Il grande ritorno del patriarcato
di
Itto Ogami
Riferimento alla lettera:
In molti ne sentono la mancanza. Altrettanti sono già pronti a considerarlo definitivamente estinto. Eppure il patriarcato funziona, ed è un modello da rivisitare. Ma che cosa è il “patriarcato”? Ci viene in soccorso la Wikipedia: si tratta di un “Tipo di organizzazione famigliare… in cui i figli entrano a...
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Categorie: - Famiglia - Riflessioni
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@ Sospeso : arririttura i nostri ancestrali conoscevano la partenogenesi ?
Se anche fosse , risulta comunque che il patriarcato è stato essenziale per lo sviluppo della civiltà.
Si può anche pensare, e segni ve ne sono, che cessando il patriarcato anche la civiltà involverà.
……………………………….
Fare l’amore era una come bere un caffe, non esisteva l’amore passionale ma le simpatie, non esisteva la gelosia, la proprietà privata, la famiglia monogamica, la religione montoeistica maschile patriarcale.
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certo, l’ eden, ma qualcuno volle mangiare la mela…
Sospeso ha detto una cosa importante per la storia dei rapporti tra i due sessi e molto per quella delle società, che in parte spiega perché le “zavorre” parlano con facilità di “scontato” e “acqua calda” ignorando quanto altro si nasconde dietro quelle che a loro appaiono banali ovvietà.
Ricordo che nel lungo dibattito sul mio famoso tema a suo tempo avevo accennato a questo importante aspetto della sessualità e degli sviluppi che questa ha preso, amore in primis, ma senza alcun esito, come al solito.
Il collegamento tra rapporto sessuale e gravidanza non è affatto scontato da sempre, come forse moltissimi pensano. Il lungo lasso temporale intercorrente tra rapporto sessuale e gravidanze non consentiva un automatico collegamento tra la causa e l’effetto per l’uomo preistorico. Solo quando questo è stato capito ha cambiato il volto della società del momento, facendo diventare la femmina “dipendente” dalla “genetica” migliore possibile “sul mercato”, ma nello stesso tempo asservita IN TERMINI PATRIMONIALI a chi la possedeva, cosa di cui il possessore a quel punto era ben conscio, organizzando la società intorno a questo rapporto di forze. La scarsa conoscenza della fisiologia femminile, il misterioso sangue mestruale e le pratiche che le donne facevano con le erbe le hanno sempre relegate in un ambito tra il magico e il diabolico, come sempre a causa dell’ignoranza.
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E ancora oggi il retaggio della “strega” è presente in molte sottoculture.
L’ignoranza, questo è il vero flagello dell’umanità. Soprattutto quando il possessore ignora di esserne afflitto. Anzi, pensa il contrario tanto più quanto è ignorante.
Per inciso le considerazioni di Rossana come sempre si fermano alla punta dell’iceberg delle questioni. Ne mostrano gli esiti ma non le ragioni da cui provengono. Il problema mi ben è noto, ed è frequentissimo da riscontrare nelle interazioni umane.
unpic:
“Il matrimonio non l’hanno di certo inventato le donne, anzi è stato loro imposto all’incirca verso il 3 millennio a.C. .Ma se andiamo ancora più a ritroso del periodo di interregno pre patriarcale… è comprovato che l’umanità vivesse da sempre in regime matriarcale e stavano tutti bene perchè si pensava che le donne generassero da sole, per partenogenesi. Infatti ci volle molto tempo prima che qualcuno scoprisse che c’è un rapporto di causa effetto tra atto sessuale e nascita dei bambini, la quale avviene ben nove mesi dopo, per cui non era di evidenza immediata l’apporto del seme maschile. A chi si meraviglia di una simile disattenzione maschile, si potrebbe rispondere come Oscar Wilde che soleva dire che la cosa più difficile da vedere è la punta del proprio naso. Tradotto, vuol dire che sono le cose più semplici quelle che vengono conosciute dopo molto tempo (ed in fin dei conti vale anche per i mariti cornuti, che son sempre gli ultimi a saperlo, caso mai lo vengano a sapere). Così quando gli uomini si resero conto che era con il loro sperma che le signore donne mettevano al mondo i loro figli, le cose si capovolsero, perchè in fin dei conti tutto il potere delle donne (matriarcato) risiedeva proprio nel fatto che per millenni tutti avevano creduto che loro partorissero da sole e che l’uomo non avesse alcuna utilità nella perpetuazione della specie.
Ma quando ci fu questa scoperta, ciascun uomo volle avere la garanzia che quel certo bambino partorito da quella certa donna fosse proprio il frutto del proprio sperma, quale certezza di perpetuazione della propria gens, che è quasi un modo di raggiungere una parvenza d’immortalità. Ma siccome in quei lontani tempi non avevano ancora i nostri antenati a disposizione l’accertamento della paternità tramite controllo del codice genetico (come invece è a noi consentito in questi ultimi anni) ci voleva qualcosa che garantisse al massimo possibile la certezza della paternità e questo qualcosa consisteva nell’obbligare le donne a rimanere vergini sino al momento di unirisi con un certo uomo ed a lui rimanere fedele per tutta la vita. Nacque così il matrimonio con tutti gli annessi e connessi di verginità prematrimoniale e di fedeltà coniugale che, non essendo facile da garantire, dovette venire imposta con il terrore della lapidazione o di altre pene terribili . In tal modo il matrimonio divenne l’istituzione con cui gli uomini si garantirono, entro certi limiti, la certezza della paternità, a spese delle donne, che non solo persero tutto il loro potere, ma furono asservite al dominio maschile del pater familias.”
