del libro “La figlia della gallina nera”, una nuova specie di lessico famigliare che da privato fa presto a diventare pubblico, un’ opera oltremodo femminile, come sottolinea anche la dedica «Alla memoria di mia madre. Per la memoria di mio figlio». «Le parole si portano dietro non soltanto la nostra storia, ma la storia di un’ epoca, di un ambiente sociale, di una cultura», avverte l’ autrice. Bene! Fatta questa brevissima ma doverosa presentazione per chi non la conosceva (cercate però su Internet altre e più complete notizie) vi trasmetto il testo della sua risposta al mio quesito, che – confesso – mi ha fatto molto piacere.
    “Guardi, questo è il genere di etimologie che più mi affascina. Io penso che lei abbia proprio ragione, anzi, non mi importa che si possa dimostrare storicamente, ma la sua spiegazione è così pertinente e illuminante che mi piace pensare che sia così. E poi è proprio nella logica del mio libro e delle mie etimologie che cercano di dissacrare i significati ricevuti, di scrostare le parole dai loro usi convenzionali generazione dopo generazione e trovarne un senso magari molto più recente, o più casuale, dovuto a quello strano meccanismo di costruzione di una tradizione a partire da una cozzaglia di contingenze.
    La ringrazio, you made my day, come si dice
    Molto cordialmente,
    Gloria Origgi

    Cordiali saluti a tutti. Drago

  9. 9
    Gherardo Piacitelli -

    Interessante spiegazione, grazie. Tuttavia mi lascia terribilmente perplesso la risposta della sig.ra Origgi, che non mi sembra appropriata ad un linguista. Va bene pure che la filogenesi non ricapitola necessariamente l’ontogenesi, ma la linguistica non può prescindere dalla contestualizzazione storica: affermare che non sia interessante verificare storicamente la congettura mi sembra proprio grossa… ma forse ho capito male cosa intendeva. E mi resta intatta la curiosità di sapere se la congettura (intelligente e plausibilissima) corrisponda alla realtà storica.

  10. 10
    Roberto -

    Arrivo molto tardi (tread del 2008, scrivo nel 2010), ma da quello che so io, il numero 100 usato per indicare il gabinetto, nasce dagli hotel, che per grandi che fossero non avevano mai 100 stanze, quindi, la porta (identica a quella di tutte le altre stanze) che aveva il numero 100 (e poi anche solo 00 – comunque un numero non plausibile per una stanza) indicava la ritirata, il gabinetto, o come lo si voglia chiamare.

    Io ricordo chiaramente da piccolo nei vari hotel dove andavamo in vacanza con la famiglia, che se dovevo andare in bagno cercavo la porta col numero 100 o 00 sopra!

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