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I funerali dei VIP

Mi fa male vedere che quando muore un poveraccio, padre di famiglia, che ha condotto una vita onesta e irreprensibile, aiutando il prossimo, nessuno è interessato al caso.

Invece quando muore un personaggio pubblico (seppur simpatico), ecco che si formano le file di persone che “portano omaggio” al defunto, e piangono e si disperano, quasi fosse un loro familiare.

Gli italiani hanno un gravissimo problema di valori, e sono suggestionati dalla ricchezza e dalla fama. Ne sono così attratti che farebbero di tutto per farsi fotografare con una star, cercano addirittura di assomigliare a qualche vip scimmiottandone il look. Se fosse per me le star non esisterebbero. Io non fornisco loro alcun genere di tributo.

Se ne muore una, pace all’anima sua. Se una star va in vacanza, non mi interessa quello che fa. Se una star si fa fotografare nuda, non compro il giornale.

Non mi interessano i “famosi”. Vivo la mia vita serenamente. I “famosi” non pagano le mie bollette, non mi aiutano, non mi danno nulla. E io dovrei anche mettermi a piangere per loro ????

L'autore ha scritto 12 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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14 commenti a

I funerali dei VIP

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  1. 1
    alb -

    condivido,ma non dargli troppo peso, poi quanti media e riviste vivono sul gossip da noi e in altri paesi, anche sulla cronaca nera, inoltre hai sentito la parola trush–spazzatura, il g.f. vip, l isola d. f.,ci gira tanta pubblicita’ audience, interessi,si specula con la curiosita’ della massa dei co...oni che guardano i vip, chiamali, e che fanno ,i co...oni, che fanno le solite cazzate….se poi le facessimo io o te non glienefregherebbe niente a nessuno mi sembra regolare.
    Ogni tanto x mia curiosita’da co...one ci do’ un occhio anch’io,non costa nulla.
    un esempio gianluca vacchi,

    cosi va il mondo

  2. 2
    Aloneinthedark -

    Beep hai pienamente ragione.i mass media hanno completamente traviato la mente delle persone, persone che fingono anche una consapevolezza di ciò, ma guai a toccargli lo smartphone o la tv. Gli unici valori professati dalla mass-media sono la falsità e il successo facile. I genitori non si occupano più dei loro figli, gli mettono un tablet in mano e li abbandonano a loro stessi. Che dire se non: complimenti per la trasmissione. Ciao

  3. 3
    Gabriele -

    Immagino che lettera faccia riferimento alla recente scomparsa di un noto personaggio televisivo. Io credo che nel caso di questo personaggio, ci sia stata una giusta partecipazione, anche per il fatto che si è fatto conoscere in molti altri ambiti, sia professionali (bravissimo doppiatore) sia dal punto di vista caratteriale, in quanto altruista, avendo donato il proprio midollo osseo, a chi in quel momento ne aveva necessità. Secondo me, chi per alcuni motivi, chi per altri, non è assolutamente da biasimare, se sente in lutto. In ogni caso, faceva le stesse cose che facciamo tutti, ed era anche padre di famiglia, quindi era molto simile a chiunque di noi, io non vedo tutta questa differenza.

  4. 4
    Angwhy -

    Non sono solamente gli italiani,succede un po in tutto il mondo,Elvis,in america è il primo caso che mi viene in mente.diciamo che nel caso di Frizzi che era una presenza quotidiana anche abbastanza rassicurante se vogliamo è abbastanza normale che chi segue regolarmente quel programma abbia potuto provare dispiacere.è vero invece cio che hai scritto all’inizio devo dire che negli ultimi anni proprio il livello di indifferenza e menefreghismo anche fra le proprie conoscenze è pressochè totale