Giusto Sospeso. Ma vaglielo a far capire a certa gente convinta di sapere già tutto, che “certe cose” NON sono sempre andate in un certo modo.
Ti rispondono , “e dov’è la novità?”, quando neppure la vedono.
Unpic,
mi fa piacere che la risposta ti abbia soddisfatto.
da quanto appreso da vari testi, pare non sia mai esistito un vero e proprio matriarcato, come supposto parecchi anni fa dall’antropologo Bachofen, mentre in alcune culture ancora esiste la filiazione uterina (figli che restano nella famiglia della madre e sono protetti dal nonno e dagli zii materni – anche in questo caso, però, il potere sociale e politico è appannaggio di uomini). Erodoto (400 a.C.) riferisce di donne guerriere del Dahomey, che si mutilavano il seno e mordevano il fegato dei nemici, ma si tratta di un caso isolato…
c’è stato un lungo periodo nel paleolitico, prima della scoperta dei vari minerali e dell’utilizzo che se ne poteva fare, in cui la donna era avvolta da un’aura di magica sacralità per il suo misterioso procreare. tutto era natura, gli ominidi nomadi ne erano succubi e il maschio ancora non aveva intuito la sua partecipazione alla genitorialità (cosa che probabilmente avvenne con l’osservazione dei primi animali domestici).
superata questa era, in cui entrambi i generi contribuivano pressoché in egual misura alla sopravvivenza del gruppo (caccia e pesca per l’uomo; raccolta di radici e frutti, fabbricazione di utensili in terracotta e di abiti ricavati da pelli da parte delle donne), quando dalla coltivazione di minuscoli orti si passò a dissodare, con l’ausilio dell’aratro e di animali, più ampie porzioni di terra e a implementare l’agricoltura…
segue…
segue…
la donna perse la sua equivalenza di valore economico per la società che si andava costituendo, che necessitava manodopera vigorosa e resistente.
a parte poche culture, in linea di massima agresti e tendenzialente pacifiche (antichi Cretesi, Etruschi e primi Egiziani), secondo me il più grave errore del maschio è stato quello di non riconoscere alla femmina le sue stesse potenzialità e di averne impedito, con ogni mezzo, per almeno 5000 anni, l’evoluzione mentale e sociale, relegandola a un ruolo subalterno, considerandola “Altro da sé”, da assoggettare a un livello di poco inferiore alla schiavitù.
è spiacevole ammetterlo ma è l’importanza del valore economico sul mercato di una persona, anche solo per possesso autonomo di beni, a permetterle di conquistare libertà e indipendenza, come dimostrato dalla legislazione favorevole di cui hanno beneficiato le donne nel periodo di decadenza dell’impero romano, alquanto affine a quello attuale.
quanto all’uomo, è innegabile che sia artefice della maggior parte dei contributi alla società (da distinguersi però sulla base dei loro obiettivi: economici, di conquista di genti o di spazi in opposizione a miglioramenti del benessere collettivo, soprattutto in ambito medico, o artistici e ricreativi) ma ha anche favorito nei secoli ingenti massacri di suoi simili, di cui non potersi che vergognare, giungendo al limite di aver di recente acquisito la facoltà singola di distruggere il pianeta.
E tutto sto casino di questa lotta infinita tra uomini e donne sarebbe nato dal riconoscimento del merito della figliolanza? E io invece chissà che mi credevo.. Pensare che i figli in realtà sono sopratutto una gran rottura di scatole 😀
@ Sospeso : a parte il fatto che qualsiasi ipotesi sul passato, senza dato oggettivi è mera ipotesi, si vorrebbe sapere come facevano le donne incinta ad occuparsi della ricerca di cibo animale, e a difendersi.
Quindi abbiamo già trovato due motivi di importanza per il maschio.
C’è di più : in realtà non è mai esistita una civiltà minimamente complessa a impronta matriarcale.
Neanche una, quindi anche certi ” rabbini ” grafomani, hanno la soluzione a portata di naso, ma ahimè non la vedono.
Quindi, non solo stavano tutti bene in una civiltà a livello dei bonobo, ma non è mai esistita una civiltà matriarcale.
¸@ Rossana : la vita una volta era dura per tutti, non c’ era nessuna schiavitù. Tant’è che gli uomini , una volta che ce ne sono state le possibilità, hanno promosso anche il miglioramento della vita delle donne.
Ricordo ai saccenti ” rabbini ” che i morti sul lavoro sono tutti maschi, fatto stranissimo se i maschi fossero oppressori delle femmine.
Unpic, il rabbino Ytzack Berkovitz che mi ha creato non sarà contento del tuo commento. Ma capisce che da te possono giungere solo certe considerazioni. Invece di frequentare siti con contenuti biometrici, studia, leggi, sii curioso, non fermarti alle ovvietà, al sentito dire o a quello che dice il nonno, e scoprirai che non c’è nessuna superiorità che non sia dovuta alla subordinazione della forza, in tutti i sensi che la si voglia intendere a partire da quella bruta. Ma si tratterà sempre di una superiorità che prevede una “inferiorità obbligata”. Non so se mi sono spiegato.
Io qui ho trovato mediamente donne più intelligenti della maggior parte degli uomini. E lo dico senza simpatia o antipatia. In maniera totalmente asettica. Fai le tue considerazioni al riguardo.
Il buon funzionamento di questi forum, come ho già detto, richiederebbe un minimo di omogeneità almeno per le cognizioni dei partecipanti.
Quelle di cui parla Sospeso, e che io sottoscrivono, non sono ipotesi. Se ti informassi prima di azzardare giudizi faresti una bella cosa per il buon nome del tuo nick.
unpic, confondi matriarcato con ginecocrazia. Sono due cose molto diverse.
