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Il gioco della mosca bianca

Sono un veneziano doc, ormai siamo rimasti pochissimi in Venezia, città famosa per l’inospitalità e la scadente qualità del cibo che hanno i ristoranti. Ritenendomi una “buona forchetta” noto che da qualche tempo, in questo settore, c’è un certo fermento ed aria di cambiamento e questo delizioso piccolo ristorante ne è la conferma.
Dico sempre che, se ci fossero automobili a Venezia, non esisterebbero attività commerciali e allora, mentre in qualsiasi altra città la concorrenza fa innalzare giocoforza la qualità dell’offerta, a Venezia succede esattamente il contrario, qui il settore food è solo una fonte di guadagno perciò la maggior parte dei locali è senza “anima”, qualsiasi individuo senza nessun talento ma con grosse somme da investire si spaccia per ristoratore ed è libero di spennare ed avvelenare gli avventori.
Ed è così che, dove la normalità di cercare un’ottimo ristorante, diventa una vera e propria ricerca alla “mosca bianca”.
Non buttatevi dentro al primo postaccio che trovate solo perché avete le gambe indolenzite dal gran camminare! provate a fare il gioco “trova la mosca bianca”…. ce ne sono parecchie in città, parola di piccolo pellerossa veneziano.
Superfluo soffermarmi sul recensire un posto dove c’è quell’anima che cerco.
Un posto che ti faccia sentir fiero di essere veneziano e che ben volentieri consigli a tutte quelle (purtroppo sempre meno) persone che un’anima ce l’hanno.
Penna Bianca
Nativo della riserva Venezia

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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2 commenti a

Il gioco della mosca bianca

  1. 1
    Rossella -

    Non sono mai stata a Venezia. L’unica storia che rigurda la città è quella di un uomo che ha sposato una donna diversa da quella che avrebbe dovuto sposare. Una specie di complotto. Poi hanno capito che non era lei. Tutto è bene quel che finisce bene… nel senso che sono una famiglia proprio a causa di questo frainteso. La storia li mette all’angolo perché non ammettono che il loro fu un matrimonio combinato e senza amore. Lui non è abbastanza umile da mettersi dietro ad una donna. Il suo destino naturale era quello di essere schiavo delle passioni sensuali. Vive una passione sensuale perché non segue nessuna dottrina, ma la verità è che non avrebbe avuto scelta… esistono anche gli innamorati. Loro non lo sono. Sono una famiglia. Una famiglia senza il respiro di una famiglia. Che ci vuoi fare? Capita anche questo nella vita. Innamorarsi è meglio… le dispute teologiche dividono, ma l’essere stati amati come amanti da Cristo resta. Amarsi in qualche modo è importante.

  2. 2
    Yog -

    Ciao pellerossa ti scrivo perché parlarti non è possibile.
    Questo è il mio modo per digerire… sono solo parole… a Venezia ho mangiato tutto così in fretta e troppo velocemente per capire cosa masticavo.
    In un secondo tutta la mia vita è cambiata e mai avrei pensato questo.. no mai!!! Ma io devo andare avanti anche se il mio stomaco è enfio ed ho pure gli occhi gialli!
    Ogni mattina mi sveglio pensando che sia stato tutto un incubo, che non ho perso la salute, non l’ho accettato il verdetto, no! e non so se e quando ci riuscirò!
    Tanti rimpianti, primo fra tutti non essermi disinfettato a dovere il gargarozzo con due litri di narda entro i rimi cinque minuti ab ingestis, ma penso tu lo abbia capito dai miei silenzi, il rimpianto non può comunque essermi di aiuto. Digerisci in pace, pellerossa.

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