Il grande ritorno del patriarcato
Riferimento alla lettera:
In molti ne sentono la mancanza. Altrettanti sono già pronti a considerarlo definitivamente estinto. Eppure il patriarcato funziona, ed è un modello da rivisitare. Ma che cosa è il “patriarcato”? Ci viene in soccorso la Wikipedia: si tratta di un “Tipo di organizzazione famigliare… in cui i figli entrano a...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 8 Giugno 2017
L'autore ha condiviso 30 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Itto Ogami.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Famiglia
211 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

Ti basterebbe fare una ricerchina su internet per avere qualche notizia aggiornata sulle società matriarcali. Ne basta una per far cadere le tue ipotesi, quelle sì peregrine.
@ Golem : fatti, non parole. le società matriarcali o sono primitive o non esistono. Perchè ?
@ Rondinella :
Per entrare nei carabinieri, le donne fanno test fisici agevolati, ossia misure minori : ti pare giusto ?
Un altro : le morti sul lavoro ( 2000 ogni anno ) sono pressochè interamente maschili. Come mai ? Forse perchè gli uomini svolgono i lavori più pericolosi ?
3° esempio : la madre può disconoscere la paternità, il padre non può disconoscere la paternità. Chiedi anche ai tuoi fantasiosi amici se vi pare giusto
Le rondinelle vanno e tornano…
Unpic, sostanzialmente le società patriarcali quali vantaggi avrebbero apportato alla nostra attuale società?
Suzanne, poco o niente. Hanno escluso per secoli risorse.
Primitive rispetto a cosa Unpic? Una società funziona o non funziona. Non puoi usare come riferimento la “tua” come parametro assoluto.
Ogni situazione va contestualizzata.
La società cambogiana Kreung di cui parlavo in un altro thread, dove i padri invitano le figlie ai rapporti prematrimoniali costruendo le “capanne dell’amore” che qui sarebbero uno “scandalo”, è primitiva in che senso Unpic? Funziona per quella cultura ed econonomia? Si. E lo stesso vale per quelle comunità matriarcali che tu definisci primitive.
Il problema è sempre il solito:”l’Iocentrismo”. Quello che a “ME” risulta normale deve esserlo automaticamente per tutti.
Questo è non voler vedere oltre il proprio naso o altri annessi della stessa lunghezza.
Un momento, non è che col patriarcato l’uomo godesse solo eh! LUI lavorava e campava la famiglia. LUI andava in guerra. LUI pensava a vendicare eventuali offese alla moglie o membri della sua famiglia ricorrendo anche alla violenza fisica. Si pensi al duello. Se gli uomini di oggi fossero disponibili a lavorare per due così da campare anche la donna, tornare ad essere maschi e non delle pappemolli che risolvono tutto con dialoghi logorroici, ed eventualmente morire in guerra, allora ok. Torniamo al patriarcato, SUBITO.
Se invece vogliono che noi donne lavoriamo, allora tacere.
Aborto illegale e basta. Il bambino ha libertà di vivere, i genitori devono prendersi le proprie responsabilità, sia il padre che la madre.
Unpic ma è normale che in certi casi i parametri di selezione siano diversi tra uomini e donne, altrimenti le donne rimarrebbero per sempre automaticamente tagliate fuori da certe professioni. Si sa che per natura l’uomo è più alto e più robusto della donna, le femmine non potranno mai competere con i maschi in fatto di stazza fisica se non in alcuni casi specifici.
Suzanne scusa ma non ho capito. Che intendi dire?
Ciao a tutti.
rondinella
lascia perdere le posizioni di unpic che parte dal conxwtto di superiorità di un genere sull’altro, e che ha affermato che io mi vergogno di essere maschio o cosa simile.
Mettere dei crireri diversi fra uomini e donne è discriminatorio. A me interessa che siano in pari misura in grado di svolgere una funzione. Se un uomo è in grado di svolgere una professione al pari di una donna perchè deve essere più alto? A me interessa che un pompiere o un carabiniere abbiano requisiti minimi no che sesso abbiano. E’ una palese discriminazione di genere
Nonostante i giudizi errati sull’Ucraina, questa donna ha scritto una cosa giusta, e la sottolineo:
Da Solnze: “Un momento, non è che col patriarcato l’uomo godesse solo eh! LUI lavorava e campava la famiglia. LUI andava in guerra. LUI pensava a vendicare eventuali offese alla moglie o membri della sua famiglia ricorrendo anche alla violenza fisica. Si pensi al duello. Se gli uomini di oggi fossero disponibili a lavorare per due così da campare anche la donna, tornare ad essere maschi e non delle pappemolli che risolvono tutto con dialoghi logorroici, ed eventualmente morire in guerra, allora ok. Torniamo al patriarcato, SUBITO.”