Ad esempio Inghilterra e Svezia hanno oggi elementi di ginecocrazia.
@ Golem : tu forse studi ma non capisci e lo si vede dalla prolissità vuota dei tuoi scritti, imbevuti di politicamente corretto. Bisognerebbe che a conforto delle tue ipotesi ( e già sono buono ) portassi dei fatti.
Pax : le discussioni sui termini non mi interessano, quelle sui fatti, si. Aspetto…
Dare del politicamente corretto ai miei scritti fa capire a tutti come li capisci tu. Se io ti porto i fatti tu non sai neanche da dove cominciare a leggerli, e mi sono stancato di avere a che fare con soggetti come te. Il mondo ancora oggi è pieno di società matriarcali. Il fatto che la nostra non appaia tale, se non quantitativamente, dato il peso che ha l’Occidente, qualitativamente non fa differenza, se non perchè certe condizioni socio culturali hanno fatto prendere quella piega per una ragione eminentemente ECONOMICA, e non per una insita “inferiorità” femminile. Come peraltro succede in tutte le società, che si sono formate per quella principale ragione, comprese quelle matriarcali ancora oggi esistenti.
Quando a Pierre Curie annunciarono che gli avrebbero assegnato il Nobel, fece sapere che non lo avrebbe ritirato se non fosse stato assegnato ex aequo anche a sua moglie Maria Skłodowska, e non perché gli lavava le mutande. Ed eravamo agli inizi del ‘900. E potrei citarti decine di esempi analoghi. Tieni senpre presente che esistono intelligenze, e queste sono come gli angeli: non hanno sesso. Quelle sono convenzioni che hanno fatto comodo a molti. Le società patriarcali sono un’imposizione, non il risultato di una superiorità oggettiva, se non quella muscolare, quando c’è.
Quindi, apri gli occhi e guarda oltre il tuo naso. Il tuo orticello non rappresenta il mondo.
Unpic, l’ho gia scritto altrove, per credere di sapere tutto, basta restare ignoranti.
unpic spero ci arrivi nel ragionamento. Dietro i termini ci sono mondi per certi aspetti opposti. Da sedicente esperto di c.... ora lo sei per altre cose. Non voglio parlare per Golem, ma penso che a lui il politicamente corretto importi poco. Talvolta è schietto oltremisura.
Anche somaro…
@ Golem : dove io ho scritto che le donne non sarebbero intelligenti ? Non hai fatti e parli delle società patriarcali come basate sui muscoli ? Archimede, Newton, Einstein , Galileo, Leonardo, ecc, erano dei ” muscolari” ?
Perchè ogni tanto non ti astieni dallo scrivere?
Perchè non provi a vincere la tua grafomania ?
@ Pax : quando si comincia a disquisire sui termini, significa che la discussione è sterile. Noto anche un certo tono offensivo, tipico di chi è rimasto senza argomento. E io continuo ad aspettare qualche fatto…
@ entrambi : come mai siete pentiti di essere maschi ?
il patriarcato ha portato l’ uomo a dove è oggi.
Le rimpiante ( dai sedicenti ” colti ” ) società matriarcali ” bonobo style ” a cosa hanno portato ?
sempre per i sedicenti ” colti ” :
http://www.corriere.it/scuola/universita/17_giugno_12/gli-esami-fateli-casa-scelta-oxford-aiutare-ragazze-emotive-768a1e92-4f89-11e7-b3da-d63487cd15a9.shtml
discriminazione, patriarcato, maschilismo…
o no ?
unpic che cavolo scrivi? Pentito di essere maschio? Prima di tutto sono una persona e non mi sento intimidito dalle donne. Collaboro indistintamente con uomini e donne come ho ostilità con uomini e donne. Penso che tu abbia problemi con la tua mascolinità se vedi come antagoniste le donne.
Credo che ti manchino le basi di cosa soo state nel passato matriarcato e patriarcato.
C’è un recente studio inglese che afferma e dimostra, o cerca di farlo, che lo sviluppo dell’umanità è dipeso dalla presenza di persone autistiche, che con le loro diversità hanno permesso lo sviluppo della razza umana. Senza di loro saremmo ancora nelle caverne. Alcune delle persone che hai elencato prima erano autistici. Le uniche differenze fra uomini e donne sono quelle fisiologiche. Per il resto c’è una enorme sovrapposizione fra di loro. Diversamente da te conosco il significato delle parole e dei concetti che ci sono dietro.
Temo che tu abbia pochi slogan e ti trinceri dietro questi. In pratica hai scritto delle castronerie, naturalmente senza offese.
Unpic, basta scrivere che se “non c’è mai stata una società matriarcale che conti qualcosa un motivo ci sarà”, e per me hai detto tutto. Sia sull’intelligenza delle donna che sulla tua.
@ Golem : oltre le offese, hai qualche fatto ?
Ripsondi a una semplice domanda, invece di fare ipotesi peregrine sull’altrui intelligenza.
@ Pax : diagnosi psichiatriche retrospettive ? ma voi ” istruiti ” vi bevete proprio tutto ?
e perchè non dagli schizofrenici ?
