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Capire cosa fare del proprio futuro: restare o tornare?

di antoka7

Riferimento alla lettera: Salve. Ho compiuto da poco 30 anni. Laureata da due anni, vivo a Roma da 9. Il problema è che non ho ancora trovato un lavoro in grado di rispecchiare il mio percorso di studio, il giornalismo. Forse non ci ho provato davvero, forse Roma è un po’ casta chiusa...
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Data di pubblicazione: 26 Febbraio 2010.

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Categorie: - Lavoro - Me stesso

29 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    Rodolfo -

    Innanzitutto un augurio a tutte le donne che sono orgogliose di essere tali e che trasmetto alla nostra società i loro valori irrinunciabili.
    Indubbiamente c’è sempre qualc’uno che ha dei problemi e li sfoga qui sparando a casaccio come fosse alla Columbine.
    Condivido quanto scritto da Lisa, ma il problema è innanzitutto individuare “il nemico”, andare al nocciolo del problema, alla causa di tutte le cause. Questo Paese è oggi invivibile, non è mai stato all’altezza degli altri Paesi del Nord Europa, ma il suo declino è ormai esponenziale e se si vuole un cambiamento bisogna stare attenti ad individuare le cause primarie del problema. La mia paura è che arrivi un giorno chi ha causato questo sfascio a proporre l’alternativa, che sarebbe quindi gestita dagli stessi manigoldi.
    Comiciamo proprio dalla Donna: siamo il Paese dell’Europa storica con maggiori ritardi nell’emancipazione della Donna. Perchè? Guardiamoci in giro e cerchiamo una lobby di soli uomini che storicamente e statutariamente discrimina le donne. Buona ricerca.

  • 27
    Lorenzo -

    Prendo il posto di Andy. Non condivido quel che dice sulle donne ma sul resto ha sacrosanta ragione, se l’Italia è il porcaio che sappiamo, è colpa solo degli italioti, in ispecie quelli che negli anni 60-80 hanno poltrito grazie alla greppia del posto pubblico o di quello privato garantito a vita dai sindacati (è uguale). Il tipico italiota di quei decenni, tuttora tipologia dominante e maggioritaria non era altro che un poltrone amorale, impegnato a scavarsi una nicchia ben retribuita e a rimanerci rintanato fino alla pensione, votante politicuzzi marci e lestofanti che cercavano di sistemare in questi posti a vita il loro elettorato… e dato che un sistema del genere, fondato sul parassitismo, non era produttivo, lo stato era in deficit perpetuo e lo copriva facendo debiti, quella massa di debito che ora torreggia sulle spalla dei giovani, 70 miliardi di euro all’anno solo di interessi passivi, pensa a quanti problemi si potrebbero risolvere con quei soldi! Rodolfo, la tua generazione, che ora si gode grasse pensioni e una serena vecchiaia, ha vissuto beotamente a credito, sulle spalle di quelli che sarebbero venuti dopo, come un bancarottiere che fa debiti sapendo di poterli scaricare sulle spalle degli eredi! E’ inutile prendersela con la classe politica sbertucciata da tangentopoli, era lo specchio della società di allora, che è la società degli ultrasessantenni di adesso, gli italianucoli ruffiani, vigliacchi e opportunisti alla Alberto Sordi, mentre i giovani sono obbligati a essere diversi, educati come sono dai media di un mondo globalizzato, non sono più provinciali e codini, vorrebbero essere liberi… e però si ritrovano sulla groppa il peso di quel passato immondo, e la precarietà che i maturi e vecchi si guardano bene dal sorbirsi, bene abbarbicati all’articolo 18, ai posti pubblici, alle pensioni fasulle, ai capibastone feudatari a cui leccano il culo e via dicendo… un giovane ha futuro solo se figliodipapà o si assoggetta a loro! Merda d’Italia!

  • 28
    Rodolfo -

    Premesso che non sono mai stato dipendente pubblico, che ho lavorato per multinazionali e società italiane, che sono sempre stato quello che lavorava perchè i raccomandati si prendessero lo stipendio, che lavoro ancora oggi perchè la mia pensione è ancora lontana, che non sono stato mai iscritto ad un partito nè ad un sindacato. Ritengo che sia stolto prendersela con intere categorie come se fossero tutti ugualmente colpevoli. Gli extracomunitari non sono tutti spacciatori, i preti non sono tutti pedofili, i rumeni non sono tutti stupratori, gli juventini non sono tutti ladri, i bassi di statura non sono tutti megalomani, i negri non sono tutti cannibali, i fantasmi non girano tutti col lenzuolo in testa, i dittatori non sono cattivi 365 giorni l’anno per 24 ore al giorno. Questo generalizzare ripetendo le cose che dice un socialista ladro da trent’anni e più, non è da persone sensate. è da beoti che ripetono quello che sentono dire senza ragionare. Il problema di questo Paese è il Bizantinismo, quel tenere tutte le persone in uno stato di soggezione, senza ammortizzatori sociali, costretti ad arrangiarsi, anche paraculando, a sfuggire ad una pressione fiscale iniqua e ingiusta, ad arrangiarsi. Siamo il Paese che si riempie la bocca di Famiglia, ma l’ultimo nell’Europa storica a tutelarla veramente. Qui non potrà mai succedere che una madre rimasta sola e disoccupata con una figlia da mantenere, grazie al sussidio di disoccupazione, può scrivere 10 libri che portano al suo Paese un sacco di soldi. Qui sarà costretta a “prostituirsi” per un lavoro qualunque e non porterà alcun business al suo Paese.

  • 29
    mario -

    io ho dovuto emigrare in brasile per poter lavorare. É vero ke si sofre lontano da casa…ma poi a casa vedi tutti gli amici disocupati o licenziati e (senza piu lavoro ,come é successo a un mio amico bidello nel 2008.).altro e il rapporto amoroso. Lo studio della psicologia e sociologia,ci aiuta a capire perke entriamo in relazionamenti parassitari dannosi e distruttivi. Un buon inizio é il libro “donne ke amano troppo”…. Aguri .rodolfo ha ragione .l estero e” l unica soférta soluzione. credere e pregare dio anke da sollievo motohondasahara@hotmail.com

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