Infatti è esattamente quanto io ho proposto. ESATTAMENTE. Se leggi ho scritto: “maggiori doveri per l’uomo”, tra cui appunto quelli che tu hai citato. La richiesta per le donne è collaborare in casa o anche al limite in esterno ma SENZA fare le meretrici. Vietato darla a destra e sinistra, vietato fare sesso con altri prima del matrimonio.
Da Solnze: “Se invece vogliono che noi donne lavoriamo, allora tacere.”
Collaborare significa che l’uomo fa tutte le cose scritte prima, e la donna fa la sua parte. Quindi l’uomo non sta zitto, perché lui fa la parte “maggiore”. E io non ho mai detto che la donna non deve parlare.
Da Solnze: “Aborto illegale e basta. Il bambino ha libertà di vivere, i genitori devono prendersi le proprie responsabilità, sia il padre che la madre.”
Ma la madre deve essere ILLIBATA.
Itto, discorso illibatezza a parte (perché sai, non è che tutte provino piacere a cambiare più partner ma ad alcune capita) per il resto sono d’accordo sul discorso collaborazione, rispetto,ecc.
Sul discorso illibatezza ti dico una cosa sola: io mi sono fidanzata a 17 anni col mio ex. Finché ci vedevamo fuori casa sembrava a posto. Negli anni però è peggiorato e quando siamo andati a convivere, SOLO ALLORA, ho capito che persona mi ero presa. Tu parli sempre di violenza fisica, ma non hai pensato che esiste anche la violenza psicologica. Ecco, il mio ex era una persona violenta in termini psicologici: insulti, divieti, scenate folli di gelosia immotivata.
Mi spieghi perché non avrei dovuto cambiare partner?? Perché a 17 anni sono stata ingenua a non pensare che potessero succedere cose di cui ignoravo persino l’esistenza?
Quindi vedi, io non è che sia una porcella dai 3000 partner. Ne ho avuti solo due, e il primo ha contribuito a modo suo a distruggere la storia. Quindi i tuoi principi potrebbero essere giusti ma sono utopici. L’importante è essere illibati nella testa. Ho sentito però storie di donne che hanno figli e non si sa chi sia il padre fino a test genetico, perché avevano un amante mentre erano fida col raga storico. Quindi occhio! Io non condivido questo comportamento, ma la vita è la loro.
Sul discorso matrimonio non posso condividere perché essendo atea, non credo nemmeno nel matrimonio. Quindi quella barriera per me decade. Ma non ho mai avuto rapporti sessuali, ho avuto rapporti d’amore e veramente consideravo il mio ex al pari di un marito.
Ma in ottica retrospettiva grazie a Dio che ho avuto la possibilità di conviverci e scoprire che persona era dentro casa PRIMA di sposarmelo, sennò a 24 anni sarei stata in causa di divorzio… esattamente come tante due adorate ukrainke.
Ah, il mio ex era italianissimo.
A questo proposito, se il partner vi ripete in continuazione:”Sei una t…” Anche se non hai mai fatto niente, “sei una deficiente”, “pensi solo alle str..e”, “se vai a ballare ti mollo”, “se ti vesti così sei una t…”, “Mi fido di te ma non mi fido degli altri, niente amici maschi, l’amicizia uomo donna non esiste”, “solo io ti capisco, i tuoi genitori sembrano non fregarsene niente di te”, “Rigiri sempre la frittata”, “Ho ragione io perché sono una persona corretta” (e io no, eh?), “Se mi lasci troverai solo uomini che ti prenderanno in giro”,”gli altri starebbero con te solo per s…e”, “se vuoi fare qualcosa che a me non piace falla da sola, ma se a me non va bene ti mollo”,”io posso offrirti tutto”, “i tuoi hobby sono stupidi”, “perdi tempo”, “leggere è inutile, tanto vale studiare i libri universitari”, ecc. Ecc. Sappiate che non state vivendo un rapporto normale ma siete vittime di violenza psicologica.