Inoltre no, tra uomini e donne ci sono differenze anche nella struttura cerebrale. Ricorda :
quando realtà e teoria confliggono, è la teoria ad essere sbagliata, non il contrario.
unpic
Un tuo commentino sull’articolo inglese ci vorrebbe. Sull’Inghilterra sono preparato 🙂 . Credo in questa discussione ho scritto che Inghilterra e Svezia hanno elementi di ginecocrazia. La Svezia maggiormente nelle istituzioni e l?Inghilterra nella società. Sono d’accordo pienamente von la scrittrice con una aggiunta. Il problema è nella crisi del maschio inglese, quello medio, è impreparato scolasticamente, ha mediamente lavori meno importanti delle donne e le famiglie sono sfasciate. Questo perché? Hai presente una curva gaussiana? i maschi hanno una maggior volatilità, ovvero ci sono più caproni che nelle donne compensati da un maggior numero nella parte alta. Non ho dati precisi, ma credo che l’accesso all’università sia inferiore per i maschi. Per i ruoli apicali nella società sono favoriti i maschi come per i lavori di merda. Da maschista sono sempre contro le quote ed i privilegi accordati a categorie o generi. Pari diritti ed oppurtunità sempre, azioni di sostegno ma mai regole speciali. Sono addirittura contro diversi criteri per l’ammissione ad un ruolo. Come ad esempio diversa altezza fra maschi e femmine per fare il carabiniere. Sono perfino contro alla divisione per sesso per lo sport agonistico. Per me contano le persone. Tu cosa ne pensi dell’articolo? Per me è scritto non bene ed è incompleto.
unpic mi spiace doverti smentire ma la nostra società attuale è ancora terribilmente indietro rispetto a dove effettivamente ora dovrebbe essere. E non è da escludere che questo sia dovuto proprio al patriarcato. Mi trovo perfettamente d’ accordo con Pax e con Golem, che hanno esposto obiettivamente le cose. La cultura che è andata affermandosi nei secoli addietro e che ha visto il maschio al centro di tutto, era solo funzionale a determinati scopi e il declassamento della donna a essere inferiore rispondeva a una strategia ben precisa a vantaggio di certe categorie ( gli uomini, gli organismi al potere in auge, ecc… ) ma non aveva alcun fondamento scientifico e non è affatto vero che una società di tipo matriarcale non funzionerebbe perchè fino a prova contraria sono a milioni, sparse in tutto il mondo, le famiglie e le comunità di questo tipo. Quindi fossi in te non avrei tanta sicumera nel porre il tuo punto di vista. Poi scusami ma un uomo che porta avanti da anni una discussione sulle dimensioni del suo pene manifesta fin troppo chiaramente quale sia il suo reale problema con il genere femminile. Altro che inettitudine delle donne!
Gli uomini possono scegliere se abdicare il potere oppure tenerselo. Come? Non avendo i figli da una donna non vergine. Con questo semplice gesto di grande liberta’ personale, automaticamente le donne perdono ogni possibilita’ di creare una societa’ con le loro regole. Perche’ le donne hanno alzato la cresta? Perche’ molti stallieri hanno procreato figli con donne che avevano avuto altri uomini in precedenza. Perche’ le donne hanno puntato fin da subito all’affidamento dei figli ? Per educare le nuove generazioni al concetto di emancipazione femminile e sottomissione alla donna. Quale immagine ha un bambino che vede sua madre forte di fronte alla legge e il padre assente obbligato ? Semplice: il matriarcato. Se ci fosse vera parita’ il padre potrebbe decidere se abortire e i figli verrebbero anche affidati al padre da piccoli. Invece non vi e’ parita’ per colpa di maschi idioti che pensano di essere dei gran professori invece sono solo dei somari senza palle, rigirati a piacimento da femmine emancipate.
Ti basterebbe fare una ricerchina su internet per avere qualche notizia aggiornata sulle società matriarcali. Ne basta una per far cadere le tue ipotesi, quelle sì peregrine.
@ Golem : fatti, non parole. le società matriarcali o sono primitive o non esistono. Perchè ?
@ Rondinella :
Per entrare nei carabinieri, le donne fanno test fisici agevolati, ossia misure minori : ti pare giusto ?
Un altro : le morti sul lavoro ( 2000 ogni anno ) sono pressochè interamente maschili. Come mai ? Forse perchè gli uomini svolgono i lavori più pericolosi ?
3° esempio : la madre può disconoscere la paternità, il padre non può disconoscere la paternità. Chiedi anche ai tuoi fantasiosi amici se vi pare giusto
Le rondinelle vanno e tornano…
Unpic, sostanzialmente le società patriarcali quali vantaggi avrebbero apportato alla nostra attuale società?
Suzanne, poco o niente. Hanno escluso per secoli risorse.
Primitive rispetto a cosa Unpic? Una società funziona o non funziona. Non puoi usare come riferimento la “tua” come parametro assoluto.
Ogni situazione va contestualizzata.
La società cambogiana Kreung di cui parlavo in un altro thread, dove i padri invitano le figlie ai rapporti prematrimoniali costruendo le “capanne dell’amore” che qui sarebbero uno “scandalo”, è primitiva in che senso Unpic? Funziona per quella cultura ed econonomia? Si. E lo stesso vale per quelle comunità matriarcali che tu definisci primitive.
Il problema è sempre il solito:”l’Iocentrismo”. Quello che a “ME” risulta normale deve esserlo automaticamente per tutti.
Questo è non voler vedere oltre il proprio naso o altri annessi della stessa lunghezza.
Un momento, non è che col patriarcato l’uomo godesse solo eh! LUI lavorava e campava la famiglia. LUI andava in guerra. LUI pensava a vendicare eventuali offese alla moglie o membri della sua famiglia ricorrendo anche alla violenza fisica. Si pensi al duello. Se gli uomini di oggi fossero disponibili a lavorare per due così da campare anche la donna, tornare ad essere maschi e non delle pappemolli che risolvono tutto con dialoghi logorroici, ed eventualmente morire in guerra, allora ok. Torniamo al patriarcato, SUBITO.
Se invece vogliono che noi donne lavoriamo, allora tacere.
Aborto illegale e basta. Il bambino ha libertà di vivere, i genitori devono prendersi le proprie responsabilità, sia il padre che la madre.
