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Il modo migliore di agire

  

Salve a tutti, vorrei che mi consigliaste sul modo migliore di agire circa questa situazione : faccio la promoter in una piccola piazza e vengo spesso disturbata durante il lavoro da  bambini  del quartiere che stanno ogni giorno dal pomeriggio alla sera per strada. Sono bambini soltanto anagraficamente, perché crescendo per strada (da queste parti così si fa) non sanno cosa sia l’educazione. Spintoni mentre faccio promozione coi passanti, insulti, oggetti che ti arrivano addosso, e in più alla loro età già sanno che non possono essere toccati. Sanno che loro possono dare fastidio senza avere una reazione da parte degli infastiditi. Basterebbe davvero poco, un calcio in hulo o un bel ceffone per farli smettere, ma i loro genitori gli devono aver detto che tanto nessuno gli può mettere le mani addosso. Quindi o rimani indifferente, il che vuol dire restare per un certo periodo di tempo in balia dei loro insulti, dei loro spintoni e di oggetti che ti arrivano in faccia, o cerchi di rispondergli a tono. In entrambi i casi comunque li fai divertire. Il mio ‘capo’ , che sporadicamente fa promozione con me e che ha avuto gli stessi problemi, mi ha suggerito un metodo collaudato da lei, e cioè di domandargli come si chiama il padre. Nella realtà dei quartieri questo metodo dovrebbe funzionare.  Quindi la prossima volta proverò a fare come dice lei, ma se non dovesse funzionare? Datemi altre dritte se ne avete. Devo provare a farmeli amici?  Mi fa davvero rabbia vedere come sono spavaldi, quando cresceranno saranno ingestibili e povero chi se li ritroverà di fronte. 

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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4 commenti a

Il modo migliore di agire

  1. 1
    Rossella -

    Ti consiglio di cambiare lavoro perché il lavoro va fatto con amore; evidentemente ti manca l’entusiasmo perché il lavoro non ti piace. Ti capisco perché per le donne oggi è molto più difficile realizzarsi nel lavoro perché un tempo si poteva scegliere tra lavoro autonomo e lavoro alle dipendenze. Ti dico che spesso e volentieri mi capita d’inviare qualche curriculum, ma in cuor mio spero di non essere chiamata perché il lavoro alla dipendenze non fa per me. Purtroppo il commercio è morto e bisogna sapersi adattare, ma lavorare in casa propria è tutta un’altra cosa. Almeno io la penso così… è una questione di abitudini e di sensibilità: ci sono persone che al contrario prediligono la busta paga perché la vivono come una sicurezza. Chi lavora alle dipendenze ha una serie di diritti che a me interessano in maniera molto relativa. Il lavoro deve piacere e il tuo lavoro piace a tante persone. Il lavoro è come un marito. E’ chiaro che la situazione che hai descritto potrebbe rappresentare lo scenario del tuo matrimonio. La conoscenza serve a fare un sopralluogo. Dopo ci si saluta o si resta insieme nella consapevolezza che non è corretto scaricare la colpa sugli altri. La colpa è anche del nostro entusiasmo. Vedi, mia madre quando le parlo di un mio progetto mi dice sempre: -ma tu faresti questa cosa? Pensaci bene!- Effettivamente tra il dire e il fare c’è la vita reale con i suoi problemi. Prendere bene le misure è importante.

  2. 2
    flora91 -

    Rossella:
    Ma a me piace questo lavoro, il problema sono questi ”bambini” del quartiere, uno mica può scappare e mollare sempre! Quanto al matrimonio… io ho solo 24 anni!
    Credo che quanto hai scritto sia riferito alla tua vita, perché non ha pertinenza con quanto scritto da me.

  3. 3
    chaponine -

    Ciao flora91, ho un anno più di te e posso dirti che questo argomento lo sento molto vicino. Qui a Roma le nuove generazioni sono una vera piaga sociale, cresciuti con “uomini e donne” ed il “grande fratello”, convinti di avere tutti i diritti e nessun dovere. Purtroppo non c’è una soluzione al tuo quesito se non una marea di botte, perché con certe persone le parole non passano, conoscono solo le mani.
    Questo è dovuto anche al fatto che mediamente in Italia i lavori come promoter, cameriere etc sono considerati alla stregua di schiavi..
    Detto ciò o cambi lavoro, o ti prepari alla guerra :-):-)

  4. 4
    Golem -

    Flora, ma ché dici! Rossella vede lontano. Vede e prevede cose che noi umani non possiamo immaginare.
    Lei invia i curriculum per il 2025 perché sa che quello è il…futuro (?) Purtroppo quando li ricevono la mandano a dar via il curriculum.

    (Per i bambini, io utilizzavo cerbottane caricate con bussolotti con lo spillo che mi preparavo a casa, come un killer. Funzionava)

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