@ Pax : hai scritto alcune cose interessanti e posso concordare con te : anche io sono per la parità vera. Però , le donne hanno accessi privilegiati, nello sport non gareggiano insieme agli uomini, insomma hanno dei privilegi e, come dice Rondinella, vogliono tenerseli:
Sui risultati scolastici, facciamo chiarezza una volta per tutte : le scuole sono femminilizzate e la valutazione di merito pure, ecco perchè poi, all’atto pratico, le donne riescono meno bene. Vero anche che ai limiti della curva gaussiana dell’intelligenza ci sono maschi : più caproni, ma anche più brillanti.
@Rondinella : se le donne vogliono fare certi lavori ( es carabiniere ) devono superare gli stessi test maschili, se no nisba, visto che poi lo stipendio è il solito. Nello sport sono così brave ? gareggino con gli uomini, altro che pretendere gli stessi ingaggi con risultati di molto inferiori.
@ Suzanne, Golem, Rondinella : io parlo di civiltà non a livello di sussistenza, parlo di civiltà che abbiano cambiato in meglio la condizione umana, non quelle ” bonobo like ”
No ne esiste una matriarcale , ne mai è esistita.
Come mai ?
@ Pax , questo è l’articolo riguardo l ‘istruzione odierna e la distribuzione del q.i.
Articolo assai interessante e , ovviamente, messo in sordina, visto che va contro il femminismo imperante
http://medicalhypotheses.blogspot.it/2009/05/do-elite-us-colleges-choose-personality.html
Le donne in passato non sono state escluse, almeno laddove era possibile. Ti ricordo le varie regine.
p.s Solnze ha le sue ragioni
Oddio su certi punti sono d’accordo con unpic però. Ho un’amica che vuole fare la poliziotta ed è alta un metro e un tappo. Scusa, ma lascia il posto ad un uomo. Viceversa lavori come il casellante autostradale lasciatelo alle donne. Insomma, osservate oggettivamente la natura e agite di conseguenza.
Poi ok, ci sono donne alte 1.80 pure robuste che possono anche costruire ferrovie in Siberia.
Ma poi guardate che vivere in una società dove l’uomo fa l’uomo e la donna la donna (nel rispetto reciproco) non è male. Quando si ha vicino un uomo mentalmente forte che ti tira su nei momenti di sconforto, che ti dà la forza, che ti tratta come una lady proprio perché ti riconosce una certa debolezza (che lungi dal causargli disprezzo piuttosto lo attrae) fa sentire meglio anche la donna.
L’importante è non ritrovarsi in un rapporto malato come mi ritrovai io in maniera del tutto accidentale. Quello non è affatto un uomo forte, quello è un uomo insicuro e meschino. Occhio quindi a non confondere forza nobile con abuso e soppressione.
Per Solnze,
riguardo al matrimonio: se una donna si sposa, è perché CHIEDE al partner le dovute garanzie prima di infilarsi nel letto. Non c’entra niente la chiesa o il matrimonio religioso. La donna lo fa per se stessa, per rispetto di se stessa. Il matrimonio diventa un deterrente per i “peni volanti”, cioè quei maschi che vogliono solo sesso. Infatti questi ultimi, non volendo altro che trombarla, non si sposerebbero mai, e quindi la donna resta ILLIBATA per il futuro marito. Per questo motivo il matrimonio tutela al 99% la donna. Se la ragazza invece è finita nel letto con il solito deliquentello co...... macho, dopo io la vedrò come una maiala, senza se e senza ma. Aggiungo che io ho sempre sostenuto che sia meglio per una donna DIVORZIARE per giusta causa, che “lasciare” il suo ragazzo senza essere sposata. E’ molto più serio. E ho anche scritto che se una donna si separa per giusta causa, includendo anche la violenza, allora è “come vergine”. Ma la violenza DEVE essere accertata con DENUNCIA, certificati dello psicologo che attestano questa “violenza mentale” ecc, oppure non esiste, è solo una scusa per non ammettere l’impudicizia.
Ciò che occorre in concreto per il patriarca è capire se la donna era VERAMENTE molto seria e ha fatto di tutto per essere sposata correttamente. Tutte le altre varianti sono solo fumo negli occhi.