Unpic ma è normale che in certi casi i parametri di selezione siano diversi tra uomini e donne, altrimenti le donne rimarrebbero per sempre automaticamente tagliate fuori da certe professioni. Si sa che per natura l’uomo è più alto e più robusto della donna, le femmine non potranno mai competere con i maschi in fatto di stazza fisica se non in alcuni casi specifici.
Suzanne scusa ma non ho capito. Che intendi dire?
Ciao a tutti.
rondinella
lascia perdere le posizioni di unpic che parte dal conxwtto di superiorità di un genere sull’altro, e che ha affermato che io mi vergogno di essere maschio o cosa simile.
Mettere dei crireri diversi fra uomini e donne è discriminatorio. A me interessa che siano in pari misura in grado di svolgere una funzione. Se un uomo è in grado di svolgere una professione al pari di una donna perchè deve essere più alto? A me interessa che un pompiere o un carabiniere abbiano requisiti minimi no che sesso abbiano. E’ una palese discriminazione di genere
Nonostante i giudizi errati sull’Ucraina, questa donna ha scritto una cosa giusta, e la sottolineo:
Da Solnze: “Un momento, non è che col patriarcato l’uomo godesse solo eh! LUI lavorava e campava la famiglia. LUI andava in guerra. LUI pensava a vendicare eventuali offese alla moglie o membri della sua famiglia ricorrendo anche alla violenza fisica. Si pensi al duello. Se gli uomini di oggi fossero disponibili a lavorare per due così da campare anche la donna, tornare ad essere maschi e non delle pappemolli che risolvono tutto con dialoghi logorroici, ed eventualmente morire in guerra, allora ok. Torniamo al patriarcato, SUBITO.”
Infatti è esattamente quanto io ho proposto. ESATTAMENTE. Se leggi ho scritto: “maggiori doveri per l’uomo”, tra cui appunto quelli che tu hai citato. La richiesta per le donne è collaborare in casa o anche al limite in esterno ma SENZA fare le meretrici. Vietato darla a destra e sinistra, vietato fare sesso con altri prima del matrimonio.
Da Solnze: “Se invece vogliono che noi donne lavoriamo, allora tacere.”
Collaborare significa che l’uomo fa tutte le cose scritte prima, e la donna fa la sua parte. Quindi l’uomo non sta zitto, perché lui fa la parte “maggiore”. E io non ho mai detto che la donna non deve parlare.
Da Solnze: “Aborto illegale e basta. Il bambino ha libertà di vivere, i genitori devono prendersi le proprie responsabilità, sia il padre che la madre.”
Ma la madre deve essere ILLIBATA.
Itto, discorso illibatezza a parte (perché sai, non è che tutte provino piacere a cambiare più partner ma ad alcune capita) per il resto sono d’accordo sul discorso collaborazione, rispetto,ecc.
Sul discorso illibatezza ti dico una cosa sola: io mi sono fidanzata a 17 anni col mio ex. Finché ci vedevamo fuori casa sembrava a posto. Negli anni però è peggiorato e quando siamo andati a convivere, SOLO ALLORA, ho capito che persona mi ero presa. Tu parli sempre di violenza fisica, ma non hai pensato che esiste anche la violenza psicologica. Ecco, il mio ex era una persona violenta in termini psicologici: insulti, divieti, scenate folli di gelosia immotivata.
Mi spieghi perché non avrei dovuto cambiare partner?? Perché a 17 anni sono stata ingenua a non pensare che potessero succedere cose di cui ignoravo persino l’esistenza?
Quindi vedi, io non è che sia una porcella dai 3000 partner. Ne ho avuti solo due, e il primo ha contribuito a modo suo a distruggere la storia. Quindi i tuoi principi potrebbero essere giusti ma sono utopici. L’importante è essere illibati nella testa. Ho sentito però storie di donne che hanno figli e non si sa chi sia il padre fino a test genetico, perché avevano un amante mentre erano fida col raga storico. Quindi occhio! Io non condivido questo comportamento, ma la vita è la loro.
Sul discorso matrimonio non posso condividere perché essendo atea, non credo nemmeno nel matrimonio. Quindi quella barriera per me decade. Ma non ho mai avuto rapporti sessuali, ho avuto rapporti d’amore e veramente consideravo il mio ex al pari di un marito.
Ma in ottica retrospettiva grazie a Dio che ho avuto la possibilità di conviverci e scoprire che persona era dentro casa PRIMA di sposarmelo, sennò a 24 anni sarei stata in causa di divorzio… esattamente come tante due adorate ukrainke.
Ah, il mio ex era italianissimo.
A questo proposito, se il partner vi ripete in continuazione:”Sei una t…” Anche se non hai mai fatto niente, “sei una deficiente”, “pensi solo alle str..e”, “se vai a ballare ti mollo”, “se ti vesti così sei una t…”, “Mi fido di te ma non mi fido degli altri, niente amici maschi, l’amicizia uomo donna non esiste”, “solo io ti capisco, i tuoi genitori sembrano non fregarsene niente di te”, “Rigiri sempre la frittata”, “Ho ragione io perché sono una persona corretta” (e io no, eh?), “Se mi lasci troverai solo uomini che ti prenderanno in giro”,”gli altri starebbero con te solo per s…e”, “se vuoi fare qualcosa che a me non piace falla da sola, ma se a me non va bene ti mollo”,”io posso offrirti tutto”, “i tuoi hobby sono stupidi”, “perdi tempo”, “leggere è inutile, tanto vale studiare i libri universitari”, ecc. Ecc. Sappiate che non state vivendo un rapporto normale ma siete vittime di violenza psicologica.