  5. 5
    BeepBeep -

    Gabriele e Angwhy, non mi riferisco solo a Frizzi, ma a tutti gli altri prima di lui. Ad ogni modo, prendiamo il caso di Frizzi, io posso capire che la signora Dalla Chiesa vada a porgere l’ultimo saluto (era l’ex moglie), ma che cosa c’entra la folla di persone ??? Lo conoscevano tutti ??? Era loro parente stretto ??? Io biasimo quelle persone che con la loro famiglia non vanno al funerale trovando mille scuse e poi sono in fila per il VIP. E questo è molto di più che “provare dolore” per la scomparsa di una faccia “amata”. Mettersi in fila significa che non hai davvero niente nel cervello (a mio parere). Un pò come le ragazzine che gridano e piangono quando passa il VIPPETTO (giovane di età) e si accampano davanti all’hotel oppure allo stadio ecc. Ma non hanno niente da fare di più importante per il loro futuro ? Che cosa guadagnano sbavando dietro al VIP ?

  6. 6
    Yog -

    Non piangere per i VIP, che coinvolgono solo la nostra sfera dei ricordi collettiva e secondariamente interiorizzata. Tu, per esempio, al funerale non avrai che quattro parenti e tre amici. Noi non ne sapremo mai nulla, ti assicuro che se tu non esistessi o non fossi mai esistito non ce ne saremmo manco accorti. Nemmeno di striscio. Ti ruga? Affari tuoi.

  7. 7
    BeepBeep -

    Alb, la curiosità per un fatto pubblico è normale. I giornali devono dare la notizia: “il signor tal dei tali, conosciuto da tutti è morto”.
    Punto e basta.
    Le litanie per giorni e giorni sullo stesso topic significano solo una cosa: che il pubblico è interessato a inutilità, mentre in Italia ci sono problemi più gravi.
    Riguardo ai VIP della TV pubblica ad esempio, non li considero “rassicuranti”, perché il loro stipendio proviene dal prelievo coatto che lo stato fa nelle bollette elettriche.
    I bravi attori internazionali vendono al botteghino, e sono delle star senza obbligo della gente a pagarli. Guadagnano sui loro film, sui DVD e Blu-ray venduti ecc.
    Con i soldi dell’abbonamento alla RAI io preferirei pagare 100 chili di riso per un italiano che non mangia e non per arricchire i presentatori dalla faccia simpatica.
    Tutto ciò con rispetto per loro come persone e quindi dei loro parenti e amici quando vanno a porgere l’ultimo saluto. Ma non più di questo!

  8. 8
    Angwhy -

    Vero ma te lo ripeto,non si tratta di un fenomeno solo italiano.ricordi quando è morta Lady D?
    io credo che ci sia un po di esibizionismo,un po di curiosità,probabilmente anche tempo da perdere ma non lo trovo poi cosi strano.trovo piu strano se magari non si va al funerale del parente o del vicino di casa,ma questo è il mondo di oggi,tanta apparenza,poca memoria.

  9. 9
    nicola -

    A me piacerebbe andare al funerale di berlusconi, ma solo per accertarmi che sia morto davvero.

  10. 10
    Rossella -

    Il discorso è lo stesso. Non cambia. Dipende dal punto di vista dal quale guardi il mondo. Un commerciante riceve gli stessi incentivi di un influencer. Questi incentivi servono a “combattere” la concorrenza. Si tratta di vere e proprie strategie di marketing. Il concessionario che non ha in programma un piano di rinnovo delle attrezzature (es. banco gelati) per conservare il cliente usa dei riguardi. Anche l’occhio vuole la sua parte. Se non cambiano la busta della pasta ti conviene cambiare azienda. Invece loro fanno in modo di non farti sentire il peso della merce morta. Mi ricordo che quando sono nata i fornitori mi portarono dei regali. Non lo ricordo, come potrei? Me lo hanno detto. Tra i “ricordi del lavoro” (che messa in questi termini fa ridere) mi è rimasto il peluche di un pastificio delle mie parti che ha conosciuto una stagione di crisi. Lo stesso discorso vale per tutte le cose della vita. La partecipazione alla quale alludi tu ci provoca perché non è riconducibile direttamente alla politica. I miei nonni paterni hanno avuto questo riscontro perché lavoravano nel commercio. Ma i miei nonni materni sono riusciti ad avere lo stesso riscontro conducendo una vita apparentemente più appartata.

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