D’accordissimo con quanto scritto da Solnze in merito a come identificare un “violento” psicologico, vorrei ricordare che:
– se la donna mente sul numero dei partner passati sta commettendo violenza contro l’uomo e anche frode.
– se la donna mente sulla paternità cercando di attribuire a qualcuno il figlio di un altro è frode gravissima, meriterebbe l’ergastolo e il figlio affidato a terzi (non solo fa del male all’uomo, ma anche al figlio, costringendolo ad avere un padre non suo, che un giorno lo ripudierà, quindi la donna non merita di avere la potestà sul figlio).
– se la donna sfrutta la buona fede del maschio, si fa mantenere e, mentre l’uomo lavora, lei invece a casa fa la mignokka con l’idraulico, allora commette frode gravissima e lesioni psicologiche al povero uomo.
– se la donna rimane incinta (senza intenzione procreativa concordata) e l’uomo NON vuole il bambino, e lei invece lo vuole fare, allora la donna commette un atto vergognoso. Costringe infatti l’uomo (che non voleva essere padre) a doverlo essere per forza. E’ vergognoso. E’ violento. E’ immorale. E non si dice: “lei ha diritto sul suo corpo”. Anche lui ha diritto sul suo sperma. E non è nell’interesse del bambino farlo nascere con un padre che lo rifiuta ! E’ violenza sul bambino!
Quindi, ricapitolando, è giusto che l’uomo violento sia aspramente punito, e anche la donna violenta deve essere punita in modo esemplare!
PS: l’amicizia uomo-donna è vera nello 0,0001 % dei casi.
Civiltà etimologicamente arriva da civis, che ha a che vedere con un gruppo più o meno numeroso di persone che si aggregano in una comunità concordando delle regole di convivenza. I cittadini. Il fatto che la nostra “civiltà” abbia raggiunti dei livelli economici elevatissimi, in termini di “qualità” non significa niente rispetto ad altre. Significa in termini di “quantità”, ma questo non la qualifica automaticamente superiore a quella che ha meno, non so se mi sono spiegato. Una civiltà funziona nella misura in cui consente agli uomini e donne che la creano il massimo livello di realizzazione di sé stessi, con o senza soldi. In parole povere il massimo livello di felicità. Che da noi è espresso come PIL Prodotto Interno Lordo, invece che in FIL, Felicità Interna Lorda, come dovrebbe essere.
Quindi, la nostra Civiltà Patriarcale ha puntato sul potere economico, dove la forza fisica rappresentava una necessità, perché gli arricchimenti nascono da saccheggi e rapine. Dall’antica Roma in poi, tutte le grandi famiglie del passato, come gli Sforza, i Medici, i Visconti, i Gonzaga, nascono da avventurieri che hanno usato la forza bruta per “conquistare”, perché quella era la “cultura” locale, e, com’è ovvio, le donne non potevano certo competere . Ma questo, ripeto, in termini di “qualità” misurata in “FIL” non significa niente. >>>
unpic
Non mi sembra che il femminismo sia imperante, ed è l’altra faccia della medaglia del maschilismo. Per me è chiamato impropriamente femminismo quando si vogliono rimuovere ostacoli alla parità, vale anche al contrario.
L’articolo su Oford e Cambridge, riguarda essenzialmente l’Inghilterra. Non vedo la stessa crisi in altri paesi, forse in Giappone, forse in Giappone ma con effetti diversi.
>>> Se in una società la maggioranza è felice, quella società “funziona”, altrimenti sarà pure ricchissima ma se è infelice ha “fallito”.
Se a uno Yanomami della foresta amazzonica spieghi che qui c’è un Eder che vuole morire perché non si sente realizzato nella sua società occidentale, non capirà il perchè, in quanto da loro non si suicida nessuno. Sono tutti “realizzati”. Non esiste proprio il termine capisci?
Allora guagliò, cos’è una civiltà? Cos’è meglio, e cosa peggio? È tutto relativo. L’unica cosa che non è relativa è la propria realizzazione. E se in una piccola comunità della Birmania, o del Ladak, o dell’Amazzonia vi sono comunità, magari matriarcali – quindi civiltà matriarcali- dove la gente si sente realizzata più che in una civiltà patriarcale, la prima funziona meglio della seconda.