@ Pax : hai scritto alcune cose interessanti e posso concordare con te : anche io sono per la parità vera. Però , le donne hanno accessi privilegiati, nello sport non gareggiano insieme agli uomini, insomma hanno dei privilegi e, come dice Rondinella, vogliono tenerseli:
Sui risultati scolastici, facciamo chiarezza una volta per tutte : le scuole sono femminilizzate e la valutazione di merito pure, ecco perchè poi, all’atto pratico, le donne riescono meno bene. Vero anche che ai limiti della curva gaussiana dell’intelligenza ci sono maschi : più caproni, ma anche più brillanti.
@Rondinella : se le donne vogliono fare certi lavori ( es carabiniere ) devono superare gli stessi test maschili, se no nisba, visto che poi lo stipendio è il solito. Nello sport sono così brave ? gareggino con gli uomini, altro che pretendere gli stessi ingaggi con risultati di molto inferiori.
@ Suzanne, Golem, Rondinella : io parlo di civiltà non a livello di sussistenza, parlo di civiltà che abbiano cambiato in meglio la condizione umana, non quelle ” bonobo like ”
No ne esiste una matriarcale , ne mai è esistita.
Come mai ?
@ Pax , questo è l’articolo riguardo l ‘istruzione odierna e la distribuzione del q.i.
Articolo assai interessante e , ovviamente, messo in sordina, visto che va contro il femminismo imperante
http://medicalhypotheses.blogspot.it/2009/05/do-elite-us-colleges-choose-personality.html
Le donne in passato non sono state escluse, almeno laddove era possibile. Ti ricordo le varie regine.
p.s Solnze ha le sue ragioni
Oddio su certi punti sono d’accordo con unpic però. Ho un’amica che vuole fare la poliziotta ed è alta un metro e un tappo. Scusa, ma lascia il posto ad un uomo. Viceversa lavori come il casellante autostradale lasciatelo alle donne. Insomma, osservate oggettivamente la natura e agite di conseguenza.
Poi ok, ci sono donne alte 1.80 pure robuste che possono anche costruire ferrovie in Siberia.
Ma poi guardate che vivere in una società dove l’uomo fa l’uomo e la donna la donna (nel rispetto reciproco) non è male. Quando si ha vicino un uomo mentalmente forte che ti tira su nei momenti di sconforto, che ti dà la forza, che ti tratta come una lady proprio perché ti riconosce una certa debolezza (che lungi dal causargli disprezzo piuttosto lo attrae) fa sentire meglio anche la donna.
L’importante è non ritrovarsi in un rapporto malato come mi ritrovai io in maniera del tutto accidentale. Quello non è affatto un uomo forte, quello è un uomo insicuro e meschino. Occhio quindi a non confondere forza nobile con abuso e soppressione.
Per Solnze,
riguardo al matrimonio: se una donna si sposa, è perché CHIEDE al partner le dovute garanzie prima di infilarsi nel letto. Non c’entra niente la chiesa o il matrimonio religioso. La donna lo fa per se stessa, per rispetto di se stessa. Il matrimonio diventa un deterrente per i “peni volanti”, cioè quei maschi che vogliono solo sesso. Infatti questi ultimi, non volendo altro che trombarla, non si sposerebbero mai, e quindi la donna resta ILLIBATA per il futuro marito. Per questo motivo il matrimonio tutela al 99% la donna. Se la ragazza invece è finita nel letto con il solito deliquentello co...... macho, dopo io la vedrò come una maiala, senza se e senza ma. Aggiungo che io ho sempre sostenuto che sia meglio per una donna DIVORZIARE per giusta causa, che “lasciare” il suo ragazzo senza essere sposata. E’ molto più serio. E ho anche scritto che se una donna si separa per giusta causa, includendo anche la violenza, allora è “come vergine”. Ma la violenza DEVE essere accertata con DENUNCIA, certificati dello psicologo che attestano questa “violenza mentale” ecc, oppure non esiste, è solo una scusa per non ammettere l’impudicizia.
Ciò che occorre in concreto per il patriarca è capire se la donna era VERAMENTE molto seria e ha fatto di tutto per essere sposata correttamente. Tutte le altre varianti sono solo fumo negli occhi.
D’accordissimo con quanto scritto da Solnze in merito a come identificare un “violento” psicologico, vorrei ricordare che:
– se la donna mente sul numero dei partner passati sta commettendo violenza contro l’uomo e anche frode.
– se la donna mente sulla paternità cercando di attribuire a qualcuno il figlio di un altro è frode gravissima, meriterebbe l’ergastolo e il figlio affidato a terzi (non solo fa del male all’uomo, ma anche al figlio, costringendolo ad avere un padre non suo, che un giorno lo ripudierà, quindi la donna non merita di avere la potestà sul figlio).
– se la donna sfrutta la buona fede del maschio, si fa mantenere e, mentre l’uomo lavora, lei invece a casa fa la mignokka con l’idraulico, allora commette frode gravissima e lesioni psicologiche al povero uomo.
– se la donna rimane incinta (senza intenzione procreativa concordata) e l’uomo NON vuole il bambino, e lei invece lo vuole fare, allora la donna commette un atto vergognoso. Costringe infatti l’uomo (che non voleva essere padre) a doverlo essere per forza. E’ vergognoso. E’ violento. E’ immorale. E non si dice: “lei ha diritto sul suo corpo”. Anche lui ha diritto sul suo sperma. E non è nell’interesse del bambino farlo nascere con un padre che lo rifiuta ! E’ violenza sul bambino!
Quindi, ricapitolando, è giusto che l’uomo violento sia aspramente punito, e anche la donna violenta deve essere punita in modo esemplare!
PS: l’amicizia uomo-donna è vera nello 0,0001 % dei casi.