Tu, come quasi tutti, (ho appena -spero- chiuso un dialogo per questo motivo) ti rapporti nei giudizi di valore a parametri soggettivi che attengono alla cultura con la quale hai formato i TUOI valori, ma questo non può essere un punto di vista accettabile in una discussione che vuole valutare il senso del termine “CIVILTÀ”, in questo caso. I valori relativi restano tali, quelli assoluti sono quelli applicabili a tutti gli esseri umani indistintamente. Felicità ha un significato solo sia in italiano ché nello “yanomamese”.
Ecco, quello, per esempio, è un valore di riferimento ASSOLUTO.
Te capì? Ciavo
A questo proposito, proprio in Ucraina ho conosciuto questo modo alternativo di vivere la dualità maschio/femmina. Itto sbaglia solo nel dire che l’ucraino medio è un bevone violento. Si tratta di situazioni piuttosto rare nelle famiglie ucraine tradizionali (forse un po’ meno nelle famiglie sovietizzate, ma cmq questa moda sta passando).
Tuttavia la cultura ucraina tradizionale, pur distinguendo il ruolo dell’uomo da quello della donna, tiene in gran conto quest’ultima, essendo un popolo molto attaccato alla famiglia e il fulcro della famiglia è considerata proprio la donna. La famiglia tradizionale ucraina prevede anche tanti figli, ma oggi è molto difficile mantenere così tanti figli, specie lì.
Ora, il problema è che in Italia i due sessi non sono in armonia, ma gli uomini sono diventati pappemolli che inseguono ideali vanesi come la moda, le frivolezze, uno stile di vita comodista ed egoista. Le donne sono diventate mascoline e agguerrite. possono anche mettersi la gonna, ma molte appariranno cmq MASCOLINE perché la loro forma mentis è maschile.
Situazione molto triste che fa male ad entrambi. Direi che il vero male della nostra società è il narcisismo dei due sessi.
Io non vorrei mai che un uomo mi mantenesse, non mi sentirei libera. Preferisco guadagnarmi da sola il mio sostentamento ma avere voce in capitolo nelle decisioni importanti. Se dipendi da qualcuno in tutto e per tutto devi solo stare zitta e fare quello che vuole lui. Inoltre non sono d’ accordo sull’ abolizione della legge sull’ aborto. Si tornerebbe agli aborti clandestini con tutte le conseguenze del caso.
Pax, quello che dici teoricamente è giusto ma nella pratica non è realistico. Uomini e donne non possono essere fisicamente selezionati con gli stessi parametri. Inoltre le quote rosa esistono proprio perchè altrimenti alle donne sarebbe completamente precluso l’ accesso a certi ambiti di carriera, per una questione di retaggi culturali. Che ancora oggi esistano uomini come itto la dice lunga.
unpic sappi che le prime comunità arcaiche, quelle pre-religione tanto per capirci erano tutte matriarcali e funzionavano benissimo. Poi con il diffondersi delle religioni monoteiste ( che voleva il maschio al centro della creazione ) cambiò tutto, insieme alla rivendicazione dello sperma maschile come funzionale alla nascita. Ma ti ripeto che le teorie su una presunta inferiorità cognitiva della donna rispetto all’uomo non hanno alcun fondamento scientifico e sono solo le rivendicazioni dei maschi che rimpiangono i privilegi perduti.
Tutto è partito dalla religione e da rivendicazioni per il potere, altrimenti il mondo sarebbe rimasto matriarcale
“Il fatto è che la psicoanalisi nasce con un grande “peccato originale” che è quello di considerare il patriarcato e la famiglia patriarcale come istituzioni perenni dell’umanità, come modelli associativi insuperabili, come punti di riferimento ineludibili per tutti, insomma quasi come dei dogmi. Eppure lo stesso patriarca della psicoanalisi, Sigmund Freud, ripetè per tutta la vita a se stesso la famosa domanda “che cosa vuole la donna?” confessando di non essere mai riuscito a rispondere ad una tale domanda. Per cui l’intera dottrina psicoanalitica è invalidata alla base proprio dalla confessione di Freud di non essere riuscito a comprendere l’essenza reale della donna. Ci sarebbe riuscito se avesse esplorato il mondo matriarcale che già ai suoi tempi era stato ben esplorato da grandi pensatori come il Bachofen nell’opera monumentale “Il Matriarcato”, come Engels nell’opera ancora attuale “L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato”, come il Frazer nell’opera monumentale “Il ramo d’oro” e da tanti altri che scrissero mentre Freud era ancora in vita ma di cui Freud ignorò o volle ignorare le ricerche, come terrorizzato dal fatto che l’umanità fosse vissuta nel passato in regime matriarcale.Fu Freud a teorizzare il “ritorno del rimosso” a livello individuale e a quello collettivo, e su questa strada Carl Gustav Jung andò oltre descrivendo gli archetipi individuali e quelli collettivi.”