Civiltà etimologicamente arriva da civis, che ha a che vedere con un gruppo più o meno numeroso di persone che si aggregano in una comunità concordando delle regole di convivenza. I cittadini. Il fatto che la nostra “civiltà” abbia raggiunti dei livelli economici elevatissimi, in termini di “qualità” non significa niente rispetto ad altre. Significa in termini di “quantità”, ma questo non la qualifica automaticamente superiore a quella che ha meno, non so se mi sono spiegato. Una civiltà funziona nella misura in cui consente agli uomini e donne che la creano il massimo livello di realizzazione di sé stessi, con o senza soldi. In parole povere il massimo livello di felicità. Che da noi è espresso come PIL Prodotto Interno Lordo, invece che in FIL, Felicità Interna Lorda, come dovrebbe essere.
Quindi, la nostra Civiltà Patriarcale ha puntato sul potere economico, dove la forza fisica rappresentava una necessità, perché gli arricchimenti nascono da saccheggi e rapine. Dall’antica Roma in poi, tutte le grandi famiglie del passato, come gli Sforza, i Medici, i Visconti, i Gonzaga, nascono da avventurieri che hanno usato la forza bruta per “conquistare”, perché quella era la “cultura” locale, e, com’è ovvio, le donne non potevano certo competere . Ma questo, ripeto, in termini di “qualità” misurata in “FIL” non significa niente. >>>
unpic
Non mi sembra che il femminismo sia imperante, ed è l’altra faccia della medaglia del maschilismo. Per me è chiamato impropriamente femminismo quando si vogliono rimuovere ostacoli alla parità, vale anche al contrario.
L’articolo su Oford e Cambridge, riguarda essenzialmente l’Inghilterra. Non vedo la stessa crisi in altri paesi, forse in Giappone, forse in Giappone ma con effetti diversi.
>>> Se in una società la maggioranza è felice, quella società “funziona”, altrimenti sarà pure ricchissima ma se è infelice ha “fallito”.
Se a uno Yanomami della foresta amazzonica spieghi che qui c’è un Eder che vuole morire perché non si sente realizzato nella sua società occidentale, non capirà il perchè, in quanto da loro non si suicida nessuno. Sono tutti “realizzati”. Non esiste proprio il termine capisci?
Allora guagliò, cos’è una civiltà? Cos’è meglio, e cosa peggio? È tutto relativo. L’unica cosa che non è relativa è la propria realizzazione. E se in una piccola comunità della Birmania, o del Ladak, o dell’Amazzonia vi sono comunità, magari matriarcali – quindi civiltà matriarcali- dove la gente si sente realizzata più che in una civiltà patriarcale, la prima funziona meglio della seconda.
Tu, come quasi tutti, (ho appena -spero- chiuso un dialogo per questo motivo) ti rapporti nei giudizi di valore a parametri soggettivi che attengono alla cultura con la quale hai formato i TUOI valori, ma questo non può essere un punto di vista accettabile in una discussione che vuole valutare il senso del termine “CIVILTÀ”, in questo caso. I valori relativi restano tali, quelli assoluti sono quelli applicabili a tutti gli esseri umani indistintamente. Felicità ha un significato solo sia in italiano ché nello “yanomamese”.
Ecco, quello, per esempio, è un valore di riferimento ASSOLUTO.
Te capì? Ciavo
A questo proposito, proprio in Ucraina ho conosciuto questo modo alternativo di vivere la dualità maschio/femmina. Itto sbaglia solo nel dire che l’ucraino medio è un bevone violento. Si tratta di situazioni piuttosto rare nelle famiglie ucraine tradizionali (forse un po’ meno nelle famiglie sovietizzate, ma cmq questa moda sta passando).
Tuttavia la cultura ucraina tradizionale, pur distinguendo il ruolo dell’uomo da quello della donna, tiene in gran conto quest’ultima, essendo un popolo molto attaccato alla famiglia e il fulcro della famiglia è considerata proprio la donna. La famiglia tradizionale ucraina prevede anche tanti figli, ma oggi è molto difficile mantenere così tanti figli, specie lì.
Ora, il problema è che in Italia i due sessi non sono in armonia, ma gli uomini sono diventati pappemolli che inseguono ideali vanesi come la moda, le frivolezze, uno stile di vita comodista ed egoista. Le donne sono diventate mascoline e agguerrite. possono anche mettersi la gonna, ma molte appariranno cmq MASCOLINE perché la loro forma mentis è maschile.
Situazione molto triste che fa male ad entrambi. Direi che il vero male della nostra società è il narcisismo dei due sessi.
Io non vorrei mai che un uomo mi mantenesse, non mi sentirei libera. Preferisco guadagnarmi da sola il mio sostentamento ma avere voce in capitolo nelle decisioni importanti. Se dipendi da qualcuno in tutto e per tutto devi solo stare zitta e fare quello che vuole lui. Inoltre non sono d’ accordo sull’ abolizione della legge sull’ aborto. Si tornerebbe agli aborti clandestini con tutte le conseguenze del caso.
Pax, quello che dici teoricamente è giusto ma nella pratica non è realistico. Uomini e donne non possono essere fisicamente selezionati con gli stessi parametri. Inoltre le quote rosa esistono proprio perchè altrimenti alle donne sarebbe completamente precluso l’ accesso a certi ambiti di carriera, per una questione di retaggi culturali. Che ancora oggi esistano uomini come itto la dice lunga.
unpic sappi che le prime comunità arcaiche, quelle pre-religione tanto per capirci erano tutte matriarcali e funzionavano benissimo. Poi con il diffondersi delle religioni monoteiste ( che voleva il maschio al centro della creazione ) cambiò tutto, insieme alla rivendicazione dello sperma maschile come funzionale alla nascita. Ma ti ripeto che le teorie su una presunta inferiorità cognitiva della donna rispetto all’uomo non hanno alcun fondamento scientifico e sono solo le rivendicazioni dei maschi che rimpiangono i privilegi perduti.