“Così il matriarcato è stato schiacciato dal patriarcato, ma continua a vivere come “rimosso” o come archetipo collettivo e si fa sentire prepotentemente in tutte quelle donne che proprio non ne vogliono sapere di sottostare alle regole infernali della vita matrimoniale e preferiscono vivere libere come le “amazzoni” salvo poi subire situazioni di angoscia indotte dalla pressione sociale di stampo patriarcale. Stesso discorso per gli uomini single e che fanno gli amanti di donne sposate: anche essi sentono il lontano passato matriarcale quando i rapporti sessuali avvenivano senza alcuna finalità procreativa, perchè ancora non era stato scoperto il nesso tra coito e nascita dei bambini, quindi al di fuori di tutti quegli obblighi sanciti dalla prigione matrimoniale. L’istituto matrimoniale è oggi, finalmente, in crisi e che cosa fanno gli psicoanalisti? Anzichè decidersi a scrivere qualche buon saggio dove illustrare la nuova realtà antipatriarcale, continuano nella loro triste litania patriarcale, secondo la quale le donne trovano la felicità solo nel matrimonio, in questo alleati potentissimi delle gerarchie religiose di tutti e tre i monoteismi puntelli del patriarcato e dell’istituzione matrimoniale. La specie umana non si estinguerà se il matrimonio andrà in frantumi, anzi sorgeranno nuove forme aggregative più sane della famiglia” (la stirpe del serpente)
Unpic, non hai risposto alla domanda, ma hai semplicemente ripetuto per l’ennesima volta lo stesso sterile concetto. La misurazione del QI tramite i test standard è stata da anni superata, in quanto la maggior parte degli psicologi concorda sull’esistenza di intelligenze plurime, di cui le prove non tengono conto. Sostanzialmente si rilevano attitudini logico-matematiche e visuo-spaziali.
É piuttosto banale soffermarsi sulle differenze biologiche e di prestanza fisica; piuttosto occorrerebbe valutare con maggiore attenzione i requisiti richiesti per ogni professione. Se è davvero necessario avere una certa altezza per garantire un servizio efficiente, allora il criterio va mantenuto anche per le donne ( ma ne dubito). Sullo sport invece il tuo punto di vista mi pare ridicolo; nella box esistono le categorie di peso anche per gli uomini, al fine di rendere equilibrata una competizione. Mi pare lapalissiano che questo avvenga anche tra generi.
Romdinella,
a me interessa la funzione ed i criteri di selezione devono essere eguali. Un pompiere ha compiti diversi da un ragioniere del catasto e se pongo criteri diversi per la selezione delle persone.
Sono nettamente contro le quote di genere o di altro tipo, impropriamente chiate rosa. Prima delle ultime politiche ebbi, in un covegno una dura e accesa discussione con Cecile Kienge ed un’altra che ora è nella direzione nazionale del PD su questo tema. Poi alla fine, causa un problema ad un’auto passai con lei una ora e mezzo ed apprezzai la Cecile privata che è in contrasto con quella dura e scontrosa pubblica. Rimanemmo sulle nostre posizioni sulle quote, ma trovammo tanti punti in comune ed una dolcezza inaspettata. Come sono contro quote di ogni genere sono nettamente a favore di sostegno e formazione per chi appartiene a categorie svantaggiate. A me del genere o di altre caratteristiche, come la religione praticata non mi importa nulla. Nelle associazioni, in politica o nel lavoro non mi chiudo dietro a chi appartiene ai cerchi dei quali faccio parte. Ed ho dato talvolta un valore aggiunto importante ed a volte determinante a ci non è “WASP”. A me le diversità piacciono e se si incontrano arrichiscono. Viva le diversità. Posizioni radicali come Itto o Souze sono una netta minoranza, salvo pochi momenti di impazzimento generale.