Tutto è partito dalla religione e da rivendicazioni per il potere, altrimenti il mondo sarebbe rimasto matriarcale
“Il fatto è che la psicoanalisi nasce con un grande “peccato originale” che è quello di considerare il patriarcato e la famiglia patriarcale come istituzioni perenni dell’umanità, come modelli associativi insuperabili, come punti di riferimento ineludibili per tutti, insomma quasi come dei dogmi. Eppure lo stesso patriarca della psicoanalisi, Sigmund Freud, ripetè per tutta la vita a se stesso la famosa domanda “che cosa vuole la donna?” confessando di non essere mai riuscito a rispondere ad una tale domanda. Per cui l’intera dottrina psicoanalitica è invalidata alla base proprio dalla confessione di Freud di non essere riuscito a comprendere l’essenza reale della donna. Ci sarebbe riuscito se avesse esplorato il mondo matriarcale che già ai suoi tempi era stato ben esplorato da grandi pensatori come il Bachofen nell’opera monumentale “Il Matriarcato”, come Engels nell’opera ancora attuale “L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato”, come il Frazer nell’opera monumentale “Il ramo d’oro” e da tanti altri che scrissero mentre Freud era ancora in vita ma di cui Freud ignorò o volle ignorare le ricerche, come terrorizzato dal fatto che l’umanità fosse vissuta nel passato in regime matriarcale.Fu Freud a teorizzare il “ritorno del rimosso” a livello individuale e a quello collettivo, e su questa strada Carl Gustav Jung andò oltre descrivendo gli archetipi individuali e quelli collettivi.”
“Così il matriarcato è stato schiacciato dal patriarcato, ma continua a vivere come “rimosso” o come archetipo collettivo e si fa sentire prepotentemente in tutte quelle donne che proprio non ne vogliono sapere di sottostare alle regole infernali della vita matrimoniale e preferiscono vivere libere come le “amazzoni” salvo poi subire situazioni di angoscia indotte dalla pressione sociale di stampo patriarcale. Stesso discorso per gli uomini single e che fanno gli amanti di donne sposate: anche essi sentono il lontano passato matriarcale quando i rapporti sessuali avvenivano senza alcuna finalità procreativa, perchè ancora non era stato scoperto il nesso tra coito e nascita dei bambini, quindi al di fuori di tutti quegli obblighi sanciti dalla prigione matrimoniale. L’istituto matrimoniale è oggi, finalmente, in crisi e che cosa fanno gli psicoanalisti? Anzichè decidersi a scrivere qualche buon saggio dove illustrare la nuova realtà antipatriarcale, continuano nella loro triste litania patriarcale, secondo la quale le donne trovano la felicità solo nel matrimonio, in questo alleati potentissimi delle gerarchie religiose di tutti e tre i monoteismi puntelli del patriarcato e dell’istituzione matrimoniale. La specie umana non si estinguerà se il matrimonio andrà in frantumi, anzi sorgeranno nuove forme aggregative più sane della famiglia” (la stirpe del serpente)
Unpic, non hai risposto alla domanda, ma hai semplicemente ripetuto per l’ennesima volta lo stesso sterile concetto. La misurazione del QI tramite i test standard è stata da anni superata, in quanto la maggior parte degli psicologi concorda sull’esistenza di intelligenze plurime, di cui le prove non tengono conto. Sostanzialmente si rilevano attitudini logico-matematiche e visuo-spaziali.
É piuttosto banale soffermarsi sulle differenze biologiche e di prestanza fisica; piuttosto occorrerebbe valutare con maggiore attenzione i requisiti richiesti per ogni professione. Se è davvero necessario avere una certa altezza per garantire un servizio efficiente, allora il criterio va mantenuto anche per le donne ( ma ne dubito). Sullo sport invece il tuo punto di vista mi pare ridicolo; nella box esistono le categorie di peso anche per gli uomini, al fine di rendere equilibrata una competizione. Mi pare lapalissiano che questo avvenga anche tra generi.
Romdinella,
a me interessa la funzione ed i criteri di selezione devono essere eguali. Un pompiere ha compiti diversi da un ragioniere del catasto e se pongo criteri diversi per la selezione delle persone.
Sono nettamente contro le quote di genere o di altro tipo, impropriamente chiate rosa. Prima delle ultime politiche ebbi, in un covegno una dura e accesa discussione con Cecile Kienge ed un’altra che ora è nella direzione nazionale del PD su questo tema. Poi alla fine, causa un problema ad un’auto passai con lei una ora e mezzo ed apprezzai la Cecile privata che è in contrasto con quella dura e scontrosa pubblica. Rimanemmo sulle nostre posizioni sulle quote, ma trovammo tanti punti in comune ed una dolcezza inaspettata. Come sono contro quote di ogni genere sono nettamente a favore di sostegno e formazione per chi appartiene a categorie svantaggiate. A me del genere o di altre caratteristiche, come la religione praticata non mi importa nulla. Nelle associazioni, in politica o nel lavoro non mi chiudo dietro a chi appartiene ai cerchi dei quali faccio parte. Ed ho dato talvolta un valore aggiunto importante ed a volte determinante a ci non è “WASP”. A me le diversità piacciono e se si incontrano arrichiscono. Viva le diversità. Posizioni radicali come Itto o Souze sono una netta minoranza, salvo pochi momenti di impazzimento generale.